Le statistiche della CEI sugli avvalentisi dell’Insegnamento della religione cattolica (IRC) raccolgono i dati relativi agli alunni che scelgono di frequentare l’insegnamento della religione cattolica nei diversi ordini di scuola e nelle diverse aree geografiche italiane. Nell’anno scolastico 2021-2022 in Italia coloro che si sono avvalsi dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) sono in media l’84,44%.
La rilevazione dei dati è organizzata dal Servizio nazionale per l’IRC della CEI attraverso un’applicazione web che consente agli istituti e agli insegnanti di religione, sia statali che paritari, di compilare le schede relative agli avvalentisi. I dati inviati vengono visualizzati e validati da ciascun Ufficio Diocesano e quindi resi disponibili per le statistiche e le analisi richieste dal Servizio Nazionale per l’IRC della CEI.
Che cosa misurano le statistiche CEI sugli avvalentisi
È opportuno raccogliere dati statistici, in particolare i numeri degli alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, che rappresentano aspetti dell’evoluzione dell’insegnamento della religione cattolica nei diversi momenti della scuola italiana, da quando è stato disciplinato con il nuovo concordato del 1985. Altrettanto interessante è riuscire a raccogliere, con ricerche mirate, informazioni su elementi sensibili dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola, quali la sua integrazione nelle dinamiche scolastiche, la gestione amministrativa delle specificità di questo insegnamento, le prassi ed i connotati della sua valutazione e così via.
Insegnamento della religione cattolica Dati statistici sul numero degli alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica e ricerche sulla gestione di questa materia.
Le rilevazioni consentono quindi di osservare la consistenza della scelta di avvalersi dell’IRC, le differenze tra scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado, nonché le variazioni tra Nord, Centro e Sud.
Come funziona la raccolta dei dati
L’applicazione «Raccolta dati Avvalentisi», a cui si accede tramite il link è un Tools web progettato per la raccolta delle informazioni sugli avvalentisi dell’insegnamento della religione cattolica. Il Sistema consente la compilazione semplificata delle schede da parte degli Istituti e degli Insegnanti di religione, sia statali che paritarie.
I dati inviati verranno poi visualizzati e validati da ciascun Ufficio Diocesano e quindi resi disponibili per le statistiche e le analisi richieste dal Servizio Nazionale per l’IRC della CEI. Poiché sono state modificate sia le schede per gli Istituti e gli Insegnanti che il sistema di raccolta dei dati sono state predisposte ed inviate ad ogni diocesi anche una Guida per l'applicazione e tutte le informazioni necessarie per facilitare questa raccolta di dati che da più di vent'anni viene svolta fruttuosamente.
Video dell'incontro di presentazione-formazione delle nuove modalità di raccolta dati ALLEGATI.
Indicazioni per la compilazione delle schede
La rilevazione deve riferirsi all'inizio dell'anno scolastico e non ad eventuali successive variazioni (tra l'altro non autorizzabili). Si abbia cura di compilare tutti i campi predisposti, controllando l'esattezza dei dati, delle cifre riportate e dei totali richiesti.
Il codice meccanografico si può richiedere alle segreterie degli istituti. Ogni docente deve compilare un modulo distinto per ogni Istituto in cui insegna (es. 1° Istituto comprensivo di… // 2° Istituto comprensivo di…) e un modulo per ogni ordine scolastico diverso (Infanzia… // Primaria… // Secondaria di 1° grado … // Secondaria di 2° grado ….).
Per gli Istituti secondari di 2° grado si specifichi l'ORDINE (Liceo, Istituto Tecnico, …) e il TIPO (Linguistico, Scientifico, ecc.).
Per la rilevazione relativa all’anno scolastico 2019/2020, il modello era compilabile direttamente al computer, mediante il software gratuito Adobe Acrobat Reader DC©, e doveva essere rispedito compilato, in formato PDF, alla mail entro e non oltre il 30 novembre 2019. Chi lo desiderava poteva stampare il modello e compilarlo a penna, consegnandolo sempre entro il 30 novembre 2019, all'Ufficio Scuola/IRC o in occasione del prossimo incontro di aggiornamento.
