Per la parrocchia di San Claudio a Corridonia, le celebrazioni feriali indicate si svolgono alle 19:00 presso la chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio. La domenica sono indicate messe alle 8:30, alle 10:30 e alle 17:30.
L’Abbazia di San Claudio si trova in Contrada S. Claudio, 20, 62014 Corridonia MC, nella valle del fiume Chienti, vicino all’antica città romana di Pausulae. Per informazioni è riportato il numero 0733/421132.
Orari delle messe a San Claudio
| Giorno | Orario | Luogo |
|---|---|---|
| Martedì 22 Settembre | 19:00 | Chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio |
| Mercoledì 23 Settembre | 19:00 | Chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio |
| Giovedì 24 Settembre | 19:00 | Chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio |
| Venerdì 25 Settembre | 19:00 | Chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio |
| Sabato 26 Settembre | 19:00 | Chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio |
| Domenica 27 Settembre | 08:30, 10:30, 17:30 | San Claudio |
| Lunedì 28 Settembre | 19:00 | Chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio |
| Martedì 29 Settembre | 19:00 | Chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio |
La domenica sono indicate tre celebrazioni: alle 8:30, alle 10:30 e alle 17:30. Dal martedì al sabato, oltre che il lunedì 28 settembre e il martedì 29 settembre, l’orario riportato è quello delle 19:00 presso la chiesetta “Santa Maria, Regina della famiglia” in San Claudio.
Dove si trova l’Abbazia di San Claudio
L’Abbazia di San Claudio sorge in una pianura fertile e produttiva. Nel raggiungerla il viaggiatore si imbatte nel maestoso viale di 548 cipressi di rara bellezza e grandiosità.
Immersa nelle campagne maceratesi si trova l’Abbazia di San Claudio, una delle chiese più affascinanti e importanti di architettura romanica delle Marche. La chiesa sorge nella valle del fiume Chienti, nei pressi dell’antica città romana di Pausulae, antica sede vescovile.
La Chiesa di San Claudio al Chienti di Corridonia è situata in posizione isolata, nella valle del Chienti nei pressi dell’antica città romana di Pausulae. L’indirizzo riportato è Contrada S. Claudio, 20, 62014 Corridonia MC.

Origini e storia dell’abbazia
L’Abbazia è uno dei monumenti romanici più interessanti della Marche e ha origini molto antiche, essendo sorta nel V o VII secolo sulle rovine dell’antica città romana di Pausolae. Le prime tracce delle chiesa documentate risalgono al XI secolo presso l’Archivio Storico di Fermo ma sicuramente l’abbazia era esistente sin dal V - VI secolo.
La Chiesa di San Claudio al Chienti è un edificio romanico che si trova nel comune di Corridonia (Macerata), in posizione isolata, nella valle del Chienti nei pressi dell’antica città romana di Pausulae. Documentata fin dall’XI secolo, ma sicuramente esistente sin dal V - VI secolo, si tratta di una delle più importanti ed antiche testimonianze dell’architettura romanica nelle Marche, ancora integra nella sua conformazione originaria ed inserita in un paesaggio ancora intatto.
Venne restaurata ed in parte rimaneggiata tra la fine dell’IX e l’inizio del XII secolo. L’edificio mantiene in maniera pressoché fedele il suo aspetto originario, la cui peculiarità è proprio la presenza di due chiese sovrapposte.
Fu una pieve, e non un’abbazia: i documenti escludono che vi sia mai stata ospitata una congregazione monastica di qualsiasi tipo.
Architettura e struttura
L’edificio ha pianta a croce greca, con tre absidi semicircolari posteriori e due laterali. L’abbazia presenta una pianta articolata internamente da quattro pilastri a formare una croce greca iscritta in un quadrato, inoltre nella chiesa sono presenti absidi semicircolari lungo il perimetro, sui fianchi e sul lato orientale.
Il tempio è costituito da due aule sovrapposte perfettamente coincidenti in planimetria e volumetria, caratterizzato da quattro sostegni centrali che determinano lo schema a nove campate quadrate uguali. Sul retro ci sono tre absidi mentre altre due sono laterali una per ogni fiancata.
La chiesa inferiore identica a quella superiore, è tutta fuori terra per cui non è equiparabile ad una cripta, ed è più raccolta grazie all’andamento delle volte. L’interno dell’abbazia è caratterizzato da numerosi archi a volte e dalle cinque absidi.
La facciata è stretta da due torri scalari cilindriche, aperte in alto da monofore e bifore, che avevano, oltre alla funzione di collegamento interno delle due chiese sovrapposte, quella di posto di vedetta e di difesa.
