Tra gli eremi italiani legati alla spiritualità francescana, l’Eremo di Montecasale, presso Sansepolcro, occupa un posto particolare: fondato in un luogo già utilizzato come ospizio per pellegrini, fu abitato da San Francesco e dal 1537 è custodito dai Frati Francescani Cappuccini. Il complesso conserva celle, chiesa, chiostro, coro, sacrestia e numerose testimonianze artistiche e devozionali.
La visita permette di conoscere un ambiente raccolto, legato alla preghiera, al silenzio e alla memoria di San Francesco, ma anche di percorrere il bosco circostante fino alla fonte di “Grappa l’Orso” e lungo una Via Crucis composta da quindici formelle artistiche.
Eremo di Montecasale: dove si trova
L’Eremo di Montecasale si trova in Frazione Basilica, 59, 52037 Sansepolcro AR. L'eremo di Montecasale si affaccia sulla Val Tiberina, incastonato nell'appennino toscano a circa 710 metri s.l.m.
Il convento, situato alquanto fuori dell’antica città, in un luogo boscoso e solitario, è uno dei più suggestivi santuari francescani e, assieme all’eremo di Montecasale, è il solo luogo fondato da San Francesco custodito dall’Ordine dei Frati Cappuccini.

Le origini dell’eremo
Le origini dell’eremo di Montecasale risalgono a un paio di secoli prima dell’anno 1000, quando fu eretta una fortificazione in Montecasale per controllare il passaggio tra l’alta Valtiberina e le Marche. In seguito il sito fu affidato ai frati Camaldolesi che lo adibirono a ospizio per i pellegrini e successivamente a centro di assistenza per malati.
Nel 1212 circa, il luogo fu donato a San Francesco e da allora abitato dai Francescani. Sorto in origine come locanda, nel 1213 vi passò per la prima volta san Francesco d'Assisi, che vi lasciò poi una presenza stabile di frati, tornandovi poi più volte.
In particolare, dal 1537 con la bolla di Papa Paolo III “Exponi-vobis”, fu affidato definitivamente ai frati Francescani Cappuccini i quali, da allora, lo custodiscono. Ancora oggi, dal 1531, i Frati Minori Cappuccini custodiscono l'eremo, disponibili ad accogliere e ascoltare ogni pellegrino che sia alla ricerca del Sommo bene.
San Francesco a Montecasale
L’eremo di Montecasale è uno dei luoghi prediletti da San Francesco. In esso infatti il santo risiedette più volte ed è ancora visibile il letto di pietra dove si rannicchiava a riposare.
Ancora oggi è conservata, con grande venerazione, la cella abitata dal Serafico Padre, che vi dimorò almeno due volte, la prima nel 1211 e la seconda nel settembre del 1223, quando, secondo la tradizione, qui scrisse il Testamento.
L’ultimo soggiorno del poverello di Assisi presso il convento di Montecasale è segnalato verso la fine di settembre del 1224, al ritorno da La Verna, dove aveva ricevuto le stimmate. In quell’occasione Sa Francesco operò un miracolo a favore di un frate malato di epilessia, che, dopo aver mangiato una fetta di pane benedetta, guarì istantaneamente.
Sono numerosi i fatti miracolosi accaduti in questo luogo: la vocazione del beato Angelo Torlati la conversione dei ladroni l’episodio dell’orto e i cavoli piantati all’insù la traslazione delle reliquie il miracolo del pane (vedi fioretti di San Francesco).
Il complesso architettonico
Architettonicamente, l’eremo di Montecasale ha subito nei secoli vari rimaneggiamenti, restauri e ampliamenti. Oggi si presenta come un articolato complesso costituito da refettorio e cucina insieme alla sala del pellegrino a piano terra e da celle, biblioteca, chiostro, chiesa, coro e sacrestia al piano superiore.
Nel corso dei secoli ha subito non lievi ampliamenti rispetto al nucleo originario, che ancora oggi si può individuare nella celletta del serafico Padre, nell’oratorio che la precede e nei due piani soprastanti; titolare della chiesetta è s. Antonio di Padova.
Dove ora termina l'ultimo tratto di strada asfaltata e si allarga il nuovo piazzale, per secoli la fitta boscaglia intorno alla piccola chiesa, giù fino al Sasso Spicco, fu punteggiata di cellette di frasche abitate da frati solitari e penitenti.
La chiesa, il coro e le opere d’arte
Nella chiesa, nel bel dorsale dell’Altare maggiore, di noce, scolpito da un frate nel XVII secolo, è posta una statua di Madonna col Bambino del XIII secolo. Nel piccolo e raccolto coro si trovano quadretti di ceramica del XVII secolo che raffigurano episodi di vita di San Francesco e fatti riguardanti Montecasale e una tela del 1500 raffigurante San Francesco che si disseta al Costato di Cristo.
Nel corridoio che collega la chiesa al chiostro, si trova la Cappella del Crocifisso; in essa, sull’altare, è posto un bel crocifisso del 400 e nel reliquiario si trovano i resti dei ladroni convertiti, la tonaca del beato Ranieri della Montagna e ancora, sulla destra, in una nicchia, una Pietà di creta che ricorda la Pietà di Michelangelo modellata probabilmente tra il XVII e il XVIII secolo.

