Arte del Battesimo di Cristo: iconografia, significati e capolavori

Il Battesimo di Cristo è uno dei temi più antichi e persistenti dell’arte cristiana: la scena raffigura Gesù sulle rive del Giordano, Giovanni Battista che versa o impone l’acqua sul suo capo, la colomba dello Spirito Santo e, in molti casi, la manifestazione della voce del Padre. L’immagine non rappresenta soltanto un episodio evangelico, ma rende visibile la prima manifestazione del Dio Uno e Trino nelle persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il Battesimo del Cristo appare molto presto nell’arte cristiana ed anzi, a tutt’oggi, un affresco dell’area di Lucina del complesso callistiano con questo tema, datato ai primi decenni del III secolo, rappresenta la più antica espressione figurativa propriamente cristiana. Il tema del Battesimo di Cristo che la Chiesa celebra nella domenica successiva all’Epifania ha ispirato generazioni di artisti dai primi secoli del Cristianesimo ad oggi.

Il significato evangelico del Battesimo di Cristo

Il Vangelo racconta che sulle rive del Giordano Gesù si presenta da Giovanni per farsi battezzare. Uscito dall’acqua sopra di lui scende la colomba dello Spirito Santo e si ode una voce celeste “Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.

Alla prima Epifania trinitaria, ovvero alla prima manifestazione del Dio Uno e Trino nelle persone del Padre, Figlio e Spirito Santo, i pittori hanno dedicato nelle varie epoche alcune delle più belle pagine della storia dell’arte sacra cristiana. Il battesimo non è solo l’atto misericordioso che lava via i peccati, ma è il sacramento che immette il cristiano nella comunità di Dio, venendo consacrato in Spirito Santo e fuoco.

Di tutto ciò gli esegeti, i grandi pensatori e gli artisti del passato ne sono stati ben consapevoli, e ci hanno lasciato testimonianza, scritta o visiva, del Battesimo del Salvatore come porta di accesso alla vera vita cristiana. Grande la ricchezza iconografica che i capolavori di ogni tempo, da Oriente ad Occidente, offrono alla contemplazione di questa pagina del Vangelo.

Dalle catacombe alle prime immagini cristiane

Di lì a qualche anno, la semplice scena che vede il Battista e il Cristo presso il Giordano quando la colomba dello Spirito sopraggiunge per connotare l’evento evangelico e per distinguerlo dal semplice battesimo dei neofiti, si diffonde nei cubicoli dei sacramenti, sempre nell’area callistiana, ma anche nei sarcofagi romani, sempre del secolo III, come in quelli della Lungara e di Santa Maria Antiqua.

In tutti questi casi, la scena viene associata a temi di intuitivo significato battesimale, con riguardo speciale per i prodigi del diluvio universale e dell’acqua che Mosè fa sgorgare per gli israeliti, secondo uno schema che verrà replicato con la rappresentazione del miraculum fontis, provocato da Pietro nel carcere mamertino. Ma la scena si lega anche al dialogo del Cristo con la Samaritanaal pozzo o alla più semplice ma suggestiva figura del pescatore.

Questo giro di esperienze figurative, tenute unite dal leitmotiv dell’elemento-acqua rimbalza anche negli edifici di culto e, in particolare, nella domus ecclesiae di Dura Europos sull’Eufrate, dove un elementare programma decorativo, riservato all’ambiente battesimale, oltre alle scene delle donne al sepolcro e dello scontro tra Davide e Golia, emerge un piccolo gruppo figurativo che associa la guarigione del paralitico di Bethesda e l’episodio di Pietro salvato dai flutti.

Mentre, nella lunetta di fondo il peccato dell’origine e la figura del buon pastore alludono direttamente al lavacrum dell’iniziazione. Il motivo dell’acqua collega quindi il Battesimo di Cristo a una vasta rete di immagini bibliche: il diluvio, l’acqua fatta scaturire dalla roccia, la guarigione presso la piscina, il salvataggio dalle acque e la rinascita spirituale.

