Eremita Maurizio di Gambassi Terme: storia e informazioni sulle grotte nella Forra dei Casciani

Le Grotte di Maurizio si trovano nella selvaggia Forra dei Casciani, vicino a Gambassi Terme, in Val d’Elsa, dove Maurizio Becherini scelse di vivere in solitudine a partire dal 1918. Qui realizzò un personale luogo di preghiera e riflessione, decorando le rocce con immagini sacre, statue, edicole e semplici strutture costruite con pietra, cemento, gesso, argilla e materiali di recupero.

Il sito non è un eremo monastico in senso tradizionale e non si tratta propriamente di grotte, ma di cavità e anfratti nella forra del torrente Casciani. Le poche tracce rimaste si trovano all’interno di un bosco, accessibile attraverso un sentiero, e comprendono resti di sculture, elementi architettonici e immagini religiose ormai in gran parte deteriorati dalle intemperie, dalla vegetazione e dal trascorrere del tempo.

Chi era Maurizio Becherini

Maurizio Becherini, barbiere e sarto, nel 1918 sceglie di vivere come eremita nel fitto bosco della Forra, in Val d’Elsa, vicino a Gambassi, suo paese natale. Era un laico, non un monaco, e aveva tre figli; dopo la morte della moglie decise di allontanarsi dalla vita ordinaria e di cercare una dimensione di solitudine e preghiera.

In un primo momento andò a vivere con i monaci di San Vivaldo e tornava a casa dai figli solo di tanto in tanto. Arrivato ad un certo punto anche la vita di preghiera in comunità con i frati di San Vivaldo gli sembrò poca cosa. Sentiva il bisogno di vivere in solitudine per avere un rapporto più intimo con Dio.

Allora si ritirò vicino al greto del torrente Casciani, dove costruì un suo personale luogo di riflessione e preghiera, incidendo nella pietra piccole immagini sacre, oppure costruendole con semplici materiali, che poteva racimolare facendo qualche lavoretto nei paraggi.

La scelta della vita eremitica nella Forra dei Casciani

Anno 1918, Val d'Elsa. Maurizio Becherini, un barbiere vedovo decide di ritirarsi a vita eremitica nella forra alle sorgenti del torrente Casciani, affluente dell'Elsa. Vivrà per una dozzina di anni nelle grotte naturali del torrente, aggiungendo lui stesso elementi decorativi come statue di santi, di angeli secondo la sua arte e il suo senso religioso.

Un piccolo mondo sacro, personale e naif, a cui Maurizio dedicò 14 anni della sua vita. In poco più di un decennio costruisce una propria Gerusalemme, realizzando passerelle, scolpendo la sua grotta, innalzando una piccola cappella e alcune statue fatte di cemento, pietra e materiali di recupero.

Qui, isolato dal mondo iniziò a costruire una cappellina sopra una roccia, arricchendo tutto l'ambiente intorno a lui, con simboli cristiani, figure e teste fatte in argilla, edicole, e statue di gesso, cemento armato e pietra, collegate tra loro da semplici scalette.

Maurizio ha realizzato tutto attraverso l'uso di piccoli e semplici strumenti e tutto ciò che rimane è ormai parte integrante di questo luogo incantato. Utilizzava materiali di recupero per le sue statue, che disseminava ovunque.

Le opere e il “bosco sacro”

La sua grotta e l’area circostante costituivano un insieme di opere spontanee, realizzate senza un progetto architettonico convenzionale ma con una forte coerenza religiosa e simbolica. Le statue di santi e angeli, le figure scolpite nella pietra, le edicole e la cappella formavano un ambiente dedicato alla preghiera.

Le poche tracce rimanenti si trovano all’interno di un bosco, accessibile attraverso un sentiero. Dopo la sua morte le opere sono andate in rovina, a causa delle intemperie e della vegetazione.

Adesso purtroppo molte sono andate distrutte, forse proprio a causa del fatto che erano fatte con materiali scadenti. E poi non bisogna dimenticare che Maurizio è morto nel 1932, e quindi oltre ai quasi 90 anni che sono trascorsi, c'è stata anche la Seconda Guerra Mondiale, che sicuramente ha fatto i suoi danni anche qui.

Resti delle sculture nella Forra dei Casciani

La devozione popolare e i pellegrinaggi

La fede ingenua e profonda di Maurizio attirava chi, come lui credeva con tutto il cuore e aveva bisogno della purezza della Natura per apprezzare maggiormente il Creato e pregare il Creatore. Si era formato quindi un piccolo pellegrinaggio che veniva ad ammirare le sue statue sacre.

Alcune fotografie testimoniano i pellegrinaggi verso l’eremo di Maurizio. Le Grotte di Maurizio sono diventate meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti di Gambassi Terme e dei luoghi vicini, fino a diventare negli ultimi anni meta per escursioni soprattutto in primavera o estate in quanto luogo molto piacevole e fresco.