Le reliquie e la memoria dei santi
Presso l’eremo, tra gli altri, trovarono ospitalità anche Sant’Antonio e San Bonaventura dei quali si conservano le celle e gli abiti.
Il luogo conserva inoltre la memoria della presenza francescana e cappuccina attraverso gli ambienti conventuali, le celle dei religiosi e gli oggetti legati alla vita quotidiana della comunità.
Spiritualità cappuccina
Meditazione e silenzio, preghiera e raccoglimento interiore, fraternità ed evangelizzazione, sono, dal 1528, i cardini della spiritualità francescana-cappuccina.
Nel settembre 1992 fu scelto come casa di preghiera, ed è a tutt’oggi meta di molti visitatori. La fraternità ospita, per momenti di ritiro, sacerdoti e religiosi, e gestisce due casette per gruppi in autogestione.
I frati sono disponibili dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18 per accogliere e guidare i visitatori nel Santuario. Inoltre offrono l’opportunità, a chi lo desidera, di partecipare a corsi di esercizi spirituali e ritiri personalizzati, momenti di verifica vocazionale, celebrazione penitenziale ed eucaristica e momenti di serena fraternità.
Il bosco e la Via Crucis
La spiritualità francescana si può anche vivere facendo una passeggiata nel bosco attiguo al Convento, a contatto con la natura incontaminata. Partendo dall’eremo, ci si porta sino alla fonte di “Grappa l’Orso” ove scorre una freschissima e limpidissima acqua potabile.
Inoltre, in mezzo alla fitta vegetazione ed alle tante gradazioni di verde, si possono ammirare 15 formelle artistiche, dipinte su vetro, che rappresentano le stazioni della via Crucis.

Le soppressioni e la continuità della presenza cappuccina
Anche questo convento subì le due soppressioni del sec. XIX: dopo quella napoleonica, i Cappuccini vi rientrarono il 4 ottobre 1814; dopo quella italiana del 1866, il convento fu riscattato il 19 luglio 1870.
I frati cappuccini lo adibirono a casa di Noviziato e tale rimase fino al 1969 e poi nuovamente tra il 1980 - 1989.
Informazioni essenziali
| Informazione | Dato |
|---|---|
| Nome | Eremo di Montecasale |
| Indirizzo | Frazione Basilica, 59 52037 Sansepolcro AR |
| Telefono del convento | 0575733695 |
| Altitudine | circa 710 metri s.l.m. |
| Accoglienza dei visitatori | dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18 |
La visita dell’eremo si inserisce in un ambiente caratterizzato da silenzio, natura e memoria francescana, con la possibilità di conoscere gli spazi conventuali, la chiesa, la Cappella del Crocifisso e il percorso nel bosco.
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