Festa della Natività della Beata Vergine Maria presso gli Agostiniani

La Natività della Beata Vergine Maria si celebra ogni anno l’8 settembre e ricorda la nascita della madre di Gesù. La festa religiosa dell’8 settembre celebra la nascita di Maria, che viene letta alla luce della missione che le sarà affidata: diventare la madre di Gesù e accogliere il Figlio di Dio.

La celebrazione della nascita della Beata Vergine Maria è stata introdotta dal papa Sergio I (687-701) nel solco della tradizione orientale. Si tratta di una delle più antiche feste mariane, condivisa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa.

Il significato della Natività di Maria

La Natività, come tutte le principali festività mariane, è di origine orientale. Nella Chiesa romana è attestata con sicurezza verso la metà del secolo VII.

Già la tradizione antica notava che nella Chiesa si celebra solo la Natività di due personaggi: S. Giovanni Battista e Maria Santissima. Evidentemente la ragione di fondo per Maria, oltre alla sua perfezione e dignità unica, è quella della sua posizione ed importanza in ordine alla salvezza.

L'entrata nel mondo di questa creatura ha un rilievo unico, sovrapersonale, universale. La festività odierna si colloca pertanto in un rapporto immediato con la solennità dell'Immacolato concepimento e con quella dell'Annunciazione del Signore.

La festa, quindi, oltre a ricordarci la nascita della Madonna, ci preannuncia proprio la storia che condurrà all’Incarnazione. Non a caso, la liturgia parla della Natività di Maria come dell’aurora della salvezza.

La Natività di Maria è “speranza e aurora di salvezza al mondo intero”. In Lei e con Lei le promesse diventano ormai speranza certa.

Quello che è stato sospirato, desiderato, atteso, con la Natività di Maria diviene inizio del compimento dell'opera salvifica. Il concetto è espresso con un'immagine bellissima e particolarmente significativa in ordine al mutarsi dei tempi della salvezza: Maria compare nella scena di questo mondo come l'aurora che annuncia e precede il sorgere del sole.

Maria aurora della salvezza

Una festa legata alla nascita e alla salvezza

La Liturgia dell’odierna Solennità è tutta tramata dal tema della nascita. Commentando questo Salmo Sant’Agostino esclama: «L’Altissimo ha fondato questa città per nascervi, allo stesso modo che ha creato sua madre per nascere da lei. Quale promessa, quale speranza, fratelli miei! Ecco per noi l’Altissimo, che ha fondato la città, le dice: Madre!» (Sant’Agostino, Commento al Salmo 87).

La profezia di Michea, alludendo al tempo in cui sorgerà il Messia a Betlemme, riprende il tema della nascita. Afferma: «Quando colei che deve partorire partorirà…» (Mic 5,2, Prima Lettura).

Il Vangelo di Matteo che abbiamo sentito proclamare rivela il cuore della Festa di oggi: la nascita verginale di Gesù, a cui quella di Maria è ordinata. Ricostruendo puntigliosamente la genealogia di Gesù, da Abramo fino a Giuseppe, lo sposo di Maria, con quell’impressionante litania di nomi - noti e sconosciuti, giganti della fede ed empi, santi e peccatori… - Matteo ripete per decine di volte il potente «generò».

Il centro a cui conducono e da cui partono tutte le linee prospettiche della storia della salvezza, è la nascita nel corpo mortale del Figlio di Dio. In vista di questo mistero centrale fu decretata la nascita della Beata Vergine Maria.

Dio ha scelto Maria per diventare la Madre di Gesù Cristo. Secondo la fede della Chiesa, tutta la persona e l'esistenza di Maria sono improntate a questa chiamata eccezionale.

Questo è il motivo per cui noi guardiamo al suo ingresso in questo mondo, alla sua nascita, con venerazione e con riconoscenza; e anche se la data esatta di questa nascita non ci è nota, essa cade inequivocabilmente negli anni immediatamente precedenti quella santa notte di Betlemme.

Con la nascita del Signore, a cui è stata ordinata la nascita della Vergine Sua Madre, entra nel mondo quella che Paolo non esita a definire come nuova creatura. Questa novità risplende in modo eminente nella Beata Vergine Maria, «speranza e aurora di salvezza per il mondo intero» (Postcommunio).

Maria, aurora prima del Sole

Le letture odierne illuminano magnificamente questa sacra alba. Michea, nella sua profezia, parla di Betlemme, la più piccola tra le tribù di Giuda, dalla quale “uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le cui origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti”.

