Una celebrazione penitenziale per la Pentecoste può unire l’ascolto della Parola di Dio, il silenzio, l’esame di coscienza, l’invocazione dello Spirito Santo e, quando previsto, la confessione sacramentale individuale. La Pentecoste è la festa della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo, l'evento che segna la nascita della Chiesa.
La celebrazione aiuta l’assemblea a riconoscere il peccato come allontanamento da Dio e dalla comunione dei fratelli, per ritornare al Padre attraverso Cristo e lasciarsi rinnovare dallo Spirito. La Penitenza che noi amministriamo o a cui educhiamo, è il ritorno gioioso al Padre nella comunità dei fratelli che è la Chiesa.
Il significato della celebrazione penitenziale a Pentecoste
La penitenza è quella metanoia, conversione del cuore, che è all'inizio della fede e dell'entrata nel Regno; quel necessario ritorno in noi e al Padre che la predicazione del Vangelo ci spinge a fare. La Pentecoste non è soltanto la memoria di un evento storico: è un'effusione di grazia che continua.
Il Concilio Vaticano II sottolinea il carattere «ecclesiale», troppo dimenticato, di questo sacramento: «Quelli che si accostano al sacramento della penitenza, ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui, e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato, e che coopera alla loro conversione con la carità, l'esempio e la preghiera».
Queste celebrazioni penitenziali possono risultare educative al senso della penitenza, e spiritualmente fruttuose, anche quando non comportassero, almeno per alcuni fedeli, la Confessione sacramentale. Tali iniziative sono da lodare e incoraggiare, purché pensate e attuate con competenza e discrezione.
Preparazione della celebrazione
Perché è un evento straordinario, la celebrazione comunitaria della penitenza esige una seria e minuziosa preparazione: sia per la scelta del tema generale, o dei punti che interessano tutti, sia per la scelta dei passi biblici, dei canti, delle preghiere dell'assemblea e dei celebranti, sia per eventuali «gesti» dell'assemblea.
La durata può essere di mezz'ora-un'ora, lo stile deve coinvolgere il presidente, i lettori, il cantore, il commentatore e l'assemblea, mentre il ritmo deve essere senza fretta e senza inutili lungaggini, lasciando ampio spazio a silenzi pieni e profondi.
Soprattutto per grandi celebrazioni, occorre una guida dell’assemblea e, sempre, un lettore. Eventualmente un salmista, o una piccola schola per le strofe dei salmi: purchè siano veramente in funzione della parola, e non del cerimoniale.
- Scelta del tema penitenziale e dei testi biblici.
- Preparazione dei canti, delle preghiere e delle eventuali invocazioni.
- Individuazione dei lettori, del salmista e della guida dell’assemblea.
- Preparazione di eventuali gesti simbolici, che devono risultare veri, spontanei ed espressivi.
- Organizzazione dei tempi per l’esame di coscienza, il silenzio e le confessioni individuali.
Schema essenziale della celebrazione
Abitualmente conviene farla di seguito: nel primo tempo si fa la predicazione della penitenza, con lettura, omelia, esame di coscienza e «confessione» corale dell’assemblea; nel secondo si compie il Sacramento della penitenza, con l’accusa individuale dei peccati e la formula essenziale dell’assoluzione; infine tutti si ritrovano per l’Azione di grazie comune.
Il sacerdote predica la conversione partendo da un testo opportunamente scelto: non fa «la morale» né, regolarmente, un dettagliato esame di coscienza; soltanto pone degli interrogativi, per far uscire dal conformismo e dalla «buona coscienza» e disporre all’illuminazione dello Spirito Santo.
- Rito di entrata.
- Saluto e introduzione al tema.
- Ascolto della Parola di Dio.
- Omelia o breve riflessione.
- Esame di coscienza e silenzio.
- Atto penitenziale comunitario.
- Confessione sacramentale individuale, quando prevista.
- Preghiera del Padre nostro.
- Ringraziamento, canto e congedo.
Rito di entrata
Il rito di entrata è destinato a costituire l’assemblea, come nella messa, per mezzo del canto e della preghiera presidenziale. Sin dall'inizio appare il «segno» della Chiesa, comunità gerarchicamente ordinata di popolo e ministri.
Il canto, che deve essere familiare, per far subito presa sull'assemblea, si eseguisce mentre entrano i sacerdoti. Abbia una notevole ampiezza per creare il clima.
Il saluto e l'invito del presidente alla preghiera e all'azione sacra sono indispensabili.
