Conclave: a cosa è ispirato il film di Edward Berger

Il film Conclave è ispirato all’omonimo romanzo del 2016 di Robert Harris, adattato per il cinema dallo sceneggiatore Peter Straughan e diretto da Edward Berger. La storia non racconta un conclave realmente avvenuto, ma utilizza la procedura dell’elezione papale e le dinamiche della Chiesa cattolica come base per un thriller drammatico e grottesco ambientato nella Città del Vaticano.

Il romanzo di Robert Harris fu a sua volta ispirato dal conclave del 2013, seguito dall’autore attraverso la copertura mediatica dell’elezione che assegnò la guida della Chiesa cattolica a Papa Francesco. Harris consultò inoltre il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, che, dopo aver letto il romanzo, ne elogiò la straordinaria accuratezza.

Da quale opera nasce Conclave

Conclave è un film del 2024 diretto da Edward Berger, basato sull’omonimo romanzo del 2016 di Robert Harris, già autore del bestseller ucronico Fatherland. La sceneggiatura cinematografica è stata scritta da Peter Straughan, che ha trasformato il romanzo in un adattamento destinato al grande schermo.

Il romanzo di Robert Harrison fu pubblicato in origine nel 2016, e sebbene racconti ovviamente una storia totalmente originale è stato a sua volta ispirato dal vero Conclave del 2013: l'autore, infatti, ha rivelato di aver iniziato a concepire il romanzo mentre seguiva la copertura mediatica dell'elezione che avrebbe poi assegnato la guida dello Stato Pontificio a Papa Francesco.

Come consulente, Harrison consultò il cardinale Cormac Murphy-O'Connor, che una volta finito di leggere il romanzo ne elogiò la straordinaria accuratezza. Recentemente, agli Oscar 2025, il lavoro di adattamento di Peter Straughan è valso a Conclave il premio per la miglior sceneggiatura non originale.

Robert Harris romanzo Conclave copertina

Il conclave del 2013 come ispirazione narrativa

Il conclave del 2013 rappresenta il principale riferimento reale all’origine del progetto di Robert Harris. Dopo le dimissioni di Benedetto XVI, i cardinali si riunirono per scegliere il nuovo pontefice e l’elezione portò al cardinale Jorge Mario Bergoglio, diventato Papa Francesco.

Il film non ricostruisce quell’elezione e non presenta personaggi realmente esistiti come protagonisti della vicenda. L’evento del 2013 costituisce piuttosto il punto di partenza dell’immaginazione narrativa: l’autore osservò il funzionamento del conclave, l’attesa pubblica, l’incertezza sui candidati e la possibilità che l’esito sorprenda le previsioni.

In passato l'elezione risultava molto più prevedibile, ma da quando Giovanni XXIII è stato eletto al soglio pontifico come outsider, precisamente nel 1958, le previsioni affidabili sono diventate praticamente impossibili. Chiaramente, anche nei casi più imprevedibili, i cardinali non vogliono puntare su un perfetto sconosciuto. Comunque, nulla è scritto, come ha finito col dimostrare anche l'elezione di Papa Francesco.

La procedura reale che fa da sfondo al film

Il film è basato sulla famosa procedura che vede i cardinali riunirsi a Città del Vaticano per scegliere un nuovo pontefice. Il conclave avviene durante la Sede Vacante, il periodo che intercorre tra la morte o le dimissioni del Papa e l’elezione del nuovo.

Il termine “conclave” deriva dal latino cum clave, “chiuso a chiave”, e indica proprio l’isolamento dei cardinali in un luogo inaccessibile durante l’elezione del Papa. È una clausura volontaria e solenne, pensata per allontanare influenze esterne, pressioni politiche e interessi mondani.

L’obiettivo è creare uno spazio dove l’ascolto dello Spirito Santo possa guidare la scelta del successore di Pietro. Il conclave è molto più di un’elezione: è un momento di passaggio, di silenzio e di attesa, in cui spiritualità, tradizione e strategia si intrecciano in uno dei riti più solenni della cristianità.