La Chiesa ufficiale non si era mai occupata di lui, e lo lasciava vivere tranquillo. La sua esperienza rimase quindi soprattutto legata alla devozione popolare, alla curiosità dei visitatori e alla singolare forza evocativa del luogo naturale scelto per il suo ritiro.

Il conflitto con la Chiesa

La chiesa espresse un giudizio negativo considerandolo alla pari di un fenomeno da baraccone, ma la devozione al suo "bosco sacro" continuò ad attrarre pellegrini e curiosi fino alla sua morte.

Finchè, una volta, Maurizio non si oppose ad un veto che era stato posto nei confronti di una guaritrice che viveva a Castelfiorentino, e con la quale era in amicizia; una certa Armanda, alla quale era stato proibito l'accesso ai sacramenti.

Lui si oppose in maniera molto netta a questa che lui considerava un'ingiustizia: si slanciò contro il sacerdote durante una Messa Solenne, e la Curia, che aveva emesso la sentenza contro la guaritrice, la rinnovò anche nei confronti di Maurizio.

Non solo, lo accusò di esaltazione mentale, superbia, menzogna. Tuttavia, quando il 26 settembre del 1932 Maurizio l'eremita muore nella sua forra per malattia, gli viene fatto un funerale religioso, e viene sepolto in terra consacrata.

La morte nel 1932

Maurizio morì il 26 settembre 1932, dopo aver trascorso nella forra circa quattordici anni, secondo la ricostruzione legata alla storia del luogo. Il suo rifugio non è sopravvissuto nella forma originaria, ma le rocce, gli anfratti e alcuni resti delle opere continuano a testimoniare la sua presenza.

La morte dell’eremita non interruppe immediatamente l’interesse per il sito. Il bosco sacro continuò a essere ricordato dagli abitanti della zona e a richiamare persone interessate alla sua storia, alle sue sculture e al rapporto singolare tra spiritualità personale e ambiente naturale.

Il sentiero didattico-turistico

Il comune di Gambassi ha patrocinato nel 2014 la realizzazione di un sentiero didattico-turistico che conduce alle grotte, con due pannelli illustrativi e corrimano.

Il sentiero didattico-turistico delle Grotte di Maurizio a Gambassi Terme nella valle dei Casciani conduce nel profondo della Forra dei Casciani, laddove, nei primi anni del ‘900, Maurizio Becherini di Gambassi Terme decise di ritirarsi per condurre una vita eremitica a contatto con una Natura intatta fra foreste, rocce e torrenti selvaggi.

Uomo dal temperamento semplice, ha lasciato una moltitudine di resti di opere, sculture e immagini sacre che ancora oggi si rinvengono nel fitto della vegetazione o fra gli speroni rocciosi e che rendono questo luogo un sito di rilevante importanza storico-culturale per Gambassi Terme e per l’intera Valdelsa.

Il percorso è stato studiato, nel corso del corrente anno scolastico, dalle due classi prime della Scuola Media di Gambassi Terme che, con il supporto tecnico dell’Ecoistituto delle Cerbaie, hanno altresì condotto ricerche sul territorio circa il recupero delle fonti storiche e delle testimonianze sulla vita di Maurizio.

Al termine della fase di studio, le classi hanno progettato i pannelli illustrativi delle due bacheche apposte sul percorso in modo da fornire a visitatori e turisti le informazioni necessarie per la conoscenza e il rispetto di questo luogo così particolare.

L’Amministrazione Comunale di Gambassi Terme, che ha finanziato il progetto scolastico, ha inoltre curato, insieme alla proprietà, il ripristino strutturale e funzionale del percorso, rendendolo più accessibile con la rimozione della vegetazione troppo fitta e l’installazione di un corrimano utile per l’appoggio e la sicurezza.

Come si raggiungono le Grotte di Maurizio

Per arrivare al letto del fiume esiste un percorso, piuttosto ripido e - se fatto su terreno bagnato anche piuttosto scivoloso - ma tutto corredato da un provvidenziale corrimano in corda, che oltre a segnalare la strada serve per aggrapparsi in caso di necessità.

Adesso per arrivare al letto del fiume esiste un percorso, piuttosto ripido e - se fatto su terreno bagnato anche piuttosto scivoloso - ma tutto corredato da un provvidenziale corrimano in corda, che oltre a segnalare la strada serve per aggrapparsi in caso di necessità.

Durante l'escursione attraverseremo in più punti il torrente Casciani, scarpe impermeabili ai piedi.

Il percorso di questa esperienza ci portrà a scoprire il fondo valle del selvaggio torrente Casciani che attraverseremo più volte. Le condizioni del terreno e la presenza dell’acqua rendono necessarie attenzione e calzature adatte.

Il torrente Casciani e la cascata nella forra

La visita alle Grotte di Maurizio è legata alla scoperta dell’ambiente naturale della Forra dei Casciani. Il torrente attraversa il fondo valle e deve essere superato più volte lungo il percorso.

Arrivati sul greto, in corrispondenza a quello che rimane delle statue, un minaccioso pietrone incombe sulle nostre teste. Molto pittoresco, ma è meglio guardarlo da lontano!

