La Terra Santa è la terra percorsa dal Santo, da Gesù, e costituisce il contesto concreto della storia della salvezza: tutta la sua vita, tutto ciò che ha detto ed ha fatto, significa Rivelazione della bontà del Padre. La Bibbia sottolinea la verità, l'evento della Rivelazione, perché ogni luogo è nominato proprio lì, e non altrove, il Padre ha compiuto la salvezza.
La regione naturale comunemente conosciuta con il nome di Israele o Palestina è collocata nella zona meridionale della costa più orientale del Mediterraneo, suddivisa attualmente tra i moderni stati di Israele e Giordania, interessando in piccola parte anche il Libano e la Siria. Nella Bibbia questo territorio viene chiamato in 5 modi diversi: Terra di Canaan, Terra di Israele, Terra Santa, Giudea e Terra promessa.
La geografia della salvezza
Una «geografia della salvezza» è coessenziale alla «storia della salvezza». Anche essa esprime la libera scelta del dono del rivelarsi di Dio.
Quel «lì» vuol soprattutto indicare che non è ideologia, non è speculazione, non è ideale, per quanto bello, ciò che la Chiesa chiede sia creduto. Deve essere creduto, perché è. Deve essere creduto perché è avvenuto, nel mistero della libertà di Dio.
La Terra Santa è molto importante per la Cristianità, principalmente perché è il luogo in cui nacque, predicò, fu crocifisso e risorse nostro Signore Gesù Cristo. Nel cristianesimo, inoltre, “storia della salvezza” e “geografia della salvezza” sono entrambe essenziali e qui in Terra Santa se ne ha l’evidenza, giacché senza geografia non vi è storia e, se si prescinde dal luogo, svanisce l’evento.
La terra è “Santa” non nel senso di uno spazio riservato solo al Dio Santo: sono piuttosto le persone che la abitano a santificarla, giacché rappresentano il “sacramento” della presenza di Dio nel mondo. La sacralità dei luoghi santi dipende molto dalla comunità cristiana che vi abita e prega al loro interno.
D'altro canto, a differenza di una credenza feticistica, la fede cristiana afferma che ovunque si celebri l'Eucarestia, si annunzi la Parola, ovunque si celebri il sacramento della Riconciliazione, ovunque si trovi la viva voce e il gesto della Chiesa si incontra la presenza viva del Signore risorto.
Il “luogo” è stato “luogo santo” una volta per tutte, ma, da allora, ogni luogo, soprattutto ogni persona, è una “storia sacra”. Da qui la bellezza della tradizione del pellegrinaggio, che rimette in contatto con l'inizio della Tradizione, ma la sua non necessità.
Il pellegrinaggio non è mai stato considerato indispensabile, a differenza dell'islam. Girolamo, pellegrino in Terra Santa e residente a Betlemme per una gran parte della sua vita, scrive a Paolino di Nola: «Non oso rinchiudere l'onnipotenza di Dio, rinserrando in un piccolo luogo della terra ciò che il cielo stesso non può contenere».
Confini e regioni dei territori biblici
Terra Santa è la zona che va da Dan al nord fino a Bersabea al sud, ad est il fiume Giordano ad ovest il Mar Mediterraneo. Da nord a sud si trova la depressione della Valle del Giordano, la catena montuosa centrale e la costa del Mediterraneo.
L'Israele biblico può essere suddiviso longitudinalmente in quattro fasce ben distinte:
- La Transgiordania, ad est del Giordano, è un altopiano diviso da quattro fiumi, Zered, Arnon, Iabbok e Iarmuk, in cinque regioni geografiche che, da sud a nord, sono Edom, Moab, Ammon, Galaad e Bashan.
- La fossa giordanica, lunga 440 km, è la depressione più profonda della superficie terrestre, raggiungendo i 396 metri sotto il livello del mare, nel Mar Morto.
- La zona centrale della Palestina comprende la Galilea, la Samaria e la Giudea.
- La fascia costiera era abitata ai tempi dell'Antico Testamento dai filistei.
- Il deserto del Neghev si trova a sud, a ridosso delle città di Beersheba e di Arad.
