L’Altare della Confessione nel Battistero Lateranense si comprende nel contesto del più antico battistero monumentale di Roma, dedicato a San Giovanni in Fonte e strettamente collegato alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Il Battistero fu edificato nel IV secolo da Costantino, insieme alla basilica, su una villa del I secolo e su un edificio termale del II, come luogo di culto per la comunità cristiana.
Il Battistero lateranense, adiacente alla Basilica di San Giovanni in Laterano, è il primo Battistero costruito subito dopo la libertà di culto concessa ai cristiani nel 313 d.C. dall’imperatore Costantino. Parte integrante del complesso del Laterano e della residenza dei Pontefici, il Battistero rimase sempre operante e con un ruolo centrale nella vita della Roma cristiana.
Il contesto storico del Battistero Lateranense
Benché sia fantasiosa la narrazione del battesimo di Costantino amministrato da papa Silvestro, è certo che l'imperatore volle personalmente che a fianco della basilica sorgesse il monumentale battistero. Costantino si battezzò solo in punto di morte, nell’anno 337.
Quello Lateranense è il primo battistero cittadino ed è stato, come la basilica stessa, modello per tutti gli altri battisteri antichi, almeno della penisola italiana. Il battistero di san Giovanni in Fonte, detto anche lateranense, è uno dei più antichi battisteri della cristianità, fatto costruire dall’imperatore Costantino (306 - 337) su un ninfeo di proprietà della famiglia Laterani.
Il Battistero lateranense sorge su un impianto termale di epoca romana, risalente alla fine del II secolo d.C. e facente parte di una delle ville romane che sorgevano in questa zona. Fu edificato nel IV secolo da Costantino, insieme alla Basilica di San Giovanni in Laterano, su una villa del I secolo e su un edificio termale del II, come luogo di culto per la comunità cristiana.
Nell’arco di circa trecento anni, nell’impero romano si erano avute ben dieci persecuzioni cruente contro i cristiani. Proviamo ad immaginare l’esultanza dei cristiani del IV secolo quando, finalmente, poterono professare la fede nel Signore Gesù e battezzare i propri figli senza essere perseguitati.
Dalle acque correnti al battistero monumentale
I primi cristiani di Roma si battezzarono nel Tevere, come ricorda Tertulliano, esattamente come in ogni regione della Chiesa antica dove si utilizzava l’acqua corrente e “viva”, soprattutto quella dei fiumi. Fin dal primo secolo, a Roma, i battesimi si celebravano in prossimità di sorgenti o acque correnti; Tertulliano, avvocato romano del II sec. d.C., convertitosi al cristianesimo, ci informa che Pietro a Roma battezzava nel Tevere (cfr. De baptismo 2,3).
Ma presto la comunità sentì il bisogno di luoghi propri, coperti e abbelliti da immagini cristiane, perché la vita comunitaria bisogno di luoghi fisici in cui potersi incontrare e celebrare. Insomma i battisteri più antichi, come quello di Dura Europos in Siria, della metà del III secolo circa, non nacquero come una concessione di un potere esterno, ma dalla vita stessa dei cristiani e dalla loro necessità di esprimere la fede in luoghi adatti, con parole, segni, canti e con un’adeguata espressione artistica.
L’imperatore Costantino fece costruire il Battistero a forma circolare, che venne inaugurato in un anno tra il 320 e il 325 d. C. In seguito, Papa Sisto III (432 - 440) cambiò la forma in ottagonale, come la possiamo ammirare ancora oggi.
La forma ottagonale e il significato dell’ottavo giorno
Nell’architettura romana l’idea del cerchio rappresentava la perfezione e, solitamente, i mausolei avevano forma circolare, ricordiamo, per esempio, il mausoleo dell’Imperatore Adriano (l’attuale Castel sant’Angelo) e il Mausoleo di Costanza sulla via Nomentana, a Roma.
La forma ottagonale rappresenta il giorno della Risurrezione, il Risorto appare agli Apostoli all’ottavo giorno, “il primo dopo il sabato” (Gv 20,19). Con il simbolismo dell’ottagono si voleva sottolineare che con il battesimo si entrava nel nuovo tempo, nel tempo inaugurato dalla Risurrezione di Cristo.
