Ogni volta che viene creato un nuovo cardinale, gli viene assegnata una chiesa nella Città Eterna per indicare il suo legame con il vescovo di Roma. Il titolo viene assegnato dal pontefice che crea il cardinale.
I titoli cardinalizi sono chiese della diocesi di Roma o delle sedi suburbicarie (ovvero le diocesi laziali fuori Roma, ma suffraganee alla diocesi di Roma) che vengono assegnati come onorifico ai porporati nel momento della nomina. Il loro nome varia a seconda degli “ordini” in cui è diviso il collegio cardinalizio: esistono infatti i cardinali vescovi, a cui è assegnata una delle sette sedi suburbicarie, i cardinali presbiteri, ai quali spettano propriamente i “titoli”, e i cardinali diaconi, ai quali sono assegnate le “diaconie”.
Perché ai cardinali viene assegnata una chiesa di Roma
Un'antica tradizione risalente alla Chiesa delle origini vuole che a ogni nuovo cardinale venga assegnata una chiesa a Roma. Originariamente il termine “cardinale” veniva attribuito ai sacerdoti incaricati delle parrocchie della città di Roma.
La Catholic Encyclopedia offre una breve spiegazione al riguardo: “Mantenendo questo costume, troviamo il termine 'cardinalis' applicato a Roma dalla fine del V secolo ai sacerdoti costantemente legati ai (dai 25 ai 28) tituli romani, o quasi-parrocchie (quasi diæceses), appartenenti alla chiesa del vescovo di Roma”.
Quando la Chiesa ha iniziato a estendersi in Europa e nel mondo, il Papa aveva bisogno di consiglieri, vescovi in queste nuove aree che lo coadiuvassero nelle azioni necessarie. Molti di questi vescovi vennero quindi nominati “cardinali” a indicare il loro rapporto unico con il Romano Pontefice.
“Nel corso del tempo e in base alla direzione papale della Chiesa manifestatasi sempre di più, il volume degli impegni ecclesiastici e temporali a Roma aumentò notevolmente, e di conseguenza i Papi esortarono i vescovi vicini a rappresentarli nelle funzioni episcopali e ad aiutarli con i loro consigli”.
Oltre ad essere nominati “cardinali”, questi vescovi ricevettero anche l'assegnazione di “chiese titolari” a Roma per cementare ulteriormente il loro legame con il vescovo di Roma, il Papa.
I titoli hanno un significato per lo più simbolico: indicano il legame che esiste tra i cardinali e il papa, che è appunto il vescovo della città di Roma. Alcuni titoli o diaconie hanno una storia antichissima. Altri, come si è detto all’inizio, sono stati invece creati molto recentemente.
Il rapporto tra il cardinale e la parrocchia
Parlando a livello pratico, il cardinale non partecipa alle attività parrocchiali quotidiane, né ha l'autorità di nominare pastori o di prendere decisioni importanti per la parrocchia. In realtà, la parrocchia di Roma è più una seconda casa per i cardinali, che sono sempre i benvenuti per celebrare la Messa nelle loro chiese titolari e curarne le necessità spirituali.
Quando i cardinali si trovano a Roma è comune che vadano a celebrare messa nella loro sede titolare. Si tratta di chiese diaconali o parrocchie, tutte dentro la Capitale.
I cardinali non esercitano quindi una giurisdizione ordinaria sulle chiese loro assegnate. Il legame con la comunità romana è soprattutto ecclesiale, liturgico e simbolico: la celebrazione nella chiesa titolare rende visibile la comunione con il vescovo di Roma e con la diocesi della quale il Papa è pastore.
Cardinali vescovi, presbiteri e diaconi
Il loro nome varia a seconda degli “ordini” in cui è diviso il collegio cardinalizio: esistono infatti i cardinali vescovi, a cui è assegnata una delle sette sedi suburbicarie (quella di Ostia è sempre del decano del collegio, in questo momento il 91enne cardinale Giovanni Battista Re). I cardinali presbiteri hanno quelli che si chiamano propriamente “titoli” e i cardinali diaconi le “diaconie”.
