Ridare voce alla democrazia significa ridare centralità ai cittadini, ai corpi intermedi, alla partecipazione e al bene comune. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Ridare voce alla democrazia. Società, partecipazione e istituzioni”, che ha riunito oggi all’Istituto Luigi Sturzo alcune delle più importanti realtà dell’associazionismo cattolico italiano, accomunate dalla volontà di rilanciare un impegno comune per rafforzare la qualità della democrazia italiana e riportare al centro del dibattito pubblico le grandi questioni sociali.
A due anni dalla conclusione della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici di Trieste, il confronto ha riaffermato il valore della partecipazione come fondamento della democrazia e il ruolo imprescindibile dei corpi intermedi nel costruire risposte condivise alle sfide del nostro tempo: povertà, lavoro povero, crisi demografica, disuguaglianze educative, fragilità dei territori, integrazione degli immigrati e crescente disaffezione verso la politica.

Il significato della conferenza ACLI
L’incontro ha posto al centro il rapporto tra società, partecipazione e istituzioni, sottolineando che la qualità della democrazia non dipende soltanto dalle regole istituzionali, ma soprattutto dalla capacità di ricostruire fiducia, partecipazione e responsabilità condivisa.
Una democrazia più forte richiede cittadini protagonisti, corpi intermedi vitali e istituzioni capaci di ascoltare, dialogare e costruire insieme risposte alle grandi trasformazioni del nostro tempo.
Ad aprire i lavori è stato Agostino Giovagnoli, vicepresidente dell’Istituto Luigi Sturzo. Sono seguite le relazioni di Sebastiano Nerozzi, segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira, e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà.
Al dibattito hanno preso parte anche Giuseppe Notarstefano, Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana; Francesco Scoppola e Roberta Vincini, incaricati nazionali AGESCI; Ernesto Preziosi, presidente di Argomenti 2000; Andrea Dellabianca, presidente della Compagnia delle Opere; Laila Simoncelli, responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII; Adriano Roccucci, vicepresidente della Comunità di Sant’Egidio; Luca Piras e Sara Mentzel, rappresentanti nazionali dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia; Piergiorgio Sciaqua, presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori; Luigi D’Andrea, presidente nazionale del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale; Argia Albanese, presidente del Movimento Politico per l’Unità Italia.
All’evento hanno partecipato anche la Segretaria del PD, Elly Schlein, il Presidente del M5S, Giuseppe Conte, i parlamentari Toni Ricciardi, Paolo Ciani, Enrico Borghi e Graziano Delrio.
Il messaggio del cardinale Zuppi
A dare ulteriore profondità alla riflessione è stato il messaggio inviato dal Card. Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha invitato a non limitarsi a denunciare la crisi della democrazia ma a costruire autentici “laboratori di cultura democratica”, ricordando come sia necessario «collocare al centro di ogni riflessione e decisione la persona, dialogare, cercare soluzioni a partire da un serio ascolto e confronto».
Richiamando il magistero di Papa Leone XIV e l’enciclica Magnifica Humanitas, Zuppi ha ricordato che «la ricerca della verità è un elemento essenziale per la democrazia» e ha esortato a coltivare fraternità, dialogo e spirito costituente, superando polarizzazioni e contrapposizioni, per custodire una democrazia fondata sul bene comune e sul rispetto della persona.
La posizione delle ACLI sulla crisi democratica
Nel suo intervento, Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI, ha evidenziato come la crescente astensione elettorale sia il sintomo di una crisi più profonda: «L’astensionismo nasce dalla sfiducia nelle istituzioni, dall’aumento delle diseguaglianze, dagli squilibri sociali, dalle aspirazioni e dai diritti negati. La democrazia è sempre legata alle domande sociali: vive dello scarto tra aspettative, promesse e realtà e cresce nella fatica delle famiglie lasciate sole. Oggi assistiamo al diffondersi di forme di individualismo che alimentano il populismo, ma non costruiscono un popolo».
Per questo, ha spiegato, le ACLI rilanciano una riforma della vita democratica che non si esaurisca nella legge elettorale ma rafforzi gli strumenti della partecipazione: partiti realmente democratici e radicati nei territori, assemblee partecipative capaci di coinvolgere i cittadini nelle decisioni pubbliche, una nuova attenzione alla formazione politica e alla funzione educativa dei corpi intermedi.
