Chiese del Sacro Cuore: interni e caratteristiche architettoniche

Le chiese dedicate al Sacro Cuore presentano caratteristiche architettoniche molto diverse: alcune sviluppano un linguaggio neogotico articolato in tre navate, altre adottano una pianta centrale moderna, mentre edifici come la Basilica del Sacré-Cœur di Parigi reinterpretano in chiave eclettica l’architettura bizantina. Gli interni sono spesso organizzati intorno all’immagine del Sacro Cuore, attraverso mosaici, affreschi, vetrate, statue, altari e opere dedicate alla liturgia eucaristica.

Tra gli elementi ricorrenti si trovano il presbiterio fortemente caratterizzato, la presenza di cappelle laterali, la Via Crucis, il tabernacolo, le vetrate figurate e una ricca integrazione tra struttura architettonica e decorazione religiosa. Le differenze più evidenti riguardano la forma dell’aula, i materiali, il rapporto tra navate e presbiterio, la luminosità degli ambienti e il modo in cui l’immagine del Sacro Cuore domina lo spazio interno.

La chiesa del Sacro Cuore nella piazza di Sa Burra

La chiesa del Sacro Cuore si trova nella piazza omonima, in un’area chiamata “Sa Burra”. L’area era utilizzata come pascolo, campi coltivati e orti. La presenza di un pozzo, situato accanto alla chiesa, è ancora ricordata dagli abitanti del quartiere.

Nel 1927, una cantina in via Oristano fu adibita al culto, diventando il nucleo originario della parrocchia. La Parrocchia del Sacro Cuore fu ufficialmente istituita il 1° ottobre 1954, ma la posa della prima pietra avvenne il 26 giugno 1960 e la chiesa fu consacrata il 23 novembre 1969.

Esterno e organizzazione dell’interno

La facciata presenta una metà in pietra a vista e un’altra metà intonacata con finestre murate. Il campanile si erge sul lato sinistro. Internamente, la chiesa ha tre navate separate da pilastri e pavimentazione in marmo bianco.

Il presbiterio è dominato da un grande mosaico con la figura del Sacro Cuore. Lungo le navate laterali si trovano le stazioni della Via Crucis, opera di Rita Chillotti. La chiesa è arricchita da diversi simulacri e dalla statua lignea del Sacro Cuore di Gesù.

La chiesa del Sacro Cuore di Gesù in stile neogotico

La chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in stile neogotico, fu edificata tra il 1914 e il 1916 dall’architetto romano Aristide Leonori. La facciata, davanti a un piccolo giardino, ha due ordini e un protiro con cinque arcate al quale si accede tramite due rampe laterali.

Nella parte superiore, una trifora centrale è sovrastata dalla Statua del Sacro Cuore. L’interno si presenta a tre navate divise da colonne che sostengono a loro volta un matroneo. Al di sopra di esso si aprono delle finestre decorate con vetri provenienti da Monaco di Baviera in cui sono raffigurati diversi santi, i cui nomi corrispondono al nome dei famigliari dell’architetto Leonori.

Interno neogotico chiesa Sacro Cuore

Navate, transetto e vetrate

Le vetrate del breve transetto rappresentano, a destra, “Istituzione dell’Eucaristia” e il “Sacrificio di Melchisedec”; a sinistra, “Adorazione Universale dell’Eucaristia da parte di tutti i popoli”. Al termine delle due navate, negli absidi, si trovano due tele: “Sant’Ignazio di Loyola” e copia della “Madonna della strada” il cui originale è conservato nella chiesa del Gesù.

Nell’abside centrale, impreziosito da marmi e mosaici, si trova “Cristo nella Gloria adorato da Angeli e da Santi”. L’insieme delle vetrate, dei marmi, dei mosaici e delle tele costruisce un programma decorativo strettamente legato alla celebrazione eucaristica e alla devozione del Sacro Cuore.

Le opere di Pietro Gabrini

Sempre all’interno della chiesa si trovano opere del pittore romano Pietro Gabrini (1856-1926): sulla parete della navata sinistra, “Morte di San Francesco Saverio”, “Santa Famiglia”, “Annunciazione” e “Crocifissione di Cristo”.