La zona centrale della Palestina è la più importante per la storia e per la Bibbia. Può essere idealmente divisa in tre fasce orizzontali.
| Regione | Caratteristiche | Luoghi principali |
|---|---|---|
| Galilea | Regione settentrionale, fertile e collinare | Nazaret, Cafarnao, lago di Tiberiade, Cana |
| Samaria | Regione centrale, denominata dalla sua capitale | Samaria, Sichem, Betel, Shilo |
| Giudea | Regione meridionale formata da monti, altopiani e deserto | Gerusalemme, Betlemme, Hebron |
Al nord la Galilea è caratterizzata da una scia di colline settentrionali e da una vasta e fertile pianura detta di Izreel o di Esdrelon. È la scena della vita privata del Cristo e del suo primo ministero pubblico.
La Galilea è suddivisa a sua volta in Alta Galilea, a partire dalle pendici del monte Hermon, e Bassa Galilea. Al centro si trova la Samaria, così denominata dalla sua capitale, sede di uno dei due regni in cui si spezzò l'impero di Salomone, alla sua morte.
A sud si trova la Giudea, formata da monti, altopiani e deserto e centrata su Gerusalemme. È lo scenario della seconda parte del ministero pubblico di Gesù e della sua morte e risurrezione. Verso la zona meridionale essa diventa molto arida e desolata. L'altezza media dei monti è sugli 850 metri.

La Galilea nella storia biblica
La parte settentrionale è la Galilea, fertile regione agricola, quella centrale la montuosa Samaria, quella meridionale la Giudea, dove si trova Gerusalemme. La Galilea ha visto maggiormente in azione Gesù nella sua predicazione e nella sua opera di guarigione e di compimento di gesti di salvezza significativi dell’avvento del regno di Dio.
La Galilea è la scena della vita privata del Cristo e del suo primo ministero pubblico. Qui si trovano Nazaret, Cafarnao, il lago di Tiberiade e Cana, insieme a numerosi altri luoghi legati alla predicazione, alle guarigioni e alla chiamata dei discepoli.
Dal sesto al decimo giorno la BST privilegia la verde Galilea con soste su luoghi panoramici sul lago di Tiberiade o passeggiate alle sorgenti del Giordano, luogo della professione di Pietro, in modo da gustare i luoghi della vita nascosta e della predicazione di Gesù.
Il secondo volume della Guida è dedicato alla Galilea e alla Samaria, luoghi che hanno visto maggiormente in azione Gesù nella sua predicazione e nella sua opera di guarigione e di compimento di gesti di salvezza significativi dell’avvento del regno di Dio.
Si passano in rassegna Akko/Acri, Banias/Cesarea di Filippo, Belvoir, Bet Alfa, Bet She’an, Bet Shearim, Betsàida, Cafarnao, Cana di Galilea, Cesarea Marittima, Corazìn e Dabburiya.
Con il sito di Dan si ritorna all’estremo nord con la storia della città e la visita ai resti archeologici. Si passa poi a Endor e al Monte Gelboe, luogo della tragica fine del primo re di Israele, Saul.
Il Monte Gelboe domina la pianura di Esdrelon o Izreel, fondamentale per la storia e per l’economia della Terra Santa. Sulle alture del Golan si possono visitare i resti di Gamla e Giscala, villaggi importanti della resistenza giudaica contro i romani.
Hazor è un sito imponente, che illustra bene con i suoi numerosi strati archeologici la lunghezza della sua storia e della sua ubicazione strategica sulla strada che dall’Egitto conduceva in Mesopotamia.
Si prosegue poi con l’illustrazione di Hippos, Iafia/Jaffa di Nazaret, Iksal, Katzrin con il suo interessante museo, Kefar Bir’am, Kefar Kama e, infine, Kursi.
Nazaret: l’Annunciazione e la vita nascosta
Nazaret è il luogo in cui Gesù trascorse la sua infanzia prima delle predicazioni e presenta molti luoghi sacri come la Basilica dell’Annunciazione. È la maggiore città araba e capoluogo della regione della Galilea, prevalentemente cristiana.
