L’amuleto greco della crocifissione è spesso associato all’occhio greco, un simbolo azzurro e rotondo usato tradizionalmente come protezione dal malocchio, dall’invidia e dalle avversità. Conosciuto anche come occhio di Allah, Nazar o Evil Eye, compare in gioielli, ciondoli, bracciali, collane, portachiavi e decorazioni da appendere alle porte o alle pareti.
Il suo aspetto più riconoscibile è formato da cerchi concentrici, generalmente nelle tonalità del blu e dell’azzurro, con un centro scuro che richiama la pupilla. In Grecia è chiamato mati o matiasma, mentre in Turchia è noto come Nazar Bonjuk o occhio turco, ma il significato tradizionale rimane legato alla difesa dal malocchio e alla buona sorte.
Che cos’è l’occhio greco
L’Occhio di Allah è uno dei più famosi amuleti originari della Turchia e del Mar Egeo. Due sono le cose che caratterizzano questo simbolo: la sua forma rotonda e il suo colore blu.
Spesso si vede nel centro del disegno della Mano di Fatima. Altre volte si trova da solo, ad arricchire il design di gioielli, ciondoli, bracciali, collane.
L’occhio turco o greco è un potente talismano che affonda le radici nella tradizione e in epoca moderna diventa un perfetto souvenir per ricordare un viaggio. Conosciuto in tutto il mondo, l’occhio turco è detto anche Nazar Bonjuk o occhio di Allah, comunque sia è amuleto benaugurante, che protegge il destinatario del dono dalla cattiva sorte e dal malocchio.
Occhio greco, evil eye, nadir, e tantissimi altri nomi in base alle diverse parti del mondo, sono tutti termini con lo stesso significato. Che oggi ben si accompagnano nei nostri accessori bellissimi di moda: una collana, un bracciale, un ciondolo, un anello, degli orecchini, un portafortuna.
Il significato dell’amuleto
Il significato dell’Occhio di Allah - chiamato Nazar Bonjuk in turco, o Evil Eye in inglese, ma anche Occhio Greco - è la protezione dal malocchio e dal risentimento altrui.
È un amuleto molto diffuso in Turchia e in Grecia, in case, auto, uffici, negozi, e ovunque si voglia collocare scaramanticamente un oggetto che difenda dalle avversità.
L’occhio greco è un amuleto portafortuna che simboleggia la protezione dal malocchio, dall’invidia e dalla gelosia. Si crede che questo simbolo protegga da energie negative e avversità, respingendole e assorbendole per non farle penetrare.
La superstizione vuole che invidie e gelosie possano tramutarsi in una maledizione lanciata da uno sguardo malevolo e ricevere il malocchio causerebbe al malcapitato sfortuna e negatività nella propria vita.
Il malocchio nella tradizione greca
In Grecia il termine matiasma (μάτιασμα) o mati (μάτι) si riferisce proprio all’atto di lanciare il malocchio, infatti mati è la parola greca per occhio.
La particolarità del malocchio è che viene lanciato quando non ce ne accorgiamo, così per evitare questo aspetto, i popoli antichi iniziarono a indossare amuleti o gioielli con il simbolo dell’occhio sempre vigile.
Indossandolo, l’influsso malvagio si sarebbe così riflesso sulla persona che lo stava proiettando. Contrariamente alla credenza popolare, il malocchio non è necessariamente provocato da qualcuno che ti augura il male, ma deriva anche dall’ammirazione, inoltre poiché è tecnicamente possibile "chiamarsi" il malocchio, si consiglia di rimanere umili.
La convinzione è che i complimenti, anche se elargiti senza alcuna dose di cattiveria, contengano comunque un pizzico di invidia, consapevole o inconsapevole che sia. Questo accade soprattutto verso qualcosa di “nuovo”, che per i Turchi trova la massima esemplificazione nella nascita di un bambino.
