Accoglienza presso il Santuario di Sant’Antonio a Polla

Il Santuario francescano di Sant’Antonio a Polla è un luogo di accoglienza spirituale, preghiera e cultura, dove i pellegrini possono affidare al Santo le proprie ansie e le proprie gioie, partecipare alla vita religiosa e visitare un complesso monumentale ricco di opere d’arte. Il santuario si trova su di una collina e da lì è possibile godere di una suggestiva vista del Vallo di Diano.

Fin dall’inizio, la storia di questo luogo francescano si è intrecciata in profondità con la storia stessa di Polla. Edificato a spese della popolazione e della municipalità, esso ha continuato ad essere nel corso dei cinque secoli dalla sua fondazione, luogo di riferimento della storia religiosa e culturale.

Un luogo di accoglienza, preghiera e pellegrinaggio

Grazie all’intercessione del Sant’Antonio “delle lacrime”, si sono verificati diversi segni prodigiosi ed il Santuario è divenuto meta di pellegrini che desiderano affidare al Santo le loro ansie e le loro gioie in un atto di vero ringraziamento e di sentite preghiere. Da allora sono stati sempre più numerosi i devoti di Sant’Antonio venuti a Polla per pregare dinanzi alla statua del Santo, per ringraziarlo di una grazia ricevuta ma anche per ammirare i tesori d’arte di cui il Santuario pollese è particolarmente dotato.

Il Santuario Antoniano di Polla è posto lungo il percorso dei Cammini Storici dell’antica Via Popilia. È stato, inoltre inserito di recente come tappa nel Cammino di Sant’Antonio da Capo Milazzo - Assisi - Padova.

L’accoglienza presso il Santuario si inserisce quindi in una duplice esperienza: quella del pellegrinaggio, orientata alla preghiera e alla devozione, e quella della visita storico-artistica, rivolta alla conoscenza dell’architettura, delle sculture, degli affreschi e delle tele conservati nella chiesa e negli ambienti conventuali.

Santuario di Sant’Antonio a Polla e panorama del Vallo di Diano

La storia del Santuario francescano

La costruzione del Santuario di San’Antonio iniziò nel 1541 da architetti ignoti e rappresenta uno dei monumenti più significativi dell’arte francescana. Il Santuario francescano di sant’Antonio, iniziato a costruire nel 1541 su progetto di ignoti architetti, rappresenta uno dei monumenti più significativi dell’arte francescana in una sintesi ineguagliabile di storia e spiritualità.

Fu costruito a partire nei primi decenni del XVI secolo e completato nella parte muraria nel 1541. La costruzione della Chiesa e del relativo Convento iniziarono nel 16esimo secolo e terminarono nello stesso secolo.

Nell’arco di ben 5 secoli è stato un simbolo di religiosità e cultura. Tra il 17esimo ed il 18esimo secolo la Chiesa subì una serie di cambiamenti ed abbellimenti.

Le vicissitudini storiche che hanno accompagnato il Santuario fino ai nostri giorni, hanno sempre lasciato un’impronta precisa tanto negli interventi architettonici degli ambienti conventuali, tra le cause vanno ricordati soprattutto i terremoti del 1694 e del 1857, quanto nelle testimonianze artistiche che ci tramandano la sensibilità culturale, nel corso dei secoli, di un grande progetto con i suoi artefici, le sue risorse, i suoi obiettivi e le sue difficoltà.

Riconoscimenti e valore culturale

È stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1925 ed eretto Santuario Diocesano nel 1993. Nel 1925 viene nominato Monumento Nazionale e nel 1933 Santuario Diocesano.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali lo ha inserito, nel 2012, tra le “Mille meraviglie d’Italia”. Nel 2012, l’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, ha inserito il Santuario tra le “Mille meraviglie d’Italia”.

Il Santuario rappresenta una delle pagine più interessanti della storia dell’arte barocca in Campania e costituisce la costruzione più rappresentativa del Comune di Polla.

L’architettura della chiesa

L’attuale facciata della chiesa, a due ordini di cui quello inferiore è tipico del genere diffuso dalla riforma Osservante nel XVI secolo con un ampio atrio delimitato da tre arcate in pietra.

Lo stile esterno deriva dai dettami Francescani uniti alle regole di costruzione del Rinascimento, difatti ad una prima vista, la struttura si mostra in qualche modo austera, ma allo stesso tempo sembra regalare serenità e pace allo spirito di chi la visita.

