Il tema dell’esorcismo nella Diocesi di Frascati è stato affrontato anche attraverso la partecipazione del vescovo Raffaello Martinelli al corso internazionale «Esorcismo e preghiera di liberazione», organizzato a Roma dall’Istituto Sacerdos in collaborazione con il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa di Bologna (GRIS) e l’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE).
Il corso si è tenuto dal 4 al 9 aprile 2016 presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e ha proposto una formazione rivolta ai sacerdoti e, con modalità specifiche, anche a operatori pastorali, psicologi, medici, insegnanti e giuristi. L’obiettivo era offrire strumenti teologici e scientifici per affrontare con prudenza il tema dell’esorcismo, distinguendo le situazioni di competenza pastorale da quelle che richiedono l’intervento di specialisti in ambito medico, psichiatrico e psicologico.

Il corso internazionale su esorcismo e preghiera di liberazione
Dopo il successo su scala internazionale delle precedenti edizioni, sta per partire anche quest’anno la XI edizione del corso ‘Esorcismo e preghiera di liberazione’ che si terrà dal 4 al 9 aprile 2016 presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Il corso è organizzato dall’Istituto Sacerdos in collaborazione con il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa di Bologna (GRIS) e l’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE).
Questo ciclo di lezioni si propone di fornire ai sacerdoti ma anche ai laici (operatori pastorali, psicologi, medici, insegnanti, giuristi) gli strumenti idonei di formazione su un argomento a volte sottaciuto e controverso, come quello della pratica dell’esorcismo e della preghiera di liberazione.
Quando partì tredici anni fa il Corso internazionale di esorcismo e preghiera di liberazione, il primo nel suo genere al mondo, voleva essere un’iniziativa molto discreta. Scatenò invece una curiosità e un’attenzione mediatica che non è mai venuta meno. Da allora, a ogni edizione non si contano gli articoli e i rilanci nelle lingue più disparate.
Segno, come dicono alcuni, che la Chiesa parla troppo poco del demonio nella sua azione pastorale? Può essere. Di sicuro la partecipazione in crescita all’iniziativa da parte di sacerdoti e anche laici da tutto il mondo - a questa edizione sono presenti in 260 - testimonia una forte richiesta di formazione e di indicazioni chiare e dottrinalmente solide.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Edizione | XI edizione |
| Date | Dal 4 al 9 aprile 2016 |
| Sede | Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma |
| Organizzazione | Istituto Sacerdos |
| Collaborazioni | GRIS e Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) |
| Partecipanti indicati per l’edizione | 260 |
La partecipazione di monsignor Raffaello Martinelli
Durante le giornate di studio interverranno, tra i vari esperti, monsignor Raffaello Martinelli, vescovo della diocesi di Frascati, monsignor Davide Salvatori, prelato uditore della Rota Romana, il teologo esegeta e storico Helmut Moll, padre Cesare Truqui, scrittore e esorcista nella diocesi di Coira (Svizzera), don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti-sette della Comunità Papa Giovanni XXIII, Anna Maria Giannini, docente di Psicologia generale alla Sapienza di Roma, Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento dello Spirito, Luigi De Ficchy, procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Perugia, l’avvocato Italo D’angelo e Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma.
Fra gli interventi che si sono susseguiti ieri e che continueranno fino a sabato anche quello di un altro vescovo, Raffello Martinelli, della diocesi di Frascati, poi dei padri domenicani Ciro Bova e François Dermine, del sacerdote tedesco Helmut Moll, che fu allievo di Joseph Ratzinger a Ratisbona, e di una lunga serie di esperti di demonologia e di scienze umane che possono toccare in qualche modo la demonologia stessa.
La presenza del vescovo di Frascati si inseriva in un programma nel quale la responsabilità episcopale, la formazione degli esorcisti e il discernimento pastorale erano affrontati insieme agli aspetti biblici, liturgici, dogmatici, morali, psicologici, medici e giuridici.
