La veduta aerea dell’Abbazia di Fontenay permette di comprendere con immediatezza la struttura ordinata di uno dei più belli e più completi insiemi di costruzioni monastiche dei primi decenni dell’ordine di Cîteaux. Situata in una piccola e boscosa valle a 60 chilometri a nordovest di Digione, l’abbazia di Fontenay raggiunse un alto stato di prosperità nel corso del XII e del XIII secolo.
L’abbazia di Fontenay è un’antica abbazia cistercense situata nel comune di Marmagne, vicino a Montbard, nel dipartimento della Côte-d’Or in Francia. Fu fondata da san Bernardo di Clairvaux nel 1118, consacrata nel 1147 e costruita in stile romanico. È una delle abbazie cistercensi più antiche e complete d’Europa.

Come leggere la veduta aerea dell’abbazia
Dall’alto, il complesso appare come un insieme rigorosamente organizzato di edifici, cortili, giardini, canali e spazi verdi. La chiesa e il chiostro, centro della vita dei monaci, furono costruiti in spazi logicamente distribuiti. In previsione della futura espansione del monastero, invece di creare una struttura chiusa, la chiesa e il chiostro furono creati paralleli o perpendicolari tra loro con estremità aperte.
In questo modo, durante l’ampliamento, il chiostro e la chiesa esistenti non sarebbero stati influenzati. Oggi gli edifici dell’abbazia sono inseriti in moderni e curati parterre di prato e ghiaia. La valle in cui fu costruita l’abbazia è ora un’area protetta e classificata.
La veduta dall’alto evidenzia inoltre il rapporto tra il monastero e l’acqua, elemento che contribuì alla scelta del sito e allo sviluppo delle attività produttive. Il suo magnifico parco paesaggistico ha ricevuto il marchio “Jardin Remarquable” nel 2004, distinguendosi per il suo interesse storico, culturale ed estetico.
Localizzazione e riconoscimento UNESCO
L’abbazia di Fontenay si trova a metà strada tra Auxerre e Digione, non lontano da Montbard in Borgogna. L’abbazia di Fontenay fa parte dell’eccezionale patrimonio francese, il cui valore architettonico e ambientale è stato riconosciuto dall’UNESCO nel 1981 quando è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Stato | Francia |
| Regione | Borgogna |
| Comune | Marmagne |
| Dipartimento | Côte-d’Or |
| Ordine | Cistercense |
| Stile architettonico | Romanico cistercense |
| Fondazione | 1118 |
| Consacrazione | 1147 |
| Soppressione | 1791 |
| Coordinate geografiche | 47°38′27″N 4°23′23″E |
| Patrimonio mondiale | 1981 |
L’abbazia di Fontenay, insieme ad altre abbazie cistercensi, costituisce un anello di congiunzione tra l’architettura romanica e quella gotica. È una delle più antiche abbazie cistercensi d’Europa, oltre ad essere una delle meglio conservate; per questa ragione nel 1981 è stata inserita nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Il riconoscimento comprende un bene culturale considerato secondo i criteri (ii) e (iv): mostrare un importante scambio di valori umani, in un arco di tempo o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi dell’architettura o della tecnologia, delle arti monumentali, dell’urbanistica o della progettazione del paesaggio; essere un esempio eccezionale di un tipo di edificio, complesso architettonico o tecnologico o paesaggio che illustra fasi significative della storia umana.
Fondazione e sviluppo del monastero
L’edificio venne fondato nel 1118 da san Bernardo di Chiaravalle, pochissimi anni dopo che egli era uscito dall’abbazia di Cîteaux per fondare l’abbazia primigenia di Clairvaux, della quale Fontenay fu una filiazione diretta. Antica abbazia cistercense di Borgogna, l’abbazia apparteneva alla filiazione di Clairvaux ed era stata fondata nella diocesi di Autun.