Il suo nome per tradizione significa “la fiorita”. Punto centrale è la Basilica dell’Annunciazione, grande edificio del 1969, costruito sui resti della chiesa francescana del 1730.
Al di sotto si trovano i resti della chiesa crociata e sotto ancora la chiesa bizantina. La Basilica custodisce la Grotta dell’Annunciazione, che era stata trasformata in sinagoga-chiesa dalla comunità dei giudeo-cristiani chiamati “i fratelli del Signore”.
Qui risuonano le parole dell’arcangelo “Nulla è impossibile a Dio” e l’“Eccomi” di Maria. Poco distante si trova anche la chiesa di S. Giuseppe, costruita sul luogo di abitazione della Sacra Famiglia.
Qui si ricorda l’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria della nascita di Gesù, ma anche l’infanzia nella sacra Famiglia e la crescita di Gesù: “Gesù cresceva in sapienza età e grazia davanti a Dio ed agli uomini”.
Il lago di Tiberiade e il mare di Galilea
Il lago di Tiberiade è chiamato mare di Galilea per la sua estensione, o anche mare di Kinneret, da kinnar, arpa, per la sua forma. Il lago misura km 20X12.
Qui Gesù inizia la sua vita pubblica e chiama i primi discepoli: “Passando lungo il mare… vide Pietro e Andrea e… Giacomo e Giovanni. E subito li chiamò”.
Affacciate sul lago si trovano il sito di Cafarnao, dove Gesù va a vivere in casa di Pietro, e il sito di Magdala. Sul lago, che attraversiamo con la barca, si ricorda il Vangelo della tempesta sedata e di Gesù che cammina sulle acque: “Sono io, non abbiate paura”.
Gli autori descrivono quello che chiamano lago di Cesarea, affiancandolo alle titolature di lago o mare di Galilea, Tiberiade, Kinneret e Gennesaret. Non poteva mancare la descrizione della traversata del lago, che travolge sempre di emozione il pellegrino per i fatti evangelici lì avvenuti, per il paesaggio che si può godere a 360 gradi e per l’avventura della fede che ognuno deve far accompagnare dalla presenza costante di Gesù.

Cafarnao: la città di Pietro e della predicazione
Cafarnao era una cittadina importante per l’attività della pesca e perché vi si trovava un posto di dogana. Era attraversata infatti dalla Via del Mare, percorsa dalle carovane dei mercanti.
Qui Gesù compie i primi miracoli ed evangelizza. Abbandonata dopo un terremoto, è stata scavata dai francescani che hanno trovato i resti dell’ampio abitato, la sinagoga, ma soprattutto la chiesa bizantina.
Questa, di forma ottagonale con due muri concentrici, custodisce una piccola porzione di abitazione trasformata in sinagoga-casa. È la casa di Pietro dove Gesù si trasferisce.
Qui avviene la guarigione della suocera di Pietro e del paralitico. Nella sinagoga libera l’indemoniato e pronuncia il discorso sul “Pane di vita” dove afferma: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.
Cafarnao è quindi legata alla chiamata e alla vita dei primi discepoli, alle guarigioni compiute da Gesù, alla sua predicazione nella sinagoga e al discorso eucaristico sul pane della vita.
Magdala, Betsàida e gli altri luoghi del lago
Magdala conserva il ricordo dell’apostola degli apostoli, Maria Maddalena. È un sito balzato all’onore delle cronache per le recentissime scoperte archeologiche frutto degli scavi dei francescani e per l’insieme della proprietà dei Legionari di Cristo.
Di enorme importanza sono la riscoperta della sinagoga e del molo di attracco delle barche. Il sito permette di collegare la memoria di Maria Maddalena con l’ambiente sociale, religioso e commerciale della Galilea del tempo di Gesù.
Betsàida è presentata con i resti di Khirbet el-Araj e quelli di Khirbet et-Tell. Kursi, posto sul lato orientale del lago di Genesaret, ricorda l’ambiente dell’impressionante evento della guarigione dell’indemoniato geraseno, ma conserva anche preziosi resti archeologici del monastero bizantino in basalto nero.
