La masticazione è una competenza fondamentale che i bambini acquisiscono gradualmente. Richiede lo sviluppo coordinato dei muscoli della bocca, della lingua e della mandibola, oltre a un buon controllo neuromotorio.
Se un bambino non mastica, probabilmente avrà bisogno di più tempo e attenzione, non è necessariamente indice di altro. Naturalmente, come sempre, il nostro ruolo di genitori è sostenere i piccini ed accompagnarli, sempre stando attenti ad osservare i segnali che ci mandano e confrontandoci con pediatri e medici di riferimento.
Che cos’è la masticazione
La masticazione è la prima fase della digestione, che ha inizio nella bocca, dove il cibo viene ridotto dai denti in piccoli pezzi, attraverso il movimento di chiusura e apertura della stessa. La saliva e i suoi enzimi intervengono in questo processo, facilitando la deglutizione e il processo di digestione dei carboidrati.
Si parla di masticazione corretta quando è lenta e trasforma il cibo in un impasto pronto da digerire. Il cibo sminuzzato, infatti, viene digerito e assorbito meglio dal corpo, senza affaticare l’apparato digerente.
Una buona masticazione permette agli enzimi digestivi di entrare in contatto con il cibo e di assorbirne più facilmente i nutrienti. Inoltre, una masticazione corretta e lenta, non solo favorisce la digestione, ma agevola anche la naturale pulizia dei denti, perché si attua un piccolo massaggio alle gengive che previene la sensibilità dentale, evitando che i batteri si depositino all’interno della bocca.
Per molti adulti la masticazione è un gesto automatico, quasi scontato. Eppure per i bambini imparare a masticare bene rappresenta una conquista che coinvolge coordinazione, propriocezione e intenzionalità.
Come si sviluppa la masticazione
Nei primi mesi di vita, i neonati si nutrono esclusivamente di latte, utilizzando il riflesso di suzione, un meccanismo innato che consente loro di alimentarsi senza masticare. La funzione orale è la prima che si sviluppa nel feto, infatti già a 10 settimane compare la suzione e a 15 settimane la deglutizione.
Possiamo dunque affermare che la suzione è un riflesso innato, diversamente dalla masticazione che è legata alla maturazione neuro-sensoriale, allo sviluppo di abilità motorie e allo sviluppo delle strutture della bocca.
La bocca rappresenta per il lattante lo strumento per conoscere il mondo. Il piccolo comincia col portare le manine alla bocca, per poi passare a tutti gli oggetti che gli capitano a tiro giochi, lenzuola, il viso della mamma, il cibo.
La fase in cui tende a portare tutto alla bocca è detta fase orale, e fa il suo corso mentre progredisce lo sviluppo neuro-psicologico. In questa fase è estremamente importante, per evitare episodi di soffocamento, che il bambino non maneggi oggetti piccoli e facilmente ingoiabili o cibo non adatto alla sua fase di sviluppo.
Le principali tappe
A 3 mesi di vita si attenua il riflesso di protrusione della lingua, un meccanismo innato di difesa grazie al quale il quale il piccolo rifiuta tutto ciò che non è latteo, e a 6 mesi esso è completamente scomparso e il neonato è pronto a un’alimentazione più solida, complementare al latte.
Con l’introduzione dell’alimentazione complementare, di solito intorno ai 6 mesi, iniziano i primi approcci con cucchiaini e cibi di diversa consistenza. In questa fase, la lingua svolge un ruolo centrale nel movimento del cibo nella bocca, ma la vera masticazione - con attivazione dei muscoli mandibolari e movimenti laterali - si sviluppa più lentamente.
Il passaggio dagli alimenti cremosi e semi liquidi delle prime pappe a consistenze maggiori dovrebbe essere fatto già a 7-8 mesi, in modo da favorire e “indurre” la masticazione spontanea dei cibi, che tra l’altro favorisce anche l’eruzione dei denti.
Verso i 10-12 mesi la funzione alimentare progredisce, e dall’abilità di morso si passa alla masticazione, prima in maniera riflessa per poi diventare più completa. A questa età la maggior parte dei bambini è in grado di portare autonomamente il cibo alla bocca, bere da una tazza utilizzando entrambe le mani e mangiare cibo di dimensioni sempre maggiori.
Intorno ai 10-12 mesi, molti bambini iniziano a masticare in modo più efficace, anche se con cibi morbidi. Verso i 18-24 mesi, la maggior parte dei bambini è in grado di masticare pezzi di cibo più grandi e consistenti.