La due torri rotonde donano uno slancio verticale a tutta la struttura che senza di queste e le absidi apparirebbe come un cubo. Le due torri con aperture monofore e bifore, sono state in parte ricostruite nel XIII secolo dopo un’incursione fatta dai maceratesi fatta nel 1212.
Lo scalone esterno, per il quale si accede alla chiesa sovrastante, è di epoca successiva così come il portale a strombo di marmo in stile romanico. Una scalinata conduce al piano superiore cui si accede per un portale in pietra d’Istria a fasci di colonnine.
Molto interessante il portale gotico in pietra d’Istria che orna l’ingresso del piano superiore. Interessante il portale gotico in pietra d’Istria che orna l’ingresso del piano superiore e fu aggiunto in epoca successiva all’edificazione della chiesa.
Dentro è un susseguirsi di colonne ed archi che determinano un certo rigore spaziale. Due porticine conducono alle torri percorse al loro interno da una scalinata a chiocciola, lungo la salita da alcune aperture si può ammirare il paesaggio circostante. Nella parte finale delle torri c’è una ripida scala in legno a pioli.
Influenze artistiche e confronti
Probabilmente ha influito nella sua costruzione anche lo stile bizantino visibile grazie alle torri circolari che richiamano il modello ravennate. La composizione delle masse volumetriche e la presenza di archetti ciechi e lesene richiama invece un’influenza lombarda.
Nel 2006 è stata invece sostenuta la sostanziale indipendenza della costruzione da modelli orientali e la sua derivazione invece da modelli occidentali di origine nordica, rintracciabili nelle cappelle palatine a due livelli, nelle terminazioni absidali triconche di area tedesca e poi lombarda, dalle facciate affiancate da torri presenti in Normandia, Germania e Lombardia.
Molte delle caratteristiche della chiesa sono condivise da un piccolo gruppo di chiese marchigiane, tra cui San Vittore alle Chiuse e Santa Maria delle Moje, di cui San Claudio è ritenuto il capostipite.
La chiesa richiama in alcune caratteristiche altre abbazie marchigiane quali: L’Abbazia di San Vittore alle Chiuse e L’Abbazia di Santa Maria delle Moie.

Gli affreschi e la dedicazione
La Chiesa è dedicata a San Claudio martire, protettore degli scultori. Il Santo viene rappresentato nell’affresco dell’abside presente nella chiesa inferiore con i suoi attributi iconografici.
Nel catino absidale centrale due affreschi gotici di autore anonimo (1486) rappresentano S. Rocco e S. Claudio. Nell’abside centrale ci sono due affreschi di autore ignoto, risalenti alla seconda metà del 1400 con su raffigurati San Rocco e San Claudio, questo essendo il protettore dei muratori, è stato dipinto con martello squadra e cassuola.
La dedicazione a San Claudio, martire di origine Pannonica dell’epoca di Diocleziano, è documentata per la chiesa inferiore, mentre non è nota per quella superiore che in origine era completata da una cupola centrale.
L’ipotesi della cappella palatina
Sembra che l’attuale chiesa fosse un tempo la cappella palatina della reggia imperiale di Aquisgrana ai tempi di Carlo Magno. Sono state fatte diverse ricerche e si può affermare, in base ad alcuni documenti, che questa era un tempo la sede della corte carolingia ed epicentro del rinato impero Romano.
L’attuale chiesa sarebbe identificata come la cappella palatina della reggia imperiale di Aquisgrana ai tempi di Carlo Magno. In sostanza sarebbe stata la sede della corte carolingia ed epicentro del rinato impero Romano.
La ricerca che ormai prosegue da ben quindici anni, ha suscitato l’interesse di molti e le è riconosciuta una certa “fondatezza” tanto per la qualità delle fonti prodotte, che per la serietà del presupposto logico che ne è alla base.
Informazioni per la visita
Il luogo al momento non è accessibile alle persone con disabilità. La posizione riportata è 43.284098 13.516829.
L’aspetto è imponente ma perfettamente integrata al paesaggio ed è uno degli esempi più belli del romanico marchigiano. Insomma il luogo è ricco di storia, di spiritualità e passeggiare lungo il suo viale alberato nelle ore dell’alba e del tramonto ti riempirà il cuore di una pace senza confini.
La chiesa è situata nel territorio in cui sorgeva la città romana di Pausulae, che fu anche antica sede vescovile. La sua posizione nella valle del Chienti permette di associare alla visita dell’edificio anche l’osservazione del paesaggio rurale circostante.