Sappiamo che si tratta di Cristo, nato a Betlemme. Ma prima del sovrano, deve esserci il vessillo. Prima del Re, deve esserci la Regina Madre. Prima del Sole, deve esserci la Stella del Mattino.

La nascita di Maria non è una semplice nota storica a margine; è l’inizio divinamente orchestrato della nuova creazione, la primizia della salvezza, la terra stessa da cui sarebbe germogliato il germoglio salvifico.

Lei è la figlia di Sion, preparata dall’eternità a portare la pace. Seguendo, il Salmista canta con una gioia che riecheggia nei secoli: “Ma io confido nella tua grazia, e il mio cuore esulta nella tua salvezza. Canterò inni al Signore, perché mi ha fatto del bene”.

Questo è il canto del cuore di Maria, fin da bambina. È il canto di ogni anima fedele che riconosce la bontà di Dio, e raggiunge il suo culmine nel suo Magnificat.

Oggi ci uniamo a quell’antico coro, perché nella nascita di Maria vediamo il primo segno tangibile dell’immensa bontà di Dio, la promessa della salvezza che si avvicina.

Le fonti sulla nascita della Madonna

I Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni non descrivono la nascita o l’infanzia di Maria. Non indicano neppure i nomi dei suoi genitori, che derivano invece da una tradizione successiva.

Nei vangeli non vi si trovano dati per confermare questa festa e neppure i nomi dei genitori, che la tradizione ci fa incontrare nel Protovangelo di Giacomo, scritto aprocrifo del II secolo.

Il racconto più antico si trova nel Protovangelo di Giacomo, un testo apocrifo composto nel II secolo. Sebbene quest’opera non faccia parte dei libri riconosciuti dalla Chiesa come ispirati, ha avuto una notevole influenza sulla devozione mariana e sulle rappresentazioni artistiche dedicate alla Vergine.

Secondo il testo, Gioacchino e Anna erano una coppia profondamente religiosa, addolorata per non avere figli. Gioacchino si ritirò nel deserto per pregare, mentre Anna rivolse a Dio la propria supplica.

Un angelo annunciò a entrambi che la loro preghiera era stata ascoltata e che avrebbero avuto una figlia. La bambina ricevette il nome di Maria e, secondo la stessa tradizione, venne successivamente presentata al Tempio.

Il racconto fu ripreso da altri scritti apocrifi, tra cui il cosiddetto Vangelo dello Pseudo-Matteo, contribuendo alla diffusione della storia di Gioacchino e Anna in tutto il mondo cristiano.

La genealogia di Maria e la genealogia di Gesù

Nel Nuovo Testamento non compare una genealogia di Maria presentata esplicitamente come tale. I Vangeli di Matteo e Luca riportano invece due genealogie di Gesù, costruite secondo prospettive differenti.

Matteo segue una discendenza che parte da Abramo, passa per Davide e arriva a Giuseppe, indicato come lo sposo di Maria. Anche Luca presenta la linea genealogica attraverso Giuseppe, sebbene alcuni interpreti cristiani abbiano letto il suo racconto come un possibile riferimento indiretto alla famiglia della Vergine.

Il testo evangelico, però, non afferma apertamente che si tratti della genealogia di Maria. Ciò che emerge con chiarezza è il legame di Gesù con la storia d’Israele e con le promesse rivolte alla casa di Davide.

La genealogia traccia la discendenza di Giuseppe, il padre putativo, attraverso generazioni di storia umana, evidenziando le radici profondamente umane del nostro Signore. Ma poi, lo schema si interrompe.

Leggiamo: “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale nacque Gesù, chiamato Cristo”. Si noti lo spostamento deliberato: non “Giuseppe generò Gesù”, ma “dalla quale [Maria] nacque Gesù”.

Maria è la sola, l’unica. La sua origine non deriva dalla generazione umana in senso ordinario, ma dall’atto creativo singolare dello Spirito Santo.

Lei è il cardine della storia della salvezza, il punto in cui il divino irrompe nell’umano in un modo nuovo e del tutto inedito. Lei è colei il cui fiat avrebbe riscritto il destino dell’umanità, permettendo all’“Emmanuele - Dio con noi” di diventare una realtà vivente.

Perché la festa si celebra l’8 settembre

La Chiesa riconosce dunque come data convenzionale della Natività di Maria l’8 settembre, e sebbene la devozione a Maria Bambina esistesse da sempre, nel 1572 Carlo Borromeo consacrò il Duomo di Milano, in fase di completamento, proprio a Maria Nascente.