Nei passaggi di Marco 5,1 e di Luca 8,26 ritroviamo Gesù nella regione dei Geraseni o Gadareni, a est del lago, dove avviene l’esorcismo dei demoni che si soprannominano “legione”, e che Gesù scaccia nel gregge di porci che si scagliano nel lago di Galilea.
Cana di Galilea e il problema delle identificazioni
Cana di Galilea è ricordata tra i luoghi principali della Galilea evangelica. La sua identificazione presenta problemi, e il percorso dei luoghi comprende Kafr Kana e la chiesa di San Bartolomeo.
Il sito è inserito nella rete dei luoghi galilei legati alla vita pubblica di Gesù, insieme a Nazaret, Cafarnao, al lago di Tiberiade e agli altri centri della regione.
Il monte Tabor e le alture della Galilea
Tra gli altri luoghi sacri ricercati dai pellegrini cristiani si trova il monte Tabor, luogo della trasfigurazione di Gesù. Il monte appartiene al paesaggio biblico della Galilea e domina la pianura di Esdrelon.
La pianura di Esdrelon o Izreel è fondamentale per la storia e per l’economia della Terra Santa. Endor e il Monte Gelboe si collegano alla storia del primo re di Israele, Saul, mentre Dabburiya e Iksal appartengono alla rete degli antichi insediamenti galilei.
Cesarea di Filippo e le sorgenti del Giordano
Banias, o Cesarea di Filippo, si trova nell’estremo nord della regione. Le sorgenti del Giordano sono luoghi privilegiati negli itinerari biblici perché collegano il paesaggio della Galilea alla professione di Pietro e alla geografia dell’intero territorio biblico.
Le passeggiate alle sorgenti del Giordano, luogo della professione di Pietro, permettono di gustare i luoghi della vita nascosta e della predicazione di Gesù. La regione si estende verso le pendici del monte Hermon, da cui inizia l’Alta Galilea.
La fossa giordanica si divide in quattro parti: quella delle sorgenti del Giordano e del lago di Tiberiade, quella del Giordano, quella del Mar Morto e, infine, quella dell’estremo sud detto “l’Araba”.
Samaria e la continuità della storia biblica
La Samaria è denominata dalla sua capitale, sede di uno dei due regni in cui si spezzò l'impero di Salomone, alla sua morte. Oltre a Samaria ricordiamo le città di Sichem, Betel e Shilo.
Il pellegrino cerca i passi di tutti i personaggi della Bibbia e non solo quelli compiuti da Gesù, pensato talvolta in modo isolato dalla storia di salvezza attestata nell'Antico Testamento.
Assommati ai luoghi descritti nella Giudea e nel Neghev, i siti della Galilea e della Samaria mostrano la continuità della storia della salvezza, nella quale il Nuovo Testamento si innesta sulla storia di Israele, sui suoi personaggi e sui suoi luoghi.
La Transgiordania e la Giordania biblica
La Terra Santa comprende anche territori oggi situati in Giordania, perché luoghi di significativi eventi narrati nell'Antico Testamento e nel Nuovo Testamento. La Transgiordania, ad est del Giordano, è un altopiano diviso da quattro fiumi in cinque regioni geografiche: Edom, Moab, Ammon, Galaad e Bashan.
La Giordania è la terra attraversata dal popolo ebraico guidato da Mosè verso il luogo della promessa, dove si sono svolti diversi episodi biblici e anche evangelici. È la terra dalla quale Mosè prima di morire ha potuto vedere la terra di Canaan.
È la terra dove Gesù è stato battezzato da Giovanni il Battista, dove il Nazareno ha incontrato i suoi primi apostoli Andrea e Pietro, dove ha guarito e compiuto miracoli.
Numerose volte, nel Vangelo, vengono menzionati passaggi in cui Gesù si reca nella regione “al di là del Giordano”, nota anche come Perea o Transgiordania, regione indicata anche come “l’altra sponda del lago” di Tiberiade.
“Partito di là, Gesù si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare.”
