La dottrina è l’insieme organico delle verità della fede cristiana che la Chiesa custodisce, approfondisce e propone; il catechismo è invece lo strumento attraverso il quale tali verità vengono esposte, ordinate e trasmesse ai fedeli in modo sistematico e accessibile.
In altre parole, la dottrina indica che cosa la Chiesa crede e insegna, mentre il catechismo presenta questa dottrina per l’istruzione religiosa, la formazione spirituale e l’accompagnamento nella vita cristiana. Il catechismo non è quindi una dottrina diversa o separata, ma una forma autorevole e organica di esposizione della dottrina cattolica.
Che cos’è la dottrina
La dottrina cristiana comprende i contenuti fondamentali della fede: ciò che il credente è chiamato a conoscere, professare, celebrare, vivere e pregare. Essa riguarda il mistero di Dio, la creazione, la rivelazione, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, la Chiesa, i sacramenti, la morale cristiana, la preghiera e la vita eterna.
La dottrina della fede non coincide con una semplice opinione personale né con una teoria elaborata liberamente. «La differenza fra dottrina della fede e teologia deve essere chiara, poiché il Catechismo riguarda solo la prima», è invece il secondo principio.
La teologia cerca di comprendere e approfondire razionalmente il contenuto della fede, mentre la dottrina presenta ciò che la Chiesa professa in modo autorevole. «C’è nella Chiesa, e ci sarà sempre, una pluralità legittima», ha detto ancora il cardinale Schönborn, «ma questa diversità, se non deve diventare opposizione e contrasto, è possibile solo sul fondamento di un’unità nella fede.
L’unità nella fede viene prima delle teologie plurali, deve essere loro presupposta. Se non è più possibile parlare dell’unica fede in diverse teologie, allora le diverse teologie non stanno più insieme nella casa della Chiesa cattolica».
Che cos’è il catechismo
Il catechismo è molto più di una semplice preparazione per ricevere i Sacramenti della Chiesa Cattolica; rappresenta un viaggio di scoperta e approfondimento della fede che coinvolge ogni aspetto della vita spirituale e quotidiana.
Il catechismo è un passaggio fondamentale nella formazione spirituale dei fedeli cattolici. Senza di esso non sarebbe possibile accedere ai Sacramenti, né condurre un’esistenza davvero consapevole dal punto di vista religioso.
Il catechismo, infatti, offre una guida approfondita sui precetti della Chiesa, sulla vita spirituale e la pratica religiosa. Esso rappresenta il cuore stesso della dottrina della Chiesa Cattolica, i precetti fondamentali della quale i fedeli vengono introdotti.
La catechesi è dunque una forma di istruzione religiosa di base, impartita oralmente da una guida, che può essere un prete, ma anche un educatore, un genitore o chiunque altro appartenga alla comunità religiosa e possegga le conoscenze da comunicare.
Il catechista è colui che si fa carico di questa trasmissione di nozioni e precetti di fede. Il catechismo, invece, può indicare sia l’attività formativa sia il libro o il testo che riassume e organizza i contenuti della fede cristiana.
Il significato del termine catechismo
L’etimologia stessa del termine catechismo rimanda al suo scopo. Deriva dal greco “katechéo”, che significa “istruire oralmente”, “istruire con la voce”, e appare subito evidente l’importanza della trasmissione orale della fede, il ruolo centrale dato all’insegnamento e alla comunicazione nella formazione religiosa dei credenti.
È vocabolo derivato da quello più antico Catechesi, come anche il suo concetto è uno sviluppo dell'antica catechesi. Ambedue i nomi derivano dal verbo κατηχέω, che letteralmente significa "fare eco", "risonare", ma nel senso traslato "ammaestrare oralmente".
