Il dossier catechista dedicato ad Arcabas presenta le immagini del ciclo di Emmaus realizzato dal pittore francese nella Cappella della Risurrezione di Torre de’ Roveri, in provincia di Bergamo. Le opere accompagnano il racconto evangelico dei due discepoli che, dopo la delusione della morte di Gesù, incontrano un forestiero, rileggono con lui le Scritture, lo invitano a cena e infine lo riconoscono nello spezzare del pane.
Il materiale è particolarmente adatto alla catechesi, alla preparazione della Quaresima e della Pasqua, alle veglie di preghiera e agli incontri sull’Eucaristia. Le immagini di Arcabas permettono di scandire le diverse situazioni del brano di Luca 24,13-35 e di collegare il cammino dei discepoli alla vita cristiana e alla celebrazione eucaristica.

Il dossier catechista dedicato ai discepoli di Emmaus
Tra le presentazioni disponibili nell’area dedicata a studi e catechesi si trova una presentazione PowerPoint sul brano del Vangelo di Luca dei discepoli di Emmaus. Due discepoli, dopo la delusione della fine di Gesù, tornano al loro villaggio, Emmaus, e incontrano un forestiero che li guida a rileggere il Vecchio Testamento, che invitano poi a cena e che alla fine riconoscono essere Gesù.
Lo scandire delle diverse situazioni, che vengono esaminate una ad una, invita a riflettere sulla nostra vita di cristiani. Il brano viene utilizzato anche per un parallelo con la celebrazione Eucaristica.
Un altro materiale raccoglie le immagini dei quadri del ciclo di Emmaus del pittore francese Arcabas, opera che si trova nella Cappella del Pitturello di Torre de' Roveri (Bg). A questi quadri si riferiscono tutti i commenti al vangelo dei discepoli di Emmaus che si trovano in altri files dell'autore.
Le principali proposte disponibili
| Materiale | Utilizzo |
|---|---|
| I discepoli di Emmaus di Arcabas | Immagini dei quadri del ciclo di Emmaus |
| Emmaus | Presentazione sul brano del Vangelo di Luca e parallelo con la celebrazione Eucaristica |
| I discepoli di Emmaus 1 | Veglia di preghiera per ragazzi, giovani e adulti; immagini della Cappella della Risurrezione di Arcabas |
| I discepoli di Emmaus 2 | Presentazione con immagini del brano evangelico da utilizzare con i bambini |
| Quelli di Emmaus | Riflessione sulla Risurrezione presentata sotto forma di intervista a uno dei discepoli |
| Gesù è con noi per sempre 7 | Ritiro per la preparazione alla Prima Comunione |
| La messa questa sconosciuta 2 | Riflessione sui discepoli di Emmaus e spiegazione della Messa |
| Il pane 4 | Ultima cena, discepoli di Emmaus, Eucaristia e Domenica vissuta con la comunità cristiana |
Il significato del cammino di Emmaus
La vicenda dei due discepoli è un percorso che parte dalla delusione e conduce alla rilettura della propria esperienza alla luce della Parola. I due camminano verso il loro villaggio, lontano dal luogo degli avvenimenti, mentre Gesù si accosta a loro e li aiuta a comprendere ciò che è accaduto.
La presentazione sul brano del Vangelo di Luca mette in evidenza il passaggio dalla tristezza alla speranza, dall’incomprensione al riconoscimento, dalla fuga al ritorno nella comunità. Il racconto diventa così una chiave per riflettere sulla vita dei cristiani e sui momenti nei quali la fede sembra oscurata dalla delusione.
Il percorso dei discepoli può essere accostato al cammino di ogni persona: si parte con domande e ferite, si ascolta una parola capace di illuminare gli eventi, si apre la propria casa all’ospite e si riconosce Gesù nel gesto dello spezzare il pane.
Dalla delusione all’incontro
Due discepoli, dopo la delusione della fine di Gesù, tornano al loro villaggio, Emmaus, e incontrano un forestiero che li guida a rileggere il Vecchio Testamento, che invitano poi a cena e che alla fine riconoscono essere Gesù.
La successione delle scene consente di lavorare con bambini, ragazzi e adulti su alcuni passaggi fondamentali: la delusione, il dialogo, l’ascolto delle Scritture, l’accoglienza, la condivisione del pane e il ritorno alla comunità.
Arcabas, artista della fede e della bellezza
Volti, gesti, segni. E poi i colori, caldi, morbidi, che avvolgono lo sguardo come un’onda di tenerezza. Con l’oro a brillare su tutto, scintilla di infinito nella notte del peccato, presenza ineffabile che redime il nulla che siamo, carne, sangue, polvere.