Sulla parete della navata destra si trovano “San Giovanni Berchmans insieme a San Luigi Gonzaga e San Stanislao Kostka”, “Madonna del Pilar con San Giacomo” e “Sant’Antonio che risuscita un morto”. Annesso alla chiesa è il convento delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù a cui appartiene la stessa chiesa.

La chiesa parrocchiale a pianta centrale

L’attuale chiesa parrocchiale è stata costruita nel 1963 su progetto dell’architetto Efrem Ferrari. L’edificio a pianta centrale risulta essere l’elegante composizione di forme semplici, ma ricche di significati simbolici.

Infatti la base rotonda, rivestita accuratamente in pietra calcarea regolare, ha come riferimento diretto la perfezione divina ed il cerchio ne è la evidente rappresentazione; emerge poi un corpo di forma ottagonale, sapiente citazione del numero “8” dedicato alla Madonna, con una copertura movimentata a falde che si chiudono nella lanterna sommitale.

In direzione est è ben visibile il presbiterio che fuoriesce dalla forma centrale come uno spicchio dell’ottagono. I materiali impiegati, calcestruzzo a vista, cotto, granito e vetro, sono accostati in modo sapiente ed evidenziano gli elementi strutturali e di decoro della costruzione.

La Cappella del Santissimo

Nel 1987 lo spazio presbiterale venne rivisto per la necessità funzionale di avere un luogo più raccolto per la preghiera e per l’adorazione, procedendo così alla costruzione della interna Cappella del Santissimo, aperta al culto il 14 febbraio 1987.

L’ambiente, dignitoso e moderno al tempo stesso, è destinato all’adorazione del Santissimo Sacramento ed alle celebrazioni nei giorni feriali. Le dimensioni della Cappella e l’impiego discreto dei materiali, metallo e vetri a specchio, non turbano l’equilibrio della struttura originaria.

Per far spazio alla nuova cappella l’altare maggiore, in granito rosso, fu spostato in avanti, verso l’assemblea. Sul suo sfondo la parete della cappella invitava ad essere decorata.

Affreschi, altari e opere del presbiterio

Il 30 marzo 1987 venne iniziato l’affresco dell’altare ad opera del valente pittore Prof. Marco Bertoldi (Lavarone 1911, Trento 1999), parrocchiano, così da arricchire la chiesa di una nuova opera d’arte. L’affresco è ricco di elementi figurativi desunti dalla Bibbia che aiutano l’uomo a vivere con intensità l’esperienza di Dio.

Dello stesso autore sono anche i dipinti sopra gli altari laterali: Maria Santissima Madre di Dio e San Giuseppe suo sposo. In seguito le tele furono entrambe spostate sulle pareti per poter collocare il tabernacolo sull’altare sinistro, ma mantenendole l’una di fronte all’altra.

Nel 2011 venne collocato il tabernacolo sull’altare sinistro. Nel 2016, giubileo della Misericordia, venne collocato, pendente sopra l’altare, il Cristo della Fede, opera dello scultore e filosofo don Marco Morelli, autore anche della formella sulla porta del tabernacolo.

Nel 2018, il parroco don Renzo Caserotti fece raccorciare di un metro il piano in granito rosso dell’altare maggiore per portarlo ad una dimensione più consona a quella dell’aula, lasciando invariato il pannello sottostante, anch’esso in granito rosso, decorato a mosaico dall’artista Marco Bertoldi con i simboli degli evangelisti attorno all’Agnello, alla mano del Padre e alla colomba, emblema dello Spirito Santo.

Facciata, mosaici e pavimentazione

Nell’anno 2000 fu definitivamente sistemata la facciata della chiesa con pregevoli mosaici e il portone di ingresso in bronzo progettati da Don Luciano Carnessali che ha espresso, attraverso le sue doti artistiche, una vera catechesi, alla maniera delle chiese di un tempo.

Nel 2004 si provvide al rifacimento della pavimentazione interna sostituendo le lastre di granito rosa, solo in corrispondenza delle due principali file dei banchi, con inserti in legno di rovere. L’area presbiteriale rimase evidenziata tramite una pavimentazione in granito rosso, come l’altare maggiore.