«Le regole della democrazia appartengono a tutti e non possono essere patrimonio della sola maggioranza del momento. Anche la legge elettorale deve nascere da un’ampia condivisione e restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, rafforzando il rapporto tra eletti ed elettori. La stabilità è un valore, ma non può essere costruita mortificando la rappresentanza parlamentare né concentrando il potere nelle segreterie dei partiti o nella figura del leader, dimenticando la centralità del Parlamento».
Le principali questioni sociali
Il confronto ha riaffermato il valore della partecipazione come fondamento della democrazia e il ruolo imprescindibile dei corpi intermedi nel costruire risposte condivise alle sfide del nostro tempo: povertà, lavoro povero, crisi demografica, disuguaglianze educative, fragilità dei territori, integrazione degli immigrati e crescente disaffezione verso la politica.
La democrazia è sempre legata alle domande sociali: vive dello scarto tra aspettative, promesse e realtà e cresce nella fatica delle famiglie lasciate sole.
In questo quadro, la formazione, l’azione sociale e la presenza territoriale assumono una funzione decisiva, perché consentono di trasformare i bisogni individuali in percorsi di responsabilità collettiva.
Il ruolo dei corpi intermedi
Per le ACLI, i corpi intermedi rappresentano luoghi concreti di partecipazione, formazione e costruzione del bene comune. La loro funzione non consiste soltanto nell’offrire servizi, ma anche nel favorire il confronto tra persone, famiglie, lavoratori e comunità.
Le ACLI, Movimento educativo e sociale, operano nella propria autonoma responsabilità per favorire la crescita e l’aggregazione dei diversi soggetti sociali e delle famiglie, attraverso la formazione, l’azione sociale, la promozione di servizi, imprese a finalità sociale e realtà associative.
L’azione sociale delle ACLI, a partire dall’esperienza di vita e di lavoro di uomini e di donne, favorisce l’esercizio di responsabilità e sviluppa opportunità di partecipazione dei cittadini per la crescita della società civile e la vitalità delle istituzioni.
Le ACLI, nonché le associazioni specifiche, i Servizi e le imprese a finalità sociale ed ogni altro soggetto del sistema associativo, adottano, ad integrazione del metodo di governo, il processo di governance basato sulla sussidiarietà e condivisione, sia al loro interno che nei rapporti reciproci.
Che cosa sono le ACLI
Le ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani fondate a livello nazionale a Roma nel 1945 dal sindacalista cattolico Achille Grandi, a Genova nell’agosto 1945 sono un movimento educativo e sociale di cristiani a servizio dei lavoratori e della società.
Esprimono la loro azione sociale attraverso i servizi, le imprese sociali, le realtà associative specifiche promosse in diversi settori di iniziativa sociale.
Chiesa, Lavoro e Democrazia sono i tre grandi ambiti di impegno delle Acli che manifestano la loro appartenenza alla Chiesa con un proprio carisma, fondato sulla ricerca di una laicità cristiana matura espressa nell’impegno sociale e politico.
Nel contempo le Acli si impegnano, nel contesto dell’attuale democrazia bipolare italiana, per la costruzione di una cultura politica democratica e riformista in cui sia presente la funzione del cattolicesimo democratico e sociale.
Le Acli sostengono il protagonismo sociale dell famiglia perché sia riconosciuta quale soggetto attivo dipromozione sociale ed economica e sono mpegnate su pace e cooperazione internazionale, ambiente, mpresa sociale , sport e tempo libero.
La mission delle Acli è promuovere e rafforzare comunità coese, inclusive e solidali.
Partecipazione, formazione e responsabilità
La formazione aclista, nel considerare la trascendente dignità della persona, sostiene processi volti alla maturazione di coscienza critica e all’esercizio di responsabilità in una coerente testimonianza di vita cristiana ecumenicamente aperta al dialogo.
