Accanto al tabernacolo arde sempre una lampada, generalmente di colore rosso perché più visibile; alimentata da olio o da cera, essa onora e indica la presenza sacramentale del Signore Gesù nel pane eucaristico. La lampada per il Santissimo è quindi il principale accessorio liturgico associato al tabernacolo: non è soltanto un elemento decorativo, ma un segno visibile della presenza dell’Eucaristia.
Solitamente si tratta di un contenitore di vetro all’interno del quale viene posto un cero o una lampada ad olio, che deve ardere ininterrottamente. Il contenitore può essere trasparente o rosso e il cero, o l’olio della lampada, devono garantire l’autonomia della fiamma per almeno sette giorni.
Il significato della lampada davanti al tabernacolo
Il tabernacolo contiene l’ostia consacrata, il corpo di Cristo, e per questo ha un valore simbolico e mistico particolarmente forte. Esso è la dimora di Dio tra gli uomini e rappresenta la presenza divina all’interno della Chiesa.
La loro funzione principale è custodire il Santissimo Sacramento, rendendo l’Eucaristia disponibile per l’adorazione e la comunione dei fedeli. Accanto al tabernacolo arde sempre una lampada, generalmente di colore rosso perché più visibile; alimentata da olio o da cera, essa onora e indica la presenza sacramentale del Signore Gesù nel pane eucaristico.
Parliamo di adorazione al Santissimo Sacramento ogni volta che rivolgiamo le nostre preghiere e la nostra attenzione al tabernacolo che custodisce al suo interno questo prezioso simbolo liturgico, testimonianza della presenza di Gesù in ogni chiesa.

Il tabernacolo e il Santissimo Sacramento
Che cosa accade alle ostie consacrate che non vengono consumate durante la messa? Parliamo delle ostie che sono state oggetto della consacrazione eucaristica, e che grazie alla transustanziazione sono divenute a tutti gli effetti “il corpo e il sangue di Cristo”.
Ebbene, esse vengono riposte in una pisside, una coppa sacra chiusa da un coperchio e da un velo, che viene riposta nel tabernacolo, una struttura particolare presente in ogni chiesa, destinata unicamente a custodire le preziose specie del sacramento (pane e vino), e in particolare l’ostia consacrata: il Santissimo Sacramento.
Il tabernacolo viene posto di solito in una parte della chiesa o dell’oratorio, coperto con un velo del colore del Tempo liturgico corrente, e davanti ad esso deve rimanere sempre acceso un lume: la lampada per Santissimo.
Oltre che per la messa successiva, il Santissimo Sacramento viene prelevato dal tabernacolo, posto in un ostensorio e utilizzato per le esposizioni del Santissimo Sacramento, durante le quali viene praticata l’adorazione eucaristica, la speciale preghiera destinata unicamente ad esso.
Collocazione e requisiti del tabernacolo
I tabernacoli sono strutture sacre utilizzate nella liturgia cattolica per conservare l’Eucaristia. Solitamente collocati sull’altare principale o in una cappella laterale delle chiese, i tabernacoli sono realizzati in materiali preziosi come oro, argento o legno intagliato e spesso decorati con simboli religiosi, pietre preziose e smalti.
La porta del tabernacolo è spesso ornata con un simbolo del Cristo, come il pesce o il monogramma IHS, e chiusa a chiave per proteggere il contenuto sacro.
Con la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II è stata riveduta la normativa circa l’uso e la collocazione del tabernacolo. L’Istruzione della Congregazione dei Riti «Eucharisticum Mysterium» del 1967 stabilì che la custodia del Santissimo Sacramento fosse separata, per quanto possibile, dal corpo centrale della chiesa, e realizzata in un’apposita cappella adatta alla preghiera dei fedeli.
L’OGMR ai nn 314-315 dice: «Tenuto conto della struttura di ciascuna chiesa e delle legittime consuetudini dei luoghi, il SS. Sacramento sia conservato nel tabernacolo collocato in una parte della chiesa assai dignitosa, insigne, ben visibile, ornata decorosamente e adatta alla preghiera. Il tabernacolo sia unico, inamovibile, solido e inviolabile, non trasparente e chiuso in modo da evitare il più possibile il pericolo di profanazione. È conveniente inoltre che venga benedetto prima di essere destinato all’uso liturgico, secondo il rito descritto nel Rituale Romano».
«In ragione del segno, è più conveniente che il tabernacolo in cui si conserva la SS. Eucaristia non sia collocato sull’altare su cui si celebra la Messa».
Accessori per il luminare del tabernacolo
Gli accessori per la lampada del Santissimo comprendono il contenitore della fiamma, il supporto o sostegno, il combustibile e gli elementi necessari alla protezione e alla manutenzione della luce.
- Contenitore di vetro: può essere un semplice bicchiere o qualcosa di molto più elaborato.
- Cero: deve bruciare in modo regolare e garantire l’autonomia richiesta.