Il primo sito in cui si fissarono si rivelò ben presto troppo povero e angusto, per cui i monaci si trasferirono in un luogo ricco di sorgenti, non lontano di là, a cui dettero il nome di Fontancium, cioè: che galleggia sulle acque. I religiosi dissodarono il terreno, costruirono granai e vivai, innalzarono il monastero.
Nel 1118 Bernardo di Clairvaux inviò monaci a costruire una nuova abbazia nelle paludi della Borgogna. Essi bonificarono il terreno e chiamarono il luogo Fontenay. Questo nome è legato all’abbondanza delle sorgenti naturali.
Il reclutamento di nuove vocazioni fu abbondante, e già nel 1131 l’abbazia poteva fondare Echarlis, nel 1132 Sept-Fons, e nel 1140 Chézery, nel Bugey Savoia. Fontenay fu quindi parte di una rete di fondazioni cistercensi che contribuì alla diffusione dell’ordine e dei suoi modelli architettonici.
Il modello cistercense e la vita monastica
True to Cistercian tradition the monks at Fontenay sought to live in isolation away from the bustling urban centers. Founded in 1098 the Cistercian Order adhered to the Rule of Saint Benedict which emphasized simplicity, prayer, and manual labor.
In response to the excesses of the order of Cluny Saint Bernard of Clairvaux led the movement to restore monastic life to its austere roots where monks focused solely on praying and working. Lo spirito dell’architettura cistercense è semplice, conservatore, utilitaristico e autosufficiente.
Da sempre i monasteri avevano assunto come principio quello di badare a se stessi, senza dover ricercare al di fuori i prodotti che potevano essere loro necessari. L’abbazia fu concepita quindi come un organismo capace di riunire preghiera, abitazione, studio, lavoro agricolo e attività artigianali.
La giornata dei monaci cistercensi iniziava alle 2 del mattino con il servizio di preghiera delle Vigilie. Dai dormitori non riscaldati, i monaci salivano nella chiesa attraverso la scala in pietra situata nel braccio meridionale del transetto.
Dopo il servizio delle Lodi, i monaci si riunivano nella sala capitolare, dove venivano assegnati i compiti della giornata e organizzato il lavoro della comunità. Il lavoro era interrotto dai servizi religiosi ogni tre ore.
La chiesa abbaziale nella veduta dall’alto
La chiesa dell’abbazia venne costruita fra il 1139 e il 1147, anno in cui venne consacrata da papa Eugenio III. La chiesa dell’abbazia è di tipica architettura cistercense, costruita in stile romanico.
La sua pianta a croce latina è chiaramente leggibile dalla veduta aerea e definisce l’impianto interno con geometrie esclusivamente ad angolo retto. La navata centrale è lunga 66 metri e larga 8 metri, mentre il transetto è lungo 19 metri.
La tipologia a croce latina definisce l’impianto interno con geometrie esclusivamente ad angolo retto e lo spazio è ritmato dalle teorie di pilastri che dividono la navata centrale e le due laterali in otto campate. La chiesa presenta inoltre due navate laterali.
Contrariamente alle chiese precedenti, la chiesa dell’abbazia ha un’abside appiattita e due cappelle rettangolari, anziché semicircolari, su ciascun lato del transetto. Il transetto è composto da un coro ad abside quadrangolare, a due campate, sopraelevato di due gradini e da quattro cappelle, anch’esse a pianta quadrata, aperte, due per lato, sui bracci del transetto.
Il tutto è coperto da volte a botte a sezione ogivale, longitudinali nel “vaisseau” centrale, trasversali nei bracci del transetto e nelle navate laterali. La facciata è molto semplice, a capanna spezzata, la larghezza della navata centrale è sottolineata da due contrafforti in mezzo ai quali si apre il portale centrale.