L’ottavo giorno è anche il giorno della nuova creazione, dove l’uomo entra in possesso realmente della vita eterna, anche se non ne ha ancora il pieno possesso. Le otto colonne, come gli otto lati dell’edificio, rimandano al significato mistico del giorno ottavo.
Il Battistero è a pianta ottagonale, con copertura a cupola sorretta da due ordini di colonne. La pianta ottagonale, ancora leggibile nella struttura attuale, organizza lo spazio centrale del fonte e le cappelle disposte intorno all’edificio.

Il rito battesimale e la funzione dell’altare
In questo luogo, i catecumeni pronunciavano la triplice formula di rinuncia alle tentazioni, al peccato e al diavolo. Seguiva poi la pronuncia del triplice assenso espresso attraverso la parola: “credo”, il catecumeno diceva «si» a Dio Padre creatore, a Gesù Cristo unigenito Figlio di Dio, alla Chiesa.
I catecumeni si voltavano ad occidente per fare la rinuncia a Satana e poi si giravano verso oriente per fare la professione di fede. Ad ovest il sole tramonta, questa direzione diventava il simbolo delle tenebre, mentre ad est il sole sorge, ed in tale direzione il catecumeno si volgeva per diventare figlio di Dio.
Il battesimo avveniva per immersione. Venivano tutti rivestiti delle vesti bianche e, poi, dopo l’invocazione dello Spirito Santo, ricevevano la cresima. Successivamente, i neofiti uscivano dal Battistero per entrare in basilica e celebrare l’Eucaristia.
Il rito del Battesimo avveniva durante la notte di Pasqua. In questo percorso liturgico, l’altare e lo spazio destinato alla celebrazione si collegavano simbolicamente al fonte battesimale, alla proclamazione della fede e al passaggio dei neofiti verso la basilica.
Nel Battistero Lateranense il centro dell’edificio è occupato dal fonte battesimale, mentre le cappelle e gli altari collocati lungo il perimetro completano l’organizzazione liturgica dello spazio. L’Altare della Confessione deve essere letto all’interno di questo insieme architettonico e rituale, nel quale il battesimo, la professione di fede e la celebrazione eucaristica formavano un unico itinerario cristiano.
Il fonte battesimale e i cervi
Al centro di un recinto circolare cinquecentesco è posto il fonte battesimale: un’urna di basalto verde con copertura in bronzo opera di Ciro Ferri (1634-1689). La vasca è posta tra otto colonne di porfido rosso, donate sempre da Costantino, che sorreggono l’architrave a otto lati in marmo bianco.
La vasca battesimale che è al centro del Battistero non è originaria, ma è un manufatto di età romana, in basalto verde. Il fonte battesimale, una vasca di basalto verde - probabilmente usata per il rito del battesimo ad immersione, è posta la centro dell’edificio racchiusa da una balaustra in marmo che corre internamente all’ottagono composto dai due ordini delle colonne.
Le sette fontane d’argento in forma di cervi, che nell’antichità ornavano la vasca battesimale, poi trafugate dai barbari, sono oggi ricordate da due statue di cervi di bronzo in atto di bere alla sorgente, poste nel 1967 da Papa Paolo VI.
L’imperatore Costantino aveva ornato la vasca battesimale con sette fontane d’argento in forma di cervi dalle cui bocche usciva l’acqua. A ricordo dei sette cervi d’argento rubati dai barbari, il pontefice Paolo VI, nel 1967, fece adornare la vasca con due statue di cervi in bronzo, in atto di bere alla sorgente, esplicito è il richiamo al Salmo 42, 2: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio”.

Le colonne, l’architrave e l’iscrizione battesimale
Al centro, si trova un anello di otto colonne di porfido con capitelli corinzi che sorregge un architrave, sempre ottagonale. Al di sopra è un secondo ordine di colonne più piccole, in marmo bianco.