Nel sorriso di un angelo, nella carezza della Madre, nell’abbraccio del Risorto. Arcabas, uno dei più grandi artisti del nostro tempo, è morto lo scorso 23 agosto: il prossimo dicembre avrebbe compiuto 92 anni.
Un uomo a cui è stato dato il dono straordinario di evocare la Bellezza attraverso la bellezza stessa. Un artigiano della grazia, che dalle sue mani si espande sulla tela, riverberandosi negli occhi di chi guarda, in una continua catena di emozioni (e di provocazioni).
Il ministro di un culto universale, di un’arte che si fa invocazione, lode, preghiera. E dove ogni pennellata è frammento di quella eternità di cui siamo parte.
Il nome Arcabas
«Arcabas», questo nome misterioso che sa di profezia biblica, ma che Jean-Marie Pirot scelse quale suo pseudonimo come per caso, vedendolo comparire tra i manifesti lacerati della contestazione sessantottina, come un segno del destino, come una voce della divina provvidenza.
Che lo ha chiamato a dare forma e colore alla pagina evangelica, alla speranza cristiana. Con la certezza, come afferma lui stesso, che «in tutte le creature, animali o oggetti che ci circondano, c’è una parte dello Spirito», e per questo «meritano che la loro singola bellezza sia onorata».
La formazione artistica e il percorso di Arcabas
Era nato a Trémery il 26 dicembre 1926. Di madre tedesca e di padre francese, Arcabas aveva trascorso l'infanzia a Metz.
Durante la Seconda guerra mondiale viene arruolato nell'esercito tedesco, ma riesce a disertare e a rifugiarsi a Parigi, dove frequenta l'École nationale supérieure des beaux-arts e si diploma nel 1949.
L'opera più importante di Arcabas - un nome preso da graffiti disegnati sui muri di Parigi durante le agitazioni studentesche del maggio 1968: «Arc-en-ciel» e «A bas Malraux !» - è il monumentale "Ensemble d'art sacre contemporain": un ciclo didecorazioni per la chiesa de Saint-Hugues de Chartreuse iniziato nel 1953 e terminato nel 1986.
Il progetto nacque con il parroco Raymond Truffot, un prete operaio. Arcabas si offrì di decorare la sua chiesa gratuitamente.
Saint-Hugues de Chartreuse dal 1984 è diventata Museo Dipartimentale d'Arte Sacra e racchiude una consistente porzione delle opere dell'artista.
Le opere di Arcabas in Italia
Anche in Italia Arcabas ha realizzato opere importanti. Nella chiesa della Risurrezione a Torre dè Roveri (Bergamo) nel 1993‐94 ha eseguito un ciclo di opere dedicate alracconto dei pellegrini di Emmaus, mentre nella Cappella della Riconciliazione di Costa Serina (Bergamo) una monumentale pittura sutela dedicata alla parabola del Figliol Prodigo.
Nella chiesa della Trasfigurazione di Mussotto d'Alba (Cuneo) si trova un quadro raffigurante il volto di Gesù trasfigurato.
Tra le altre opere di Arcabas da segnalare anche le tredici vetrate con scene tratte dal Vangelo di Marco nella chiesa di Notre-Dame-des-Neiges (1990) e i poli liturgici eseguiti per la cattedrale di Saint-Malo e la cattedrale di Rennes.
Di Arcabas il Centro Pastorale Ambrosiano aveva presentato, tre anni fa, oltre quaranta opere, in un eccezionale percorso espositivo all’interno del santuario di San Pietro Martire a Seveso.
Una mostra, dall’evocativo titolo «Nutrire il mondo con la bellezza», che aveva costituito una novità assoluta per la diocesi ambrosiana, che per la prima volta ha ospitato un’entusiasmante raccolta di capolavori del maestro francese.
Il ciclo di Emmaus a Torre de’ Roveri
Nella chiesa della Risurrezione a Torre dè Roveri, in provincia di Bergamo, Arcabas ha realizzato un ciclo di opere dedicato al racconto dei pellegrini di Emmaus.
Le immagini dei quadri possono essere utilizzate per seguire il testo evangelico e per proporre una lettura visiva del cammino dei due discepoli. Il loro valore catechistico nasce dalla capacità di accostare la narrazione biblica alla concretezza dei volti, dei gesti e dei segni.
Il ciclo consente di presentare il racconto non soltanto come una pagina del Vangelo, ma come un itinerario di fede: la strada, l’incontro, la Parola, la mensa, il riconoscimento e il ritorno.