Costruita in stile romanico, la chiesa offre un esempio particolarmente rigoroso di architettura cistercense. Le chiese dei monasteri sono costituite da importanti caratteristiche dell’architettura romanica, tra cui pianta simmetrica, qualità massiccia, muri spessi, pilastri robusti, volte a crociera, archi a tutto sesto e alta navata centrale.
La costruzione della chiesa iniziò nel 1138. Capolavoro dell’architettura romanica, il disegno a croce latina della chiesa offre un senso di pace e semplicità. Il suo approccio minimalista, con poche finestre semplici che lasciano entrare una luce naturale soffusa, fu pensato per aiutare i monaci a concentrarsi esclusivamente sulla preghiera.
Un pavimento policromo in piastrelle del XIII secolo caratterizza il coro, mentre la navata originariamente presentava semplici piastrelle che furono rimosse nel XVIII secolo a causa della risalita delle acque sotterranee. La purezza spirituale della chiesa è interrotta soltanto da una statua della Vergine col Bambino, una scultura del XIII secolo che sottolinea la devozione dei monaci a Maria.
Da qualunque parte si muova lo sguardo, mentre ci si aggira e ci si sposta sul pavimento in terra battuta, originariamente coperto da lastre di pietra o da piastrelle nude, non si percepisce che il ritmo, geometria di forme, nudità, semplicità alla luce dei materiali e dello spazio.
Anche il colore è appena accennato, come del resto la modellazione plastica dei capitelli a foglie stilizzate o a semplici figure geometriche. Fontenay conserva un certo numero di bassorilievi e nel coro sono conservate numerose pietre tombali e statue funerarie, anticamente disposte sulla pavimentazione della chiesa e delle cappelle.
Il chiostro romanico
Al centro dell’abbazia si trova il chiostro, un gioiello architettonico costruito nel XII secolo. Progettato per favorire la riflessione e la preghiera, il chiostro collega le diverse parti dell’abbazia e trasmette un senso di quieta serenità.
Il chiostro è lungo 36 metri e largo 38. Nel chiostro, le gallerie che formano un rettangolo molto prossimo al quadrato, sono coperte da volte a botte in pietra, con lunette corrispondenti all’apertura delle arcate, solo la galleria occidentale è voltata a crociera.
Ogni lato è suddiviso da otto arcate a tutto sesto che ricadono su forti pilastri, rinforzati all’esterno da grossi contrafforti, ogni arcata è a sua volta divisa in due piccoli archi a tutto sesto, sostenuti da colonne binate.
Basi, fusti, capitelli, abachi, colonne, sono spesso tagliati in uno stesso blocco di pietra. La decorazione dei capitelli, sobria ma più ricca rispetto alla chiesa, e la disposizione ricercata delle colonne, rendono il suo aspetto meno severo.
I capitelli scolpiti presentano citelles, piante simili alle canne che divennero l’emblema dell’ordine cistercense. Il chiostro riceve la luce dorata del sole, che si riflette sulla morbida pietra della Borgogna creando un’atmosfera di tranquillità.

La sala capitolare e la sala dei monaci
La sala capitolare è a volta, con pesanti costole. La sala del Capitolo, vasta e ben illuminata, è aperta sulla galleria orientale del chiostro tramite una grande arcata a tutto sesto e altre quattro aperture poste ai lati di questa.
All’interno, le ogive poggiano su quattro pilastri centrali che dividono la sala in due navate; questi pilastri sono formati da otto colonne che ricevono il ritorno di volta. I capitelli, come nel chiostro, sono ornati da semplici foglie stilizzate.
In fondo all’ala orientale del chiostro si trova la sala dei monaci, risalente alla seconda metà del XII secolo. Più sobria della sala capitolare, è divisa in due navate di sei campate ciascuna, da una fila di quattro colonne e un pilastro ottagonale al centro.
Essa è coperta da volte a crociera ogivali che ricadono lungo i muri su mensole a piramide rovesciata. La disposizione degli ambienti mostra come il chiostro non fosse soltanto uno spazio di passaggio, ma il centro geometrico e funzionale della vita comunitaria.
