La casa parrocchiale di Cantiano si trova nella frazione di San Crescentino, nel territorio comunale di Cantiano, in provincia di Pesaro e Urbino, ai piedi del Monte Tenetra e a circa 3 km dal centro storico di Cantiano. La struttura occupa la vecchia casa parrocchiale e, insieme alla torre e alla piccola antichissima pieve, forma un complesso storico e architettonico unitario.
La casa parrocchiale è utilizzata per attività pastorali, pellegrinaggi, ritiri spirituali, campi scuola, incontri di preghiera, esercizi spirituali, attività scout e soggiorni di gruppi organizzati. La struttura si sviluppa su due piani, dispone di posti letto, bagni, cucina per l’autogestione, sala da pranzo, riscaldamento e spazi esterni.

Dove si trova la casa parrocchiale
Il Rifugio è situato nella Frazione di San Crescentino nel Comune di Cantiano (PU), piccola frazione immersa nel verde a 3 km dal piccolo ma notevole centro storico di Cantiano, ai piedi del Monte Tenetra, (massiccio del M. Catria - 1702 msm), logisticamente interessante perché poco distante da città d'arte come Urbino e Gubbio.
La struttura è indicata in Via S.crescentino Pesaro E Urbino · Marche · 61044. L’altitudine è di 534 m s.l.m. e l’area è caratterizzata da bosco, fiume e pianura.
Per arrivare a Cantiano con la SP Flaminia da Roma o da Fano fino al km 225. Poi proseguire per la Frazione di San Crescentino.
Possono viaggiare pullman anche di grandi dimensioni, lungo la strada asfaltata che conduce alla Frazione di San Crescentino di Cantiano.
Il complesso storico di San Crescentino
Il Rifugio è accanto alla piccola antichissima pieve che mostra all'interno due affreschi di notevole valore storico-artistico: Sant' Ubaldo, Madonna del Bell'Amore e un committente (1469) e Sant' Antonio da Padova.
Il Rifugio è ubicato nella vecchia casa parrocchiale, insieme alla torre e alla chiesa formano un complesso unico per stile e bellezza.
I recenti lavori di recupero ultimati hanno permesso di rileggere la storia per i reperti archeologici ritrovati sotto il pavimento e ora conservati dietro l'altare: fregi bizantini, croce carolingia, spoglie forse dei martiri Sant'Orfito e Benedetto, amici di San Crescentino.
Da notare l'alta torre di osservazione, di controllo dei movimenti sulla vicina Via Flaminia e forse anche del corridoio bizantino.
La strada che passava accanto allora conduceva a Gubbio.

Capacità ricettiva e organizzazione degli spazi
La struttura si sviluppa su due piani e contiene 40 posti letto, con tre bagni al piano; cucina attrezzata per l'autogestione e sala da pranzo.
La struttura è riscaldata e fruibile tutto l'anno.
La descrizione della struttura indica inoltre due piani, 30 posti letto, tre bagni, cucina attrezzata per autogestione, sala pranzo, spazio esterno per fuoco, riscaldamento gas, possibilita' di accendere il caminetto, posti auto, doccie calde e acqua potabile.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Tipologia | Casa e Terreno |
| Posti letto | 40 |
| Piani | Due |
| Bagni | Tre al piano |
| Trattamento | Pernottamento, Autogestione |
| Stagione | Tutte le stagioni |
| Altitudine | 534 m s.l.m. |
| Riscaldamento | Disponibile |
Tipologie di alloggio
La tipologia degli alloggi comprende triple/multiple, camerate, letti per sacchi a pelo, spazio a terra al chiuso per sacchi a pelo e spazio all'aperto per tende.
Le dotazioni degli alloggi comprendono bagno in comune e riscaldamento.
La casa parrocchiale può quindi accogliere persone singole e gruppi con esigenze diverse, dalla sistemazione in camere multiple alla permanenza in camerate o con sacchi a pelo.
Servizi e spazi comuni
Tra i servizi comuni sono indicati chiesa, assistenza religiosa, giardino, area giochi bimbi, spazio esterno per attività, biciclette, parcheggio auto e parcheggio pullman.
La cucina attrezzata consente l’autogestione dei gruppi, mentre la sala da pranzo offre uno spazio comune per i pasti e per le attività collettive.
La struttura dispone inoltre di posti auto, docce calde, acqua potabile, spazio esterno per il fuoco e possibilità di accendere il caminetto.
La casa è riscaldata e può essere utilizzata durante tutti i mesi dell’anno, da gennaio a dicembre.
