“Cristo ha bisogno di sacerdoti santi! Il mondo di oggi reclama sacerdoti santi! Soltanto un sacerdote santo può diventare, in un mondo sempre più secolarizzato, un testimone trasparente di Cristo e del suo Vangelo”. La santità sacerdotale non elimina la fragilità umana, ma chiede al sacerdote di vivere con maggiore radicalità la propria vocazione, perché i fedeli hanno bisogno di incontrare, nella sua persona, l’immagine viva di Gesù buon Pastore.
“È vero che i preti sono uomini in carne e ossa come noi, ma non dovrebbero essere più somiglianti al Signore che i comuni fedeli?”. Il Signore chiama tutti alla santità, ognuno secondo il proprio stato, e per questo non dobbiamo stupirci che ci siano dei laici più santi dei preti. Tuttavia il sacerdote è chiamato a essere modello del gregge, ministro della misericordia, servitore della comunità e testimone trasparente del Vangelo.
La vocazione del sacerdote: uomo di Dio per gli uomini
Vive ed opera nel mondo, ma non appartiene al mondo. È figlio di uomini, ma ha l'autorità di renderli figli di Dio. È povero, ma ha il potere di comunicare ai fratelli ricchezze infinite. È debole, ma rende forti i deboli col pane della vita.
È servitore, ma davanti a lui si inginocchiano gli Angeli. È mortale, ma ha il compito di trasmettere l'immortalità. Cammina sulla terra, ma i suoi occhi sono rivolti al cielo. Collabora al benessere degli uomini, ma non li distoglie dalla meta finale che è il Paradiso.
Può fare cose che neppure Maria e gli Angeli possono compiere: celebra la S. Messa e perdona i peccati. Quando celebra ci sovrasta di qualche gradino, ma la sua azione tocca il cielo. Quando assolve rivela la potenza di Dio che perdona i peccati e ridona la vita.
Quando insegna propone la Parola di Gesù: «Io sono la Via, la Verità e la Vita». Quando prega per noi il Signore lo ascolta, perché lo ha costituito "Pontefice", cioè ponte di collegamento fra Dio e i fratelli. Quando lo accogliamo diventa l'amico più sincero e fedele.
È l'uomo più amato e più incompreso; il più cercato e il più rifiutato. È la persona più criticata, perché deve confermare con il suo esempio l'autenticità del messaggio. È il fratello universale, il cui mandato è solo quello di servire, senza nulla pretendere.
Se è santo, lo ignoriamo; se è mediocre, lo disprezziamo. Se è generoso, lo sfruttiamo; se è "interessato", lo critichiamo. Se siamo nel bisogno, lo assilliamo; se vengono meno le necessità, lo dimentichiamo. E solo quando ci sarà sottratto comprenderemo quanto ci fosse indispensabile e caro.
Il prete santo e il modello del Buon Pastore
Capisco però la tua aspirazione: vorresti vedere i preti più santi a motivo della loro vocazione. È un desiderio vero perché il Signore li ha chiamati ad essere sua immagine viva all’interno del popolo cristiano. Li ha chiamati ad essere immagine viva di Gesù buon Pastore.
Per questo san Pietro rivolgendosi agli anziani, e cioè ai presbiteri (preti), dice: “Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge” (1 Pt 5,2-3).
È una vocazione molto alta, nei confronti della quale ogni sacerdote si sente sempre in difetto. Certo non è semplice essere modelli del gregge. Ogni sacerdote si trova di fronte al proprio carattere e ai propri limiti. I laici sotto questo aspetto devono essere comprensivi.
Ciò non toglie però che il sacerdote più degli altri si debba sentire sollecitato a vivere secondo la sua vocazione perché i fedeli ne hanno bisogno. Il vero sacerdote, l’apostolo del Signore, non solo deve essere perfetto nell’esercizio di quelle virtù in cui anche tutti i laici riconoscono il loro buon modus vivendi: ma deve eziandio sopravanzarli in esempio luminoso e in edificazione per tutto il gregge cristiano.
È vero il popolo cristiano ha il diritto e talvolta lo reclama di avere il prete santo in parrocchia a benedizione ed a pace di tutte le famiglie. Com’è bella questa espressione: il prete santo è a benedizione e a pace di tutte le famiglie. Con la sua sola condotta, con la sua personale santità porta la benedizione e la pace nelle famiglie che gli sono affidate.
