Cos’è l’indulgenza pasquale e come ottenerla durante la Settimana Santa

L’indulgenza pasquale è la remissione della pena temporale dovuta per i peccati già perdonati, che il fedele può ottenere durante la Settimana Santa attraverso determinate opere di pietà, di penitenza o di culto e adempiendo le condizioni stabilite dalla Chiesa.

Durante la Settimana Santa possiamo lucrare (ottenere) per noi o per i defunti il dono della Indulgenza Plenaria (ovvero la remissione totale delle pene dovute per le colpe commesse) se realizziamo alcune delle seguenti opere stabilite dalla Chiesa.

Che cos’è un’indulgenza plenaria

L’indulgenza plenaria è un dono straordinario della Chiesa cattolica, che consente la remissione completa della pena temporale che rimane dopo che i peccati sono stati perdonati nella Chiesa. sacramento della confessione.

Dal 1983 il Codice di Diritto Canonico (can. 992) e il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1471) definiscono l’indulgenza come segue: "L’indulgenza è la remissione davanti a Dio della pena temporale per i peccati, già perdonati, per quanto riguarda la colpa, che un fedele volenteroso e che soddisfa determinate condizioni ottiene con la mediazione della Chiesa, la quale, come amministratrice della redenzione, distribuisce e applica con autorità il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi".

Per capire cos’è l’indulgenza dobbiamo tenere presente due aspetti del peccato: colpa e pena. La colpa viene rimessa con la Confessione; la pena è l’effetto del peccato che rimane anche dopo il perdono.

L’indulgenza toglie anche la pena temporale, grazie alla mediazione della Chiesa e ad alcune pratiche devote che i fedeli sono chiamati a svolgere. Può essere parziale o plenaria.

Tipo di indulgenzaEffetto
Indulgenza plenariaLibera in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.
Indulgenza parzialeLibera in parte dalla pena temporale dovuta per i peccati.

“L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto la pena temporale dovuta per i peccati”. [C.D.C. CAN. 993]

“Detta remissione di pena temporale dovuta per i peccati, già rimessi per quanto riguarda la colpa [con la Confessione], con termine proprio è stata chiamata “indulgenza”. La Chiesa. con intervento autoritativo dispensa al fedele, debitamente disposto, il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi in ordine alla remissione della pena temporale.

Il fine… è non solo di aiutare i fedeli a scontare le pene del peccato, ma anche di spingere gli stessi a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità, specialmente quelle giovano all'incremento della fede e al bene comune”. [Parte Ia N. 8]

La differenza tra colpa e pena

È possibile ottenerla solo per i peccati già confessati e perdonati. Ciò significa che la persona che desidera ottenere un’indulgenza plenaria deve prima confessare i propri peccati e ricevere il sacramento della penitenza.

L’indulgenza plenaria indica la cancellazione totale del peccato e della pena che ne deriva. Significa che la persona che la ottiene è completamente perdonata dal peccato e non deve più scontare alcuna pena per esso.

L’Unigenito Figlio di Dio, infatti,… ha procurato un tesoro alla Chiesa militante - Si sa che di questo tesoro costituiscano un accrescimento ulteriore anche i meriti della Beata Madre di Dio e di tutti gli eletti - e lo ha affidato al beato Pietro, clavigero del cielo e ai successori di lui, suoi vicari in terra, perché lo dispensassero salutarmente ai fedeli e, per ragionevoli cause, lo applicassero misericordiosamente a quanti si erano pentiti e avevano confessato i loro peccati, talvolta rimettendo in maniera totale [indulgenza plenaria], e tal altra in maniera parziale [indulgenza parziale], la pena temporale dovuta per i peccati”. [Parte Ia N. 7]

L’indulgenza plenaria e quella parziale sono espressioni dell’infinita misericordia di Dio. Sebbene differiscano nella portata, entrambe ci incoraggiano a ricercare la santità attraverso la fede, la preghiera e le opere di carità.

Papa Benedetto XVI, nel suo Messaggio per la Quaresima 2008, ha affermato: "L'indulgenza non può essere intesa come una sorta di 'sconto' sulla pena dovuta per il peccato, ma come un aiuto per una conversione più radicale.

