Sedia sull’altare: significato, uso liturgico e principali tipologie

La sedia sull’altare, più precisamente collocata nel presbiterio, è un arredo destinato alla seduta del celebrante, del vescovo, dei concelebranti o di altri ministri durante le celebrazioni. Nella tradizione liturgica cattolica il sedile più caratteristico per il vescovo o per un alto prelato è il faldistorio, mentre la cattedra è il seggio proprio del vescovo nella sua chiesa cattedrale.

Il faldistorio è un sedile mobile, di tipo curule, privo di schienale, per il papa, i vescovi o alti prelati, utilizzato in luogo o in mancanza della cattedra, durante le celebrazioni solenni. Può essere sostituito da un seggio, più semplice, detto savonarola.

Che cos’è il faldistorio

Il faldistorio è un sedile mobile, che viene posto davanti alla gradinata d’altare dal lato dell’Epistola, a destra del presbiterio guardando l’altare. Spesso è a forma di X, con braccioli e senza schienale e talora è pieghevole.

La sua struttura deriva dal modello della sedia curule, caratterizzato da sostegni a doppia curva e incrociati a X. Il termine faldistorio deriva dal latino medioevale faldistorium, risalente al franco faldistôl che significa “sedia pieghevole”.

Il seggio mobile, nell’uso liturgico, deve essere coperto secondo i colori liturgici del giorno e va usato dal vescovo in mancanza della cattedra. È coperto da un rivestimento, chiamato copertura del faldistorio, e accompagnato da un cuscino, il cuscino del faldistorio, che funge da inginocchiatoio.

Faldistorio liturgico nel presbiterio

Uso liturgico della sedia sull’altare

L’uso del faldistorio è facoltativo ed è utile nelle cerimonie in cui il celebrante deve alternativamente sedersi e inginocchiarsi davanti all’altare, in particolare nelle liturgie di ordinazione dei diaconi, dei presbiteri e dei vescovi.

Nel momento in cui non è più necessario viene rimosso dal presbiterio. La sua collocazione davanti alla gradinata dell’altare consente al celebrante di partecipare ai diversi momenti della celebrazione passando dalla posizione seduta a quella inginocchiata.

Con la semplificazione della liturgia effettuata dopo il Concilio Vaticano II, non tutte le chiese sono provviste del faldistorio; esso però non dovrebbe mancare nelle chiese cattedrali, nelle quali si rende maggiormente necessario per le cerimonie più solenni.

ElementoCaratteristica
FaldistorioSedile mobile, spesso a forma di X, privo di schienale e destinato soprattutto a vescovi e alti prelati
CattedraSeggio proprio del vescovo, soprattutto nella chiesa cattedrale
SavonarolaSeggio più semplice che può sostituire il faldistorio
Cuscino del faldistorioElemento che funge da inginocchiatoio
CoperturaRivestimento da adeguare ai colori liturgici del giorno

Faldistorio, cattedra e savonarola

Il faldistorio non coincide con la cattedra. La cattedra è il seggio stabile del vescovo e rappresenta il suo ufficio di maestro e pastore nella diocesi, mentre il faldistorio è un sedile mobile impiegato durante celebrazioni solenni o quando la cattedra non è disponibile.

La cattedra è particolarmente legata alla chiesa cattedrale, nella quale si rende maggiormente necessario disporre di un seggio episcopale per le celebrazioni più solenni. Il faldistorio, invece, può essere spostato e rimosso dal presbiterio quando non è più necessario.

Una soluzione più semplice è la savonarola, un seggio che può sostituire il faldistorio. Rispetto al modello curule, il seggio savonarola può presentare una struttura più essenziale e rispondere alle esigenze pratiche dell’arredo liturgico.

Materiali e caratteristiche formali

I faldistori possono essere realizzati in legno intagliato, legno dorato, ferro, bronzo e tessuti operati o vellutati. La struttura può essere arricchita da braccioli, decorazioni intagliate, rivestimenti tessili e imbottiture.

Un esemplare di sedia per altare in legno e velluto rosso è realizzato completamente in legno con finitura oro e impreziosito con eleganti intagli, mentre la seduta e lo schienale sono rivestiti e imbottiti in velluto rosso. Le dimensioni indicate sono H 100 cm, larghezza 47 cm e profondità 45 cm.

La Sedia Rossa è accuratamente lavorata con materiale in legno di faggio tinta noce. Ha delle precise intagliature visibili in varie parti che presentano un elegante stile.

La Sedia Rossa è provvista di comodo sedile e schienale imbottiti. Il tessuto utilizzato per la manifattura dello schienale e del sedile è in velluto di colore rosso.

Una sedia con seduta e schienale può essere utilizzata come arredo sul presbiterio per i concelebranti del sacerdote o per gli sposi davanti all’altare. Il faldistorio, invece, si distingue soprattutto per la struttura mobile e per l’assenza dello schienale.