Le finalità teologiche e scientifiche
P. Pedro Barrajón, Direttore dell’Istituto Sacerdos dichiara - “Abitando in una società molto secolarizzata nella quale più che in passato vi è la tendenza ad aprire le porte all’occultismo e all’esoterismo, l’azione diabolica è favorita dalle pratiche magiche ed al ricorso agli indovini, che possono avere un influsso reale fino alla possessione”.
E sottolinea ancora come questa settimana di formazione abbia come obiettivo, non solo quello di far conoscere il tema dell’esorcismo e della preghiera di liberazione dal punto di vista teologico e scientifico, ma anche a poter discernere con prudenza i diversi casi che si presentano nella pastorale della Chiesa, in collaborazione, quando fosse necessario, con chi è competente in materia medica, psichiatrica e psicologica.
In questo modo si affronta in modo indiretto diversi pericoli che possono provenire dalle sette, le pratiche esoteriche, magiche o sataniche. Il corso, che per la natura dell’argomento potrebbe prestarsi a un sensazionalismo che deborda da una sana teologia, si prefigge di approfondire la base teologica della natura e dell’azione di angeli e demoni da un punto di vista biblico, liturgico, dogmatico e morale, in aperto dialogo con altre scienze come la psicologia, la giurisprudenza e la medicina.
A differenza del passato, però, l’esorcismo non è più inteso come una ritualità medievale: «Il corso, che per la natura dell’argomento potrebbe prestarsi a un sensazionalismo che deborda da una sana teologia, si prefigge di approfondire la base teologica della natura e dell’azione di angeli e demoni da un punto di vista biblico, liturgico, dogmatico e morale, in aperto dialogo con altre scienze come la psicologia, la giurisprudenza e la medicina», si legge in una nota.
Il discernimento pastorale
«In questi tredici anni se c’è una cosa che è cambiata è appunto questa» dice padre Barrajón, tra gli ideatori originari del corso e rimasto fra gli organizzatori, «il programma si è aperto all’apporto di discipline - dalla psicologia, al- la criminologia, alla farmacologia, vedi il tema delle droghe - che aiutano a disegnare un quadro ampio dell’azione demoniaca o a discernere dove questa non è realmente presente.
Costante invece è sempre stata l’attenzione al mondo dell’occultismo, dei saperi magicoesoterici e dei culti satanici o para-satanici. La novità di quest’anno è una serie di approfondimenti su come l’esorcismo è interpretato in alcune culture del mondo».
Il corso si propone quindi di evitare interpretazioni automatiche o sensazionalistiche, mettendo in relazione la prospettiva della Chiesa con gli strumenti delle scienze umane e con la valutazione dei possibili fattori psicologici, medici, sociali e giuridici.
Esorcismo e preghiera di liberazione
Da un po’ di tempo possono partecipare al corso anche i laici. «La scelta è stata molto discussa all’inizio - racconta sempre Barrajón - poi si è pensato di offrire anche ai laici questa possibilità, previa una lettera di raccomandazione del proprio vescovo, sia perché alcuni di loro erano motivati da esigenze di studio serie sia perché, se è vero che l’esorcismo è un ministero che può essere svolto esclusivamente da un sacerdote con una delega abituale o ad actum da parte del vescovo, è anche vero che i laici possono svolgere con la preghiera un’azione di supporto importante all’azione dell’esorcista ».
Anche la preghiera di liberazione, è bene specificarlo, «ovvero quella che viene usata in casi meno gravi, cioè non di possessione ma di vessazione o di infestazione», deve «essere fatta da un sacerdote. Solo in casi eccezionali può essere fatta anche da un laico».
| Ambito | Indicazione riportata |
|---|---|
| Esorcismo | Ministero svolto esclusivamente da un sacerdote con una delega abituale o ad actum da parte del vescovo |
| Preghiera di liberazione | Usata in casi meno gravi, cioè non di possessione ma di vessazione o di infestazione |
| Laici | Possono svolgere con la preghiera un’azione di supporto importante all’azione dell’esorcista |
| Casi eccezionali | La preghiera di liberazione può essere fatta anche da un laico |
Il ruolo del vescovo e la delega
La distinzione tra esorcismo e preghiera di liberazione riguarda anche la responsabilità del vescovo, al quale spetta autorizzare il sacerdote incaricato del ministero. Il corso affronta questa responsabilità collegandola alla necessità di una preparazione adeguata e di un discernimento prudente.
