Archivio Storico Diocesano di Palermo: storia, fondi e documenti conservati

L’Archivio Storico Diocesano conserva un ricco complesso documentario che abbraccia quasi un millennio di storia dell’Arcidiocesi e Chiesa di Palermo. Vi sono confluiti gli archivi degli antichi uffici della Curia Arcivescovile, del Capitolo Metropolitano della Cattedrale, di alcune associazioni laicali (compagnie, confraternite e congregazioni) e di sette delle antiche parrocchie palermitane.

Particolare rilievo riveste il tabulario che conserva quasi trecento diplomi e mandati regi, privilegi, mandati e brevi pontifici e strumenti notarili, su pergamena e carta (secc. XI-XX) e il fondo dei manoscritti che conserva diciotto codici medievali e moderni (sec. XII-XVII). Sono ordinate e disponibili alla consultazione quasi diecimila unità archivistiche.

Origini e formazione dell’Archivio

Le origini dell’Archivio Storico dell’Arcivescovado si fanno risalire al periodo della Contea e quindi del Regnum normanni, motivate dall’esigenza di conservare i privilegi concessi dai re e dai pontefici alla Chiesa palermitana.

L’istituzione dell’odierno Archivio Storico Diocesano (concepito come vero e proprio archivio di concentrazione, per raccogliere archivi parrocchiali ed ecclesiastici palermitani) è dovuta al Card. Ernesto Ruffini, Arcivescovo di Palermo negli anni 1945-1967.

L’ordinamento secondo il metodo storico sistematico delle unità), il patrocinio della Provincia Regionale di Palermo e l’impegno di mons. Giuseppe Randazzo, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi, hanno permesso nel 1997 l’apertura al pubblico.

Attualmente, il materiale documentario (6490 unità tra filze, registri e buste) offerto alla consultazione degli studiosi -cospicuo materiale in corso di inventariazione resta ancora in casse nei magazzini- è articolato in due principali fondi, con le rispettive serie e sottoserie: Diocesano e Capitolo della Cattedrale.

Patrimonio documentario

Il complesso conservato comprende documentazione prodotta dagli antichi uffici della Curia Arcivescovile, dal Capitolo Metropolitano della Cattedrale, dalle confraternite, dalle congregazioni, dalle compagnie e dalle antiche parrocchie palermitane.

Particolare importanza riveste il “Fondo antico” dove si conservano testi ad uso ecclesiastico, quali opere di teologia e di scrittori ecclesiastici, opere a carattere devozionale, trattati di diritto canonico, manuali di supporto alla predicazione ed edizioni liturgiche, che vanno dal sec. XVI al 1830.

Nella restanti sezioni sono presenti pubblicazioni a carattere prevalentemente storico, religioso e araldico-genealogico, in alcuni casi rare o in unico esemplare. Numerosi sono i pamphlet difficilmente reperibili e interessanti per ricerche legate ad argomenti specifici.

Il Fondo antico e le edizioni liturgiche

Alcune di queste sono state prodotte dai più importanti e conosciuti stampatori italiani del passato come Lucantonio Giunta, Nicolò Pezzana, Paolo Baglioni e la Stamperia Camerale di Roma.

Fra esse si segnalano i preziosi esemplari del Missarum liber secundus (1567) e Missarum liber tertius (1570) del compositore Giovanni Pierluigi da Palestrina, dei quali se ne conservano soltanto venticinque esemplari in tutto il mondo.

TipologiaContenutiPeriodo
Fondo anticoOpere di teologia, testi devozionali, diritto canonico, manuali per la predicazione ed edizioni liturgichesec. XVI-1830
Pubblicazioni storicheTesti a carattere storico, religioso e araldico-genealogicoPeriodo moderno e contemporaneo
Edizioni musicaliMissarum liber secundus e Missarum liber tertius di Giovanni Pierluigi da Palestrina1567 e 1570

Il tabulario e i documenti medievali

Il tabulario conserva quasi trecento diplomi e mandati regi, privilegi, mandati e brevi pontifici e strumenti notarili, su pergamena e carta (secc. XI-XX).

Tra i documenti si conserva un diploma in pergamena con sigillo pendente in cera rossa dato da Federico II nell’agosto del 1200. È inoltre presente un sigillo tratto da una bolla di Nicolò IV del 26 settembre 1261.

Il patrimonio comprende anche un epistolario della seconda metà del sec. XII e un plico con sigillo della fine del sec. XVII tratto dall’incartamento del processo di beatificazione di fra Bernardo da Corleone.

Diploma medievale con sigillo pendente

Manoscritti e codici liturgici

Il fondo dei manoscritti conserva diciotto codici medievali e moderni (sec. XII-XVII). Tra i materiali è presente una carta di un codice liturgico miniato di età normanna.

Un sintetico catalogo dei nostri codices manuscripti superstiti, provenienti dalla Cattedrale, con le rispettive schede e le riproduzioni fotografiche di alcuni dettagli in alta definizione; tra questi è possibile apprezzare integralmente il testo e le splendide miniature del Breviarium secundum consuetudinem Sanctae Panormitanae Ecclesiae, noto come “Codice Beccadelli”, dal nome del committente, l’Arcivescovo Simone Beccadelli di Bologna, attualmente esposto al Museo Diocesano di Palermo e datato 1452-1453.