Affresco paleocristiano del Battesimo di Cristo

Ravenna: il Battesimo nei mosaici dei battisteri

Spostiamoci a Ravenna, nel complesso della cattedrale voluto nella città altoadriatica dal vescovo Ursus tra il IV e il V secolo: l’episcopio ursiano fu presumibilmente dotato subito di un battistero, poi rinnovato, secondo il Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis del protostorico d’Andrea Agnello (IX secolo) dal vescovo Neone (451-473).

Al suo intervento vanno presumibilmente riferiti i mosaici che decorano la grande cupola costruita per mezzo di tubi fittili, che compongono una doppia fila di anelli concentrici e degradanti. Lo zenit della cupola è occupato da un medaglione che accoglie, su un fondo aureo, il battesimo del Cristo, attorniato da una fascia costellata dalla teoria dei dodici apostoli organizzati in un corteo solenne, mentre offrono le corone del trionfo con le mani velate.

Il Battesimo di Cristo, fine IV-inizio V secolo, mosaico della cupola del Battistero degli Ortodossi (o Neoniano), Ravenna. In questa composizione il medaglione centrale con Cristo e Giovanni Battista è inserito in una struttura circolare che valorizza il carattere cosmico e liturgico dell’evento.

In età teodoriana (493-526) presso la cattedrale ariana fu innalzato un battistero che, al tempo della riconquista bizantina, sarà di nuovo consacrato al culto ortodosso, secondo la stessa dinamica che interesserà la basilica palatina di Sant’Apollinare Nuovo. Il battistero degli Ariani appare più spoglio, in quanto privato dei marmi e di una porzione di mosaici, in parte recuperati durante gli scavi del secolo scorso.

È rimasto intatto il decoro musivo della cupola, rappresentato da un clipeo centrale ancora con il battesimo del Cristo, attorniato dalla teoria dei dodici apostoli guidati da Pietro e Paolo che si dirigono ai lati del trono vuoto dell’Etimasia, scena che vuole sottolineare, da un lato, la sovranità del Cristo proiettata nella sua Resurrezione e, dall’altro, per paradosso, la fisicità di Gesù e della sua morte violenta, in perfetta coerenza con il pensiero ariano.

OperaDatazioneTecnica e luogo
Battesimo di Cristo nel Battistero degli Ortodossifine IV-inizio V secolomosaico della cupola, Ravenna
Battesimo di Cristo nel Battistero degli ArianiVI secolomosaico della cupola, Ravenna

Gli elementi dell’iconografia battesimale

Spesso esiguo il numero dei personaggi rappresentati attorno ai protagonisti: Gesù, il Battista, lo Spirito Santo e la voce del Padre. La composizione può essere essenziale, ma ogni elemento possiede un significato preciso e contribuisce a rendere visibile il mistero della Trinità.

La presenza del Padre

“Nell’arte paleocriistiana e bizantino ortodossa - spiega Emanuela Fogliadini - Dio viene rappresentato con una mano o attraverso i raggi di luce che scendono dal cielo. L’arte occidentale, in particolare quella rinascimentale, lo rende presente attraverso l’aspetto di un vegliardo”.

La mano dal cielo, i raggi luminosi e la figura del Padre costituiscono soluzioni diverse per rappresentare una presenza che non appartiene direttamente allo spazio terrestre della scena. Nelle opere occidentali del Rinascimento, il Padre può invece assumere una forma antropomorfa e inserirsi nella composizione come parte esplicita dell’apparizione trinitaria.

La colomba dello Spirito Santo

La colomba dello Spirito Santo è l’elemento che distingue il Battesimo di Cristo dal semplice battesimo dei neofiti. Il suo asse verticale con la figura di Gesù sottolinea che l’acqua del Giordano non è soltanto un elemento naturale, ma il luogo della manifestazione divina.

Il gesto da lui compiuto è reso ancora più sacro dalla presenza dello Spirito Santo che scende ancora una volta sotto forma di colomba. La colomba pasquale, collocata sopra Cristo, può inoltre essere associata alla vittoria sulla morte e alla pace.