Solo i cardinali elettori, ovvero quelli che non hanno compiuto 80 anni al momento della vacanza della sede, hanno diritto di voto. Il loro numero è limitato a 120, anche se eccezionalmente può superare tale soglia.

Le origini storiche del conclave

La necessità di regolare le elezioni papali nacque da una delle crisi più imbarazzanti della storia della Chiesa. Alla morte di Papa Clemente IV nel 1268, i cardinali si riunirono a Viterbo per eleggere il suo successore.

Ma le fazioni interne, i giochi politici tra re francesi e italiani, e l’assenza di una normativa precisa portarono a un’impasse che durò quasi tre anni. Alla fine, furono i cittadini di Viterbo a prendere l’iniziativa: murarono i cardinali nel palazzo papale, ridussero il vitto e - secondo alcune fonti - scoprirono il tetto per esporli alle intemperie.

Solo così si arrivò all’elezione di Tebaldo Visconti, che da lì a poco divenne Gregorio X. Il nuovo Papa, colpito dall’assurdità di quanto accaduto, convocò il Concilio di Lione II (1274) e promulgò la costituzione apostolica Ubi Periculum, che istituiva per la prima volta il conclave come procedura vincolante.

  • I cardinali dovevano riunirsi entro 10 giorni dalla morte del Papa.
  • Dovevano restare chiusi in clausura, senza comunicazioni esterne.
  • Il vitto veniva ridotto progressivamente dopo 3 e 8 giorni.
  • Era prevista una sola camera per due cardinali, in condizioni austere.

Nonostante diverse sospensioni e modifiche nel corso dei secoli, queste disposizioni hanno influenzato tutte le elezioni papali successive, fino a diventare la base dell’attuale procedura.

Le regole contemporanee

L’attuale disciplina del conclave è definita dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e aggiornata da Benedetto XVI nel 2013.

Dopo la morte o le dimissioni del Papa, i cardinali si riuniscono in congregazioni generali per gestire gli affari correnti e preparare l’elezione. Viene stabilita la data di inizio del conclave, che deve avvenire entro 15-20 giorni.

Il giorno stabilito, si celebra nella Basilica di San Pietro la Messa Pro Eligendo Papa, alla quale partecipano anche i fedeli. I cardinali si trasferiscono nella residenza di Casa Santa Marta, all’interno delle mura vaticane, dove rimarranno per tutta la durata del conclave.

Da lì, si dirigono in processione solenne verso la Cappella Sistina, cantando il Veni Creator Spiritus per invocare lo Spirito Santo. All’interno della cappella si compie uno dei gesti più iconici e simbolici del rito: il Maestro delle Cerimonie pontificie pronuncia le parole “Extra omnes!” - “Fuori tutti!” - e le porte si chiudono.

Cappella Sistina durante conclave papale

Le votazioni e la fumata

Il sistema di voto è segreto e altamente ritualizzato. Ogni cardinale scrive il nome del candidato su una scheda, che viene piegata e inserita in un’urna d’argento.

Al termine dello scrutinio, le schede vengono contate, lette a voce alta, verificate e infine bruciate. Nei primi scrutini è richiesta una maggioranza dei due terzi per essere eletti Papa.

Il risultato di ogni votazione viene comunicato al mondo attraverso la famosa fumata dalla ciminiera della Sistina:

  • Fumata nera: non è stato eletto alcun Papa.
  • Fumata bianca: l’elezione è avvenuta.

Per produrre il colore desiderato si utilizzano sostanze chimiche specifiche, un mix di tradizione e tecnologia. La celebre fumata bianca annuncia l'avvenuta elezione del nuovo Papa!

Alcuni di essi si attivano in tal senso, ma sempre in sordina. Sembrare troppo ambiziosi non paga. Risulta invece vitale poter contare sui propri sodali, soprattutto quando si tratta di assicurarsi i voti necessari, in primis convincendo gli altri elettori del proprio valore come nuovo Papa.

Se non si riesce in questo intento, non si riceverà il voto dei porporati. Per citare un proverbio romano “chi entra in conclave da Papa, finisce col diventare cardinale.”