La fragilità dei sacerdoti e la responsabilità della preghiera
Non dobbiamo stupirci che ci siano dei laici più santi dei preti. Il Signore chiama tutti alla santità, ognuno secondo il proprio stato. Pertanto dobbiamo rallegraci e ringraziare il Signore che ci siano dei santi tra i laici. Sono un esempio per tutti, anche per i preti.
Il sacerdote è solo un nostro fratello, limitato e fragile, che dedica la sua vita ad annunciare il Vangelo, cercando con tanta fatica di vivere le cose che dice. La sua dignità è sublime, ma egli rimane una creatura debole, esposta alla tentazione, alla solitudine, alla stanchezza e al rischio di smarrire il senso della propria vocazione.
Il sacerdote ha il dovere di ricordare che, secondo i disegni insondabili della divina Provvidenza, la sorte di molte anime è legata al suo zelo pastorale e all’esempio della sua vita. E tal pensiero non è forse di tal natura da provocare una salutare inquietudine nei tiepidi e stimolare i più ferventi?
Pertanto i sacerdoti devono sempre tenere presente quanto scrive San Pietro: “Quindi, fratelli, cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione e la vostra elezione. Se farete questo non inciamperete mai” (2 Pt 1,10). Se il sacerdote fosse sempre compreso del suo dovere di presentare con la propria condotta le virtù esemplari ai fedeli non dico che non inciamperebbe mai perché fragilitas humana magna est (la fragilità umana è grande!) ma certo inciamperebbe molto di meno.
Santa Teresina del bambin Gesù facendo il suo viaggio in Italia venne a contatto con molti sacerdoti. Si immaginava che tutti fossero perfetti. Invece venne a contatto anche con la loro fragilità.
“Un’altra esperienza che feci riguarda i sacerdoti. Non avendo vissuto nella loro intimità, non potevo capire lo scopo principale della riforma del Carmelo. Pregare per i peccatori mi rapiva, ma pregare per le anime dei preti che io credevo pure più del cristallo, mi pareva sorprendente! Ah! ho capito la mia vocazione in Italia e non è stato andar troppo lontano per una conoscenza tanto utile!
Per un mese ho vissuto con molti santi sacerdoti e ho visto che, se la loro dignità sublime li innalza al di sopra degli angeli, essi sono tuttavia uomini deboli e fragili. Se dei santi preti che Gesù chiama nel Vangelo «il sale della terra» mostrano nella loro condotta che hanno un grande bisogno di preghiere, che dobbiamo dire dei tiepidi? Gesù non ha detto anche: «se il sale diviene scipito, con che cosa lo rafforzeremo?».
Oh, Madre! Come è bella la vocazione che ha per scopo di conservare il sale destinato alle anime! È la vocazione del Carmelo, poiché il fine unico delle nostre preghiere e dei nostri sacrifici è d’essere apostoli degli apostoli, pregando per essi mentre evangelizzano le anime con le parole e soprattutto con gli esempi”.
Il sacerdote chiamato a una vita interamente donata
Si cerca per la Chiesa un prete capace di rinascere nello Spirito ogni giorno. Si cerca per la Chiesa un uomo senza paura del domani senza paura dell'oggi senza complessi del passato.
Si cerca per la Chiesa un uomo che non abbia paura di cambiare che non cambi per cambiare che non parli per parlare. Si cerca per la Chiesa un uomo capace di vivere insieme agli altri di lavorare insieme di piangere insieme di ridere insieme di amare insieme di sognare insieme.
Si cerca per la Chiesa un uomo capace di perdere senza sentirsi distrutto di mettere in dubbio senza perdere la fede di portare la pace dove c'è inquietudine e inquietudine dove c'è pace.
Si cerca per la Chiesa un uomo che sappia usare le mani per benedire e indicare la strada da seguire. Si cerca per la Chiesa un uomo senza molti mezzi, ma con molto da fare, un uomo che nelle crisi non cerchi altro lavoro, ma come meglio lavorare.