Dormitorio, calefactorium e spazi quotidiani
Il grande dormitorio ha un soffitto del XV secolo costruito in legno di castagno. Il dormitorio occupa tutto il primo piano del lato dei monaci. Oggi vi si può accedere solamente attraverso una scala situata nel braccio sud del transetto della chiesa.
Gli unici elementi risalenti alla costruzione primitiva sono le strette finestre a tutto sesto che danno sul chiostro. I monaci dormivano su materassi di paglia in una grande sala senza finestre e affrontavano temperature invernali molto rigide.
Nell’angolo del chiostro presso la sala dei monaci si trova la sala del riscaldamento, o calefactorium. Si tratta di una piccola stanza bassa coperta da volte ogivali che ricadono su pilastri quadrati.
Il primo edificio costruito fu la cappella di San Paolo, con la sua caratteristica torre ottagonale. I monaci utilizzarono il calcare locale proveniente dalle scogliere circostanti per costruire l’abbazia, seguita dagli ambienti della vita quotidiana: sala di studio, dormitorio, refettorio e cucina.
Il refettorio scomparso
Del complesso originale comprendente chiesa, dormitorio, chiostro, sala capitolare, calidarium, refettorio, colombaia e fucina, rimangono tutti intatti tranne il refettorio e sono ben tenuti. Il refettorio è l’unico edificio importante ad essere stato completamente distrutto.
In origine era parallelo al chiostro: solo nel XIII secolo fu collocato perpendicolarmente. Era una grande sala con volte a crociera ogivali, divisa in due navate da una fila di cinque colonne.
Più tardi la sua perdita modificò la lettura dell’insieme monastico, ma il complesso conserva ancora in modo eccezionale la relazione tra chiesa, chiostro, dormitorio e ambienti di lavoro. Nel 1745 il refettorio venne abbattuto da parte dei monaci.
La fucina e l’autosufficienza economica
La fucina di Fontenay era una vera “fabbrica” che utilizzava il minerale della collina vicina ed è la più importante che ci è pervenuta. Costruita alla fine del XII secolo sul bordo di un canale che forniva la forza motrice, è divisa in quattro sale.
La prima, partendo da ovest, ha volte a crociera ogivali e comunica attraverso due arcate con la sala vicina, l’officina vera e propria, senza più volte. La terza sala è divisa in due navate, di tre campate ciascuna, da due colonne centrali ed è coperta da volte ogivali.
La costruzione, il cui primo piano era adibito a magazzino, è provvista di robusti contrafforti ed è rischiarata da alte finestre a tutto sesto. La fucina si trova vicino al fiume e costituisce una delle più antiche fabbriche di lavorazione del metallo in Europa.
Nel XIII secolo Fontenay divenne una delle prime acciaierie d’Europa. I monaci estraevano il minerale dalle vene vicine, forgiando utensili e oggetti metallici che portarono una notevole prosperità finanziaria all’abbazia.

Questa prima attività industriale dimostrava l’autosufficienza della comunità e l’importanza economica dell’abbazia. La posizione della fucina lungo un canale mostra come l’organizzazione del complesso dipendesse anche dalla gestione razionale dell’acqua e dell’energia.
Acqua, giardini e paesaggio
Il nome Fontenay è collegato alla presenza di numerose sorgenti. L’abbazia fu costruita in un luogo ricco d’acqua, elemento che favorì la vita quotidiana della comunità, la coltivazione dei terreni e il funzionamento della fucina.
Molti antichi sentieri un tempo percorsi dai monaci e dai pellegrini sono ancora intatti. Fontenay fungeva anche da tappa lungo la Via di San Giacomo, che conduceva i pellegrini verso Vézelay.
