Santuari della fertilità a Napoli: luoghi, riti e tradizioni popolari

A Napoli esistono diversi luoghi sacri, legati anche a credenze popolari ed esoteriche, dove le donne si recano per pregare per la fertilità, per chiedere di concepire un figlio o per affidare alla protezione dei santi una gravidanza già iniziata.

Tra i principali luoghi della tradizione partenopea si trovano la chiesa di San Raffaele a Materdei, il Santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe nei Quartieri Spagnoli e il Cimitero delle Fontanelle nel quartiere Sanità.

Chiesa di San Raffaele a Materdei

La chiesa di San Raffaele si trova nella zona di Materdei, a pochi passi dalla stazione della metropolitana (linea 1). Qui il sacro e il profano si fondono, come spesso succede a Napoli.

Secondo una scena del Libro di Tobia, San Raffaele è qui rappresentato come un giovane alato, che regge in mano un pesce. Essendo Napoli una città di mare, nella sua simbologia il pesce rappresenta il “phallos”, quindi è il simbolo per eccellenza della virilità.

Il rito del “bacio al pesce di San Raffaele” (in napoletano: “vaso a ‘o pesce ‘e San Raféle) è-dunque- rivolto a tutte le donne che non riescono ad avere figli o a quelle che vogliono trovare marito.

Da secoli, questo rito è accettato di buon grado da ogni giovane sposa. Nessuna malizia, solo fede!

Chiesa di San Raffaele a Materdei

Santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe

Nel cuore pulsante di Napoli, ovvero nei Quartieri Spagnoli, c’è un luogo esoterico e di culto tra i più caratteristici in città, quello dedicato a Suor Mariafrancesca.

Il Santuario si trova all’inizio dei Quartieri Spagnoli in Vico Tre Re a Toledo. La chiesa fu edificata per volere di Ferdinando II di Borbone e completata nel 1861.

La chiesa di Santa Maria Francesca, fatta costruire nel XIX secolo da Ferdinando II di Borbone, è situata in una delle zone più famose e popolari della città, i Quartieri Spagnoli, precisamente in Vico Tre Re a Toledo 13.

Qui, in pieno centro storico, sorge infatti un santuario dedicato a Santa Maria Francesca delle cinque piaghe di Gesù Cristo. La “Santa dei quartieri” è stata la prima donna canonizzata dell’Italia Meridionale e Compatrona di Napoli.

La storia di Santa Maria Francesca

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe è la prima santa napoletana, compatrona della città di Napoli e protettrice delle donne sterili e incinte.

Il suo nome era Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo e nacque a Napoli il 25 marzo 1715 in una famiglia di artigiani.

Già da piccola, Anna Maria era decisa a volersi consacrare al Signore contro la volontà del padre che desiderava per lei un matrimonio con un giovane benestante di Napoli.

Anna Maria, nonostante maltrattamenti e privazioni, l’8 Settembre 1731 all’età di sedici anni entrò nel terz’Ordine Francescano Alcantarino, con il nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo.

Tra i suoi tanti doni c’era quello della profezia, predisse infatti molti eventi a fedeli e sacerdoti e anche la Rivoluzione francese.

Maria Francesca ricevette le stigmate, inoltre ogni venerdì e durante la Quaresima provava i dolori della Passione di Cristo.

A 38 anni i trasferì in vico Tre Re a Toledo nella casa di padre Giovanni Pessiri, suo direttore spirituale, per prendersi cura di lui.

Morì il 6 ottobre 1791 all’età di 76 anni. La salma fu sepolta nella chiesa di Santa Lucia al Monte a Napoli.

Il 12 novembre 1843 fu proclamata beata da papa Gregorio XVI e canonizzata il 29 giugno 1867 da Papa Pio IX.

Il 6 ottobre 2001 le sue reliquie furono trasferite nel santuario che oggi porta il suo nome.

La Santa “dei quartieri” è Santa Maria Francesca dalle cinque piaghe di Gesù: si chiamava Anna Maria Gallo e fu la prima donna canonizzata dell’Italia Meridionale ed è anche Compatrona di Napoli.

Dal 1901 è compatrona di Napoli insieme a San Gennaro.

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe

La casa della santa e il percorso del santuario

La chiesa si erge nello stesso edificio di quello che fu la casa di Suor Mariafrancesca, ormai diventata un vero e proprio santuario.