“Gesù se ne andò di nuovo oltre il Giordano, dove Giovanni da principio battezzava, e là si trattenne”.
Tutti questi passaggi, insieme ad altri riferimenti a viaggi, sottolineano il ministero di Gesù che si estendeva oltre la Galilea e la Giudea, includendo la regione orientale della Perea, ossia l’attuale Giordania.
Betania oltre il Giordano e il battesimo di Gesù
Il luogo evangelico più significativo della Giordania è certamente quello dove è avvenuto il battesimo di Gesù, la “Betania oltre il Giordano” citata nel Vangelo di Giovanni, conosciuta nei primi secoli dell’era cristiana come Bethabara e oggi Al-Maghtas, che in arabo significa “battesimo” o “immersione”.
“Questo avvenne a Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.” Il sito compare anche sulla famosa mappa di Madaba, realizzata in mosaico nel VI secolo.
A confermarlo sono importanti testimonianze archeologiche. Tra la fine del V e l’inizio del VI secolo, l’imperatore bizantino Anastasio I Dicoro fece costruire il primo tempio dedicato a Giovanni Battista.
Successivamente venne qui costruita la Basilica della Santissima Trinità, una chiesa lunga almeno 27 metri e larga più di 15. Tutt’attorno gli scavi hanno portato alla luce grotte di eremiti, cappelle, mosaici, pavimenti in marmo e un grande battistero a forma di croce.
Poco distante emersero anche resti legati alla memoria del profeta Elia. L’area nel 2015 è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Anche in questo caso colpisce la scelta di voler preservare il luogo senza alcun intervento invasivo: soltanto agili strutture in legno ricoprono alcuni dei luoghi.

Monte Nebo: la vista sulla Terra promessa
Il Monte Nebo è una cima di grande bellezza, con un colpo d’occhio unico nella regione. Da qui si possono ammirare il Mar Morto e il deserto di Giuda, la valle del Giordano e la montagna di Giudea e Samaria.
Quando il cielo è terso si distingue Gerusalemme e la strada che conduce alla Città Santa. È la terra dalla quale Mosè prima di morire ha potuto vedere la terra di Canaan.
Si devono alla Custodia di Terra Santa la scoperta e gli scavi in questo luogo e in particolare a fra Girolamo Mihaic, che nel 1932 riuscì ad acquistare il terreno.
Le campagne di scavo, condotte negli anni Trenta e poi all’inizio degli anni Sessanta, interrotte a causa delle campagne militari e quindi riprese negli anni Settanta da padre Michele Piccirillo, hanno portato alla luce un patrimonio unico.
Di questo luogo parlano sia la pellegrina Egeria, pioniera della Terra Santa alla fine del quarto secolo, sia Pietro Iberico, futuro vescovo monofisita di Gaza.
Gli scavi hanno portato alla luce tesori, in particolare mosaici bizantini conservatisi nella loro interezza. È possibile oggi distinguere i resti della prima basilica datata al 430 dopo Cristo, gli ambienti monastici costruiti negli anni successivi, la nuova grandiosa basilica del 500 terminante in una costruzione con tre absidi, un antico battistero, quindi la basilica del VI secolo e la cappella della Theotokos.
Le strutture sono state lungo i secoli soggette a crolli provocati da terremoti. Dal 2016 i pellegrini vengono accolti nella basilica ricostruita con l’impiego di legno, che fa immediatamente distinguere tutto l’antico senza che il moderno lo sovrasti.
Macheronte e la memoria di Giovanni Battista
Su questo monte esisteva una fortezza asmonea fatta costruire nel 90 avanti Cristo dal re Alessandro Ianneo. Il presidio militare venne distrutto dai romani e nel 30 avanti Cristo Erode il Grande iniziò a costruirvi un palazzo fortezza per trascorrervi l’inverno.
Anche da qui si gode un panorama unico. I resti ritrovati parlano di un palazzo che entrava nel ventre della montagna ed era attorniato da un villaggio dedicato alla servitù.
