Chiesa con altare a barca: la Chiesa Blu dei Cristallini a Napoli

La Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini, nel Rione Sanità di Napoli, è una chiesa con altare a barca realizzato utilizzando la prua di una delle imbarcazioni impiegate dai migranti per raggiungere Lampedusa. L’altare è stato realizzato dai detenuti del laboratorio di falegnameria e liuteria del carcere di Secondigliano, nell’ambito del progetto “Metamorfosi” promosso con la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti.

Riaperta dopo oltre quarant’anni di chiusura, la chiesa è oggi conosciuta come Chiesa Blu per le numerose tonalità di azzurro che caratterizzano gli interni, per i volti del quartiere dipinti lungo la navata e per le opere realizzate con la partecipazione dei giovani e di artisti internazionali. L’altare a forma di prua collega il culto cristiano alla memoria delle persone morte in mare, trasformando il dolore in un simbolo di accoglienza, dignità, speranza e rinascita.

altare a forma di prua nella Chiesa Blu

La Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini

La Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini è chiamata Chiesa Blu per il suo allestimento immersivo: le tonalità di azzurro, i volti del quartiere lungo la navata e le opere di Tono Cruz, Mono González e Giuliana Conte realizzati con il coinvolgimento della comunità ne fanno un luogo fortemente identitario.

Uno spazio sacro del Settecento è stato riaperto come scrigno di arte partecipata: tonalità di azzurro, volti del quartiere e opere realizzate con la comunità. È uno spazio identitario, che rappresenta la comunità e che accoglie.

La chiesa è il risultato di un percorso che ha unito rigenerazione urbana, formazione e partecipazione giovanile. Per questo rappresenta non solo un bene restituito al quartiere, ma anche un simbolo concreto di bellezza condivisa e trasformazione sociale.

ElementoCaratteristica
ChiesaSanta Maria Maddalena ai Cristallini
NomeChiesa Blu
AltareAltare-prua realizzato con una barca dei migranti
ColoriCirca venti tonalità di azzurro
ChiusuraOltre 40 anni
RiaperturaNel 2023
IngressoGratuito

L’altare a barca e il progetto Metamorfosi

L’altare attuale della chiesa è stato invece realizzato dai detenuti del laboratorio di falegnameria/liuteria del carcere di Secondigliano con la prua di una delle barche dei migranti.

L’altare nasce in collaborazione con la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ed è stato realizzato dai detenuti del laboratorio di falegnameria e liuteria del carcere di Secondigliano, utilizzando la prua di una barca di migranti.

Il progetto “Metamorfosi” impegna i detenuti di Secondigliano e di Milano in attività di falegnameria e liuteria: dai resti delle barche nascono strumenti musicali. A Napoli si realizzano chitarre e mandolini, a Milano violini e violoncelli.

Sono arrivate circa 120 barche, che sono state poi trasformate in strumenti musicali, quindi violini, violoncelli e contrabbassi, che andranno a comporre quella che è “L’Orchestra del Mare”. I detenuti hanno però realizzato anche oggetti sacri come rosari. Questi strumenti hanno veramente un’anima. La creazione di questi oggetti permette loro di avere un lavoro.

Questo altare è stato realizzato con la prua di una di queste barche con la collaborazione dei ragazzi del corso di architettura dell’Università Federico II di Napoli, insieme alle persone detenute del carcere di Secondigliano.

L’intervento introduce un forte richiamo ai temi dell’accoglienza, della dignità e della trasformazione del dolore in nuova possibilità. L’altare diventa così un segno visibile dell’incontro tra memoria, lavoro, arte e spiritualità.

Con questo altare si fa anche memoria di ogni persona che ha perso la vita in mare fuggendo da una guerra o da una persecuzione. Un altare per l’umanità, per tutti coloro che vogliono riflettere, anche se non credenti.

Si pone di fronte così il mistero del dolore e della rinascita dell’uomo, del dolore e della speranza.

I migranti dell'ong Sea Eye - Cartabianca - Puntata del 07/02/2023

Il significato simbolico della prua

La prua della barca è puntata verso gli affreschi della chiesa, concepiti come albero di vita: i rami si intrecciano e diventano spine ma quelle spine hanno punte dorate.

È un legno freddo come marmo che parla di centinaia di migranti morti in mare tra l’indifferenza e l’inadeguatezza della politica eppure, è un legno colorato. Tre fasce come raggi di luce che diventano arcobaleno di speranza.