I cardinali vescovi sono collegati alle sedi suburbicarie, cioè alle diocesi del Lazio situate fuori Roma ma suffraganee della diocesi romana. Le chiese assegnate ai cardinali presbiteri sono invece i titoli cardinalizi propriamente detti, mentre le diaconie costituiscono il riferimento dei cardinali diaconi.
I titoli cardinalizi di cui si dà l'elenco in questa pagina (Tituli in latino) sono 222, suddivisi in sedi suburbicarie, titoli e diaconie.
| Ordine cardinalizio | Chiesa o sede assegnata | Significato del legame |
|---|---|---|
| Cardinali vescovi | Una delle sette sedi suburbicarie | Legame con le diocesi laziali suffraganee di Roma |
| Cardinali presbiteri | Titoli cardinalizi | Legame con le chiese della diocesi di Roma |
| Cardinali diaconi | Diaconie | Legame con le diaconie della città di Roma |
La sede di Ostia è sempre del decano del collegio, in questo momento il 91enne cardinale Giovanni Battista Re. Nella mappa, in rosso sono indicati i cardinali elettori del nuovo papa, con la rispettiva chiesa titolare. In blu, invece, i cardinali non elettori. In verde, il titolo del cardinale Angelo Becciu, formalmente elettore ma fuori dal Conclave in attesa che si risolvano le sue vicende giudiziarie.
Le icone con il simbolo della croce sono le sette sedi suburbicarie. L’unico elettore che regge una sede suburbicaria è il cardinale Prevost, con quella di Abano. La sede suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto è retta dal cardinale Re, che regge anche quella di Ostia.

Le chiese titolari durante il periodo del Conclave
In attesa dell’inizio del Conclave, previsto per mercoledì alle 16.30 nella Cappella Sistina, diversi cardinali hanno celebrato stamani la messa nelle parrocchie romane di cui sono titolari.
Un momento di raccoglimento e preghiera condiviso con i fedeli della città eterna, a pochi giorni dall’inizio delle votazioni per il 267esimo Pontefice. Il cardinale Jean Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, ha presieduto la celebrazione a Santa Maria ai Monti.
Da sempre impegnato nel dialogo interreligioso e vicino ai migranti, Aveline ha ricordato nell’omelia l’importanza della carità cristiana: “Solo l’amore è degno di fede. Non abbiamo paura della verità, degli altri che sono diversi da noi, perché ogni uomo e donna è un fratello e una sorella. Non abbiamo paura di impegnarci ad annunciare il Vangelo per l’amore e il rispetto dei più deboli dalla nascita alla morte".
Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, ha raggiunto in metropolitana la parrocchia di Santa Maria delle Grazie, mentre il cardinale Francois Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio, ha celebrato la messa nella chiesa di Santa Maria Immacolata di Lourdes, nel quartiere Boccea, sottolineando: “Dio non ci chiede strategie ma di ascoltarlo.”
Il cardinale Timothy Dolan di New York ha officiato la messa nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario. Alla fine della celebrazione, interpellato sull’immagine virale che ritrae Donald Trump vestito da Papa, ha commentato con ironia: "Mah, come dicono gli italiani, è stata una brutta figura".
Anche altri cardinali hanno celebrato nelle rispettive parrocchie romane: Gerard Ludwig Müller a Sant’Agnese in Agone, Frudolin Ambongo Besungu a San Gabriele Arcangelo, e Adalberto Martinez Glores, arcivescovo metropolita di Asunción, a San Giovanni a Porta Latina.
Domenica 4 maggio non lo hanno fatto tutti: si era ancora nei novendiali, i giorni di lutto per papa Bergoglio e i cardinali nel pomeriggio erano attesi per la celebrazione in San Pietro. Diversi però hanno comunque scelto di andare nelle loro chiese.
Le celebrazioni dei cardinali nelle chiese romane
Santa Maria ai Monti
Il cardinale Jean Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della conferenza episcopale francese, ha detto messa tra i flash dei fotografi nella chiesa di Santa Maria ai Monti.
Il cardinale Jean Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, ha presieduto la celebrazione a Santa Maria ai Monti. Da sempre impegnato nel dialogo interreligioso e vicino ai migranti, Aveline ha ricordato nell’omelia l’importanza della carità cristiana.
Santa Maria delle Grazie
Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, è andato in metropolitana a Santa Maria delle Grazie, dove c’era la prima comunione dei bambini della parrocchia.