Le ACLI ad ogni livello: a) favoriscono la partecipazione attiva degli associati per la realizzazione delle finalità statutarie e l’attuazione degli indirizzi definiti dai congressi e dagli organi; b) promuovono la crescita spirituale ed alimentano la vita cristiana degli associati con itinerari di ascolto della Parola di Dio avvalendosi del sostegno pastorale di sacerdoti quali accompagnatori spirituali richiesti alle comunità ecclesiali, ai vari livelli; i sacerdoti, comprendendo il carisma delle ACLI, hanno il compito di alimentare la crescita formativa dei soci e di orientare l’associazione nell’appartenenza alla Chiesa, alla sua vita e alla sua missione; c) operano con scopi sociali, culturali ed assistenziali, senza fini di lucro sulla base delle procedure definite negli appositi regolamenti approvati dai Consigli Regionali e Provinciali; d) assumono iniziative atte a sviluppare la vita associativa promuovendo attività formative di azione sociale, di volontariato, di autorganizzazione di servizi e di imprese a finalità sociale, con attenzione a promuovere pari opportunità tra uomo e donna.
La formazione, l’azione sociale e la promozione di servizi diventano così strumenti attraverso i quali le persone possono acquisire competenze, consapevolezza e capacità di intervenire nella vita pubblica.
Servizi e rete sociale
I Servizi sociali, le Imprese a finalità sociale e le Associazioni specifiche promosse dalle ACLI o ad esse aderenti costituiscono una rete di esperienze di solidarietà, di autorganizzazione, di volontariato e di imprenditività sociale nonché di rappresentanza di interessi collettivi, per rispondere ai bisogni culturali, materiali, sociali e di tutela delle persone:
- nel patrocinio e tutela sociale, previdenziale, sanitaria e fiscale, attraverso il Patronato ACLI;
- nella formazione ed orientamento professionale e nelle politiche del lavoro, attraverso l’Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale (ENAIP) e gli Enti Regionali ad Esso associati;
- nell’assistenza e tutela fiscale attraverso il Centro Assistenza Fiscale (CAF) ACLI;
- nelle molteplici attività inerenti le soggettività sociali, il volontariato, le cooperative, la cooperazione internazionale, il consumo responsabile, il mondo rurale e agricolo, il lavoro di cura, l’ambiente, lo sport, il turismo e la cultura, attraverso apposite associazioni ed iniziative specifiche decise dal Consiglio Nazionale.
Le ACLI tutelano gli associati nella difesa dei loro diritti e interessi economici, sociali, morali e professionali, sia nell’ambito del rapporto di lavoro dipendente che nelle altre diverse forme di lavoro, rappresentandoli e assistendoli nelle forme di legge anche davanti la magistratura competente.
Circoli e partecipazione nei territori
Le Acli sono presenti nei territori attraverso i circoli e nei luoghi di lavoro attraverso i nuclei, dove si sviluppa l’attività associativa.
I circoli e i nuclei sono luoghi di partecipazione attiva e consapevole e di convivialità accogliente e attenta alla valorizzazione di ogni persona.
Sono luoghi di socialità e fraternità dove ciascuno può mettersi in gioco ed offrire gratuitamente la propria azione volontaria.
Sono luoghi di innovazione sociale dove si sperimentano progetti specifici di grande importanza per le comunità locali.
Presenza delle ACLI nella provincia di Genova
Le Acli sono presenti nella provincia di Genova con la sede provinciale in vico Falamonica 1 e attraverso una rete di Circoli e di Servizi distribuiti sul territorio provinciale.