La forma dell’altare richiama il viaggio, la traversata e l’arrivo, ma anche la precarietà delle imbarcazioni e il destino di chi ha affrontato il mare in fuga da guerre e persecuzioni. La prua non è presentata soltanto come un frammento di una tragedia, ma come materia capace di assumere una nuova funzione comunitaria.

La trasformazione del legno rende visibile il passaggio dalla distruzione alla costruzione, dalla perdita alla memoria e dalla sofferenza alla possibilità di ricominciare. L’altare conserva il ricordo del viaggio e, nello stesso tempo, orienta lo sguardo verso una forma di speranza.

Il progetto “Luce al Rione Sanità”

Il restauro e la riapertura sono parte dell’iniziativa “Luce al Rione Sanità”, avviata nel 2021 dalla Cooperativa La Paranza.

Il recupero del luogo è stato possibile grazie al progetto “Luce al Rione Sanità” avviato dalla cooperativa La Paranza e finanziato da Fondazione con il Sud e Fondazione di Comunità San Gennaro, con Intesa Sanpaolo.

Il progetto interviene sul contrasto alle disuguaglianze, sull’inserimento lavorativo dei giovani, sulla rigenerazione urbana e sulla valorizzazione dei beni culturali con il contributo del Terzo Settore.

Il progetto è stato pensato durante la pandemia ed è stato messo in atto nelle fasi di ripartenza post Covid. La riapertura dei luoghi della comunità è stata pensata per generare coinvolgimento, partecipazione e innovazione sociale.

La riapertura della chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini rientra in un percorso più ampio che comprende anche la riapertura della chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi e della Basilica di San Severo.

Queste tre chiese si trovano nel Rione Sanità in una zona che è ancora poco battuta sia dai visitatori che dagli stessi abitanti. La riapertura di questi luoghi ha l’obiettivo di portare luce in questa parte di Napoli.

La partecipazione dei giovani del quartiere

Il progetto, nel corso degli ultimi due anni, ha visto l’attivazione di workshop artistici rivolti a 60 ragazzi, dai 16 ai 25 anni.

Durante uno dei percorsi formativi, i giovani del quartiere hanno dipinto, con circa venti tonalità di azzurro, gli interni della chiesa insieme agli artisti Tono Cruz, di Gran Canaria, il cileno Mono González e Giuliana Conte, italiana, che ha realizzato i ritratti ondeggianti lungo la navata.

Proprio i giovani del quartiere hanno affrescato gli interni della chiesa. La chiesa è stata dipinta con i volti della gente che abita il quartiere: le persone che hanno un legame affettivo con il luogo sono state coinvolte appieno.

In tanti hanno partecipato al laboratorio che ha portato alla scelta dei soggetti. La bellezza della chiesa nasce quindi anche dall’esperienza diretta degli abitanti, che non sono soltanto destinatari dell’intervento, ma partecipano alla sua costruzione.

Il coinvolgimento giovanile ha unito formazione artistica, cura dello spazio e appartenenza. I ragazzi hanno contribuito a trasformare un edificio chiuso e abbandonato in un luogo accessibile, riconoscibile e legato alla memoria del quartiere.

Il blu, l’azzurro e i volti della Sanità

Il colore azzurro è stato scelto dagli abitanti del quartiere, perché è il colore del mare e del Napoli.

La chiesa è brillante e azzurra come il mare. Le sue pareti sono attraversate da numerose sfumature, che trasformano l’interno in uno spazio immersivo e fanno dialogare l’architettura storica con l’arte contemporanea.

La chiesa splende in un azzurro che è un’onda gigante fatta di 40 sfumature diverse. Quest’onda ha invaso la Sanità, quartiere ricco di bellezza e di un’umanità dalle 40 sfumature diverse.

Il blu non è soltanto una scelta decorativa. Il colore richiama il mare rappresentato dalla barca dell’altare, ma anche la capacità del quartiere di trasformare una storia difficile in un’immagine di apertura, movimento e rinascita.

Le persone raffigurate lungo la navata sono volti noti e non noti del Rione Sanità. Sono ritratti della gente del quartiere con profondi solchi sul viso, cicatrici di una vita spesso troppo dura ma mai tanto da fare perdere la luce nei loro occhi.