Santa Maria Immacolata di Lourdes
Il cardinale Francois Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio, ha celebrato la messa nella chiesa di Santa Maria Immacolata di Lourdes, nel quartiere Boccea, sottolineando: “Dio non ci chiede strategie ma di ascoltarlo.”
Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario
Il cardinale Timothy Dolan di New York ha officiato la messa nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario. Mentre a margine della sua celebrazione alla chiesa di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan, per cui Donald Trump aveva mostrato apprezzamento nei giorni scorsi, ha definito una «brutta figura» l’immagine generata dall’Ia del presidente americano vestito da papa.
Altre chiese romane
Gerard Ludwig Müller ha celebrato a Sant’Agnese in Agone, Frudolin Ambongo Besungu a San Gabriele Arcangelo, e Adalberto Martinez Glores, arcivescovo metropolita di Asunción, a San Giovanni a Porta Latina.
Alcuni titoli cardinalizi di Roma
Le chiese titolari sono distribuite nei diversi quartieri della Capitale e comprendono basiliche storiche, parrocchie moderne, chiese dedicate alla Vergine Maria, a Cristo, agli apostoli e ai santi della tradizione romana e universale.
| Titolo cardinalizio | Cardinale indicato | Chiesa |
|---|---|---|
| Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario | Timothy Michael Dolan | Chiesa di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario |
| Santa Maria ai Monti | Jorge Liberato Urosa Savino | Chiesa di Santa Maria ai Monti |
| San Gabriele Arcangelo all'Acqua Traversa | Fridolin Ambongo Besungu | Chiesa di San Gabriele Arcangelo |
| San Giovanni a Porta Latina | vacante | Chiesa di San Giovanni a Porta Latina |
| Sant'Egidio | Matteo Maria Zuppi | Chiesa di Sant'Egidio |
| San Felice da Cantalice a Centocelle | Luis Antonio Tagle | Chiesa di San Felice da Cantalice |
| Santa Cecilia | Gualtiero Bassetti | Basilica di Santa Cecilia in Trastevere |
| San Marco | Angelo De Donatis | Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio |
Santa Maria e i titoli mariani
- Beata Vergine Maria Addolorata a Piazza Buenos Aires - Chiesa di Santa Maria Addolorata a Piazza Buenos Aires.
- Beata Vergine Maria del Monte Carmelo a Mostacciano - Chiesa di Santa Maria del Carmelo.
- Gran Madre di Dio - Chiesa della Gran Madre di Dio.
- Immacolata al Tiburtino - Chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giovanni Berchmans.
- Immacolata Concezione di Maria a Grottarossa - Chiesa di Santa Maria Immacolata a Grottarossa.
- Nostra Signora de La Salette - Chiesa di Nostra Signora de La Salette.
- Nostra Signora del Santissimo Sacramento e Santi Martiri Canadesi - Basilica di Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola.
- Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario - Chiesa di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario.
- Nostra Signora di Guadalupe e San Filippo Martire in Via Aurelia - Basilica di Nostra Signora di Guadalupe e San Filippo in Via Aurelia.
- Regina Apostolorum - Basilica di Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola.
- Santa Maria Addolorata - Chiesa di Santa Maria Addolorata.
- Santa Maria ai Monti - Chiesa di Santa Maria ai Monti.
- Sacro Cuore di Maria - Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria ai Parioli.
I titoli dedicati a Cristo
- Gesù Divin Lavoratore - Chiesa di Gesù Divino Lavoratore.
- Gesù Divin Maestro alla Pineta Sacchetti - Chiesa di Gesù Divino Maestro.
- Natività di Nostro Signore Gesù Cristo a Via Gallia - Chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo.
- Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo - Chiesa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.
- Sacro Cuore di Gesù agonizzante a Vitinia - Chiesa del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante.
- Santi XII Apostoli - Basilica dei Santi Dodici Apostoli.
- Sacri Cuori di Gesù e Maria a Tor Fiorenza - Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Basiliche e chiese della tradizione romana
- Sant'Agnese fuori le mura - Basilica di Sant'Agnese fuori le Mura.
- Sant'Agostino - Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio.
- Sant'Anastasia - Basilica di Sant'Anastasia al Palatino.