Il Giordano e il paesaggio

Anche il Giordano assume caratteri differenti a seconda dei contesti geografici: “nel mondo orientale abbiamo la personificazione del fiume, desunta dalla tradizione figurativa greca. Il Giordano è sovente popolato di pesci o delfini e sulle sponde ci sono personaggi vari come gli angeli che attendono Cristo per asciugarne il corpo, i committenti vestiti in abiti sontuosi, o i discepoli di Giovanni divenuti in seguito apostoli di Gesù”.

Il fiume può dunque essere rappresentato come una vera figura animata, con caratteristiche antropomorfe, oppure come un elemento paesaggistico più realistico. La sua presenza conserva comunque il valore simbolico dell’acqua come strumento di purificazione, immersione e rinascita.

L’immersione e l’aspersione

Centrale e affascinante la figura di Cristo che nei primi secoli presenta i tratti di un giovane, imberbe. “La notevole differenza di età rispetto al Battista non corrisponde alla verità storica del Vangelo, ma ha una valenza simbolica: è il Figlio di Dio, immerso nell’acqua nelle raffigurazioni del primo millennio e negli orienti cristiani”.

Nell’Occidente la pratica del battesimo per aspersione trova un’eco anche nell’arte: “Il corpo di Gesù esce sempre di più dal Giordano. Il fiume è ridotto quasi ad un rigagnolo come nel celebre capolavoro di Piero della Francesca”.

La mano che il Battista impone nell’arte antica cede il passo al gesto dell’aspersione rappresentato dall’acqua versata sul capo attraverso una ciotola. Se nei primi secoli del cristianesimo è evidente il richiamo alla fisicità maschile del Figlio di Dio, si pensi ai mosaici della cupola del Battistero degli Ariani a Ravenna realizzati tra V e VI secolo, successivamente prende piede una rappresentazione più pudica con il Cristo coperto da un panno anche quando si immerge nel fiume.

Iconografia del Battesimo di Cristo Giordano colomba

Oriente e Occidente a confronto

Dalle pitture delle catacombe risalenti al IV secolo fino ai nostri giorni. Ampio l’arco cronologico preso in esame da François Bœspflug ed Emanuela Fogliadini nel volume “Il Battesimo di Cristo nell’arte”, edito da Jaca Book: stili, epoche, aree geografiche e confessioni diverse attorno ad un tema ricco di stimoli e spunti teologici.

La ricchezza del cristianesimo Oriente e Occidente sono posti a confronto dagli autori, fondatori della Academy for Christian Art: “Nel lavoro che portiamo avanti - spiega Emanuela Fogliadini - prestiamo particolare attenzione alle molteplici espressioni dei cristianesimi. L’approccio degli orienti e degli occidenti - al plurale perchè nel volume si da spazio a varie confessioni - è differente e la differenza è una grande ricchezza per comprendere sottolineature teologiche e liturgiche proprie di ogni tradizione. Dal confronto e dal dialogo emerge la ricchezza del cristianesimo”.

Le differenze tra Oriente e Occidente riguardano il rapporto tra il corpo e l’acqua, la rappresentazione del Padre, il ruolo degli angeli, la presenza del fiume personificato e il grado di pudore nella raffigurazione del corpo di Cristo. La varietà delle soluzioni non modifica il nucleo dell’episodio, ma ne mette in evidenza aspetti teologici e liturgici differenti.

Il Battesimo di Cristo di Manuele Panselinos

Particolarmente significativi sono gli affreschi realizzati da Manuele Panselinos nei primi anni venti del XIV secolo all’interno della chiesa di Protaton sul Monte Athos in Grecia. La composizione è suddivisa in più tappe: sulla sinistra la figura di Cristo di dimensioni maggiori rispetto ai peccatori che con lui attendono di immergersi nel fiume.

Rarissima la scena dei bambini che giocano e ricordano il sacrificio degli innocenti. Al centro il cuore del racconto evangelico: il Battista non guarda il Cristo, ma il cielo da cui discendono la colomba dello Spirito Santo e la mano di Dio.

Ampio risalto è dato dal celebre iconografo alla natura, con i delfini che nuotano in mezzo alle acque, probabilmente osservati nei pressi della sacra montagna. Sulla destra le figure degli angeli che attendono con i teli il Figlio di Dio.