La vasca è posta tra otto colonne di porfido rosso, donate sempre da Costantino, che sorreggono l’architrave a otto lati in marmo bianco. L’edificio è a pianta ottagonale, forma probabilmente originaria dell’epoca di Costantino, con copertura a cupola, sorretta da due ordini di colonne: quello inferiore composto da otto colonne di porfido rosso, alte 6,3 metri; dell’epoca Sergio III, con capitelli compositi su cui corre una trabeazione marmorea, su cui sono incisi versi celebrativi del battesimo.
L’ordine superiore invece fu fatto realizzare invece da Innocenzo X (1644 - 1655) con otto colonne più sottili, in marmo bianco, anch'esse architravate che sorreggono un tiburio ottagonale, la cupola con finestre ovali e la sovrastante lanterna.
Papa Sisto III, su ogni lato dell’architrave, fece iscrivere una catechesi in otto versi sul battesimo. Il testo collega l’acqua alla rinascita spirituale, alla purificazione dal peccato, all’unità della Chiesa e alla speranza del regno dei cieli:
“Nasce da questo seme divino un popolo da santificare che lo Spirito fa nascere da quest’acqua fecondata. Immergiti, peccatore, nel sacro fiume per essere purificato. L’acqua restituirà nuovo quello che avrà accolto vecchio. Non c’è più distanza tra coloro che rinascono, una sola fonte, un solo Spirito, una sola fede (li) uniscono.
La madre Chiesa partorisce verginalmente in quest’acqua i figli che concepì per ispirazione di Dio. Se vuoi essere innocente purificati in questo lavacro sia che ti opprima la colpa paterna (di Adamo), sia la tua. Questa fonte è la vita e lava tutto il mondo, prendendo principio dalle ferite di Cristo.
Sperate nel regno dei cieli voi rinati a questa fonte. La vita felice non riceve coloro che sono nati una sola volta. Né qualunque numero o forma dei propri peccati atterrisca: chi è nato a questo fiume sarà santo”.
Le trasformazioni architettoniche
Venne quasi completamente ricostruito sotto il papa Sisto III (432 - 440) che aggiunse tra l’altro l’atrio a forcipe con due colonne di porfido; il papa Ilaro (461 - 468) ricopri di mosaici i catini absidali, di cui oggi ne rimane uno solo.
Durante il pontificato di Ilaro (461 - 468), il Battistero fu impreziosito da tre cappelle che si aprivano su tre lati. La cappella dedicata a S. Giovanni Battista, sul lato ovest, ha forma ovale e volta a cupola, portale con due colonne di porfido su basi di marmo bianco e capitelli corinzi a sostegno della architrave in marmo bianco.
Negli anni del Pontificato di Sisto III (904-911) venne realizzato, all’interno, il primo ordine di colonne disposte ad ottagono. Nel 1540 venne sostituita la cupola originaria con il tiburio, negli anni 1629 - 35 fu oggetto di un primo restauro sotto la direzione d9i Domenico Castelli.
Nel 1657 fu Francesco Borromini ad aggiungere il fregio esterno a coronamento del tiburio con gli elementi araldici del papa Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655 - 1667). Il fregio esterno, del 1657, decorato con gli stemmi della famiglia Chigi, è opera di Francesco Borromini.
L’esterno e l’ingresso antico
Di particolare interesse è l’antico ingresso con un frammento di architrave romano. All’ingresso, le porte bronzee, realizzate alla fine del secolo XII, da Pietro e Uberto da Piacenza.
Il fregio esterno completa il coronamento del tiburio e introduce, già dall’esterno, la complessa stratificazione storica dell’edificio. La presenza del frammento di architrave romano nell’ingresso richiama le origini antiche dell’area e il riuso di elementi appartenuti a edifici precedenti.
Le cappelle del Battistero
Cappella di San Giovanni Battista
La cappella dedicata a S. Giovanni Battista, sul lato ovest, ha forma ovale e volta a cupola, portale con due colonne di porfido su basi di marmo bianco e capitelli corinzi a sostegno della architrave in marmo bianco.
Sopra l'altare, un tabernacolo composto da due colonne scanalate a spira di serpentino con basi e capitelli dorati e un'architrave di marmo bianco. Sulla volta e sulle pareti pregevoli affreschi in stile tardo-manierista.
Cappella della Santa Croce
La cappella della Santa Croce, sul lato nord, fu eliminata nel 1586 da Sisto V per costruire la loggia sulla facciata settentrionale.