Tra i volti ritratti nella chiesa c’è anche quello di Pasquale Casertano, uno dei simboli della rinascita del Rione Sanità.

interno azzurro con volti dipinti nella navata

Le opere di Tono Cruz, Mono González e Giuliana Conte

Un laboratorio artistico è nato in collaborazione con artisti internazionali come Tono Cruz, Mono González e Giuliana Conte.

La loro mano e la loro arte ha guidato i giovani del quartiere che hanno contribuito a fare rinascere, dopo 40 anni, la splendida chiesa.

Da questa sinergia sono nati i murales e i ritratti ondeggianti della chiesa. Le figure sembrano muoversi lungo la navata come onde, creando un rapporto diretto tra i volti, il mare evocato dall’altare e le molte tonalità di azzurro.

Le opere non sono separate dalla comunità, perché il loro significato deriva anche dal processo con cui sono state realizzate. La pittura diventa una forma di partecipazione e uno strumento per riportare nella chiesa le persone, le storie e l’identità del Rione Sanità.

La mano in preghiera e i simboli delle diverse tradizioni

L’opera alle spalle dell’altare rappresenta una mano sinistra in preghiera. Non è la mano cristiana che prega, bensì la mano che usano i musulmani: la mano del cuore.

Di tradizione islamica è anche il volto del guardiano, che osserva dall’alto quando si entra nella chiesa.

La pala d’altare non raffigura Santi o Madonne, ma una enorme mano intrecciata tra le spine. È una mano benedicente, non la destra ma la sinistra.

L’altra mano parla di diversità, di cadute, di sofferenza e rinascita come questa chiesa che splende in un azzurro che è un’onda gigante.

La presenza di questi simboli amplia il significato dell’edificio e mette in relazione il culto cristiano con immagini legate ad altre tradizioni religiose e culturali. La chiesa diventa uno spazio in cui l’arte può esprimere accoglienza e dialogo tra popoli.

Memoria, morte e rinascita

In una delle cappelle laterali c’è anche una madonnina, una delle poche sculture recuperate nonostante i saccheggi e i danni della guerra. Nel 2023 la Madonnina resiliente è tornata tra il suo popolo di naufraghi.

C’è poi un omaggio ai teschi del Cimitero delle Fontanelle e alle tante Catacombe presenti su questa collina di tufo. Il “memento mori” è in due piccole cappelline a sinistra dell’ingresso.

La memoria della morte attraversa la chiesa insieme ai simboli della rinascita. La prua dell’imbarcazione, l’altare, i volti e le immagini della vegetazione intrecciata costruiscono un percorso in cui il dolore non viene cancellato, ma trasformato in consapevolezza e speranza.

Le opere ricordano che il quartiere porta con sé ferite storiche, sociali e personali, ma anche una capacità di resistenza. La chiesa conserva quindi il carattere di luogo sacro e, nello stesso tempo, accoglie la memoria collettiva della comunità.

La storia di via dei Cristallini

La chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini sorge in via dei Cristallini, una stradina che una volta era un ghetto della Sanità.

Via dei Cristallini ha un passato significativo per la città, in quanto un tempo era la strada che portava i regnanti con le loro carrozze alla residenza di Capodimonte ed era pertanto costellata da splendidi palazzi e importanti botteghe artigiane che li servivano, come quelli di cristalli, da cui prende il nome.

Via Cristallini era la via dove si lavoravano i cristalli e la volta della chiesa presenta proprio gli attrezzi di antichi mestieri che si praticavano in questa zona.

Il cristallo luccica, è pulito e trasparente proprio come i volti raffigurati in tutta la chiesa. Il nome della strada e la decorazione dell’edificio si incontrano così nella memoria degli antichi mestieri e nella rappresentazione della popolazione locale.

Nel 1998, nella stessa strada, la camorra fece esplodere un’autobomba, provocando venti feriti. La riapertura della chiesa assume per questo un significato particolare: un luogo segnato dalla paura viene restituito al culto, all’arte, alla formazione e alla vita comunitaria.

Una chiesa restituita alla comunità

La Chiesa di Santa Maria Maddalena dei Cristallini ha ripreso a vivere. La sua storia è molto simile a quella di tanti altri luoghi del Rione Sanità: dimenticata, maltrattata e abbandonata, da qualche tempo è tornata a mostrarsi nella sua nuova veste.