Da questo luogo Erode il Grande era solito muoversi per andare a curarsi al Mar Morto. Secondo la tradizione tra queste mura venne tenuto prigioniero Giovanni Battista e qui Erode Antipa acconsentì al desiderio di Salomè facendolo decapitare.
La fortezza venne distrutta dal re Areta IV nell’anno 37 e definitivamente rasa al suolo dai romani nel 71.
Aqaba e Petra: le prime presenze cristiane
La chiesa di Aqaba, del III secolo, viene presentata come l’edificio costruito intenzionalmente per le celebrazioni cristiane più antico al mondo. La chiesa è stata riportata alla luce dagli archeologi nel 1998.
È probabile che la sua posizione periferica all’interno dell’impero romano l’abbia salvata dalla distruzione durante la Grande Persecuzione, scoppiata pochi anni dopo la costruzione della chiesa, nel 303, con l’editto dell’imperatore Diocleziano.
È apparsa subito evidente l’unicità della chiesa per il suo stile architettonico, che metteva in discussione la percezione diffusa tra gli storici secondo la quale i primi edifici di culto cristiani in Giordania sarebbero risalenti alla fine del IV secolo.
Anche la stupenda città di Petra conserva delle memorie cristiane, e in particolare una chiesa bizantina con mosaici risalenti al V-VI secolo, che mostrano scene di vita e natura e il passaggio da decorazioni pagane a motivi cristiani.
È dotata di uno dei più grandi battisteri dell’antichità, ricavato da una preesistente cisterna. Un’adiacente cappella basilica è detta anche “chiesa blu” a causa del granito azzurro di origini egiziane.
È stata costruita su un precedente edificio di culto nabateo e poi distrutta da incendi e terremoti.
Il Mar Morto, Qumran e la valle del Giordano
La fossa giordanica, lunga 440 km, è la depressione più profonda della superficie terrestre, raggiungendo i 396 metri sotto il livello del mare, nel Mar Morto.
Il Mar Morto deve il suo nome al fatto che, per l’alta salinità della sua acqua, non presenta alcuna possibilità di vita. Lungo km 75, si trova a m 400 sul livello del mare.
È il luogo più basso della terra, posto alla fine della depressione tettonica della valle del Giordano. Lungo la sua costa si trova il sito di Qumran, dove sono stati scoperti gli antichi rotoli delle Scritture.
Più a sud si trovano la fortezza di Masada, in posizione spettacolare in cima ad un alto pianoro, fatta costruire da Erode il Grande, e, sul lato giordano, il monte Nebo, le alture di Moab e la fortezza di Macheronte.
Il Mar Morto offre l’occasione per presentare quattro siti importanti: Engàddi, Masada, Qumran e Sòdoma.
Gerusalemme, Betlemme e la centralità della Giudea
La Giudea è formata da monti, altopiani e deserto ed è centrata su Gerusalemme. È lo scenario della seconda parte del ministero pubblico di Gesù e della sua morte e risurrezione.
Betlemme è il luogo di nascita del re Davide, figlio di Iesse, il re pastore che preannuncia la venuta di Gesù. Maria e Giuseppe raggiunsero Betlemme per il censimento sotto Cesare Augusto, poiché Giuseppe era della casa di Davide.
“Quando venne la pienezza del tempo Dio mandò suo figlio, nato da donna”, Gesù che nasce in una grotta. Questo luogo è custodito nella Basilica della Natività, la più antica delle chiese fatte costruire da Elena, madre dell’imperatore Costantino.
L’accesso avviene attraverso la porta detta dell’umiltà, apertura ridotta dei grandi antichi portoni. Poco distante dal paese si trova il Campo dei pastori, dove gli angeli apparvero ai pastori annunciando la nascita del Salvatore.
Gerusalemme, soprannominata anche “Città della pace”, fu conquistata dai Gebusei nel sec. XI AC dal re Davide, che ne fece la capitale del regno di Israele. Fu il figlio Salomone a costruire il Tempio che custodiva l’Arca dell’Alleanza.