Già gli scrittori del Nuovo Testamento impiegano tale verbo in questo senso, applicandolo all'ammaestramento della dottrina cristiana; in Atti, XVIII, 25, troviamo che Apollo vien detto "ammaestrato (κατηχημένος) nella via del Signore", e lo stesso Luca nel prologo al suo Vangelo si rivolge a Teofilo che fu già ammaestrato (κατηχήϑης) nei fatti del cristianesimo (Luca, I, 4): così pure S. Paolo al carisma della glossolalia preferisce il dono di parlare sulle verità della fede onde ammaestrare gli altri (ἄλλους κατηχήσω; I Cor., XIV, 19).
Quindi, al participio passivo κατηχούμενος "catecumeno" (v.), il verbo designò nell'antica Chiesa colui che viene ammaestrato nelle dottrine della fede cristiana. Per designare l'organizzazione di questo ammaestramento fu usato dai Greci il nome di κατήχησις, cui corrispose presso i Latini catechesis.
Dottrina, catechesi e catechismo: le differenze
| Termine | Significato principale | Funzione |
|---|---|---|
| Dottrina | Insieme delle verità della fede cattolica | Indica ciò che la Chiesa crede e insegna |
| Catechesi | Attività di istruzione e accompagnamento nella fede | Trasmette la fede attraverso l’insegnamento, la testimonianza e l’esperienza cristiana |
| Catechismo | Esposizione ordinata della dottrina cristiana | Offre un riferimento per l’apprendimento e l’insegnamento della fede |
| Teologia | Approfondimento razionale e scientifico della fede | Studia, interpreta e sviluppa la comprensione dei contenuti dottrinali |
La distinzione tra questi termini non significa separazione. Il catechismo trasmette la dottrina, la catechesi la rende oggetto di un percorso educativo e spirituale, mentre la teologia ne approfondisce la comprensione.
La catechesi si articola “in” (forse sarebbe meglio dire “con”) un certo numero di elementi della missione pastorale della Chiesa che, senza confondersi con la catechesi, la preparano o ne derivano.
In primo luogo l’annuncio del Vangelo e la predicazione missionaria, al fine di suscitare la fede; inoltre la ricerca delle ragioni per credere; l’esperienza della vita cristiana, la celebrazione dei sacramenti, l’integrazione nella comunità ecclesiale, la testimonianza apostolica missionaria.
E’ bene aggiungere, in termini più generali, la testimonianza di una vita cristiana, in particolare la testimonianza dell’amore concreto e operoso del prossimo.
Il catechismo è dottrina?
Il Catechismo della Chiesa cattolica è il testo di riferimento per le questioni che riguardano la dottrina della Chiesa.
Giovanni Paolo II, nel n. 4 della Costituzione Apostolica Fidei depositum, dedicato al valore dottrinale del testo, qualifica il Catechismo come “un’esposizione della fede della Chiesa e della dottrina cattolica, attestate o illuminate dalla sacra Scrittura, dalla Tradizione apostolica e dal Magistero della Chiesa” e lo riconosce come “una norma sicura per l’insegnamento della fede”, chiedendo pertanto ai Pastori e ai fedeli “di accoglierlo in spirito di comunione e di usarlo assiduamente nel compiere la loro missione di annunziare la fede e di chiamare alla vita evangelica”.
Lo propone quindi “come testo di riferimento sicuro e autentico per l’insegnamento della dottrina cattolica, e in modo tutto particolare per l’elaborazione dei catechismi locali”. Né si può trascurare qui quanto detto al n. 2 della medesima Costituzione Apostolica su questo Catechismo come “frutto di una collaborazione di tutto l’episcopato della Chiesa cattolica”.
Alla luce di queste chiare affermazioni pontificie, e per la natura stessa del testo, ritengo si possa sostenere con certezza che quanto è insegnato nel Catechismo, per il fatto stesso di esservi insegnato, è “dottrina cattolica”, nel senso preciso di quegli insegnamenti che la Chiesa presenta in modo autentico anche se non infallibile e irreformabile (a meno che, evidentemente, l’infallibilità di proposizioni contenute nel Catechismo consti per altra via, in particolare per la fonte da cui sono tratte).