- Sant'Andrea della Valle - Basilica di Sant'Andrea della Valle.
- Santi Andrea e Gregorio al Monte Celio - Chiesa dei Santi Andrea e Gregorio al Celio.
- San Bartolomeo all'Isola - Basilica di San Bartolomeo all'Isola.
- Santi Bonifacio e Alessio - Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'Aventino.
- Santa Cecilia - Basilica di Santa Cecilia in Trastevere.
- San Crisogono - Basilica di San Crisogono.
- Santa Croce in Gerusalemme - Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
- San Francesco d'Assisi a Ripa Grande - Chiesa di San Francesco a Ripa Grande.
- San Lorenzo in Damaso - Basilica di San Lorenzo in Damaso.
- San Lorenzo in Lucina - Basilica di San Lorenzo in Lucina.
- San Luigi dei Francesi - Chiesa di San Luigi dei Francesi in Campo Marzio.
- San Marco - Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio.
Parrocchie nei quartieri romani
- Sant'Alberto Magno - Chiesa di Sant'Alberto Magno.
- San Camillo de Lellis agli Orti Sallustiani - Basilica di San Camillo de Lellis.
- Santa Chiara a Vigna Clara - Chiesa di Santa Chiara a Vigna Clara.
- San Corbiniano - Chiesa di San Corbiniano.
- Sant'Egidio - Chiesa di Sant'Egidio.
- Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli - Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio.
- San Felice da Cantalice a Centocelle - Chiesa di San Felice da Cantalice.
- San Fran
Cardinali e parrocchie romane: significato, storia e celebrazioni nelle chiese titolari
Quando viene creato un nuovo cardinale, gli viene assegnata una chiesa nella Città Eterna per indicare il suo legame con il vescovo di Roma. I titoli cardinalizi sono chiese della diocesi di Roma o delle sedi suburbicarie (ovvero le diocesi laziali fuori Roma, ma suffraganee alla diocesi di Roma) che vengono assegnati come onorifico ai porporati nel momento della nomina.
Il titolo ha soprattutto un valore simbolico e non attribuisce al cardinale la gestione ordinaria della parrocchia: il cardinale non partecipa alle attività parrocchiali quotidiane, né ha l'autorità di nominare pastori o di prendere decisioni importanti per la parrocchia. In realtà, la parrocchia di Roma è più una seconda casa per i cardinali, che sono sempre i benvenuti per celebrare la Messa nelle loro chiese titolari e curarne le necessità spirituali.
Perché ai cardinali viene assegnata una chiesa a Roma
Un'antica tradizione risalente alla Chiesa delle origini vuole che a ogni nuovo cardinale venga assegnata una chiesa a Roma. Originariamente il termine “cardinale” veniva attribuito ai sacerdoti incaricati delle parrocchie della città di Roma.
La Catholic Encyclopedia offre una breve spiegazione al riguardo: “Mantenendo questo costume, troviamo il termine 'cardinalis' applicato a Roma dalla fine del V secolo ai sacerdoti costantemente legati ai (dai 25 ai 28) tituli romani, o quasi-parrocchie (quasi diæceses), appartenenti alla chiesa del vescovo di Roma”.
Quando la Chiesa ha iniziato a estendersi in Europa e nel mondo, il Papa aveva bisogno di consiglieri, vescovi in queste nuove aree che lo coadiuvassero nelle azioni necessarie. Molti di questi vescovi vennero quindi nominati “cardinali” a indicare il loro rapporto unico con il Romano Pontefice.
“Nel corso del tempo e in base alla direzione papale della Chiesa manifestatasi sempre di più, il volume degli impegni ecclesiastici e temporali a Roma aumentò notevolmente, e di conseguenza i Papi esortarono i vescovi vicini a rappresentarli nelle funzioni episcopali e ad aiutarli con i loro consigli”.
Oltre ad essere nominati “cardinali”, questi vescovi ricevettero anche l'assegnazione di “chiese titolari” a Roma per cementare ulteriormente il loro legame con il vescovo di Roma, il Papa.
Cardinali e titoli romani nella storia della Chiesa
Come abbiamo visto nelle considerazioni storiche sul cardinalato, all’inizio della storia della Chiesa, il papa riuniva a sé vari membri del clero romano per assisterlo in alcuni compiti pastorali, compreso anche il lavoro amministrativo, giuridico, liturgico e dottrinale.
