Calendario per la semina del basilico: mesi, temperature e tecniche di coltivazione

Il periodo migliore per seminare il basilico dipende dal clima e dal luogo di coltivazione: in semenzaio o in serra si può iniziare tra febbraio e marzo, mentre in pieno campo o in vaso è preferibile attendere aprile, maggio o giugno, quando il rischio di gelate è terminato e le temperature si mantengono sopra i 10 °C.

Il basilico non tollera il freddo, quindi la semina all’aperto deve essere effettuata soltanto quando le temperature si sono stabilizzate; per una germinazione regolare servono condizioni vicine ai 18 °C. In vaso, i semi possono essere posti in terra tra febbraio e marzo, mentre le piantine già sviluppate si possono trapiantare tra aprile e maggio.

Calendario della semina del basilico

PeriodoModalitàCondizioni principali
Febbraio-marzoSemenzaio o serraAmbiente caldo, luminoso e protetto dal freddo
MarzoSemina al copertoCirca sei-otto settimane prima dell’ultima gelata
Aprile-maggioTrapianto o semina in vaso e all’apertoRischio di gelate ormai superato
Maggio-giugnoSemina in pieno campoTemperature miti e terreno stabilizzato
GiugnoSemina diretta all’aperto nelle zone più frescheTemperature diurne stabilmente tra i 23-24° C

La primavera è la stagione migliore per la semina del basilico. In semenzaio è possibile iniziare già a marzo, mentre in pieno campo è preferibile attendere il mese di aprile.

I mesi più indicati per la semina del basilico sono quelli a partire da febbraio-marzo (in semenzaio o in serra) e fino a maggio-giugno (in pieno campo o in vaso). Il momento ideale dipende anche dalla fascia climatica in cui si decide di coltivare.

Il basilico non tollera temperature basse, in campo aperto dovremo avere attenzione ad aspettare le ultime gelate prima della semina o del trapianto, aspettando che la temperatura sia di almeno 10°.

Il momento migliore per seminare il nostro basilico in serra o semenzaio è febbraio-marzo, mentre per la messa in dimora in campo aperto converrà aspettare aprile o maggio a seconda della fascia climatica in cui ci troviamo, quando il clima si sarà stabilizzato.

Semina del basilico e fasi lunari

Il calendario lunare della tradizione contadina suggerisce di effettuare la semina del basilico quando la luna è crescente, così da potenziare l’influsso lunare sull’attività vegetativa della pianta.

Secondo la tradizione contadina in questa fase l’influsso lunare favorisce l’attività vegetativa, tra cui germinazione e sviluppo fogliare. Non ci sono prove scientifiche di questo ma potendo scegliere, tanto vale dar credito a secoli di esperienza contadina.

La semina del basilico ti suggerisco di farla in luna crescente, magari quando ha superata la seconda settimana, da quando ha iniziato a crescere.

Per la semina all’aperto, la tradizione contadina raccomanda di operare in fase di luna calante, ritenuta ideale per favorire lo sviluppo radicale a discapito di una precoce e indesiderata fioritura.

Secondo la credenza contadina si ritiene che, per la buona riuscita del raccolto, sia preferibile seminare in luna calante.

Le indicazioni sulla luna crescente e sulla luna calante appartengono alla tradizione contadina e non costituiscono una condizione indispensabile per la germinazione: per ottenere buoni risultati sono più importanti la temperatura, la luce, l’umidità del substrato e l’assenza di gelate.

Caratteristiche del basilico

Il basilico (Ocimum basilicum), della famiglia delle Lamiaceae, è una specie che ama un clima mite e costante. È estremamente sensibile al freddo, anche se viene tradizionalmente gestita come una pianta annuale.

Il nome scientifico del basilico è Ocymum basilicum, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e Labiatae, ne troviamo diverse varietà, tra cui il basilico genovese, famoso per la sua trasformazione in pesto.

Il basilico è una pianta aromatica annuale dal profumo più o meno dolce o pungente a seconda delle zone, può raggiungere i 60 cm di altezza.

Siamo abituati a pensare al basilico come a una piantina sul balcone, ma in campo può raggiungere un altezza fino a 50-60cm, visto che con un maggior spazio in cui espandere le radici può tirar fuori tutto il suo vigore vegetativo.