Nella fascia di età tra i 24 ed i 30 mesi la mandibola è in grado di compiere movimenti tali da raggiungere la capacità di masticazione matura. La masticazione viene, poi, in genere padroneggiata intorno ai 18-24 mesi quando potranno mangiare tranquillamente i cibi per adulti.
| Età indicativa | Sviluppo della competenza |
|---|---|
| Primi mesi | Il bambino utilizza soprattutto suzione e deglutizione del latte. |
| Circa 6 mesi | Il riflesso di estrusione si riduce e iniziano gli approcci con consistenze diverse. |
| 6-8 mesi | Si possono proporre gradualmente consistenze semi-solide e piccoli pezzi morbidi. |
| 10-12 mesi | La funzione alimentare progredisce dall’abilità di morso alla masticazione. |
| 18-24 mesi | La maggior parte dei bambini acquisisce una masticazione più efficace e gestisce pezzi più consistenti. |
| 24-30 mesi | La mandibola può raggiungere movimenti compatibili con una masticazione matura. |
Ogni bambino segue un proprio percorso di crescita, ma i tempi per imparare a masticare sono più o meno uguali per tutti. Per sapere se il proprio bambino è pronto a sperimentare alimenti più consistenti è consigliabile rivolgersi al Pediatra.
Perché il bambino non mastica
Anche se di solito tutto avviene naturalmente nei giusti tempi, alcuni bambini possono incontrare ostacoli che rallentano o complicano questo processo. Indipendentemente dai fattori legati alle tempistiche e alle varie tappe dello sviluppo, può capitare che il bambino si rifiuti di masticare anche a 2 anni o anche dopo.
Il bambino deve cambiare radicalmente le azioni che svolge per nutrirsi, deve dare l’avvio alla masticazione. Durante la suzione al seno o biberon la lingua compie un certo tipo di movimento che, invece, durante la masticazione deve essere completamente modificato.
Può capitare che il bambino allontani il cibo con la lingua, appena si avvicina il cucchiaino alla bocca aperta. Comunemente si interpreta questo come un rifiuto della pappa perché non gli piace, ma in realtà dobbiamo considerare che per i lattanti non esiste la masticazione spontanea, devono imparare.
Non temete se vi capita che il bimbo “sputi” la pappa senza nemmeno averla assaggiata, è solo il riflesso di estrusione. Questo è un normale riflesso arcaico, determinato dalla postura della lingua, che in genere scompare dal 6° mese.
Riflesso di estrusione e gag reflex
Fino ai 6 mesi tutti i bambini hanno il riflesso di estrusione, cioè quello stimolo naturale a spingere fuori la lingua per sputare oggetti estranei. Questo riflesso scompare gradualmente a partire tra i 4 e i 6 mesi ed è proprio in questo momento che possiamo cominciare ad introdurre le prime pappe dando il via allo svezzamento.
Tuttavia non possiamo aspettarci che il riflesso di estrusione sparisca del tutto all'improvviso: è probabile che nei primi tempi non gradisca tutte le consistenze proposte e sputi, ad esempio, le pappe più grumose.
Alcuni bambini possono conservare anche dopo i 6 mesi il gag reflex, cioè il riflesso anti-soffocamento, più a lungo di altri: si tratta di un vero e proprio conato che difficilmente sfocia nel vomito che può spaventare parecchio ma che in realtà è un riflesso naturale.
Il bambino, in pratica, espellerà il cibo nella parte anteriore della bocca non appena questo raggiungerà la parte posteriore della lingua. I bambini abituati per troppo tempo a mangiare pappe liquide ed omogeneizzati hanno maggiori difficoltà ad abituarsi a cibi a pezzetti o di consistenze più grumose e il loro primo istinto è, appunto, il gag reflex.
Cause alimentari, sensoriali ed emotive
- Un uso prolungato di cibi frullati o omogeneizzati può ritardare l’apprendimento della masticazione, poiché non stimola adeguatamente i muscoli coinvolti.
- Un’esperienza traumatica, come un episodio di soffocamento, può portare a un rifiuto persistente dei cibi solidi per paura o disagio.
- Alcuni bambini hanno ipersensibilità orale che rende fastidiosa la percezione di certe consistenze, sapori o temperature.
- Può entrare in gioco una variabile psicologica legata al momento del pasto vero e proprio, ad esempio le modalità con cui si consuma il pasto o un problema relazionale con chi somministra il cibo.