Il ruolo dell’autorità ecclesiastica viene presentato insieme alla collaborazione con le competenze mediche, psichiatriche, psicologiche e giuridiche, in modo da valutare i diversi casi che possono presentarsi nella pastorale della Chiesa.
Ad aprire i sei giorni del corso saràil Magnifico Rettore dell’Ateneo P.JesúsVillagrasa. Dopo la presentazione del corso, svolta dal Prof. Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del GRIS e il saluto di P. Francesco Bamonte, Presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, seguirà la Lectio Magistralis di S. E. il Card. Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolicae dalla lezione di Mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio.
Ad aprire i sei giorni del corso saranno una lectio magistralis del cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica ed una lezione di mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio.
Gli esperti e le discipline coinvolte
Durante le giornate di studio interverranno, tra i vari esperti, Mons. Raffaello Martinelli, vescovo della diocesi di Frascati,Mons.Davide Salvatori,Prelato uditore della Rota Romana, il teologo esegeta e storico Mons. Helmut Moll, P. Cesare Truqui, scrittore e esorcista nella diocesi di Coira (Svizzera), Don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti-sette della Comunità Papa Giovanni XXIII, Anna Maria Giannini, docente di Psicologia generale alla Sapienza di Roma, Dott. Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento dello Spirito, Dott. Luigi De Ficchy, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Perugia, l’avvocato Italo D’angelo e il Dott. Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma.
Fra gli interventi che si sono susseguiti ieri e che continueranno fino a sabato anche quello di un altro vescovo, Raffello Martinelli, della diocesi di Frascati, poi dei padri domenicani Ciro Bova e François Dermine, del sacerdote tedesco Helmut Moll, che fu allievo di Joseph Ratzinger a Ratisbona, e di una lunga serie di esperti di demonologia e di scienze umane che possono toccare in qualche modo la demonologia stessa.
Oggi infatti parleranno padre Moses Chileshe su «La stregoneria in Africa e l’azione del ministero dell’esorcismo » e padre Pedro Silva Albes su «Il ministero dell’esorcismo in Paraguay e America Latina e la diffusione dei culti afroamericani».
Al termine del corso si terrà una tavola rotonda con gli esorcisti P. François Dermine, Mons. Larry Hogan e Don Antonio Mattatelli.
La presenza del rabbino capo Riccardo Di Segni
Tra i relatori è indicato anche Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma. La sua partecipazione inserisce nel programma una prospettiva di dialogo con la tradizione ebraica e con le competenze religiose presenti nella società.
La presenza di esperti appartenenti ad ambiti differenti è coerente con l’impostazione del corso, che affronta l’argomento dell’esorcismo attraverso il confronto tra teologia, Sacra Scrittura, psicologia, medicina, giurisprudenza e altre discipline.
La situazione degli esorcisti nelle diocesi
E com’è attualmente la situazione delle diocesi per quanto riguarda gli esorcisti? «È abbastanza variegata - risponde il sacerdote legionario - in Italia praticamente tutte le diocesi ne hanno almeno uno, c’è stata un’ottima risposta.
Altrove, penso alla Germania, sul tema c’è una sensibilità molto minore. Diversi partecipanti al corso dall’America Latina raccontano di come nei loro Paesi a fronte di una domanda molto alta di esorcismi, la presenza di sacerdoti delegati e preparati a farli resta ancora molto limitata».
La disponibilità di sacerdoti preparati e delegati viene così collegata alla necessità di una formazione specifica, capace di evitare improvvisazioni e di garantire una valutazione rispettosa della persona e delle diverse situazioni pastorali.