A seconda della varietà potremo osservare i suoi piccoli fiori bianchi o viola, al cui interno trovare i piccoli semi fini e allungati dal colore scuro-nero, talmente piccoli da averne anche 500-600 per grammo.

CaratteristicaInformazione
Nome scientificoOcimum basilicum
Famiglia botanicaLamiaceae (Labiatae)
Ciclo di vitaAnnuale
EsposizioneSole
RusticitàNon resistente al gelo
Difficoltà di coltivazioneFacile
Altezza adulta30 cm
Temperatura ottimale15-20 °C
Profondità di semina0.5 cm
Tipo di suoloRicco di humus
Fabbisogno idricoElevato

Quale varietà di basilico scegliere

Prima di seminare dobbiamo scegliere quale tipo di basilico coltivare nel nostro orto. Troviamo circa una cinquantina di varietà di basilico in tutto il mondo, qui ne elenchiamo solo alcune, scegliendo le più diffuse in Italia.

  • Basilico genovese: dalle foglie medio grandi, in assoluto il più classico.
  • Basilico napoletano: foglie grandi, pianta più alta.
  • Basilico foglia di lattuga: pianta alta, foglie grandi.
  • Basilico fino verde: pianta piccola, foglie piccole.
  • Basilico greco a palla o minimum: foglie piccole, forma del cespuglio tonda.
  • Basilico thai: foglie più appuntite, nota di anice nel sapore, venature violette nelle nervature fogliari.
  • Basilico cinnamon: con sentori di cannella, tipologia esotica del Messico.
  • Basilico limone: il sentore di limone rende molto particolare questa varietà.
  • Basilico rosso: dal sapore meno intenso, insolito per via del suo colore.

La distinzione tra le diverse varietà di basilico si basa principalmente sull’analisi della forma della foglia, che può presentarsi liscia, bollosa, arrotondata o appuntita, sulle dimensioni della lamina e sulla colorazione, che spazia dal verde biondo fino al viola intenso, oltre che sulla composizione chimica degli oli essenziali che ne determina l’aroma finale.

Al vertice di questa classifica c’è il celebre basilico genovese, un’eccellenza che ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP).

La differenza tra il basilico genovese e altre tipologie risiede nelle sue foglie di dimensioni medio-piccole, dalla caratteristica forma a cucchiaio, la superficie liscia e una colorazione verde tenue.

Come seminare il basilico al coperto

Per seminare con successo il basilico al coperto, iniziate preparando vasetti individuali riempiti con un terriccio fine e ben drenante. Seminate uno o due semi per vasetto, coprite leggermente con il terriccio e annaffiate delicatamente.

Posizionate i vasetti in un luogo caldo e luminoso, come un davanzale soleggiato, per favorire la germinazione. Mantenete il terriccio umido ma non inzuppato, annaffiando con regolarità ma con moderazione.

Si consiglia di seminare il basilico al coperto in primavera, circa sei‑otto settimane prima dell’ultima gelata. Quando le piantine avranno raggiunto qualche centimetro di altezza, potrete trapiantarle in piena terra o in contenitori più grandi per consentire uno sviluppo completo.

Prestate attenzione a non comprimere troppo il terreno durante la semina, poiché questo potrebbe ostacolare la germinazione. Monitorate regolarmente le piantine per evitare malattie e parassiti e proteggete le giovani piante dalle variazioni di temperatura e dalle correnti d’aria per favorirne una crescita sana.

ParametroValore
Profondità di semina0.5 cm
Tempo di germinazione8 giorni
Temperatura di germinazione18 °C

Preparazione del semenzaio

In semenzaio possiamo usare un terriccio qualsiasi per semine, avendo cura di sceglierlo ben fine, e come contenitore se non abbiamo le classiche vaschette alveolate possiamo riciclare vasetti di yogurt o simili, a patto di forarli sul fondo.

Per seminare il basilico dovrete procurarvi i piccoli semini che si trovano nei fiori bianchi e viola. Questi andranno interrati a una profondità di circa mezzo cm.

