Pellegrinaggio alla chiesa di Santa Margherita a Caorle

La chiesa parrocchiale di Santa Margherita si trova in P.zza Falcetta 3, nel rione Santa Margherita di Caorle, e appartiene alla Diocesi di Venezia, al Vicariato di Caorle e alla Parrocchia di Santa Margherita.

Il pellegrinaggio alla chiesa di Santa Margherita può essere inserito in un itinerario di fede che conduce dal territorio di Caorle al Santuario della Madonna dell’Angelo, attraverso celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera e devozione. La chiesa è stata infatti una delle tappe della “Peregrinatio Mariae”, durante la quale il simulacro della Madonna dell’Angelo ha raggiunto tutte le parrocchie della Collaborazione Pastorale di Caorle.

Dove si trova la chiesa di Santa Margherita

La chiesa parrocchiale si trova in P.zza Falcetta 3, a Santa Margherita di Caorle (VE). Il rione Santa Margherita è una delle località del territorio caorlese collegate alla storia religiosa e marinara della città.

La chiesa è opera dell’architetto Guido Impallomeni di Portogruaro, autore anche del Villaggio dell’Orologio e della Darsena adiacente. L’opera più significativa che custodisce è senz’altro il trittico pittorico del pittore e iconografo Fabio Nones di Trento; si fa ammirare anche il crocifisso in bronzo opera dello scultore Angelo Zoggia.

Chiesa di Santa Margherita a Caorle

Orari delle Messe

La prossima Messa è indicata per mercoledì 23 settembre alle ore 18:30. Gli orari delle Messe dei prossimi giorni comprendono celebrazioni feriali e festive.

GiornoOrario
Martedì 22 settembre18:30
Mercoledì 23 settembre18:30
Giovedì 24 settembreNessuna messa
Venerdì 25 settembre18:30
Sabato 26 settembreNessuna messa
Domenica 27 settembre09:30, 11:00, 18:30
Lunedì 28 settembre18:30
Martedì 29 settembre18:30

La chiesa è sempre aperta. Per partecipare a un pellegrinaggio è comunque opportuno verificare l’orario della celebrazione prevista, soprattutto quando il percorso comprende più parrocchie o momenti processionali.

La chiesa di Santa Margherita nella Peregrinatio Mariae

Ad anticipare la festa vera e propria sarà un “cammino di avvicinamento” incentrato sulla “Peregrinatio Mariae”, che vedrà il simulacro della Madonna dell’Angelo raggiungere tutte le parrocchie della Collaborazione Pastorale (e non solo): in ogni parrocchia la presenza della Madonna dell’Angelo sarà l’occasione per celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera e devozione.

Il calendario prevedeva il 6 settembre una processione, con imbarco sul traghetto, alla volta della parrocchia di Santa Margherita, dove la statua sarebbe rimasta fino al 9 settembre. Quel giorno la statua della Vergine sarebbe stata trasportata anche presso la casa di riposo Don Moschetta e la chiesa di Sansonessa.

La presenza del simulacro nella parrocchia ha trasformato la chiesa di Santa Margherita in una tappa di pellegrinaggio comunitario, collegando la devozione mariana del rione alla storia del Santuario della Madonna dell’Angelo e alle altre comunità cristiane del territorio.

Il significato spirituale del pellegrinaggio

«Ci stiamo avvicinando alla festa quinquennale della Madonna dell’Angelo che, insieme al pellegrinaggio presso le tante comunità cristiane del nostro territorio, rappresenta un dono speciale della Madre di Gesù e Madre nostra perché sia ravvivata la fede, sia annunciata la speranza, sia testimoniata la carità», commenta il parroco della Collaborazione Pastorale di Caorle, don Danilo Barlese.

«Contemplare il “Sì” di Maria all’Angelo e lasciarci raggiungere dal suo sguardo mentre ci indica Gesù significa accogliere la sfida e la missione di essere uomini e donne operatori di pace e oasi di misericordia, la sfida e la missione di essere cristiani che ricevono e condividono il pane della Parola, il pane dell’Eucarestia, il pane della Carità.

Sarà vero spettacolo perché racconterà la bellezza dell’anima di ogni famiglia di Caorle insieme alla bellezza del suo mare, del suo cielo e dell’arte che custodisce una storia più che millenaria di fede cristiana e di impegno civile!»

