Chiesa evangelica vicino a Paluzza: luoghi di culto e chiesa di San Daniele

Per trovare una chiesa evangelica vicino a Paluzza, le località indicate nelle ricerche comprendono Sutrio, Paluzza, Ravascletto, Treppo Carnico, Arta Terme, Ligosullo, Zuglio e Comeglians. Le ricerche relative a una “chiesa evangelica” nell’area di Paluzza possono tuttavia non restituire risultati specifici.

Tra gli edifici religiosi più importanti di Paluzza si trova la chiesa di San Daniele profeta, a Naunina, un luogo di culto storico che per secoli ha rappresentato un riferimento religioso, sociale ed economico per l’Alta valle del But.

Ricerca di una chiesa evangelica nei dintorni di Paluzza

Le attività simili indicate nelle vicinanze comprendono una chiesa evangelica a Sutrio, una chiesa evangelica a Paluzza, una chiesa evangelica a Ravascletto, una chiesa evangelica a Treppo Carnico, una chiesa evangelica a Arta Terme, una chiesa evangelica a Ligosullo, una chiesa evangelica a Zuglio e una chiesa evangelica a Comeglians.

La ricerca comprende inoltre le chiese evangeliche presenti in Friuli Venezia Giulia e in Italia. Per individuare il luogo più adatto è quindi necessario considerare l’intero territorio della Carnia e i comuni vicini a Paluzza.

La chiesa di San Daniele a Naunina di Paluzza

La storia della chiesa di San Daniele a Naunina di Paluzza è lunga secoli e segue passo passo la storia stessa del paese e della Carnia. Le prime notizie scritte non ci dicono l’anno esatto di fondazione, ma ci portano alla seconda metà del Duecento.

Fin dal 1275 è ricordata la “Turris sancti Danielis”, una torre che faceva parte del complesso fortificato della Torre Moscarda, sopra l’abitato. Il fatto che la torre porti il nome del profeta Daniele lascia intendere che esistesse già una chiesa a lui dedicata, legata a questo nucleo fortificato.

Pochi anni dopo, nel 1293, in occasione della festa di San Daniele profeta, viene concesso un mercato di tre giorni. È un dettaglio importante: la ricorrenza del santo era già sentita e la chiesa era un punto di riferimento non solo religioso, ma anche economico e sociale per tutta la valle.

Chiesa di San Daniele Paluzza

Una chiesa madre per l’Alta valle del But

Tra Trecento e Quattrocento la chiesa di San Daniele diventa il cuore di una vasta comunità. Un testo su Paluzza ricorda che da essa dipendono liturgicamente Paluzza, Casteons, Naunina, Timau, Cleulis, Rivo, Treppo, Zenodis, Siaio, Tausia e Ligosullo, oltre a diversi insediamenti minori: una vera chiesa madre per l’Alta valle del But.

In questo periodo la chiesa si dota di un beneficio ecclesiastico e di un cimitero attorno all’edificio. Nel 1348 compaiono testamenti che chiedono la sepoltura “apud ecclesiam Sancti Danielis prope villam de Casteglons”: un luogo stabile, riconosciuto, con uno spazio funerario definito.

PeriodoAvvenimento
1275È ricordata la “Turris sancti Danielis”, collegata al complesso fortificato della Torre Moscarda.
1293In occasione della festa di San Daniele profeta viene concesso un mercato di tre giorni.
1348Compaiono testamenti che indicano la chiesa come luogo di sepoltura.
1735L’edificio medievale viene demolito.
1736Nasce la nuova chiesa.
1745La nuova chiesa viene consacrata.
1754Antonio Schiavi realizza gli affreschi del presbiterio e della navata.

Devozione, lasciti e vita religiosa

Nei secoli successivi la chiesa ritorna spesso come luogo di riferimento spirituale e materiale. Una fonte del Cinquecento ricorda lasciti destinati “alla lampada della chiesa di San Daniele di Paluzza”.

Sono segni di una vita liturgica intensa, sostenuta da offerte e testamenti che alimentano arredi, luci e devozioni. L’edificio medievale, ampliato e rimaneggiato più volte, rimane in uso fino al primo Settecento.

La ricostruzione settecentesca

Nel 1735 viene demolito, dopo secoli di interventi, per lasciare posto ad una nuova chiesa, coerente con il gusto barocco dell’epoca. La chiesa attuale nasce infatti nel 1736 ed è consacrata nel 1745.

È la nuova arcipretale di San Daniele profeta: una navata unica, lineare, un campanile slanciato che segna il profilo di Paluzza.

Interno barocco chiesa Paluzza

Gli affreschi di Antonio Schiavi

All’interno, il Settecento lascia un segno forte nella decorazione pittorica. Nel presbiterio e nella navata si conservano gli affreschi del 1754 di Antonio Schiavi: nel presbiterio gli Evangelisti, lungo la navata Simboli e Virtù.

Le fonti parlano di una “ascendenza tiepolesca”, che richiama il grande clima figurativo veneto dell’epoca.

Caratteristiche architettoniche degli edifici religiosi della zona

Un elegante edificio religioso in stile neogotico, di notevoli dimensioni, fu rifatto nel 1924 su progetto dell’arch. Massimiliano Ongaro, primo Soprintendente della Soprintendenza ai Monumenti di Venezia. La nuova chiesa ingloba l’abside quattrocentesca dell’antica chiesetta, ora divenuta prima cappella di destra.

Il campanile sorge adossato alla facciata principale verso il lato ad Est. Le navate laterali sono delimitate all'interno da colonne in pietra; la navata principale, soffittata a cassettoni lignei, si eleva sulle laterali e, a nord, forma un transetto dotato di tamburo finestrato.

L'abside è delimitata a nord da una serie di colonnine su uno spazio semicircolare a finestre. Gli scanni del coro occupano le pareti laterali oltre le quali si trova la sacrestia.

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