I semi di basilico si presentano come minuscoli granelli di colore nero. Per la semina in contenitore, si utilizzano vaschette o piccoli vasi riempiti con un terriccio da semina specifico, fine e preventivamente inumidito.

Per agevolare una distribuzione uniforme dei semi, un antico trucco contadino suggerisce di miscelare la semente con un piccolo quantitativo di sabbia fine all’interno di un bicchiere, procedendo poi a una semina a spaglio sulla superficie del vaso.

Una volta disposti i semi, questi vanno ricoperti con un velo sottilissimo di terra setacciata di 2 millimetri di spessore. Un errore comune consiste nell’interrare troppo la semente, impedendo alla luce di stimolare la germinazione.

La profondità di semina consigliata è di soli 0,5 cm: il seme è molto piccolo e quindi non deve stare molto a fondo.

È sufficiente utilizzare solo una piccola parte dei semi presenti nella bustina, spargendoli in modo uniforme per tutto il vaso.

Dopo aver compattato leggermente il terreno con il palmo della mano per assicurare l’adesione, si procede all’irrigazione utilizzando esclusivamente uno spruzzatore a nebulizzazione fine.

Questo strumento evita che il getto d’acqua sposti o sotterri i semi. Il contenitore va mantenuto in un luogo caldo e luminoso, ma non esposto ai raggi diretti del sole, curando che il substrato resti costantemente umido.

Germinazione e diradamento

La germogliazione dei semi in condizioni ottimali non dovrebbe impiegare più di 15-20 giorni; l’intera durata del ciclo colturale si assesta sui due mesi di tempo.

In condizioni termiche ottimali, la comparsa dei primi germogli avviene in un arco di tempo compreso tra 10-15 giorni.

Per vedere i primi germogli basta poco più di una settimana.

All’incirca due settimane dopo la semina del basilico nasceranno i primi germogli. Le piantine dovranno essere diradate in modo tale da mantenere una distanza di circa 15-20 cm l’una dall’altra, per favorire una crescita corretta e rigogliosa delle piante.

Quando le nuove piantine avranno sviluppato le prime due coppie di vere foglie e avranno raggiunto un’altezza di circa 3-4 centimetri, bisogna procedere con il diradamento.

Questo intervento consiste nell’eliminare i germogli più deboli o filati, lasciando soltanto gli esemplari più vigorosi e rispettando una densità di circa 10-12 piante per metro quadrato nell’orto, oppure isolando i singoli steli nei vasi definitivi.

Se partiamo dal semenzaio ci preoccuperemo di mettere a dimora le nostre piantine di basilico solo quando avranno sviluppato 4-6 foglioline.

Come seminare il basilico all’aperto

Per seminare il basilico all’aperto, è consigliabile farlo in primavera, quando le temperature iniziano a salire. Scegliete una posizione soleggiata con un terreno ben drenato.

Prima della semina, smuovete il terreno e aggiungete del compost organico per migliorarne struttura e fertilità.

I semi di basilico sono molto piccoli e non vanno interrati oltre 0,5 cm di profondità. Distanziate i semi di circa 20 cm per permettere a ogni pianta di svilupparsi correttamente.

ParametroValore
Profondità di semina0.5 cm
Distanza tra le piante20 cm
Distanza tra le file20 cm
Tipo di suoloRicco di humus

Se seminiamo in pieno campo piantiamo subito a una distanza di circa 25/30 cm tra una piantina e l’altra, mettendo un paio di semi ogni buchetta per esser sicuri che qualcosa nasca.

In alternativa, è possibile trapiantare giovani piantine posizionandole a 25 cm sulla fila e tra la fila.

Operare a terreno umido facendo attenzione a non danneggiare le piante che, in questa fase, sono particolarmente delicate.

Per la semina all’aperto, la semina diretta in pieno campo nell’orto è da rimandare al mese di giugno quando le temperature diurne si attestano stabilmente tra i 23-24° C.

Seminare il basilico in pieno campo a spaglio, miscelando i semi molto piccoli con sabbia, poi ricoprire con circa un centimetro di terreno leggero, da mantenere umido fino alla germinazione.

Quando le piantine di basilico avranno emesso 5-6 foglie, diradarle in modo da lasciare 10-12 piante per metro quadrato.