Il Catechismo della Chiesa cattolica e il suo valore dottrinale
Il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica approvato nel 1997 è frutto di un processo di lavoro della commissione incaricata della sua redazione e il suo valore dottrinale.
Il Catechismo della Chiesa cattolica e il suo Compendio sono, anzitutto, una risorsa per l’insegnamento della fede e per sostenere gli adulti nella Chiesa nella loro missione di evangelizzazione e di catechesi.
Il Catechismo della Chiesa cattolica e il suo Compendio sono gli strumenti indispensabili per la formazione spirituale e teologica dei catechisti, dando loro un quadro completo dei contenuti della fede, in sintonia con la predicazione del messaggio cristiano, così come la Chiesa Cattolica lo professa nei secoli.
Il Catechismo della Chiesa cattolica offre un’esposizione organica della fede, ma non sostituisce l’intero percorso della catechesi. La catechesi comprende anche la preghiera, la celebrazione, la vita comunitaria, la testimonianza e l’accompagnamento concreto delle persone.
Quando nasce il Catechismo della Chiesa cattolica
Per comprendere meglio il senso e lo scopo del Catechismo della Chiesa cattolica può essere utile inquadrarlo nel contesto da cui ha avuto origine e cioè nel Sinodo straordinario dei vescovi a vent’anni dal Concilio, svoltosi nel 1985 e conclusosi con un Messaggio e con una Relazione finale approvati dai Padri sinodali.
Il Sinodo aveva come suo scopo celebrare, verificare e promuovere il Vaticano II. Qualifica il Concilio come “un dono di Dio alla Chiesa e al mondo”, anzi come “la massima grazia di questo secolo”.
Tra i suggerimenti che il Sinodo offre per superare queste difficoltà vi è il desiderio, espresso da moltissimi Padri sinodali, “che venga composto un catechismo o compendio di tutta la dottrina cattolica per quanto riguarda sia la fede che la morale, perché sia quasi un punto di riferimento per i catechismi o compendi che vengono preparati nelle diverse regioni.
La presentazione della dottrina deve essere biblica e liturgica. Deve trattarsi di una sana dottrina adatta alla vita attuale dei cristiani”.
Giovanni Paolo II decise immediatamente di accogliere questo suggerimento del Sinodo e incaricò il Card. Ratzinger di presiedere alla redazione del Catechismo.
Il Papa poté quindi firmare l’11 ottobre 1992, nel trentesimo anniversario dell’apertura del Vaticano II, la Costituzione Apostolica Fidei depositum per la pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica.
Nel titolo stesso di questa Costituzione si precisa che il Catechismo è “redatto dopo il Concilio ecumenico Vaticano II”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica italiana, l’esposizione ufficiale e aggiornata della dottrina cattolica approvato da Papa Giovanni Paolo II con la costituzione apostolica Fidei Depositum nel 1992, poi assunto la sua forma definitiva nel 1997 con la lettera apostolica Laetamur Magnopere.
Come è strutturato il Catechismo della Chiesa cattolica
Il catechismo è progettato per essere uno strumento completo e accessibile per l’insegnamento della fede, una guida sicura e autorevole per i fedeli cattolici nel loro cammino di crescita spirituale.
È strutturato in quattro parti principali, ciascuna delle quali affronta un aspetto fondamentale della fede cattolica:
- La Professione della Fede, o Credo, che esplora i principi fondamentali della fede cristiana, delineando la professione di fede cattolica attraverso il Credo apostolico, e approfondisce la dottrina della Trinità, la creazione, la redenzione, il peccato e il perdono, così come il ruolo della Chiesa come custode della fede.
- La Celebrazione del Mistero Cristiano, o Liturgia, che tratta della pratica della fede attraverso la liturgia e i sacramenti.
- La Vita in Cristo, o Morale, che presenta gli insegnamenti morali della Chiesa, esplorando come vivere la fede nel contesto della vita quotidiana.