- La neofobia alimentare può essere complice del rifiuto del bambino.
I piccoli che si rifiutano di masticare spesso nascondono problemi relazionali con chi gli somministra il cibo; con il cibo stesso; per un eccessivo ritardo nell’introduzione di alimenti solidi; dovuti al non aver avuto pazienza a rispettare il loro bisogno di imparare, “sperimentando” con il cibo, sporcandosi, lanciandolo o giocando sul seggiolone; legati ad un atteggiamento iperprotettivo da parte del genitore, che può aver innescato la paura.
Masticare e ingoiare sono due movimenti opposti: ingoiare ricorda la suzione del latte, masticare, invece, si associa ai dentini che spuntano, quindi a dolore e fastidio. I bambini che non masticano possono esprimere una loro paura o inibizione nella manifestazione delle componenti aggressive all’interno della famiglia, che non va assolutamente sottovalutata.
Possibili cause anatomiche e neuromuscolari
Condizioni come un frenulo linguale corto, ipotonia muscolare o disprassia orale possono limitare i movimenti necessari alla masticazione. Anche problemi dentali o gengivali possono compromettere la masticazione, perché il dolore ai denti o alle gengive può rendere difficile triturare gli alimenti.
Il disturbo di masticazione può dipendere da un disordine nella distribuzione di denti, che a sua volta può dipendere da un difetto della mascella o della mandibola; dalla presenza di problemi dentali o gengivali; da uno scorretto posizionamento della lingua all’interno della bocca; oppure dall’atteggiamento viziato di spingere la lingua contro i denti.
Il bruxismo implica il digrignare e serrare con forza i denti durante il sonno. Questa azione stressa i muscoli masticatori, i legamenti dell’articolazione e l’intera area temporo-mandibolare.
A discapito di ciò che un genitore può associare alla masticazione, ovvero la sola area della bocca, un disturbo masticatorio può dipendere in realtà anche da problemi posturali: per esempio, problemi di appoggio dei piedi, come il piede piatto, possono incidere sulle competenze masticatorie.
Succhiare il pollice, non lasciare il ciuccio quanto prima, prolungare l’uso del biberon possono essere comportamenti a rischio, cattive abitudini orali tali da esporre al pericolo della maggiore incidenza di problemi masticatori.
Masticazione, crescita della bocca e denti
La masticazione è un processo necessario e fondamentale per lo sviluppo naturale ed equilibrato del sistema masticatorio, della struttura della bocca e dei muscoli della faccia e delle ossa del cranio.
Lo sviluppo della capacità di masticare dipende da una corretta crescita della struttura ossea, mascella e mandibola, e dei muscoli della bocca, di denti, lingua, guance e labbra. Detto sviluppo è anche alla base della deglutizione.
La masticazione è più efficiente dopo l’eruzione dentaria, ma può essere attuata anche in assenza di denti utilizzando le gengive. L’eruzione dentaria migliora e perfeziona lo sminuzzamento dei cibi aumentando la superficie di contatto con essi e distribuendo forza e compiti fra i denti.
Con l’esercizio a masticare procede anche lo sviluppo della bocca. I cibi influiscono sullo sviluppo anatomico e funzionale dell’apparato masticatorio.
La “palestra masticatoria”
Quando si parla di “palestra masticatoria” si intende l’allenamento naturale dei muscoli coinvolti nella masticazione. Ogni volta che il bambino mastica un cibo più duro, questi muscoli lavorano di più e trasmettono uno stimolo positivo alle ossa mascellari.
Nel tempo questa attività contribuisce alla crescita e all’espansione delle ossa, sostenendo uno sviluppo più equilibrato delle arcate. Arcate più ampie garantiscono lo spazio necessario affinché tutti i denti possano erompere e posizionarsi in modo corretto.
Questo aiuta a ridurre il rischio di denti affollati e rappresenta un fattore di prevenzione per molte malocclusioni. Una buona abitudine masticatoria non sostituisce le visite periodiche dall’odontoiatra pediatrico, ma le completa.
Educare il bambino a masticare con calma, usando entrambe le arcate, è un semplice gesto quotidiano che può fare la differenza nel tempo.
Consistenze e alimenti da proporre
Il passaggio dagli alimenti cremosi e semi liquidi delle prime pappe a cibi solidi o tagliati a dadini dovrebbe essere fatto intorno ai 6-8 mesi, per favorire la masticazione spontanea dei cibi, che a sua volta facilita anche l’eruzione dei denti.