Si cerca per la Chiesa un uomo che trovi la sua libertà nel vivere e nel servire e non nel fare quello che vuole. Si cerca per la Chiesa un uomo che abbia nostalgia di Dio, che abbia nostalgia della Chiesa, nostalgia della gente, nostalgia della povertà di Gesù, nostalgia dell'obbedienza di Gesù.
Si cerca per la Chiesa un uomo che non confonda la preghiera con le parole dette d'abitudine, la spiritualità col sentimentalismo, la chiamata con l'interesse, il servizio con la sistemazione.
Si cerca per la Chiesa un uomo capace di morire per lei, ma ancora più capace di vivere per la Chiesa; un uomo capace di diventare ministro di Cristo, profeta di Dio, un uomo che parli con la sua vita. Si cerca per la Chiesa un uomo.
Le qualità del sacerdote fedele
Un prete deve essere contemporaneamente piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come ceppo di contadino, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato.
Deve essere un servitore per i timidi e i deboli, che non s'abbassa davanti ai potenti, ma si curva davanti ai poveri, discepolo del suo Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte.
Deve essere una madre per confortare i malati, con la saggezza dell'età e la fiducia d'un bambino, teso verso l'alto, i piedi a terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell'inerzia, fedele per sempre.
La Messa e il cuore del sacerdote
Se avete paura dell'Amore. non dite mai messa. La messa farà riversare sulle vostre anime un torrente di sofferenza interiore che ha un'unica funzione: di spaccarvi in due, affinché tutta la gente del mondo possa entrare nel vostro cuore.
Se avete paura della gente, non dite mai messa. Perché quando cominciate a dir messa, lo Spirito di Dio si sveglia come un gigante dentro di voi e infrange le serrature del vostro santuario privato e chiama tutta la gente del mondo affinché entri nel vostro cuore.
Se dite messa condannate la vostra anima al tormento di un Amore che è così vasto e così insaziabile che non riuscirete mai a sopportarlo da soli. Quell'amore è l'Amore del cuore di Gesù che arde dentro il vostro miserabile cuore e fa cadere su di voi l'immenso peso della sua pietà per tutti i peccati del mondo.
Diventare amati vuol dire accettare di essere pane nelle mani di Gesù: pane benedetto, spezzato e dato. Queste parole riassumono la mia vita di sacerdote, perché ogni giorno, quando mi riunisco intorno alla mensa con i membri della mia comunità, prendo il pane, lo benedico, lo spezzo e lo do.
Queste parole riassumono anche la mia vita di cristiano perché, come cristiano, sono chiamato a diventare il pane per il mondo: pane che è benedetto, spezzato e dato. La cosa più importante, comunque, è che queste parole riassumono la mia vita di essere umano, perché in ogni momento della mia vita, da qualche parte, in qualche modo, il prendere, il benedire, lo spezzare, il dare, sono eventi che accadono.
Queste parole sono diventate le più importanti della mia vita perché, tramite loro, sono entrato in contatto con i modi per divenire l'Amato di Dio.
La santificazione dei sacerdoti attraverso la preghiera
Nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, oggi si celebra anche la Giornata per la Santificazione dei sacerdoti, istituita 25 anni fa da Giovanni Paolo II. Un momento di meditazione e preghiera per ricordare che si è a servizio del popolo di Dio, animati dall’amore di Cristo.
“Tale Giornata aiuti i sacerdoti a vivere nella conformazione sempre più piena al cuore del Buon Pastore”. Giovanni Paolo II, nella Lettera ai sacerdoti per il Giovedì Santo del 25 marzo 1995, istituiva così l’odierna Giornata mondiale di preghiera per la santificazione del clero, facendola coincidere con la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Una correlazione per ricordare agli uomini di Dio di coltivare nel proprio cuore “un grande anelito di santità”, per percorrere le vie di chi si è fatto simile a Cristo, servendo gli uomini e le donne che gli sono affidati, vivendo la propria vocazione in unione con Maria.
“Allora - scriveva Papa Wojtyla - il nostro sacerdozio sarà custodito nelle sue mani, anzi nel suo cuore, e potremo aprirlo a tutti. Sarà in tal modo fecondo e salvifico, in ogni sua dimensione”.