La scelta di questa data è puramente convenzionale, dal momento che non esistono indicazioni precise riguardo alla data di nascita della Madonna. La ragione principale per cui si è scelta questa data è che coincide con la festa di dedicazione della Basilica di Sant’Anna a Gerusalemme, costruita nel IV secolo d.C. nel luogo in cui un tempo sorgeva la casa dei genitori di Maria.

Si pensa che la sua origine sia collegata nella festa della dedicazione di una chiesa intitolata a Maria, a Gerusalemme, nel IV secolo: si tratta della basilica di sant’Anna, dove la tradizione dice che si trattava della casa dei genitori di Maria, Gioacchino e Anna, dove qui nacque la Vergine.

Forse la datazione iniziale di questa festa risale alla consacrazione di una chiesa a Gerusalemme (dedicata a S. Anna) nelle vicinanze della piscina probativa. Secondo la tradizione, la celebrazione iniziò a Gerusalemme in occasione della dedicazione di una chiesa costruita nel luogo in cui si riteneva sorgesse la casa di Gioacchino e Anna.

L’edificio venne poi identificato con la Basilica di Sant’Anna, vicino alla piscina di Betesda. Da Gerusalemme il culto raggiunse Costantinopoli e si diffuse gradualmente nel resto dell’Oriente cristiano.

A Roma la vi si celebra nell’VIII secolo, con papa Sergio I (+ 8 settembre 701): è la terza festa di “natività” presente nel Calendario romano: la Natività di Gesù, il Figlio di Dio (Natale); quella di san Giovanni Battista (24 giugno) e quella della Beata Vergine Maria (8 settembre).

La celebrazione arrivò anche a Roma, dove Papa Sergio I la introdusse nel calendario nel VII secolo. In occasione della festa si svolgeva una processione dalla chiesa di Sant’Adriano al Foro fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore.

Basilica SantAnna Gerusalemme festa Natività Maria

Il 5 agosto e la festa della Madonna della Neve

Perché sentiamo definire a volte il 5 agosto compleanno della Madonna? Come abbiamo scritto la Natività della Vergine viene festeggiata il giorno 8 settembre, ma la scelta di questa data è puramente convenzionale, dal momento che non esistono indicazioni precise riguardo alla data di nascita della Madonna.

Per esempio il 5 agosto si festeggia la Madonna della Neve, che apparve la notte del 4 agosto del 352 d.C. a un patrizio romano di nome Giovanni e a sua moglie e chiese loro di far erigere in suo nome una basilica nel luogo in cui l’indomani fosse nevicato.

La neve cadde davvero, quell’agosto, sul colle Esquilino, e qui, fedeli alla promessa fatta, Giovanni e sua moglie fecero costruire quella che sarebbe divenuta la Basilica di Santa Maria Maggiore.

La Natività di Maria e la devozione a Maria Bambina

La Natività della Beata Vergine Maria è la festa liturgica con cui la Chiesa ricorda la nascita della Madonna. A questa ricorrenza è legata la devozione a Maria Bambina, raffigurata generalmente come una neonata avvolta nelle fasce.

Il rapporto tra le due tradizioni è molto stretto, sebbene il culto di Maria Bambina si sia sviluppato in un periodo successivo. La festa dell’8 settembre risale ai primi secoli del cristianesimo, mentre la forma più conosciuta del culto di Maria Bambina si affermò molto più tardi, soprattutto grazie a un’immagine realizzata nel Settecento.

Tra il 1720 e il 1730, la francescana suor Chiara Isabella Fornari, religiosa del monastero di Todi, modellò alcuni simulacri in cera dedicati alla Vergine neonata. Una di queste effigi giunse nel 1739 al monastero delle Cappuccine di Santa Maria degli Angeli a Milano, dove le religiose iniziarono a diffonderne la devozione.

Negli anni fra il 1720 e il 1730 una monaca francescana di Todi (Suor Chiara Isabella Fornari) realizzò per devozione personale alcuni graziosi simulacri in cera di Maria neonata avvolta in fasce. Una di queste effigi nel 1739 fu donata alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano.

Le suore ne propagarono la devozione, che nel contesto ambrosiano trovò subito un terreno particolarmente pronto e fecondo.

La storia del simulacro di Maria Bambina a Milano

Le soppressioni degli ordini religiosi disposte prima dall’imperatore Giuseppe II e successivamente da Napoleone costrinsero le Cappuccine ad abbandonare il monastero.

Il simulacro passò così attraverso diverse comunità religiose, fino a essere affidato a don Luigi Bosisio. Nel 1842 il sacerdote consegnò l’immagine alle Suore di Carità, congregazione fondata a Lovere da santa Bartolomea Capitanio e santa Vincenza Gerosa.