Custodisce la Spianata delle Moschee, dove si trovano il Kotel, Muro del pianto, luogo più santo per gli ebrei, la Moschea della Roccia, uno dei luoghi più importanti dell’Islam, e il Santo Sepolcro, con il Calvario, dove è avvenuta la Crocifissione di Gesù, e la Tomba vuota, luogo della sua Resurrezione.
Il Santo Sepolcro, il Monte degli Ulivi e il Cenacolo
La Basilica del Santo Sepolcro racchiude il Golgota, conserva la tomba vuota di Gesù e per questo è meglio denominata come Edicola della Risurrezione.
È chiamato dai Greci ortodossi Anastasis, Resurrezione, ed è custodito dalla loro comunità, dai Francescani, dagli Armeni e dai Copti. La prima basilica che l’imperatrice Elena fece costruire fu molto danneggiata dai persiani nel sec. VII. L’attuale costruzione fu edificata dai crociati.
La cappella del Calvario è elevata di m 5 rispetto alla navata. La roccia sotto l’altare presenta il foro di infissione della Croce. Poco distante si trova l’edicola dell’Anastasis sormontata dalla grande cupola.
All’interno, preceduta da un’anticamera, si trova la camera sepolcrale, dove è stato posto il corpo di Gesù su una roccia, protetta oggi da una lastra di marmo.
Il Monte degli Ulivi, alto m 800 sul lato est della città vecchia di Gerusalemme, è la zona dove Gesù si ritirava a pregare. Si trovano qui la Grotta del Getsemani e la Basilica dell’Agonia, che custodiscono la memoria della Passione.
Il Cenacolo è uno dei siti cristiani più importanti, dove è stata istituita la S. Eucarestia nell’Ultima Cena e dove è disceso lo Spirito Santo su Maria e gli Apostoli nella Pentecoste.
Si trova sul Sion cristiano, in una sala al piano superiore di stile medievale edificata dai crociati sul luogo di una basilica bizantina. È frequentemente visitato dai pellegrini che ricordano gli eventi narrati nel Vangelo.
Il significato del pellegrinaggio
Il santo viaggio del pellegrinaggio ha di mira di ricalcare le orme di Gesù e delle persone del Primo Testamento, per “venire e vedere” a cui invitava Gesù stesso. I nomi geografici si legano immediatamente con gli eventi raccontati nella Bibbia e diventano familiari e gustati in profondità.
L’ambiente, i profumi, il clima, i paesaggi, le persone, i testi biblici letti sui luoghi sono elementi che fanno rivivere il mondo di Gesù e favoriscono l’incontro tra l’Amato e l’Amata celebrato nel Cantico dei Cantici.
Le pietre sulle quali ha camminato il nostro Redentore rimangono per noi cariche di memoria e continuano a “gridare” la Buona Novella. L’intento del pellegrinaggio è “far gridare le pietre”, illustrando gli eventi di salvezza narrati nella Bibbia, le tradizioni ebraiche, patristiche, liturgiche e degli antichi pellegrini, come anche le scoperte archeologiche ad esse legate.
Il luogo è santo perché l’evento che vi è accaduto è santo, o meglio, perché il Santo vi è disceso in un momento storico determinato; storia e geografia della salvezza vanno sempre tenute saldamente unite.
La Terra Santa può scandalizzare per le sue divisioni e contraddizioni, ma essa è lo specchio delle contraddizioni che lacerano ogni persona. I pellegrini devono gustare e interiorizzare ogni messaggio che viene dai sacri testi, dalle persone, dalle pietre che gridano.
Non devono giudicare nessuno, ma accompagnare, dialogare e pregare per tutti. La Chiesa locale, da parte sua, deve pronunciare con parresia la propria parola che incoraggi la ricerca della giustizia e della pace, senza abbandonare nessuno.
San Girolamo ricorda che è beato chi porta dentro di sé i luoghi santi, gli eventi della salvezza, in una parola, Cristo stesso: «Felice è chi porta nel suo petto la croce, la risurrezione, il luogo della Natività di Cristo e il luogo dell’Ascensione. Felice è chi ha Betlemme nel suo cuore, cuore in cui Cristo nasce quotidianamente».
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