È importante che i genitori tengano a mente che la masticazione è una competenza che il bambino acquisisce tra i 6 mesi e i 6 anni; durante tutto questo periodo il piccolo va accompagnato allo sviluppo di tale capacità.
Di fatto tardare l’introduzione di cibi solidi e la sperimentazione di nuove consistenze è un errore. I cibi vanno offerti sempre tenendo conto del rischio di soffocamento.
Come aumentare gradualmente le consistenze
- Iniziare con piccoli pezzi morbidi come banana o patata lessa.
- Proporre banana schiacciata, patata, legumi decorticati, carote cotte o mela schiacciata.
- Alternare le classiche pappe semiliquide, come vellutate o purea, con pappe diverse.
- Lasciare nella pappa qualche pezzetto riconoscibile, per abituare il bambino a “sentire” il cibo in bocca.
- Passare gradualmente a cibi preparati in modo diverso, con consistenze e grado di masticazione più elevato.
- Proporre pane tostato, bastoncini di verdura cotta o pezzetti di frutta matura adeguati all’età.
Non frullare sempre tutto. Lascia nella pappa qualche pezzetto riconoscibile: è un modo sicuro per abituare il bambino a “sentire” il cibo in bocca.
Un cibo croccante o “da mordere” non rappresenta solo un’esperienza più divertente: è anche uno stimolo che aiuta il bambino a capire cosa compone il suo piatto, a coordinarne i movimenti e a sentirsi parte del momento del pasto.
Alcuni esempi utili sono la crosta del pane, bastoncini di carote crude, cetrioli, finocchi o piccoli pezzi di frutta poco morbida, sempre adeguati all’età e alla capacità di masticazione.
Le verdure crude non sono solo alleate della salute generale, ma anche della salute orale dei bambini. Proporle regolarmente, in modo creativo e sotto forma di piccoli “snack croccanti”, permette di allenare la bocca mentre si assumono fibre, vitamine e minerali.
Alimenti da evitare o preparare con particolare attenzione
- Cibi sferici, come uva, olive e ciliegie.
- Cibi tagliati in modo inadeguato, a rondelle, soprattutto se di piccolo diametro.
- Alimenti appiccicosi o gommosi, come la mozzarella o le caramelle gelatinose.
- Cibi troppo duri.
- Alimenti filamentosi.
- Bocconi troppo grandi rispetto alla bocca piccola del bambino.
Sarebbe opportuno lasciare nella pappa dei pezzettini di piccole dimensioni, proporzionati alle capacità del bambino, tagliati in senso longitudinale, per evitare l’occlusione delle vie aeree, se dovessero andare di traverso, e sufficienti a stimolare la masticazione, senza comportare difficoltà eccessive per la deglutizione.
Il rischio di soffocamento
Una masticazione inadeguata aumenta il rischio che il bambino ingerisca bocconi troppo grandi o poco masticati, con conseguente possibilità di ostruzione delle vie aeree.
È fondamentale sapere che i bambini non sviluppano appieno la coordinazione tra masticazione e deglutizione prima dei 3-4 anni e che questo processo deve essere accompagnato e sorvegliato con attenzione.
Il bambino non deve mai essere lasciato da solo quando mangia, sia per ragioni di sicurezza sia perché è importante che viva la pappa come un momento di condivisione con i suoi familiari.
In questa fase è consigliato lasciare che il bambino utilizzi le mani per portare il cibo alla bocca, per acquisire coordinazione e autostima, ma è altrettanto importante favorire la presenza a tavola dei bambini insieme ai genitori evitando di lasciare cibi pericolosi o alimenti piccoli, a rischio ostruzione, alla loro portata.
Se il bambino è distratto durante il pasto, ad esempio guardando la TV, è più probabile che ingerisca cibo senza masticarlo bene, aumentando ulteriormente i rischi.
Come aiutare un bambino a masticare
Masticare è una vera e propria abilità e come tale richiede tanta pratica e tanto impegno per essere padroneggiata: il bambino deve imparare come muovere il cibo per scomporlo e come muovere la lingua da un lato all’altro prima di deglutire.
Affinché il bambino possa padroneggiare l’abilità della masticazione, ha bisogno di tempo per esercitarsi nei movimenti iniziali. La masticazione si impara… masticando!
Strategie quotidiane
- Rispetta i tempi del bambino.