- Lampada ad olio: consente di alimentare la fiamma con olio o cera liquida.
- Protezione frangifiamma: aiuta a proteggere la fiamma dagli spostamenti d’aria.
- Supporto a sospensione: permette di appendere la lampada al soffitto o ad appositi bracci.
- Supporto a stelo: può essere realizzato in legno o ottone.
- Supporto da muro: consente di fissare la lampada lateralmente, vicino al tabernacolo.
- Stoppino: è necessario nelle lampade alimentate da cera liquida o olio.
- Cera liquida: viene utilizzata nelle lampade ad olio e nelle lucerne.
Il contenitore di vetro, che può essere un semplice bicchiere, o qualcosa di molto più elaborato, deve essere scelto non solo per la funzione decorativa, ma anche per la sua capacità di proteggere la fiamma da spostamenti d’aria e permetterle di bruciare in modo corretto, senza eccessive oscillazioni e senza incendiare nulla.

Materiali e forme delle lampade eucaristiche
Troverete anche cera liquida e lampade per bruciarla, oltre a lampade per il Santissimo di ogni foggia e materiale, dalle lampade a sospensione in ottone da appendere al soffitto o agli appositi bracci, alle lampade a stelo in legno o ottone, a quelle da fissare al muro.
La lampada può essere progettata per inserirsi in diversi ambienti liturgici, purché il sostegno sia stabile, la fiamma sia protetta e la luce rimanga chiaramente visibile accanto al tabernacolo.
| Elemento | Funzione |
|---|---|
| Vetro trasparente o rosso | Contiene la fiamma e ne rende visibile la luce |
| Cero | Alimenta la lampada con la combustione della cera |
| Olio o cera liquida | Alimenta la fiamma nelle lampade adatte |
| Grata frangifiamma | Contribuisce a proteggere la fiamma |
| Supporto a sospensione | Permette di appendere la lampada |
| Supporto a stelo o da muro | Permette di collocare la lampada vicino al tabernacolo |
Come scegliere il contenitore della lampada
Il contenitore deve proteggere la fiamma dagli spostamenti d’aria e permetterle di bruciare in modo corretto, senza eccessive oscillazioni e senza incendiare nulla. Per questa ragione, la scelta del vetro non dovrebbe dipendere soltanto dall’aspetto estetico.
Un contenitore trasparente rende immediatamente visibile la fiamma, mentre un contenitore rosso aumenta la riconoscibilità del segno luminoso accanto al tabernacolo. In entrambi i casi, la lampada deve rimanere stabile e collocata in una posizione sicura.
La lampada eucaristica deve inoltre essere compatibile con il tipo di combustibile scelto. Un contenitore progettato per un cero non svolge necessariamente la stessa funzione di una lampada alimentata con olio o cera liquida.
Ceri, candele e durata della fiamma
Le candele possono essere in cera d’api o cera vegetale, ma anche in paraffina. I ceri per il Santissimo sono disponibili in cera d’api o cera vegetale, confezionati in contenitori in PVC rossi o bianchi decorati con il simbolo dell’Ostensorio e la scritta IHS, in alcuni casi completi di grata in metallo frangi fiamma.
Bruciano in maniera completa e uniforme sia d’estate che d’inverno. La durata dei ceri va dai 2 ai 9 giorni a seconda del modello scelto e il contenitore in PVC consente di raccogliere gli eventuali residui di cera rendendo i ceri adatti sia per le funzioni liturgiche sia per utilizzo casalingo senza rischi.
Il cero o l’olio della lampada devono garantire l’autonomia della fiamma per almeno sette giorni. La durata effettiva dei ceri può tuttavia variare dai 2 ai 9 giorni a seconda del modello scelto.
Per questo è molto importante scegliere prodotti di qualità che garantiscano davvero la durata e l’affidabilità indicate sulla confezione.
Uso corretto della lampada eucaristica
Non sarà necessaria alcuna manutenzione, e per nessuna ragione occorrerà spegnere la lampada la sera e riaccenderla al mattino. La lampada deve ardere ininterrottamente come segno della presenza sacramentale custodita nel tabernacolo.
Quando si usano i ceri, è possibile versare un po’ d’acqua sul fondo del bicchiere o del contenitore, per facilitare la pulizia dei residui di cera al momento della sostituzione o quando sarà necessario.
È buona norma anche lasciare il cero avvolto nella plastica o nel cellophane all’interno del quale viene venduto, sempre per rendere più agevole la raccolta della cera avanzata. Basterà aspettare che la cera rimasta sul fondo del contenitore di plastica si sia raffreddata e risolidificata, per procedere alla sostituzione e allo smaltimento.
Lampade ad olio e cera liquida
La lampada può essere alimentata da olio o da cera. Le lampade ad olio e le lucerne richiedono accessori adeguati, come lo stoppino e il combustibile compatibile con il bruciatore.