Occultismo, esoterismo e pratiche magiche
Chiediamo se oggi l’infiltrazione del demonio avviene più tramite canali diretti, come l’azione di sette o ambienti che si fanno veicolo di influssi satanici, o per un’azione più “atmosferica”, in una cultura dove il peccato è esibito e celebrato pubblicamente.
«Nel risorgere di un neopaganesimo come quello a cui assistiamo avanzano l’occultismo e la presenza di culti esoterici pericolosi. Alcuni autori cristiani dei primi secoli facevano peraltro altro notare come l’esigenza di esorcismi diminuiva man mano che le culture venivano evangelizzate.
Questo vuol dire che più è grande e diffusa la vita di grazia minore è l’azione del demonio. Quando il cristianesimo arretra aumentano sia le tentazioni che l’influsso straordinario del demonio».
In questo modo si affronta in modo indiretto diversi pericoli che possono provenire dalle sette, le pratiche esoteriche, magiche o sataniche.
La Diocesi di Frascati e il vescovo Raffaello Martinelli
Il vescovo Raffaello Martinelli ha guidato la Chiesa di Frascati per 14 anni. Il 5 settembre 2023 Papa Francesco lo nomina nuovo vescovo di Frascati, unendo in persona episcopi la suddetta sede a quella di Velletri-Segni, succede a S. E. Mons. Raffaello Martinelli dimessosi per raggiunti limiti di età.
Il territorio diocesano da settembre 2023 vede unite le diocesi di VELLETRI - SEGNI e quella TUSCOLANA S.E. Mons. Stefano Russo.
La cattedrale di Velletri (San Clemente) comprenderà quindi le concattedrali di Segni (Santa Maria Assunta) e di Frascati (San Pietro apostolo), nonché le rispettive curie diocesane.
La diocesi di Velletri, per tradizione, viene fatta risalire ad un vescovo del I secolo, ma la più certa memoria storica inizia nel 465 col vescovo Adeodato. Segni invece è documentata dal 499 (o 495) col vescovo Santolo.
Tuscolo-Frascati invece risalirebbe, con la prima certa documentazione, al 313 col vescovo Zotico che era a capo della comunità cristiana ‘ad Quintanas’ sulla via Labicana (indicata, anche per qualche tempo, impropriamente, come ‘Labico quintanense’, e successivamente Diocesi tuscolana-Frascati).
Stefano Russo, vescovo di Frascati
Stefano Russo viene nominato vescovo da Papa Francesco il 18 marzo 2016. Nasce ad Ascoli Piceno, città capoluogo di provincia e sede vescovile, il 26 agosto 1961.
Formazione e ministero sacerdotale
Segue il Movimento diocesano dell’Opera di Maria. Dopo aver conseguito il diploma di perito tecnico in telecomunicazioni, compie gli studi del ciclo universitario presso la facoltà universitaria di architettura di Pescara, conseguendovi la laurea nel 1990 con una tesi di indirizzo storico.
Inizia il percorso formativo al sacerdozio a Grottaferrata, presso il Centro Gen’s (Generazione Nuova Sacerdotale), Comunità dei Focolari, frequentando i corsi per il baccalaureato in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Lateranense.
Il 20 aprile 1991 è ordinato presbitero, nella cattedrale di Ascoli Piceno, dal vescovo Marcello Morgante. Dopo l’ordinazione, fino al 2007, riveste il ruolo di incaricato per i beni culturali ecclesiastici della diocesi di Ascoli Piceno e presidente della locale commissione di arte sacra e beni culturali.
Dal 1990 al 2005 è membro della consulta per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale Marchigiana, coordinando, in questo stesso periodo, le attività del museo diocesano di Ascoli Piceno.
Dal 1996 al 2005 gli viene affidato il compito di incaricato regionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale Marchigiana dirigendo dal 1996 il lavoro d’inventariazione informatizzata dei beni storico-artistici della diocesi di Ascoli Piceno.
