Chiesa del Rosario a Castiglione delle Stiviere: storia, arte e architettura

La Chiesa della Madonna del Rosario di Castiglione delle Stiviere fu costruita nel 1640 su richiesta della Compagnia del Santissimo Rosario per ordine di Ferdinando I Gonzaga. L’edificio, oggi adibito a Famedio in onore dei caduti di tutte le guerre, conserva la struttura ottagonale dell’antico tempio e rappresenta una delle testimonianze storiche e architettoniche più significative della città.

La chiesa venne sconsacrata alla fine del Settecento e trasformata in granaio, quindi fu restaurata e riconsacrata come Famedio nel 1922. In quell’occasione fu rifatta la copertura, l’edificio fu innalzato di qualche metro e sul tetto venne sovrapposta un’edicola con la statua della Vittoria.

Famedio di Castiglione delle Stiviere

Origini della Chiesa della Madonna del Rosario

In via Garibaldi si trova un tempio a pianta ottagonale, oggi adibito a Famedio (tempio degli uomini illustri) in onore dei caduti di tutte le guerre. In origine la chiesa era dedicata alla Madonna del Rosario: fu infatti su richiesta della Compagnia del Santissimo Rosario che Ferdinando I Gonzaga ne ordinò la costruzione nel 1640.

La fondazione dell’edificio si colloca nella storia religiosa di Castiglione delle Stiviere e nel lungo periodo di influenza della famiglia Gonzaga, che governò la città per quasi tre secoli. Il centro, conteso fra il territorio mantovano e quello bresciano per tutto l'arco del medioevo, cominciò ad assumere un'importanza sempre maggiore da quando fu inserito nella sfera politica dei Gonzaga che, a partire da Ferrante, padre di san Luigi, ne fecero la sede di una piccola corte autonoma.

Castiglione deve alla famiglia che la governò per quasi tre secoli, oltre al dono del suo santo patrono, tutti i suoi monumenti artisticamente più significativi. La presenza della chiesa del Rosario si inserisce dunque in un contesto urbano e monumentale profondamente segnato dalla committenza e dalla memoria dei Gonzaga.

La struttura ottagonale e le trasformazioni dell’edificio

L’elemento architettonico più caratteristico della Chiesa del Rosario è la pianta ottagonale. La forma, insolita rispetto alle chiese parrocchiali a navata longitudinale, conferisce all’edificio un impianto compatto e riconoscibile, adatto alla funzione devozionale originaria legata alla Compagnia del Santissimo Rosario.

La chiesa venne sconsacrata alla fine del ‘700 e riconsacrata come Famedio nel 1922. Nello stesso anno fu demolito il campanile a cuspide, pericolante dopo il fulmine che lo colpì nel 1903, fu rifatta la copertura, e l’edificio fu innalzato di qualche metro con la sovrapposizione sul tetto di una edicola con la statua della Vittoria.

La demolizione del campanile a cuspide e la modifica della copertura cambiarono il profilo originario dell’edificio. La statua della Vittoria, collocata sull’edicola sovrapposta al tetto, rese leggibile anche dall’esterno la nuova funzione commemorativa del tempio.

Dalla sconsacrazione al Famedio

La chiesa venne sconsacrata alla fine del ‘700 ed era divenuta un granaio. Alla morte dei suoi due figli, Avv. Gian Luigi e Ing. Gian Battista Lodrini, avvenuta in battaglia durante la Prima Guerra mondiale, il padre, Comm. Antonio si fece promotore di un Comitato di cui fu, di fatto, il principale finanziatore, per acquistare la Chiesa, restaurarla e donarla alla cittadinanza quale Famedio.

Di ciò viene dato conto in una lapide posta nell’abside della chiesa stessa. La lapide collega così la trasformazione architettonica dell’edificio alla vicenda familiare dei Lodrini e alla memoria collettiva dei caduti.

Il passaggio da luogo di culto dedicato alla Madonna del Rosario a spazio commemorativo non cancellò la storia precedente dell’edificio. La nuova funzione del Famedio si sovrappose infatti alla struttura della chiesa seicentesca, mantenendone riconoscibili la forma ottagonale, la posizione urbana e il rapporto con la tradizione religiosa di Castiglione delle Stiviere.

Interno ottagonale del Famedio

Il Famedio e la memoria dei caduti

Il Famedio è dedicato ai caduti di tutte le guerre e svolge una funzione civile e commemorativa. La sua architettura conserva il carattere di un tempio, ma il significato dell’edificio è oggi legato soprattutto alla memoria dei morti in guerra e alla partecipazione della cittadinanza.

