Giacomo Celentano e “La cittadina della Divina Misericordia”

Giacomo Celentano ha raccontato il proprio cammino dalla vita da “figlio di papà” alla riscoperta della fede, fino alla scelta di diventare, secondo le sue parole, un “figlio di Dio”. La sua esperienza personale è legata alla malattia, alla preghiera, al pellegrinaggio a Lourdes, all’incontro con Katia e alla nascita di una famiglia credente.

Con Vito Cifarelli, Katia e il figlio, Giacomo ha fondato l’associazione “La cittadina della divina misericordia” allo scopo di aiutare bambini e adolescenti in difficoltà, poveri, malati, persone con disabilità, ospitandoli in una struttura di accoglienza.

Il racconto al raduno dell’Unitalsi lombarda

È giunto alla quinta edizione il tradizionale raduno estivo regionale dei giovani dell’Unitalsi lombarda, dal titolo “Insieme sulla via della gioia”. Nel fine settimana del 6 e 7 luglio hanno partecipato un centinaio tra volontari e persone con disabilità (25 in tutto, di cui 15 in carrozzina e 10 marcianti). La location scelta per l’occasione era la “verde” provincia di Varese.

«Due giorni insieme per divertirci, giocare e vivere un’esperienza nuova - spiega Francesca Bianchi, responsabile dei giovani della sottosezione Unitalsi di Varese -. Sabato pomeriggio, grazie alle carrozze messe a disposizione dai fratelli Valentini, siamo stati ospiti del Riding Club Casorate Sempione, accolti cordialmente da Diana e Danilo. I ragazzi sono stati molto contenti, anche perché quasi nessuno di loro era mai andato in carrozza».

Dopo il trasferimento all’oratorio di Caronno Varesino per la cena insieme, la serata è proseguita con balli e musica dal vivo con la partecipazione di una band della zona. «Qualcuno dei nostri ragazzi si è anche lanciato sul palco a cantare», racconta ancora Bianchi.

Gioia, condivisione e fraternità gli ingredienti immancabili dei giovani unitalsiani, tutti nella loro maglietta bianca «con il logo dell’associazione sul cuore», come ha ricordato Marco Maggi, responsabile regionale dei giovani - con Maria Cristina Porro - e tra i promotori della due-giorni. L’amore per gli altri e la fede sono alla base di ogni pellegrinaggio e attività sul territorio.

Giovani Unitalsi con persone disabili

L’incontro a Villa Cagnola

La giornata di domenica si è svolta nella splendida cornice di Villa Cagnola a Gazzada, con il bel parco affacciato sul lago. In mattinata grande attesa per un testimone d’eccezione, Giacomo Celentano (figlio di Adriano e Claudia Mori), giunto insieme alla moglie Katia Guccione e al figlio.

Ad aprire l’evento-clou Vito Cifarelli, che ha imitato magistralmente papà Adriano con canzoni e battute in mezzo al pubblico. Giacomo ha iniziato con alcuni brani, seguito dalla moglie che ha cantato due pezzi. Poi ha preso la parola per il suo intervento, «Da figlio di papà a figlio di Dio».

Giacomo Celentano si “confessa” alla quinta edizione del tradizionale raduno estivo regionale dei giovani dell’Unitalsi lombarda, dal titolo “Insieme sulla via della gioia”. Il figlio di Adriano Celentano e Claudia Mori ha parlato di come incontrato la fede, da “figlio di papà” che era, a “figlio di Dio” che è diventato.

La malattia e la crisi personale

Quando nel 1989 ha esordito pubblicando il suo primo album da solista, ha ammesso di essere «dedito solo alle canzoni e al mio lavoro: non andavo più in Chiesa e non pregavo più».

L’anno dopo il mondo gli è crollato addosso: «Una sera ho avuto un’insufficienza respiratoria che mi impediva di cantare. Avevo smesso di fare sport, non uscivo più con gli amici, la mia ragazza mi ha lasciato…».

In pochi mesi Giacomo si è ritrovato «solo con la mia malattia» e «con la terra bruciata intorno».

Il ritorno alla preghiera e il percorso vocazionale

Così è tornato a pregare, a modo suo: «Signore, perché proprio a me? Vuoi che io non canti più? Vuoi che mi faccia frate?». Un pensiero che tornava ostinato nella sua mente.

Allora, grazie a padre Emilio, un frate francescano di Milano, ha iniziato un percorso vocazionale per capire quale fosse il progetto di Dio su di lui.

Poi, quando la sua guida spirituale gli ha chiesto: «Se Dio ti ridà la voce domani mattina, ricominci a cantare o fai il frate?», Giacomo ha risposto: «Torno a cantare». E padre Emilio: «Allora il convento era un ripiego».

Quelle parole gli hanno aperto gli occhi.