La preghiera crea il sacerdote
La preghiera crea il sacerdote e il sacerdote si crea attraverso la preghiera. Tra i tanti pronunciamenti sul sacerdozio, nel lungo magistero di San Giovanni Paolo II, c’è un passaggio del libro: “Dono e mistero. Diario di un sacerdote”, pubblicato nel 1996, nel quale si richiama costantemente alla santità del prete, “testimone e strumento di misericordia divina”, e al suo bisogno di preghiera.
“La preghiera - sottolineava Papa Wojtyla - sorge dalla santità di Dio e nello stesso tempo è la risposta a questa santità”.
“Vi invito a pregare per i sacerdoti, perché attraverso la vostra preghiera il Signore li fortifichi nella loro vocazione, li conforti nel loro ministero e siano sempre ministri della gioia del Vangelo per tutte le genti”.
In questo tempo di pandemia, il pensiero del Pontefice è andato più volte ai sacerdoti che hanno perso la vita, spendendosi accanto ai malati di coronavirus, accompagnandoli con una preghiera o una benedizione a distanza ma facendo sentire la loro presenza e quella di Gesù.
“I sacerdoti che offrono la vita per il Signore, i sacerdoti che sono servitori. In questi giorni ne sono morti più di sessanta qui, in Italia, nell’attenzione ai malati negli ospedali, e anche con i medici, gli infermieri, le infermiere… Sono “i santi della porta accanto”, sacerdoti che servendo hanno dato la vita”.
Una santità vissuta nella stanchezza e nel servizio
“Mi rivolgo a ciascuno di voi - scriveva il Pontefice - che, in tante occasioni, in maniera inosservata e sacrificata, nella stanchezza o nella fatica, nella malattia o nella desolazione, assumete la missione come un servizio a Dio e al suo popolo e, pur con tutte le difficoltà del cammino, scrivete le pagine più belle della vita sacerdotale”.
Dolore, gratitudine, coraggio e lode: le parole che scandivano la sua riflessione nella quale non mancava un riferimento all’Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate, incentrata sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.
Ringraziamo anche per la santità del Popolo fedele di Dio che siamo invitati a pascere e attraverso il quale il Signore pasce e cura anche noi con il dono di poter contemplare questo popolo “nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere.
In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante”. Rendiamo grazie per ognuno di loro e lasciamoci soccorrere e incoraggiare dalla loro testimonianza; perché “eterna è la sua misericordia”.
Preghiera per i sacerdoti fedeli e tiepidi
Dio onnipotente ed eterno, per i meriti del tuo Figlio e per il tuo amore verso di Lui, abbi pietà dei sacerdoti della santa Chiesa. Nonostante questa dignità sublime sono deboli come gli altri. Incendia per la tua misericordia infinita, i loro cuori con il fuoco del tuo Amore.
Soccorrili: non lasciare che i sacerdoti perdano la loro vocazione o la sminuiscano. O Gesù, ti supplichiamo: abbi pietà dei sacerdoti della tua Chiesa. Di quelli che ti servono fedelmente, che guidano il tuo gregge e ti glorificano.
Abbi pietà di quelli perseguitati, incarcerati, abbandonati, piegati dalle sofferenze. Abbi pietà dei sacerdoti tiepidi e di quelli che vacillano nella fede. Abbi pietà dei sacerdoti secolarizzati, abbi pietà dei sacerdoti infermi e moribondi, abbi pietà di quelli che stanno in purgatorio.
Signore Gesù ti supplichiamo: ascolta le nostre preghiere, abbi pietà dei sacerdoti: sono tuoi! Illuminali, fortificali e consolali.
O Gesù, ti affidiamo i sacerdoti di tutto il mondo, ma soprattutto quelli che ci hanno battezzato ed assolto, quelli che per noi hanno offerto il Santo sacrificio e consacrato l'Ostia Santa per nutrire la nostra anima.
Ti affidiamo i sacerdoti che hanno dissipato i nostri dubbi, indirizzato i nostri passi, guidato i nostri sforzi, consolato le nostre pene. Per tutti loro, in segno di gratitudine, imploriamo il tuo aiuto e la tua misericordia. Amen.
Preghiera per i sacerdoti in ogni condizione
Dio onnipotente ed Eterno, guarda con amore il volto del tuo Figlio e per l’amore che hai verso di lui, che è il Sommo ed Eterno Sacerdote, abbi misericordia dei tuoi sacerdoti. Ricordati, Signore, che sono fragili e deboli essere umani.