La scena amplia quindi l’episodio evangelico attraverso una serie di episodi e figure secondarie: i penitenti in attesa, i bambini, gli animali del fiume e gli angeli con i teli. L’immagine del Battesimo diventa così anche una meditazione sulla comunità, sull’attesa e sulla partecipazione alla salvezza.

Il Battesimo di Cristo nella pittura del Trecento e del Quattrocento

Nel corso dei secoli sono stati innumerevoli i contributi artistici di tanti artisti, che hanno raffigurato il sacramento del Battesimo a Gesù: da Giotto che ha dipinto un affresco (1303-1305) nella Cappella degli Scrovegni a Padova, a Pietro Perugino che ha decorato la Cappella Sistina in Vaticano con lo stesso tema nel 1482, da Parmigianino che ha realizzato un dipinto nel 1519, oggi conservato nella Gemäldegalerie di Berlino, a Mantegna che ha dipinto a tempera questo soggetto religioso attorno al 1506, conservato nella cappella funebre dell’artista nella basilica di Sant’Andrea a Mantova.

Giotto nella Cappella degli Scrovegni

Giotto di Bondone, 1303-1305, affresco, Cappella degli Scrovegni, Padova. L’opera appartiene al grande ciclo padovano e mostra il Battesimo come uno degli episodi della vita di Cristo, inserito in un programma narrativo di ampio respiro.

Piero della Francesca

Partiamo con uno dei più grandi pittori del Quattrocento, Piero della Francesca, il quale conferisce alle sue opere quell’impronta personale rappresentata dalla prospettiva, non certo una sua invenzione ma una sua scelta precisa, mediante la quale pone i personaggi ritratti in uno spazio analogo a quello reale.

È del 1440-45 la sua tempera su tavola Battesimo di Cristo, conservata presso la National Gallery di Londra e commissionata al maestro dall’ordine dei Monaci benedettini Camaldolesi per la piccola cappella dedicata a San Giovanni Battista, nella Chiesa di Santa Maria della Pieve a Borgo Sansepolcro.

Quest’opera giovanile di Piero della Francesca fu concepita inizialmente come parte di un trittico, comprendente due pannelli laterali e uno alla base (predella). La tavola presenta una struttura abbastanza ordinata, nella quale le figure hanno una loro specifica dimensione geometrica.

Il maestro di Borgo Sansepolcro ricorre alla geometria per ampliare la scena sacra, dando al prodotto visivo una certa armonia. Egli è stato in grado di far dialogare tra di loro la perfezione umana e quella divina.

È evidente l’uso delle regole prospettiche nella rappresentazione dei soggetti in proporzione, che danno l’impressione di essere soggetti reali. I personaggi, gradualmente posti uno dietro l’altro, sembrano inespressivi e hanno una carnagione bianca, tale da comunicare un’idea di freddezza.

La loro inespressività è legata a sentimenti transitori che poco importano all’artista, interessato a immortalare un momento eterno qual è il battesimo del Cristo. Alle loro spalle corrono una stradina tortuosa percorsa da monaci orientali e un fiume, che scorre lontano e riflette il cielo e la natura circostante.

Il paesaggio minuzioso ricorda la tradizione fiamminga, con un cielo chiaro e azzurro che si rispecchia nell’acqua del fiume (simbolo del divino in terra) e con la presenza di colli bruni. La scena si svolge lungo il fiume Giordano in Galilea, ma Piero della Francesca ricontestualizza lo scenario dentro il paesaggio umbro-toscano, quello di Borgo Sansepolcro.

Gesù sta al centro del quadro in atteggiamento umile e profondamente umano, è visibile frontalmente, ha le mani giunte e gli occhi umili proiettati verso il basso. Il suo corpo scultoreo pallido e immobile è rappresentato con la gamba sinistra che porta tutto il peso, mentre la gamba destra è leggermente arretrata e piegata.

Sulla sua testa vi sono la ciotola del battesimo e la colomba (lo spirito santo), che cadono verticalmente alla figura del Signore e sono allineati con la posa di quest’ultimo che tiene le mani giunte in preghiera. Cristo è al centro di un ipotetico triangolo equilatero (simbolo della Trinità), con il vertice inferiore corrispondente al suo piede destro e il suo centro coincidente con le mani giunte.