Intanto andava a Messa e leggeva libri spirituali: più pregava e meglio stava, anche fisicamente.

L’esperienza di Lourdes

«Poi sono andato a Lourdes con mamma e papà - ha ricordato -. La Grotta di Massabielle mi ha colpito molto. Una sera c’erano tanti malati, anche più gravi di me, che pregavano.

Anch’io ho pregato la Madonna: “Maria, io non ti chiedo il successo, la popolarità, ma di dare un senso alla mia vita, di realizzarmi”».

Si legge sempre sul portale della Curia di Milano, che Giacomo in quel periodo pregava molto, andava a messa, leggeva testi spirituali.

Grotta di Massabielle a Lourdes

L’incontro con Katia e la vita familiare

Dopo Lourdes un’altra svolta. Sente che c’è qualcosa in più dell’amicizia nei confronti di una ragazza che aveva conosciuto poco prima: è Katia.

Con lei si fidanza, ma «nella castità, perché per noi era un valore importante», e dopo 4 anni e mezzo, nel 2002, il matrimonio.

Nel 2004, a coronare il loro amore, è nato il figlio.

«Siamo una famiglia di credenti, ora cerchiamo di vivere il Vangelo nel quotidiano, pur con i nostri limiti, i nostri peccati, la nostra fragilità».

La nascita dell’associazione

Con Vito Cifarelli, Katia e il figlio, Giacomo ha fondato l’associazione “La cittadina della divina misericordia” (lo stesso titolo dell’inno che ha composto) allo scopo di aiutare bambini e adolescenti in difficoltà, poveri, malati, persone con disabilità, ospitandoli in una struttura di accoglienza.

Per realizzare questo sogno è già partita una raccolta fondi.

L’associazione accoglie volontari che esercitano le opere di misericordia corporale e spirituale nei confronti di bambini ed adolescenti abbandonati in strada, poveri, malati, disabili o con disagi.

La realtà vuole avvicinare le persone alla preghiera, alla Chiesa e ai sacramenti, senza sostituire le cose reali che devono essere fatte e vissute nella vita cristiana.

ElementoDescrizione
NomeLa cittadina della divina misericordia
FondatoriGiacomo Celentano, Katia e Vito Cifarelli
DestinatariBambini, adolescenti, poveri, malati e persone con disabilità
ObiettivoOspitare persone in difficoltà in una struttura di accoglienza
Riferimento spiritualeOpere di misericordia corporale e spirituale

“Uno sguardo dal cielo”: testimonianza, musica e solidarietà

Nato come spettacolo - testimonianza è un evento che ha lo scopo di raccogliere fondi per riuscire a creare una struttura in Italia.

L'evento è diviso tra momenti di canto e di testimonianza sui libri scritti da Giacomo Celentano, con l'accompagnamento di sua moglie Katia Guccione e un loro collaboratore Vito Cifarelli.

Tra spettacolo e solidarietà. il quartiere è in festa.

Trattasi di uno spettacolo di solidarietà che si svolge a Corato(BA) una volta all'anno, da 15 anni.

Questa manifestazione è a favore delle tre associazioni: La Cittadina Della Divina Misericordia Onlus, Fondazione ANT e il Centro Zenith.

Questo spettacolo è costituito dalla presenza di artisti e amici, che appoggiano questa realtà.

Giacomo Celentano a Sanremo (commento Gialappa's Band)

La canzone dedicata alla Divina Misericordia

“La cittadina della divina misericordia” è anche il titolo dell’inno che Giacomo Celentano ha composto.

BranoAutoreDurata
La cittadina della divina misericordiaGiacomo Celentano03:52

La cittadina della divina misericordia; Giacomo Celentano; Autore: Giacomo Celentano / Compositori: Giacomo Celentano.

La solidarietà nel cammino dell’Unitalsi

Desideri, speranze e progetti raccolti nella Messa conclusiva presieduta da monsignor Luigi Stucchi.

Erano presenti anche i coniugi-volontari Rachele ed Ernesto, che hanno festeggiato i 60 anni di matrimonio.

Dietro le quinte di ogni evento, a vigilare e a incoraggiare i giovani, «futuro della nostra associazione», il presidente Vittore De Carli, che ha presentato Greta, la giovane unitalsiana «insignita nei mesi scorsi dal presidente Mattarella del titolo di Cavaliere della Repubblica, come primo soccorritore in carrozzina tra i piccoli ricoverati in ospedale».

Un motivo d’orgoglio per la grande famiglia di volontari lombardi che si sono stretti a lei con gioia.

La due-giorni è terminata con il pranzo sotto i portici di Villa Cagnola.

Il prossimo appuntamento dei giovani sarà il 4 agosto, il pellegrinaggio a Lourdes con malati e persone con disabilità. Sempre riconoscibili per la loro divisa, ma anche per l’entusiasmo che li contraddistingue.

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