Arte e Fede - I discepoli di Emmaus (Arcabas, 1994)
Pane, pesce e segni della vita quotidiana
Come il pane, che Arcabas ha ritratto in molte sue opere, che è nutrimento quotidiano e cibo di vita eterna. Come il pesce, emblema stesso di Cristo nel suo nome greco.
Ma anche in una semplice pera, frutto del nuovo Eden in cui saremo condotti dal nuovo Adamo. E perfino in un prosaico armadio, custode di domestiche utilità, ricovero di materiali necessità, e che viene invece come trasfigurato dal segno della salvezza, dalla croce gloriosa che fa nuove tutte le cose.
Il pane assume un rilievo particolare anche nei materiali per la catechesi dedicati all’Eucaristia. Una presentazione con un racconto di Bruno Ferrero, il Vangelo dell’Ultima cena e i discepoli di Emmaus permette di parlare ai bambini dell’Eucarestia e della Domenica giorno dell’Eucaristia vissuta con la comunità cristiana.
Emmaus e la celebrazione eucaristica
Il racconto dei discepoli di Emmaus viene proposto anche come parallelo con la celebrazione Eucaristica. L’ascolto della Parola, il cammino condiviso, l’accoglienza e lo spezzare del pane aiutano a comprendere il significato della Messa.
Due presentazioni in ppt per i bambini del primo anno di catechismo sono dedicate alla riflessione e alla preghiera sui discepoli di Emmaus e alla spiegazione di cosa è, e cosa non è, la messa.
Un’altra presentazione è pensata per una giornata di ritiro in preparazione alla Prima Comunione. Vengono approfonditi due momenti eucaristici: l’ultima cena di Gesú e l’incontro con i discepoli di Emmaus.
Le immagini sono scannerizzate da "Dossier Catechista - Elledici".
Un percorso per i bambini
Il PowerPoint con le immagini del brano evangelico dei discepoli di Emmaus è da utilizzare con i bambini.
Il materiale può sostenere una narrazione graduale, nella quale ogni immagine diventa occasione per una domanda, una breve preghiera, un’attività o un confronto con l’esperienza quotidiana dei partecipanti.
Un percorso per la Prima Comunione
La presentazione per una giornata di ritiro in preparazione alla Prima Comunione approfondisce l’ultima cena di Gesú e l’incontro con i discepoli di Emmaus.
Il collegamento tra i due episodi aiuta a presentare l’Eucaristia come memoria viva dell’amore di Gesù e come incontro che apre alla comunità cristiana.
Arcabas e la speranza cristiana
Poi Arcabas si appassionò ai testi apocrifi che, come era già accaduto per i pittori della Biblia Pauperum, gli consentirono di raccontare anche storie e avvenimenti della vita di Gesù che non erano racchiusi nei vangeli sinottici.
Insieme, lui e Jacqueline lessero la Bibbia e i Vangeli, si avvicinarono alla teologia, si fecero aiutare da un sacerdote amico che porteranno nel cuore con riconoscenza fino alla fine dei loro giorni.
Un giorno un amico, al termine di una lunga discussione su temi religiosi, consigliò ad Arcabas di leggere la Bibbia… molti anni dopo, egli ebbe a dire: “Quel giorno la fede mi cadde addosso come un secchio d’acqua”.
Dopo un percorso appassionato, i due si convertirono.
Isabelle, la loro figlia, dice che è stata una grande fortuna per Etienne e per lei essere figli di convertiti, perché i suoi genitori non hanno mai imposto nulla ai figli, non hanno mai dato per scontato nulla.
Ma guardandoli vivere e, soprattutto, guardando il padre dipingere scene religiose con una passione e un’intensità uniche, impararono da loro e iniziarono a loro volta un percorso di fede.
Il grande crocifisso e la denuncia del male
Il giovane Arcabas entra a far parte di “Esprit”, un gruppo di giovani artisti (scrittori, poeti, filosofi, attori…) particolarmente attenti a ciò che accade intorno a loro, che si ritrovano per condividere le proprie idee e che denunciano con forza le ingiustizie.
Un giorno questo gruppo, dopo aver a lungo studiato e discusso la questione, decide di mettere in scena una trasposizione teatrale di “Cimiteri sotto la luna”, un drammatico testo di Georges Bernanos nel quale l’autore denuncia con forza le colpe di chi - uomini di Chiesa compresi - aveva scelto, nel tempo drammatico della guerra civile spagnola, di assicurarsi o salvaguardare il potere e la sicurezza personali invece di lottare per proteggere la popolazione e quei preti, come “il curato di campagna” che invece cercavano in tutti i modi di proteggere la propria gente.