Preparazione del terreno

Se si semina in campo infatti bisognerà lavorare il terreno accuratamente, rendendolo sciolto e drenante con vanga e zappa prima e livellandolo con il rastrello poi.

Bisogna scegliere un sito con terreno soffice, profondo, fertile e dotato di un drenaggio impeccabile.

Qualche settimana prima dell’impianto, è necessario procedere a una accurata zappettatura del suolo, spingendosi a una profondità di circa trenta centimetri per arieggiare la terra e rompere le zolle più compatte.

Durante questa fase di lavorazione, si integra nel terreno del compost maturo o del letame pellettato, che fungeranno da riserva di nutrimento a lento rilascio per l’intera stagione.

Il terreno ideale per il basilico, oltre a essere ricco di sostanze organiche, deve mantenersi umido senza tuttavia che si formino ristagni d’acqua che possono far ammalare la pianta.

Il basilico richiede un terreno ben drenato e ricco di sostanza organica, idealmente leggermente acido o neutro, con un pH compreso tra 6 e 7.

Semina del basilico in vaso

Coltivare basilico in vaso è una delle pratiche più comuni per chi ha la passione per l’orto. Il basilico in vaso, infatti, è molto facile da gestire e permette di raccogliere foglie fresche direttamente dal balcone di casa.

Per iniziare a coltivare basilico in vaso è bene premunirsi di tutto il necessario per permettere alle piante di crescere nel migliore dei modi.

I semi vanno posti in terra tra febbraio e marzo, le piantine tra aprile e maggio.

Considerate con attenzione anche la varietà di basilico che decidete di utilizzare e riservate loro un ambiente ben esposto alla luce del sole a temperature superiori ai 15 °C.

Una volta che avrete recuperato i semi o le piantine, dei vasi con diametro di almeno 20 cm e deciso dove sistemarli, non vi resta altro che cominciare a coltivare il basilico in vaso.

Preparazione del vaso

Iniziate le operazioni tra febbraio e marzo, certi che le temperature si attestino stabilmente sopra i 15 °C anche di notte.

Preparate i contenitori che ospiteranno le piante sistemando sul fondo uno strato di argilla espansa alto circa 4 cm quindi aggiungete terriccio per orticole fino a raggiungere il bordo superiore.

Date dei colpi tutt’attorno al vaso per assestare il terreno e aggiungetene fino a riempire completamente il contenitore.

Scavate una buchetta fonda qualche millimetro al centro del vaso, inserite due o tre semi di basilico al suo interno quindi richiudetela e annaffiate in abbondanza, ma con la dovuta attenzione, evitando di scalzare i semi.

Posizionate il vaso alla luce del sole e continuate ad annaffiare con costanza fino a quando i semi non germoglieranno.

I vasi migliori sono quelli in coccio o comunque forati alla base.

Il substrato ideale deve essere composto da un terriccio universale di ottima qualità, leggero e preferibilmente arricchito con compost maturo, a cui va addizionata una percentuale di sabbia di fiume o perlite per ottimizzare il deflusso idrico.

Sul fondo del vaso è tassativo predisporre uno strato di circa 2 centimetri di argilla espansa per prevenire i ristagni d’acqua, i quali costituiscono la causa primaria del marciume radicale.

Semina, germinazione e diradamento in vaso

Nelle settimane successive mantenete il suolo umido e quando le piante avranno emesso 5 foglie, diradate le piantine eliminando quelle meno sviluppate per favorire la crescita di quella più forte.

Prestate attenzione a non comprimere troppo il terreno durante la semina, poiché questo potrebbe ostacolare la germinazione.

Il primo passo indispensabile consiste nell’effettuare un immediato rinvaso. È necessario separare con estrema delicatezza le piantine, riducendo la densità a un massimo di tre o quattro steli per ogni nuovo contenitore.

Il vaso deve possedere un diametro minimo di 20 centimetri per garantire lo spazio adeguato all’espansione dell’apparato radicale.

Trapianto delle piantine in vaso

Per chi avesse deciso di piantare basilico in vaso partendo da piantine munite di pane di terra, le operazioni sono molto semplici e simili a quelle riportate per la semina.