Perché l’amuleto ha la forma di un occhio
Perché, fondamentalmente, gli occhi sono il nostro sguardo sul mondo, lo strumento con cui possiamo riversare i nostri pensieri -buoni o cattivi- su ciò che ci circonda.
Gli occhi sono lo specchio dell’anima vera e lo sguardo rappresenta il modo più diretto con cui comunichiamo i pensieri, anche quelli più reconditi. Da qui, nasce la convinzione che i complimenti contengano tutti una piccola dose di invidia, anche inconsapevole, e si esprime soprattutto verso qualcosa di nuovo.
Il simbolo dell’occhio sempre vigile avrebbe quindi la funzione di intercettare, respingere e riflettere l’influsso negativo prima che raggiunga la persona, la casa o l’oggetto protetto.
Il significato del colore blu
L’occhio turco o greco è riconoscibile anche per il colore azzurro/blu dal forte valore simbolico: infatti un tempo si pensava che chi nascesse in quelle terre, abitate da popoli di sfumature cromatiche più scure, con gli occhi chiari fosse portatore di sfortuna, così l’azzurro dell’amuleto serve ad esorcizzare le energie negative.
Nei paesi dell’Egeo era così raro trovare persone dotate di occhi azzurri, che iniziò a diffondersi la credenza secondo cui fossero i principali portatori di malocchio. Colorare l’amuleto antimalocchio di blu serviva, dunque, ad esorcizzare l’effetto del “male”, e a rifletterne le energie negative.
La leggenda suggerisce che l’Occhio con il suo colore blu possa essere usato per “neutralizzare” il malocchio, in turco “Nazar”. L’Occhio di Allah col suo colore blu serve a “neutralizzare” il malocchio, opponendogli una forza uguale e contraria.
Abbiamo già visto in un altro post (Il bianco e il blu), come la scelta del blu nel colorare cupole, infissi e tetti di case fosse appositamente studiata per tenere lontano il diavolo e, dunque, il male in generale.
La leggenda del masso e dell’uomo dagli occhi azzurri
La leggenda narra che una popolazione turca che abitava sul mare volesse spostare un grosso masso. Ma 100 uomini insieme non erano riusciti nell’impresa, né a spinta, né con l’esplosivo.
Allora ebbero l’idea di chiamare un uomo con gli occhi azzurri che viveva fuori dal villaggio e si pensava gettasse il malocchio. Lo portarono davanti al masso ed esclamò “che grande pietra!” e il masso subito di infranse.
Da qui le credenze sui poteri dell’Occhio Turco, oppure Occhio di Allah, come poi è stato chiamato. Si racconta che un gruppo di Turchi cercasse di spostare una roccia dalla riva del mare, ma non fosse riuscito nell’impresa nemmeno utilizzando la dinamite.
Si rivolsero, dunque, ad un abitante del posto, conosciuto come “portatore di malocchio”, che -una volta giunto a riva- esclamò: “Che roccia grande!”, ed immediatamente essa di frantumò sotto lo sguardo attonito dei presenti.
Si racconta con cento uomini cercassero di spostare un enorme masso dalla riva del mare che occultava il passaggio. Ricorsero a molti stratagemmi per toglierla di mezzo, compresa la dinamite, ma la roccia rimase intatta.
Alla fine si rivolsero a un uomo famoso per essere capace di scacciare il malocchio: a questi bastò guardare il sasso per frantumarlo in mille pezzi davanti a tutti. Da lì è nata la tradizione portafortuna dell’occhio turco.
La leggenda del neonato e dei complimenti
Si racconta, infatti, di una donna che avesse dato alla luce un bambino dalle guance perfettamente rosa, e che chiunque vedesse il bambino si complimentasse con la madre per l’ottima salute del nuovo arrivato. Dopo un paio di settimane, il bambino si ammalò.
Per i turchi è soprattutto legata alla nascita di un bambino. Si narra che una donna avesse partorito un bambino bellissimo dalle guance paffute e chiunque vedesse quel neonato si complimentasse con lei per l’ottima salute del piccolo.