| Denominazione Circolo | Comune | Ubicazione Circolo |
|---|---|---|
| ACCADEMIA DELLA MUSICA | GENOVA | CORVETTO |
| ACHILLE GRANDI | GENOVA | SAN FRUTTUOSO |
| APS N.S.ASSUNTA | GENOVA | MOLASSANA |
| AMICI DEL MONASTERO DI SANTA CHIARA | GENOVA | SAN MARTINO |
| APPARIZIONE | GENOVA | APPARIZIONE |
| BANCHETTA | RONCO SCRIVIA | BANCHETTA |
| BAVARI SAN GIORGIO | GENOVA | BAVARI |
| BELVEDERE | GENOVA | SAMPIERDARENA |
| CIRCOLO RICREATIVO CULTURALE COLLE DEGLI OMETTI | GENOVA | NERVI |
| CIRCOLO ACLI CARTASEGNA | GENOVA | SAMPIERDARENA |
| GAITANIN | GENOVA | SESTRI PONENTE |
| GRAC | GENOVA | BORGORATTI |
| IL CARMETTO | CARREGA LIGURE | VEGNI |
| LA BARACCA | VOBBIA | AREZZO LIGURE |
| LA PROVINCIALE | GENOVA | CENTRO |
| LEVANTE - PROV | GENOVA | LEVANTE |
| LIVELLATO | CERANESI | LIVELLATO |
| MOREGO | GENOVA | MOREGO |
| POLANESI | RECCO | POLANESI |
| PONENTE E VALLESTURA - PROV | GENOVA | SESTRI PONENTE |
| QUEZZI GUARDIA | GENOVA | QUEZZI |
| SAN AMBROGIO | GENOVA | CORNIGLIANO |
| SANT OLCESE | SANT’OLCESE | SANT’OLCESE |
| SANTA MARIA DELLA COSTA | GENOVA | SESTRI PONENTE |
| SOLIDARIETA’ COSTA RIVAROLO | GENOVA | RIVAROLO |
| TERRUSSO | BARGAGLI | TERRUSSO |
| VALBISAGNO - PROV | GENOVA | MARASSI |
| VALLENZONA | VOBBIA | VALLENZONA |
| VALORI ALPINI | GENOVA | CENTRO |
| VALPOLCEVERA E SCRIVIA - PROV | GENOVA | BOLZANETO |
| VOLTRI CARRARA | GENOVA | VOLTRI |
Statuto e finalità delle ACLI
Lo Statuto delle ACLI, approvato dal XXIV Congresso Nazionale, definisce gli scopi, le finalità, le modalità di adesione e di organizzazione che l’associazione si vuole dare su tutto il territorio italiano.
Oltre allo Statuto, le ACLI si avvalgono anche dei Regolamenti di attuazione che ne sono una declinazione operativa, che aiutano a far sì che ciò che è scritto nello Statuto venga tenuto sempre come riferimento e venga tradotto in azioni concrete.
Le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (ACLI) fondano sul Messaggio Evangelico e sull’insegnamento della Chiesa la loro azione per la promozione dei lavoratori e operano per una società in cui sia assicurato, secondo democrazia e giustizia, lo sviluppo integrale di ogni persona.
Le ACLI promuovono solidarietà e responsabilità per costruire una nuova qualità del lavoro e del vivere civile, nella convivenza e cooperazione fra culture ed etnie diverse, nella costruzione della pace, nella salvaguardia del creato.
Le ACLI associano lavoratori e cittadini, uomini e donne, di qualsiasi nazionalità che ne condividano le finalità e ne sottoscrivano il Patto Associativo.
Possono aderire alle ACLI associazioni che si riconoscano negli scopi del Movimento e si impegnino a collaborare alla realizzazione delle attività.
Democrazia interna e organizzazione
Le ACLI ad ogni livello sono dirette da organi democratici che si rinnovano in occasione dei Congressi e delle Assemblee delle Strutture di base, i cui componenti devono in ogni caso essere iscritti alle ACLI.
Le ACLI promuovono una cultura della legalità, basata sui principi della Costituzione, nella valorizzazione della memoria storica per le persone che hanno operato contro la mafia ed ogni forma di criminalità organizzata.
Promuovono l’elaborazione di strategie di lotta non violenta contro il dominio mafioso e malavitoso del territorio e di resistenza alle infiltrazioni di tipo mafioso e malavitoso.
Gli organi provinciali delle ACLI di Genova
Presidente provinciale
DAVIDE LOTTERO è il presidente provinciale delle ACLI di Genova.
“Il Presidente Provinciale: a) ha la rappresentanza legale e politica della Struttura provinciale; b) convoca e presiede la Presidenza.”