Rinnova in loro il dono della vocazione, che in modo mirabile fu consolidato per l’imposizione delle mani dei tuoi Vescovi. Conservali sempre vicino a te e in cerca di te. Non permettere che il nemico l’abbia vinta su di loro affinché non abbiano mai la benché minima mancanza nei confronti di così sublime vocazione.
Signore Gesù, ti prego per i tuoi sacerdoti fedeli e fervorosi, e per quelli infedeli e tiepidi; per i sacerdoti che lavorano nel proprio paese e per quelli che lavorano in terre e missioni lontane, per i tuoi sacerdoti tentati, per quelli che sentono la solitudine, la noia o la stanchezza.
Ti prego per i sacerdoti giovani per quelli che stanno per morire, e anche per le anime dei sacerdoti nel purgatorio. Gesù, conservali tutti vicino al tuo Cuore e dà loro abbondanti benedizioni. Amen.
La gratitudine verso i sacerdoti
Ti raccomando i sacerdoti che più apprezzo: il sacerdote che mi battezzò, quello che mi ha assolto dai miei peccati, i sacerdoti alla cui Messa ho partecipato e mi hanno dato il tuo Corpo e Sangue nella Comunione.
Ti raccomando i sacerdoti che mi hanno consigliato, consolato o spronato, e quelli verso i quali sono in debito per il loro aiuto. Ti affidiamo i sacerdoti che hanno dissipato i nostri dubbi, indirizzato i nostri passi, guidato i nostri sforzi, consolato le nostre pene.
Grazie, don Ambrogio, perché mi hai fatto diventare Figlio di Dio col Sacramento del Battesimo. Grazie che mi assolvi dai miei peccati col Sacramento della Riconciliazione. Grazie perché mi doni Gesù nel Sacramento dell'Eucaristia.
Grazie perché ci hai fatto conoscere e amare il Padre, Gesù e lo Spirito Santo. Grazie che ogni giorno ci nutri e ci ammaestri con la Parola di Dio. Grazie perché accompagni e aiuti i nostri Genitori.
Grazie perché preghi con noi e ci aiuti a capire che qui c'è Gesù. Grazie perché giochi con noi e rendi sempre più bello il nostro Oratorio. Grazie per la gioia che diffondi e perché spesso ci richiami a sorridere.
Grazie perché ci aiuti a conoscere e ad amare Maria. Grazie per il dono grande del Tuo Sacerdozio. Grazie perché benedici e consegni all'amore di Dio i nostri morti.
Una preghiera per i presbiteri
Spirito del Signore, dono del Risorto agli Apostoli del Cenacolo, gonfia di passione la vita dei tuoi presbiteri. Riempi di amicizie discrete la loro solitudine. Rendili innamorati della Terra, e capaci di misericordia per tutte le sue debolezze.
Confortali con la gratitudine della gente con l'olio della comunione fraterna. Ristora la loro stanchezza, perché non trovino appoggio più dolce per il loro riposo se non sulla spalla del Maestro. Liberali dalla paura di non farcela più.
Dai loro occhi partano inviti a sovrumane trasparenze. Dal loro cuore si sprigioni audacia mista a tenerezza. Dalle loro mani grondi il crisma su tutto ciò che accarezzano.
Fa risplendere di gioia i loro corpi. Rivesti loro di abiti nuziali e cingili con cinture di luce perché, per essi e per tutti, lo Sposo non tarderà.
Vocazione, dono e risposta
Tante e tante volte Signore, mi hai chiesto di salire sulla barca della mia vita; spesso ho resistito alla tua richiesta; qualche volta - poche in verità - ti ho detto di sì. E niente è stato più come prima.
Non meravigliarti allora se non sempre sono generoso con te; la verità è che tu sei «traboccante» e invece di qualche porzione di pesce per me e per i miei, mi doni due barche così cariche che quasi affondano.
Invece di qualche ora da dedicarti mi chiedi la vita intera per iniziare il mestiere umanamente più assurdo: «Non temere! D'ora in poi, prenderai uomini vivi».
Come Simone, anch'io oggi ti ripeto ancora: «Allontanati da me perché sono indegno di te», ma aggiungo anche, con l'umiltà di un cuore che vuole amarti: prenditi la mia vita e fanne quello che vuoi!
