Il primo sabato del mese è dedicato alla devozione al Cuore Immacolato di Maria e si vive, per cinque mesi consecutivi, attraverso confessione, Comunione, Rosario e un quarto d’ora di meditazione sui misteri del Rosario, con l’intenzione di riparare le offese arrecate alla Vergine Maria. La Festa della Divina Misericordia, invece, si celebra la prima domenica dopo Pasqua, chiamata anche seconda Domenica di Pasqua o Domenica della Divina Misericordia, e richiama il legame tra la Risurrezione di Cristo, il perdono dei peccati, la fiducia in Dio e la misericordia verso il prossimo.
Le due pratiche hanno origini e significati distinti, ma sono unite dalla preparazione spirituale, dalla riconciliazione sacramentale, dalla preghiera, dalla riparazione e dall’impegno concreto nella carità. Il primo sabato orienta in modo particolare alla consolazione del Cuore Immacolato di Maria; la Festa della Divina Misericordia invita invece ad accostarsi con fiducia alla misericordia di Gesù e a diventare misericordiosi verso gli altri.
Il significato della Festa della Divina Misericordia
La festa della Divina Misericordia ha radici profonde nella spiritualità cristiana, in particolare nell’opera di Santa Faustina Kowalska, una religiosa polacca del XX secolo. Il culto della Divina Misericordia nasce tardivamente. A promulgarlo fu Maria Faustina Kowalska, una suora polacca canonizzata nel 2000 da papa Giovanni Paolo II.
Membro della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, Suor Faustina dimostrò fin da giovanissima doti di mistica. Il suo Diario riporta numerosi dialoghi che avrebbero avuto luogo negli anni tra lei e Dio. Fu quest’unione privilegiata col Signore, oltre alle grazie, alle rivelazioni, alle visioni, alle stigmate e a numerosi altri doni a far sì che venisse innalzata al ruolo di Santa.
Santa Faustina Kowalska, nata nel 1905, entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia nel 1926. Durante la sua vita, ebbe numerose visioni e rivelazioni di Gesù, che le comunicò un messaggio di misericordia per l’umanità.
Maria Faustina Kowalska, battezzata con il nome di Elena, nasce in un villaggio polacco ed era la terza di 10 figli di Marianna e Stanislao Kowalski. Le sue origini sono povere, i suoi genitori erano contadini in una terra divisa tra gli imperi russo, tedesco e austriaco.
Dopo tre anni di scuola inizia a prendere servizio. Fin da piccola sapeva che sarebbe diventata suora ma realizza questo grande desiderio solo nell’agosto del 1925. Entra nella comunità della Vergine della Misericordia a Varsavia, con i nomi di Maria Faustina.
Inizia svolgendo il lavoro di cuoca, poi fa la giardiniera e la portinaia. Allo stesso tempo inizia a ricevere visioni e rivelazioni che i suoi confessori le suggeriscono di riportare in un diario.
Nonostante questo, Maria Faustina non crede che questi fatti straordinari siano un marchio di santità. Secondo il suo pensiero, la perfezione è qualcosa che arriva con l’unione intima dell’anima con Dio e non per mezzo di grazie, estasi o rivelazioni.
Muore all’età di 33 anni a Cracovia, nel 1993 ha ricevuto la beatificazione ed è stata proclamata santa nel 2000 da Giovanni Paolo II. Le sue reliquie si trovano nel santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Lagiewniki. Il suo nome è festeggiato il 5 ottobre.
La visione del 1931 e l’immagine di Gesù Misericordioso
Il culto della Divina Misericordia nasce da una visione che Suor Faustina ebbe nel 1931: Gesù le apparve nella sua cella vestito di bianco, con una mano alzata in benedizione e l’altra posata sul petto, dalla quale fuoriuscivano due raggi splendenti: uno pallido e l’altro rosso.
Gesù le spiegò che il raggio pallido rappresentava l’Acqua che giustifica le anime, mentre quello rosso il Sangue, che è vita. Il Signore le ordinò di dipingerlo in quel sembiante e di fare in modo che quell’immagine venisse venerata in tutto il mondo.
Nel 1931, mentre si trovava a Płock, Faustina vide Gesù che le apparve con le mani alzate in segno di benedizione, e i raggi di luce (rosso e bianco) che uscivano dal suo cuore. Questo evento la portò a dipingere il famoso quadro di Gesù Misericordioso, che doveva essere venerato.
Fu così che nacque l’immagine della Divina Misericordia, una figura che tutti conosciamo e alla quale ci affidiamo per ricevere conforto. Inoltre, le raccomandò di dedicare un giorno particolare alla celebrazione dell’immagine, ovvero la prima domenica dopo la Pasqua.

L’immagine della Divina Misericordia rappresenta Gesù risorto con le braccia aperte, da cui fuoriescono due raggi: uno rosso, simbolo del sangue versato per la redenzione dell’umanità, e uno bianco, simbolo dell’acqua che purifica.
Si tratta quindi dell’immagine con due raggi, uno rosso che rappresenta il sangue e uno pallido che rappresenta l’acqua con la scritta: “Gesù confido in te”.