Il legame con il Santuario della Madonna dell’Angelo

Il Duomo e il Santuario della Madonna dell’Angelo sono senz’altro tra i luoghi di culto di Caorle che suscitano un grande potere di attrazione tra i viaggiatori, ma non sono i soli.

La chiesa di Santa Margherita rappresenta una delle tappe locali attraverso cui la devozione mariana viene vissuta in forma comunitaria. Il pellegrinaggio può quindi essere accompagnato dalla visita al Santuario della Madonna dell’Angelo, luogo centrale della storia religiosa di Caorle e della venerazione della Vergine.

Le origini del Santuario della Madonna dell’Angelo

Da tempo immemorabile sulla riva del mare sorgeva, a Caorle, una chiesa dedicata all’Arcangelo San Michele, probabilmente costruita intorno al IX secolo e forse riedificata sopra una chiesa ancora più antica.

Dagli atti riportati nelle visite pastorali dei vescovi di Caorle si sa che la costruzione antica era a pianta basilicale, con tre navate. Tuttavia già dal XVII secolo si ha notizia che la furia del mare aveva così gravemente danneggiato la navata laterale destra, che si affacciava sull’Adriatico, da dover costringere i caorlotti ad abbatterla.

Così in molte raffigurazioni dell’epoca la chiesa dedicata all’Arcangelo San Michele è disegnata con due sole navate ed una torre campanaria di pianta quadrata.

Non si conoscono, invece, con certezza storica le origini del culto alla Madonna; sembra essere certo che il simulacro fu ritrovato da alcuni pescatori, anche se il racconto è stato poi arricchito dalla leggenda con l’aneddoto dei bambini i quali, per la loro purezza, furono gli unici in grado di trasportare la statua nella vicina chiesa dedicata all’Arcangelo San Michele.

Per questo motivo la Madonna fu poi venerata da tutte le generazioni successive come Madonna dell’Angelo.

La ricostruzione settecentesca del Santuario

A metà del 1700 il vescovo Francesco Trevisan Suarez (1738-1769) fece iniziare degli imponenti lavori per ricostruirla totalmente dalle fondamenta, anch’esse consumate completamente dalle acque del mare.

I lavori cominciarono il 28 giugno 1751; il nuovo Santuario fu costruito ad un’unica navata e con abside quadrata.

La facciata, terminante a timpano, fu arricchita da un atrio a vela, sostenuta da due pilastri e due colonne sormontati da capitelli corinzi del IX secolo.

All’interno fu posto il monumento a San Michele Arcangelo dello scultore Andrea dell’Aquila, realizzato nel 1595 sotto il governo del vescovo Angelo Casarino, proveniente dalla chiesa più antica.

Il simulacro della Madonna dell’Angelo fu collocato nel nuovo Santuario il 12 settembre 1751, al termine di una processione partita dal Duomo.

Oltre all’altare maggiore, la chiesa conteneva l’altare di San Francesco d’Assisi, affisso alla parete di destra e l’altare di San Giuseppe, sulla parete sinistra.

Il nuovo Santuario fu consacrato il 16 giugno 1768: lungo le pareti della navata furono poste dodici croci in pietra dorata con una candela per ciascuna, le quali venivano accese nel giorno della festa della dedicazione ogni anno.

Nel 1768 fu inoltre eretta la Via Crucis: secondo le disposizioni pontificie, poteva essere eretta la Via Crucis soltanto in una chiesa per parrocchia; il vescovo Suarez decise per il Santuario.

Alla morte del vescovo, l’anno successivo, fu ricavato il suo sepolcro ai piedi del coro della nuova chiesa da lui voluta, dove è ancora oggi visibile.

Gli affreschi e gli altari del Santuario

Il soffitto fu affrescato con motivi floreali intervallati ad alcune scene della vita della Vergine Maria, come l’Adorazione dei Magi e l’Annunciazione; dalla parte del coro fu affrescato un cielo stellato.

Nel 1929 vennero portate in Santuario le statue marmoree di San Gilberto e Santa Margherita, compatroni di Caorle, facenti parte dell’antico altare maggiore realizzato nel XVII secolo per volere del vescovo Giuseppe Maria Pizzini (1645-1648).

Nel 1975, contestualmente ai restauri del Duomo, fu trasportato nel Santuario, come altare maggiore, l’altare dell’Assunta, che si trovava nell’abside della navata laterale sinistra del Duomo.

I restauri del 1944

Dopo l’armistizio del settembre 1943 che sanciva l’uscita dell’Italia dall’alleanza con la Germania nazista nella Seconda guerra mondiale, i tedeschi occuparono il Nord Italia e così anche Caorle cadde sotto la dominazione tedesca.