Il simulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; sarà quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto religioso che possa mantenerne viva la devozione.

Infine la statuetta approdò nella casa generalizia delle Suore di Carità di Lovere, congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio, dove divenne popolarissima, tanto che da allora fino ad oggi le suore di questa congregazione sono popolarmente chiamate “di Maria Bambina”.

Le religiose portarono il simulacro nella loro casa di Milano e lo utilizzarono anche per confortare le consorelle malate. La devozione divenne tanto profonda che la congregazione iniziò a essere conosciuta dal popolo con il nome di Suore di Maria Bambina.

Nel 1884, si legge: “. erano le ore sette del 9 settembre 1884. La madre si reca nell'infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino.

Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. ‘Sono guarita!’, esclama. Si alza e cammina”.

Un episodio avvenuto il 9 settembre 1884 contribuì in modo decisivo alla fama dell’immagine. Secondo le cronache dell’Istituto, il simulacro venne portato nell’infermeria e accostato a Giulia Macario, una giovane postulante gravemente malata.

Dopo aver chiesto la guarigione alla Vergine, la giovane dichiarò di sentirsi risanata e riuscì ad alzarsi dal letto. Da allora il 9 settembre viene ricordato come il “giorno del miracolo”.

La devozione popolare si estende a seguito delle numerose grazie ottenute. La devozione si diffuse rapidamente e nel 1904 il cardinale Andrea Carlo Ferrari incoronò solennemente l’effigie.

Oggi il simulacro è conservato nel Santuario di Maria Bambina, in via Santa Sofia a Milano.

Simulacro Maria Bambina Milano

Il legame tra Maria Bambina e Milano

La presenza del simulacro spiega solo in parte il legame tra Milano e la Vergine nascente. La Natività di Maria era infatti celebrata nella diocesi ambrosiana già dal X secolo, molto prima dell’arrivo dell’effigie in cera.

A Milano questa festa viene fatta risalire al X secolo, e il Duomo dedicato a “Maria nascente” viene consacrato il 20 ottobre 1572 da san Carlo Borromeo.

La testimonianza più evidente di questa devozione è il Duomo di Milano, dedicato a Santa Maria Nascente. La cattedrale venne consacrata da san Carlo Borromeo nel 1572 e sulla facciata conserva l’iscrizione latina Mariae Nascenti, cioè “a Maria nascente”.

Milano custodisce così due espressioni dello stesso culto. Il Duomo ricorda la Natività della Vergine nella tradizione liturgica ambrosiana, mentre il santuario di via Santa Sofia conserva l’immagine dalla quale si è sviluppata la devozione popolare a Maria Bambina.

Ed è sempre a Milano, in via santa Sofia, che sorge il santuario dove è custodito il simulacro di Maria Bambina, affidato alle Suore di Carità delle sante Bartolomea e Vincenza.

La Natività di Maria presso gli Agostiniani

Sotto la Sua speciale protezione Giovanni Tolomei volle mettere la sua persona, scegliendo il nome di Bernardo, un grande Padre del monachesimo innamorato della Vergine.

Alla Natività di Maria ha intitolato la famiglia benedettina da lui fondata che per secoli ha custodito, servito e vivificato il Santuario di Nostra Signora del Pilastrello, di cui avete lungo tutto l’anno festeggiato il quinto centenario.

Fratelli, come Agostiniani, in che modo la Natività di Maria parla ai nostri cuori inquieti per Dio? Sant’Agostino, profondo ricercatore della verità, comprese il primato della grazia.

Maria, “piena di grazia”, è l’incarnazione vivente dell’amore gratuito di Dio. La sua stessa esistenza è una testimonianza del potere della grazia di preparare, purificare ed elevare un’anima al divino.

Per noi, che ci sforziamo di vivere “un’anima sola e un cuore solo, rivolti a Dio”, Maria è il modello perfetto di interiorità. Meditava queste cose nel suo cuore (Lc 2,19), tenendo stretti i misteri di Dio, lasciando che plasmassero il suo stesso essere.

In un mondo pieno di rumore e distrazioni, il suo “sì” silenzioso e contemplativo ci richiama alla sorgente della presenza di Dio in noi. La sua umiltà, “Ecco la serva del Signore”, è la resa radicale con cui lottò lo stesso Agostino: la resa dell’io alla volontà divina, la vera libertà che si trova nell’obbedienza.

La sua obbedienza le aprì le porte del cielo; la nostra obbedienza, per quanto imperfetta, permette a Dio di operare attraverso di noi per il bene della Chiesa e del mondo.