Lasciatevi guidare dai vostri passi in questo ambiente naturale e verde dove il giardino alla francese, gli alberi secolari e i giochi d’acqua vi racconteranno il fascino di questo sito stupendo, pieno di calma e serenità.
La veduta aerea rende particolarmente leggibile il contrasto tra le geometrie regolari degli edifici e l’andamento più libero del parco. Giardini, prati, alberi, stagni e canali compongono una cornice paesaggistica che conserva il rapporto storico tra il monastero e il territorio.
Le vicende storiche e le trasformazioni
L’abbazia godette della protezione dei re di Francia, ma nonostante questo venne saccheggiata durante la guerra dei cent’anni e durante le cosiddette guerre di religione del XVI secolo. Nel 1359 fu saccheggiata dagli Inglesi; più tardi furono le grandi compagnie che, a diverse riprese, depredarono il monastero e le sue proprietà.
Durante la guerra dei Cent’anni, nel 1359, fu saccheggiata dagli Inglesi; più tardi le grandi compagnie depredarono a diverse riprese il monastero e le sue proprietà. Durante le guerre di religione, l’abbazia dovette ancora tribolare per gli Ugonotti.
Seguì il regime della commenda con le sue disastrose conseguenze. Dopo che la Borgogna entrò a far parte della Francia, l’abbazia passò sotto il controllo reale, con abati nominati dal re che mostrarono scarso interesse per il futuro del monastero.
Di conseguenza la vita monastica iniziò a declinare e diversi edifici, tra cui il refettorio, furono demoliti per mancanza di fondi. Nel XVI secolo nell’abbazia rimanevano soltanto circa 150 monaci.
Durante la Rivoluzione francese l’abbazia venne chiusa, per poi divenire una cartiera fino al 1902, posseduta per la maggior parte di questo periodo dalla famiglia Montgolfier. Al tempo della Rivoluzione francese erano rimasti soltanto otto monaci.
L’abbazia fu venduta nel 1791 e trasformata in una cartiera da Claude Hugot, evitando così la distruzione. Nel 1820 Élie de Montgolfier, discendente degli inventori della mongolfiera, acquistò l’abbazia e ne proseguì l’uso industriale, installando macchinari per la produzione della carta nella chiesa.
Grazie a questi interventi, il sito fu dichiarato Monumento storico nel 1862. Nel 1903, quando la cartiera chiuse, Rose Montgolfier e suo marito Édouard Aynard intrapresero importanti lavori di restauro, rimuovendo le tracce industriali e restituendo all’abbazia il suo carattere monastico.
Nel 1905 l’abbazia venne acquistata e successivamente restaurata da Édouard Aynard. Oggi l’abbazia di Fontenay rimane un bene privato conservato dalla famiglia Aynard da oltre cinque generazioni.
Conservazione dell’insieme monumentale
Tranne che per il refettorio, demolito nel corso del XVIII secolo, essa mantiene gran parte del suo aspetto originario, tra cui la chiesa, il dormitorio, il chiostro e la sala capitolare, tutti costruiti in stile romanico; più tardi vennero aggiunti la sala dell’abate e un’infermeria.
Fatta eccezione per il refettorio demolito, l’abbazia conserva quasi tutti i suoi edifici originali: chiesa, dormitorio, chiostro, sala capitolare, calidarium o “stanza del riscaldamento”, colombaia e fucina, tutti costruiti in stile romanico. Gli alloggi e l’infermeria dell’abate furono costruiti in un secondo momento.
Il complesso originale è quindi ancora leggibile nella sua articolazione essenziale. La veduta aerea permette di riconoscere la gerarchia degli spazi, la posizione degli edifici principali e la continuità tra l’architettura medievale e il paesaggio circostante.

Linguaggio architettonico cistercense
Tutte le chiese cistercensi hanno lo stesso modello e sono estremamente simili tra loro; per esempio, l’abbazia di Graiguenamanagh costruita in Irlanda nel 1204 ha una pianta molto simile a quella dell’Abbazia di Fontenay.