Vicino alla chiesa, dove riposa il corpo della Santa, c’è la casa dove S. Maria Francesca visse gli ultimi trentotto anni della sua vita e che è diventata il piccolo Santuario meta di pellegrinaggio di tantissime fedeli che arrivano da Napoli e da tutto il mondo.

Dall’entrata principale si accede ad una piccola navata in fondo alla quale troviamo l’altare con la statua di Santa Maria Francesca, vestita con il saio francescano.

Dall’ingresso secondario si entra in due cappelle laterali, nella prima vediamo la statua di una Madonnina in una grotta costruita con pietre provenienti dalla grotta di Lourdes.

Di seguito, nella seconda cappella, troviamo la tomba della Santa, meta per eccellenza dei fedeli.

Da qui è possibile accedere alla casa di Santa Maria Francesca, piena di centinaia di ex-voto, nastri rosa e azzurri, accompagnati da dolcissime foto di neonati, segni della gratitudine delle donne devote.

La sedia, in realtà, non si trova nella chiesa, ma in una casa ad essa adiacente, che all’epoca era l’appartamento della santa.

L’abitazione è aperta ai fedeli, i quali possono ammirare, oltre alla sedia, anche il materasso dove dormiva Anna Maria.

Inoltre, è conservato anche una statua della santa e un’esposizione di centinaia di fiocchi donate dai fedeli che hanno ricevuto la grazia.

La Sedia della fertilità

Il rito che riguarda la suora è quello di sedersi sulla sedia della fertilità. Sedia appartenuta alla santa e su cui era solita sedersi quando soffriva la Passione di Cristo.

Le donne che si siedono sulla sua sedia possono pregare per restare incinta oppure perché la propria gravidanza vada bene.

Il santuario è visitabile ogni 6 del mese, non mancherà una fila di donne devote in attesa del proprio turno.

La Sedia Santa rappresenta uno dei tanti simboli della cultura sacra partenopea, che attira tanti turisti provenienti da tutto il mondo.

C’è chi la chiama la Sedia Santa, chi Sedia della fecondità o chi preferisce chiamarla Sedia della fertilità.

Qualsiasi sia il nome attribuitole, la sedia che si trova all’interno della chiesa di Santa Maria Francesca è avvolta da fascino e mistero.

Non è un caso che negli anni sia diventata un vero e proprio luogo di culto.

Ma cosa possiede di tanto speciale questa sedia? Perché è diventata uno dei simboli della tradizione religiosa partenopea?

Anna Maria riusciva a trovare sollievo solo quando era seduta su una sedia particolare della sua casa.

Ancora oggi, molte persone ritengono che quella sedia sia miracolata.

Secondo la credenza napoletana, infatti, essa permetterebbe alle donne che non riescono a concepire di ricevere il miracolo e quindi di diventare madri.

Per chiedere l’intercessione della Santa le donne si recano il giorno 6 di ogni mese, il giorno della morte, e si siedono sulla Sedia della Fertilità, che era quella dove Santa Maria Francesca si riposava dalla fatica e dal dolore che le procuravano le stigmate.

Pregano poi assieme alle suore mentre una di loro sfiora il ventre della donna con un reliquiario che contiene una vertebra ed una ciocca di capelli della Santa.

Basta solo sedersi sopra e far sfiorare il reliquiario della santa che si trova all’interno della chiesa con il ventre.

Nel reliquiario sono contenute delle ciocche di capelli della santa e una sua vertebra.

Le suore avvicinano al petto delle devote un reliquiario contenente un osso e alcuni capelli della santa, mentre le donne pregano per concepire o per far sì che la gravidanza vada bene.

Molte donne con problemi di fertilità si affidano a Santa Maria Francesca recandosi nel Santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, e siedono sulla famosa Sedia della fertilità per ricevere la benedizione di una suora di S. Maria Francesca.

Nella città di Napoli è molto diffuso il culto della Sedia della fertilità, le devote siedono sulla sedia dove la santa era solita riposare dalle sue sofferenze per ricevere, da una delle Figlie di Santa Maria Francesca, una benedizione.

Il significato religioso e popolare del rito

La Santa “dei quartieri” è stata la prima donna canonizzata dell’Italia Meridionale e Compatrona di Napoli.

Oggi Santa Maria Francesca è considerata dai fedeli la “Santa della maternità.”

Tantissime donne che vogliono diventare madri e che hanno incontrato problemi, dopo essere andate al santuario e pregato con le suore sedute sulla sedia della fertilità, hanno realizzato il loro sogno di avere un bambino.