A sinistra sono dipinti tre angeli (simboli di pace) dalle vesti colorate, sulla cui testa spiccano delle coroncine. Due di essi guardano Gesù mentre viene battezzato, il terzo poggia la mano sulla spalla di uno dei cherubini e guarda verso lo spettatore, quasi a volerlo coinvolgere nella scena sacra.

Sempre a sinistra spicca il fusto di un albero (simbolo della vita) che ricorda una colonna (anticipazione della Passione) e che, prospetticamente, è in posizione verticale per controbilanciare la posa di Giovanni Battista. È rigoglioso e si contrappone all’albero alle spalle che è spoglio e ha i rami secchi, perché fa riferimento a coloro i quali non riceveranno il battesimo.

Il Battista è rappresentato a destra nell’atto di versare l’acqua santa sul capo del Redentore. È ritratto in un atteggiamento che sembra comunicare ritrosia, dovuta forse al suo precedente rifiuto nel conferire il battesimo al Figlio di Dio.

Sempre a destra, ma in secondo piano, troviamo un uomo che si china e si toglie la tunica perché sta per ricevere lo stesso sacramento, mentre sullo sfondo si vedono dei monaci bizantini, uno dei quali indica la colomba.

L’atmosfera sembra immobile e comunica un istante che viene bloccato nel tempo, perché è l’istante della perfezione quando Gesù è consacrato Figlio di Dio. Non vi sono forti chiaroscuri e le tinte calde e fredde si alternano, mentre la luce proveniente dall’alto pervade la scena in maniera omogenea.

Piero della Francesca riceve influenze da altri grandi pittori del tempo, tra cui Domenico Veneziano e il Beato Angelico, per quanto riguarda l’effetto della luce e l’uso di colori pastello tenui, e Niccolò Cusano per la particolare geometria.

Battesimo di Cristo Piero della Francesca Londra

Andrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci

Al 1475-1478 risale il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio e di Leonardo Da Vinci, realizzato per il monastero vallombrosano di San Salvi e ora conservato presso la Galleria degli Uffizi a Firenze.

Scultore, pittore e orafo, Verrocchio fu un artista polivalente ed esponente, insieme a Pollaiolo, dell’orientamento in senso naturalistico dell’arte fiorentina, con cui influenzò il suo discepolo Leonardo. Le produzioni artistiche di Verrocchio rispecchiano questa sua propensione per il dato naturale e sono contrassegnate da una certa ricchezza decorativa, in gran parte mutuata dal suo mestiere di orafo.

La sua pittura fu in gran parte influenzata dall’intervento dei suoi allievi, che frequentavano la sua bottega. Il Battesimo di Cristo è attribuita dai critici dell’arte al lavoro congiunto di Verrocchio e di un giovane Leonardo Da Vinci.

I due dipingono la scena sulle rive del fiume Giordano. Il Battista getta l’acqua santa sul capo di Cristo, mentre sorregge un’esile croce e un cartiglio sul quale svetta la scritta: ECCE AGNU DEI (QUI TOLLIT PECCATA MUNDI) (Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo).

Presenti due angeli inginocchiati, uno dei quali sorregge la veste del Figlio di Dio. Con le gambe in leggero contrapposto, Cristo è al centro dell’immagine e di uno schema compositivo triangolare, ha le mani congiunte, china il capo per ricevere l’acqua del battesimo e più sopra, in posizione verticale rispetto al corpo del Salvatore, spicca la colomba pasquale.

Ancora più su rispetto alla colomba si intravedono le mani di Dio. Si completa in questo modo la raffigurazione completa della Trinità che occupa tutto l’asse verticale e divide la scena in due.

Gesù e San Giovanni sono personaggi reali, umani e maturi, dalle proporzioni scultoree. I due angeli in basso a sinistra sono stati dipinti in maniera più delicata: uno è attento e tiene la tunica di Cristo, l’altro sembra distratto ma, in realtà, richiamo l’attenzione dell’osservatore del quadro, affinché si concentri sull’evento che si sta svolgendo davanti ai suoi occhi.