Alla fine del 1943, i piani tedeschi avevano previsto l’inondazione dei territori costieri del Veneto orientale per una profondità di 15 km dalla costa: in questo modo Caorle sarebbe andata distrutta; per i cittadini era già stato previsto lo sfollamento in una località nei pressi di Vicenza.

A nulla valsero le rimostranze del parroco, don Felice Marchesan, che insieme all’arcivescovo di Trento si recò a Venezia per cercare di scongiurare la catastrofe.

Il 2 gennaio 1944 tutto il popolo di Caorle e delle frazioni limitrofe si ritrovò ai piedi della Madonna dell’Angelo, emettendo voto solenne che, se la Madonna avesse salvato la città dalla distruzione, i caorlotti avrebbero provveduto a restaurare il Santuario, ormai da due secoli rimasto senza la necessaria manutenzione.

Pochi giorni dopo da Venezia giunse la notizia che l’ordine di sfollamento era stato revocato: così iniziò subito la raccolta dei fondi per provvedere al restauro promesso.

La struttura architettonica del Santuario edificato ai tempi del vescovo Suarez fu conservata; internamente le pareti furono rivestite di marmo e il soffitto fu ridipinto.

Al centro della navata fu affrescata la scena del leggendario ritrovamento del simulacro della Madonna dell’Angelo, ai quattro angoli della navata furono affrescati i quattro Evangelisti e, corrispondentemente al coro, nei quattro punti cardinali furono realizzati dei medaglioni che raffigurano alcuni titoli della Vergine che compaiono nelle Litanie Lauretane.

Lungo il cornicione che separa le pareti dal soffitto, in un nastro di colore azzurro, furono impresse a caratteri dorati alcune invocazioni alla Vergine Maria, con le preghiere del Sub tuum praesidium e dell’Ave Regina caelorum.

Nelle due pareti di sinistra e di destra furono scoperte due nicchie, che furono arricchite con colonne in marmo rosso e decorazioni affrescate; all’interno di ciascuna di esse fu ricavato un altare.

A sinistra fu posto l’altare dedicato a San Pio X, mentre a destra fu posto l’altare del “Pozzetto”, il blocco di marmo che, secondo la tradizione, trasportò il simulacro della Vergine galleggiando sulle acque nel VII secolo.

Sopra ciascuna delle due nicchie fu dipinto un angelo con in mano un nastro; a sinistra si legge l’iscrizione Tota pulchra es Maria, mentre a destra Ora pro nobis Deum.

Sopra l’altare del Pozzetto fu posto un crocifisso ligneo.

La devozione alla Madonna dell’Angelo

La storia di Caorle è totalmente intrisa della devozione dei caorlotti alla loro Madonna dell’Angelo.

Lunga è la lista dei miracoli avvenuti per intercessione della Santa Vergine, implorata dalla pietà popolare, come testimoniano i numerosi ex-voto offerti dai fedeli e appesi alle pareti del coro del Santuario.

Tra i miracoli più famosi si ha certamente quello accaduto il 31 dicembre 1727, quando una violenta mareggiata abbatté la diga di contenimento e l’acqua invase l’intera città.

Le testimonianze autorevoli dell’epoca raccontano che, in quell’occasione, l’interno del Santuario rimase miracolosamente asciutto.

Infatti l’atrio dell’edificio antico non era protetto da una porta, bensì da una cancellata di legno sulla quale erano applicate delle aperture; malgrado ciò e nonostante il fatto che il pavimento della chiesa fosse più basso del livello del suolo di qualche gradino, l’acqua non penetrò nel Santuario.

Per ricordare questo evento miracoloso ancora oggi, ai lati della porta d’ingresso del Santuario, sono poste due lapidi, con una crocetta che ricorda quale livello di altezza l’acqua del mare aveva raggiunto in quella inondazione.

Il voto del 1741 e la festa annuale

Un altro evento che vede protagonista l’intervento provvidenziale della Vergine in favore dei suoi caorlotti e che ancora oggi è ricordato è quello del voto emesso nel 1741.

In quell’anno il Senato della Repubblica Serenissima, in crisi economica, decise di confiscare ai caorlotti i diritti di pesca nelle lagune e nei canali del territorio.

In questo modo i cittadini di Caorle si vedevano privare dell’unica fonte di sussistenza per le loro povere famiglie, ossia i frutti della pesca.