Col tempo, il gruppo di cardinali che lo assisteva regolarmente, anche più volte alla settimana, venne a costituire il centro della sua “curia”, modellata, in parte, sui consigli cittadini dell’epoca pre-cristiana (curia latina), che aiutavano a governare la Roma secolare e i suoi dintorni.
Questa organizzazione ecclesiastica ha subito vari cambiamenti nel corso dei secoli, in particolare dopo l’invito del Concilio Vaticano II a rimodellare la Curia romana, successivamente attuato da Papa Paolo VI.
Attualmente la Curia romana è organizzata per l’essenziale dal Codice di diritto canonico del 1983 e dalla Costituzione apostolica di Papa Francesco del 2022 intitolata Praedicate Evangelium (Predicate il Vangelo).
Senza dubbio il compito più importante di un cardinale è quello di eleggere il romano pontefice (e di questo tema tratteremo più avanti), ma per capire la figura di questi elettori - alcuni dei quali sono stati a loro volta eletti - giova avere una visione più ampia dei loro ruoli attuali.
Il significato dei titoli cardinalizi
I titoli hanno un significato per lo più simbolico: indicano il legame che esiste tra i cardinali e il papa, che è appunto il vescovo della città di Roma.
Il titolo viene assegnato dal pontefice che crea il cardinale. I titoli cardinalizi di cui si dà l'elenco in questa pagina (Tituli in latino) sono 222, suddivisi in sedi suburbicarie, titoli e diaconie.
Nel 2024, quando nel suo ultimo concistoro papa Francesco ha creato 21 nuovi cardinali (di cui venti elettori e un non elettore), il pontefice ha fatto anche un’altra cosa. Ha istituito anche nove nuovi titoli cardinalizi.
Alcuni titoli o diaconie hanno una storia antichissima. Altri, come si è detto all’inizio, sono stati invece creati molto recentemente.
I tre ordini del collegio cardinalizio
Il loro nome varia a seconda degli “ordini” in cui è diviso il collegio cardinalizio: esistono infatti i cardinali vescovi, a cui è assegnata una delle sette sedi suburbicarie (quella di Ostia è sempre del decano del collegio, in questo momento il 91enne cardinale Giovanni Battista Re).
I cardinali presbiteri hanno quelli che si chiamano propriamente “titoli” e i cardinali diaconi le “diaconie”.
Ordine cardinalizio Tipo di sede Significato Cardinali vescovi Sedi suburbicarie Una delle sette sedi suburbicarie Cardinali presbiteri Titoli Chiese titolari della diocesi di Roma Cardinali diaconi Diaconie Chiese assegnate come diaconie Tradizionalmente, i cardinali vescovi, come si è visto nella sezione storica, erano coloro che avevano sedi nei dintorni di Roma. Con la crescita della Chiesa, il Papa iniziò a desiderare che anche gli arcivescovi di alcune importanti zone metropolitane fossero cardinali: queste sedi divennero note come “sedi cardinalizie”: un vescovo nominato a capo di esse riceveva abitualmente la porpora.
In questo modo, i cardinali potevano avere una conoscenza approfondita delle città e dei centri cattolici più importanti del mondo, tra cui Venezia, Milano, Parigi, Santiago de Compostela, Londra, Colonia, Lisbona, Budapest e, più tardi, Tokyo, New York, Washington D.C., Bombay e Città del Messico, oltre a molte altre.
Ma essere arcivescovo in una determinata sede non dà diritto al cardinalato, come ha dimostrato Papa Francesco non dando la berretta rossa agli arcivescovi di alcune sedi come Venezia, Tokyo, Los Angeles e Filadelfia.
Papa Francesco ha preferito invece nominare cardinali coloro che si trovano nelle “periferie”, vescovi che guidano diocesi più piccole o diocesi metropolitane nel sud del mondo, in parte per riflettere dove la Chiesa sta crescendo più velocemente.
Il rapporto tra titolo cardinalizio e autorità parrocchiale
Parlando a livello pratico, il cardinale non partecipa alle attività parrocchiali quotidiane, né ha l'autorità di nominare pastori o di prendere decisioni importanti per la parrocchia.