Alle spalle dei personaggi è ritratto un paesaggio roccioso sotto un cielo terso, illuminato da una luce cristallina e con pochi vegetali. Si vedono un boschetto sulla rupe, un falco (simbolo del male che si allontana dalla colomba, portatrice di pace), una palma (simbolo di Gesù che ha vinto la morte) e le rocce dietro il Battista.

Le immagini di San Giovanni e di Gesù sono riconducibili alle mani del Verrocchio, mentre la raffinata esecuzione dell’angelo, posto all’estremità sinistra, è opera di Leonardo. Quest’ultimo è autore anche dell’atmosfera fluida, ottenuta per mezzo della tecnica dello sfumato che lega i personaggi al resto del paesaggio, e dell’angelo dai lunghi capelli dorati che ha tratti di morbidezza.

Pare inoltre che il Da Vinci abbia messo mano al brumoso paesaggio sullo sfondo, che ricorda le raffigurazioni della valle dell’Arno da lui fatta in altre occasioni. È contraddistinto da indeterminatezza, da uno svaporare verso l’alto, da una fusione di acque, rocce e cielo, e quindi di aria, che corrispondono al paesaggio leonardesco della Vergine delle rocce e che, più avanti, ricorrerà anche nella Gioconda.

Lo scenario naturale a destra è opera del Verrocchio ed è più squadrato e deciso, così come le pietre su cui poggiano i due angeli. Il mastro esprime così l’intenzione di riprodurre per simboli l’ambientazione tradizionale dell’episodio (la palma rende verosimili le acque del Giordano).

Sono evidenti quindi le diverse soluzioni pittoriche del maestro e del suo allievo, differenze che trovano conferma nel celebre aneddoto vasariano in cui il Verrocchio, avendo visto le soluzioni applicate dal suo allievo, “mai più volle toccare i colori, sdegnandosi che un fanciullo ne sapesse più di lui”.

Il Battesimo nella grande stagione rinascimentale

Il Perugino affronta il tema nella Cappella Sistina, dove il Battesimo di Cristo diventa parte di un programma decorativo complesso e solenne. Pietro di Cristoforo Vannucci detto il Perugino, 1482, affresco, 335 x 540 cm, Cappella Sistina, Roma.

La posizione dei protagonisti, il paesaggio e la presenza degli angeli contribuiscono a costruire una scena ordinata, adatta alla funzione monumentale della cappella. La composizione stabilisce un rapporto tra l’evento evangelico e la dimensione liturgica dello spazio ecclesiale.

Il Battesimo di Cristo è stato inoltre raffigurato da Giovanni Baronzio, Beato Angelico, Martin Schongauer, Verrocchio e Leonardo, Domenico Ghirlandaio, Francesco Francia, Cima da Conegliano, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna e altri artisti tra Quattrocento e Cinquecento.

ArtistaDatazioneTecnica e collocazione
Giotto1303-1305affresco, Cappella degli Scrovegni, Padova
Beato Angelico1446-1447affresco, cella 24 del Museo di San Marco, Firenze
Piero della Francesca1448-1450tempera su tavola, National Gallery, Londra
Verrocchio e Leonardo1470-1475olio e tempera su tavola, Galleria degli Uffizi, Firenze
Perugino e aiuti1482affresco, Cappella Sistina, Città del Vaticano
Domenico Ghirlandaio1486-1490affresco, Cappella Tornabuoni, Basilica di Santa Maria Novella, Firenze
Giovanni Bellini1501-1503olio su tavola, Chiesa di Santa Corona, Vicenza
Andrea Mantegna e aiuti1506tempera e oro su tela, Basilica di Sant’Andrea, Mantova

Dal Cinquecento all’età moderna

La fortuna del soggetto prosegue nel Cinquecento con opere di Joachim Patinir, Tiziano, Benvenuto Tisi, Callisto Piazza, Giovanni Battista Moroni, Veronese, Tintoretto, Jacopo Bassano e numerosi altri pittori.

Nel Seicento il tema viene affrontato da Orazio Gentileschi, El Greco, Peter Paul Rubens, Guido Reni, Cornelis van Haarlem, Nicolas Poussin, Abraham Bloemaert, Salvator Rosa, Bartolomé Esteban Murillo, Elisabetta Sirani e Juan de Pareja.