- La Preghiera Cristiana, che esplora la dimensione spirituale della vita cristiana attraverso la preghiera.
La struttura del Catechismo mostra che la dottrina non è un insieme disordinato di formule. Essa forma un tutto organico nel quale il credere, il celebrare, l’agire e il pregare sono profondamente collegati.
«La fede costituisca un’unità e che come tale la si possa anche esprimere». «Bisogna rispettare la gerarchia delle verità per vedere la dottrina della fede come un tutto organico», ha sottolineato il cardinale.
«Il primato della grazia deve essere sempre direttivo». «La dottrina deve essere visibile nella sua struttura trinitaria». «Tutto deve essere visto in ordine a Cristo», e infine: «In tutte le esposizioni si deve rendere visibile l’unità interna di Scrittura e tradizione».
Esempio: la dottrina della Trinità nel Catechismo
Il Catechismo presenta la Santissima Trinità come il centro della fede cristiana: «Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina».
«Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato».
Il Catechismo insegna che i cristiani vengono battezzati «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» e che «non vi è che un solo Dio, il Padre onnipotente e il Figlio suo unigenito e lo Spirito Santo: la Santissima Trinità».
La dottrina trinitaria viene poi spiegata attraverso la rivelazione biblica, la Tradizione apostolica, l’elaborazione dei Concili e la terminologia teologica. «La Trinità è Una. Noi non confessiamo tre dèi, ma un Dio solo in tre Persone: “la Trinità consostanziale”».
Questo esempio mostra il rapporto tra dottrina e catechismo: la dottrina è il contenuto della fede trinitaria, mentre il Catechismo raccoglie, ordina e presenta tale contenuto attraverso riferimenti alla Scrittura, alla Tradizione e al Magistero.
Dottrina e catechismo nella storia della Chiesa
Nel corso dei secoli, il catechismo ha assunto forme diverse e si è adattato ai contesti culturali e storici, mantenendo però sempre il suo scopo principale: quello di educare e formare i fedeli nella fede cristiana.
È stato Gesù stesso a sottolineare l’importanza del catecumenato, ovvero il percorso di fede necessario per accedere al Battesimo. Agli Apostoli Egli affidò proprio il compito di insegnare i Suoi precetti a nuovi discepoli, prima di battezzarli, istruendoli ad osservare i Suoi comandamenti, come riportato nel Vangelo secondo Matteo:
“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo.”(Matteo 28,19-20)
Gli Apostoli seguirono questa raccomandazione, e nel Nuovo Testamento leggiamo di molti esempi di insegnamento catechistico fornito ai proseliti prima del Battesimo.
Nei primi secoli dell’era cristiana iniziarono a nascere scuole dedicate alla catechesi, il percorso di formazione religiosa offerto a coloro che desiderano professare la fede cristiana.
Più tardi la catechesi si organizza sempre più sistematicamente, e già nel sec. II troviamo in Alessandria una vera scuola di dottrina cristiana, che aveva per scopo principale la difesa dagli attacchi dei filosofi pagani; primo dirigente di questa scuola fu Panteno, poi Clemente Alessandrino, quindi il famoso Origene.
Sono rimaste celebri le Catechesi di S. Cirillo di Gerusalemme. S. Gregorio Nisseno, contemporaneo del precedente, scrisse la Oratio catechetica magna, in cui dà una sintetica esposizione della fede, seguendo l'ordine del simbolo apostolico.
Più tardi S. Agostino nel suo De catechizandis rudibus espone una bella catechesi cristiana.
Dal catecumenato al catechismo
Ben presto, crescendo sempre più d'importanza quel periodo di preparazione al battesimo durante il quale venivano ammaestrati coloro che volevano riceverlo, tanto catecumeno come catechesi acquistarono un significato alquanto più ristretto, venendo riservati a designare rispettivamente l'ammaestramento di quel periodo, e coloro che ne seguivano il corso.