Dettaglio legno intagliato e velluto rosso

Esemplari storici e artistici

Fra gli esempi di maggior rilievo storico-artistico si ricorda il faldistorio del 1840-1860 circa, in legno intagliato e seta operata, di bottega lombarda, conservato presso il Museo delle Arti Applicate nel Castello Sforzesco di Milano.

Un altro esemplare significativo è il faldistorio del vescovo Michele Basilio Clary, datato 1823-1858, in legno intagliato e dorato, di bottega pugliese, conservato presso il Museo Diocesano di Bari.

La galleria fotografica comprende inoltre un faldistorio di bottega napoletana del primo quarto del XVIII secolo, realizzato in ferro e bronzo, e il faldistorio di papa Pio IX, in legno intagliato e dorato.

EsemplareDatazioneMaterialiConservazione
Faldistorio di bottega lombarda1840-1860 ca.Legno intagliato e seta operataMuseo delle Arti Applicate, Castello Sforzesco di Milano
Faldistorio del vescovo Michele Basilio Clary1823-1858Legno intagliato e doratoMuseo Diocesano di Bari
Faldistorio di bottega napoletanaPrimo quarto del XVIII secoloFerro e bronzoCollezione privata, Napoli
Faldistorio di papa Pio IX1846-1878Legno intagliato e doratoNon specificato

Il faldistorio nelle opere d’arte

Il faldistorio compare in numerose opere di soggetto religioso e consente di riconoscere il rango o la funzione del personaggio rappresentato. La sua forma, spesso caratterizzata da sostegni incrociati, braccioli e ricchi rivestimenti, contribuisce alla definizione dello spazio cerimoniale.

Fra le opere di maggior rilievo storico-artistico che raffigurano il faldistorio si ricorda la Messa di Bolsena, affresco di Raffaello Sanzio realizzato tra il 1512 e il 1514 e conservato nell’Appartamento di Giulio II in Vaticano.

Un’altra opera è la Madonna con Gesù Bambino su faldistorio, scultura in terracotta policroma realizzata tra il 1405 e il 1410, opera di Donatello, conservata presso il Museo Bellini di Firenze.

La presenza del faldistorio nell’arte testimonia il valore simbolico assunto da questo oggetto: non è soltanto un sedile, ma un elemento capace di indicare autorità, dignità liturgica e collocazione gerarchica all’interno della scena sacra.

Raffaello Messa di Bolsena faldistorio

La sedia e il trono di San Pietro

La Cattedra di San Pietro è un elaborato e simbolico monumento situato nell’abside della Basilica di San Pietro nella Città del Vaticano. A prima vista, sembra una bellissima scultura del Rinascimento italiano, ma è molto di più.

Questa grandiosa struttura è stata creata per custodire una sedia di legno che tradizionalmente si ritiene sia appartenuta a San Pietro, il primo Papa e uno degli apostoli di Gesù. Nel corso dei secoli, ha rappresentato l’autorità spirituale trasmessa da San Pietro ai suoi successori, i Papi.

Realizzata in bronzo dall’artista Gian Lorenzo Bernini, la Cattedra simboleggia la continuità e la leadership della Chiesa. La Cattedra di San Pietro si trova nell’abside della basilica di San Pietro nella Città del Vaticano.

La Cattedra di San Pietro nella basilica vaticana

Entrando nel sito dell’Altare Papale della Basilica, si nota il massiccio Baldacchino al centro e la cupola proprio sopra di esso. Dietro questa struttura si trova l’Altare della Cattedra, che consiste in una grande struttura di bronzo che racchiude la Cattedra di San Pietro.

Il trono di legno, noto come Cattedra di San Pietro, fu un dono dell’imperatore Carlo il Calvo a Papa Giovanni VIII nell’anno 875, a dimostrazione dei forti legami tra l’impero e la Chiesa.

Durante il Medioevo, divenne una tradizione esporre la Cattedra di San Pietro una volta all’anno, permettendo ai fedeli di vedere questo importante simbolo dell’autorità del Papa e della lunga storia della Chiesa.

Quando veniva eletto un nuovo papa, una parte della cerimonia prevedeva di farlo sedere su questa antica sedia, segnando l’inizio del suo ruolo di guida spirituale della Chiesa cattolica.

La storia della sedia di San Pietro

Per la Chiesa cattolica, la Cattedra di San Pietro è una reliquia profondamente sacra. Secondo la tradizione, San Pietro stesso una volta si è seduto su questa sedia mentre predicava ai primi cristiani.

Gli archeologi discutono se la sedia sia veramente del suo tempo, ma è stata considerata un simbolo importante dell’eredità di Pietro fin dal primo secolo, dopo la sua morte.

In origine, la sedia era conservata al sicuro nel monastero di San Martino. Rimase lì per secoli fino a quando non fu finalmente portata nella sua nuova casa, la basilica di San Pietro.

