Comunità Noè Chi Camaiore CEIS: accoglienza, cura e percorsi di autonomia

La Comunità Noè Chi Camaiore CEIS si inserisce nella rete di accoglienza e di inclusione sociale del CEIS, realtà impegnata dal 1976 a rimuovere le disuguaglianze sociali e a promuovere percorsi di inclusione. Il motto del CEIS è: “Ogni giorno persone” perché, ogni giorno, mettiamo la persona al centro e ce ne prendiamo cura.

Il CEIS accoglie nelle proprie strutture e con i propri progetti persone in difficoltà, si occupa di dipendenze da sostanze e comportamentali, marginalità e vulnerabilità sociali, tratta e sfruttamento, carcere, Hiv/Aids, emergenza sociale, profughi e migranti. L’obiettivo è dare alle persone gli strumenti per conquistare una propria autonomia e inserirsi con dignità nella comunità in cui vivono.

Il ruolo del CEIS nel territorio di Camaiore

Accoglienza non significa solamente dare un tetto ma fornire alle persone i mezzi per poter sviluppare le proprie potenzialità e inserirsi a pieno titolo nella società. Il CEIS mette le persone al centro, accompagnandole in percorsi di crescita, autonomia e partecipazione.

Ogni azione nasce dall’ascolto dei bisogni e dalla volontà di costruire opportunità concrete, promuovendo inclusione, prevenzione e una cultura fondata sui diritti, sull’uguaglianza. L’impegno è rivolto a persone adulte, adolescenti e giovani che vivono condizioni di fragilità, dipendenza, marginalità abitativa o sociale.

Il CEIS opera attraverso servizi residenziali, progetti di accoglienza, percorsi educativi e interventi di sostegno. La rete territoriale comprende sedi e comunità distribuite tra Lucca, Camaiore, Viareggio e altri comuni della provincia.

Le sedi e la rete operativa

Oltre alla sede legale e amministrativa di via Santa Giustina, il Ceis conta qualcosa come 11 sedi operative: la Comunità di Pozzuolo, la Comunità di Vecoli, la Casa Gardenia, la Comunità di Bicchio (Viareggio), la Comunità di Nocchi (Camaiore), Pachamama (Camaiore), la Casa famiglia Mons. Giuliano Agresti, San Vito (Lucca), il Progetto “Legami sociali” San Vito (Lucca), il Progetto “A te” San Donato (Lucca), il Progetto “Mille mattine”, Toringo (Capannori), il Cantiere Giovani: via del Brennero (Lucca).

In questo elenco, non figura l’indirizzo della sede della Casa di accoglienza per vittime della tratta, in quanto indirizzo protetto. La presenza di più strutture consente di articolare l’accoglienza secondo le condizioni personali, i bisogni assistenziali e gli obiettivi del percorso.

AmbitoObiettivo
AccoglienzaOffrire protezione, sostegno e condizioni adeguate per riprogettare la propria vita.
InclusioneRestituire diritti e dignità sociale, indipendentemente dalla condizione e dalla provenienza.
PrevenzioneContrastare dipendenze, marginalità e disagio, con particolare attenzione alle culture giovanili.
SostenibilitàPromuovere equità, rispetto dei diritti, tutela dell’ambiente, giustizia e pace.
Rete delle comunità CEIS nella provincia di Lucca

Accoglienza e accompagnamento alla vita autonoma

L’accoglienza è concepita come un percorso e non soltanto come una soluzione abitativa temporanea. La persona viene accompagnata nella valorizzazione delle proprie risorse, nella costruzione di relazioni e nell’acquisizione di competenze utili all’inserimento nella comunità.

Il CEIS opera in rete con le istituzioni coinvolte e con le associazioni presenti sul territorio. La collaborazione tra servizi sociali, sanitari, educativi e realtà del terzo settore permette di costruire interventi più adeguati alla situazione individuale.