Il 25 febbraio 1741 il Minore ed il Maggiore Arengo si riunirono nel Palazzo del Podestà per implorare l’aiuto della Madonna dell’Angelo, affinché il Doge accogliesse la richiesta di clemenza inoltrata dai cittadini; in cambio la popolazione fece voto che avrebbe celebrato una festa in onore della Madonna se la richiesta fosse stata accolta.

L’anno successivo la Serenissima sanciva i privilegi secolari che la città aveva sopra le acque circostanti; così il 4 febbraio 1742 il vescovo Francesco Trevisan Suarez fissò la festa del voto nella domenica che occorreva infra l’ottava della Natività della Vergine, 8 settembre.

Il corteo dei devoti trasportava processionalmente la statua della Madonna dal Santuario al Duomo, dove veniva celebrata una Messa solenne; quindi, dopo il canto dei Vespri, la processione riportava il simulacro in Santuario.

Il 7 luglio 1864, su richiesta del patriarca Giuseppe Luigi Trevisanato, papa Pio IX concesse che la festa annuale fosse spostata nella seconda domenica di luglio, permettendo anche che in essa venissero celebrati l’Ufficio e la Messa per il patrocinio di Maria Santissima; in quella data, infatti, la festa riusciva di maggiore comodità per la partecipazione dei fedeli.

Così ancora oggi si celebra questa festa annuale la seconda domenica di luglio; il sabato precedente il simulacro della Madonna viene trasportato dal Santuario al Duomo in una suggestiva processione notturna, durante la quale, per accogliere l’ingresso della statua nella piazza del Duomo, il campanile si illumina internamente per effetto di scoppiettanti fuochi pirotecnici.

L’incoronazione del simulacro

Dieci anni dopo, il 7 maggio 1874, papa Pio IX delegò il patriarca Trevisanato ad incoronare il simulacro della Madonna dell’Angelo; l’incoronazione solenne avvenne il 13 settembre dello stesso anno.

Il 31 gennaio 1923 fu il giorno più luttuoso per la devozione mariana dei caorlotti; durante la notte alcuni ladri rimasti ignoti depredarono il Santuario ed appiccarono il fuoco, rovesciando una candela sugli abiti della Madonna.

Del simulacro più antico rimasero soltanto alcuni cumuli di cenere.

Così fu fatta scolpire una nuova statua da scultori originari della Val Gardena, che avesse le stesse fattezze del primo; ad essa furono uniti anche i resti dell’antico simulacro.

La statua fu quindi benedetta il 19 luglio 1923 nella Basilica della Salute di Venezia e trasportata, a bordo di una nave della Regia Marina, verso Caorle.

Il 22 luglio 1923 il simulacro arrivò a Caorle: pescatori caorlotti si accostarono alla nave della Marina e caricarono il simulacro a bordo di una piccola barca, ricoprendolo di reti da pesca, per commemorare l’antico ritrovamento.

Giunto al Santuario e posto sopra l’altare maggiore, il patriarca Pietro La Fontaine lo incoronò solennemente.

Le feste quinquennali e le processioni

Un’altra suggestiva consuetudine è stata ripresa in questi ultimi anni; nel 1847 fu infatti ripresa la celebrazione di una festa in onore della Madonna dell’Angelo che si svolgeva ogni venticinque anni la domenica successiva alla solennità dell’Assunta.

La statua benedetta veniva trasportata al Duomo il sabato precedente al giorno della festa, e qui rimaneva per tutti i due giorni successivi; alla sera del lunedì la Madonna veniva riportata in Santuario.

Nel 1958, in onore del centenario delle apparizioni di Lourdes, il popolo di Caorle organizzò un’imponente festa mariana riprendendo quella antica consuetudine, interrotta nei burrascosi decenni delle due guerre mondiali.

L’8 settembre fu organizzato un lungo corteo processionale attraverso il centro storico fino al rione di Santa Margherita da dove, con un corteo acqueo di motopescherecci, la statua fu riportata in Santuario.

Ai festeggiamenti partecipò il patriarca Angelo Giuseppe Roncalli, che meno di un mese dopo sarebbe salito al soglio petrino col nome di Giovanni XXIII.

Egli rimase così colpito dalla devozione manifestata in quell’occasione che non esitò a definire i festeggiamenti come i più belli di tutto il Patriarcato, come ricorda una lapide affissa al muro di sinistra dell’atrio del Santuario.