A lui, pittore, è affidato il compito di preparare lo scenario che farà da sfondo alla rappresentazione.
Egli crea qualcosa di incredibile: in una struttura di 5 metri per 5 dipinge, al centro, un grande, straziante crocifisso: è un giovane uomo appeso alla croce per i polsi.
Il capo reclinato e le gambe molli ci dicono che è spirato da poco, che la terribile gabbia toracica che racconta di sforzi immensi ad ogni respiro - per avere aria doveva ogni volta sollevarsi, puntando sui piedi straziati - ora è immobile.
Questo giovane crocifisso è la vittima innocente della brama di potere, dell’incapacità o della non volontà di qualcuno di capire chi ci ha davanti, del timore del potere per qualcuno che la gente ama e che per questo potrebbe minare lo stato delle cose.

La strage degli innocenti e le maschere del potere
Attorno al crocifisso Arcabas pone quattro quadri nei quali raffigura il male assoluto, quello che è stato perpetrato in Spagna durante la Guerra civile ma che vediamo presente ancora oggi, nelle infinite guerre che continuano a insanguinare il mondo.
La morte di tanti bambini è rappresentata dall’immagine straziante della strage degli innocenti, con una mamma disperata che chiede inutilmente aiuto e stringe tra le braccia il suo piccolo morto.
Dietro di lei un soldato solleva un neonato tenendolo per un piedino mentre lo infilza con uno stiletto… non c’è bisogno di una spada per un esserino minuscolo…
Sotto vediamo una tomba nella quale sembra dibattersi uno scheletro che non può trovare pace e che riconosciamo perché sul feretro è posta la mitra, il copricapo dei vescovi.
Ancora una volta, chi ha il potere o lo vuole ottenere non guarda in faccia a nessuno: le gerarchie del clero spagnolo si schiereranno col regime, abbandonando il loro popolo all’orrore.
Saranno invece i preti di strada, i poveri curati dei racconti di Bernanos a stare accanto alla loro gente e spesso a morire con loro.
A destra in alto vediamo delle specie di maschere inespressive, fredde, indifferenti: il potere politico e quello religioso che pensa solo a se stesso.
In basso lo scandalo di un vescovo che, con la mano guantata, sfiora, con una benedizione blasfema, il capo di un giovane morto anche a causa sua e che la sua mamma stringe tra le braccia, disperata.
Una pietà semplice, drammatica. Un atto di accusa potente.
“Sono io. Non abbiate paura”
L’urlo di dolore e di protesta che esce forte da quest’opera non ci lascia però preda della disperazione e della rabbia.
Ai piedi della croce una bimba con un abitino chiaro regge tra le mani un cartello con una scritta che sa di speranza, che sa di consolazione, che è una certezza.
EGO SUM. NOLITE TIMERE, dice quel piccolo cartello con le parole di Gesù che Isabelle, la bambina di Arcabas, tiene tra le piccole mani.
Vuol dire “Sono io. Non abbiate paura”. Vuole anche dire: “io ci sono, non dovete aver paura”.
Quattro parole e una profusione di forme e colori. Il messaggio di Arcabas che non riguarda solo un avvenimento e un’epoca, ma che parla di tanti avvenimenti ancora oggi.
Anche se è sempre più difficile mantenere la speranza, guardiamo anche noi a quella bimba e al suo cartello.
Proposte per la catechesi con immagini e presentazioni
La presentazione “I discepoli di Emmaus 1” è stata ideata per una veglia di preghiera per ragazzi, giovani e adulti sul Vangelo dei Discepoli di Emmaus.
Con i testi della canzone di Gen Rosso Solo tu e i quadri della Cappella della Risurrezione di Arcabas, è adatta anche per la catechesi.
“Quelli di Emmaus” propone una intensa riflessione sulla Risurrezione di Gesù presentata in modo inconsueto, sotto forma di intervista ad uno dei discepoli di Emmaus.
Il testo è tratto da “Il caso del Nazareno” di Stuart Jackman, ed. Jesus, con immagini di Arcabas.
“Sulla via di Emmaus 2” è una presentazione con riferimenti tratti dalla lettera pastorale per l’anno 2011-12 di Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto “Sulla via di Emmaus”, dove è messo in concordanza il lavoro di ogni educatore con il cammino dei due discepoli di Emmaus che incontrano il Risorto.