Da metà aprile in poi, preparate i vasi come descritto in precedenza quindi scavate una buchetta al centro del contenitore: cercate di realizzarla ampia quanto il pane di terra in cui sono cresciute le piantine.

Inserite il basilico all’interno del buco quindi assestate il terreno attorno alla pianta e bagnate il suolo in abbondanza.

Di seguito mantenete il terriccio moderatamente umido, quando la piantina ricomincerà a svilupparsi in altezza potrete essere sicuri che le sue radici hanno attecchito al suolo.

Trapianto del basilico nell’orto

È consigliabile seminare i semi in casa all’inizio della primavera, verso marzo, e trapiantare le piantine all’aperto una volta passato il rischio di gelate.

Il trapianto delle giovani piantine nell’orto deve essere eseguito esclusivamente quando il rischio di ritorni di freddo sia totalmente scongiurato, idealmente durante il mese di maggio, verificando che la temperatura del terreno sia stabilizzata intorno ai venti gradi centigradi.

Le piantine vanno posizionate rispettando una distanza di circa 25-30 centimetri sia sulla singola fila sia tra i filari attigui.

Questa spaziatura è vitale per consentire una corretta circolazione dell’aria tra i fusti, riducendo l’umidità ambientale fogliare che favorisce l’insorgenza di muffe e funghi.

Annaffiature e cure dopo la semina

Dopo aver seminato è fondamentale irrigare il basilico e nei giorni successivi non far mai mancare l’acqua al terreno, seppur senza provocare eccessivi ristagni.

Annaffiate con regolarità, ma senza eccessi, per evitare il marciume radicale.

Il terreno deve essere sempre bagnato, per cui in estate può essere necessario innaffiarlo anche due volte al giorno.

Il momento ideale è alla mattina presto o alla sera tarda, evitando in ogni caso le ore più calde della giornata.

È necessario mantenere il suolo costantemente umido, ma mai inzuppato. È opportuno verificare lo stato di idratazione inserendo un dito nel substrato fino a un centimetro di profondità: se il terreno risulta asciutto, si procede all’apporto idrico, preferibilmente nelle prime ore del mattino e direzionando il flusso direttamente alla base, senza bagnare il fogliame per non favorire lo sviluppo di patologie fungine come la peronospora.

Durante i periodi di siccità estiva, può rendersi necessaria un’irrigazione quotidiana, da effettuarsi rigorosamente nelle ore serali o all’alba, per evitare lo shock termico alle radici e ridurre la dispersione dell’acqua per evaporazione.

Applicare uno strato di pacciamatura a base di paglia o foglie secche intorno alla base della pianta aiuta a preservare l’umidità del suolo, limitare l’escursione termica e contrastare efficacemente la nascita delle erbe infestanti.

Luce, temperatura e protezione

Inoltre, il vaso andrà annaffiato con regolarità e mantenuto al sole, affinché la pianta di basilico sprigioni il suo massimo profumo.

Poiché si tratta di una pianta che ama la luce del sole, è possibile spostare il vaso per posizionarlo nelle zone più luminose, mantenendolo sempre lontano dalle correnti d’aria calde o fredde.

Anche se preferite tenere la vostra piantina in casa, assicuratevi che riceva la luce in modo diretto, quindi se possibile mettete il vaso sul davanzale.

Allo stesso modo, se di notte le temperature tendono a scendere drasticamente, è preferibile spostare la pianta in casa.

La temperatura deve essere controllata: qualora tornasse il freddo notturno si può valutare di coprire con teli di tessuto non tessuto.

Se le temperature dovessero calare, potete coprire il terreno con teli di agritessuto traspirante.

Fate attenzione alle gelate tardive, che potrebbero danneggiare le giovani piante. In caso di rischio di gelo, copritele con un telo protettivo.

Esposizione in vaso

L’esposizione solare deve essere attentamente bilanciata. Sebbene il vegetale ami il calore e la luminosità, un irraggiamento diretto ed eccessivo durante le ore centrali delle giornate estive rischia di bruciare le foglie.