Come il film trasforma la realtà in thriller

Conclave descrive la morte di un papa contemporaneo e il conclave che porta all’elezione del nuovo papa, segnata, come da narrativa del genere, da intrighi e complotti di ecclesiastici poco limpidi.

Alla morte improvvisa del Santo Padre regnante, del quale non è indicato il nome ma che risiede a casa Santa Marta (come papa Francesco), viene organizzato il conclave per l'elezione del nuovo papa che ha sede a Santa Marta e nella Cappella Sistina.

L'organizzazione è affidata al decano card. Lawrence. Nei giorni delle varie votazioni, segnati anche da due distinti attentati terroristici jihadisti a Roma dei quali il secondo danneggia anche le finestre della cappella sistina, si dipanano gli accordi e i complotti tra i vari cardinali per guidare l'elezione o sfavorire gli avversari.

Il conclave reale fornisce quindi la struttura della storia, mentre il film aggiunge una componente immaginaria fatta di rivalità, segreti personali, pressioni politiche e colpi di scena. Il risultato è una vicenda in cui la dimensione spirituale convive con l’ambizione e con la fragilità umana.

I cardinali candidati

Per tutti i principali protagonisti emergono scheletri nell'armadio: l'inglese card. Lawrence, protagonista e punto di vista della narrazione, serio e moderato ma in crisi di fede, vuole ritirarsi terminato il conclave, riconosce che bisogna eleggere non il migliore ma il meno peggio citando i precedenti di un papa soldato nazista (che sarebbe Benedetto XVI) e di un papa che ha ignorato report circa abusi su minori (che sarebbe Giovanni Paolo II).

Non anela alla carica ma se fosse eletto si chiamerebbe Giovanni. Il canadese card. Tremblay è molto gettonato nelle votazioni, ma poi si scopre che aveva convocato tra le suore a servizio a Santa Marta anche la suora nigeriana suddetta per imbarazzare l'avversario, aveva da tempo comprato con simonia il voto di altri cardinali elettori e che per questo scoperto, il giorno stesso della morte del Santo Padre era stato da lui esonerato dagli incarichi curiali, facendo pensare a un suo ruolo diretto nella sua morte.

Il nigeriano card. Adeyemi è un integerrimo tradizionalista del quale si dice che manderebbe i gay in prigione e poi all'inferno, che però si scopre che da presbitero 30enne aveva avuto un figlio con una giovane suora 19enne, abbandonando entrambi.

Il veneziano card. Tedesco è un ambizioso sprezzante tradizionalista che vorrebbe riportare la messa in latino e che invoca alla aperta guerra di religione contro l'islam. L'americano, nel romanzo italiano, card. Bellini è liberale e in sintonia col precedente papa, però mostra poche e confuse idee sulla guida della Chiesa, del quale si insinua sia un alcolista cronico e che è poco gettonato nelle votazioni.

Il giovane cardinale di Kabul, il messicano, nel romanzo filippino, Benitez è l'unico che appare mite riservato e non ambizioso, con un integerrimo e lodevole passato di missionario in paesi di guerra come Congo, Iraq e Afganistan, che in Congo si è anche occupato della cura delle donne vittime di stupri di guerra.

L'anno prima era stato dal papa nominato cardinale in pectore, cioè mantenuto segreto, per proteggerlo da rappresaglie jihadiste a Kabul. Dialogando coi cardinali, alla retorica della guerra di religione propone una visione di pace, venendo per questo apprezzato e poi infine eletto papa col nome di Innocenzo XIV.

Il cardinale in pectore e la libertà narrativa

Nel film Benitez partecipa al conclave nonostante la sua nomina cardinalizia sia stata mantenuta segreta. L’idea si basa su un’espressione e su una prassi reali della Chiesa.

In effetti, esiste l'usanza in virtù della quale a un Papa è concesso nominare un cardinale “in pectore”, espressione latina che indica un desiderio, in questo caso del Pontefice. Solitamente cose del genere sono note solo al Papa, per non rendere un cardinale del genere inviso agli altri porporati.

