L’Abbazia di San Michele Arcangelo sorge in località Monticchio, nel territorio di Atella, arroccata su una falda del monte Vulture e affacciata sul Lago Piccolo di Monticchio. È un antico complesso religioso costruito intorno all’VIII secolo d.C. su una grotta scavata nel tufo, già frequentata da monaci basiliani.
Il complesso comprende un convento a più piani, una chiesa settecentesca, la cappella di San Michele Arcangelo e un’ala che ospita il Museo di Storia Naturale del Vulture. La Grotta dell’Angelo, decorata da affreschi risalenti alla metà dell’XI secolo, conserva il cuore più antico e suggestivo del luogo di culto.

Dove si trova l’Abbazia di San Michele
L’Abbazia di San Michele sorge in un paesaggio di straordinaria bellezza è arroccata su una falda del monte Vulture e si affaccia sul lago Piccolo di Monticchio. L'Abbazia è addossata a un’alta parete di rocce vulcaniche, in un luogo suggestivo per la solitudine e la posizione elevata sui laghi.
Con il suo chiarore l’Abbazia di San Michele Arcangelo si specchia nelle fresche acque del Lago piccolo di Monticchio, circondata dal verde brillante della zona boschiva che caratterizza l’area montana del Vulture. Da qui è possibile avere un suggestivo panorama dei laghi di Monticchio.
| Informazione | Dato |
|---|---|
| Localizzazione | Atella (PZ) - Basilicata, ITALIA |
| Indirizzo | Abbazia di San Michele, Strada dei Laghi di Monticchio, Atella, Potenza, Basilicata, 85028, Italia |
| Tipologia | santuario diocesano |
| Proprietà | Ente religioso cattolico |
Origini e storia dell’abbazia
La badia fu edificata nell'VIII secolo d.C., intorno ad una grotta scavata nel tufo abitata da monaci basiliani, dove sono stati ritrovati depositi votivi risalenti al IV-III secolo a.C. Fu infatti costruita su una grotta scavata nel tufo, nei pressi della quale sono stati ritrovati depositi votivi risalenti al IV-III secolo a.C.
La Grotta dedicata a San Michele di Monticchio era il luogo dove si riunivano in preghiera i monaci basiliani che anticamente abitavano la zona. La Grotta dell'Angelo dedicata a San Michele era il luogo dove si riunivano in preghiera i monaci italo-greci che anticamente abitavano la zona.
Sorta intorno a una grotta abitata da eremiti basiliani, passò poi ai Benedettini e nel 1059 venne consacrata da papa Nicolò II. Intorno alla grotta nell’VIII secolo venne edificata l'Abbazia di San Michele Arcangelo.
I monaci e le trasformazioni del complesso
Successivamente vi si insediarono i Benedettini, che fecero edificare l’Abbazia, abbandonandola poi nel 1456. L’Abbazia, fondata dai Benedettini nel VIII secolo, ha una tradizione molto antica.
Gli ambienti che costituiscono la badia sono il convento, la chiesa del seicento e la cappella del santo, sono stati restaurati dai frati agostiniani, succeduti ai benedettini ed a loro volta sostituiti da una comunità di Cappuccini, che terminarono i lavori. L'Abbazia passò poi ai benedettini (che la abbandonarono nel 1456), ai cappuccini (che fondarono una biblioteca e un lanificio) e, nel 1782 all'ordine militare costantiniano, che ne fu proprietario fino al 1866.
Nel XVII secolo s’insediarono i Cappuccini che vi rimasero fino al 1886, in cui furono soppresse le corporazioni religiose e tutte le proprietà vennero avocate allo Stato. Solo con il Concordato una parte della Badia fu restituita alla Chiesa.
Oggi la proprietà del complesso è suddivisa tra la Curia,il Demanio e la Provincia di Potenza.
Struttura e ambienti
L'intero complesso è costituito da un convento a più piani, una chiesa settecentesca e la cappella di S. Michele. L’intero complesso è costituito da un convento a più piani, una chiesa settecentesca, la cappella di San Michele e il Museo di Storia Naturale del Vulture.
Disseminate per la scalinata rocciosa antica, alcune edicole votive conducono al luogo di culto eretto attorno ad una grotta scavata nel tufo dai monaci Benedettini, assieme alla chiesa di Sant’Ippolito della quale sono ancora presenti i resti.