Servizio di consulenza e supporto
Servizio di consulenza per accompagnare il lavoro di ciascuna diocesi: 06 87165871 0209992280 (per chiamate da cellulare) (per assistenza tecnica); (per assistenza sui contenuti).
Dati nazionali sugli avvalentisi nell’anno scolastico 2021-2022
Nell’anno scolastico 2021-2022 in Italia coloro che si sono avvalsi dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) sono in media l’84,44%: in particolare, l’88,24% nella scuola dell’infanzia, l’88,21% nella scuola primaria, l’85,58% nella scuola secondaria di I grado e il 78,30% nella scuola secondaria di II grado.
Di conseguenza, i non avvalentesi sono stai in media il 15,56%: in particolare, l’11,76% nella scuola dell’infanzia, l’11,79% nella scuola primaria, il 14,42% nella scuola secondaria di I grado e il 21,70% nella scuola secondaria di II grado.
| Ordine di scuola | Avvalentisi | Non avvalentesi |
|---|---|---|
| Scuola dell’infanzia | 88,24% | 11,76% |
| Scuola primaria | 88,21% | 11,79% |
| Scuola secondaria di I grado | 85,58% | 14,42% |
| Scuola secondaria di II grado | 78,30% | 21,70% |
| Media nazionale | 84,44% | 15,56% |

Le differenze tra le aree geografiche
Nord Italia
Se si guarda a livello territoriale, al Nord gli avvalentisi sono stati il 78,44%: l’82,61% nella scuola dell’infanzia, l’83,47% nella scuola primaria, l’80,14% nella scuola secondaria di I grado e il 70,02% nella scuola secondaria di II grado.
Quindi i non avvalentesi, in generale, sono stati il 21,56%: il 17,39% nella scuola dell’infanzia, il 16,53% nella scuola primaria, il 19,86% nella scuola secondaria di I grado e il 29,98% nella scuola secondaria di II grado.
Centro Italia
Per quanto riguarda il Centro Italia, coloro che si sono avvalsi dell’Irc sono stati l’84,33%: l’88,77% nella scuola dell’infanzia, l’89,96% nella scuola primaria, l’86,36% nella scuola secondaria di I grado e il 75,96% nella scuola secondaria di II grado.
I non avvalentesi sono stati il 15,67%: l’11,23% nella scuola dell’infanzia, il 10,04% nella scuola primaria, il 13,64% nella scuola secondaria di I grado e il 24,04% nella scuola secondaria di II grado.
Sud Italia
Infine, al Sud ha scelto l’Irc il 96,64%: l’88,77% nella scuola dell’infanzia, il 96,93% nella scuola primaria, il 96,57% nella scuola secondaria di I grado e il 96,21% nella scuola secondaria di II grado.
I non avvalentesi sono stati il 3,36%: il 2,85% nella scuola dell’infanzia, il 3,07% nella scuola primaria, il 3,43% nella scuola secondaria di I grado e il 3,79% nella scuola secondaria di II grado.
| Area geografica | Avvalentisi | Non avvalentesi |
|---|---|---|
| Nord | 78,44% | 21,56% |
| Centro | 84,33% | 15,67% |
| Sud | 96,64% | 3,36% |

Andamento delle rilevazioni nel tempo
I dati relativi all’anno scolastico 2021/22 restituiscono un quadro di sostanziale stabilità, addirittura con una lieve crescita complessiva degli studenti che scelgono di frequentare l’IRC.
Avvalentisi 2022/23 I dati relativi all’anno scolastico 2022/23 restituiscono un quadro di sostanziale stabilità.
Si conferma l’alto numero di alunni che scelgono di frequentare l’Irc, segno di apprezzamento e di qualità.