Con tutta probabilità, il film ha deciso di non soffermarsi su questo aspetto per ragioni di tempo. In ogni caso, potrebbero esserci problemi se un Papa dovesse morire senza rivelare i nomi dei suoi cardinali in pectore.

In questi casi, a un porporato nominato in segreto non è concesso di entrare in conclave, neppure con una dispensa apposita, come invece si vede fare al Cardinal Benitez nel film.

Il finale e il cardinale intersessuale

Alla fine il card. decano Lawrence, dialogando col nuovo papa, scopre che è un intersessuale nato con cromosomi e organi sessuali interni femminili ma genitali esterni maschili e cresciuto come maschio e sceglie di mantenere il segreto.

Il cardinale Benitez scopre la sua interessualità solo dopo essere ordinato sacerdote, ma una persona intersex può entrare in seminario? Se un nuovo Pontefice scoprisse di essere intersessuale, gli verrebbe permesso di esercitare il suo ministero o verrebbe invitato a dimettersi?

Nulla vieta a un interesex di diventare Pontefice. E di certo si sono avuti dei Papi gay. Però, finora, la circostanza di un Papa intersex non si è mai manifestata, perciò questo particolare è forse l'unico punto debole del film.

Ferma restando l'intenzione artistica di Robert Harris, ivi compresa quella di trattare il gender in Vaticano, si tratterebbe comunque di un rompicapo. Un Pontefice intersessuale si identificherebbe come maschio o femmina? Il suo avere caratteristiche di entrambi i sessi ne impedirebbe l'elezione al papato?

Certo, in casi come questi si parla del sesso degli angeli, anzi dei Papi, ed esistono senz'altro questioni più importanti da dibattere. Lo scorso ottobre mi trovavo a Roma insieme a un gruppo di studenti della Fordham in occasione del Sinodo, ovvero l'incontro mondiale dei leader cattolici.

In quel frangente, Papa Francesco ha avuto modo di incontrare un gruppo di fedeli trans e intersex. Come evento, è risultato potentissimo, soprattutto quando il Papa ha affermato che li considera creature di Dio pienamente dotate di dignità.

Ciò che il film riprende dalla vita vaticana

Il film riprende elementi della procedura reale, ma li inserisce in una costruzione drammatica. Insomma, più o meno 120 porporati si rifugiano nella Cappella Sistina, emergendone solo dopo aver eletto il nuovo Papa, a suon di votazioni segrete, giuramenti in latino e una fumata bianca che esce da un comignolo.

Parecchi romanzieri e altrettanti registi si innamorano di eventi del genere, per come riescono a essere drammatici, a creare tensione e a dare un'idea di potere come poche altre cose al mondo. Del resto, il Papato è qualcosa di unico.

La morte del pontefice e i rituali funebri

Molti dei rituali mortuari visti nel film sono fedeli. Del resto, si tratta pur sempre di cadaveri.

Si tende a non imbalsamare i Papi, neppure al giorno d'oggi; quindi, i defunti si decompongono, specie nel periodo in cui vengono esposti prima della sepoltura.

E in ogni caso si tratta di un passo avanti da quando ai Pontefici defunti si estraevano le interiora per poi esporle alla venerazione dei fedeli nelle chiese di Roma. E non consiglierei a nessuno di cercare su Google cosa abbiano fatto al povero Pio XII dopo morto, si era negli anni Cinquanta, specie se si vuole conservare l'appetito.

Le campagne elettorali informali

Il film mostra accordi e manovre tra cardinali, trasformando in complotto ciò che nella realtà può assumere la forma di contatti informali e valutazioni reciproche.

Alcuni di essi si attivano in tal senso, ma sempre in sordina. Sembrare troppo ambiziosi non paga. Risulta invece vitale poter contare sui propri sodali, soprattutto quando si tratta di assicurarsi i voti necessari, in primis convincendo gli altri elettori del proprio valore come nuovo Papa.

Di solito alcuni candidati vengono considerati di punta. Generalmente si tratta di un gruppo nutrito, tra i 15 e i 20 papabili.