Tuttavia i fedeli, già appartenenti alla Chiesa, non erano privi dell'istruzione religiosa. E questa forma di presentazione orale ai fedeli, della dottrina cristiana, sarebbe il germe di quello che fu, col trascorrere dei secoli, l'odierno catechismo.
Così che la catechesi è riservata ai non battezzati, mentre il catechismo è per i fedeli, siano essi adulti o fanciulli, bisognosi tuttavia di apprendere più chiaramente le verità cristiane.
Quando, col sec. IV, vediamo ben definito e organizzato il periodo del catecumenato, troviamo che nel suo tratto conclusivo - che aveva inizio dal primo giorno di Quaresina e si protraeva sino a Pasqua - venivano spiegati gli articoli di fede, la natura dei sacramenti e la disciplina penitenziale.
In ultimo il Pater Noster e il Credo. Questa pratica fu osservata finché il battesimo venne conferito ad adulti.
Ma quando col tempo il battesimo fu conferito anche ai neonati, e le conversioni dei barbari avvenivano in massa, non fu più possibile premettere tale catechesi al conferimento del battesimo, e nacque la nedcessità di spiegare gli articoli di fede dopo di esso.
Ebbe origine cioè quello che noi propriamente chiamiamo catechismo, il quale è l'insegnamento di ciò che il cristiano deve credere ed operare affinché possa ottenere la salute eterna.
La vera catechesi quindi ai giorni nostri si ha solo nel caso di battesimo di adulti, al quale si fa precedere un periodo d'istruzione. Tuttavia ad essa viene assimilata quell'istiuzione che si suol fare ai fanciulli prima che si accostino al sacramento della cresima, e per la prima volta a quelli della penitenza e dell'eucaristia.
Il catechismo come libro della dottrina cristiana
Questo vocabolo poi passò a designare, per spontaneo traslato, il libro che riassume la dottrina cristiana. Quando, cioè, già nel sec. VII, divenne comune e pubblica la spiegazione della dottrina in forma di catechismo, si trovò opportuno porre in scritto ciò che si spiegava.
Da allora si ebbe una vera storia non solo della predicazione catechistica, ma anche della redazione scritta di essa. Riguardo alla forma letteraria, quella più accettata è la forma di dialogo, perché ritenuta più didattica per l'insegnamento di questa disciplina.
Le verità sono esposte in modo facile, e ogni questione puramente teologica, che sia oggetto di discussione tra le varie scuole di teologia, è esclusa dalla trattazione dal catechismo.
Grande è la varietà dei catechismi che lungo i secoli si sono succeduti, redatti con diversi criterî e differenti forme. Ve ne sono di piccola mole, chiamati brevi, destinati ai fanciulli; altri assai più grandi, detti maggiori, servono per coloro che hanno già una sufficiente istruzione.
Esistono inoltre catechismi più sviluppati per coloro che si dànno all'insegnamento catechistico; fra questi va annoverato il famoso catechismo del concilio di Trento, diretto ai parroci.
In tutti però, premessa una raccolta di preghiere e formule da impararsi a memoria, vi è una prima parte che spiega le verità da credersi, riguardanti in modo particolare Iddio creatore e redentore: nei catechismi maggiori questa parte è una vera spiegazione del Credo.
La seconda parte è costituita dalle verità che riguardano la morale (peccati, virtù, comandamenti, precetti, ecc.). Infine una terza parte tratta dei mezzi per ottenere la vita eterna, cioè i sacramenti e la preghiera.
Il catechismo per bambini e ragazzi
Il catechismo può iniziare fin dalla più tenera età, con programmi appositamente progettati per i bambini in età prescolare. Tuttavia, è comune iniziare la catechesi in vista dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana: la Prima Comunione e la Cresima.
Di solito il percorso catechistico inizia quando il bambino raggiunge la terza classe della scuola primaria, e si estende per cinque anni. Nei primi due anni, il focus è la preparazione alla Prima Comunione, mentre nei successivi tre anni ci si prepara alla Cresima.