- Avvalentisi 2022/23: i dati relativi all’anno scolastico 2022/23 restituiscono un quadro di sostanziale stabilità.
- Avvalentisi 2021/2022: i dati relativi all’anno scolastico 2021/22 restituiscono un quadro di sostanziale stabilità, addirittura con una lieve crescita complessiva degli studenti che scelgono di frequentare l’IRC.
- Avvalentisi 2020-2021: scheda in formato Pdf con le percentuali degli alunni avvalentisi a livello Nazionale e di macroarea (Nord - Centro - Sud).
- Avvalentisi 2019-2020: scheda in formato Pdf con le percentuali degli alunni avvalentisi a livello Nazionale e di macroarea (Nord - Centro - Sud).
- Avvalentisi 2018-2019: scheda in formato Pdf con le percentuali degli alunni avvalentisi a livello Nazionale e di macroarea (Nord - Centro - Sud).
- Avvalentisi 2017-2018: scheda in formato Pdf con le percentuali degli alunni avvalentisi a livello Nazionale e di macroarea (Nord - Centro - Sud).
- Avvalentisi 2016-2017: scheda in formato Pdf con le percentuali degli alunni avvalentisi a livello Nazionale e di macroarea (Nord - Centro - Sud).
- Avvalentisi 2015/2016: è possibile consultare la Relazione - Annuario 2016.
- Avvalentisi 2014/2015: è possibile consultare la Relazione - Annuario 2015.
Nella tabella allegata le statistiche relative alla rilevazione sull’anno scolastico 2024/25, con il dettaglio dei diversi ordini di scuola e aree geografiche.
Il significato dei dati per la scuola
«I dati relativi all’anno scolastico 2021/22 restituiscono un quadro di sostanziale stabilità, addirittura con una lieve crescita complessiva degli studenti che scelgono di frequentare l’Irc. Si confermano le spiccate differenze territoriali e fra gli ordini di scuola, con una media nazionale di avvalentisi che sfiora l’85%»: lo sottolinea Ernesto Diaco, responsabile del Servizio nazionale per l’Irc, commentando i dati.
«Si tratta di cifre che ribadiscono il pieno inserimento dell’insegnamento della religione nel quadro delle discipline scolastiche e la sua dichiarata identità educativa e culturale - evidenzia Diaco -. Come afferma la Presidenza della Cei nel messaggio diffuso in vista delle iscrizioni al nuovo anno scolastico, l’Irc è espressione di una alleanza educativa, a cui non partecipano solo la scuola e la Chiesa, ma gli stessi studenti, le loro famiglie e gli insegnanti, primo fattore della qualità di tale insegnamento e del suo diffuso apprezzamento».
Come sempre, aggiunge il responsabile del Servizio, «da questi numeri proviene anche un forte invito alla responsabilità perché ciascuno, secondo il proprio ruolo, si impegni a rendere l’esperienza quotidiana dell’Irc sempre più all’altezza dei suoi obiettivi e dei suoi compiti, qualificandosi anche come ‘cantiere’ di ascolto delle persone e dei mondi di vitali, nell’ottica del Cammino sinodale a cui si sta dedicando tutta la Chiesa in Italia».
La scelta di avvalersi dell’IRC
La scelta di «avvalervi dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc)» è «importante», perché «permette di partecipare alla costruzione del percorso educativo offerto dalla scuola. È infatti uno spazio di libertà e di responsabilità quello che avete davanti, un modo per sentire ancora più vostro il cammino di crescita umana e culturale che state compiendo o accompagnando».
Lo si legge in un messaggio della Presidenza della Conferenza episcopale italiana, rivolto a studenti e genitori, in vista della scelta di avvalersi dell’Insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2023/24.
«Questo è vero in particolare - sottolinea la Presidenza della Cei - per i giovanissimi che iniziano la scuola secondaria di secondo grado, ma vale anche per gli altri studenti e per i genitori, tutti protagonisti nel dare forma a quella “alleanza educativa” che è l’Irc in Italia.