Ospiti e finalità del soggiorno
Il profilo dell'ospite comprende sacerdote, religiosa, studente universitario, famiglia, famiglia con bambini, gruppo giovanile parrocchiale, gruppo organizzato, gruppo parrocchiale, pellegrini e scout.
I motivi di soggiorno comprendono pellegrinaggi, campi scuola, ritiri spirituali, incontri di preghiera, riti liturgici, esercizi spirituali, colonie e campi scout.
La gestione della struttura è religiosa e l’area è classificata come isolata, bosco, fiume e pianura.
- Sacerdoti e religiose
- Famiglie e famiglie con bambini
- Gruppi parrocchiali e gruppi giovanili
- Gruppi organizzati
- Pellegrini
- Scout
- Studenti universitari
Collegamenti e servizi nelle vicinanze
Entro 200 m. chiesa.
Entro 1 km zona abitata.
Tra 1 e 5 km fermata bus, bancomat, bar/ristorazione, supermercato, farmacia.
Oltre 10 km ospedale.
Le distanze sono in linea d'aria, non il percorso reale a piedi (che può essere più lungo per curve e dislivello) - usa "Come raggiungerlo" per un tragitto vero.
Dati da OpenStreetMap: la copertura varia da zona a zona - in aree molto frequentate da escursionisti spesso è ricca, altrove può risultare incompleta.
Inquadramento ecclesiastico
La casa parrocchiale è collegata alla realtà ecclesiale locale di Cantiano.
La collocazione geografico-ecclesiastica comprende la Regione Ecclesiastica Umbria, la Diocesi di Gubbio e la Parrocchia di San Giovanni Battista in Cantiano.
| Ambito | Indicazione |
|---|---|
| Regione ecclesiastica | Umbria |
| Diocesi | Gubbio |
| Parrocchia | San Giovanni Battista in Cantiano |
| Località | San Crescentino, Cantiano (PU) |
La casa canonica e il centro pastorale di Cantiano
2022 Festa grande a Cantiano, nella diocesi di Gubbio, per la fine dei lavori di consolidamento e restauro della casa canonica e del centro pastorale.
Il contributo assegnato è di 336.854 euro.
È tornato a nuova luce ed è stato inaugurato nel novembre 2023 il nuovo centro pastorale parrocchiale di Cantiano, un luogo di incontro e aggregazione giovanile dopo i lavori di ristrutturazione sostenuti dai fondi 8xmille e dalla diocesi di Gubbio.
Nello specifico, i lavori richiesti nel novembre 2020 sono partiti il 13 febbraio 2022 ed hanno previsto interventi di consolidamento e restauro dei locali per la pastorale e della casa canonica.
A lavori svolti, salutati con taglio del nastro dalle autorità, il centro pastorale e la casa canonica sono stati rinnovati e modernizzati, nonché resi più sicuri per tutte le persone che li frequentano: luoghi aperti ed accoglienti, che predispongano all’ascolto.
Il nuovo centro pastorale parrocchiale di Cantiano è ospitato in alcuni locali di via IV Novembre, a pochi passi dalla chiesa Collegiata di San Giovanni Battista, ancora alluvionata.
Uno spazio completamente rinnovato dopo la chiusura, pronto a diventare un punto di riferimento per l’aggregazione giovanile e associativa.
«Sono davvero felice - ha detto il parroco don Marco Cardoni - perché finalmente abbiamo raggiunto un traguardo, ritrovando questo luogo di incontro dopo anni di importanti lavori di ristrutturazione».
Presente all’inaugurazione anche monsignor Luciano Paolucci Bedini, vescovo della Chiesa eugubina e della diocesi tifernate, che insieme ai parrocchiani e ai cantianesi intervenuti per l’occasione.
Cantiano: posizione geografica e ambiente
Cantiano è un comune italiano di 2.426 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.
Il paese è sito a cavallo tra le Marche e l'Umbria ed è attraversato dalla Via Flaminia, importante arteria che collega Roma alla costa adriatica.
Posto ai piedi del massiccio del Catria, che, coi suoi 1702 m s.l.m., è la quota più alta della provincia di Pesaro e Urbino ed una delle principali vette dell'Appennino umbro-marchigiano, è immerso in estese e secolari faggete ad altofusto tra cui va ricordato il bosco di Tecchie, istituito parco pubblico nel 1986.
Michele Mercati, biologo, naturalista ed archiatra pontificio (1541-1591), descrive ampiamente Cantiano nella sua opera botanica e mineralogica intitolata "Metalloteca Vaticana" (1574), ricordandolo per l'amenità dei luoghi e per le ricchezze naturali, nonché per la copiosa quantità di fossili.