La sedia della fertilità si trova nel Santuario che è la casa dove Suor Maria Francesca visse per trentotto anni e dove morì il 6 ottobre 1791.

Da allora i fedeli hanno iniziato a frequentare il santuario per chiedere alla Santa di intercedere per loro: il percorso verso la stanza della sedia è pieno di ex voto, di coccarde rosa e azzurre e di altri ricordi per ringraziare la Santa per la grazia ricevuta.

Il percorso che porta alla chiesa e poi alla casa, la preghiera con le sorelle, il conforto dello stare insieme è esso stesso miracolo.

La presenza nella cultura contemporanea

La Sedia, inoltre, è spesso protagonista di opere cinematografiche o televisive, come la recente serie di grande successo Mina Settembre.

Nell’ultima puntata della fiction, infatti, l’amica di Mina (Serena Rossi), Titti (Valentina D’Agostino), vi si siede per errore, ma poi scoprirà di essere in dolce attesa.

La sedia della Fertilità proposta nell’ultima puntata della fiction televisiva di Mina Settembre e dove si siede per sbaglio Titti, l’amica di Mina che gestisce il bar “Il Locale” e che poi si scopre incinta, non è una “invenzione” televisiva.

L’attrice Valentina D’Agostino (Titti) e Serena Rossi (Mina) hanno girato effettivamente in un luogo di Napoli che esiste davvero e che è conosciuto in tutto il mondo in particolar modo per “La sedia della Fertilità”.

Le testimonianze delle devote

Le testimonianze legate al santuario raccontano esperienze personali di preghiera, speranza e gratitudine da parte di donne e coppie che hanno visitato il luogo.

“Mi chiamo Giordana ho 36 anni, a giugno del 2022 mi hanno asportato la tuba destra causa di una gravidanza extrauterina…oggi ho una bimba che si chiama Maria Francesca ed è nata il 21/09/2023 ringrazio ancora la Santa che ha ascoltato e intercesso per me.”

“Io e il mio sposo attendevamo un bambino da 7 anni. Abbiamo provato varie cure, tutte fallite, e ormai le speranze erano quasi nulle.”

“Ad Ottobre 2022 visitiamo Napoli, e per volontà di Dio, camminando per i quartieri spagnoli, ci troviamo al Santuario di Santa Maria Francesca e ne apprendiamo la storia e il significato.”

“Prendiamo la benedizione delle Suore e andiamo a casa speranzosi. A Gennaio 2023 ero incinta, ma ho avuto un aborto.”

“Dopo qualche mese, e dopo una seconda visita al Santuario e un’altra benedizione, ora, a luglio 2023 sono di nuovo incinta al secondo mese.”

“Prego la Santa di proteggere il frutto del nostro amore e dargli una vita sana e felice.”

“Sia io che mio marito indossiamo le medagliette di Santa Maria Francesca, sicuri di un’intercezione della Santa sul nostro cammino.”

“Riporto qui il testo di un’email che tempo fa vi mandai. Venni da voi ad ottobre di due anni fa e la commozione fu tanta, raccontai di aver perso alla mia prima gravidanza, il bambino era di 13 settimane circa.”

“Tra le lacrime la suora mi strinse le mani, mi accarezzò il viso e mi consigliò di dargli un nome, decisi all’istante, e forse in cuor mio già era stato fatto, e scelsi di chiamarlo Angelo.”

“Abbiamo pregato per lui. Il percorso che porta alla chiesa e poi alla casa, la preghiera con le sorelle, il conforto dello stare insieme è esso stesso miracolo.”

“Poco dopo la visita alla casa sono rimasta incinta.”

“Il 5 gennaio del 2022 feci il test di gravidanza e fu positivo, poco dopo il covid e una minaccia d’aborto, ma questa volta la piccola è stata tenace e il 16 settembre del 2022 ho partorito.”

“Mi avete donato la speranza e la forza di andare avanti.”

“Sono stata alla casa di Santa Maria Francesca a maggio 2022 e a giugno 2022 ho scoperto di aspettare il mio principino.”

“Sono venuta nel 2018 per chiedere la grazia per un figlio. ti ho pregato con tutto il cuore.”

“Santa Maria Francesca, mi hai ascoltato. A novembre 2019 è nato il mio principe… il 2020 ho portato il suo fiocco in segno di Grazia ricevuta.”