Nel corso del tempo, la sedia è stata studiata e conservata con cura e l’ultimo esame dettagliato risale al 1968.

Il progetto di Gian Lorenzo Bernini

Per proteggerla e onorarla, nel 1647 Papa Alessandro VII chiese all’artista Bernini di creare un’ambientazione grandiosa per la sedia, un progetto che sarebbe poi diventato uno degli elementi più famosi della Basilica.

Bernini completò il suo splendido progetto nel 1653 e la Cattedra fu installata nell’abside della Basilica nel 1666. Il trono di legno fu rivestito da una ricca struttura in bronzo dorato, sostenuta da imponenti statue di quattro Dottori della Chiesa.

I quattro Dottori della Chiesa sono Ambrogio, Agostino, Atanasio e Giovanni Crisostomo, i grandi teologi delle origini i cui scritti hanno plasmato la dottrina cristiana.

Sopra di essa, una finestra di alabastro diffonde una luce soffusa sulla sedia, mentre nelle vicinanze si librano angeli che reggono la tiara papale e le chiavi di San Pietro.

L’ingegnoso design del Bernini fa sì che l’intera sedia sembri fluttuare a mezz’aria, aumentando il senso di mistero e stupore. Bernini impiegò sei anni per completare la grandiosa scultura.

Cattedra di San Pietro opera di Bernini

Gli elementi simbolici della Cattedra

Il rivestimento in bronzo dorato

Bernini fu incaricato di preservare la sedia sacra e scelse il bronzo dorato per il suo rivestimento, un materiale che aggiunge forza e bellezza. Il suo disegno era intricato e dettagliato, secondo lo stile barocco dell’epoca, e includeva elementi simbolici della Bibbia e riferimenti al Papato.

Il bagliore dorato della struttura in bronzo rende la sedia ancora più divina e significativa. Il progetto del Bernini è un brillante esempio di arte barocca, dove ogni elemento ha una funzione sia estetica che spirituale.

Le statue dei Dottori della Chiesa

Alla base della cattedra, quattro statue imponenti, ognuna alta più di 5 metri, rappresentano quattro dottori della Chiesa cattolica: Sant’Ambrogio, Sant’Agostino d’Ippona, San Giovanni Crisostomo e Sant’Atanasio.

Queste figure sembrano fluttuare nell’aria, sostenendo simbolicamente la Cattedra di San Pietro con la loro saggezza e forza divina.

Gli angeli e i simboli del papato

Su entrambi i lati del trono, gli angeli fungono da guardiani della sedia. In alto, angeli cherubini tengono le Chiavi di San Pietro in una mano mentre con l’altra sostengono la Tiara Papale, posizionandola proprio sopra la sedia.

Questo sottolinea il legame tra il papato e l’autorità divina, dando all’intera struttura un senso di potere sacro.

La finestra di alabastro

Dietro la sedia, una splendida vetrata in alabastro dorato la immerge in una luce calda ed eterea. La finestra presenta statue di angeli giocosi tra le nuvole, con una colomba, simbolo dello Spirito Santo, al centro.

Le dodici sezioni della finestra rappresentano i Dodici Apostoli, legando ulteriormente la sedia alla fondazione della Chiesa e alla sua missione celeste.

La festa della Cattedra di San Pietro

Ogni anno, il 22 febbraio, la Chiesa cattolica celebra la festa della Cattedra di San Pietro. Questo giorno speciale onora l’autorità di Pietro come primo papa e il suo ruolo nella costruzione della Chiesa.

In origine venivano osservate due date diverse, legate alla prima predicazione di Pietro a Roma. Ma nel 1962, Papa Giovanni XXIII stabilì ufficialmente che il 22 febbraio fosse il giorno unico per celebrare questo simbolo storico e spirituale.

Il significato della sedia nello spazio sacro

La sedia collocata presso l’altare o nel presbiterio non è un semplice elemento d’arredo. In base alla forma, alla posizione e all’uso liturgico, può indicare la funzione del celebrante, il ruolo del vescovo, la dignità dei concelebranti oppure la partecipazione degli sposi alla celebrazione.

Il faldistorio esprime soprattutto mobilità e solennità: è un sedile che accompagna il celebrante nei momenti in cui deve sedersi o inginocchiarsi davanti all’altare. La cattedra, invece, richiama il ministero episcopale e l’autorità spirituale legata alla sede del vescovo.

La Cattedra di San Pietro amplia ulteriormente questo significato, perché la sedia diventa immagine della continuità dell’autorità apostolica e della trasmissione della missione di Pietro ai suoi successori.

Il valore della sedia nello spazio sacro dipende quindi dall’intreccio tra funzione pratica, forma artistica, collocazione liturgica e significato simbolico. L’Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo, come dice il Profeta: “Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi”.

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