La catechesi per i bambini è essenziale per introdurli alla fede cristiana in modo comprensibile e coinvolgente. Attraverso libri di catechismo appositamente progettati e lezioni mirate, i bambini imparano i fondamenti della fede cattolica e sviluppano una relazione personale con Dio.
L’ideale è presentare fin dall’inizio l’esperienza del catechismo come una splendida avventura, un viaggio da intraprendere con il catechista e i coetanei, un cammino di scoperta e incontro con Gesù.
Alla fine di questo percorso avremo imparato a vivere, amare e fare scelte ispirate al Suo esempio, e saremo pronti per grandi cose. Il catechista o la catechista sono compagni di viaggio e guide, e ci aiuteranno a riconoscere Gesù non solo attraverso i libri e i testi, ma soprattutto con le esperienze che condivideremo.
Andiamo al catechismo perché è importante: ci aiuta a crescere nella fede, a imparare a vivere da bravi cristiani, a prepararci alla Comunione e alla Cresima.
Possiamo conoscere meglio la Chiesa, di cui anche noi facciamo parte, e fare amicizia con chi percorre il nostro stesso cammino. Portiamo con noi il libro del catechismo, un quaderno, una penna e il Vangelo, ma soprattutto la voglia di imparare, e di partecipare attivamente.
Il catechismo non è solo una lezione da ascoltare, come a scuola, ma un’occasione per parlare e confrontarci, esprimendo le nostre idee.
La formazione dei catechisti
Una buona catechesi è essenziale per la nuova evangelizzazione. Il Sinodo richiama l’attenzione sul servizio indispensabile che rendono i catechisti alle comunità ecclesiali ed esprime la sua profonda gratitudine per la loro dedizione.
Tutti i catechisti, che sono allo stesso tempo evangelizzatori, devono essere ben preparati. Ogni sforzo deve essere fatto, in funzione delle possibilità della situazione locale, per offrire ai catechisti una solida formazione ecclesiale, cioè spirituale, biblica, dottrinale e pedagogica.
La testimonianza personale della fede è di per sé una forma potente di catechesi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Compendio sono, anzitutto, una risorsa per l’insegnamento della fede e per sostenere gli adulti nella Chiesa nella loro missione di evangelizzazione e di catechesi.
Il Direttorio Generale della Catechesi (Congregazione del Clero, LEV 1997) al n. 234 afferma: “Qualsiasi attività pastorale, che non faccia assegnamento per la sua realizzazione su persone veramente formate e preparate, mette a rischio la sua qualità.
Gli strumenti di lavoro non possono essere veramente efficaci se non saranno utilizzati da catechisti ben formati. Pertanto, l’adeguata formazione dei catechisti non può essere trascurata in favore dell’aggiornamento dei testi e di una migliore organizzazione della catechesi”.
I metodi possibili al servizio della formazione sono molti. In questi ultimi anni, la Chiesa italiana, ha indicato un modo concreto di gestire la formazione dei catechisti della Iniziazione Cristiana, ma anche ciò che essi stessi sapranno attuare con i destinatari.
Si tratta del modello laboratorio. Il termine è entrato prepotentemente in questi ultimi anni nel linguaggio formativo.
La caratteristica principale del laboratorio è quella di produrre facendo, sperimentando, e di assumere l’esistenza e il vissuto dei partecipanti come luogo di ricerca, di analisi e d’intervento.
Questo metodo non è l’unico possibile, ma si raccomanda per la sua provata efficacia e qualità formativa. (vedi UCN, La formazione dei catechisti nella comunità cristiana, 2006).
Dal “mettere in ordine le idee” alla vita cristiana
Il cambiamento avvenuto in questi anni nella società civile ha reso obsoleto il “catecumenato sociale” (come è stato sottolineato da alcuni catecheti come E. Biemmi, A. Fossion, e altri), in cui le grandi agenzie educative - la famiglia, la scuola, la parrocchia - proponevano i medesimi valori cristiani ed etici : era la cosiddetta “società cristiana”.