“Betlemme casa del pane” è una presentazione ppt con testo per la veglia in preparazione alla S. Messa di Mezzanotte, sui discepoli di Emmaus.
“Il pane 4” è una presentazione ppt con un racconto di Bruno Ferrero, il vangelo dell’Ultima cena, i discepoli di Emmaus, per parlare ai bambini dell’Eucarestia e della Domenica giorno dell’Eucaristia vissuta con la comunità cristiana.
Un itinerario possibile
- Presentare il cammino dei due discepoli e la loro delusione.
- Osservare le immagini del ciclo di Arcabas.
- Rileggere il brano del Vangelo di Luca.
- Collegare l’ascolto della Parola alla celebrazione Eucaristica.
- Riflettere sul gesto dell’accoglienza e dello spezzare del pane.
- Concludere con il ritorno dei discepoli alla comunità.
La successione delle immagini e dei testi permette di adattare il percorso a diverse fasce d’età e a differenti momenti dell’anno liturgico.
Dossier Catechista 2026/2027
Dossier Catechista 2026/2027 è la rivista ELLEDICI pensata per accompagnare catechiste e catechisti nella formazione personale e nella preparazione concreta degli incontri con bambini, ragazzi, adolescenti e famiglie.
Ogni numero propone contenuti aggiornati, strumenti operativi e idee capaci di intercettare le sensibilità delle nuove generazioni, favorendo una partecipazione attiva e mantenendo al centro la fedeltà al messaggio cristiano.
Tra le novità dell’annata 2026/2027 trovano spazio approfondimenti sul rapporto tra humanitas e catechesi, i racconti di Bruno Ferrero dedicati alle virtù, le preghiere in CAA con pittogrammi, proposte per comprendere e vivere meglio la Messa, grandi giochi di gruppo e numerosi inserti tematici dedicati, tra gli altri, a Gesù, san Francesco, al Natale, alla Quaresima e al tempo delle vacanze.
Particolare attenzione è riservata ai diversi destinatari della catechesi, con schede e percorsi specifici per ogni fascia d’età: dai bambini dai 3 ai 6 anni, accompagnati alla scoperta dei Salmi, fino al primo annuncio e all’iniziazione alla vita cristiana; dai preadolescenti, con un percorso centrato sulle relazioni, agli adolescenti, aiutati a mettere in dialogo vita e fede.
Non manca infine uno spazio dedicato ai genitori e alle esperienze di catechesi familiare.
Struttura della rivista
Rivista con 7 numeri completamente a colori, l’Agenda del catechista e due poster. Esce da settembre a maggio e viene inviata con largo anticipo.
64 pagine di attualità e formazione per i catechisti che operano nell’ambito della evangelizzazione, della catechesi e dell’iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi.
Quest'anno grafica completamente rinnovata, formato più comodo, schede operative raddoppiate e nuove rubriche.
È la rivista mensile - da settembre a maggio, nei mesi dell’attività catechistica - che viene inviata con largo anticipo per poter preparare gli incontri.
Offre 7 numeri all’anno a colori di 64 pagine in un formato pratico e comodamente utilizzabile con attualità, formazione e schede pratiche.
Con il numero di settembre dà in omaggio l’esclusiva Agenda del catechista; in omaggio nel mese di dicembre un poster con tematiche natalizie, nel mese di marzo o aprile un poster sulla Pasqua.
Le numerose schede operative utilizzano il linguaggio visivo e sempre nuove metodologie attive.
Per questo, anche molti insegnanti di religione cattolica le apprezzano e le usano con soddisfazione.
In ogni numero un inserto per il coinvolgimento e la formazione dei catechisti, o dei genitori nella Catechesi, o per ritiri e approfondimenti con i ragazzi.
Arcabas come strumento per una catechesi visiva
Le immagini di Arcabas possono sostenere una catechesi capace di coinvolgere lo sguardo, la memoria e la riflessione. I colori, i gesti e le espressioni dei personaggi aiutano a entrare nella narrazione evangelica e a collegarla all’esperienza dei partecipanti.
Il ciclo di Emmaus è particolarmente adatto per accompagnare gli incontri sulla Risurrezione, sull’Eucaristia, sulla Messa, sulla Prima Comunione e sul cammino della fede.
La forza delle immagini permette di lavorare anche con chi incontra difficoltà nella lettura o preferisce un approccio visivo. Le scene possono essere osservate in silenzio, descritte, confrontate con il testo biblico e collegate alle domande dei bambini e dei ragazzi.
«Della bellezza non si parla, la si contempla».
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