- Comincia presto ad introdurre alimenti non omogeneizzati.
- Proponi cibi meno sminuzzati, soprattutto quando ha fame.
- Non forzarlo con consistenze a cui non è pronto.
- Permettigli di giocare, toccare, pasticciare e sporcarsi con il cibo.
- Fallo sedere a tavola con tutta la famiglia, così che possa osservare il comportamento “dei grandi” con il cibo.
- Non mostrare apprensione.
- Se inizialmente presenta un rifiuto a masticare, non demordere, ma prova ad offrirgli, nello stesso pasto, alimenti diversamente sminuzzati.
- Proponi cibi dalle consistenze diverse anche se li sputa e sembra non gradire: fai qualche giorno di pausa e poi riprova.
- Usa due piatti, uno per lui e l’altro per chi eventualmente lo imbocca.
Per favorire lo sviluppo di deglutizione e masticazione possiamo dargli oggetti sicuri da mettere in bocca e, appunto, masticare, come anelli gommosi o giochini di plastica.
Al tempo stesso possiamo aiutarlo ad allenare i muscoli della mascella facendo facce ed espressioni buffe e giocando con lui; incoraggiare le sue prime parole e balbettii; e coinvolgerlo nei pasti.
Utilizzare il gioco simbolico, cucinare insieme, usare piatti e posate “da grandi” e coinvolgere il bambino nella preparazione dei pasti lo rende più propenso ad assaggiare e masticare.
I bambini imparano per imitazione. Mangiare insieme e mostrare come si mastica può incentivare l’apprendimento.
Conta fino a 15 mentre mangi una piccola quantità di cibo. Così facendo gli mostrerai anche come mordere e masticare il cibo.
Evita distrazioni. Quando si mangia davanti alla TV o al tablet, la masticazione diventa automatica e il cervello fatica a registrare gusto e sazietà.
Giochi e attività per la muscolatura orale
Attività come soffiare bolle, gonfiare palloncini, bere con cannuccia o usare fischietti aiutano a rinforzare i muscoli della bocca.
Offrire alimenti di colori, forme e consistenze diverse può incuriosire e stimolare il bambino a provare. Ogni morso può essere un’occasione di scoperta: masticare bene aiuta i bambini a conoscere il cibo, ad ascoltare il corpo e a costruire un rapporto più sereno con l’alimentazione.
Se tuo figlio tende a ingoiare per intero il boccone non allarmarti: con la giusta gradualità e con cibi adeguati alla sua età, imparerà presto a gestire la bocca in modo coordinato e sicuro.
Masticazione e sviluppo del linguaggio
La masticazione non è solo un’attività legata alla nutrizione, ma gioca anche un ruolo fondamentale nello sviluppo delle abilità motorie orali necessarie per la produzione del linguaggio.
I muscoli coinvolti nella masticazione - lingua, labbra, guance, mandibola - sono gli stessi usati per articolare i suoni. Una scarsa tonicità o coordinazione di questi muscoli può riflettersi in difficoltà nella pronuncia, nella costruzione delle parole e nella fluenza del linguaggio.
Masticazione e linguaggio stanno in un rapporto diretto dal momento in cui si assume, come dato di fatto, che il linguaggio per svilupparsi correttamente ha bisogno delle stesse strutture di supporto di cui necessita la masticazione: guance, labbra e lingua, che per consentire di parlare bene devono essere allenate a muoversi in perfetta sintonia.
Secondo i logopedisti, stimolare adeguatamente la masticazione può favorire un miglior controllo motorio e una maggiore consapevolezza delle strutture orali, migliorando di conseguenza anche le capacità comunicative.
La progressione sul piano dell’alimentazione è strettamente connessa al modo in cui bambino utilizzerà la lingua per i primi suoni, vocalici all’inizio e poi sempre più complessi.
Quando rivolgersi a uno specialista
La maggior parte dei bambini supera queste difficoltà e impara a masticare correttamente intorno ai 12 mesi: se arrivati a questo punto non è ancora in grado di masticare è importante parlarne con il medico che potrà fare una valutazione delle varie tappe di sviluppo, sia della masticazione che del linguaggio, e prescrivere eventualmente una visita dal logopedista.
Se le difficoltà persistono oltre i 24-30 mesi, o sono accompagnate da problemi di crescita o linguaggio, è utile un consulto con pediatra, logopedista o terapista della deglutizione.