Il percorso comprende anche la cascata nella forra e consente di osservare da vicino il rapporto tra acqua, rocce, vegetazione e cavità naturali che caratterizza questo tratto nascosto della Val d’Elsa.

Cascata nella Forra dei Casciani

I “bollori” e le sorgenti ipotermali

Arriveremo fino ai "bollori", un'area di sorgenti ipotermali di acque solfato-alcalino-terrose a 23° che esprimono la sua massima forza nel cratere principale dal quale è possibile assistere alla suggestiva fuoriscita di acqua mista ad acido solfidrico, col suo carsatteristico odore do "uovo marcio".

I “bollori” rappresentano uno degli elementi naturali più singolari dell’itinerario. Le sorgenti spontanee emergono nel bosco e raggiungono la loro manifestazione più evidente nel cratere principale, dove l’acqua e l’acido solfidrico producono il caratteristico odore di uovo marcio.

ElementoInformazione
Temperatura delle acque23°
Tipo di sorgentisorgenti ipotermali
Composizione indicataacque solfato-alcalino-terrose
Fenomeno osservabilefuoriuscita di acqua mista ad acido solfidrico
Odore caratteristico"uovo marcio"

Le fornaci storiche di Gambassi

L’itinerario consente inoltre di passare dai resti delle antiche fornaci di calce e vetro rinascimentali che resero Gambassi capitale della produzione di vetro toscano per oltre due secoli.

Le fornaci medievali e rinascimentali costituiscono un ulteriore elemento di interesse storico lungo il percorso. La loro presenza ricorda il ruolo di Gambassi nella lavorazione della calce e nella produzione vetraria toscana.

La visita alle Grotte di Maurizio riunisce quindi più aspetti: la memoria dell’eremita, le sculture spontanee, il torrente, la cascata, le sorgenti dei “bollori”, la vegetazione della forra e le testimonianze delle antiche attività produttive.

Un’escursione nella Val d’Elsa più selvaggia

Nella Val d'Elsa più selvaggia e nascosta, sulle tracce dell'incredibile storia di un eremita e del suo "sacro" rifugio nelle grotte di un impervio torrente, si può esplorare un ambiente naturale poco distante da Gambassi, punto di partenza e di arrivo dell’escursione.

Vedremo la sua grotta e andremo alla scoperta di quel che resta del suo rifugio spirituale, esplorando un'inaspettatata e selvaggia Valdelsa poco distante da Gambassi, punto di partenza e di arrivo della nostra escursione.

La bellezza del paesaggio toscano insieme ai fenomeni naturali delle terme sulfuree con sorgenti spontanee nei boschi, la macchia mediterranea, la grotta dove Maurizio trascorse 13 anni della sua vita come eremita all’inizio del ’900, rendono questo anello un’escursione interessante, bella e fattibile da tutti.

Il percorso comprende le grotte di Maurizio, il cratere dei “bollori”, gli attraversamenti del torrente Casciani, la cascata nella forra e le fornaci medievali.

Informazioni pratiche sul percorso

  • Area: Forra dei Casciani, vicino a Gambassi Terme, in Val d’Elsa.
  • Punto di partenza e di arrivo: Gambassi.
  • Elementi principali: grotte e resti dell’eremo, torrente Casciani, cascata, sorgenti dei “bollori” e antiche fornaci.
  • Terreno: il sentiero è piuttosto ripido e può diventare scivoloso quando è bagnato.
  • Attraversamenti: il torrente Casciani viene attraversato in più punti.
  • Attrezzatura consigliata: scarpe impermeabili.
  • Supporto sul tratto ripido: è presente un corrimano in corda.
  • Guida ambientale: Marco Oraz zini.

L'evento ha un massimo di 16 iscrizioni. Questa esperienza vale 1 timbro sulla credenziale.

Il valore storico e culturale del sito

Le Grotte di Maurizio sono un esempio di architettura spontanea e di arte popolare religiosa sviluppatasi in un ambiente naturale isolato. La loro importanza non dipende soltanto dalla sopravvivenza delle opere, oggi frammentaria, ma anche dalla storia dell’uomo che le realizzò e dalla memoria collettiva che si è formata intorno al luogo.

La storia dell’eremita è raccontata da Borghino Borghini, Il vento racconta, Nencini 1990 e analizzata in Gabriele Mina (a cura di), Costruttori di Babele. Sulle tracce di architetture fantastiche e universi irregolari, elèuthera 2011.

Sulla rete è possibile guardare un breve video del 2009 degli artisti Marco Tani ed Enrico Belli e una escursione invernale effettuata da Silvano Gozzi e Francesco Maffei, corrispondenti babelici toscani.

La combinazione tra natura e opere costruite rende la Forra dei Casciani un luogo insolito della Valdelsa: le rocce e il bosco conservano ciò che resta dell’esperienza di Maurizio, mentre il torrente e le sorgenti termali definiscono il paesaggio nel quale egli scelse di vivere.

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