Cappella di San Giovanni Evangelista
La cappella del lato est, dedicata a S. Giovanni Evangelista, conserva la sua forma originaria a croce greca con mosaico centrale. Una nicchia sull'altare ospita la statua di bronzo del santo a opera, nel 1772, di Luigi Valadier.
Sulla volta e sulle pareti pregevoli affreschi in stile tardo-manierista. La presenza dell’altare, della nicchia e della statua mostra come le cappelle laterali contribuiscano alla dimensione devozionale del complesso, oltre alla funzione battesimale del corpo centrale.
Cappella di San Venanzio
Particolarmente di rilievo la Cappella di San Venanzio, con soffitto ligneo del XVI secolo e mosaici bizantini nell’arco trionfale dell’abside. Al centro del soffitto, un ovale con la Vergine Assunta con stelle.
Il timpano con quattro colonne e i sepolcri cardinalizi sono di Carlo Rainaldi, mentre le sculture sono opera di Jacopo Antonio Fancelli, allievo ed aiuto del Bernini, e il ritratto e i puttini di Paolo Naldini.
Decorazione interna e immagini
Sulle pareti, in alto, copie moderne di opere di Andrea Sacchi con storie di Giovanni Battista e, in basso, affreschi con storie di Costantino, opere di Andrea Camassei, Giacinto Gimignani e Carlo Maratta.
La decorazione riunisce quindi episodi legati a Giovanni Battista, al battesimo e alla figura di Costantino, disponendoli in rapporto con il fonte centrale e con gli spazi destinati alla celebrazione. I mosaici, gli affreschi, le colonne, le iscrizioni e le opere scultoree rendono leggibile la continuità tra la funzione liturgica e la storia monumentale del Battistero.
Visita audio guidata del Battistero
Il rapporto tra battistero, basilica e Altare della Confessione
Il Battistero fu costruito accanto alla Basilica di San Giovanni in Laterano e rimase parte integrante del complesso del Laterano e della residenza dei Pontefici. I neofiti uscivano dal Battistero per entrare in basilica e celebrare l’Eucaristia.
Questo collegamento spiega la funzione dell’Altare della Confessione nel percorso complessivo: il fonte segnava l’ingresso sacramentale nella comunità cristiana, mentre la basilica costituiva il luogo della celebrazione eucaristica e della piena partecipazione alla vita liturgica.
Nel Battistero Lateranense la centralità del fonte battesimale, la disposizione ottagonale, la presenza delle cappelle e la continuità con la basilica definiscono una sequenza spaziale e simbolica unitaria. La descrizione dell’Altare della Confessione va pertanto riferita all’insieme del complesso, nel quale l’architettura sostiene il significato del battesimo come morte al peccato, rinascita e ingresso nel nuovo tempo inaugurato dalla Risurrezione di Cristo.
Struttura e principali elementi
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Dedica | San Giovanni in Fonte |
| Fondazione | IV secolo, sotto l’imperatore Costantino |
| Forma | Pianta ottagonale |
| Fonte | Urna di basalto verde con copertura in bronzo |
| Colonne inferiori | Otto colonne di porfido rosso |
| Colonne superiori | Otto colonne più sottili in marmo bianco |
| Decorazione esterna | Fregio del 1657 di Francesco Borromini con gli stemmi della famiglia Chigi |
| Cervi | Due statue di bronzo poste nel 1967 da Papa Paolo VI |
| Cappelle | San Giovanni Battista, Santa Croce, San Giovanni Evangelista e San Venanzio |
Conservazione della memoria battesimale
Il Battistero rimase sempre operante e con un ruolo centrale nella vita della Roma cristiana. La vasca, le otto colonne, l’architrave con i versi sul battesimo, le cappelle e le immagini formano un sistema nel quale la memoria delle origini cristiane è conservata attraverso l’architettura e la liturgia.
Le sette fontane d’argento non sono più conservate, ma la loro presenza è ricordata dai cervi bronzei. Il fonte di basalto verde non è originario, ma mantiene il rapporto con l’antico rito del battesimo per immersione e con il simbolismo dell’acqua come sorgente di rinascita.
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