L'indulgenza è un'opportunità sincera per impegnarci nel cammino della santità e per rinnovare il nostro rapporto con Dio.

Le condizioni per ottenere l’indulgenza pasquale

Per acquistare l’indulgenza plenaria è necessario *eseguire l’opera indulgenziata e *adempiere tre condizioni - Confessione Sacramentale - Comunione Eucaristica - Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice - E si richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale.

Se manca la piena disposizione o non sono poste le predette tre condizioni, l’indulgenza è solamente parziale…” [Parte IIa n.7]

Confessione sacramentale

La prima cosa che è necessario fare per ottenere un’indulgenza plenaria è confessare i propri peccati e ricevere il sacramento della penitenza. Ciò significa che la persona deve essere in uno stato di grazia, cioè senza peccato mortale, al momento in cui la riceve.

La Confessione sacramentale: questo sacramento ci permette di essere in stato di grazia e di riconciliarci con Dio. Nell'atto di confessioneTroviamo l'abbraccio amorevole del Padre che è sempre pronto a perdonarci.

“Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l’opera prescritta”. [Parte IIa N. 8]

“Con una sola Confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie…” [Parte IIa N.9]

Comunione eucaristica

Il secondo requisito è proprio quello di ricevere l’assoluzione sacramentale dal proprio confessore. L’assoluzione sacramentale è il perdono ufficiale dei peccati da parte della Chiesa, e deve essere ricevuta prima di poter ottenere l’indulgenza plenaria.

Comunione eucaristica: ricevere l’Eucaristia con devozione. Avvicinandoci all'altare, troviamo la forza di vivere in santità.

“E’ conveniente che la Comunione sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l’opera”. [Parte IIa N.8]

“Con una sola Comunione Eucaristica si può lucrare una sola indulgenza plenaria”. [Parte IIa N. 9]

Preghiera secondo le intenzioni del Papa

La terza cosa che necessaria è pregare per l’intenzione del Papa. Ciò può essere fatto recitando un’orazione come l’Ave Maria o il Padre Nostro, oppure partecipando alla Santa Messa e ricevendo l’Eucaristia.

La condizione di pregare per le intenzioni del Sommo Pontefice si compie se si prega per questo un solo Padre Nostro e una Ave Maria; però si concede ad ogni fedele cristiano la facoltà di pregare con qualunque altra formula, secondo la sua pietà e devozione.

“E’ conveniente che la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l’opera”. [Parte IIa N. 8]

“Con una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo pontefice si può lucrare una sola indulgenza plenaria”. [Parte IIa N.9]

“Si adempie pienamente la condizione della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, recitando secondo le sue intenzioni un Pater ed un’Ave;è lasciata tuttavia libertà ai singoli fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Romano Pontefice”. [Parte IIa N.10]

Distacco dal peccato

Per lucrare (ottenere cioè per i meriti della Chiesa, non per i nostri) l’Indulgenza Plenaria oltre a realizzare le opere richieste è necessario il compimento delle seguenti condizioni: a. esclusione da qualsiasi affetto (attaccamento) al peccato, anche veniale.

Distacco totale dal peccato: Questo passo non richiede la perfezione, ma un desiderio sincero di rifiutare il peccato, anche quello veniale. È una chiamata a esaminare il nostro cuore e a vivere secondo la volontà di Dio.

Queste tre condizioni possono compiersi un giorno prima o dopo delle opere richieste per l’Indulgenza Plenaria; però conviene che la comunione e la preghiera per le intenzioni del Papa si realizzino lo stesso giorno.

Le opere indulgenziate nella Settimana Santa

L’opera indulgenziata è stabilita dalla Chiesa e va compiuta nel tempo e nel modo richiesto; può essere una Visita ad una chiesa con relativa preghiera da fare (Pater e Credo) (Es. Perdono d’Assisi ), o è legata ad una determinata Preghiera (Es. Veni Creator, Eccomi o mio amato e buon Gesù. ), o ad un’ “opera” (Es. Esercizi Spirituali, Prima Comunione, uso di un oggetto benedetto…)

Giovedì Santo

  • Se durante la solenne esposizione del Santissimo Sacramento, che segue alla Missa in Coena Domini, preghiamo o cantiamo l’inno eucaristico del “Tantum Ergo”.
  • Se visitiamo per almeno una mezz’ora il Santissimo Sacramento esposto nell’ostensorio.