Il logopedista è uno specialista in grado di agire sulle difficoltà legate al linguaggio, alla comunicazione, alla parola e alla voce, ma preparato anche ad affrontare problemi legati alla deglutizione e alla masticazione.
È importante distinguere il disturbo della masticazione dal disturbo di deglutizione. Il disturbo di masticazione ha a che fare con la difficoltà nella triturazione del cibo, mentre la deglutizione riguarda il passaggio del cibo dalla bocca alle vie digestive.
Se il bambino mastica continuamente oggetti non alimentari, è necessario osservare il comportamento e parlarne con il pediatra, soprattutto quando il gesto è frequente, aggressivo, rischioso o associato all’ingestione di materiali non commestibili.
La pica è caratterizzata dal bisogno o brama di mangiare oggetti non alimentari, come carta, argilla o sabbia. Se sospetti che questo sia il motivo per cui il tuo bambino sta masticando, ti preghiamo di consultare immediatamente un medico.
Quando il bambino mastica oggetti non alimentari
Per i neonati e i bambini piccoli, mettere le cose in bocca è una normale fase dello sviluppo orale. Alcuni bambini, tuttavia, continuano a masticare articoli non alimentari ben oltre la fase di messa in bocca e dentizione.
La masticazione non è necessariamente un vizio. Per alcuni bambini può essere collegata allo stress o all’ansia, perché la masticazione fornisce alla mascella un input propriocettivo che è molto rilassante e organizzativo.
La masticazione come meccanismo calmante è particolarmente utilizzata da bambini con autismo e/o disturbi dell’elaborazione sensoriale. Gli individui con problemi sensoriali elaborano il mondo in modo diverso e questo, spesso, può essere opprimente.
Le stereotipie, o comportamenti auto-stimolatori, sono un modo in cui le persone con problemi sensoriali si organizzano e gestiscono tutte le informazioni sensoriali extra che bombardano i loro sistemi. Sono in genere qualcosa di ripetitivo, come sbattere le mani, dondolarsi avanti e indietro, girare le cose, ripetere certe parole, masticare.
Alcuni individui hanno quella che viene chiamata iposensibilità orale, che è un modo elegante per dire che hanno una limitata, o assente, sensazione in bocca. Gli individui con una limitata consapevolezza orale possono cercare attività che forniscano una maggiore risposta orale, come mangiare cibi croccanti, riempire la bocca con il cibo, digrignare i denti e/o masticare articoli non alimentari.
La masticazione può essere anche un modo molto efficace per aumentare la concentrazione e bloccare altre distrazioni, soprattutto perché si tratta di un movimento ripetitivo. La masticazione attiva anche i muscoli della mandibola fino al collo, il che conferisce maggiore stabilità che è fondamentale, in particolare per i bambini con una ridotta pianificazione motoria.
Altre possibili ragioni sono la dentizione, la noia, l’abitudine o il bisogno di masticare associato all’alimentazione tramite sonda gastrica. Quando i molari iniziano a spuntare, non è raro vedere bambini masticare per cercare sollievo.
In questi casi, dire al bambino di smettere non sempre funziona, perché il comportamento può rispondere a un bisogno sensoriale. È importante ridurre i rischi e chiedere il supporto del pediatra quando la masticazione è intensa, persistente o pericolosa.
In particolare, quando la masticazione è legata ai sensi, un terapista occupazionale può aiutare a mettere insieme una “dieta sensoriale” di strategie aggiuntive.
Indicazioni per un percorso sicuro
È sconsigliabile, magari nel timore che possa soffocare, mantenere una dieta liquida e frullare sempre tutto: è infatti dimostrato che quanto più si offre al bambino l’opportunità di masticare tanto più progredisce nella crescita, non solo motoria ma anche psicologica e comportamentale.
Al contrario, se si aspetta troppo tempo, si rischia di lasciarsi sfuggire questo periodo particolare, in cui il piccolo ha voglia di cimentarsi in esperienze nuove.
La raccomandazione, dunque, è alquanto semplice: bisogna accompagnarlo nella sua scoperta dei vari alimenti, proponendogli di volta in volta ciò che è in grado di masticare e lasciandogli naturalmente tutto il tempo necessario.
L’importante è adottare consistenze e presentazioni più “facili” per lui, per accompagnarlo con fiducia, pazienza e un pizzico di creatività.
Un approccio paziente, positivo e informato permette di superare eventuali difficoltà, supportando il bambino in un percorso fondamentale verso l’autonomia.