“Mi chiamo Jessica Pone, ho 28 anni e vivo a Isernia in Molise.”

“Per la mia giovane età si pensi che sia semplice ricevere il dono della maternità, nel mio di caso non è stato così.”

“Sono andata a trovare Santa Maria Francesca più di una volta, l’emozione è stata inspiegabile.”

“Mi sono seduta sulla sedia ed ho pregato non solo per me ma anche per tutte quelle donne che desiderano avere il dono della maternità.”

“La fede mi ha aiutato tanto soprattutto nei momenti di sconforto, di rabbia e di angoscia.”

“Ho ritrovato tanta forza.”

“Il 16 giugno 2023 ho scoperto di essere incinta, sarà una femminuccia e si chiamerà Maria Francesca, non solo per dire grazie alla Santa, ma anche per ringraziarla per non avermi mai abbandonato.”

“A giugno di quest’anno nel mio giardino sono sbocciate rose, fiori e piante. ho avuto un giardino ricco di odori.”

“Vorrei concludere con un GRAZIE INFINITE.”

“Vi do la mia testimonianza…da Santa Maria Francesca ci sono andata molte volte…sono sposata da 10 anni e mezzo, ho fatto tante fecondazioni, di cui 2 positive ma con successivo aborto.”

“Il 25 marzo, giorno del compleanno della Santa, io e una mia amica andiamo, mi sono seduta svariate volte sulla sedia, ma quel giorno è stato diverso, appena la suora mi appoggia la reliquia sul petto sento forte una botta al cuore, quasi a sentirmi male.”

“Il 19 aprile vado a fare un day hospital per fare un piccolo intervento, e niente, mi chiama la dottoressa e mi dice signora l’intervento lei non può farlo perché la beta è positiva.”

“Io sbalordita non ci credevo, dicevo: “voi avete sbagliato, c’è un errore.”.”

“no signora”, mi diceva la dottoressa, “lei è incinta”.”

“Eccomi ora all’inizio del quarto mese….SANTA MARIA FRANCESCA ha esaudito le mie suppliche, le mie preghiere…i miracoli esistono.”

“Al mio compagno fu diagnosticata semi sterilità.”

“A marzo 2023 ci rechiamo al Santuario di Santa Maria Francesca per una Grazia.”

“Il 1 giugno scopriamo la nostra prima gravidanza, a lei dobbiamo tutto.”

Le altre sedie della fertilità di Napoli

La sedia della chiesa di Santa Maria Francesca non è l’unica sedia della “fertilità” del capoluogo partenopeo.

Ce ne sono infatti altre due: la prima si trova nella cappella di San Tommaso D’Aquino, all’interno della chiesa di Santa Maria della Sanità di piazza della Sanità.

Mentre la Sedia Santa è in legno, quella della cappella di Tommaso D’Aquino è stata realizzata in pietra e risale all’età paleocristiana.

Il materiale utilizzato per la sua costruzione non è stato scelto a caso: non sono pochi i culti che attribuiscono alla pietra il potere di combattere la sterilità.

Ad ogni modo, la sedia non è stata sempre nella chiesa dove si trova oggi.

Inizialmente, infatti, si trovava nelle catacombe, per poi essere spostata nella chiesa barocca poco lontana da parte dei frati domenicani nel XVII.

La seconda sedia, secondo alcune fonti, si trovava probabilmente nella chiesa di Santa Maria della Catena, situata in via Santa Lucia, ma se ne sono perse le tracce.

Chiesa di Santa Maria della Sanità Napoli

Cimitero delle Fontanelle

Il cimitero delle fontanelle è un luogo magico e suggestivo che si trova nel quartiere della Sanità.

Tra i tanti teschi, o capuzzelle, c’è quello di Donna Concetta: questo teschio è conservato in una teca ed molto più lucido degli altri.

Secondo il rito bisogna accarezzare la capuzzella di Donna Concetta per essere fertili: basta anche una toccata fugace e il gioco è fatto!

Cimitero delle Fontanelle e capuzzelle

Il valore della tradizione

I santuari e i luoghi associati alla fertilità appartengono alla complessa cultura sacra partenopea, nella quale devozione religiosa, ritualità popolare e simboli legati alla maternità convivono.

Per molte visitatrici, il pellegrinaggio rappresenta soprattutto un momento di preghiera, conforto e condivisione, vissuto nel rispetto della propria fede e della propria esperienza personale.

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