In realtà, la parrocchia di Roma è più una seconda casa per i cardinali, che sono sempre i benvenuti per celebrare la Messa nelle loro chiese titolari e curarne le necessità spirituali.
Ora che i cardinali non hanno più la giurisdizione sulle loro chiese suburbicarie o titolari, si possono dividere tutti i cardinali in uno di tre gruppi: i cardinali di Curia, che prestano servizio a tempo pieno e unicamente nella Curia romana, i cardinali che hanno responsabilità a tempo pieno come vescovi diocesani, e i cardinali senza giurisdizione che non prestano servizio in Curia.
Ordinariamente il Papa conduce gli affari della Chiesa universale per mezzo della Curia romana, “che in suo nome e con la sua autorità adempie alla propria finzione per il bene e a servizio delle Chiese”.
Giovanni Paolo II sottolinea che la Curia romana è uno strumento a servizio del Papa; come una penna in mano ad uno scrittore, essa non possiede “alcuna autorità nè alcun potere all’infuori di quelli che riceve dal supremo pastore”.
Pertanto, i cardinali lavorano nella Curia con “carattere vicario”, partecipando all’Ufficio petrino del Romano Pontefice. La loro collaborazione con il Papa contribuisce a garantire l’unità cattolica - in primo luogo, l’unità della fede, e poi l’unità della disciplina, nella comunione con Cristo.
Cardinali di Curia e cardinali impegnati nelle diocesi
Gli incarichi curiali ricoperti dai cardinali a primavera del 2020 riguardano le seguenti istituzioni curiali:
- Segreteria di Stato (Pietro Parolin)
- Dicastero per l’Evangelizzazione (Luis Tagle)
- Dicastero per la Dottrina della Fede (Vìctor Manuel Fernández)
- Dicastero per i Vescovi (Robert Prevost)
- Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (Arthur Roche)
- Dicastero per la Cultura e l’Educazione (José Tolentino Calaça de Mendonça)
- Dicastero delle Cause dei Santi (Marcello Semeraro)
- Dicastero per il Clero (Lazzaro You Heung-sik)
- Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (João Bráz de Aviz)
- Dicastero per le Chiese Orientali (Claudio Gugerotti)
- Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (Kevin Farrell; anche Camerlengo pontificio)
- Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale (Michael Czerny)
- Dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani (Kurt Koch)
- Dicastero per il Dialogo Interreligioso (George Koovakad)
- Ufficio della Carità Pontificia/Aller (Konrad Krajewski)
Questi cardinali potrebbero sembrare abbastanza numerosi - e ci sono anche alcuni altri cardinali di Curia - ma in realtà meno del 20% dei cardinali elettori, che possono votare per il prossimo Papa, sono esclusivamente dei cardinali di Curia.
Va notato che essere a capo di una istituzione curiale non garantisce il diventare cardinale. Tra il 1940 e il 1950, Pio XII non elevò al cardinalato molti prefetti e presidenti di istituzioni curiali.
La grande maggioranza del collegio è costituita da cardinali che prestano servizio come arcivescovi a tempo pieno nelle diocesi di tutto il mondo.
Poiché le grandi arcidiocesi richiedono molta attenzione, pochissimi cardinali che li guidano sono anche a capo di istituzioni curiali - con le rare eccezioni recenti di Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e coordinatore del Consiglio per l’Economia, e Oscar Rodríguez Maradiaga, che per un periodo è stato allo stesso tempo arcivescovo di Tegucigalpa in Honduras e coordinatore del Consiglio dei Cardinali.
Il ruolo ecclesiale e i privilegi dei cardinali
Le qualifiche generali necessarie perché un uomo possa essere promosso al cardinalato sono stabilite dalla legge della Chiesa: devono infatti essere “veramente eccellenti per dottrina, virtù, pietà e prudenza nelle questioni pratiche”.
Tutti i cardinali possiedono per diritto alcuni privilegi, tra cui: tenere una cappella privata con il Santissimo Sacramento; confessare e predicare in qualsiasi parte del mondo; non essere soggetti ad alcuna giurisdizione se non quella del Papa.