Pensiamola come la Madre della Chiesa, la Madre della nostra famiglia agostiniana. Da ogni continente, da ogni cultura rappresentata oggi in questa cappella, possiamo guardare a Maria come alla nostra Madre comune, che ci unisce in Cristo.

Ella trascende ogni confine, ogni lingua, ogni divisione umana. È il paradigma ultimo di quell’unità nella carità a cui la nostra Regola ci chiama.

Maria come modello di vita cristiana

L’avvenimento fondamentale nella vita di Maria rimane quello dell’Annunciazione. La Chiesa guarda a lei come la Madre di Dio, ma ancor più come la discepola che meglio di tutte può offrire l’esempio e il modello di vita cristiana.

Nella sua fede, nell’obbedienza al Figlio, nel suo farsi prossima verso la cugina Elisabetta e alle nozze di Cana: Maria è donna da imitare anche per la fiducia nei momenti più bui della storia del suo Figlio Gesù.

Questo, e molto altro, spiega perché il popolo di Dio sa di trovare in lei rifugio e conforto, aiuto e protezione.

La Chiesa, celebrando la Festa della Natività della Santa Vergine, ci indica, da una parte, l’elezione e la Provvidenza divina su ciascuna delle nostre vite e, dall’altra, la serietà, la responsabilità e la maturità spirituale nel rispondere al piano divino.

Ogni vita umana, infatti, non è soltanto una chiamata all’esistenza, ma racchiude in sé anche una missione determinata, benché alle volte a noi nascosta. La nostra vita comincia più autenticamente quando riceviamo la grazia del Battesimo.

“Che cosa ci sarebbe valso nascere - dice sant’Agostino - se non fossimo stati redenti?”. La Madonna è l’esempio più nobile di una creatura che riceve una missione da Dio e la porta a termine in modo compiuto e perfetto.

Con la sua nascita restò marcato nella storia, in modo singolare, il piano di Dio, il mistero nascosto fin dall’inizio dei secoli. Ella come tutti noi, fu eletta prima della creazione del mondo per essere Santa nell’Amore (cf Ef 1,4).

Eppure la Santa Vergine ebbe una missione molto particolare ed unica: quella di rendere possibile la presenza del Verbo tra noi. Grazie al fatto che accettò di essere la Madre del Salvatore, poté realizzarsi la redenzione del genere umano.

Maria, nuova Eva e dimora della salvezza

Con la sua nascita, come astro luminosissimo, inviò una luce radiosa nel mondo ed infuse in tutti gli uomini la gioia di una grande esultanza, perché, mentre Ella nasceva, il Cristo non era lontano dall’abrogare la sentenza di condanna della maledizione di Eva con il dono della sua benedizione.

Si compì, infatti, quel famoso vaticinio di Isaia: “Una verga spunterà dalla radice di Iesse, un fiore germoglierà dalla sua radice” (Is 11,1). Questa verga designata è proprio la Madonna che ha tratto la sua origine da Iesse, padre di Davide.

Da Lei è poi germogliato il Fiore, Cristo Gesù. La nascita di Maria viene letta come il segno di una rinnovata alleanza tra Dio e gli uomini, una nuova Eva venuta per lavare via il Peccato originale e portare nel suo stesso grembo la Salvezza per tutti.

Benedetta tra le donne, così come Eva venne maledetta da Dio per la sua disobbedienza.

Ma che dire se i suoi Santi genitori Gioacchino ed Anna si fossero chiusi al prezioso dono della Vita? Se si fossero posti come ostacolo al miracoloso intervento di Dio, il quale desiderava intessere come un prodigio nel seno di Sant’Anna la sua e Nostra Celeste Mamma?

Perciò questa graziosa Bambina, eletta e destinata ad essere Madre dell’Unigenito Figlio del Padre, Sole senza macchia perché concepita senza peccato, con la sua felice nascita rallegrò il Cielo, consolò il mondo, atterrì l’inferno.

In questa meravigliosa creatura, l’Onnipotente si preparò una sacra dimora per donarci la salvezza. E non poteva non crearla “tutta bella”, pura e immacolata.

Il suo celeste candore, infatti, è meraviglia di Dio. Basti pensare questo: gli Angeli si prostrano solo davanti al Signore e mai davanti alle creature, ma quando l’Arcangelo Gabriele va ad annunciarLe la sua vocazione di Madre di Dio, appena vede l’innocenza della sua anima immacolata e la sua grande fede, si prostra e la saluta.

La bellezza della Madonna si riflette certamente nel suo corpo e nel suo volto, nelle sue fini fattezze, nella sua serena figura, nel suo sguardo trasparente, nelle sue mani materne.