L’interno che conserva l’impianto architettonico cinquecentesco a navata unica ampia e luminosa secondo lo stile delle chiese francescane “da predicazione”, ha ricevuto la sua fisionomia attuale nel corso del XVIII con il rifacimento dello spazio presbiterale.

La navata ampia e luminosa della chiesa, presenta un volume dalle linee armoniose, a cui la evidente asimmetria delle pareti unita all’ampia decorazione pittorica conferisce valore artistico e originalità, lasciando emergere un interno ricchissimo.

La grande cupola nello spazio absidale dà slancio e solennità a tutto l’insieme. Nonostante lo spirito Francescano che alberga all’esterno e lo stile baroccheggiante interno, entrambe le scuole si fondono armoniosamente per la gioia di tutti coloro che visitano questi luoghi.

Il coro e lo spazio presbiterale

Già nella prima metà del Seicento, per rispondere alle esigenze liturgiche dei frati minori a cui la chiesa era stata affidata, venne aggiunto il coro, inglobando nella nuova abside l’antica cappella gentilizia dedicata a San Giovanni Battista con il tomba del procuratore della “fabbrica” di S. Antonio Filippo Barrese.

Il presbiterio è separato da una balaustrata in pietra sulla quale l’autore lasciò incisa la propria firma: opifice Ioanne Brigante, a. D. 1783. Al 1783 risale la balaustra baroccheggiante in pietra locale che divide lo spazio presbiterale.

Nel presbiterio si ammira il raffinato altare maggiore del 1706 in scagliola policroma, opera dell’abile artista salernitano Gennaro Mannelli. La lunga mensa, secondo il gusto barocco, si compone di una serie di colonnine che erano colorate in rosso, colore di cui oggi rimangono ancora tracce sulle foglie che le ornano.

Le cappelle e i portali

Da non dimenticare i portali cinquecenteschi in pietra di ingresso della chiesa e della cappella dell’Immacolata che presentano nell’impostazione, una elegante struttura classicheggiante.

Esempio non frequente tra i monumenti insigni, nell’interno di Sant’Antonio, a man destra di chi entra, s’apre perentoria, inquadrata da un sontuoso portale del tardo ’500, la cappella dell’Immacolata, contemporanea alla fondazione della correlativa Congregazione che ebbe lunga fortuna tra la popolazione di Polla.

Il portale da chi ben lo osservi è da considerare come un monumento nel monumento perchè esso sopravanza il lume della cappella e ne contiene anche i gradini di accesso che vi conducono.

Nel presbiterio, sull’opposto lato, aperto da un semplice portale del ’700, architravato, si allunga nel corpo del convento, la cappella della Confraternita di San Francesco, fondata nel 1636, l’anno stesso in cui fu scolpito il Crocifisso mirabile.

Le opere scultoree

Accanto alla ricca ornamentazione pittorica, senza dubbio prevalente nel Santuario, si impongono con vigore alcune opere scultoree di assoluto valore.

Ancora oggi la scultura del crocifisso di fra Umile da Petralia (1636), realizzato in legno d’ulivo secondo la tipologia della mistica francescana, rappresenta un’opera di particolare coinvolgimento emotivo e spirituale di inedita bellezza.

Il crocifisso ligneo ad opera di Fra Umile da Petralia, risalente al 1636, segue gli insegnamenti tipici della mistica francescana, difatti è realizzata in legno di ulivo e suscita nell’anima di chi lo vede un sentimento unico di pace e ammirazione.

Dal soffitto poi lo sguardo corre alle pareti con gli affreschi di Anselmo Palmieri che raccontano episodi della vita di Gesù e di Maria, per posarsi sul Crocifisso ligneo scolpito da frate Umile da Petralìa nel 1636: un vero portento di arte e di pietà.

Il patrimonio ligneo

Imponente per varietà iconografica è il ricchissimo patrimonio ligneo costituito dal coro, dalla sagrestia, dal pulpito, dalla cantoria dell’organo e dai confessionali.

Il coro e la sagrestia in legno di noce, opera di un ignoto frate francescano, fra Diego da Monteleone?, presentano nella decorazione a bassorilievo una serie di santi francescani.

Altra opera di intaglio ligneo è il coro della prima metà del ’600, situato dietro l’altare maggiore, coro che non ha l’eguale nel Vallo: è formato da 21 stalli e da 29 busti frontali a bassorilievo di Santi e Sante dell’Ordine francescano.