La vicenda dei figli di Antonio Lodrini costituisce il nucleo umano della trasformazione novecentesca. L’acquisto, il restauro e la donazione dell’edificio alla cittadinanza trasformarono l’antica chiesa in un luogo pubblico destinato al ricordo dei caduti.

La collocazione in via Garibaldi e l’impianto ottagonale rendono il Famedio facilmente riconoscibile nel tessuto storico della città. La sua funzione commemorativa viene rinnovata nelle ricorrenze dedicate alla memoria nazionale e alla liberazione.

Castiglione delle Stiviere nel contesto storico e artistico

Castiglione delle Stiviere è il maggior centro dell'alto mantovano. Sorge sulle pendici meridionali dell'anfiteatro morenico del lago di Garda, sulla direttrice che congiunge Mantova con Brescia, ed è chilometricamente più vicina a quest'ultima che non al suo capoluogo amministrativo.

L'origine dell'insediamento risale all'epoca romana. Il castello, di cui oggi restano una torre, alcune torrette di guardia e parte della cinta muraria, risale probabilmente all'XI secolo e divenne in seguito la sede della residenza dei Gonzaga.

Al suo interno si conserva la piccola chiesa palatina di San Sebastiano. La presenza del castello, delle chiese storiche e dei luoghi legati alla famiglia Gonzaga definisce il quadro monumentale nel quale si colloca anche l’antica Chiesa del Rosario.

All'inizio degli anni '60 Castiglione, in cui regnavano disoccupazione e povertà, fu considerata "zona depressa". Questa condizione la fece scegliere come sede per l'installazione di fabbriche, anche a carattere internazionale.

Le piccole aziende locali si potenziarono e l'economia del paese decollò verso uno sviluppo costante. Da paese di emigranti divenne polo di immigrazione per i lavoratori provenienti dal basso mantovano prima, dal meridione poi, e, attualmente, da continenti extraeuropei.

Il rapporto con il Duomo dei Santi Nazario e Celso

La Chiesa del Rosario appartiene a un sistema di edifici religiosi che comprende il Duomo dei Santi Nazario e Celso, il santuario di San Luigi e altri luoghi di culto e memoria. La chiesa parrocchiale (duomo) è stata costruita dal 1761 sull'edificio dell'antica Collegiata dei Santi Nazario e Celso.

Costruito in stile neoclassico, opera dell’architetto milanese Giambattista Groppi sorge sul luogo in cui già esisteva un’antica chiesa di epoca medievale, divenuta Collegiata nel 1607. Per la sua costruzione, iniziata nel 1761, è stato utilizzato in gran parte il materiale del distrutto castello dei Gonzaga.

La chiesa dei Ss. Nazario e Celso, su cui ora sorge il Duomo, sembra sia stata eretta agli inizi del ‘500 su una preesistente chiesa gotica. Qui San Luigi fu battezzato, qui ricevette la Prima Comunione dalle mani del cardinale Carlo Borromeo, qui fu venerato dalla madre nel 1604.

Oggi la chiesa ha una chiara impronta neoclassica. La pala dell'altare, eseguita nel 1777 da Luigi Sigurtà, raffigura il patrono dei giovani in atto di adorare Cristo e il Padre Eterno ai quali era presentato con atto materno dalla Madonna, mentre più in basso sono raffigurati i martiri Nazario e Celso, titolari della chiesa.

Il santuario di San Luigi e la tradizione religiosa locale

L'attuale santuario di San Luigi fu costruito a partire dal 1610 come chiesa del Collegio della Compagnia di Gesù, insediato a Castiglione per volontà di Francesco Gonzaga, di padre Virgilio Cepari (primo biografo di San Luigi) e di Cinzia Gonzaga.

Il santuario, ampliato nel XVIII secolo da Paolo Soratini, conserva al suo interno la reliquia del teschio di San Luigi, cui fa da cornice la ricca struttura marmorea dell'altare maggiore, al centro della quale è collocata una tela del veronese Antonio Balestra raffigurante il santo in preghiera davanti alla Vergine.

Al collegio gesuitico di Castiglione fu strettamente legata l'istituzione femminile del Collegio delle Vergini di Gesù, voluta dalle nipoti di San Luigi, Cinzia, Olimpia e Gridonia, come congregazione laicale ispirata ai principi vissuti da Sant'Ignazio di Loyola. Il Collegio Vergini è anche sede del Museo Storico Aloisiano, di notevole interesse artistico e documentario.