Nei percorsi rivolti alle persone fragili possono rientrare l’ascolto, l’orientamento, il sostegno educativo, la formazione, il recupero scolastico, l’inserimento lavorativo e il reinserimento sociale. Le attività vengono organizzate in relazione agli obiettivi del progetto personalizzato.

Le principali aree di intervento

Il CEIS opera in cinque settori di intervento, per cercare di fare fronte ai bisogni delle persone più fragili della società, adulti, adolescenti e giovani: persone dipendenti da sostanze, prive di casa o lavoro, in fuga dal proprio paese.

Dipendenze e riabilitazione

Il settore terapeutico non si limita alla presa in carico delle persone con problemi di abuso da sostanze, alcol e altre dipendenze, ma si articola in una serie di azioni mirate: la Comunità Terapeutica, la riabilitazione e il reinserimento sociale, la prevenzione.

Nel corso degli anni alla prima Comunità Terapeutica si sono aggiunte altre comunità con specifiche finalità e servizi di supporto. Rientrano in questo settore le comunità terapeutiche per persone con problemi di dipendenza da sostanze, alcool o giocatori d’azzardo patologici, gli alloggi assistiti per il reinserimento sociale, il sostegno offerto alle famiglie, le attività di assistenza domiciliare a persone fragili anziane o con difficoltà psichiatrica.

Marginalità abitativa e sociale

Tra le persone accolte rientrano anche coloro che sono prive di casa o di lavoro, che vivono una condizione di emergenza sociale oppure che necessitano di un sostegno per uscire da situazioni di isolamento e vulnerabilità.

Gli alloggi assistiti rappresentano un’offerta aggiuntiva nella rete dei servizi sociosanitari territoriali: i concetti di riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo e di “recovery”, cioè il recupero globale della persona, sono punti fondamentali dell’intervento sulle dipendenze.

Minori, adolescenti e giovani

Il CEIS ascolta chi ha bisogno di aiuto dedicando la propria attenzione anche a giovani e adolescenti. Promuove progetti di prevenzione e sensibilizzazione e sostiene le culture giovanili.

Il centro per adolescenti MySpace, gestito in ATS da Ceis Genova, Maris, Comunità San Benedetto al Porto e Afet Aquilone, è un progetto del Ser.D per i ragazzi e le ragazze dai 14 ai 24 anni a rischio di dipendenza patologica.

My Space si caratterizza per la flessibilità di intervento e la mobilità sul territorio. I progetti sviluppati con e per gli adolescenti hanno l’obiettivo di sostenere le potenzialità e mettere in atto le risorse proprie dell’utente, in modo da interrompere i comportamenti a rischio e sintomatici di altri problemi.

Famiglie e comunità

Il sostegno alla famiglia è parte integrante dei percorsi di cura e riabilitazione. La famiglia può essere coinvolta nel progetto, accompagnata nella comprensione delle difficoltà e sostenuta nella gestione delle fasi successive.

Un aspetto integrante di tutta l’area terapeutica è offrire sostegno alle famiglie: oltre agli incontri unifamiliari, proponiamo gruppi di auto-aiuto, che offrono un sostegno e l’occasione ai genitori di fare un lavoro su di sé, in condivisione con altre famiglie in situazione simile alla loro.

Il percorso terapeutico e riabilitativo

La comunità di Trasta è una Comunità terapeutica riabilitativa residenziale per persone che si trovano in condizioni di dipendenza, uomini e donne maggiorenni. Le prestazioni sono terapeutiche, psicologiche e psicopedagogiche per il recupero e il reinserimento sociale da situazioni di dipendenza.

La struttura è uno spazio sociale protetto, nel quale le persone possono raggiungere obiettivi successivi, con il contributo e il sostegno di operatori e specialisti. Il programma di recupero è personalizzato e prevede un lavoro di motivazione al cambiamento e di assunzione di responsabilità costruttiva.

FaseDurata indicativa
AccoglienzaIn media 1-3 mesi
ComunitàIn media 12 mesi
Reinserimento4-6 mesi

Il percorso è articolato in tre fasi: accoglienza, comunità e reinserimento. Le attività possono includere percorsi di formazione professionale e recupero degli anni scolastici perduti.