Al centro del coro è il leggìo, con la cui base esagonale è ornata da riquadro scolpito coi simboli delle virtù cristiane.

L’elegante cantoria dell’organo con la raffigurazione dei dodici apostoli e il raffinato pulpito con i miracoli di sant’Antonio, eseguiti in legno policromo, rappresentano un tipico esempio di manufatti di importazione di bottega napoletana.

La pittura e la quadreria

Di eccezionale qualità è il complesso patrimonio pittorico e scultoreo che arricchisce il Santuario, realizzato da vari artisti, grazie alla volontà e alla devozione degli stessi Frati Minori come anche dalle numerose famiglie gentilizie di Polla.

Con la sua sobria architettura di impianto rinascimentale, i suoi stupendi affreschi, le preziose tele, le tante sculture lignee, il Santuario rappresenta una delle pagine più interessanti della storia dell’arte barocca in Campania.

Al suo interno contiene opere di Michele Ragolia, Domenico Sorrentino, Anselmo Palmieri, Francesco de Martino, Nicola Peccheneda, Pietro Antonio Ferro, fra Umile da Petralia e vari altri artisti.

Le quaranta tele di Michele Ragolia

Innanzitutto l’imponente quadreria realizzata nel 1666 dal siciliano Michele Ragolia, pittore “napoletanizzato”, capolavoro indiscusso di pittura barocca.

Su 40 tele di diverse dimensioni nel soffitto cassettonato sono raffigurate l’Immacolata al centro e tutt’intorno scene bibliche e mariane e santi.

Chi entra in Sant’Antonio rimane abbagliato in contemplazione delle quaranta tele dipinte nel 1666 dal Ragolìa per il soffitto e disposte in tre file parallele sull’asse maggiore della navata con al centro la tela dalla cornice più ricca su cui ritrasse l’Immacolata.

L’intonazione complessiva dei dipinti è di impronta caravaggesca mediata dalla fortuna che la sua arte godeva da alcuni decenni nella Napoli fertile di artisti.

Il pittore attinse certamente personaggi e volti dalla realtà che lo circondava. Così nella Natività di Maria vediamo che la levatrice intenta a lavare la neonata, è proprio una popolana che indossa il costume pollese dall’ampia gonnella blu.

Ma anche nel ritratto di Salomè e, nel parallelo dipinto del lato opposto, nel sembiante di Giuditta che regge la picca con la testa di Oloferne, sono da ravvisare gli incarnati con acconciature spagnolesche di qualche fiorente giovane del tempo.

Sulla stessa testa di Oloferne non è improbabile che il Ragolìa abbia fissato tratti del proprio volto che troviamo ripetuti nell’adiacente quadro centrale sotto il sembiante dell’Eterno che crea la luce sul mondo.

Gli affreschi della chiesa

Quasi certamente al pittore lucano Pietro Antonio Ferro possono attribuirsi gli affreschi con le raffinate scene della vita di Cristo di gusto rinascimentale eseguiti nei primi del XVII secolo.

Successiva l’opera del giordanesco napoletano Domenico Sorrentino che affrescò la cupola con la Gloria del Paradiso (1681-83).

Ma qui l’attenzione è catturata anche dall’alta cupola affrescata da Domenico Sorrentino con la Gloria del Paradiso dal 1681 al 1683.

Particolare menzione merita la decorazione dell’impianto primitivo della chiesa cinquecentesca portato alla luce in diversi punti delle pareti della chiesa.

Tutta la decorazione delle pareti inferiori è opera degli artisti Anselmo Palmieri e Francesco De Martino. Gli affreschi eseguiti nel 1715 presentano scene di Santi alternate da ridondanti raffigurazioni di gusto barocco.

Il chiostro e il refettorio

Degni di nota gli affreschi di gusto popolare che decorano le pareti del chiostro con scene della vita e dei miracoli di San Francesco, eseguiti da Ottavio Paparo di Eboli nel 1595.

Adiacente al chiostro è il bel refettorio settecentesco completamente rivestito da maioliche dai vivaci colori e con un affresco raffigurante l’Ultima Cena sovrapposto a interessanti decorazioni del XVI secolo.