Tuttavia è segno della sublime purezza del suo Cuore Immacolato il quale è il più prezioso Tabernacolo dell’Altissimo.

La famiglia e la trasmissione della vita

Oggi dobbiamo ritornare a riflettere con forza sul significato del nascere e del generare. È necessario, perché la catena delle generazioni (dai bisnonni ai pronipoti) trovi un nuovo slancio educativo.

La promessa di bene che il bambino incontra nella nascita e nei rapporti iniziali con i suoi cari è chiamata ad attuarsi mediante il compito della trasmissione e dell’assunzione del senso pieno della vita. Così Maria fece con Gesù. Così dobbiamo fare noi.

La nascita non è solo un inizio biologico ma, come diceva il Servo di Dio Giovanni Paolo II, la nascita dipende dall’origine (genealogia), la cui ultima radice è il Padre creatore.

I nostri bimbi non diventano uomini se non sono aiutati a scoprire questa origine. Tocca agli adulti (genitori ed educatori) questo compito affascinante e arduo di testimoniare ai figli la verità della vita nel concreto modo di amare (fidanzamento, matrimonio e famiglia) e di lavorare (professione, costruzione di vita buona).

Per questo rischioso compito educativo ci riempie di speranza l’affermazione di San Paolo ai Romani (Seconda Lettura): «Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati ciamati secondo il suo disegno» (Rm 8, 28).

L'odierna festa della nascita di Maria e il mistero della nascita umana di Dio nel grembo della Sacra Famiglia guidano la nostra attenzione proprio sulla famiglia.

A ragione possiamo pensare che la Madre del Signore sia nata in una famiglia religiosa e devota. Maria stessa prega molto.

La preghiera e la vita interiore

Nel Magnificat, famosa lode della potenza e gloria del Signore, essa ci insegna l'indirizzo principale di ogni preghiera: “L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore” (Lc 1, 46-47).

Cantate anche voi questa lode a Dio! Mostrate a Dio, mediante la fedele partecipazione alle celebrazioni eucaristiche della domenica e dei giorni feriali, che lo amate e onorate sopra ogni cosa e contemporaneamente siete pronti a dare a quest'amore un'espressione concreta e comunitaria!

Andate al Signore eucaristico nel tabernacolo e pregate lì il Dio misteriosamente presente per voi stessi, per la vostra famiglia, per le vostre famiglie della vostra patria, per la famiglia dell'umanità e per la famiglia di Dio nella Chiesa!

Esorto voi tutti, bambini, ragazzi e adulti, laici e sacerdoti, religiosi e religiose, sani e malati, impediti e attempati: pregate! Sì, mantenetevi fedeli alla preghiera quotidiana!

La preghiera è la forza che veramente cambia e libera la nostra vita; nella preghiera avviene l'autentico “incontro con la vita”.

È volontà di Dio che noi diventiamo fratelli e sorelle di Gesù e che “prendiamo parte alla sostanza e alla forma di suo Figlio”; in Gesù egli ha “reso giusti” e “glorificato” già tutti coloro che ha chiamato alla sua sequela.

Meravigliose parole dell'apostolo, in cui la Chiesa riconosce la parola di Dio stesso! Sì, grandi cose il Signore ha fatto rendendoci membri della sua Chiesa.

Una gioia e una riconoscenza spontanee devono sgorgare dal nostro cuore; la nostra risposta deve essere quella di amare Dio con il corpo e con l'anima, con il cuore e con la ragione, con tutte le nostre forze.

Solo allora anche su di noi si potrà adempiere quanto la lettera di San Paolo afferma grandiosamente all'inizio: “Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (cf. Rm 8, 28-30).

Maria Bambina come immagine dell’umanità nuova

Maria Bambina, infine, è anche immagine dell’umanità nuova, quella da cui il Figlio suo toglierà il cuore di pietra per donarle un cuore di carne che accolga con docilità i precetti di Dio.

Perciò Ella desidera nascere spiritualmente nelle anime nostre, affinché queste, prese dalla sua amabilità e dolcezza, vivano sempre consapevoli di essere tempio di Cristo Gesù.

La bambina raffigurata nella culla non ha ancora ricevuto l’annuncio dell’angelo e non conosce la missione che la attende. La sua vita, però, è già inserita nella storia che condurrà alla nascita di Cristo.

Da qui nasce il richiamo alla fiducia. La devozione invita il fedele ad affidarsi a Dio anche se non riesce ancora a comprendere il senso degli avvenimenti che sta vivendo.