In sua memoria la festa fu celebrata nuovamente nel 1965 e da allora, ogni 5 anni, i caorlotti, ultimamente accompagnati da una grande folla di fedeli provenienti da tutta Italia e dai paesi limitrofi, rendono onore alla Vergine con questi imponenti festeggiamenti.

Altri festeggiamenti furono organizzati nel 1946, per ringraziare la Madonna per la fine della Seconda guerra mondiale, e nel 1949, per commemorare il settantacinquesimo anniversario dell’incoronazione del simulacro.

Anche al giorno d’oggi la Madonna dell’Angelo continua a proteggere il suo popolo che, per manifestarle il suo affetto e la sua devozione, si prodiga per organizzare solenni festeggiamenti: il 2 gennaio, nell’anniversario del voto del 1944, nella seconda domenica di luglio, per l’anniversario del voto del 1741 e per ricordare anche l’incoronazione del nuovo simulacro, avvenuta sempre nel mese di luglio, e, ogni cinque anni, nella settimana che comprende l’8 settembre, per ricordare i festeggiamenti che tanto piacquero a papa Giovanni.

Festa Madonna dell'Angelo Caorle settembre 2015

Il pellegrinaggio attraverso le parrocchie di Caorle

Si comincia sabato 30 agosto con la partenza dal Santuario per raggiungere il porto dove la statua sarà imbarcata per raggiungere Brussa.

Il calendario prevede poi le seguenti tappe: 31 agosto Castello di Brussa, 1° settembre San Gaetano, 2 settembre Ca’ Corniani e Ca’ Cottoni, 3 settembre San Giorgio di Livenza, 4 settembre Brian, 5 settembre Porto Santa Margherita, Chiesa di San Giovanni XXIII, 6 settembre processione, con imbarco sul traghetto, alla volta della parrocchia di Santa Margherita, dove la statua rimarrà fino al 9 settembre.

Quel giorno la statua della Vergine sarà trasportata anche presso la casa di riposo Don Moschetta e la chiesa di Sansonessa.

Finalmente mercoledì 10 settembre, con un’altra processione, la statua arriverà nel Duomo di Caorle dove vi rimarrà fino al giorno della grande festa, domenica 14.

La processione verso il Santuario

Per quanto riguarda il programma di domenica 14, al mattino, alle ore 10, sarà celebrata la Santa Messa pontificale in Piazza Vescovado presieduta dal Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia.

Nel pomeriggio, alle 15.30 nel Duomo saranno celebrati i Secondi Vespri ed a seguire, verso le ore 16, partirà la processione via terra dal Duomo al porto peschereccio, passando per Via Roma e Rio Terrà.

Verso le 16.45, la Vergine comincerà il suo viaggio via acqua a bordo della Caorlina “Città di Caorle” seguita dal festoso corteo dei pescherecci di Caorle e delle altre imbarcazioni.

Dopo aver percorso il canale e un tratto del fiume Livenza, fino alla foce, il corteo guidato dalla “ammiraglia” della Marineria di Caorle con a bordo l’immagine sacra, raggiungerà via mare il Santuario della Madonna dell’Angelo verso le ore 18.15.

Qui il Patriarca di Venezia concluderà la Festa con un ultimo momento di preghiera sul sagrato.

Il campanile del Santuario

Il campanile a pianta quadrangolare che fa da cornice allo splendido panorama del Santuario sul mare risale al XIII secolo.

È costruito in stile romanico; su tutti e quattro i lati due contrafforti laterali percorrono tutto il corpo principale dal basamento in pietra fino alla cuspide.

Quest’ultima, a pianta ottagonale, è un’aggiunta probabilmente posteriore, mentre il basamento in pietra conserva, incastonato, un pluteo marmoreo del IX secolo in cui è raffigurata una croce greca in bassorilievo.

La cella campanaria è esternamente separata dal resto del corpo da una fine cornice in cotto; su di essa si aprono quattro bifore, una per ogni lato, mentre nel corpo principale si aprono due monofore nel lato che dà verso est ed altre due nel lato che dà verso sud.

Sempre sul lato sud, che è quello esposto al mare, è posizionato un faro, un tempo alimentato con gas acetilene ed ora elettrico, che richiamava i pescatori al porto realizzato nella spiaggia di Levante ed oggi segnala ai naviganti la presenza della costa.

Il campanile possiede oggi tre campane.