La persona è seguita dal punto di vista medico-sanitario e legale. L’iter riabilitativo è concordato con il Ser.D. di appartenenza, con il quale si effettuano periodiche visite di valutazione e aggiornamento.

La struttura collabora con tutti gli attori del territorio coinvolti: Dipartimenti per le Dipendenze, Aziende Ospedaliere, Prefetture, Enti Locali, Ministero della Giustizia, Centri per l’impiego, gruppi alcolisti o narcotici anonimi, Cooperative sociali di tipo B.

Accoglienza immediata e riduzione del danno

Il progetto di Pronta Accoglienza nasce dal bisogno espresso dall’utenza e dall’esigenza comune del Ser.D e del CEIS di ridurre i tempi di attesa di inserimento e di gestire un intervento di riduzione del danno per quelle persone che non intendono accedere a servizi residenziali.

Il servizio è finalizzato a trovare uno spazio per definire eventuali motivazioni a intraprendere percorsi riabilitativi diversificati per la disintossicazione leggera, propedeutica a successivi percorsi.

Odissea è una comunità di accoglienza notturna e di riduzione del danno dell’utenza. Usufruiscono del servizio persone tossicodipendenti e alcol dipendenti che non hanno una sistemazione abitativa idonea.

Tra gli obiettivi del servizio c’è il supporto della motivazione al cambiamento e la prevenzione secondaria delle infezioni da HIV e dei comportamenti a rischio.

Alloggi assistiti e reinserimento sociale

Gli alloggi assistiti sono destinati a persone con precarie condizioni abitative e senza adeguato supporto assistenziale o familiare in uscita dalle comunità terapeutiche o inviate dal Ser.D.

Gli ospiti possono abitarvi al massimo per 6 mesi, rinnovabili per altri 6, contando sull’accompagnamento di operatori. Gli ospiti degli alloggi devono avere un reddito personale, che il servizio integra sostenendo i costi delle utenze e con un contributo per il vitto.

Il reinserimento sociale e lavorativo rappresenta una fase essenziale del percorso, perché permette di consolidare i risultati raggiunti nella comunità e di sviluppare condizioni più stabili di autonomia.

Interventi per situazioni complesse

Castore e Polluce è una comunità dedicata alla cura e riabilitazione per persone che manifestano dipendenza da sostanze psico-attive e problematiche psichiatriche correlate, nota come doppia diagnosi.

La comunità rappresenta un’integrazione di servizio e di processo che contempla sia il trattamento sanitario che quello sociale riabilitativo. Al servizio si affianca un’idonea assistenza e supporto alla famiglia nell’affrontare il percorso del paziente, rendendola parte attiva del processo e nello stesso tempo formandola per la gestione del successivo rapporto con il famigliare.

La Comunità Alloggio Tartaruga è dedicata a persone con dipendenze e AIDS e patologie correlate in fase conclamata non acuta, bisognose di assistenza sanitaria non ospedaliera.

L’obiettivo principale è far prendere consapevolezza del proprio stato di salute alle persone inserite e stimolarle all’assunzione regolare della terapia farmacologica, insieme a un corretto stile di vita e a un’adeguata pianificazione dei controlli periodici.

Quando è possibile si attivano anche percorsi di volontariato, borse lavoro o lavori protetti.

Prevenzione e gioco d’azzardo patologico

Da alcuni anni il CEIS ha avviato interventi di tipo terapeutico e preventivo nell’ambito del contrasto al gioco d’azzardo patologico, un bisogno in aumento costante e sintomo di una crisi sociale che si sta aggravando.

L’obiettivo è incidere sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico attraverso interventi coordinati che fanno capo a una rete tra enti pubblici e privato sociale accreditato, per far emergere il fenomeno, informare sui rischi correlati e fornire risposte integrate ed efficaci in servizi specifici.