Da allora sono stati sempre più numerosi i devoti di Sant’Antonio venuti a Polla per pregare dinanzi alla statua del Santo, per ringraziarlo di una grazia ricevuta ma anche per ammirare i tesori d’arte di cui il Santuario pollese è particolarmente dotato.

Si pensi alla seicentesca quadreria di Michele Ragolia, alla Cupola affrescata da Domenico Sorrentino, all’Ultima Cena di Innocenzo Gentile nel Refettorio e agli affreschi di Ottavio Paparo nel Chiostro, al crocifisso di frate Umile da Pietralia e alle tante altre opere di pittura e scultura di notevole pregio.

Chiostro affrescato e refettorio maiolicato del Santuario

La statua di Sant’Antonio e il prodigio della lacrimazione

All’interno del Santuario è custodita la Statua di Sant’Antonio, realizzata in legno e risalente al 18esimo secolo. L’antica statua lignea del sec. XVIII, nei giorni 12 e 13 giugno 2010 subisce una trasformazione espressiva del volto mentre si verifica un fenomeno di lacrimazione dagli occhi.

Il primo prodigio si verificò nel pomeriggio del 12 giugno del 2010, quando i frati erano intenti a preparare la statua che il giorno dopo sarebbe stata portata in giro per il paese per la tradizionale processione. Il secondo episodio nelle prime ore del giorno successivo.

Fu avvisato il Vescovo della Diocesi, mons. Angelo Spinillo, che invitò alla prudenza i frati mantenendo un riserbo strettissimo ma quando dopo una settimana la notizia comincia a circolare l’argomento divenne oggetto di commenti e di preoccupazioni.

Furono avvisati i Carabinieri e quando la notizia fu pubblicata dagli organi di informazione fu deciso di tenere una conferenza stampa nel refettorio del Santuario per illustrare il prodigio.

Le verifiche e il decreto vescovile

Fu data notizia che mons. Angelo Spinillo, attualmente Vescovo di Aversa, recatosi presso il Santuario per la tradizionale messa mattutina del 13 giugno aveva osservato attentamente la statua per cui, resosi conto di quel che era avvenuto, aveva istituito una Commissione Diocesana di indagine.

A seguito di riscontri scientifici scrupolosamente eseguiti, esami chimici e foto ai raggi infrarossi, la Commissione consegnava al prelato una copiosa documentazione con la quale si stabiliva che la statua non era stata in alcun modo manomessa per cui il prodigio era inspiegabile.

La diagnostica chimico-fisica sulla scultura dichiarerà che per quanto concerne il fenomeno della lacrimazione non ci sono segni e/o sostanze che inducono a credere alla manomissione dell’apparato pittorico e tantomeno trovare conforto per via chimico-fisica nella spiegazione del fenomeno.

Il 13 febbraio 2011 con Decreto vescovile viene dichiarata la lacrimazione della statua come prodigio “empiricamente non spiegabile”. Dopo avere esaminato la documentazione, nel febbraio del 2011, il Vescovo proclamava con apposito Decreto la veridicità dell’evento.

Il reliquiario e la devozione dei pellegrini

In quella stessa occasione, provvedeva a sigillare in una teca il manutergio usato per asciugare le lacrime della statua che quindi diventavano “Reliquie” e testimonianza del prodigio.

Il 12 giugno 2011 il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Josè Rodriguez Carballo nel corso di una solenne concelebrazione benedirà il nuovo reliquiario contenente il panno della lacrime.

Il 12 giugno 2011 Padre Carballo, che nel 2013 sarà il primo Vescovo nominato da Papa Francesco, durante una solenne celebrazione eucaristica nel piazzale antistante il Santuario di Polla, alla presenza di tantissimi fedeli benediceva il nuovo reliquario d’argento contenente il manutergio con il quale erano state asciugate le lacrime.

Inoltre, concedeva l’imprimatur alla “Supplica a Sant’Antonio piangente” scritta da un giovane francescano pollese, fra Vincenzo Ippolito, ed autorizzava la proiezione delle foto agli infrarossi della statua.

Per i frati e per i devoti del Santo che avevano seguito la vicenda con trepidazione, fu una liberazione. Il prodigio di “Sant’Antonio delle lacrime”, almeno finora considerato unico al mondo, richiamò l’attenzione del rettore della Basilica Pontificia di Padova, padre Enzo Poiana, e del Ministro Generale dell’Ordine Francescano, lo spagnolo José Rodriguez Carballo.