Nel 1999 riceve la nomina ad amministratore parrocchiale presso la parrocchia di San Pietro in Castel San Pietro (frazione di Palmiano). Conclude il suo mandato nel 2001, quando diviene responsabile dell’UDTAP, ufficio che coordina gli interventi di recupero degli edifici di valore storico-artistico, danneggiati dal terremoto, di pertinenza della diocesi di Ascoli Piceno.
In quello stesso periodo diviene membro del comitato dell’Ufficio Nazionale beni culturali ecclesiastici della CEI. Viene nominato membro della commissione per i beni e le attività culturali della Regione Marche, ruolo che ricopre dal 2002 al 2005.
Nel mese di marzo 2005 viene nominato Direttore dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, incarico che ricopre fino al mese di agosto 2015. In quello stesso periodo continua a servire come vicario parrocchiale la comunità di San Giacomo della Marca.
Nel novembre 2015 entra come parroco presso la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Ascoli Piceno.
Ministero episcopale
Il 18 marzo 2016 papa Francesco lo nomina vescovo di Fabriano-Matelica; succede a Giancarlo Vecerrica, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 28 maggio riceve l’ordinazione episcopale, nella cattedrale di Ascoli Piceno, dal cardinale Edoardo Menichelli, conconsacranti i vescovi Giovanni D’Ercole e Nunzio Galantino.
Il 18 giugno successivo prende possesso della diocesi, nella cattedrale di Fabriano. Poco dopo l’inizio del suo ministero episcopale l’Italia centrale subisce forti eventi sismici del 2016.
Considerata la sua esperienza viene incaricato di rappresentare le diocesi marchigiane presso le istituzioni statali. Interviene su questo tema al Senato nella seduta del 13 giugno 2018.
Nel 2018 il consiglio episcopale permanente della Conferenza Episcopale Italiana lo nomina presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto.
Il 28 settembre 2018 papa Francesco lo nomina Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana; succede a Nunzio Galantino, rivestirà questo incarico fino agli inizi di luglio 2022.
Il 26 luglio 2019 si conclude il suo servizio presso la Diocesi di Fabriano-Matelica quando gli succede, come amministratore apostolico, l’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Massara, il quale, il 27 giugno 2020, viene chiamato a succedergli come vescovo della stessa diocesi vista la decisione del papa di unire in persona episcopi l’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche e la diocesi di Fabriano-Matelica.
Il 7 maggio 2022 Papa Francesco lo nomina vescovo di Velletri-Segni dove succede a Vincenzo Apicella che lascia la Diocesi per raggiunti limiti di età. Fa il suo ingresso nella diocesi di Velletri-Segni il 26 giugno 2022.
Il 5 settembre 2023 Papa Francesco lo nomina nuovo vescovo di Frascati, unendo in persona episcopi la suddetta sede a quella di Velletri-Segni.
L'11 novembre successivo fa il suo ingresso nella Cattedrale di San Pietro in Frascati.
L’unione in persona episcopi delle diocesi
Unione in persona episcopi della sede di Frascati a quella di Velletri-Segni: Carissimi fratelli in Cristo, vi ho convocati questa mattina in Curia per comunicarvi che Papa Francesco mi ha nominato vescovo di Frascati unendo in persona episcopi la sede di Frascati a quella di Velletri-Segni.
In questo momento S.E. Mons. Raffaello Martinelli, per 14 anni vescovo di Frascati, sta facendo lo stesso annuncio nella Cattedrale della Diocesi Tuscolana. Accolgo questa nomina con spirito di fiduciosa adesione alla volontà di Dio.
Oggi la Chiesa celebra la memoria del Nome di Maria: il suo nome accompagna, fin dall’inizio, il mio ministero episcopale. Quando ho ricevuto la nomina episcopale il 7 marzo 2016, ho scelto di riprendere, come motto, le parole di Maria all’annuncio dell’angelo: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).
«Secundum Verbum Tuum». È a questo spirito di servizio che mi sforzo di ricondurre ogni giorno il mio episcopato e con questo stesso spirito accolgo questa nuova nomina.