Dopo un paio di settimane, il bimbo si ammalò. Da allora, in ricordo di questo mito, ai neonati viene immediatamente donato un braccialetto o un ciondolo così vengono allontanati i cattivi auspici.
È un male che colpisce soprattutto i bimbi e i neonati: nei primi giorni di vita vengono riempiti di apprezzamenti, ma qualcuno di questi ha intenti negativi. Per tradizione nei Paesi affacciati Mar Egeo, dove è molto popolare, il talismano viene subito fatto indossare ai neonati con una spilla da balia, per difenderli e come augurio di buona vita.
Come viene utilizzato l’occhio greco
Il simbolo viene attaccato sui pannolini dei bambini, sulla porta della casa, e in ogni luogo in cui sia necessario difendersi dalle avversità.
L’antico mito sopravvive nei secoli e anche oggi è di rigore regalare l’amuleto, appenderlo alle porte e al collo per respingere i cattivi auspici e proteggersi dalla sfortuna.
In Turchia e in Grecia c’è l’imbarazzo della scelta per il modello: di ogni dimensione, usato in bigiotteria, inserito in insegne di benvenuto sulla porta, appeso sui rami degli alberi.
Appesi ai rami spogli come fossero coriandoli azzurri che si muovono nel vento, o legati accanto alle porte, oppure minuscoli ciondoli usati per qualsiasi cosa, collane, bracciali, orecchini, portachiavi.
Amuleto regalato e amuleto spezzato
È fondamentale che l’amuleto venga ricevuto in regalo e non acquistato per sé stessi, e se si rompe, è segno che ha protetto da un attacco di malocchio e va sostituito.
Conosciuto in tutto il mondo, l’occhio turco è detto anche Nazar Bonjuk o occhio di Allah, comunque sia è amuleto benaugurante, che protegge il destinatario del dono dalla cattiva sorte e dal malocchio.
Attenzione: l’occhio non va mai acquistato da sè, ma si accetta solo se regalato! Inoltre, qualora si rompesse va immediatamente sostituito!
Quando l’Occhio di Allah si rompe, vuol dire che ha subìto l’attacco del malocchio e l’ha respinto, disintegrandosi.
Rapporto con Allah e con la religione
L’origine dell’Occhio di Allah, al contrario di quanto può sembrare dal nome, non ha nulla di religioso. È legata a una leggenda turca, e infatti questo simbolo è anche conosciuto come Occhio Turco.
Anche se viene chiamato occhio di Allah in alcune regioni, non ha niente a che fare con la religione. Anzi, la sua nascita è legata ad un’altra leggenda turca.
Infatti quest’occhio è presente anche nella tradizione musulmana e prende il nome di ”occhio di Allah” ed avrebbe la stessa funzione di protezione dalle avversità.
Il malocchio è un qualcosa presente in ogni fase della storia dell’uomo, dall’antica Mesopotamia fino a i giorni nostri e, per difendersi da esso, si sono creati vari tipi di amuleti.
Il collegamento con l’occhio di Horus
Uno di questi amuleti, ritenuto tra i più conosciuti e i più potenti è senza dubbio l’occhio di Allah, chiamato anche occhio greco, evil eye (inglese), mauvais oeil (francese), böse Blick (tedesco), ayn hasad (arabo) e olho gordo (portoghese brasiliano).
L’occhio di Allah si trova anche su un altro simbolo para-religioso molto importante che è la mano di Fatima. Questo simbolo è di origine antica e si trova in molte culture, la tradizione presente nei paesi del mediterraneo si fa risalire a quella egizia relativa all’occhio di Horus, un antico Dio egizio sotto la forma di un falco.
Il disegno del suo occhio era utilizzato per allontanare la mala sorte.