L’abbazia di Fontenay è un tipico monastero cistercense costruito su queste caratteristiche fondamentali. I monasteri cistercensi tra cui l’Abbazia di Fontenay sono identificati come una propaggine dell’arte romanica e una germinazione dell’arte gotica.
D’altra parte, le architetture gotiche che si evolvono dalle architetture romaniche furono promosse dai cistercensi e influenzate dai monasteri cistercensi. L’abbazia rappresenta quindi un passaggio importante nella storia dell’architettura europea.
La sua architettura non si basa sulla ricchezza della decorazione, ma sulla chiarezza della pianta, sulla solidità delle murature, sulla ripetizione regolare delle campate e sull’uso controllato della luce. La veduta aerea completa questa lettura mostrando come la stessa logica di ordine e proporzione si estenda all’intero complesso.
Gli edifici ancora riconoscibili
- La chiesa abbaziale a croce latina.
- Il chiostro romanico.
- La sala capitolare con volta a costoloni.
- Il dormitorio dei monaci con struttura lignea del XV secolo.
- La sala dei monaci.
- Il calefactorium o sala del riscaldamento.
- La colombaia.
- La fucina medievale.
- La sala dell’abate.
- L’infermeria costruita in un secondo momento.
- I giardini, i prati, gli stagni e i canali.
La galleria degli ambienti comprende l’interno della chiesa abbaziale, il chiostro, il dormitorio, la piccionaia, la forgia, i giardini, la sala capitolare, la sala dei monaci, il calefactorium e gli edifici abbaziali. La varietà delle funzioni conservate rende Fontenay uno dei complessi monastici medievali più leggibili d’Europa.
La veduta aerea come strumento di interpretazione
Una fotografia aerea non mostra soltanto la posizione geografica dell’abbazia, ma permette di osservare la sua struttura come un organismo unitario. La chiesa emerge come asse monumentale, il chiostro come nucleo distributivo e gli edifici di servizio come elementi collegati alla vita quotidiana e produttiva.
La composizione dei volumi rende visibile la distinzione tra gli spazi della preghiera, quelli della vita comunitaria e quelli del lavoro. La fucina, la colombaia, i giardini e i corsi d’acqua completano l’immagine di una comunità progettata per vivere in modo isolato e autosufficiente.
La veduta dall’alto aiuta inoltre a comprendere perché Fontenay sia considerata un esempio eccezionale di complesso architettonico e paesaggio storico. Le costruzioni medievali, il parco e la valle formano un insieme nel quale architettura, natura e memoria storica rimangono strettamente unite.
Cronologia essenziale
| Data | Avvenimento |
|---|---|
| 1118 | Fondazione dell’abbazia da parte di san Bernardo di Clairvaux |
| 1131 | Fondazione di Echarlis |
| 1132 | Fondazione di Sept-Fons |
| 1138 | Inizio della costruzione della chiesa abbaziale |
| 1139-1147 | Costruzione della chiesa abbaziale |
| 1140 | Fondazione di Chézery |
| 1147 | Consacrazione della chiesa da parte di papa Eugenio III |
| Fine del XII secolo | Costruzione della fucina |
| 1359 | Saccheggio degli Inglesi durante la guerra dei Cent’anni |
| 1745 | Demolizione del refettorio |
| 1791 | Chiusura e vendita dell’abbazia durante la Rivoluzione francese |
| 1862 | Dichiarazione del sito come Monumento storico |
| 1902 | Fine dell’uso dell’abbazia come cartiera |
| 1903 | Inizio dei lavori di restauro di Rose Montgolfier ed Édouard Aynard |
| 1981 | Inserimento nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO |
| 2004 | Riconoscimento del parco come “Jardin Remarquable” |
La successione degli abati
La lunga cronotassi degli abati documenta la continuità istituzionale dell’abbazia attraverso molti secoli. Tra i primi abati figurano Geoffroy de La Roche-Vanneau, cugino di Bernardo di Chiaravalle, in carica dal 1118 al 1132, e Guglielmo I d’Epiry, dal 1132 al 1154.