Ambientazione e realizzazione del film

La storia è ambientata nella Città del Vaticano e nel XXI secolo. La Cappella Sistina che si vede nel film non è quella vera: è stata ricostruita a Cinecittà.

Il film è stato girato prevalentemente negli studi di Cinecittà a Roma e nella Reggia di Caserta nel gennaio 2023. Tra i luoghi in cui è stato girato Conclave ci sono anche la Reggia di Caserta, Villa Medici, il Museo della Civiltà Romana e il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia.

Anche l'ambientazione e la fotografia non lasciano indifferenti: le riprese si sono svolte tra Roma, a Cinecittà, e la Reggia di Caserta. Il contesto in cui si muovono i personaggi diventa quindi protagonista, lasciando senza fiato in diverse scene per la capacità di unirsi agli attori in una sola cosa.

Ricostruzione Cappella Sistina Cinecittà film

Trama essenziale e personaggi principali

Alla morte improvvisa del Santo Padre regnante viene organizzato il conclave per l'elezione del nuovo papa. L’organizzazione è affidata al decano cardinale Lawrence, che diventa il protagonista e il punto di vista della narrazione.

Nei giorni delle varie votazioni si dipanano gli accordi e i complotti tra i vari cardinali per guidare l'elezione o sfavorire gli avversari. Le tensioni aumentano a causa di due distinti attentati terroristici jihadisti a Roma, il secondo dei quali danneggia anche le finestre della Cappella Sistina.

Il finale sorprende il pubblico: il cardinale Benitez, elevato alla dignità cardinalizia in segreto dal Papa poco prima della sua scomparsa, diventa il nuovo pontefice. Poco dopo decide di rivelare al Decano il suo segreto più grande: è intersex, cosa di cui si è accorto solo in età adulta.

ElementoNel filmNel romanzo
Cardinale BelliniAmericanoItaliano
Cardinale BenitezMessicanoFilippino
Nome del nuovo PapaInnocenzo XIVInnocenzo XIV
Ambientazione principaleCittà del VaticanoCittà del Vaticano

Cast e principali interpreti

Il cast include Ralph Fiennes, Stanley Tucci, John Lithgow, Sergio Castellitto e Isabella Rossellini. Ralph Fiennes interpreta il cardinale Thomas Lawrence, Stanley Tucci il cardinale Aldo Bellini, John Lithgow il cardinale Joseph Tremblay e Sergio Castellitto il cardinale Goffredo Tedesco.

Isabella Rossellini interpreta suor Agnes, Lucian Msamati il cardinale Joshua Adeyemi e Carlos Diehz il cardinale Vincent Benitez. Brían F. O'Byrne interpreta monsignore Raymond O'Malley, Merab Ninidze il cardinale Sabbadin, Thomas Loibl il cardinale Mandorff, Vincenzo Failla il cardinale Guttoso, Roberto Citran il cardinale Lombardi e Jacek Koman l’arcivescovo Janusz Wozniak.

  • Regia: Edward Berger.
  • Soggetto: Robert Harris.
  • Sceneggiatura: Peter Straughan.
  • Fotografia: Stéphane Fontaine.
  • Montaggio: Nick Emerson.
  • Musiche: Volker Bertelmann.
  • Scenografia: Suzie Davies.
  • Costumi: Lisy Christl.

Quando è uscito Conclave

Il film è stato presentato in anteprima mondiale il 30 agosto 2024 al Telluride Film Festival, negli Stati Uniti. È uscito nelle sale statunitensi il 25 ottobre 2024 e in quelle italiane il 19 dicembre 2024.

L’adattamento cinematografico offre quindi emozioni intense, che possiamo scoprire soprattutto tra le pagine di Conclave, cuore pulsante della storia che continua a offrire ai lettori uno sguardo unico e coinvolgente su un mondo raramente esplorato.

(Ri)leggere questo romanzo alla luce del film consente di apprezzare ancora di più la scrittura raffinata di Harris e la sua capacità di intrecciare suspense e introspezione psicologica.

tags: #conclave #a #cosa #e #ispirato