Alla presenza e alla qualificazione di tale insegnamento, infatti, partecipano lo Stato, nei suoi organismi centrali e territoriali, la Chiesa, le singole scuole, con gli insegnanti e i dirigenti, le famiglie e gli alunni stessi, mediante scelte consapevoli da cui emerge il loro essere “cittadini” nella e della scuola».
Anche per questa ragione, prosegue il messaggio, «l’Irc costituisce un’esperienza di grande rilievo nel panorama formativo, in quanto espressione di un “patto condiviso” fra enti e persone diverse, un patto stretto per il bene dei ragazzi e dei giovani e, di conseguenza, della società intera. Un patto che non li vede solo destinatari, ma coinvolti in prima persona».
Scegliere, sottolineano i vescovi, «è un verbo che esprime maturità e interesse. È un verbo essenziale per progredire nel cammino della vita».
Il messaggio ricorda le parole di papa Francesco parlando agli studenti di una scuola, durante il suo viaggio apostolico nel Bahrein: per imparare a scegliere occorre «affinare lo sguardo interiore, imparare a giudicare le situazioni, a cogliere l’essenziale» e «lavorare sul cuore», così da non restare indifferenti o mostrarsi insofferenti agli altri, ma reagendo «con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole».
«Siamo certi che avvalersi delle opportunità offerte dall’Insegnamento della religione cattolica a scuola aiuti a camminare nelle direzioni indicate da papa Francesco, anche grazie alla presenza di quei professionisti qualificati e autentici educatori che sono gli insegnanti di Irc, a cui vogliamo esprimere sincera gratitudine - affermano i vescovi -.
Con questi pensieri e sentimenti, dunque, vi rinnoviamo l’invito ad avvalervi dell’Insegnamento della religione cattolica, per una scuola che guarda alla crescita integrale della persona e per una cultura generatrice di dialogo e di pace».
Apprezzamento, integrazione e qualità educativa
“L’elevato numero di alunni che in ogni ordine e grado di scuola continuano ad avvalersi dell’Irc, seppur in modo non omogeneo sul territorio, testimonia l’apprezzamento diffuso per una proposta di cui si riconosce - soprattutto per l’opera meritoria dei suoi insegnanti - l’autentico impegno culturale e la sincera dedizione educativa”.
Così scrivono i Vescovi italiani nella recente nota pastorale “L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”, pubblicata nel dicembre scorso in occasione dei 40 anni dall’Intesa tra CEI e Governo che ha ridisegnato la presenza di tale disciplina nella scuola italiana, mettendola a disposizione di quanti desiderano avvalersene.
Ai “numeri” dell’Irc fa riferimento anche il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, nell’introduzione del testo: “In un quadro che vede un numero di avvalentisi dell’Irc superiore all’80% a livello nazionale, il documento non trascura le difficoltà presenti soprattutto nella gestione organizzativa e nell’applicazione della normativa specifica da parte delle scuole.
Continua a far pensare la possibilità offerta agli alunni più grandi di poter uscire da scuola privandosi di un’occasione formativa quale l’Irc o l’attività alternativa. Superiori alle criticità sono comunque i segnali di vitalità, da cui emerge come l’Irc si confermi uno strumento di arricchimento culturale, di attenzione educativa, di dialogo sincero con tutte le istanze provenienti dal mondo contemporaneo, avviandosi a proseguire con convinzione il suo servizio alla scuola”.
Il responsabile del Servizio conclude ricordando le parole di Benedetto XVI agli insegnanti di Irc il 25 aprile 2009: «Lungi dal costituire un’interferenza o una limitazione della libertà la vostra presenza è anzi un valido esempio di quello spirito positivo di laicità che permette di promuovere una convivenza civile costruttiva, fondata sul rispetto reciproco e sul dialogo leale, valori di cui un Paese ha sempre bisogno».
tags: #cei #statistiche #irc