- 1118-1132: Geoffroy de La Roche-Vanneau
- 1132-1154: Guglielmo I d’Epiry
- 1154-1163: Arnaud de Bourgogne
- 1163-1165: Raoul I
- 1165-1167: Hugues
- 1167-1170: Guglielmo II Montbard
- 1170-1186: Bernardo I
- 1186-1194: Justin
- 1194-1196: Giovanni I
- 1196-1202: Hubert
- 1202-1206: Bernardo II
- 1206-1210: Pietro I
- 1210-1219: Guglielmo III
- 1219-1234: Aymon
- 1234-1252: Martin
- 1252-1269: Guglielmo IV
- 1269-1274: Raoul II
- 1274-1295: Eudes
- 1295-1305: Renaud
- 1305-1328: Pietro II
- 1328-1340: Guglielmo V de Montbard
- 1340-1350: Giovanni II
- 1350-1361: Evrard
- 1361-1378: Roger
- 1378-1417: Nicolas
- 1417-1433: Giovanni III de Laignes
- 1433-1438: Guglielmo VI
- 1438-1440: Giovanni IV de Fontanet
- 1440-1460: Simon Evrard
- 1460-1462: Giovanni V Frouard de Courcelles
- 1462-1466: Giovanni VI de Baigneux
- 1466-1492: Giovanni V Frouard de Courcelles
- 1492-1497: Giovanni VII Foucard
- 1497-1498: Marco d’Illyes
- 1498-1519: Philibert Foucaud
- 1519-1525: Carlo I de Baissey
- 1525-1530: René de La Trémoïlle de Bresche
- 1530-1547: Giacomo I de Jaucourt
- 1547-1561: cardinale Claude de Longwy de Givry
- 1561-1567: Giovanni VIII de La Brosse
- 1567-1578: cardinale Luigi I di Guisa
- 1578-1584: Edmond de Lage
- 1584-1594: François I de Foix-Candale
- 1594-1610: Domenico I de Nogaret de La Valette d’Epernon
- 1610-1610: Luigi II de Bauffremont
- 1610-1614: Carlo II de Pérusse des Cars
- 1614-1679: Carlo III de Ferrières de Sauveboeuf
- 1679-1709: Annet de Coustin de Manasdau
- 1709-1723: Giovanni-Maria de Coustin de Manasdau
- 1723-1729: François II Sanguin de Livry
- 1729-1735: Antoine-François de Blisterwijk de Montcley
- 1735-1750: Józef Załuski
- 1744-1750: Vacanza
- 1750-1786: Jacques II Joseph-François de Vogüé
Elementi da osservare nella fotografia aerea
- La chiesa abbaziale: la pianta a croce latina, la navata centrale, le navate laterali, il transetto e l’abside quadrangolare.
- Il chiostro: il rettangolo quasi quadrato che organizza i percorsi e collega gli ambienti principali.
- L’ala dei monaci: il dormitorio, la sala dei monaci e il calefactorium.
- La fucina: l’edificio produttivo costruito lungo il canale e collegato alla gestione dell’acqua.
- La colombaia: una struttura agricola riconoscibile tra i giardini e gli spazi verdi.
- I parterre: le aree di prato e ghiaia che incorniciano gli edifici.
- Il parco: la distesa paesaggistica che integra il complesso medievale con la valle boscosa.
La fotografia aerea dell’Abbazia di Fontenay è quindi particolarmente efficace perché riunisce in un’unica immagine le principali dimensioni del sito: la regola geometrica dell’architettura cistercense, la distribuzione funzionale degli edifici, il ruolo dell’acqua, il lavoro dei monaci e la conservazione del paesaggio storico.