L’immagine della Vergine neonata trasmette inoltre una particolare vicinanza a chi attraversa la malattia o cerca conforto durante una prova.

L’iconografia rende visibile questo significato attraverso la figura piccola e gracile della bimba, generalmente adagiata in una culla e avvolta in fasce decorate.

Tra le diverse statue della Madonna, quella dedicata alla Vergine appena nata conserva quindi caratteristiche facilmente riconoscibili.

La Natività di Maria celebrata in Italia

La devozione dell’8 settembre non appartiene soltanto alla tradizione milanese. La Natività di Maria viene celebrata in molte località italiane, spesso con feste patronali nate diversi secoli fa.

Uno dei luoghi più conosciuti è Vicoforte, in Piemonte, dove sorge il santuario dedicato alla Natività di Maria. La ricorrenza è molto sentita anche in Sardegna, regione nella quale il culto mariano conserva tracce dell’antica influenza bizantina.

A Petralia Sottana, in Sicilia, la festa comprende la processione del simulacro di Maria Bambina. A Cisternino, in Puglia, la Vergine neonata è chiamata affettuosamente “Bomminella” e la sua celebrazione è legata a un’antica fiera.

In altre comunità l’8 settembre coincide con processioni e celebrazioni dedicate ai bambini.

Preghiera e novena a Maria Bambina

Una delle pratiche devozionali più diffuse è la novena, che inizia il 30 agosto e accompagna i fedeli fino alla vigilia della festa. Per nove giorni la preghiera ripercorre il significato della nascita di Maria e chiede la sua intercessione.

Riportiamo la Novena a Maria Bambina, che garantisce l’indulgenza parziale una volta al giorno a chi la reciti:

Santa Bambina della regale stirpe di Davide, Regina degli Angeli, Madre della grazia e dell’amore, io Ti saluto con tutto l’affetto del cuore. Ottienimi dal Signore di amarlo con generosa fedeltà in tutti i giorni della mia vita e ottienimi una tenerissima devozione verso di Te che sei la Primogenita dell’Amore divino. (Ave Maria,…)

O celeste Pargoletta, che quale candida colomba sei venuta al mondo Immacolata e bella, l’anima mia esulta innanzi a Te, vero prodigio della sapienza e bontà di Dio. Illibata e pura, aiutami a conservare gelosamente, a costo di qualunque sacrificio, l’angelica virtù della santa purezza. (Ave Maria,…)

Ave, graziosa e Santa Bambina, spiritualmente paradiso di delizie ove nel dì dell’incarnazione fu piantato il vero Albero della vita, il Salvatore del mondo. Poiché tanto mi ami, aiutami a fuggire e detestare i frutti avvelenati delle vanità e dei piaceri del mondo.

Ispira nell’anima mia i pensieri, gli affetti, le virtù del Tuo Figlio divino, frutti soavissimi di vita immortale. (Ave Maria,…)

Ave, o ammirabile Pargoletta, chiuso giardino, impenetrabile alle creature, aperto solo allo Sposo celeste che si diletta di riposare tra i fiori delle tue eccelse virtù.

O giglio di Paradiso, meraviglioso esempio di vita umile e nascosta: fa’ che lo Sposo celeste trovi la porta del mio cuore sempre aperta alle visite amorose delle sue grazie e delle sue ispirazioni. (Ave Maria,…)

O Santa Bambina, mistica aurora, porta felice del Cielo, in Te l’anima mia si affida e spera. Com’è profonda la mia tiepidezza nel servizio di Dio! Quanto è grande il pericolo di dannarmi!

O potente Avvocata, dalla tua piccola culla stendi benigna la mano, scuotimi dal penoso letargo, sorreggimi nel cammino della vita… Fa’ che mi dedichi al servizio del Signore con fervore e costanza fino alla morte e raggiunga così l’eterna corona. (Ave Maria,…)

Ma sono molte le preghiere legate alla natività di Maria, da recitare in occasione del compleanno della Madonna o quando se ne sente il bisogno:

“O Maria Santissima, eletta e destinata Madre dell’unigenito Figlio del Padre, preannunciata dai Profeti, attesa dai Patriarchi e desiderata da tutte le genti, sacrario e vivo tempio dello Spirito Santo, sole senza macchia, perché concepita senza peccato, Signora del Cielo e della terra, Regina degli Angeli, umilmente prostrati ti veneriamo e ci rallegriamo dell’annuale ricorrenza della tua felicissima nascita.

Ti supplichiamo di venire spiritualmente a nascere nelle anime nostre, affinché queste, prese dalla tua amabilità e dolcezza, vivano sempre unite al tuo dolcissimo e amabilissimo Cuore”.