Tra Settecento e Ottocento la rappresentazione compare nelle opere di Antoine Coypel, Aert Gelder, Sebastiano Ricci, Francisco Goya, William Blake, Jean-Baptiste Camille Corot e Carl Bloch.

  • Ende, Battesimo di Cristo, ca. 975.
  • Battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista, 1180-1185, miniatura su vellum, Salterio di Eleonora d’Aquitania, Royal Library of the Netherlands, L’Aia.
  • Giovanni Baronzio, Battesimo di Cristo, 1335, tempera su tavola, National Gallery of Art, Washington DC.
  • Battesimo di Cristo, 1350, mosaico, Basilica di San Marco, Venezia.
  • Martin Schongauer, Battesimo di Cristo, 1470-1474, incisione, Metropolitan Museum, New York.
  • Jean Colombe, Battesimo di Cristo, 1485-1486, tempera su vellum, da Très Riches Heures du duc de Berry, Condé Museum.
  • Francesco Francia, Battesimo di Cristo, 1490, olio su tavola.
  • Cima da Conegliano, Battesimo di Cristo, 1493-1494, olio su tavola, Chiesa di San Giovanni in Bragora, Venezia.
  • Lucas van der Leyden, Battesimo di Cristo nel fiume Giordano, 1510, incisione, Metropolitan Museum, New York.
  • Joachim Patinir, Battesimo di Cristo, 1510-1520, olio su tavola, Kunsthistorisches Museum, Vienna.
  • Tiziano, Battesimo di Cristo, ca. 1512, olio su tavola, Musei Capitolini, Roma.
  • Benvenuto Tisi, Battesimo di Cristo, 1520-1525, tempera su tavola, Birmingham Museum of Art.
  • Callisto Piazza, Battesimo di Cristo, 1540-1545, olio su tela, Pinacoteca di Brera.
  • Giovanni Battista Moroni, Devoto in contemplazione del battesimo di Cristo, ca. 1555, olio su tela, Collezione Gerolamo e Roberta Etro.
  • Veronese, Battesimo di Cristo, 1580, olio su tela, Galleria Palatina, Firenze.
  • Tintoretto, Battesimo di Cristo, 1580.
  • Jacopo Bassano, Battesimo di Cristo, 1590, olio su tela, Metropolitan Museum, New York.
  • Orazio Gentileschi, Battesimo di Cristo, 1607.
  • El Greco, Battesimo di Cristo, ca. 1614, olio su tela, Museo Fundación Duque de Lerma, Toledo.
  • Peter Paul Rubens, Battesimo di Cristo, olio su tela, Royal Museum of Fine Arts, Anversa.
  • Guido Reni, Battesimo di Cristo, 1622-1623, olio su tela, Kunsthistorisches Museum, Vienna.
  • Cornelis van Haarlem, Battesimo di Cristo, 1623, olio su tela, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe.
  • Nicolas Poussin, Battesimo di Cristo, 1641-1642, olio su tela, National Gallery of Art, Washington DC.
  • Abraham Bloemaert, Battesimo di Cristo, 1646, olio su tela, Collezione privata.
  • Salvator Rosa, San Giovanni Battista che battezza Cristo nel Giordano, ca. 1655, olio su tela, Kelvingrove Art Gallery and Museum, Glasgow.
  • Bartolomé Esteban Murillo, Battesimo di Cristo, 1655, olio su tela, Gemäldegalerie, Berlino.
  • Elisabetta Sirani, Battesimo di Cristo, 1658.
  • Juan de Pareja, Battesimo di Cristo, 1667, olio su tela, Museo de Huesca.
  • Antoine Coypel, Battesimo di Cristo, 1690, olio su tela, Los Angeles County Museum of Art.
  • Aert Gelder, Battesimo di Cristo, ca. 1710, olio su tela, The Fitzwilliam Museum, Cambridge.
  • Sebastiano Ricci, Battesimo di Cristo, 1713-1714, olio su tela, Metropolitan Museum, New York.
  • Francisco Goya, Battesimo di Cristo, 1775-1780, olio su tela, Condes de Orgaz, Madrid.
  • William Blake, Battesimo di Cristo, 1803.
  • Jean-Baptiste Camille Corot, Battesimo di Cristo, 1847, olio su tela, Église Saint-Nicolas-du-Chardonnet.
  • Carl Bloch, Battesimo di Cristo, 1865-1879.