L’occhio greco nella gioielleria
Col tempo, ovviamente, l’attenzione verso queste credenze va attenuandosi. I moderni designer di gioielli hanno rielaborato i tratti di questo simbolo, inserendolo in ciondoli, bracciali e collane portafortuna, conservando il forte impatto della sua forma tonda e del suo colore blu.
Che oggi ben si accompagnano nei nostri accessori bellissimi di moda: una collana, un bracciale, un ciondolo, un anello, degli orecchini, un portafortuna. Ma cuscini, portancadele, tazze e tazzine. Chi più ne ha, più ne metta!
Questi gioielli con l'occhio greco sono, oltre che belli, ancora più preziosi grazie al significato che portano con sè, e che trova origine in una credenza popolare dalle origini antichissime, che trova fondamento nel mondo antico e proprio nella cultura greca.
Ora l’Occhio di Allah è conosciuto soprattutto come simbolo legato alla Turchia, dove è nato, e alla Grecia, dove in seguito si è molto diffuso. E le sfumature di blu che caratterizzano i suoi cerchi evocano i paesaggi del mare e delle isole, e il cielo terso sopra il Mediterraneo.

Forme e oggetti decorativi
L’Occhio di Allah si vede spesso all’interno della Mano di Fatima. Il simbolo può comparire anche su insegne di benvenuto, decorazioni domestiche e oggetti legati alla vita quotidiana.
In Grecia di questi occhi se ne possono trovare veramente molti in giro per i negozietti locali, ma esemplari più o meno identici e che richiamano alla stessa tradizione si trovano pure in Turchia.
Oggi l’occhio greco può essere inserito in braccialetti, medaglioni, ciondoli, portachiavi, anelli, orecchini, collane e altri accessori. La forma circolare e le tonalità blu restano gli elementi che rendono il simbolo immediatamente riconoscibile.
| Nome | Area o lingua | Significato tradizionale |
|---|---|---|
| Occhio greco | Grecia e Mar Egeo | Protezione dal malocchio |
| Occhio turco | Turchia | Difesa dalle avversità |
| Nazar Bonjuk | Lingua turca | Amuleto contro il malocchio |
| Occhio di Allah | Paesi di cultura musulmana | Protezione simbolica |
| Mati o matiasma | Grecia | Malocchio o atto di lanciarlo |
| Evil eye | Lingua inglese | Occhio contro il malocchio |
Il significato culturale del souvenir
L’occhio turco o greco è un potente talismano che affonda le radici nella tradizione e in epoca moderna diventa un perfetto souvenir per ricordare un viaggio.
Le sfumature di blu che caratterizzano i suoi cerchi evocano i paesaggi del mare e delle isole, e il cielo terso sopra il Mediterraneo. Luoghi splendidi che custodiscono i segreti di tantissime storie che indossiamo!
Il suo valore contemporaneo non dipende soltanto dalla funzione scaramantica: l’amuleto richiama anche la Grecia, la Turchia, il Mar Egeo e l’estetica mediterranea. Per questo viene usato tanto come oggetto decorativo quanto come accessorio personale.
Uso moderno e significato simbolico
Fin qui abbiamo raccontato tante cose su leggende e superstizioni… Ma non conta solo questo!
Col tempo, ovviamente, l’attenzione verso queste credenze va attenuandosi. I moderni designer di gioielli hanno rielaborato i tratti di questo simbolo, inserendolo in ciondoli, bracciali e collane portafortuna, conservando il forte impatto della sua forma tonda e del suo colore blu.
Il simbolo mantiene così un doppio significato: da una parte è un amuleto legato alla protezione e alla buona sorte, dall’altra è un elemento decorativo immediatamente associato alla cultura greca e mediterranea.
Chi ha scelto quel simbolo, non ci sono dubbi, conosce il significato dell’occhio greco e la sensazione è che abbia, come dire, firmato la campagna con quest’auspicio, quello di respingere la malasorte.
tags: #amoleto #greco #crocifissione