Presidente: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Assemblea: Amen.
Presidente: Il Signore sia con voi.
Assemblea: E con il tuo Spirito.
Il ministro che presiede la celebrazione propone brevemente l’argomento delle letture; quindi invita alla preghiera, e dopo una pausa di silenzio conclude con un’orazione.
Introduzione alla vigilia di Pentecoste
Presidente: Fratelli carissimi, entrati nella vigilia di Pentecoste, sull’esempio degli apostoli e dei discepoli che con Maria, Madre di Gesù, perseveravano nella preghiera nell’attesa dello Spirito promesso dal Signore, ascoltiamo ora, con cuore disponibile, la parola di Dio.
Presidente: Meditiamo sulle opere realizzate da Dio per il suo popolo e preghiamo affinché lo Spirito Santo, che il Padre ha inviato ai credenti come anticipazione, porti a compimento la sua opera nel mondo.
Il lezionario prevede 6 letture: 4 letture sono tratte dall’Antico Testamento, un brano dal Nuovo Testamento, dalla Lettera ai Romani, e uno dal Vangelo di Giovanni. Tramite l’ascolto e la contemplazione della Parola, le letture diventano un luogo dove si manifesta lo Spirito Santo.
I primi 4 “luoghi” hanno inizio con una lettura dall’Antico Testamento. Ogni lettura può essere seguita da un momento di riflessione, in cui si legge un breve commento o si lascia spazio a riflessioni preparate in precedenza o spontanee.
Le persone presenti possono lasciar risuonare la Parola letta, per esempio ripetendo una frase che le ha particolarmente colpite o condividendo una riflessione personale sulla Parola ascoltata. Può seguire il salmo responsoriale previsto, cantato o recitato, assieme o a due cori, oppure un canto o una preghiera di lode.
Prima meditazione: Babele e le divisioni
Prima lettura dal libro della Genesi: La si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra.
Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco».
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
Salmo responsoriale: Su tutti i popoli regna il Signore.
Orazione: Venga su di noi, o Padre, il tuo santo Spirito, e con la sua potenza abbatta le barriere che dividono i popoli: sulla terra si formi una sola famiglia e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
Seconda meditazione: l’alleanza e il fuoco dello Spirito
Seconda lettura dal libro dell’Esodo: Il Signore scese sul monte Sinai davanti a tutto il popolo.
«Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa».
Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore.
Salmo responsoriale: La grazia del Signore è su quanti lo temono.
Orazione: O Dio dell’alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato sulla santa montagna e nel fuoco della Pentecoste, accendi in noi la fiamma del tuo amore, perché la Chiesa, radunata da tutti i popoli, accolga con gioia la legge eterna del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.
Assemblea: Amen.
Terza meditazione: le ossa inaridite e il rinnovamento
Terza lettura dal libro del profeta Ezechiele: Ossa inaridite, infonderò in voi il mio spirito e rivivrete.
Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai».
«Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore».
«Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia allo spirito: Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano».
«Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.
Salmo responsoriale: Rinnovami, Signore, con la tua grazia.
Orazione: Esulti sempre il tuo popolo, o Dio, per la rinnovata giovinezza nello Spirito Santo, e come ora si allieta per la dignità filiale ritrovata, così attenda nella speranza il giorno glorioso della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
Assemblea: Amen.
Quarta meditazione: lo Spirito effuso su ogni persona
Quarta lettura dal libro del profeta Gioèle: Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo.
«Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave in quei giorni effonderò il mio spirito».
«Chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamato».
Salmo responsoriale: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Orazione: Compi, o Signore, la tua promessa su di noi, perché lo Spirito Santo con la sua venuta ci renda davanti al mondo testimoni del Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo.
Epistola e Vangelo
Lettura dell’Apostolo: Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.
Canto al Vangelo: Vieni, Santo Spirito.
Vangelo secondo Giovanni: Sgorgheranno fiumi di acqua viva.
Omelia e silenzio.
La Parola di Dio è l’annuncio di un evento di salvezza per questa comunità: evento sacramentale che trae la sua efficacia dalla Pasqua del Signore, «consegnato alla morte per i nostri peccati, risuscitato per la nostra giustificazione».
Essa proclama che «il Signore guarisce chi ha il cuore spezzato», che per la sua morte e risurrezione egli cancella le colpe e dà un cuore nuovo.