Le opere e gli elementi da osservare

La chiesa può essere letta attraverso una sequenza di elementi esterni e interni. All’esterno si trovano il Portale, il Mosaico della Samaritana, il Mosaico Emmaus, il Mosaico del Sacro Cuore, il Portone, il Primo Testamento e il Nuovo Testamento.

All’interno si osservano le vetrate, il dipinto del presbiterio “Il Sacro Cuore (1987)”, il Crocifisso, il Cristo della Fede (2016), l’Ambone, “Il discorso della montagna” e “La Pentecoste”.

  • Lato sinistro: altare laterale sinistro e tabernacolo, statua lignea della Madonna con Bambino.
  • Lato destro: fonte battesimale, candelabro del cero pasquale, altare del Sacro Cuore, tela di Maria Santissima (1978).

La Basilica del Sacré-Cœur di Parigi

La Basilica del Sacro Cuore di Parigi è bella da visitare sempre. Non molti conoscono la sua storia e, dato che si trova sulla collina di Montmartre, i turisti spesso si lasciano distrarre dall’animazione del luogo senza notare tanti dettagli che rendono questa chiesa una delle più interessanti di Parigi.

La chiesa si trova sulla Butte de Montmartre, una collina a 200 metri di altezza rispetto al resto di Parigi, e proprio in questo luogo ci fu uno dei primi atti di rivolta della seconda Comune nel 1870. La Comune, fortemente anticlericale, venne poi repressa nel sangue e secondo alcuni la Basilica fu costruita nel 1875, e completata poi nel 1919, come opera riparatoria per gli atti di violenza compiuti in questa zona.

I parigini non apprezzarono questa sorta di monito da parte della Chiesa, e come risposta nel 1908 fu posta, proprio di fronte alla chiesa, una statua dedicata a Chevalier de la Barre, nobile francese finito al rogo con l’accusa di blasfemia un secolo prima. Oggi si può ammirare la statua proprio nel parco a sinistra della scalinata che porta alla chiesa.

Basilica Sacré-Cœur Montmartre facciata

Pianta e stile architettonico

Lo stile architettonico della chiesa è alquanto eclettico. Progettata da Paul Abadie ispirandosi alla Chiesa di San Marco di Venezia, ha una pianta a croce greca, una cupola centrale alta 60 metri, e 5 cupole più piccole disposte ad ogni lato della croce e dietro all’abside.

Considerando gli anni in cui fu costruita, è senza dubbio un progetto che volutamente reinterpreta lo stile bizantino del passato. La struttura interna è caratterizzata dal rapporto tra la pianta centrale, le cupole e il grande spazio absidale, che concentra l’attenzione del visitatore verso il mosaico del Sacro Cuore.

Il travertino e il colore della facciata

Se vi siete chiesti come mai la facciata della chiesa sia sempre così bianca, mentre negli anni tanti edifici si sono anneriti con l’inquinamento, la risposta risiede nel tipo di materiale che è stato usato.

Trattandosi di un travertino molto calcareo, a contatto con l’acqua piovana questo tende a sbiancarsi, rimanendo quindi sempre molto chiaro. La scelta del materiale contribuisce così in modo decisivo all’aspetto riconoscibile della basilica e alla percezione luminosa dell’edificio anche da lontano.

Il grande mosaico del Sacro Cuore

Il mosaico del Sacro Cuore di Parigi è il più grande di tutta Francia. Con una dimensione di oltre 470 metri quadrati e posizionato dietro l’abside, è un’opera che colpisce il visitatore.

Non solo per la sua straordinaria ampiezza, ma anche grazie alla scelta di lasciare tutte le pareti interne della chiesa a pietra viva, che lo fanno risaltare ancora di più. Il contrasto tra la superficie muraria e la grande composizione musiva rafforza il ruolo del presbiterio come centro visivo dell’interno.

La campana Savoyarde

La sua campana principale pesa 19 tonnellate, è la più grande di tutta la Francia, e il solo batacchio pesa 1 tonnellata. Si chiama campana Savoyarde, perché fu donata da quattro diocesi della Savoia quando vennero annesse alla Francia.