Miniature del Codice Beccadelli

Registri, confraternite e parrocchie

Tra le testimonianze conservate figurano i registri dell’archivio storico dell’ospedale, confraternita e chiesa di Santa Maria la Nuova con notazioni nel taglio dei fogli.

È presente inoltre un ruolo o elenco delle ascritte alla confraternita di Santa Maria la Nova compilato tra il 1595 e il 1624.

Il patrimonio comprende registri sacramentali in formato bastardello provenienti dall’archivio della parrocchia di Santa Croce.

La documentazione delle confraternite e delle parrocchie consente di seguire attività religiose, istituzioni assistenziali e forme di partecipazione alla vita ecclesiastica palermitana attraverso registri, elenchi e scritture amministrative.

Legature, sigilli e materiali di pregio

Tra gli esemplari conservati si trova un Pontificale Romanum con legatura in pelle rossa e impressioni in oro.

Al centro dei piatti è lo stemma dell’arcivescovo di Palermo Francesco Ferdinando Sanseverino (1776-1793).

I documenti su pergamena e carta sono corredati, in diversi casi, da sigilli, monogrammi e signa tabellionis. La varietà delle legature, delle impressioni, dei sigilli e delle annotazioni materiali costituisce un elemento di interesse per lo studio della produzione libraria e della diplomatica ecclesiastica.

Antico Pontificale Romanum rilegato

Il progetto Curi@ e la consultazione digitale

Il Progetto Curi@, cofinanziato nell’ambito del POR Sicilia 2000/2006, misura 2.03, ha previsto la digitalizzazione di parte del materiale documentario e codicologico conservato presso l’Archivio.

In questa sezione è possibile consultare:

  • Il Tabularium, visionando al contempo i regesti, le schede tecniche e le riproduzioni fotografiche in alta definizione di privilegia e mandata pontifici e regi e di instrumenta notarili, su pergamena e carta, corredati da sigilli, monogrammi e signa tabellionis, datati dall’XI al XX secolo.
  • Un sintetico catalogo dei nostri codices manuscripti superstiti, provenienti dalla Cattedrale, con le rispettive schede e le riproduzioni fotografiche di alcuni dettagli in alta definizione.

Individuati per l’occasione ben sei fondi (I. Fondo storico; II. Regi Canonici di S. Giovanni degli Eremiti; III. Seminario Arcivescovile; IV. Tribunale o Bolla della SS. Crociata; V. Cancelleria Arcivescovile; VI. Miscellanea) di diversa provenienza già accorpati nell’ambito di diverse precedenti catalogazioni, si è scelto di riportare per il I (nn. 1-200) i regesti redatti da Vincenzo Mortillaro (1842, 1843), con le necessarie annotazioni e correzioni; per gli altri fondi (II-VI) si è invece proposta una nuova numerazione e si sono composti ex novo i regesti, ad integrazione di quelli di Salvatore Cambria (ante 1985) e dei catalogatori regionali Daniela Ruffino e Beatrice Pasciuta (1994-1997).

Grande attenzione è stata data alla ricerca, possibile per fondo, numero di corda, parole chiave, luogo e data di emanazione, presenza o assenza di sigillo.

Organizzazione dei fondi e sistema di ricerca

Il sistema di ricerca è articolato in sezioni che permettono di individuare i principali nuclei documentari dell’Archivio.

SezioneFondi e serie indicati
Prima stanzaTribunale della visita, Gran Corte Arcivescovile, Curia Arcivescovile
Seconda stanzaUfficio Matrimoni, Tabulario e Codici

La ricerca può essere condotta per fondo, numero di corda, parole chiave, luogo e data di emanazione, presenza o assenza di sigillo.

La sede e l’accesso alla consultazione

Nell'antico Seminario dei Chierici è la sede dell'Archivio Storico Diocesano.

Si riceve solo su appuntamento Martedì - Venerdì 09:00 - 13:00 Lunedì 14:00 - 18:00.

La consultazione è rivolta agli studiosi e si inserisce nel lavoro di ordinamento, inventariazione e valorizzazione del patrimonio documentario dell’Arcidiocesi e della Chiesa di Palermo.

La riapertura al pubblico e le attività culturali

L’Archivio Storico Diocesano di Palermo a 10 anni dalla riapertura al pubblico (1997-2007).

In accordo con l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo e di concerto con il personale direttivo dell’Archivio e del Museo Diocesano l’Associazione Centro Studi Aurora Onlus ha ideato una serie di iniziative per il decennale dell’apertura al pubblico dell’Archivio Diocesano.

L’evento costituisce un’occasione proficua per far memoria dell’attività svolta, approfondire la conoscenza sul materiale conservato, programmare e pianificare la futura attività culturale.

A tal fine, si sono individuati tre filoni d’intervento: l’organizzazione di un convegno internazionale di studi; l’allestimento di una mostra e di pannelli didattici; la realizzazione di pubblicazioni e di materiali a carattere scientifico e pubblicistico.

Gli eventi e le manifestazioni previste dal progetto e la realizzazione del materiale a stampa, produrranno il risultato di far conoscere meglio alla comunità locale e degli studiosi della comunità scientifica nazionale l’enorme ricchezza contenuta dall’archivio diocesano di Palermo, ad oggi assolutamente sottovalutata.

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