Esame di coscienza guidato dallo Spirito Santo
Dopo l’omelia, si fa l’esame di coscienza. Anche se l'esame viene guidato con opportuni richiami e suggerimenti, vi s'inserisca sempre una pausa di silenzio, perché ognuno possa esaminarsi in modo più personale.
Il sacerdote non fa regolarmente un dettagliato esame di coscienza; soltanto pone degli interrogativi, per far uscire dal conformismo e dalla «buona coscienza» e disporre all’illuminazione dello Spirito Santo.
- Signore, riconosciamo di aver creduto più nelle nostre forze che nella tua grazia.
- Signore, riconosciamo di esserci allontanati dalla tua verità e dal tuo amore.
- Signore, riconosciamo di aver seguito il nostro egoismo anziché cercare il vero bene nostro e dei fratelli.
- Signore, riconosciamo di non aver teso la mano a chi era nella sofferenza e nel bisogno.
- Signore, riconosciamo di non essere stati sempre pronti a perdonare le offese ricevute.
- Signore, riconosciamo di non esserci impegnati a costruire la pace nelle nostre famiglie e nella società.
- Signore, riconosciamo di aver distolto da te il nostro sguardo e di esserci lasciati travolgere dalle passioni e dalle suggestioni del male.
Tra le invocazioni è bene inserire una breve pausa di silenzio, perché ognuno possa esaminarsi in modo più personale.
Atto penitenziale comunitario
Presidente: Fratelli, la misericordia di Dio è senza limiti; egli ci ha amati per primo e ci libera dal peccato per i meriti del Cristo suo Figlio. Convertiamoci dunque a lui e con l’apostolo Pietro confessiamo con umile fiducia il nostro amore.
Assemblea: Tu sai tutto, o Signore, tu sai che ti amo.
Presidente: Signore, come Pietro, abbiamo creduto più in noi stessi che in te. Rivolgi a noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi.
Assemblea: Rivolgi a noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi.
Presidente: Abbiamo mancato di umiltà e di prudenza e siamo caduti in tentazione.
Assemblea: Rivolgi a noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi.
Presidente: Accecati dall'orgoglio ci siamo creduti migliori degli altri.
Assemblea: Rivolgi a noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi.
Presidente: Non abbiamo teso la mano a chi era nella sofferenza e nel bisogno.
Assemblea: Rivolgi a noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi.
Presidente: Anche noi per paura ci siamo rifiutati di rendere testimonianza alla giustizia e alla verità.
Assemblea: Rivolgi a noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi.
Presidente: Quante volte anche noi tuoi discepoli siamo stati infedeli agli impegni del nostro battesimo.
Assemblea: Rivolgi a noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi.
Presidente: Rivolgiamo ora la nostra preghiera al Padre, come Cristo ci ha insegnato, perché rimetta a noi i nostri debiti.
Assemblea: Padre nostro.
Schema penitenziale sul ritorno al Padre
Orazione iniziale: Signore Dio onnipotente, padre di tutti gli uomini, tu ci hai creati perché abitassimo nella tua casa e tutta la nostra vita fosse una lode della tua gloria, ma noi abbiamo peccato e ci siamo allontanati da te.
Disponi ora il nostro cuore ad ascoltare la tua voce, perché ritorniamo a te sinceramente pentiti e riconosciamo che tu sei il nostro Padre, pieno di misericordia verso coloro che ti invocano.
Perdona, Signore, i nostri peccati e rendici la gioia della tua salvezza, perché, in comunione con i nostri fratelli, partecipiamo al festoso convito che tu prepari per noi nella tua casa, e rimaniamo con te per tutti i secoli dei secoli.
Lettura: Ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.
Salmo responsoriale: Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Canto al Vangelo: Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre ho peccato contro il cielo e contro di te!
Vangelo: Il padre lo vide, e commosso gli corse incontro.
Presidente: Il Signore Dio nostro è paziente, lento all'ira e pieno di misericordia; egli accoglie con immenso amore il Figlio che viene di lontano. Anche noi, come il figliol prodigo diciamo umilmente:
Assemblea: Non sono più degno d'esser chiamato tuo figlio.
- Abbiamo abusato dei tuoi doni, peccando contro di te.
- Ci siamo allontanati dalla tua verità e dal tuo amore.
- Abbiamo rinnegato te nostro Padre.
- Abbiamo seguito il nostro egoismo, anziché cercare il vero bene nostro e dei fratelli.
- Troppo poco ci siamo presi cura del nostro prossimo.