Perché quello che conta non è avere ma donare e l'avventura della vita è bella se la corro con te, dono d'amore del Padre perché ognuno gusti la vita in pienezza. Amen.
Il sacerdote come pane benedetto, spezzato e donato
Diventare amati vuol dire accettare di essere pane nelle mani di Gesù: pane benedetto, spezzato e dato. Queste parole riassumono la mia vita di sacerdote, perché ogni giorno, quando mi riunisco intorno alla mensa con i membri della mia comunità, prendo il pane, lo benedico, lo spezzo e lo do.
Queste parole riassumono anche la mia vita di cristiano perché, come cristiano, sono chiamato a diventare il pane per il mondo: pane che è benedetto, spezzato e dato.
La cosa più importante, comunque, è che queste parole riassumono la mia vita di essere umano, perché in ogni momento della mia vita, da qualche parte, in qualche modo, il prendere, il benedire, lo spezzare, il dare, sono eventi che accadono.
Queste parole sono diventate le più importanti della mia vita perché, tramite loro, sono entrato in contatto con i modi per divenire l'Amato di Dio.
Pregare per essere “apostoli degli apostoli”
Desidero però concludere con un richiamo a pregare per i sacerdoti. Auguro anche a te di sentire questa vocazione di essere apostolo degli apostoli, pregando e offrendo al Signore per i sacerdoti.
O Dio Onnipotente ed Eterno, degnati di guardare il volto del Tuo Cristo, l’Eterno Sommo Sacerdote e, per amore di Lui, abbi pietà dei Tuoi sacerdoti. Ricordati o Dio Misericordioso, che anch’ essi sono fragili creature.
Mantieni in essi acceso il fuoco del Tuo amore. Conservali a Te vicini affinché il nemico non prevalga su di loro e non siano mai indegni della loro sublime vocazione.
O Gesù, ti prego per i Tuoi sacerdoti fedeli e fervorosi, per i Tuoi sacerdoti tiepidi e infedeli, per i Tuoi sacerdoti che lavorano tra noi o nelle terre di missione, per i Tuoi sacerdoti che sono nella tentazione, per i Tuoi sacerdoti che soffrono la solitudine e l’abbandono.
Ti prego per i Tuoi sacerdoti giovani ed anziani, per i Tuoi sacerdoti ammalati e quelli agonizzanti, per le anime dei sacerdoti che soffrono nel purgatorio.
Soprattutto Ti raccomando i sacerdoti che mi sono più cari: il sacerdote che mi ha battezzato, quello che mi ha assolto dai miei peccati, i sacerdoti che hanno celebrato le sante messe alle quali ho partecipato e che mi hanno dato il Tuo Corpo e il Tuo Sangue nella Santa Comunione.
I sacerdoti che mi hanno insegnato ed istruito, che mi hanno incoraggiato e consigliato, tutti i sacerdoti ai quali mi lega un debito di gratitudine. O Gesù, conservali nel Tuo cuore insieme alla Tua Santa Madre e dona loro abbondanti benedizioni nel tempo e nell’eternità. Amen.
Preghiera per le vocazioni sacerdotali
Signore Gesù, guida e pastore del tuo popolo, tu hai chiamato nella Chiesa San Giovanni Maria Vianney, curato d’Ars, come tuo servo. Sii benedetto per la santità della sua vita e l’ammirabile fecondità del suo ministero.
Con la sua perseveranza egli ha superato tutti gli ostacoli nel cammino del sacerdozio. Prete autentico, attingeva dalla Celebrazione Eucaristica e dall’adorazione silenziosa l’ardore della sua carità pastorale e la vitalità del suo zelo apostolico.
Per sua intercessione: Tocca il cuore dei giovani perché trovino nel suo esempio di vita lo slancio per seguirti con lo stesso coraggio, senza guardare indietro.
Rinnova il cuore dei preti perché si donino con fervore e profondità e sappiano fondare l’unità delle loro comunità sull’Eucaristia, il perdono e l’amore reciproco.
Fortifica le famiglie cristiane perché sostengano quei figli che tu hai chiamato. Anche oggi, Signore, manda operai alla tua messe, perché sia accolta la sfida evangelica del nostro tempo.