GIOVEDI’ SANTO: Con la recita pubblica, fatta con fede, del Tantum ergo [Adoriamo il Sacramento]

Venerdì Santo

  • Se assistiamo con pietà cristiana alla Adorazione della Croce nella solenne celebrazione della Passione del Signore.

VENERDI’ SANTO Nella solenne azione liturgica: quando il fedele partecipa devotamente all’adorazione della Croce e la bacia. (17)

Sabato Santo

  • Se preghiamo in comunità la preghiera del Santo Rosario.

Sabato Santo: Se preghiamo in comunità la preghiera del Santo Rosario.

Veglia pasquale

  • Se assistiamo alla celebrazione della Veglia Pasquale (Sabato Santo notte) e in essa rinnoviamo le promesse del nostro Santo Battesimo.

VEGLIA PASQUALE: con la rinnovazione delle Promesse Battesimali, fatta con qualsiasi formula.

Domenica di Pasqua

  • La partecipazione devota alla benedizione proposta dal Papa a Roma e al mondo (Urbi et Orbi), anche se ascoltata per radio o televisione.

Alla benedizione papale: si concede l’indulgenza plenaria al fedele che piamente e devotamente riceve sia pure via radio e televisione la Benedizione impartita dal Sommo Pontefice “urbi et orbi”[alla città e al mondo]. (12)

MomentoOpera richiesta
Giovedì SantoRecita o canto del “Tantum Ergo” durante l’esposizione del Santissimo Sacramento, oppure visita al Santissimo Sacramento per almeno mezz’ora.
Venerdì SantoPartecipazione devota all’Adorazione della Croce nella celebrazione della Passione del Signore.
Sabato SantoPreghiera comunitaria del Santo Rosario.
Veglia pasqualePartecipazione alla Veglia Pasquale e rinnovazione delle promesse battesimali.
Domenica di PasquaPartecipazione devota alla benedizione “Urbi et Orbi”, anche via radio o televisione.

Il Rosario, la Via Crucis e l’adorazione eucaristica

Il compimento di un’opera di pietà, di penitenza o di culto è necessario per ottenere un’indulgenza plenaria. Quest’opera può essere la visita a un luogo santo, la recita di un Rosario, la partecipazione a un’Adorazione Eucaristica, o anche semplicemente la lettura di un passo della Sacra Scrittura.

L’importante è che l’opera scelta sia fatta con l’intenzione di ottenere l’indulgenza plenaria e con un atteggiamento di fede e di contrizione.

Recita del Santo Rosario

La recita del S. Rosario: si concede l’indulgenza plenaria se la recita del Rosario si fa in chiesa pubblico oratorio, oppure in famiglia, in una Comunità religiosa, in una pia associazione.

È sufficiente la recita della sola quarta parte del Rosario; ma le cinque decadi devono recitarsi senza interruzione. Alla preghiera vocale si deve aggiungere la pia meditazione dei misteri (enunziandoli secondo l’approvata consuetudine vigente).

Adorazione del Santissimo Sacramento

Adorazione del SS. Sacramento per almeno mezzora (N.3).

La visita al Santissimo Sacramento, soprattutto nel contesto del Giovedì Santo, è un’opera di culto che richiede una partecipazione devota e un atteggiamento di preghiera.

Via Crucis

Per l’acquisto della indulgenza plenaria, valgono le seguenti norme: il pio esercizio deve essere compiuto dinanzi alle stazioni della Via Crucis legittimamente erette.

Per il compimento del pio esercizio si richiede soltanto una meditazione della Passione e Morte del Signore, senza che occorra fare una particolare considerazione sui singoli misteri delle stazioni.

Occorre spostarsi da una stazione all’altra. Se il pio esercizio si compie pubblicamente e il movimento di tutti i presenti non può farsi con ordine, basta che si rechi alle singole stazioni almeno chi dirige.

