Andrea del Sarto, San Giovanni Battista: il dipinto legato al tema del Battesimo

Il San Giovanni Battista di Andrea del Sarto è un dipinto a olio su tavola, databile intorno al 1523, oggi conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. La figura del santo, rappresentata a mezza figura e accompagnata dai suoi attributi tradizionali, doveva probabilmente costituire il fulcro di un ciclo dedicato al tema del Battesimo di Cristo.

San Giovanni Battista, patrono di Firenze, è raffigurato in posizione eretta, muscoloso e fiero, con la scodella del battesimo, la tunica di peli di cammello, il crocifisso formato da due canne e il cartiglio allusivo alla frase Ecce Agnus Dei, cioè «Ecco l’agnello di Dio». Il corpo atletico, il volto giovanile e lo sguardo orgoglioso mostrano l’interesse di Andrea del Sarto per l’arte classica e per la pittura monumentale.

Andrea del Sarto San Giovanni Battista

Scheda dell’opera

VoceInformazione
ArtistaAndrea Del Sarto (1486/ 1530)
TitoloSan Giovanni Battista
Datazione1523 circa
Tipologiadipinto
Materia e tecnicatavola/ pittura a olio
MisureAltezza: 94 cm; Larghezza: 68 cm
Luogo di conservazioneGalleria Palatina e Appartamenti Reali
LocalizzazionePalazzo Pitti
Numero d’inventarioPalatina 272
Codice di catalogo nazionale0900228544
Condizione giuridicaproprietà Stato
Ente competente per la tutelaLe Gallerie degli Uffizi

Il soggetto e gli attributi di San Giovanni Battista

Il dipinto presenta un soggetto sacro e raffigura San Giovanni Battista. Il santo indossa un abbigliamento all’antica e il suo aspetto è definito da una serie di attributi riconoscibili: la croce, il vestito di pelle animale, la scodella e il cartiglio.

San Giovanni Battista si erge muscoloso e fiero per tutta l’altezza della composizione, accompagnato dai suoi tipici attributi: la scodella con la quale ha battezzato Gesù, la tunica fatta con peli di cammello e il crocifisso ricavato da due canne, utilizzati durante la sua meditazione nel deserto, e un foglio nella mano sinistra, allusione al tipico cartiglio con la scritta Ecce Agnus Dei («Ecco l’agnello di Dio») che Giovanni Battista tradizionalmente porta con sé in tutte le sue antiche raffigurazioni.

La composizione e la figura del santo

Il corpo prestante e atletico e il volto giovanile ma comunque caratterizzato da uno sguardo orgoglioso, ci fanno comprendere quanto fosse elevato in Andrea del Sarto l’interesse per l’arte classica, qui aggiornato probabilmente anche sugli esiti della pittura monumentale di fra' Bartolomeo della Porta.

La figura del Battista concentra l’attenzione sulla presenza fisica del santo e sulla forza solenne della sua immagine. La struttura verticale della composizione valorizza il corpo, mentre gli attributi permettono di riconoscere il personaggio e di richiamare la sua missione profetica e battesimale.

La scelta di rappresentare il santo con un corpo vigoroso e armonioso collega la tradizione dell’immagine sacra alla cultura figurativa dell’antichità classica. La potenza anatomica non è separata dalla funzione religiosa della figura, ma contribuisce a comunicarne autorevolezza e intensità spirituale.

Il rapporto con il Battesimo di Cristo

Nel catalogo della Palatina del 2003, riprendendo ipotesi precedenti si ritiene che il San Giovanni Battista dovesse costituire il fulcro del ciclo sul tema del Battesimo di Cristo.

Probabilmente il dipinto era inizialmente destinato a decorare, nella dimora di Benintendi, un’anticamera il cui tema era quello del battesimo: questa ipotesi, formulata da John Shearman sulla base dei documenti riguardo a quell’anticamera, e oggi accettata dai più, permetterebbe di datare l’opera al 1523 circa.

Il collegamento con il tema del Battesimo di Cristo trova un ulteriore riferimento nell’affresco realizzato da Andrea del Sarto per il ciclo dedicato alle storie di San Giovanni Battista. L’affresco è considerato il capolavoro di Andrea del Sarto; realizzato in un lungo arco di tempo (1509-1526) permette di seguire passo passo l’evoluzione stilistica.