Per secoli, i cristiani hanno riconosciuto che il color rosso dei vestiti, siano essi liturgici i cerimoniali, ricorda il martirio; nel 1245 Papa Innocenzo IV inaugurò l’usanza di dare ai cardinali dei cappelli rossi come abbigliamento loro caratteristico - che durò fino all’abrogazione di tale prassi da parte di Paolo VI nel 1967.
Nel 1630, Papa Urbano VIII insistette sul fatto che ai cardinali ci si rivolgesse con il titolo di “Vostra Eminenza”, e questa usanza permane tuttora.
I cardinali nelle epoche precedenti erano importanti come principi della Chiesa che, con i loro redditi e grazie al loro seguito, patrocinavano dipinti, musica e architettura di pregio, comprese le loro proprie tombe.
Nei casi straordinari di Richelieu e Mazzarino, e altri simili, alcuni cardinali hanno contribuito al destino di interi Stati. Sebbene in posizioni più umili, i cardinali svolgono comunque un ruolo significativo nella Chiesa e nel mondo anche oggi.
Le celebrazioni nelle parrocchie romane prima del Conclave
In attesa dell’inizio del Conclave, previsto per mercoledì alle 16.30 nella Cappella Sistina, diversi cardinali hanno celebrato stamani la messa nelle parrocchie romane di cui sono titolari.
Un momento di raccoglimento e preghiera condiviso con i fedeli della città eterna, a pochi giorni dall’inizio delle votazioni per il 267esimo Pontefice.
Quando i cardinali si trovano a Roma è comune che vadano a celebrare messa nella loro sede titolare: domenica 4 maggio non lo hanno fatto tutti (si era ancora nei novendiali, i giorni di lutto per papa Bergoglio e i cardinali nel pomeriggio erano attesi per la celebrazione in San Pietro).
Diversi però hanno comunque scelto di andare nelle loro chiese.

Jean Marc Aveline a Santa Maria ai Monti
Il cardinale Jean Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, ha presieduto la celebrazione a Santa Maria ai Monti.
Il cardinale Jean Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della conferenza episcopale francese, ha detto messa tra i flash dei fotografi nella chiesa di Santa Maria ai Monti.
Da sempre impegnato nel dialogo interreligioso e vicino ai migranti, Aveline ha ricordato nell’omelia l’importanza della carità cristiana: “Solo l’amore è degno di fede. Non abbiamo paura della verità, degli altri che sono diversi da noi, perché ogni uomo e donna è un fratello e una sorella. Non abbiamo paura di impegnarci ad annunciare il Vangelo per l’amore e il rispetto dei più deboli dalla nascita alla morte".
Joseph Tobin a Santa Maria delle Grazie
Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, è andato in metropolitana a Santa Maria delle Grazie, dove c’era la prima comunione dei bambini della parrocchia.
Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, ha raggiunto in metropolitana la parrocchia di Santa Maria delle Grazie.
François-Xavier Bustillo a Santa Maria Immacolata di Lourdes
Il cardinale Francois Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio, ha celebrato la messa nella chiesa di Santa Maria Immacolata di Lourdes, nel quartiere Boccea, sottolineando: “Dio non ci chiede strategie ma di ascoltarlo.”
Timothy Dolan a Nostra Signora di Guadalupe
Il cardinale Timothy Dolan di New York ha officiato la messa nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario.
Mentre a margine della sua celebrazione alla chiesa di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan, per cui Donald Trump aveva mostrato apprezzamento nei giorni scorsi, ha definito una «brutta figura» l’immagine generata dall’Ia del presidente americano vestito da papa.
Alla fine della celebrazione, interpellato sull’immagine virale che ritrae Donald Trump vestito da Papa, ha commentato con ironia: "Mah, come dicono gli italiani, è stata una brutta figura".
Altre celebrazioni nelle chiese titolari
Anche altri cardinali hanno celebrato nelle rispettive parrocchie romane: Gerard Ludwig Müller a Sant’Agnese in Agone, Frudolin Ambongo Besungu a San Gabriele Arcangelo, e Adalberto Martinez Glores, arcivescovo metropolita di Asunción, a San Giovanni a Porta Latina.