I fedeli legittimamente impediti potranno acquistare la medesima indulgenza dedicando alla pia lettura e meditazione della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo un certo spazio di tempo, ad esempio un quarto d’ora.

Lettura della Sacra Scrittura

Lettura della Sacra Bibbia almeno per mezz’ora (N. 50).

Esegua il lavoro indulgente: per esempio, pregare il Rosario in comunità, leggere la Sacra Scrittura per almeno mezz'ora o adorare il Santissimo Sacramento o eseguire opere di misericordia sia spirituale che corporale.

È possibile applicare l’indulgenza ai defunti?

Ogni fedele può lucrare per se stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio indulgenze sia parziali sia plenarie. [C.D.C. CAN. 994]

L’indulgenza plenaria può essere ricevuta sia per se stessi che per i defunti. Chiedendo l’indulgenza per i cari defunti, i fedeli possono ridurre o annullare la pena che essi devono scontare prima di raggiungere il Paradiso.

Le opere della Settimana Santa possono quindi essere offerte per se stessi oppure per i defunti, secondo la disposizione spirituale del fedele e le norme della Chiesa.

Altre occasioni per ottenere un’indulgenza plenaria

Esistono diversi luoghi e occasioni in cui si possono ottenere indulgenze plenarie.

  • I santuari mariani, come Lourdes o Fatima, in cui è possibile ottenere l’indulgenza plenaria per chi visita il santuario e prega secondo le intenzioni del Papa.
  • Le basiliche papali, come San Pietro o San Giovanni in Laterano, anche in questo caso la visita deve essere accompagnata dalla preghiera secondo le intenzioni del Papa.
  • Le giornate di indulgenza plenaria, come la Giornata Mondiale del Malato o la Giornata per la Vita, occasione per le quali l’indulgenza plenaria è concessa a chi partecipa alle celebrazioni e prega secondo le intenzioni del Papa.
  • I pellegrinaggi, come quello a Santiago di Compostela o a Roma, luoghi in cui è possibile ottenere l’indulgenza plenaria se si compie il pellegrinaggio con spirito di fede e di penitenza.
  • Il Giubileo.

Il Giubileo

Il Giubileo, o Anno Santo, nella Chiesa Cattolica rappresenta un periodo di profonda significazione spirituale, strettamente correlato al concetto di indulgenza plenaria.

Questa tradizione, radicata nella fede cattolica, offre ai fedeli l’opportunità unica di ricevere una remissione totale dei peccati, sotto specifiche condizioni stabilite dalla Chiesa.

L’indulgenza plenaria, durante l’Anno Santo, si ottiene attraverso atti di fede, preghiera, penitenza, e opere di carità, dimostrando così un sincero pentimento e un impegno nel rinnovamento spirituale.

Il pellegrinaggio a luoghi sacri designati, come la Basilica di San Pietro in Vaticano, e l’attraversamento della Porta Santa, aperta solo durante questi anni, simbolizzano il passaggio dalla peccaminosità alla grazia divina.

In essenza, il Giubileo sottolinea la misericordia infinita di Dio e il desiderio della Chiesa di guidare i fedeli verso una più profonda conversione del cuore e la riconciliazione con Dio, sfruttando il potente mezzo dell’indulgenza plenaria.

Il Perdono d’Assisi

Molto famoso è il cosiddetto Perdono di Assisi o Indulgenza della Porziuncola. Lo stesso San Francesco chiese a papa Onorio III di poter concedere l’indulgenza ai pellegrini che si fossero recati alla chiesa della Porziuncola.

Questo rito religioso è valido sempre e per tutti. Inoltre, ogni anno, dalle 12.00 del 1 agosto alle 24.00 del 2 agosto, l’Indulgenza della Porziuncola è estesa a tutte le chiese parrocchiali e tutte le chiese francescane nel mondo.

La commemorazione dei defunti

2 novembre: indulgenza applicabile solo per i defunti, dal mezzogiorno del giorno 1, Festa di tutti i Santi, fino alla mezzanotte del giorno due.