Il prodigio di “Sant’Antonio delle lacrime”, almeno finora considerato unico al mondo, richiamò l’attenzione del rettore della Basilica Pontificia di Padova, padre Enzo Poiana, e del Ministro Generale dell’Ordine Francescano, lo spagnolo José Rodriguez Carballo.

Grazie a lui fu possibile accogliere le reliquie del Santo che restarono a Polla alcuni giorni nel Santuario ma anche nel locale presidio ospedaliero.

A distanza di quindici anni Fr. Mimmo Marcigliano così commenta quanto avvenuto: “Il prodigio è stato consegnato alla storia ma ancora oggi dobbiamo interrogarci sul suo significato. Dobbiamo fare tesoro di quella esperienza e rinsaldare il rapporto con il Santo. A chi mi chiede se ci sono stati successivi episodi rispondo che le lacrime sono testimonianza di amore e non hanno bisogno di ripetersi”.

LA STORIA DELLA MADONNA DELLE LACRIME DI SIRACUSA

Il rapporto con la Basilica di Padova

I rapporti instaurati favorirono il gemellaggio tra il Santuario pollese, unico del Vallo di Diano ancora direttamente affidato ai Francescani, e la Basilica di Padova che fu sottoscritto il 4 settembre 2012 a Padova nel corso di un pellegrinaggio che portò nella città del Santo oltre 200 pollesi.

Per tre giorni la statua fu collocata dinanzi alla tomba del Santo suscitando tra i fedeli profonda emozione.

Il legame con Padova rafforza la dimensione dell’accoglienza spirituale del Santuario di Polla e inserisce il luogo in una rete più ampia di pellegrinaggi, devozione antoniana e rapporti tra comunità francescane.

Che cosa vedere durante la visita

  • La facciata rinascimentale con l’ampio atrio delimitato da tre arcate in pietra.
  • La navata unica, ampia e luminosa, tipica delle chiese francescane “da predicazione”.
  • Le quaranta tele di Michele Ragolia realizzate nel 1666 per il soffitto cassettonato.
  • La cupola con la “Gloria del Paradiso” di Domenico Sorrentino, eseguita tra il 1681 e il 1683.
  • Gli affreschi di Anselmo Palmieri e Francesco De Martino, realizzati nel 1715 sulle pareti inferiori.
  • Il Crocifisso ligneo di fra Umile da Petralia, scolpito nel 1636 in legno d’ulivo.
  • Il coro ligneo della prima metà del Seicento, con 21 stalli e 29 busti a bassorilievo di santi e sante dell’Ordine francescano.
  • La cantoria dell’organo con la raffigurazione dei dodici apostoli.
  • Il pulpito in legno policromo con i miracoli di sant’Antonio.
  • La cappella dell’Immacolata e il suo sontuoso portale del tardo Cinquecento.
  • La cappella della Confraternita di San Francesco, fondata nel 1636.
  • Il chiostro con gli affreschi di Ottavio Paparo, eseguiti nel 1595.
  • Il refettorio settecentesco rivestito di maioliche e decorato con l’affresco dell’Ultima Cena.
  • La statua lignea settecentesca di Sant’Antonio e il reliquiario contenente il panno delle lacrime.

Un’esperienza tra arte e spiritualità

Non solo, il visitatore entrando nel santuario resta estasiato dalla sua bellezza e vive così un’esperienza non solo artistica ma anche religiosa.

Il Santuario di natura Francescana, si fonde con il verde che lo circonda e offre una suggestiva vista del Vallo di Diano. Il santuario si trova su di una collina e da lì è possibile godere di una suggestiva vista del Vallo di Diano.

Nel convento di Polla l’architettura è quasi nulla, eccettuato il largo portico della chiesa. Ma il suo interno interamente ricoperto di tele ed affreschi bellissimi, è un vero museo di pittura di buon’epoca dell’arte.

L’accoglienza presso il Santuario di Sant’Antonio a Polla si esprime così nella possibilità di vivere il luogo con rispetto e raccoglimento, lasciandosi guidare dalla preghiera, dalla memoria francescana e dalla ricchezza artistica degli ambienti.

Informazioni per la visita

Il Santuario offre ai visitatori e ai pellegrini un ambiente legato alla spiritualità francescana, alla devozione a Sant’Antonio e alla conoscenza del patrimonio storico-artistico di Polla.

Informazioni Email: Tel: 0975.391070

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