In effetti, ancora oggi, i monti circostanti sono ricchi di frammenti fossiliferi.

Cantiano e la Via Flaminia nella storia
Fu nel VI secolo a.C. che gli Ikuvini, una ramificazione umbra del popolo degli Italici che dall'Europa continentale avevano invaso l'Italia, furono autori della migrazione che li portò ad occupare l'area appenninica umbro-marchigiana intorno alla odierna Scheggia, nelle cui vicinanze fondarono la città della Ukre Fisia e dove risulta eressero il tempio a Giove Patre.
E fu in questi luoghi che nel lontano 1456 avvenne il ritrovamento di un documento di inestimabile valore, le Tavole Eugubine (museo di Gubbio): sette lamine di metallo redatte in umbro, etrusco e latino la cui lettura, traduzione e successivo studio ha permesso di svelare gli ordinamenti, le attività, le pratiche sociali e religiose di questi nostri antenati appenninici.
La vicinanza e i successivi contatti con gli Etruschi delle regioni dell'Etruria, popolo di civiltà sviluppata e di diversa cultura, più attenti a realizzare commerci che non a dominare genti, sortirono effetti benefici sulle condizioni di vita degli Ikuvini.
È forse in questo tempo che inizia ad acquistare importanza il centro di Luceoli, localizzata nel territorio del comune di Cantiano nei pressi dell'attuale frazione di Pontericciòli (da Pons Luceoli).
Il IV secolo a.C. fu il secolo d'oro degli Ikuvini, lontani dalle battaglie e dagli accanimenti dei Romani e dei Galli.
Questa loro neutralità favorì la pacifica annessione a Roma che li aveva fino ad allora trascurati nella loro marginalità.
Toccò a Caio Flaminio, censore, rendere tangibile la presenza romana creando nel 219 a.C., peraltro su tracciati in parte già esistenti, la validissima arteria appunto chiamata via Flaminia, un collegamento strategico tra Roma e Rimini.
Via che poi successivamente, per opera di Augusto e di Vespasiano, vedrà migliorare il proprio percorso con la costruzione di numerosi manufatti ed imponenti ponti e l'apertura, nel 76 a.C., della galleria del Furlo.
Per questo motivo Luceoli acquisterà notevole visibilità, divenendo così municipio romano, localizzata in prossimità della mutatio "Ad Ensem" nella Tabula Peutingeriana, copia del XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero.

Luceoli e il corridoio bizantino
La Civitas di Luceoli, probabilmente anche sede episcopale indipendente poi estintasi a beneficio della vicina Gubbio, dopo le invasioni devastatrici degli Eruli e dei Goti, aumenta la propria importanza nel divenire un caposaldo del Corridoio bizantino.
Questo, insinuandosi nei territori dei Longobardi di re Alboino, costituiva l'unica alternativa alla Flaminia presidiata nel mantenere in comunicazione i domini bizantini adriatici dell'Esarcato e delle Pentapoli con i Ducati di Roma e di Napoli.
Forse in funzione antilongobarda o per difendersi dalle incursioni dei Saraceni del IX secolo si inizia la fortificazione dei due colli di Colmatrano e di Cantiano posti a nord di Luceoli, intorno ai quali i superstiti della città, definitivamente distrutta nel 1137 dall'imperatore Lotario III, ripiegheranno per dare avvio alla comunità di Cantiano.
La stessa Cantiano, sembra prendere nome da Cante Gabrielli, della omonima famiglia Eugubina che, nel corso del X secolo, ottenne da papa Stefano VII alcuni castelli nell'Italia centrale, tra i quali quello di Luceoli, che fu ribattezzato Cantiano (da Cante).
Il castello e le fortificazioni di Cantiano
Il colle di Colmatrano fu presidiato da una imponente torre alta 24 metri di cui oggi nulla rimane se non le fondazioni; il colle di Cantiano, oggi di Sant'Ubaldo, ospitò la costruzione del castello di cui rimane oggi il muro portante lato nord est, dopo gli importanti restauri a cura dell'amministrazione comunale e buona parte della torre d'angolo denominata Pagella.
Uniti i due colli successivamente da una possente cinta muraria larga 10 m al riparo della quale prosperava il borgo, il Castello di Cantiano assunse una formidabile capacità difensiva.
Sbarrando di fatto la Via Flaminia la sua importanza strategica fu tale che per ogni secolo i potenti se ne disputeranno il possesso.
Dall'obbedienza all'impero del Barbarossa e di Federico II di Svevia, Cantiano passò nel 1244 per atto di quest'ultimo sotto la giurisdizione di Gubbio e nel 1250 sotto il Governo della Chiesa.