Siano numerosi i giovani che sanno fare della loro vita un “ti amo” a servizio dei fratelli, proprio come San Giovanni Maria Vianney. Ascoltaci, o Signore, Pastore per l’eternità. Amen.
Atto d’amore del Curato d’Ars
Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita. Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti, piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente. Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo, soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro. Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me, e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo.
Rosario e intercessione per i sacerdoti
In quest’anno sacerdotale la Vergine Maria, Madre della Chiesa, interceda per noi, per suscitare nell’animo di ogni presbitero un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo ed alla Chiesa che ispirarono il pensiero e l’azione del Santo Curato d’Ars.
I sacerdoti testimonino la loro unità con il Vescovo, tra loro e con i laici; sull’esempio del Santo Curato d’Ars, si lascino conquistare da Cristo Signore per essere, nel mondo di oggi, messaggeri di speranza, di riconciliazione, di pace!
Per ogni mistero: Si enuncia il mistero (e si fanno eventualmente letture/meditazioni/preghiere) Padre nostro… 10 Ave Maria… Gloria al Padre… Giaculatoria: quella tradizionale : O Gesù perdona… o una intonata all’anno sacerdotale, per es. Manda, o Padre, operai per la tua messe; dona sacerdoti santi e santificatori.
Invocazioni ai sacerdoti santi
- santi Apostoli di Cristo, chiamati a stare con lui e ad annunciare il Vangelo
- santi diaconi, sacerdoti e vescovi martiri, che avete testimoniato l’unico Signore Gesù Cristo fino all’effusione del sangue
- santi sacerdoti e vescovi, che avete edificato nel corso dei secoli le diverse Chiese locali con la predicazione e la celebrazione dei sacramenti
- santi sacerdoti missionari, che avete annunciato il Vangelo ai lontani per luogo, lingua e cultura, confidando in Dio che vuole offrire a tutti la salvezza mediante Gesù, Via, Verità e Vita
- santi sacerdoti e vescovi dottori della Chiesa, che con lo studio della Parola di Dio e l’insegnamento avete suscitato e consolidato la fede di tanti
- santi sacerdoti che avete dedicato la vita al servizio dei poveri, riconoscendo in essi lo stesso Signore Gesù
- santi sacerdoti e vescovi, che avete conosciuto la tentazione e il peccato e che con la vostra conversione avete testimoniato la grandezza della misericordia di Dio
- santi sacerdoti e vescovi, che vi siete dedicati alla formazione del clero e dei fedeli attraverso le scuole, i seminari, il catechismo e le missioni al popolo
- santi sacerdoti, che avete difeso i diritti dei meno considerati - poveri, stranieri, peccatori e tanti altri - riconoscendo in ogni persona la dignità dell’immagine di Dio
- santi papi, che come successori di Pietro siete stati chiamati al servizio di presiedere nella carità, e che avete svolto questo compito attraverso la preghiera, il sacrificio, l’impegno per la difesa della retta fede e nell’evangelizzazione e la ricerca dell’unità della Chiesa
- santi sacerdoti religiosi, che avete fatto fruttare i doni dell’ordinazione sacerdotale vivendoli attraverso il carisma specifico del vostro ordine
- santi sacerdoti e vescovi monaci, che avete arricchito la Chiesa con il silenzio e la contemplazione di Dio, vivendo e insegnando l’amore per Dio e per i fratelli
Prega per noi Santa Madre di Dio - e saremo degni delle promesse di Cristo.
Il sacerdozio comune e ministeriale
Preghiamo per sacerdoti e fedeli, che partecipano - ognuno secondo il dono proprio - all’unico sacerdozio di Cristo.
Donaci la tua grazia, o Padre santo, perché ogni sacerdote compia il sacrificio eucaristico nel ruolo di Cristo e offrendolo a Dio a nome di tutto il popolo, e fa’ che tutti i fedeli esercitino il loro sacerdozio offrendo se stessi e tutte le loro attività nell’unica Eucaristia.
Da essa traggano forza per vivere questa offerta quotidianamente, nella preghiera, nella testimonianza di una vita santa vissuta con carità operosa e rendendo ragione della speranza che è in essi.
Per intercessione del nostro Signore Gesù Cristo, sommo ed eterno sacerdote, che vive nell’unità del Padre e dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