È un percorso illuminato e guidato dello Spirito Santo, che si innesta nel Cammino sinodale e che motiva a vivere ancora di più la comunione ecclesiale. Il mio ingresso a Frascati, come Vescovo, è fissato per sabato 11 novembre 2023, fino a quel momento Mons. Raffaello Martinelli sarà Amministratore Apostolico.
Chiedo di accompagnarmi con la preghiera; affidiamo le nostre Chiese a Maria.
Il messaggio ai fedeli di Frascati
Carissime sorelle e carissimi fratelli, è con sentimenti di sincera riconoscenza, gioia e affidamento incondizionato al Signore e alla Sua volontà che rivolgo il mio fraterno saluto alla Chiesa di Frascati di cui Papa Francesco ha voluto nominarmi pastore unendo la stessa in persona episcopi alla Chiesa di Velletri-Segni.
Quando nel marzo del 2016 sono stato nominato vescovo, una delle prime richieste ricevute è stata quella di indicare un motto episcopale che fosse di orientamento rispetto al mio ministero. Immediatamente ho pensato che, davanti a una chiamata così particolare, la mia risposta non poteva che essere quella di Maria: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).
È a tale atteggiamento che mi sforzo di ricondurre tutto il mio episcopato ed è con questo atteggiamento che accolgo l’ulteriore chiamata che attraverso Papa Francesco il Signore mi sta facendo.
Dopo l’annuncio dell’angelo, «Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa»… (Lc 1,39). Maria, donna contemplativa, si mette subito in azione insegnandoci, senza tante parole, che la prossimità che siamo chiamati a vivere significa portare Gesù agli altri.
La recente Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona ce ne ha fatto fare esperienza concreta, ravvivando e confermando in tanti giovani la consapevolezza che vale la pena spendere la propria esistenza per seguire Cristo.
Si tratta adesso di non fermarsi, accogliendo anche noi l’invito rivolto da Papa Francesco di mantenere vivo il ricordo della GMG, facendoci missionari, testimoni di ciò che abbiamo vissuto.
Carissimi tutti, laiche e laici, religiose e religiosi, diaconi e presbiteri, vengo in mezzo a voi per continuare a camminare insieme lungo le strade che il Signore ci indicherà.
Il Cammino sinodale che stiamo percorrendo continuerà a essere fonte di ispirazione affinché possiamo ascoltare e seguire la voce dello Spirito Santo. L’unione nella persona del vescovo di due sedi diocesane diventa un ulteriore stimolo a ricercare nella sinodalità le vie di quella comunione che necessita di persone che si mettano in gioco nel segno della carità e della gratuità.
Ringrazio il vescovo Raffaello Martinelli per la vicinanza e la cordialità manifestatami in questi giorni; con competenza e impegno ha guidato questa comunità per 14 anni prendendosene cura con grande generosità.
La prossimità pastorale nel territorio
Attraversiamo tempi non facili in cui emergono molte fragilità che, non di rado, contribuiscono a turbare il convivere sociale. Confido che, come comunità ecclesiale, possiamo farci sempre più artefici di quella prossimità che nasce da uno sguardo vigile e attento alle povertà e alle indigenze - non solo materiali - del nostro territorio.
Questa è una terra bella e benedetta, con una comunità ecclesiale variegata e partecipe, formata da parrocchie, istituti religiosi, aggregazioni ecclesiali laicali, movimenti, confraternite.
Ognuna di queste realtà è apportatrice di doni speciali dello Spirito Santo e a ciascuna di esse chiedo di impegnarsi affinché possiamo tutti insieme essere la realizzazione del testamento di Gesù (cfr. Gv 17,21-23).
Così come avete fatto in questi ultimi tempi, continuate a sostenermi con la preghiera perché, come pastore, possa sempre mettermi in ascolto dello Spirito Santo. Lui saprà suggerirci i modi per comporre in uno le comunità di un territorio che è diventato più grande.
Da parte mia, cercherò di distribuire il mio tempo così da svolgere nel miglior modo possibile il servizio che mi è affidato. Confido nella vostra pazienza e comprensione.