Opera prescritta: visita alla chiesa parrocchiale, recitando il Padre Nostro e il Credo; oppure si può lucrare dall’1 all’8 novembre facendo visita in cimitero.

I fedeli che fanno visitano il cimitero e pregano, anche solo mentalmente per i defunti, possono lucrare, una volta al giorno, l’indulgenza plenaria.

Altre opere e celebrazioni

  • Pentecoste: con la recita pubblica del Veni Creator Spiritus.
  • Corpus Domini: con la preghiera del Tantum ergo, recitata piamente e pubblicamente nella azione liturgica di questa solennità.
  • Sacro Cuore di Gesù: con l’Atto di riparazione al Sacro cuore di Gesù, recitato pubblicamente in questa solennità.
  • Solennità di Cristo Re: con l’atto di Consacrazione del Genere umano a Cristo Re, fatto pubblicamente.
  • 31 dicembre: con l’inno Te Deum recitato o cantato pubblicamente.
  • 1° gennaio: con l’invocazione pubblica dello Spirito Santo con il Veni Creator Spiritus.
  • Ogni venerdì di Quaresima: con la recita della preghiera Eccomi o mio amato e buon Gesù.
  • Prima Comunione: si concede l’indulgenza plenaria ai fedeli che si accostano per la prima volta alla Santa Comunione o che assistono alla pia cerimonia della prima Comunione.
  • Nell’anniversario del proprio Battesimo: rinnovando le promesse battesimali con qualsiasi formula.
  • Esercizi spirituali: si concede l’indulgenza plenaria al fedele che partecipa agli Esercizi Spirituali almeno per tre giorni interi.

Il Manuale delle indulgenze

Per chiarire e raccogliere tutte le indicazioni su come ottenere l’indulgenza plenaria, esiste il Manuale delle indulgenze.

Il Manuale racchiude diversi documenti, tra le “Norme sulle indulgenze” e una lista di concessioni, cioè opere da compiere e preghiere da recitare per ottenere l’indulgenza.

Sono sempre richieste la Confessione e la Comunione sacramentale, e la preghiera per le intenzioni del Papa.

DOCUMENTO: “INDULGENTIARUM DOCTRINA” Costituzione Apostolica di S.S. Paolo VI 1 Gennaio 1967 [IND. D.]

DOCUMENTO: “ENCHIRIDION INDULGENTIARUM” [ENCH.IND.] [Manuale delle Indulgenze Norme e concessioni] Sacra Penitenzieria Apostolica 29.06.1968 Tipografia poliglotta Vaticana.

§ 1. E’ capace di lucrare indulgenze chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia almeno al termine delle opere prescritte.

§ 2. Per lucrare di fatto le indulgenze, il soggetto capace [il fedele], deve avere almeno l’intenzione di acquistarle e adempiere le opere ingiunte nel tempo stabilito e nel modo dovuto, a tenore della concessione. [C.D.C. CAN. 996]

Il significato spirituale dell’indulgenza pasquale

L’indulgenza plenaria è un dono di Dio, tramite la Chiesa, che viene concesso per nutrirci di grazia che ci fortifica nel cammino di fede.

Lo Spirito Santo, attraverso la sua Chiesa, dà ai cristiani gli strumenti per raggiungere il cielo. Una di queste è l'Indulgenza plenaria.

San Josemaría ha anche sottolineato la profondità spirituale delle indulgenze, affermando: "Le indulgenze sono una manifestazione dell'infinita misericordia di Dio" (Il Cammino, 310).

È un passo importante che ci motiva a continuare il nostro cammino spirituale, offrendo le nostre preghiere, i nostri sacrifici e le nostre buone azioni come segni concreti di pentimento e di fede.

Soddisfare questi requisiti ci ricorda che la grazia di Dio è sempre disponibile per coloro che la cercano con umiltà e sincerità.

Ecco perché dobbiamo ricordare che le indulgenze plenarie sono un invito a camminare verso la santità con speranza e fiducia nella misericordia divina.

Ogni volta che ricorriamo alle indulgenze, rinnoviamo il nostro impegno alla conversione, confermiamo che l'amore di Dio è sempre pronto ad accoglierci e a darci una nuova possibilità.

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