Si andava a “dottrina” per mettere in ordine le idee, perché il resto i ragazzi già lo “vivevano”. A catechismo si “imparava”.
Che cosa dobbiamo credere? E ti insegnavano il Credo. Che cosa dobbiamo ricevere? Ti spiegavano i sacramenti. Che cosa dobbiamo fare? E imparavi i dieci Comandamenti. Come rivolgersi a Dio? Ed ecco la preghiera.
Oggi, questa “alleanza educativa” tra chiesa e società civile nelle sue varie forme espressive, quali appunto la famiglia e la scuola, non trova più sintonia.
E’ decisamente cambiato il modo di vivere, di pensare e addirittura si possono usare le medesime parole ma dandone significato culturale differente.
Ci si rende conto che non è più sufficiente “imparare il catechismo” ma, occorre integrare i contenuti della fede cristiani con la vita quotidiana.
Dal Documento di Base (1970), nel corso degli anni, sono stati fatti diversi tentativi quali ad esempio il rinnovamento dei catechismi con l’intento di evidenziare “per la vita cristiana” e ci si è posti alla ricerca, coadiuvati anche dalle scienze umane, di nuove metodologie catechistiche e concretamente si è passati dal “tutto a memoria”, a favore di una educazione attorno ai contenuti di fede ma con una forte metodologia “scolastica”, al “niente a memoria” favorendo maggiormente l’aspetto esperienziale, a discapito però dei medesimi contenuti.
Sono convinta che la chiave del rinnovamento della catechesi sta nell’attivare un processo iniziatico, nell’introdurre alla fede cristiana, al suo contenuto (fides quae) e all’esperienza di essa (fides qua), e queste due dimensioni sono entrambe dono di Dio.
Per attuare, dunque, una “catechesi per la vita cristiana”, come la Chiesa invita già da tempo, dal Concilio Vaticano II in poi, occorre attivare una formazione che aiuti i catechisti al passaggio da una catechesi che “mette in ordine le idee” ad un accompagnamento verso la pienezza della vita cristiana.
Dottrina e esperienza della fede
Come già ci ricordava Paolo VI nella Evangelii Nuntiandi (n. 41), l’uomo contemporaneo crede più ai testimoni che ai maestri, più all’esperienza che alla dottrina, più alla vita e ai fatti che alle teorie.
La prima forma di testimonianza è la vita stessa del catechista, della famiglia cristiana e della comunità ecclesiale, che rende visibile un modo nuovo di comportarsi.
Il catechista che, pur con tutti i limiti e difetti umani, vive con semplicità secondo il modello di Cristo, è un segno di Dio e delle realtà trascendenti e può, nel medesimo tempo, narrare e annunciare quanto il Signore sta compiendo nella sua vita.
Ma tutti nella Chiesa, sforzandoci di imitare Gesù il Maestro, possono e debbono dare tale testimonianza (cfr LG 28.35.38), che in molti casi è l’unico modo possibile di essere missionari ed evangelizzatori.
La testimonianza non sostituisce la dottrina e la dottrina non rende superflua la testimonianza. La conoscenza dei contenuti della fede e la loro esperienza concreta sono due dimensioni inseparabili del cammino cristiano.
La relazione tra fede creduta e fede vissuta
Esso si situa però a livello della fides quae creditur e non direttamente della fides qua creditur, e così potrebbe sembrare non raggiungere la radice delle attuali difficoltà, ma a questo proposito sono necessarie alcune considerazioni.
Anzitutto ogni separazione tra i due aspetti sarebbe artificiosa e infondata: come l’adesione ai contenuti deve fondarsi sul “motivo” della fede, sull’obbedienza a Dio che si rivela (cfr. Dei Verbum n. 5), così l’atteggiamento di fede non può rimanere privo del suo contenuto, che è trascendente ma anche concreto e determinato, e proprio nell’accoglienza di questo contenuto esso si esplicita e si rafforza.