Nella mappa, in rosso sono indicati i cardinali elettori del nuovo papa, con la rispettiva chiesa titolare. In blu, invece, i cardinali non elettori. In verde, il titolo del cardinale Angelo Becciu, formalmente elettore ma fuori dal Conclave in attesa che si risolvano le sue vicende giudiziarie.
Le icone con il simbolo della croce sono le sette sedi suburbicarie. L’unico elettore che regge una sede suburbicaria è il cardinale Prevost, con quella di Abano.
La sede suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto è retta dal cardinale Re, che regge anche quella di Ostia.

Le chiese titolari e il Conclave
Oggi non sono previste riunioni, ma i cardinali si ritroveranno domani per un doppio appuntamento: alle 9 del mattino e alle 17 nel pomeriggio.
Un’ulteriore sessione è in programma per martedì mattina.
Secondo quanto riferito da alcuni porporati, all’uscita dalle Congregazioni, “c’è bisogno di più tempo per pregare insieme” e maturare una convergenza sul successore di Papa Francesco.
Non è escluso, però, che tra giovedì e venerdì possa già emergere il nome del nuovo Pontefice.
Il cardinale Matteo Zuppi invece, dopo il ritorno da Roma, è rientrato stamattina a Bologna. Nella sede dell’Arcivescovado, in via Altabella, ha avuto alcuni incontri privati, presumibilmente con i suoi più stretti collaboratori.
Al momento non sono previsti impegni pubblici o celebrazioni religiose, anche se non si escludono sorprese. La permanenza bolognese dovrebbe essere breve: Zuppi è atteso nuovamente a Roma nel tardo pomeriggio o in serata, per prendere parte alle Congregazioni di domani mattina.
Alcuni titoli cardinalizi romani
Le chiese titolari sono distribuite in tutta la Capitale e comprendono basiliche storiche, chiese parrocchiali e sedi diaconali. Tra i titoli ricordati figurano Santa Maria ai Monti, Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, Sant’Agnese fuori le mura, Sant’Egidio, San Gabriele Arcangelo all’Acqua Traversa e San Giovanni a Porta Latina.
Titolo cardinalizio Dedicazione Cardinale indicato Chiesa Santa Maria ai Monti Maria Vergine Jorge Liberato Urosa Savino Chiesa di Santa Maria ai Monti Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario Maria Vergine Timothy Michael Dolan Chiesa di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario Sant'Egidio Sant'Egidio Matteo Maria Zuppi Chiesa di Sant'Egidio San Gabriele Arcangelo all'Acqua Traversa San Gabriele arcangelo Fridolin Ambongo Besungu Chiesa di San Gabriele Arcangelo San Giovanni a Porta Latina San Giovanni evangelista vacante Chiesa di San Giovanni a Porta Latina Sant'Agnese fuori le mura Sant'Agnese di Roma vacante Basilica di Sant'Agnese fuori le Mura Tra gli altri titoli cardinalizi presenti nell’elenco figurano Beata Vergine Maria Addolorata a Piazza Buenos Aires, Beata Vergine Maria del Monte Carmelo a Mostacciano, Gesù Divin Lavoratore, Gran Madre di Dio, Immacolata al Tiburtino, Natività di Nostro Signore Gesù Cristo a Via Gallia, Regina Apostolorum, Sant’Agostino, Sant’Andrea al Quirinale, Santa Cecilia, Santa Croce in Gerusalemme, Santi XII Apostoli, San Francesco d’Assisi a Ripa Grande, San Luigi dei Francesi, San Marcello e San Marco.
Il patrimonio dei titoli cardinalizi comprende inoltre San Clemente, San Crisogono, Santa Maria Addolorata, San Girolamo dei Croati, San Lorenzo in Damaso, San Lorenzo in Lucina, San Lorenzo in Panisperna, San Giovanni Battista dei Fiorentini, Santi Giovanni e Paolo, San Bartolomeo all’Isola e Sant’Antonio da Padova a Via Merulana.
La presenza dei cardinali nelle chiese romane rende visibile il legame tra il collegio cardinalizio e la diocesi del Papa. La celebrazione nelle parrocchie titolari non sostituisce il servizio pastorale ordinario dei parroci, ma esprime una comunione ecclesiale che unisce la città di Roma alle diocesi e alle comunità cattoliche di tutto il mondo.
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