- Non siamo stati sempre pronti a perdonare le offese ricevute.
- Siamo stati ingrati verso le ripetute prove della tua misericordia.
Le invocazioni possono essere pronunziate dai fedeli stessi; tra l'una e l'altra, è bene fare una breve pausa di silenzio.
Presidente: E ora invochiamo Dio Padre con la preghiera che ci è stata consegnata nel nostro battesimo.
Assemblea: Padre nostro.
Orazione conclusiva: O Dio che in Cristo tuo Figlio ci dai il privilegio di chiamarti Padre, e vuoi che camminiamo in santità e giustizia dinanzi a te, confermaci nel tuo amore, perché viviamo lieti nella comunione della santa Chiesa. Per Cristo nostro Signore.
Assemblea: Amen.
Schema penitenziale sulle beatitudini evangeliche
Orazione iniziale: La tua parola, Signore, penetri nel nostro cuore, perché accogliendo l'annunzio della salvezza partecipiamo al mistero del tuo Figlio, morto e risorto per noi, e lo testimoniamo col rinnovamento della nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
Lettura: Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi.
Salmo responsoriale: Vieni, Signore, a salvarci.
Canto al Vangelo: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò sollievo, dice il Signore.
Vangelo: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Presidente: Fratelli, Gesù Cristo ci ha lasciato l'esempio, perché seguiamo le sue orme. Rivolgiamo a lui la nostra preghiera con umiltà e fiducia perché ci liberi dal male e ci rinnovi nello spirito del suo Vangelo.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli», ma noi ci siamo troppo affannati per le ricchezze e abbiamo sacrificato i valori dello spirito.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati i miti, perché erediteranno la terra», ma noi viviamo in discordia gli uni con gli altri e il mondo è pieno di violenza e di guerra.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati gli afflitti perché saranno consolati», ma noi siamo impazienti e intolleranti per noi stessi e poco sensibili alle sofferenze degli altri.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati», ma noi troppo poco abbiamo desiderio di te, fonte di ogni santità, e ci disinteressiamo della giustizia individuale e sociale.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia», ma noi giudichiamo duramente il nostro prossimo e non sappiamo perdonare i nostri fratelli.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio», ma noi distogliamo da te il nostro sguardo e ci lasciamo travolgere dalle passioni e dalle suggestioni del male.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio», ma noi non ci siamo impegnati a costruire la pace in noi stessi, nelle nostre famiglie e nella società.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Signore Gesù Cristo, tu hai detto: «Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli», ma noi spesso siamo stati ingiusti e, anziché soffrire per la causa della giustizia, ci siamo resi corresponsabili di oppressioni e discriminazioni verso i fratelli.
Assemblea: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Presidente: Invochiamo Dio nostro Padre perché ci liberi dal male e ci renda degni di far parte del suo regno.
Assemblea: Padre nostro.
Orazione conclusiva: Signore Gesù Cristo, mite e umile di cuore, re di giustizia e di pace, modello di povertà e di pazienza, Agnello immolato per la nostra salvezza, tu che attraverso la croce salisti alla gloria per indicarci la via che conduce al Padre; donaci di accogliere con gioia il messaggio evangelico e di vivere secondo il tuo esempio, per divenire coeredi del tuo regno, per tutti i secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
Atto penitenziale della Messa di Pentecoste
Presidente: Fratelli e sorelle, invochiamo con fiducia la misericordia di Dio, fonte di riconciliazione e di comunione.
Presidente: Signore, che sei asceso alla destra del Padre.
Assemblea: Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
Presidente: Cristo, che ci fai dono del tuo Spirito.
Assemblea: Christe, eleison. Christe, eleison.
Presidente: Signore, che fai di noi un popolo nuovo.
Assemblea: Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
Presidente: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
Assemblea: Amen.
Se i Primi Vespri, celebrati in coro o in forma comunitaria, precedono immediatamente la Messa, l’azione liturgica può incominciare o dal versetto iniziale e dall’inno Vieni, o Spirito creatore o dall’antifona d’ingresso L’amore di Dio con la processione d’ingresso e il saluto del sacerdote. In entrambi i casi si omette l’atto penitenziale.
Preghiere penitenziali per la solennità
Prima invocazione: Signore, che sei asceso alla destra del Padre, rivolgi a noi il tuo sguardo misericordioso e rinnova il nostro cuore.
Seconda invocazione: Cristo, che ci fai dono del tuo Spirito, abbatti le barriere che dividono i popoli e rendici una sola famiglia.