Lavori di rimodernamento e rinsaldamento della volta ne hanno cambiato la parvenza ed un'ala ora ospita il Museo di Storia Naturale del Vulture, mentre le decorazioni barocche sono state sostituite nel tempo. Il bellissimo altare maggiore originale trova ora posto in piccolo ambiente collegato alla navata sinistra e trasformato in una accogliente cappella.

La Grotta dell’Angelo
La Grotta dell’Angelo dedicata a S. Michele è adornata da affreschi risalenti alla metà dell’XI secolo ed era il luogo dove si riunivano in preghiera i monaci italo-greci che anticamente abitavano la zona. Al quarto è presente la Chiesa con la Grotta dell’Arcangelo Michele.
La presenza della grotta scavata nel tufo collega la storia religiosa dell’abbazia alle frequentazioni più antiche dell’area. Nei pressi della cavità sono stati ritrovati depositi votivi risalenti al IV-III secolo a.C.
Il Museo di Storia Naturale del Vulture
Il Museo di Storia Naturale del Vulture occupa un'ala dell'Abbazia di San Michele Arcangelo. Racconta la storia geologica e naturalistica il Museo di Storia Naturale, ospitato nell’Abbazia di San Michele ai primi tre livelli, al quarto è presente la Chiesa con la Grotta dell’Arcangelo Michele.
Il Museo di Storia Naturale del Vulture, tutto da visitare, racconta 750 mila anni di storia del Vulture, un vulcano pleistocenico spentosi 130.000 anni fa. Un viaggio a ritroso nel tempo: stanze sul cammino recente dell’uomo nel Vulture, la storia degli animali e delle piante infeudati sulle pendici, allestimenti su fenomeni parossistici del vulcano, riproduzione di habitat dell'uomo preistorico e della fauna antica.
Nella caldera di un vulcano spento, sulle rive dei laghi di Monticchio, formatisi dopo l’ultima eruzione di 125mila anni fa, convivono habitat diversi; grazie all’ambiente unico sul Vulture è sopravvissuta la Bramea, un fossile vivente, una falena scoperta nel 1963 dall'entomologo Hartig.
Il santuario diocesano
Il 27 giugno 2017 Padre Gianfranco Todisco ha stabilito (Prot. N. 38/17/Cu) che nella diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa esistono "ab immemorabili" speciali luoghi di culto, che già anteriormente riconosciuti dal Vescovo mons. Vincenzo Cozzi e che la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo è da ritenersi Santuario Diocesano.
L’11 febbraio 2025, memoria dell’apparizione di Lourdes, mons. Ciro Fanelli nel decreto «luoghi di culto presenti nel territorio della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa» (Prot. 10/25/V. R.G.) ha confermato il titolo di "Santuario Diocesano di San Michele Arcangelo".
La festa di San Michele e la processione sul lago
La festa principale si celebra il 29 settembre con grande affluenza di fedeli e pellegrini. Molto suggestiva è la processione, che si svolge nel pomeriggio, quando, l’effige sacra dell'Arcangelo Michele a bordo di un battello attraversa il Lago Piccolo, per l’occasione addobbato con drappi bianchi e rossi e adornato di candele e fiori.
Segue la messa e la processione con cui i tanti devoti riaccompagnano la statua di San Michele nel luogo sacro.
Processione di San Michele - Laghi di Monticchio - 29 settembre 2010
Come arrivare
Per raggiungere l’abbazia, prendi Via Amnedola/SS93. Alla rotonda prendi la 2ª uscita e prendi Via Monticchio/SP167.
| Percorso | Distanza |
|---|---|
| Via Monticchio/SP167 | 9,9 km |
| Località Monticchio Laghi/SP167 | 3,1 km |
| Svolta tutto a destra | 700 m |
| Via dell’Abbazia S. Michele | destinazione |
Svolta a sinistra e prendi Località Monticchio Laghi/SP167 3,1 km. Svolta tutto a destra 700 m. Continua su Via dell'Abbazia S. Michele.
Il paesaggio dei Laghi di Monticchio
I Laghi di Monticchio sono immersi nel lussureggiante bosco del Parco regionale del Vulture, nel vulcano inattivo, e sono una delle maggiori attrazioni della zona. Si gode di un panorama mozzafiato dei due laghi vulcanici.
L’abbazia si inserisce così in un ambiente nel quale storia religiosa, archeologia, geologia e natura convivono. La posizione elevata sulla riva del Lago Piccolo permette di osservare il paesaggio dei laghi e delle pendici del monte Vulture.