ElementoCaratteristica
Cupola centraleAlta 60 metri
Mosaico del Sacro CuoreOltre 470 metri quadrati
Campana SavoyardePesa 19 tonnellate
BatacchioPesa 1 tonnellata

Preghiera perpetua, cripta e cupola

La Basilica del Sacro Cuore è una chiesa dedicata alla preghiera perpetua. Dal 1885 volontari e credenti si alternano per pregare in un ciclo che non si interrompe da allora.

Compilando uno speciale permesso si può così rimanere anche di notte in chiesa, mentre rimane chiusa per tutti gli altri visitatori. Altro dato interessante si trova nella cripta della Basilica del Sacro Cuore di Parigi.

Tra le varie sculture di genere neo-classico lì conservate, c’è anche la statua di un uomo che regge la propria testa in mano. È la scultura dedicata a Saint Denis, che fu decapitato proprio a Montmartre e la tradizione racconta che il suo corpo raccolse poi la propria testa sorreggendola con le mani.

Da notare inoltre che le porte di bronzo della cripta sono una copia moderna di quelle del battistero del Duomo di Firenze. Infine, per accedere alla cupola, dopo aver fatto i 200 gradini della scalinata del Sacro Cuore di Parigi, ne dovrete fare altri 300 per salire in cima alla chiesa.

Parigi Montmartre il quartiere degli artisti e l'interno basilica del sacro cuore 4k #montmarte

La vista da lassù, tra le più belle vedute di Parigi, soprattutto di sera dopo il tramonto, compensa ogni fatica per arrivarvi.

La chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore a piazza Navona

La chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore è situata nel rione Parione tra corso del Rinascimento, sul quale dà la facciata anteriore, e piazza Navona, sulla quale dà la facciata posteriore. La chiesa, il cui interno è visibilmente recente, ha invece una storia antica.

Il primo edificio fu eretto nel XIII secolo nell’area dello Stadio di Domiziano, sacro alla tradizione cristiana per la memoria dei martiri che vi avevano trovato la morte, per volontà dell’infante Enrico, figlio del re di Castiglia Ferdinando III; tale reclamata fondazione regia ad opera dell’infante sembra essere frutto di una falsificazione storica successiva.

L’edificio fu intitolato al protettore della Reconquista, Santiago, prendendo il nome di San Giacomo degli Spagnuoli. Nel 1440 il canonico della cattedrale di Siviglia don Alfonso de Paradinas fece interamente ricostruire l’edificio a proprie spese affidando i lavori a Bernardo Rossellino, con una bella facciata, e, morendo, legò il proprio patrimonio alla chiesa.

Trasformazioni storiche dell’edificio

Alessandro VI Borgia ordinò nuovi lavori di ampliamento, fece allargare una piazza di fronte all’ingresso su via della Sapienza, sul lato dell’abside, e trasferì negli edifici annessi gli ospizi per i pellegrini spagnoli che l’infante Enrico aveva fondato, uno presso il Campidoglio e l’altro lì vicino, in via di Santa Chiara.

La chiesa di San Giacomo divenne così, nel 1506, la chiesa nazionale del regno di Castiglia a Roma, e nel 1518 fu di nuovo rimaneggiata da Antonio da Sangallo il Giovane, che sarebbe poi divenuto l’architetto di tutte le fabbriche pontificie.

La chiesa e i suoi annessi furono per molto tempo riccamente mantenuti dai lasciti degli spagnoli di Roma, e le loro finestre su piazza Navona costituivano una sorta di palco di proscenio per gli spettacoli acquatici che si tenevano nella piazza.

Non provvedendosi tuttavia a nessun mantenimento, nel 1818 la chiesa fu abbandonata dagli spagnoli in favore di Santa Maria di Monserrato, dove vennero anche trasferiti gli arredi e le tombe prima in San Giacomo, e fu poi sconsacrata e venduta, nel 1878, ai missionari francesi del Sacro Cuore.

La ristrutturazione ottocentesca e le modifiche novecentesche

Alla fine dell’800 papa Leone XIII fece una ristrutturazione radicale della chiesa, dopo che fu abbandonata dagli spagnoli perché si diceva minacciasse rovina, affidandola all’architetto Luca Carimini, che fra l’altro ne modificò la facciata principale della piazza Navona.