Consiglio provinciale di Genova
Il Consiglio Provinciale di Genova è composto da:
- Ciola Gianfranco
- Gasparini Margherita
- Grosso Nadia
- Lottero Davide
- Pasquale Roberta
- Poggi Enrico
- Pruzzo Daniel
- Ricci Guido
- Vivarelli Nicoletta
- Torre Cesare
- Vercelli Fabio
- Volpato Chiara
- Bagnasco Giulia
- Cerruto Josè
- Sasso Virginio
“Il Consiglio Provinciale a) elegge il Presidente Provinciale; b) approva o respinge la proposta di composizione della Presidenza formulata dal Presidente; c) elegge il Collegio Provinciale dei Revisori dei Conti; d) elegge il proprio rappresentante in Consiglio Regionale; e) definisce gli obiettivi, il programma provinciale di attività, le strategie di realizzazione e ne verifica l’attuazione in coerenza con gli indirizzi politici e organizzativi definiti dal Consiglio Regionale; f) approva annualmente il rendiconto economico e finanziario. g) approva annualmente i dati e le norme del tesseramento, nonché le aggregazioni delle Strutture di base.”
“Il Consiglio Provinciale convoca, determinandone l’ordine del giorno: a) in via ordinaria, il Congresso Provinciale ogni quattro anni; b) in via straordinaria, il Congresso provinciale: su richiesta di almeno 1/3 delle Strutture di base della Provincia che rappresentino almeno la metà degli iscritti; su richiesta della Direzione Nazionale, qualora siano venuti meno gli organi.”
Presidenza provinciale
L’attuale Presidenza ACLI Genova, è così composta: Davide Lottero - Presidente Cesare Torre- Vice Presidente Nicoletta Vivarelli - Responsabile Sviluppo Associativo Giuseppe Marconi - Amministratore Nadia Grosso - Segretario.
“La Presidenza Provinciale: a) è l’organo esecutivo ed amministrativo; b) è composta: con diritto di voto, dai componenti eletti dal Consiglio Provinciale su proposta del Presidente; senza diritto di voto, dal Segretario provinciale dei Giovani delle ACLI, dalla Responsabile Provinciale del Coordinamento Donne, dal Segretario Provinciale della FAP-ACLI; dal Presidente Provinciale dell’Unione Sportiva ACLI e dal Responsabile delle ACLI Colf; c) dirige le ACLI nell’ambito della Provincia, assolve ai compiti previsti dallo Statuto e dai regolamenti di attuazione e dalle deliberazioni del Consiglio Provinciale ACLI e degli organi nazionali e regionali.”
Le ACLI tra pace, dialogo e partecipazione
In questo tempo di conflitti, di divisioni, di sentimenti nazionalisti, di odi, di contrapposizioni, osare la Pace è il servizio culturale e politico più urgente che le Acli possono mettere in campo.
Sta venendo meno la possibilità di convivere senza dover competere o addirittura eliminare l’altro per poter vivere.
Non possiamo accettare che solo la guerra sia la soluzione dei conflitti.
Ripudiare la guerra significa anche arrestarne la progressione, prima che accada l’irreparabile.
Per questo la grande sfida a cui le Acli devono rispondere è la partecipazione.
Oggi tutto ci spinge ad essere passivi, ma noi non perdiamo la passione delle relazioni che implica il rimboccarsi le maniche, l’aspettare e l’agire.
C’è una nuova stagione da affrontare e dobbiamo esercitarci al dialogo con tutti, agire nel politico proprio perché manca la politica.
Il coraggio della pace è un percorso di democrazia interna all’Associazione che ha coinvoltole socie ed i soci che animano i circoli di tutta Italia.
Il Congresso rappresenta uno spazio di confronto sul futuro dell’Associazione, partendo dalla pace e dalle sue molteplici declinazioni.
Il confronto nazionale delle ACLI
La seconda giornata del 56° Incontro nazionale di Studi delle Acli, in corso al Teatro della Compagnia, si è aperta con i saluti istituzionali dell’assessore Dario Danti.
Subito dopo, la testimonianza dei lavoratori della Beko, simbolo di un impegno che intreccia diritti, dignità del lavoro e partecipazione, con la testimonianza anche di Don Carmelo Lo Cicero, che ha sottolineato come l’annuncio della chiusura della fabbrica metta a rischio 299 famiglie e come sia importante sostenere i lavoratori nella loro lotta a difesa della propria dignità.