Il significato di questo quadro è strettamente legato alla liturgia della Domenica dopo pasqua, cioè la Domenica della Divina Misericordia. La chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo S.Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20,19-29).
L’immagine rappresenta dunque il Salvatore risorto che porta agli uomini la pace con la remissione dei peccati, a prezzo della Sua Passione e morte in croce.
Gesù ha detto a suor Faustina: “Desidero che questa immagine venga solennemente benedetta nella Domenica dopo Pasqua e Venerata nel mondo intero. Prometto che l’anima che Venererà questa immagine non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria”.
Il legame con il mistero pasquale
La scelta della prima domenica dopo Pasqua non è casuale. Sottolinea il profondo legame tra il mistero pasquale della redenzione e quello della Divina Misericordia.
La scelta di questa domenica indica chiaramente che nei piani di Dio esiste uno stretto legame tra il mistero pasquale della redenzione e il significato della Divina Misericordia.
In altre parole, la Misericordia di Dio si manifesta pienamente nella risurrezione di Cristo e si offre a tutti gli uomini come un dono gratuito.
Il Mistero pasquale di Gesù comprende la sua passione, morte, risurrezione e glorificazione. La Pasqua è il centro della fede cristiana, perché il disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte redentrice del suo Figlio, Gesù Cristo.
La Festa della Misericordia è celebrata la prima domenica dopo Pasqua, ovvero la seconda Domenica di Pasqua, attualmente chiamata Domenica della Divina Misericordia.
La Festa della Divina Misericordia è il giorno di riparazione e di rifugio per tutte le anime e specialmente per quelle dei poveri peccatori.
Nel giorno della canonizzazione di Suor Faustina, il 30 aprile dell’anno 2000, il Papa annunciò questa Festa per tutta la Chiesa.
La fiducia in Dio salvatore e redentore apre a noi i tesori della misericordia. In questo giorno l’immensa generosità di Gesù si spande completamente sulle anime infondendo grazie di ogni genere, senza alcun limite.
La straordinarietà della festa della Misericordia si rivela nel fatto che durante questa giornata vengono offerti agli uomini tutti i generi di grazie, sia spirituali che corporali, sia per i singoli, per le comunità e per l’umanità intera.
La storia dell’istituzione della festa
Le prime celebrazioni della festa ebbero luogo prima della sua estensione a tutta la Chiesa. Grazie all’impegno del direttore spirituale di Suor Faustina, Don Michele Sopocko, la prima celebrazione della festa della Divina Misericordia ebbe luogo nel 1935, la Domenica in Albis, nel santuario di Cracovia-Lagiewniki.
Fu un evento di grande significato, anche se ancora limitato a una comunità locale. Dopo la sua morte nel 1938, il suo messaggio iniziò a diffondersi, soprattutto tra i cattolici polacchi.
Negli anni ’40 e ’50, diversi sacerdoti e religiosi iniziarono a promuovere la devozione alla Divina Misericordia. Il culto della Divina Misericordia la prima domenica dopo Pasqua veniva osservato nel santuario di Cracovia-Lagiewniki già a partire dal 1944.
La partecipazione alle funzioni ha avuto così successo che la Congregazione ha ottenuto l’indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal cardinale Adam Sapieha.
Dalle pagine del Diario di suor Faustina, sappiamo che lei fu la prima a celebrare individualmente questa festa con il permesso del confessore.
Nel 1978, Papa Giovanni Paolo II, che aveva un forte legame con la Polonia e con il messaggio di Faustina, iniziò a promuovere la devozione.
La svolta decisiva arrivò il Papa Giovanni Paolo II, riconoscendo l’importanza del messaggio della Divina Misericordia e il ruolo di Suor Faustina, decise di estendere questa devozione a tutta la Chiesa.
Nel 1992, istituì quindi ufficialmente la festa della Divina Misericordia, fissandola alla prima domenica dopo Pasqua e nel 2000, canonizzò Suor Faustina proclamandola Santa.
La Domenica della Divina Misericordia è stata istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 2000. Ha coinciso con la canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, la suora polacca che ricevette da Gesù rivelazioni sulla Sua misericordia.
Ogni anno, nella seconda domenica di Pasqua, celebriamo Divina MisericordiaÈ una festa che mette in evidenza l'amore incondizionato di Dio e la sua infinita compassione per l'umanità.
Il Diario di Santa Faustina
Su richiesta del suo confessore, il Beato Michele Sopoćko, Faustina scrisse le sue esperienze spirituali in un diario che è stato successivamente pubblicato con il titolo La Divina Misericordia nella mia anima.
Questo testo, ora tradotto in decine di lingue, è considerato un gioiello della spiritualità cristiana del XX secolo.
In essa, Gesù rivela non solo il contenuto del suo amore misericordioso, ma anche le pratiche concrete per promuovere questa devozione: la Festa della Misericordia, la Coroncina della Divina Misericordia, la preghiera alle tre del pomeriggio, l’Ora della Misericordia, e la diffusione dell’immagine sopra menzionata.
“In quel giorno chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene (Diario 300).