Il Duomo e la memoria della battaglia di Solferino

Non solo alla vita di San Luigi si collega l’importanza del Duomo. Questo edificio religioso testimonia infatti uno degli eventi più significativi della storia risorgimentale italiana e della storia della solidarietà internazionale.

Nella notte della sanguinosa battaglia di Solferino (24 giugno 1859), che aveva visto scontrarsi gli eserciti italo/francesi ed asburgico, migliaia di feriti e di cadaveri prelevati alla rinfusa dal campo di battaglia vennero scaricate nelle strade e nelle piazze di Castiglione.

In quell’occasione il Duomo si trasformò in un grande centro di soccorso dove i castiglionesi diedero grande prova di solidarietà e di attiva pietà umana, senza badare alle nazionalità dei feriti. Alla guida di questo stuolo di soccorritori improvvisati e confusi, si adoperò instancabilmente il sacerdote Don Lorenzo Barzizza, che spalancò i portoni del Duomo.

Castiglione delle Stiviere ha visto anche il sorgere dell’idea della Croce Rossa Internazionale. Qui il 24 giugno 1859 Henry Dunant, trascinato dall’esempio della popolazione, prestò la sua opera ed ebbe anche modo di maturare l’idea dell’organizzazione di un volontariato permanente di soccorso.

A Castiglione non poteva dunque mancare un Museo Internazionale che rievocasse sia i tragici avvenimenti di quei giorni, che l’altrettanto grande solidarietà che avvolse i numerosi feriti, reduci dai vicini campi della battaglia di Solferino-San Martino.

La storia siamo noi - La contessa di Castiglione

Confronto tra i principali edifici religiosi

EdificioOrigine o costruzioneCaratteristiche principaliFunzione attuale
Chiesa della Madonna del RosarioCostruita nel 1640Pianta ottagonale; edificio trasformato e innalzato nel 1922Famedio in onore dei caduti di tutte le guerre
Duomo dei Santi Nazario e CelsoCostruzione iniziata nel 1761Stile neoclassico; progetto dell’architetto Giambattista GroppiChiesa parrocchiale
Santuario di San LuigiCostruito a partire dal 1610Chiesa del Collegio della Compagnia di Gesù; ampliata nel XVIII secoloSantuario dedicato a San Luigi
Chiesa palatina di San SebastianoEdificio interno al castelloPiccola chiesa legata alla residenza dei GonzagaTestimonianza del complesso castellano

Arte, architettura e memoria nella città

La storia della Chiesa del Rosario è caratterizzata dalla sovrapposizione di più funzioni: luogo di devozione mariana, edificio sconsacrato e utilizzato come granaio, quindi monumento civile dedicato alla memoria dei caduti. Questa stratificazione rende il tempio significativo non soltanto per l’architettura, ma anche per la storia sociale della città.

La pianta ottagonale, la copertura rinnovata, l’edicola con la statua della Vittoria e la lapide nell’abside documentano le diverse fasi dell’edificio. La struttura attuale permette di leggere il passaggio dalla religiosità confraternale del Seicento alla funzione commemorativa affermatasi nel Novecento.

Nel contesto di Castiglione delle Stiviere, la Chiesa del Rosario dialoga con il patrimonio dei Gonzaga, con il Duomo neoclassico, con il santuario di San Luigi e con i luoghi legati alla nascita della Croce Rossa Internazionale. La città riunisce così storia dinastica, arte religiosa, memoria risorgimentale e solidarietà internazionale.

Informazioni per la visita

Il Famedio è aperto solo nei giorni 4 Novembre e 25 Aprile di ogni anno. L’edificio si trova in via Garibaldi - Castiglione delle Stiviere (MN).

In occasione della ricorrenza del 25 aprile è prevista l’apertura straordinaria del Famedio. La giornata comprende la deposizione della corona e la celebrazione della Santa Messa in suffragio dei caduti alle ore 9.30, il concerto “Auguri Signora Libertà. 80° anniversario della liberazione” alle ore 10.15 e l’apertura straordinaria dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

L’ingresso è libero. Per le informazioni relative all’accessibilità e alle modalità di visita è possibile fare riferimento ai servizi indicati per il patrimonio religioso e monumentale di Castiglione delle Stiviere.

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