Prima di ritornare intorno al 1300 sotto il controllo degli Eugubini, Cantiano visse l'esperienza della "Libera Università" con la quale, grazie a donazioni del conte Gualteruzio Bonaccorsi, la comunità diventava proprietaria ed amministratrice dei beni comuni.
Vennero compilati regolamenti per la conservazione ed il godimento di detti beni, le modalità per affitti e locazioni, la destinazione delle somme ricavate, una parte delle quali veniva destinata agli stipendi del medico e del maestro affinché i loro servizi fossero gratuiti per la comunità.
Il periodo dei Montefeltro
Del Castello di Cantiano - divenuto nella seconda metà del XIV secolo dimora di Gabriello di Necciolo Gabrielli, già Vescovo e Signore di Gubbio, insieme alla sua famiglia - se ne disputarono il dominio anche i Montefeltro di Urbino ed i Malatesta di Rimini, sostenuti per interessi territoriali dai Visconti, signori di Milano e dalla repubblica di Firenze.
La "questione di Cantiano", divenne allora motivo di interesse per quasi tutte le Cancellerie della penisola.
Siamo al 1393 quando, dopo ben nove anni di estenuante assedio, caduta la rocca di Colmatrano ad opera degli armati del conte Antonio II da Montefeltro, si patteggia una pace onorevole.
Il castello di Cantiano seppure invitto ed inespugnato per gloria del suo Signore e difensore conte Francesco di Necciolo Gabrielli e per il coraggio di sua moglie Madonna Filippa, viene ceduto ai Montefeltro durante la cui signoria Cantiano beneficiò di un florido periodo.
Nel 1417 il castello doveva aver ripreso la vecchia efficienza giacché per anni fu il quartier generale dell'esercito di Guidantonio da Montefeltro contro Braccio da Montone (Andrea Fortebraccio Signore di Perugia) che, sotto quelle mura, vide infrante le mire espansionistiche verso la Marca e l'Adriatico.
È ricordata la frase dell'illustre Capitano di ventura nei confronti del Castello di Cantiano: "maledicto arnese de guerra".
Nel 1478 è all'opera e all'ingegno di Francesco di Giorgio Martini, architetto militare di Federico da Montefeltro, che si deve il completo restauro della rocca di Colmatrano, delle mura urbiche e la trasformazione del castello medievale dei Gabrielli in palazzo-fortezza, molto simile per fattura e dimensioni all'attuale rocca Feltresca di Sassocorvaro.
Così il Duca Federico da Montefeltro, rendeva la sua capitale Urbino più sicura verso sud e poneva una degna residenza Ducale sulla strada tra Urbino e Gubbio, seconda capitale del ducato e sua amata terra natìa, dove era morta nel 1472 l'amatissima moglie, la Duchessa Battista Sforza, che in assenza del consorte, si spostava continuamente tra Gubbio e Urbino, affiancata dal cognato conte Ottaviano Ubaldini della Carda, fratello e fido consigliere di Federico, che la assisteva nell'amministrazione ordinaria del ducato.
Loro e l'intero corteo ducale avevano spesso fatto sosta nel castello di Cantiano.
Divenuta allora onorevole terra, Cantiano fino al 1631 seguirà storia e destino del Ducato di Urbino.
Con l'estinzione del Ducato per mancanza di eredi maschi, Cantiano passerà alla Chiesa di Roma e farà parte dello Stato Pontificio fino al 1860, quando apparterrà per annessione al Regno d'Italia.
Altri luoghi di interesse religioso
La Chiesa di S. Anastasia, con annessa casa parrocchiale, è situata al centro del nucleo abitato di Chiaserna (coord. geogr.: 43° 27' 06.82'' N, 12° 39' 46.39'' E), a fianco della strada che da Cantiano risale la valle del Bevano.
Il documento più antico in cui si cita la Pieve di S. Anastasia risale al 1228.
La chiesa venne ristrutturata nel 1838 al posto della vicina antica abbazia di S. Michele, e ingrandita nel 1911 con l'aggiunta della crociera e della cupola.
E' stata di recente restaurata dopo i danni subiti nel terremoto del 1997.
Nell'interno si trovano tre pale d'altare: al centro la Vergine col Bambino e i Santi Francesco, Anastasia e Lucia, a destra la Madonna addolorata e a sinistra S. Michele Arcangelo.
La cupola è affrescata con scene ispirate alla vita di S. Anastasia e con le immagini di Maria Vergine Assunta in cielo e dei quattro evangelisti.
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