La cera liquida viene utilizzata nelle lampade ad olio, nelle lucerne e nelle lampade progettate per una combustione prolungata. La scelta della cera liquida deve essere collegata al tipo di lampada e alle indicazioni relative al suo impiego.
Lo stoppino deve essere collocato correttamente e mantenuto nelle condizioni necessarie a sostenere una fiamma regolare. Un’alimentazione non adeguata può causare oscillazioni, fumo o spegnimenti prematuri.
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Il rapporto tra lampada, tabernacolo e arredi sacri
Oltre ai tabernacoli, le chiese sono solitamente dotate di altri arredi sacri che contribuiscono a creare un'atmosfera di devozione e spiritualità. A questi ultimi si vanno ad unire anche elementi dell'arredamento liturgico come l'altare, il pulpito, le fonti battesimali e acquasantiere.
L'altare, solitamente posizionato al centro della chiesa, è il luogo dove si celebra la messa e dove viene conservato il corpo di Cristo durante l'adorazione eucaristica. Il pulpito, invece, è il posto dove il sacerdote pronuncia l'omelia e predica la parola di Dio ai fedeli.
La fonte battesimale, invece, rappresenta il luogo in cui si celebra il sacramento del battesimo. Tutti questi arredamenti liturgici combinati con gli arredi sacri contribuiscono a rendere la chiesa un luogo sacro e speciale, dove i fedeli possono trovare pace e riflessione.
Materiali e decorazioni del tabernacolo
I materiali utilizzati per la loro realizzazione sono spesso pregiati, come il legno, il marmo o il metallo. In particolare, il legno è molto utilizzato nella tradizione italiana, dove si predilige la lavorazione degli intarsi e delle sculture.
Anche il marmo è utilizzato per la realizzazione dei tabernacoli, soprattutto in contesti di architettura barocca e neoclassica. Tra le decorazioni più diffuse troviamo i dipinti, le sculture e gli intagli, che rappresentano spesso scene bibliche o simboli della fede.
Infine, i tabernacoli possono essere realizzati in stili molto diversi tra loro, dal gotico al rinascimentale, dal barocco al neoclassico, a seconda della tradizione artistica e culturale del luogo in cui sono collocati.
La lampada come segno liturgico
È proprio su questa lampada che vogliamo concentrarci oggi, poiché essa è, oltre a uno degli accessori liturgici indispensabili in una chiesa, la manifestazione visibile della presenza del pane consacrato e di conseguenza di Gesù nella chiesa.
Guardando la lampada del Santissimo accanto al Tabernacolo che arde continuamente per segnalare la presenza di Gesù Eucaristico, vengono in mente alcune riflessioni. Da essa infatti, possiamo trarre spunto per la nostra vita di cristiani.
La lampada si consuma solo per Gesù, a Lui sta accanto, in un certo senso gli dà testimonianza, perché vedendola si capisce che Egli è presente in quel Tabernacolo.
Così deve essere la nostra vita: anche noi dobbiamo consumarci per Cristo, rendergli testimonianza dall’inizio - quando si accende la fiamma - fino alla fine, quando una volta giunta la nostra ora, l’anima va incontro a Dio, come il filo di fumo della candela che sale verso l’alto.
La fiamma, il silenzio e la preghiera
Non tutte le lampade sono uguali: alcune si consumano più velocemente, altre più da un lato, altre per qualche difetto si spengono prima del tempo… quanti sono i nostri difetti che ci impediscono di vivere pienamente il nostro essere cristiani!
Quando questi diventano più forti e sembrano avere il predominio, pensiamo alla lampada che anche quando si spegne rimane accanto a Gesù Eucaristico, perché chi se ne occupa possa riaccenderla, togliere la cera in eccesso e modificarla in modo che possa nuovamente fare il suo dovere.
Così anche noi, quando il peccato ci allontana da Dio, ricorriamo al Sacramento della Penitenza per ritornare a essere figli della Luce.
Un’altra cosa che ci insegna la lampada davanti al Santissimo è il silenzio. Essa arde notte e giorno, in disparte, nella sua semplicità, anche quando nessuno vi pensa.
Quante volte Gesù realmente presente nell’Eucaristia viene lasciato solo, abbandonato, dimenticato… Noi siamo chiamati a essere come la lampada rossa, sempre presente vicino a Lui.
Durante la giornata non dimentichiamo di fargli visita, di rivolgergli il cuore e unirci a Lui spiritualmente, lo stesso anche la notte. Quanti peccati si eviterebbero se il nostro pensiero fosse sempre rivolto a Dio, in ogni cosa che siamo chiamati a compiere!
Infine la lampada del Santissimo ci ricorda che anche noi dobbiamo essere Luce e custodi della fiamma della Fede, annunciatori di Cristo e suoi soldati, amanti del silenzio e della preghiera, per sperimentare la gioia e la pace che viene dal Cuore di Gesù.
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