Terza invocazione: Signore, che fai di noi un popolo nuovo, perdona i nostri peccati e conducici alla vita eterna.
Preghiera: Venga su di noi, o Padre, il tuo santo Spirito, e con la sua potenza abbatta le barriere che dividono i popoli: sulla terra si formi una sola famiglia e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
Confessione sacramentale individuale
La celebrazione comunitaria della penitenza non sostituisce l’azione individuale di educazione della fede e del senso morale che si fa attraverso la direzione spirituale, con o senza assoluzione sacramentale.
Quando la celebrazione comprende il sacramento della penitenza, si compie l’accusa individuale dei peccati, con la formula essenziale dell’assoluzione. Occorre un certo numero di confessori, perché non si prolunghi eccessivamente il tempo, dieci-quindici minuti, delle confessioni individuali: uno ogni otto-dodici.
I sacerdoti saranno vestiti con camice o cotta e stola e si disporranno, possibilmente, nel presbiterio come per la concelebrazione; uno di essi sarà il presidente della celebrazione e pronuncerà le orazioni e formule presidenziali.
Durante il tempo delle confessioni individuali, quelli che non si confessano e quelli che man mano sono già confessati potrebbero ritirarsi in silenzio in un’aula; infine tutti si ritrovano per l’Azione di grazie comune.
Ringraziamento dopo la riconciliazione
Il perdono ricevuto conduce alla lode e alla responsabilità di una vita rinnovata. Viene dimenticato l'amore misericordioso del Padre, che perdona gratuitamente per mezzo di Gesù Cristo, a cui risponde il nostro atteggiamento di rendere grazie.
Presidente: Ringraziamo il Signore che ci ama di un amore infinito, ci ha perdonato e vuole stare con noi; ci ha donato, per sua grazia, di lasciare «il nostro mantello».
Presidente: Ti ringraziamo, Signore, perché tu cammini sempre con noi, ci liberi dai pesi e apri i nostri occhi per vederti. A te la lode e la gloria, nei secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
Un canto di ringraziamento può accompagnare la conclusione della celebrazione e aiutare l’assemblea a riconoscere che la conversione ricevuta deve diventare vita quotidiana, carità e testimonianza.
Il Veni Creator Spiritus e l’indulgenza plenaria
Partecipare devotamente al canto o alla recita solenne dell’inno allo Spirito Santo permette di ottenere l’indulgenza plenaria: una grazia che la Chiesa concede in questa solennità.
L'indulgenza è la remissione davanti a Dio della pena temporale per i peccati già perdonati quanto alla colpa. Il fedele può lucrarla per sé oppure applicarla in suffragio ai defunti, ma non ad altri viventi.
L'Enchiridion Indulgentiarum della Penitenzieria Apostolica, al numero 26, stabilisce che si concede l'indulgenza plenaria al fedele che, in chiesa o oratorio, partecipa devotamente al canto o alla recita solenne dell'inno Veni, Creator nel primo giorno dell'anno oppure nella solennità di Pentecoste.
L'inno Veni Creator Spiritus, attribuito a Rabano Mauro nel IX secolo, è una delle preghiere più antiche e solenni della tradizione cristiana, una vera invocazione allo Spirito Santo perché scenda nei cuori dei fedeli.
Le condizioni richieste
- Distacco dal peccato. Occorre l'esclusione di qualsiasi affetto al peccato, anche veniale. Questa è la condizione interiore più impegnativa: se manca, l'indulgenza è soltanto parziale.
- Confessione sacramentale. Si richiede una confessione sacramentale fatta in tempo opportuno.
- Comunione eucaristica. È necessario ricevere la santa Comunione, possibilmente nello stesso giorno in cui si compie l'opera indulgenziata.
- Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Si recitano un Padre nostro e un'Ave Maria, oppure altre preghiere a propria scelta, secondo le intenzioni del Papa.
Le tre condizioni di confessione, comunione e preghiera per il Papa possono essere adempiute anche giorni prima o dopo aver compiuto l'opera prescritta, anche se è conveniente che la comunione e la preghiera coincidano con il giorno stesso.
Va inoltre ricordato che, con una sola comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del Pontefice, si acquista una sola indulgenza plenaria al giorno.

Una celebrazione con bambini e ragazzi
La celebrazione penitenziale può essere adattata ai gruppi giovanili e ai bambini del catechismo. Queste celebrazioni comunitarie della penitenza risultano molto utili particolarmente per gruppi giovanili, in istituzioni educative, per avviare i fanciulli alla pratica del Sacramento, o in occasione di missioni popolari.