Oggi la Chiesa dei Cristallini è un luogo simbolico e non solo perché è un sito sacro per i cattolici. Non è una chiesa sconsacrata, ma accoglie dentro di sé anche simboli che appartengono all’altro lato del Mediterraneo.

In quanto spazio in cui si fa arte, realizza l’unione tra i popoli, la rigenerazione urbana e l’opera di riduzione delle disuguaglianze sociali.

Da questo momento in poi la chiesa diventa uno spazio di comunità restituito agli abitanti del quartiere e quindi ospiterà i progetti educativi che sono attivi sul territorio.

Il luogo è pensato anche per mostre, incontri e progetti partecipati. La sua funzione non si limita alla visita, perché la chiesa accoglie iniziative culturali, attività formative e percorsi destinati ai giovani.

Musica, formazione e nuove possibilità

Ai Cristallini, l’Andrea Bocelli Foundation lavora con la Fondazione San Gennaro al progetto Voices of Napoli. L’iniziativa si prefigge di sostenere i giovanissimi abitanti del territorio, orientandoli al canto e alla musica.

Il Rione Sanità s’è fatto anche il suo coro di voci bianche.

Tra i progetti educativi attivi sul territorio ci sono il coro di voci bianche realizzato in collaborazione con la fondazione Andrea Bocelli e il progetto musicale “Tornaccantà”, che prevede laboratori didattici pomeridiani per i ragazzi che partecipano alle attività di doposcuola.

Nella chiesa, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ha condiviso un dono di Ennio Morricone che nel 2013, dopo il naufragio di Lampedusa in cui morirono almeno 386 migranti, compose “La voce dei sommersi”, una partitura che unisce i rumori minacciosi delle onde alla stessa voce di Morricone immedesimato in un migrante.

Il legame tra la chiesa, le barche trasformate e la musica continua quindi anche oltre l’altare. Il legno delle imbarcazioni diventa strumento musicale, mentre la composizione di Morricone porta nello spazio sacro la memoria del mare e delle persone che non sono riuscite a raggiungere la terra.

La Chiesa Blu nel percorso della rinascita del Rione Sanità

Il progetto della Chiesa dei Cristallini segna un’altra stella nella costellazione di piccoli grandi miracoli che stanno trasformando la Sanità in uno dei quartieri più visitati di Napoli.

Il percorso comprende la riapertura della Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, che ospita lo Jago Museum, e la trasformazione dell’Ipogeo dei Cristallini in museo aperto al pubblico.

La Chiesa dei Cristallini si trova poco oltre il cosiddetto borgo dei Vergini, attraverso cui, dal centro storico di Napoli, si entra nel ventre del Rione Sanità. Poco oltre lo Jago Museum e il celebre Palazzo dello Spagnolo, superando gli ipogei greci, si trova la chiesa.

Un itinerario collega cinque luoghi simbolo della trasformazione del Rione, mostrando come chiese abbandonate e spazi dimenticati siano tornati a nuova vita.

Insieme ai giovani del territorio, il percorso mostra il dialogo tra arte contemporanea e architettura storica, testimoniando l’impatto della bellezza sulla comunità.

Come visitare la Chiesa dei Cristallini

La Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini si trova in via dei Cristallini 73, 80137 Napoli.

La Chiesa dei Cristallini è visitabile tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:00. Le informazioni sulla riapertura indicano anche l’orario dalle 10 alle 13; in occasione di mostre o iniziative speciali, il calendario può estendersi con aperture dedicate.

L’ingresso è gratuito. La chiesa è raggiungibile facilmente da Piazza Cavour, con la metropolitana linea 2 e linea 1.

  • Nome: Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini.
  • Indirizzo: Via dei Cristallini 73, 80137 Napoli.
  • Ingresso: gratuito.
  • Orari indicati: tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:00.
  • Orario riportato per alcune aperture: dalle 10 alle 13.
  • Aperture speciali: in occasione di eventi e rassegne culturali.
  • Collegamenti: la chiesa si raggiunge da Piazza Cavour con la metropolitana linea 2 e linea 1.

La visita è breve, ma permette di apprezzare l’arte, l’altare realizzato con la prua di una barca dei migranti, i ritratti della comunità, le decorazioni azzurre e i progetti che sostengono il territorio.

mappa Rione Sanità Chiesa dei Cristallini Napoli

tags: #chiesa #con #altare #a #barca