Carimini conservò tutto l’edificio originale con l’abside e il transetto, sul lato opposto di piazza Navona. La chiesa fu riconsacrata, affidata alla Congregazione dei missionari del Sacro Cuore di Gesù e intitolata a Nostra Signora del Sacro Cuore.

Nel 1931 l’apertura di corso del Rinascimento costò all’edificio originale la demolizione dell’abside e del transetto, ma in compenso, nel 1965, papa Paolo VI la eresse in diaconia cardinalizia.

Le opere superstiti dell’edificio storico

Oggi, della chiesa originale del XVI secolo, sono da ammirare la seconda cappella a sinistra dell’altare, dedicata a San Giacomo, opera del Sangallo; la cantoria in marmi policromi sita nella terza campata a destra, opera del Torrigiano; il fondale marmoreo a serliana posto dietro l’altare maggiore, opera di Pietro e Domenico Rosselli; e gli affreschi di Pellegrino Aretusi e di Cesare Nebbia.

La chiesa mostra quindi una particolare sovrapposizione di epoche: l’interno visibilmente recente convive con cappelle, arredi marmorei, opere pittoriche e testimonianze architettoniche provenienti dalle fasi storiche precedenti.

La chiesa del Sacro Cuore nel quartiere oltre il ponte di Rosello

Grazie al suo sviluppo in altezza la chiesa del Sacro Cuore si impone nella piazza principale del quartiere popolare impiantato al di là del ponte di Rosello intorno al 1925.

La chiesa fu richiesta dall’arcivescovo Mazzotti all’architetto Ambrogio Annoni, allievo di Camillo Boito e Luca Beltrami, illustre rappresentante del restauro stilistico. Esistono due versioni progettuali, 1936 e 1937, ma la vicenda costruttiva, cominciata con la prima pietra posta il 1943, giunse alla benedizione dell’edificio nel 1952 per concludersi soltanto nel 1969 con la parte decorativa.

Facciata, campanile e spazio liturgico

L’edificio ha una facciata rettilinea percorsa da lesene e arrotondata negli angoli laterali, con un campanile che si innalza in asse con il portale, diminuendo progressivamente la sua base quadrata con tre volumi sovrapposti.

All’interno una navata unica si apre in larghezza a mano a mano che si avvicina al presbiterio. La progressiva dilatazione dell’aula accompagna il movimento verso la zona liturgica e concentra l’attenzione sul programma figurativo dedicato al Sacro Cuore.

Il programma decorativo di Costantino Spada

Gli interventi decorativi seguono un piano dottrinale unitario, culminante nella meditazione evangelica sul Sacro Cuore: ne è autore il pittore Costantino Spada, che oltre a realizzare gli affreschi e diverse pale d’altare (1960-68), fornì i cartoni per le vetrate, realizzate da Giuliani, Roma 1961-64, e i mosaici.

L’integrazione tra affreschi, pale d’altare, vetrate e mosaici rende l’apparato decorativo parte integrante dell’architettura. La navata unica, la crescita dello spazio verso il presbiterio e l’unitarietà delle immagini definiscono un interno concepito come percorso visivo e meditativo.

ChiesaImpianto e caratteristica principale
Chiesa del Sacro Cuore in Sa BurraTre navate separate da pilastri, pavimentazione in marmo bianco e grande mosaico del Sacro Cuore
Chiesa neogotica di Aristide LeonoriTre navate, matroneo, vetrate di Monaco di Baviera, marmi, mosaici e tele
Chiesa progettata da Efrem FerrariPianta centrale con base rotonda, corpo ottagonale, lanterna sommitale e Cappella del Santissimo
Basilica del Sacré-Cœur di ParigiPianta a croce greca, cupola centrale alta 60 metri, cinque cupole minori e grande mosaico absidale
Chiesa di Nostra Signora del Sacro CuoreInterno recente con opere storiche, cappella di San Giacomo, cantoria marmorea e fondale a serliana
Chiesa del Sacro Cuore oltre il ponte di RoselloNavata unica ampliata verso il presbiterio, facciata con lesene e campanile in asse con il portale

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