I progetti dell’area terapeutica mirano a offrire occasione di ascolto a chiunque ne abbia necessità, tramite il primo contatto degli sportelli, e a prendere in carico in percorsi ambulatoriali o percorsi più mirati e intensivi le persone che manifestino un maggiore bisogno di sostegno e accompagnamento.

La prevenzione riguarda anche gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, i detenuti e il territorio, attraverso attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione.

Volontariato e partecipazione

Nei servizi in cui opera il CEIS, oltre al personale professionale richiesto dalle istituzioni invianti, i volontari svolgono da sempre un servizio insostituibile affiancando gli operatori in tutte le attività.

Alcuni sono inseriti nel settore riabilitativo, dove possono operare fianco a fianco con le famiglie dei ragazzi in programma come facilitatori nei gruppi di sostegno familiare, oppure svolgono servizio a stretto contatto con i ragazzi in programma, aiutandoli nelle loro attività ricreative legate al tempo libero o nei piccoli lavori quotidiani.

Alcuni volontari seguono i ragazzi nel recupero scolastico, altri si trovano meglio in cucina, altri ancora si occupano di accompagnarli quando devono uscire dalla struttura per qualche visita medica, oppure trascorrono qualche serata in Comunità per tener loro compagnia e per essere il riferimento in caso di necessità e bisogni vari.

I volontari sono supportati e coordinati dalla Segreteria Volontari, che si occupa della loro formazione e dell’inserimento nei settori che a loro sono più congeniali, così incrociando le necessità del Centro di Solidarietà con le aspirazioni personali del singolo volontario.

La dimensione ambientale e comunitaria a Camaiore

La Misericordia di Camaiore e Lido, in collaborazione con la Cooperativa sociale di Comunità Il Girasole e grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in data 12 maggio 2025 costituisce la prima Comunità Energetica del terzo settore nella Provincia di Lucca.

Dopo 5 secoli di presenza al servizio della Comunità e a testimonianza del servizio sceglie di diventare più “verde” facendo un passo in avanti per tutelare il Pianeta con maggior utilizzo delle rinnovabili.

Il potenziamento è stato pensato per servire al meglio le cinque sedi operative, tre su Lido e due su Camaiore, e agganciare alla Comunità Energetica le varie utenze dei luoghi di servizio come 25 alloggi del mercato privato per emergenze abitative e i due spazi polivalenti di Casoli e Valpromaro.

Il percorso comprende anche mezzi di trasporto ibridi, un mezzo elettrico e colonnine di ricarica nelle sedi operative. Sono state inoltre coinvolte realtà del terzo settore e parrocchie compatibili con la cabina Enel di riferimento.

Una cultura fondata su dignità e diritti

Quando il CEIS è nato, l’idea era semplice ma radicale: riconoscere la dignità della persona, sempre. In questi cinquant’anni sono cambiate le emergenze, i bisogni e le fragilità, ma non è mai cambiato il modo di guardare alle persone.

“Ogni giorno persone” significa continuare a esserci, ogni giorno, accanto a chi vive una difficoltà, affrontando con responsabilità e umanità le sfide del presente. Oggi il CEIS continua a essere un punto di riferimento per il territorio della provincia di Lucca e non solo, attraverso servizi e percorsi che rispondono ai nuovi bisogni sociali, costruendo relazioni, comunità e opportunità.

La continuità dell’impegno dimostra che prendersi cura delle persone significa anche saper evolvere, restando fedeli ai valori con cui tutto è iniziato. La cultura è considerata uno strumento di promozione umana e il lavoro quotidiano mira a difendere i diritti di chi non li ha.

Il CEIS gestisce, ogni giorno, più di 600 persone, in oltre 40 servizi residenziali rivolti a minori italiani e stranieri, persone con disturbi psichiatrici, persone affette da AIDS, anziani, persone con disturbo del comportamento alimentare e persone con dipendenze.

Coerentemente con il proprio approccio, il CEIS si impegna a diffondere la cultura dell’accoglienza e a favorire il superamento dei pregiudizi, promuovendo il benessere della persona.

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