La pazienza ci invita ad esercitare le virtù della speranza, della carità e del coraggio accompagnate dalla forza della tenerezza, sentimento che ci fa guardare la realtà con gli occhi di Dio.
Famiglie, comunità e bene comune
Rivolgo un affettuoso pensiero alle famiglie assicurando loro la mia vicinanza. La cura dei figli, l’incertezza del lavoro, la malattia, l’attenzione verso i nonni sono sfide che mettono alla prova la vita di coppia.
Siamo coscienti che la Parola di Dio è il riferimento indispensabile per affrontare queste situazioni con serenità, senza farsi travolgere dagli eventi.
Un saluto alle autorità civili e militari, alle amministrazioni locali, alle associazioni, agli enti e alle aziende. A voi va il ringraziamento per l’impegno che mettete ogni giorno nei servizi che curate.
Operiamo sullo stesso fronte, instancabilmente, all’edificazione del bene comune, nella certezza che tutte le energie vive e positive presenti nel nostro tessuto sociale possono essere linfa vitale per il territorio divenendo fattori generativi di buone pratiche.
I Santi Filippo e Giacomo, patroni di Frascati, siano per le nostre comunità un continuo stimolo a farci tutti missionari con quello sguardo di chi è capace di riconoscere i volti di tanti fratelli e sorelle che Cristo ci chiama ad accogliere.
Vi mando il mio caloroso abbraccio e la mia benedizione.
Il motto e lo stemma del vescovo Stefano Russo
Lo stemma del Vescovo è diviso in quattro quarti. Nel primo su campo di rosso un chrismon d’oro che allude al mistero pasquale di Cristo.
Nel secondo quarto, una stella a 8 punte d’azzurro, emblema della Beata Vergine Maria, stella dell’evangelizzazione.
Nel terzo campeggia la figura di un libro rosso che simboleggia la Parola di Dio e il suo primato nella vita dei credenti, oltre che primario compito del Vescovo di annunciare la Parola di Dio.
Un riferimento è anche all’antica arte cartaria di Fabriano. Nell’ultimo quarto, lo stemma civico di Ascoli Piceno, città di origine.
Il castello vuole richiamare anche la città del cielo e l’edificio spirituale. Il motto “Secundum verbum tuum” riprende le parole desunte dal dialogo della Beata Vergine Maria con l’angelo Gabriele al momento dell’annuncio della nascita del Salvatore.
La precedente guida della Diocesi di Frascati
Precedente Vescovo di Frascati fino al 2023 S.E. Mons. Raffaello Martinelli.
Il giglio è il fiore araldico per eccellenza, la leggenda narra che il giglio fu portato al Re Clodoveo da un angelo.
È il simbolo di San Giuseppe, il quale viene spesso rappresentato con un bastone dal quale germogliano gigli bianchi. È il simbolo di purezza (nella fede e nella sessualità-verginità).
È il simbolo di lode a Dio: Come incenso spandete un buon profumo, fate fiorire fiori come il giglio, spargete profumo e intonate un canto di lode; benedite il Signore per tutte le opere sue (Sir 39,14).
È il simbolo di fiducia nella Provvidenza. Infatti Gesù, nel Vangelo, invita a guardare ai gigli per imparare ad aver fiducia nella Provvidenza di Dio: E perchè vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? (Mt 6,28-30).
I colori: ROSSO, BLU, ORO e ARGENTO richiamano i colori degli stemmi di alcune persone o località a cui il vescovo Mons. Martinelli è legato: Famiglia: Martinelli (rosso, blu, oro); Paese di nascita: Villa d’Almè (argento e rosso); Provincia e Diocesi: Bergamo (rosso e oro); Papa che lo ha nominato: Papa Benedetto XVI (oro, rosso); Città e Provincia di destinazione come Vescovo: Roma (quattro borgate del Comune di Roma appartengono alla diocesi di Frascati, la cui provincia è Roma) (rosso,oro); Diocesi: Frascati (azzurro, oro, rosso).
Il rosso indica nobiltà, amore, fortezza, martirio.