La proposta stessa del contenuto della fede, cioè del mistero cristiano, nella sua integralità e al contempo nella sua profonda unità, che è cristologica e così inseparabilmente teologica e antropologica, costituisce infatti uno stimolo altamente efficace a percepirne la verità, non come un’opinione umana tra le altre, ma come il dischiudersi a noi del mistero di Dio.
Non va dimenticato inoltre che il Catechismo della Chiesa cattolica offre al suo inizio (prima sezione della prima parte) una spiegazione e motivazione dell’atto di fede, come risposta all’iniziativa di Dio che si rivela, che viene giustamente premessa alla presentazione dei contenuti del Simbolo apostolico.
Siamo orientati così a sviluppare una catechesi che vada in profondità e che, prendendo sul serio la radicalità dei problemi posti dall’odierno ambiente sociale e culturale, non dia per scontata la struttura basilare dell’atteggiamento di fede, ma al contrario la proponga e la giustifichi in termini espliciti.
Dove si svolge il catechismo
Il catechismo può svolgersi in diversi luoghi, a seconda delle necessità e delle pratiche locali della comunità cattolica. Molte parrocchie cattoliche offrono programmi di catechismo per bambini, ragazzi e adulti.
Gli incontri di catechismo possono tenersi nei locali della parrocchia, come le aule delle scuole parrocchiali, le sale riunioni o altri spazi dedicati.
Alcune scuole cattoliche includono il catechismo nel loro curriculum, e offrono corsi di formazione religiosa durante l’orario scolastico regolare o come attività extracurriculari.
In alcune comunità, il catechismo può essere svolto in case private, organizzato da genitori o volontari della comunità che desiderano fornire istruzione religiosa ai loro figli o ad altri bambini.
Con l’avvento della tecnologia, ci sono anche risorse online e programmi di catechismo virtuale che consentono ai partecipanti di seguire le lezioni e partecipare alle attività catechistiche da remoto, attraverso piattaforme digitali e webinar.
Inoltre, il catechismo può essere offerto durante ritiri spirituali, campi estivi, incontri di gruppi giovanili della parrocchia o altre attività della comunità ecclesiale.
In generale, il catechismo è progettato per essere accessibile e adattabile alle esigenze specifiche della comunità locale e dei suoi membri.
Le lezioni di catechismo sono spesso condotte da sacerdoti, catechisti o genitori devoti che desiderano trasmettere la fede alle giovani generazioni.
Quando si inizia a fare catechismo
Dopo i primi secoli della storia della Chiesa, durante i quali il Battesimo era solitamente amministrato in età adulta, attraverso una triplice immersione in acqua e l’uso del crisma, si cominciò progressivamente ad amministrare il Battesimo nella primissima infanzia.
Questo cambiamento fu accompagnato dalla trasmissione della fede attraverso l’educazione cristiana, che venne affidata principalmente alla famiglia, alla parrocchia e alla società.
In questo nuovo contesto, la preparazione ai Sacramenti della vita cristiana, come la Comunione, la Cresima, il Matrimonio, divenne parte integrante del percorso di formazione dei fedeli.
Dopo aver ricevuto il Sacramento della Cresima, i ragazzi sono incoraggiati a proseguire il loro cammino di crescita spirituale attraverso la partecipazione ai gruppi giovanili della parrocchia o ai gruppi scout.
I due sacramenti della Prima Comunione e della Cresima rappresentano tappe significative lungo il cammino di fede dei giovani, mentre la continuazione facoltativa del percorso attraverso i gruppi giovanili o i gruppi scout permette loro di mettere in pratica i valori evangelici nella vita quotidiana e di sviluppare un senso di appartenenza alla Chiesa e alla comunità cristiana.

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