Meglio preferire una collocazione in mezza ombra, dove la pianta possa ricevere la luce solare diretta soltanto al mattino o nel tardo pomeriggio.

Cimatura e prevenzione della fioritura

Eventuali infiorescenze devono essere tagliate; in generale è buona norma cimare il basilico ogni 10 giorni, per prevenire la fioritura e per favorire una produzione di foglie costante e abbondante.

Per favorire la crescita, è importante potare regolarmente il basilico pizzicando le foglie nella parte superiore della pianta. Questo stimola la ramificazione e la produzione di nuove foglie.

Per favorire la crescita delle foglioline, potate le infiorescenze, ossia i fiori che crescono sulla cima della piantina.

Inoltre, l’eliminazione degli scapi fiorali aiuta a prolungare il ciclo vitale del basilico ed evitare che le foglie perdano aromaticità.

Dopo circa un mese è opportuno cimare gli apici vegetativi per stimolare la ramificazione e rendere la pianta più folta.

Ricordate di asportare i fiori di basilico non appena iniziano ad apparire all’apice dei fusti, in questo modo sarà favorito lo sviluppo della vegetazione: usate delle forbici affilate ed effettuate il taglio poco sopra il primo paio di foglie.

Il ciclo vitale del basilico “termina” con la produzione dei fiori. Questo evento determina l’arresto della produzione di nuove foglie, l’indurimento dei fusti e una drastica riduzione del patrimonio aromatico, a causa del trasferimento delle energie e degli oli essenziali verso i semi.

Raccolta del basilico

Si consiglia di raccoglierlo prima della fioritura. Il periodo ideale è l’estate, quando le foglie sono ben sviluppate.

Per raccogliere il basilico, tagliate i fusti appena sopra una coppia di foglie. Evitate di rimuovere più di un terzo della pianta alla volta, così da non comprometterne la crescita futura.

La raccolta delle foglie di basilico deve essere effettuata con gradualità, al momento del bisogno, tagliandole con tutto il picciolo.

La parte più pregiata e ricca di sostanze aromatiche è rappresentata dagli apici vegetativi delle ramificazioni laterali.

La raccolta delle foglie deve essere eseguita con gradualità, preferibilmente al mattino presto, momento in cui la concentrazione di oli essenziali è ai massimi livelli e il profumo risulta più intenso.

Quando finalmente la piantina diventerà verde e rigogliosa, abbiate cura di raccogliere prima le foglie o i rametti in cima.

Una volta che le piante avranno raggiunto circa i 25 cm di altezza, iniziate a raccogliere il basilico con parsimonia, ad ogni raccolto asportate un terzo della vegetazione totale e attendete che la pianta riprenda a vegetare prima raccogliere nuovamente.

Tagliate le foglie aiutandovi con una forbice, solo così potrete essere sicuri di non danneggiare il basilico.

Come conservare il basilico

Il basilico fresco si conserva per circa una settimana. Per una conservazione più lunga, potete congelarlo o essiccarlo.

Conservazione in acqua

Se destinate al consumo a breve termine, i rametti possono essere conservati per un paio di giorni immergendo i fusti in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, come si farebbe con un mazzo di fiori, evitando la refrigerazione, che causerebbe l’annerimento delle lamine fogliari.

Conservazione in freezer

Per una conservazione prolungata, il congelamento rappresenta la tecnica migliore per preservare intatte le proprietà organolettiche: le foglie vanno lavate, asciugate perfettamente con estrema delicatezza, e riposte in freezer all’interno di sacchetti ermetici o sbollentate per pochissimi secondi.

Basilico a cubetti

Un’alternativa eccellente consiste nel tritare finemente il basilico fresco, miscelarlo con dell’olio d’oliva di buona qualità e congelare il composto all’interno degli stampi per i cubetti di ghiaccio, ottenendo delle monoporzioni pronte all’uso.

Conservazione sott’olio

Infine, la conservazione sottolio si rivela ottima: si stratificano le foglie asciutte con un pizzico di sale all’interno di un barattolo di vetro sterilizzato, ricoprendo interamente con olio d’oliva ed eliminando accuratamente le bolle d’aria.

Questo metodo garantisce la disponibilità di foglie profumate e, contemporaneamente, produce un olio aromatico di altissimo pregio per il condimento delle pietanze.