CampanaMassaDiametroAnno
Grande175 kg67.5 cm1919
Media120 kg59.8 cm1919
Piccola85 kg52.9 cm1926

Si sa che nel XVII secolo le campane erano state asportate da ladri marittimi.

Quelle attuali sono state fuse dalla premiata Fonderia Daciano Colbachini e Figli di Padova; la grande e la media sono state realizzate nel 1919, mentre la piccola è stata realizzata nel 1926.

Il concerto che esse realizzano è formato dalle note Reb4, Mib4 e Fa4, che si trovano esattamente una quinta sopra il concerto realizzato dalle campane del campanile del Duomo, che, d’altro canto, sono state realizzate negli stessi anni.

Altri luoghi di culto nell’itinerario

Il pellegrinaggio alla chiesa di Santa Margherita può essere inserito in un itinerario più ampio tra le chiese di Caorle e delle località vicine.

Caorle centro

La Chiesa o Oratorio della Madonna di Pompei è stata eretta nel 1878, si trova nel centro del paese ed è sempre aperta.

Dopo esser stata gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale, è stata ricostruita nel 1954.

La pietra sacra dell’altare e la pala di marmo dell’acqua santa provengono da chiese caorlesi scomparse.

Porto Santa Margherita

La Chiesa di San Giovanni XXIII è una delle chiese più recenti del territorio, consacrata nel 2009, ha vetrate colorate con episodi del Vecchio e Nuovo Testamento ed è sempre aperta.

Duna Verde

La Chiesa di Santa Maria delle Dune, consacrata nel 1984, è aperta da giugno ad agosto e la statua della Vergine col Bambino che ospita proviene dalla prua di una barca.

Ca’ Corniani

La Chiesa di San Giovanni Battista è strutturata su una sola navata e ospita una bella statua di legno di San Giovanni Battista.

È sempre aperta.

Ca’ Cottoni

Il nucleo originario della Chiesa della Resurrezione risale al 1720 e verso la metà del XVIII secolo venne ingrandito con l’aggiunta delle navate laterali.

Sull’altare maggiore si fa notare la pala seicentesca della Resurrezione; molto belli anche gli altari lignei e intagliati delle due navate.

La chiesa è aperta solo nel periodo estivo di domenica.

Valle Tagli

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli è una suggestiva chiesetta immersa nel verde accanto al canale Brian, in località Valle Tagli.

La chiesetta fu costruita per volere di Giorgio e Carlotta Romiati attorno al 1940.

Venne chiamata Santa Maria degli Angeli in onore della Basilica di Assisi, da cui Carlotta era rimasta affascinata durante un viaggio.

Infatti diversi motivi artistici che si trovano nella Basilica francescana sono stati ripresi all’interno di questa chiesa.

San Giorgio di Livenza

La nuova chiesa parrocchiale di San Giorgio di Livenza fu costruita ex novo a poca distanza dalla precedente chiesa settecentesca, demolita nel 1926 per permettere il sopralzo dell’argine destro del canale Brian, a salvaguardia dei terreni bonificati.

San Gaetano

La Chiesa di San Gaetano da Thiene si trova in Via Riello e ospita una statua lignea di San Gaetano proveniente dalla Val Gardena.

La chiesa è aperta di domenica e in occasione di festività religiose.

Marango

La Chiesa del SS. Nome di Maria è sede della Comunità Monastica “Piccola Famiglia della Risurrezione” che accoglie chi desidera condividere qualche giorno di preghiera.

Ottava Presa

L’Oratorio della Madonna di Lourdes fu edificato nel 1957, lungo la strada che collega S. Stino di Livenza a Caorle, costruita in quello stesso anno.

Nel 2012, dopo un radicale restauro, vi fu inaugurato un importante ciclo pittorico di Fabio Nones, iconografo di Trento con scene del Nuovo Testamento, secondo l’antica tradizione iconografica bizantina.

Castello di Caorle

La Chiesa Regina Pacis è aperta solo il sabato pomeriggio durante la celebrazione.

Nelle vicinanze, a Lugugnana di Portogruaro, si trova la Chiesa di Santa Maria del Carmelo risalente al 1500 e tutelata dalle Belle Arti.

Brussa

La Chiesa di San Bartolomeo è aperta nel periodo estivo.

Nel territorio di Caorle, il pellegrinaggio può quindi unire la preghiera nella chiesa di Santa Margherita alla visita delle altre comunità, fino al Santuario della Madonna dell’Angelo, dove la storia del mare, la devozione mariana, l’arte e la memoria della città si incontrano.

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