Il mosaico di Italo Peressoni su disegno di Aldo Carpi

Italo Peressoni, su disegno di Aldo Carpi, realizzò il Battesimo di Cristo tra il 1972 e il 1977 in pietra e pasta vitrea a mosaico. Il mosaico è tratto dall’omonimo cartone per vetrata di Aldo Carpi, conservato presso la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei.

La vetrata corrispondente è stata realizzata negli anni ’50 per l’oratorio di Santa Teresa in Villa Clerici a Milano. Cristo, con le mani giunte e in ginocchio di fronte al cugino Giovanni, viene battezzato nelle acque azzurre del fiume Giordano, le cui sponde presentano una natura rigogliosa e colorata.

Sullo sfondo, il fiume serpeggia nel deserto. Giovanni Battista indossa una veste di pelli e la sua croce presenta il nodo. Pertanto è rappresentato nella doppia veste di profeta e battista.

Il gesto da lui compiuto è reso ancora più sacro dalla presenza dello Spirito Santo che scende ancora una volta sotto forma di colomba. L’impianto compositivo è simile a quello dell’Annunciazione, così come l’uso di tessere dai colori vivaci e brillanti.

L’artista Aldo Carpi è ampiamente rappresentato nella raccolta museale della GASC con dipinti, disegni, cartoni, mosaici e vetrate. E’stato uno dei membri del Cenacolo di artisti, riunitosi a Villa Clerici sotto la guida di Dandolo Bellini e di Mons. Pasquale Macchi, segretario particolare di Paolo VI.

Una lettura complessiva dell’iconografia

Attraverso i secoli, gli artisti hanno mantenuto alcuni elementi fondamentali: il corpo di Cristo, la figura del Battista, l’acqua del Giordano, la colomba dello Spirito Santo e la presenza celeste del Padre. La loro disposizione, tuttavia, cambia in rapporto alle tradizioni artistiche, alla liturgia, alla teologia e alle tecniche utilizzate.

Il corpo immerso nell’acqua sottolinea il rapporto tra umanità e divinità; l’aspersione evidenzia il gesto sacramentale; la colomba rende visibile lo Spirito; la mano, i raggi o il vegliardo alludono al Padre; gli angeli e gli astanti trasformano l’episodio in una scena di partecipazione.

La storia dell’arte del Battesimo di Cristo è quindi anche la storia delle diverse modalità con cui la cultura cristiana ha rappresentato la salvezza. Dalle catacombe ai mosaici ravennati, dagli affreschi medievali alle tavole rinascimentali, dalla pittura barocca alle opere moderne, il tema conserva la propria riconoscibilità e continua a generare interpretazioni diverse.

Il sacramento del Battesimo: iconografia di salvezza, Edizioni Musei Vaticani, 2021, 69 pagine. Sesto volume della collana Arte e Fede, dedicato al sacramento del Battesimo e alla sua rappresentazione nell’arte figurativa.

Partendo dalla rilettura della narrazione del Battesimo di Gesù nei quattro Vangeli e dalla sua trasposizione in affresco per mano del Perugino in Cappella Sistina, l'autore traccia un excursus teologico e artistico che porta il lettore a comprendere il senso profondo del sacramento in tutte le sue sfaccettature e i suoi aspetti, svelandone le intime connessioni con i testi sacri nonché le riletture date dagli artisti nelle rappresentazioni figurative.

L'apparato fotografico è particolarmente ricco nella sezione delle tavole a fine volume, con riproduzioni a colori di interi e dettagli delle opere legate al sacramento battesimale conservate nei Musei Vaticani e nel Battistero di Firenze per aiutare a comprendere nel migliore dei modi il messaggio del Battesimo, il «più bello e magnifico dei doni di Dio».

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