Al centro della mattinata la tavola rotonda “Dal civismo alla politica: storie di chi cambia davvero”, con gli interventi di Filippo Barbera, Francesca Forno e Massimiliano Andretta, che hanno raccontato esperienze di attivismo civico e innovazione sociale capaci di trasformarsi in azione politica concreta.
Il pomeriggio ha offerto un intenso confronto sui linguaggi della democrazia, mettendo in dialogo giornalismo, cinema, arte e Bibbia.
Fabrizio Barca, Marilisa Palumbo e Padre Giuseppe Trotta prima e i registi Giorgio Diritti, Federico Bondi e Federico Micali hanno discusso del potere dei linguaggi di incidere sull’immaginario collettivo e di generare passione civile.
“Apprezzo che il programma di questi giorni intrecci riflessione sul futuro dell’Europa, esperienze locali di cura dei beni comuni e spazio ai linguaggi dell’arte, del cinema e della comunicazione, capaci di accendere passioni civiche.”
“Fondamentale è il coinvolgimento dei giovani, che non devono essere solo destinatari di politiche, ma protagonisti attivi del cambiamento.”
“Sento forte l’urgenza di ricostruire un legame di fiducia tra cittadini e istituzioni: l’Europa sarà più forte se saprà ascoltare le comunità locali, le famiglie, i giovani e includere chi oggi si sente ai margini.”
“Le Acli sono un laboratorio prezioso di cittadinanza attiva, un ponte tra sociale e politico, una scuola di formazione civile che il nostro Paese non può permettersi di perdere.”
In un tempo segnato da conflitti e violenze, abbiamo la responsabilità di costruire ogni giorno relazioni fondate sul rispetto, sul dialogo e sulla giustizia.
Giovani, futuro e comunità
Domenica 19 ottobre alle ore 9 torna l’appuntamento con i Dialoghi dello Spirito, il ciclo di incontri promossi dalle ACLI per approfondire, alla luce della fede e dell’impegno sociale, i temi che attraversano la vita del Paese.
La diciottesima puntata, dal titolo “Non è un paese per giovani”, sarà trasmessa in streaming sui canali ACLI e metterà al centro il tema del futuro delle nuove generazioni in un contesto segnato da precarietà, sfiducia e disuguaglianze.
A confrontarsi saranno Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano, Stefano Laffi, economista e sociologo, Gianfranco Zucca, direttore di IREF, insieme a Simone Romagnoli e Alice Manoni, rispettivamente coordinatore e segretaria organizzativa dei Giovani delle ACLI.
L’incontro sarà un’occasione per riflettere sulle condizioni che oggi rendono difficile per molti giovani costruire il proprio progetto di vita, ma anche per rilanciare una visione di speranza, responsabilità e partecipazione, in cui lavoro, formazione e comunità tornino a essere pilastri di una società solidale e inclusiva.
La Conferenza Organizzativa e Programmatica
Si svolgerà dall’8 al 10 aprile a Milano, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Conferenza Organizzativa e Programmatica delle Acli.
L’appuntamento, che ricorre ogni 4 anni come momento di verifica sull’operato associativo e di programmazione per il futuro, si colloca in una fase particolarmente delicata per il Paese, all’indomani di una tornata elettorale importante, ma nel pieno ancora di una crisi economica che sta segnando lacerazioni allarmanti nel tessuto sociale.
Le Acli presenteranno la loro proposta per un “Piano 2010-2013 contro la povertà assoluta”.
“L’ultimo anno e mezzo vissuto accanto alle diocesi italiane, a partire da quella di Milano, a stretto contatto con i problemi dei cittadini, delle famiglie e degli immigrati, hanno contribuito a ridisegnare il volto delle Acli, mettendo sempre di più la lotta alla povertà al centro della azione e dell'identità associativa”.
“Sentinelle del territorio, costruttori di solidarietà” è il titolo e la traccia di riflessione della Conferenza di Milano, cui parteciperanno 800 tra delegati e dirigenti provenienti da tutta Italia e in rappresentanza delle Acli all’estero.
Oggetto del dibattito interno: la riforma del modello organizzativo per rafforzare la presenza dei territori; l’integrazione dei servizi con le attività associative; il ruolo prioritario della formazione per la crescita degli “aclisti” sul piano dei valori e delle competenze.
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