Essiccazione

L’essiccazione, sebbene praticabile, viene generalmente sconsigliata in quanto determina la perdita quasi totale delle componenti volatili del profumo.

Come proteggere il basilico dal freddo

Il basilico è una pianta che non supera la stagione fredda; per questa ragione può essere molto interessante lasciar fiorire una delle piante di basilico al fine di raccoglierne i semi.

Quando le temperature scendono sotto i 10-12 °C, il basilico soffre moltissimo: è una pianta tropicale che non tollera il freddo e muore al primo gelo.

Per farlo durare a lungo anche in autunno e inverno, bisogna proteggerlo adeguatamente.

  • Spostamento all’interno, prima che arrivino i primi freddi notturni.
  • Scegliere una stanza calda, tra i 18 °C e i 22 °C, e priva di correnti d’aria fredda.
  • Massima luminosità, posizionare sul davanzale di una finestra esposta a sud o a ovest.
  • Riduzione delle annaffiature, poiché in casa l’evaporazione è minore.

In inverno la luce solare è più debole e il basilico ne ha un disperato bisogno per non farsi aggredire dai parassiti.

Bagnare il terreno solo quando risulta completamente asciutto al tatto, sempre evitando i ristagni d’acqua nel sottovaso.

Nelle regioni del Nord Italia, la coltivazione in vaso offre il considerevole vantaggio di poter spostare la struttura in un ambiente interno e protetto all’arrivo dell’autunno, prolungando la raccolta delle foglie.

Fino all’avvento della stagione fredda la pianta continua a produrre vegetazione che potrete raccogliere; quando, però, le temperature scendono eccessivamente inizierà a perire in modo del tutto naturale.

Se volete continuare a raccogliere, potete coltivare il basilico in vaso in inverno: riparandolo all’interno della vostra abitazione potrete assicurargli le temperature e la luce adatte ma raramente le piante superano l’anno di vita e rimangono pienamente produttive.

Raccolta e conservazione dei semi

I semi infatti, una volta secchi, possono essere raccolti, conservati all’interno di una busta e riutilizzati l’anno successivo per produrre nuove piantine di basilico.

Se vogliamo conservare la semente da un anno all’altro sono proprio questi che dovremo raccogliere.

La durata germinativa dei semi di quest’aromatica può arrivare a 4-5 anni, se i semi saranno conservati al buio e al fresco.

La conservazione dei semi può arrivare a 5 anni.

Malattie, muffe e parassiti

Monitorate regolarmente le piantine per evitare malattie e parassiti e proteggete le giovani piante dalle variazioni di temperatura e dalle correnti d’aria per favorirne una crescita sana.

Poiché si tratta di una pianta che ama la luce del sole, è possibile spostare il vaso per posizionarlo nelle zone più luminose, mantenendolo sempre lontano dalle correnti d’aria calde o fredde.

Bisogna fare attenzione anche ad un’eccessiva umidità, poiché genera muffe: è per questa ragione che bisogna evitare di tenere piantine troppo ravvicinate in uno stesso vaso.

In questi casi è sufficiente trapiantare alcune di queste piantine in un altro recipiente.

Sebbene piuttosto robusto, anche il basilico è soggetto a funghi e parassiti.

Se il gambo si annerisce e le foglie iniziano a cadere, si tratta solitamente di una malattia fungina nota come fusariosi.

Per prevenire il suo insorgere bisogna evitare i ristagni idrici, irrigare il terriccio senza bagnare le foglie ed evitare eccessi di concime di origine animale.

Anche la peronospera - Phytophthora infestans - è un’altra malattia fungina che può aggredire il basilico.

Si manifesta con macchie nere sulle foglie e da una muffetta scura. Anche in questo caso evitare ristagni idrici è la miglior prevenzione.

Moltiplicazione alternativa alla semina

La moltiplicazione può avvenire per semi o per talea.

Per riprodurre il basilico si può anche decidere di ricorrere alla talea, a patto di avere una piantina da cui partire.

Si può fare talea sia partendo da un rametto che da una semplice foglia.

noimgs

tags: #calendario #semina #basilico