Il Battesimo di Cristo è tra le prime scene realizzate e vi domina un perfetto equilibrio. Le anatomie, indagate con esattezza, sono al contempo possenti e armoniose: per questo Andrea fu soprannominato dai contemporanei il “pittore sanza errori”.

Il quadro PERFETTO?Geometria ed equilibrio | Il BATTESIMO di Cristo di Piero della Francesca ANALISI

La committenza di Giovan Maria Benintendi

Stando a ciò che Giorgio Vasari ci dice nelle sue Vite, questo San Giovanni Battista di Andrea del Sarto fu realizzato per il banchiere fiorentino Giovan Maria Benintendi, nella cui residenza figurava ancora al tempo della stesura dell'opera vasariana.

Giovan Maria Benintendi aveva commissionato anche la decorazione della sua anticamera, costituita da quattro dipinti: Betsabea al bagno del Franciabigio, La leggenda del figlio del re morto del Bachiacca, il Battesimo di Cristo del Bachiacca e l’Adorazione dei Magi del Pontormo.

La Betsabea al bagno del Franciabigio e La leggenda del figlio del re morto del Bachiacca si trovano nella Gemäldegalerie di Dresda, mentre il Battesimo di Cristo del Bachiacca è conservato nella Gemäldegalerie di Berlino. L’Adorazione dei Magi è invece di Pontormo.

San Giovanni Battista, che peraltro è il santo patrono di Firenze e ciò costituisce un motivo di attaccamento maggiore al dipinto da parte del suo committente, si inseriva quindi in un contesto decorativo strettamente collegato alla figura del Battista e al sacramento del battesimo.

La storia nelle collezioni medicee

Il quadro fu donato poi, nel 1553, al duca Cosimo I: da allora ha sempre fatto parte delle raccolte medicee e oggi si trova alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti, dove è stato portato nel 1687.

Il Vasari ci parla di due mezze figure di San Giovanni Battista compiute da Andrea, l'una per Giovan Maria Benintendi che poi donò a Cosimo I, l'altra destinata al Gran Maestro di Francia ma poi venduta a Ottaviano de' Medici.

Anche se non sappiamo nulla del secondo dipinto, il primo con il suo donatore sono ricordati in un documento della Guardaroba Medicea del 1553. La tavola, documentata nelle collezioni medicee sin dal 1589, risulta dunque identificabile con quella di Giovan Maria Benintendi.

Il dipinto è esposto in Sala Giove almeno dal 1828. La sua presenza nelle collezioni medicee e la successiva collocazione a Palazzo Pitti documentano la continuità della sua fortuna all’interno del patrimonio artistico fiorentino.

Attribuzione e datazione

L’opera è attribuita ad Andrea Del Sarto, artista vissuto dal 1486 al 1530. La datazione intorno al 1523 deriva soprattutto dal rapporto tra il dipinto e il progetto decorativo dell’anticamera di Giovan Maria Benintendi.

L’ipotesi della destinazione originaria permette di collocare la tavola in una fase significativa della produzione dell’artista, quando la ricerca sulla monumentalità delle figure, sull’anatomia e sull’equilibrio compositivo assume un ruolo centrale.

Il dipinto appartiene allo stesso periodo indicato per l’opera: ca 1523 - ca 1523.

Conservazione e restauro

Andato incontro a un certo degrado nel corso dei secoli, il dipinto ha dovuto subire un restauro nel 1984 da parte dell'Opificio delle Pietre Dure, che ha potuto rendere maggiormente leggibile un'opera il cui colore aveva subito dei danni un po' su tutta la superficie.

L’intervento ha quindi avuto l’obiettivo di recuperare la leggibilità complessiva della pittura, compromessa dal deterioramento del colore. La conservazione della tavola consente oggi di osservare più chiaramente la costruzione della figura, la definizione anatomica e il rapporto tra i colori e gli attributi del santo.

Dati di catalogazione

La scheda appartiene alla tipologia Opere/oggetti d'arte. L’ente schedatore è la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze.

La data di compilazione è il 1987, mentre le date di aggiornamento sono 1991 e 2006. A tergo della tavola è presente l’iscrizione “2684 (nero barrato nero) - numeri arabi”.

Il dipinto è identificato dal codice di catalogo nazionale 0900228544 e dal numero d’inventario Palatina 272. La licenza dei metadati è CC-BY 4.0.

tags: #andrea #del #sarto #battesimo