È possibile rivolgersi alla Vergine anche con una preghiera più breve: Maria Bambina, scelta da Dio per diventare la madre di Gesù, custodisci la nostra fede. Insegnaci ad accogliere la volontà del Signore con cuore sincero. Presenta a tuo Figlio le nostre preghiere e sostienici nei momenti di sofferenza. Amen.

Una preghiera agostiniana alla Vergine Bambina

Con tutto l’amore del nostro cuore, preghiamola allora con Santa Bartolomea Capitanio: «Cara Bambina e Mamma, ai piedi della vostra Culla ora mi pongo. Qui imparerò ad amare Dio, a servirlo con fedeltà, insomma a farmi santa.

Riguardatemi con benignità e compassione ed ascoltate le mie suppliche. Cara Bambina, per amore della vostra infanzia donate anche a me una santa spirituale infanzia, per cui, a guisa dei fanciulli, io non abbia volontà, intelletto, desiderio che per quello che vuole Iddio.

Datemi la grazia di rinascere con voi a una vita spirituale e devota; la grazia di amarvi e farvi amare. Maria Bambina, mi siete Madre, abbiate cura di questa vostra figlia.

Fatemi santa, gran santa, presto santa» (Scr III, 740, 741, 732).

La liturgia della festa

Liturgia: Michea 5, 1-4a; dal Salmo 87; Rm 8, 28-30; Mt 1, 1-16. 18-23.

OMELIA SULLA FESTA DELLA NATIVITA DELLA BEATA VERGINE MARIA 08-09-2025

Letture: Mic 5:1-4; Sal 13:6-7; Mt 1:1-16,18-23.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele”, che significa Dio con noi (Mt 1,18-23).

La speranza cristiana nella Natività di Maria

Davide ed Abramo, nello scarno resoconto di Matteo, sono i due pilastri portanti dell’interminabile fuga delle arcate delle generazioni del popolo dell’Alleanza che conducono a Gesù.

In Lui la genealogia salvifica si conclude e si compie, ma Egli è in Se stesso e per noi l’ultimo e il «primogenito tra molti fratelli» (Rm 8, 29).

In questo paradosso - che l’ultimo sia in realtà il primo - emerge con forza il mistero di Gesù Cristo. Egli è il disegno compiuto del Padre, l’ordo unico dell’uomo, della storia e del cosmo.

In Lui, a Sua immagine, noi siamo stati «predestinati e creati, giustificati, chiamati alla gloria» (cfr. Rm 8, 29). Il disegno compiuto del Padre che, nello Spirito, svela la natura dell’uomo e della storia è Cristo Signore.

Il monastero, immagine luminosa di tutta la comunità cristiana, è il configurarsi, nello spazio e nel tempo, della novità di vita portata da Cristo Signore.

E la “cifra” di tale novità è l’amore di Dio, quel quaerere Deum di cui ha parlato il Santo Padre nell’indimenticabile visita al Collegio des Bernardins di un anno fa.

Ma l’amore di Dio è inscindibile dall’amore dei fratelli: «Da’ quello che hai: te e tutto. Te e tutto disponi secondo la sua santissima volontà» (Bernardo Tolomei, Epistolario, Lettera N. 3. «… l’amore, trasformando l’amante nell’amato, fa di più cose una cosa sola» (op. cit., Lettera N. 7).

Con l’intercessione di Maria anche noi vogliamo almeno un poco imitare questa carità. Per il bene delle nostre persone e a favore di tutti i nostri fratelli uomini.

Quindi oggi, mentre celebriamo il compleanno di Maria, non limitiamoci ad ammirarla da lontano. Lasciamo che ci ispiri.

Coltiviamo la stessa profonda interiorità, ascoltando la Parola di Dio e meditandola nel nostro cuore. Abbracciamo l’umiltà, confidando nel piano di Dio per noi, anche quando richiede sacrificio.

Viviamo con quella sicura speranza e gioiosa lode del Salmista, perché Dio è stato davvero buono con noi, donandoci una Madre così.

E portiamo suo Figlio, Gesù, l’Emmanuele, in un mondo inquieto, proprio come lei lo ha portato nel suo grembo e lo ha nutrito con la sua vita.

Che la Madonna, Madre del Buon Consiglio, Mater Boni Consilii, Madre dell’Unità, Mater Unitatis, e Madre nostra, ci mantenga sempre fedeli al nostro carisma agostiniano e ci guidi, con una sola mente e un solo cuore, più vicini a suo Figlio.

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