La Quaresima, per i grandi come per i più piccoli, è un'occasione favorevole per tornare al Signore. Vi proponiamo una celebrazione penitenziale da vivere con i ragazzi del catechismo, ricca di simboli, canti e gesti significativi.
I catechisti preparano un grande cartellone con il disegno di un mantello da collocare sotto l'altare, alcuni pezzi di stoffa, penne, foglietti con il disegno di una candela accesa e altri con disegnati un paio di occhiali.
Introduzione e ascolto della Parola
Catechista: Abbiamo mai visto Gesù? Certo noi non possiamo vederlo come vediamo le altre persone, tuttavia siamo sicuri che lui è con noi, che accompagna tutta la nostra giornata.
Ma come accorgerci della sua presenza e del suo affetto? Oggi vogliamo imparare ad aprire gli occhi per riconoscerlo, e pregare il Signore perché ci aiuti a farlo.
Vangelo secondo Marco: Mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.
Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Il simbolo del mantello
Bartimeo, per incontrare Gesù, fa una cosa che sembra strana: abbandona il suo mantello. Il mantello era molto importante per i contemporanei di Gesù: serviva per coprirsi dal freddo, per ripararsi la notte, eppure egli lo lascia, per andare verso Gesù.
Esso diventa, per noi, segno di ciò che dobbiamo lasciare, toglierci di dosso, perché pesa e rallenta i nostri passi verso Gesù che, invece, passa nella nostra vita, ci vuole bene e ci chiama a stare con lui.
Il catechista chiede ai bambini di pensare a quell'atteggiamento, quel pensiero, quel sentimento, quell'evento che sentono «pesante», e che li ha fatti sentire tristi o addolorati.
Dopo un tempo di silenzio, li invita a scrivere sul cartellone ciò che hanno individuato e ad attaccare, ciascuno sopra la sua scritta, il pezzo di stoffa, come simbolo del «mantello» di cui desiderano liberarsi per incontrare Gesù.
Riconciliazione e impegno
I bambini si accostano al sacerdote per celebrare il sacramento della riconciliazione, a partire da quello che hanno scritto. I sacerdoti, dopo l'assoluzione, consegnano a ciascuno il foglietto con la candela.
Ogni bambino è invitato a scrivervi sul retro una preghiera. Si può già predisporre una scritta per aiutarli: Gesù, donami la tua luce per.
Siamo nella gioia perché Dio, nostro Padre, ci ha donato Gesù, luce del mondo, e lui è sempre pronto a illuminarci, per indicarci il cammino della vita.
Il catechista distribuisce «gli occhiali» con diverse scritte: Vangelo, Preghiera, Gesti di aiuto, che ognuno assume come impegno particolare per la sua vita.
Al Padre ci affidiamo e, tenendoci per mano, preghiamo con le parole che Gesù, Figlio di Dio e nostro fratello, ci ha insegnato:
Assemblea: Padre nostro.
Indicazioni pastorali per vivere la riconciliazione
Non utilizzeremo le celebrazioni penitenziali come una «trovata» nuova per sbrigarci con minor fastidio delle confessioni dei ragazzi, né penseremo che esse possano sostituire l’azione individuale di educazione della fede e del senso morale che si fa attraverso la direzione spirituale, con o senza assoluzione sacramentale.
La celebrazione esprime nel rito il mistero della comunità, anche piccola e parziale, radunata nel nome di Cristo, convocata nella Chiesa, per ascoltare la Parola e rispondere con un gesto di fede.
Un secondo carattere della celebrazione è l’organizzazione degli elementi di preghiera e canto in funzione della Parola di Dio e del sacramento. Anche in una celebrazione ridotta, questo ordinamento assicura organicità ed efficacia di fede.
La celebrazione comunitaria della penitenza può essere proposta nei principali periodi liturgici o in occasioni importanti della vita comunitaria. In ogni caso, essa richiede una preparazione attenta, una guida chiara, tempi di silenzio e un’autentica partecipazione dell’assemblea.
Invocazione allo Spirito Santo
La Pentecoste diventa così un tempo privilegiato per riconoscere le divisioni, deporre i pesi, ritornare al Padre, ricevere il perdono e chiedere allo Spirito Santo di rinnovare il cuore, la Chiesa e il mondo.
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