“In quel giorno sono aperte le viscere della mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia (Diario D. 699).
“Nessun’anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto” (Diario di S. Faustina D. 699).
Il cuore della devozione: fiducia e misericordia
La fiducia
E’ l’essenza della devozione alla Divina Misericordia, lo è fino al punto che senza la fiducia non c’è la devozione che voleva Gesù.
“Le grazie della Mia Misericordia si attingono con un solo recipiente e questo è la fiducia. Più un’anima ha fiducia più ottiene. (1578)
La Festa della Divina Misericordia è un invito a tutti i credenti a confidare pienamente nell’amore e nel perdono di Dio.
La condizione è di avere un cuore puro, senza nessun attaccamento al peccato e un’atteggiamento di fiducia verso Dio, cioè un desiderio di compiere la Sua volontà e praticare la carità fraterna.
La misericordia verso il prossimo
“Ogni anima deve rispecchiare in se la Mia Misericordia” ha detto Gesù a suor Faustina, ricordando il fondamentale dovere cristiano.
La pratica della Misericordia non è, dunque, un consiglio o un’indicazione, ma un dovere di ogni credente.
E ancora Gesù ha detto a suor Faustina: “Figlia Mia, osserva il Mio cuore misericordioso e riproduci nel tuo cuore e nelle tue azioni la sua pietà, in modo che tu stessa, che proclami al mondo la Mia Misericordia, ne sia infiammata” (1688).
La finalità di questa festa è imparare ad osservare più perfettamente lo spirito del Vangelo: in parole semplici: amare gli uomini, tanto con la parola che con l’azione!
La devozione invita i fedeli a riflettere sull’amore e la compassione di Dio, incoraggiandoli a vivere nella misericordia e nel perdono.
- Un messaggio di speranza: In un mondo spesso segnato da sofferenze e ingiustizie, la misericordia divina offre una luce di speranza e un invito a confidare nell’amore di Dio.
- Un impegno per gli altri: Celebrare questa festa significa anche impegnarsi a vivere la misericordia verso il prossimo, seguendo l’esempio di Cristo.
- Un invito alla conversione: La misericordia di Dio è sempre disponibile per coloro che si pentono dei propri peccati e si aprono alla sua grazia.
Le principali forme del culto della Divina Misericordia
La venerazione dell’immagine
La prima forma del culto della Divina Misericordia si esprime nella Venerazione dell’immagine di Gesù Misericordioso.
E’ un preciso desiderio di Gesù che l’immagine che deve essere Venerata rappresenti i tratti della visione avuta da suor Faustina il 22 febbraio 1931.
Gesù richiede che questa Festa sia preceduta dalla Novena (con inizio il Venerdi santo).
La Festa della Divina Misericordia
Questa seconda forma del culto della Divina Misericordia occupa il posto più importante tra tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia che sono state rivelate a santa Faustina.
Per la prima volta Gesù le ha parlato dell’istituzione di questa festa a Plock nel 1931, quando le trasmise la Sua volontà riguardo all’immagine: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia, voglio che l’immagine che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima Domenica dopo Pasqua, questa Domenica deve essere la festa della Misericordia”.
Negli anni seguenti Gesù comparve altre volte alla suora con la stessa richiesta, fino ad arrivare a 14 apparizioni.
Ad ogni incontro definiva con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, ma anche il modo di prepararla e di celebrarla così come le grazie ad essa legate.
La festa deve essere preceduta da una novena, ovvero una recita che inizia dal Venerdì Santo, incentrata sulla coroncina della Divina Misericordia.
Anche la novena è una gentile richiesta di Gesù ed è stato Lui a definirla come un’occasione che “elargirà grazie di ogni genere”.
La Coroncina della Divina Misericordia
Il terzo modo di adorare la Divina Misericordia si esprime, secondo l’intenzione di Gesù, per mezzo della preghiera della Coroncina alla Divina Misericordia, dettata da Lui Stesso a suor Faustina a Vilnius il 13-14 settembre 1935 come preghiera per placare l’ira di Dio.
Attraverso questa preghiera noi offriamo al Padre Eterno tutta la persona di Gesù, cioè la sua personalità divina e tutta la sua umanità che comprende corpo, sangue e anima.
Gesù ha detto a suor Faustina: “Con questa Coroncina otterrai qualsiasi grazia, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà. La Mia Misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che reciteranno questa Coroncina”.
La Coroncina alla Divina Misericordia è una preghiera breve e intensa, insegnata da Gesù stesso a Suor Faustina, che invita a invocare la misericordia divina.
In una successiva apparizione, Gesù dettò a Suor Faustina la Coroncina della Divina Misericordia, una preghiera devozionale che garantisce particolari grazie a chi la recita, in particolare la promessa di una morte serena e in pace.
Anche i peggiori peccatori recitando una sola volta la Coroncina della Divina Misericordia possono trovare in essa l’ultima ancora di salvezza e il perdono di tutti i peccati.
La preghiera della Divina Misericordia è un’accorata invocazione a Gesù, Padre Misericordioso, pronto ad accogliere in qualsiasi istante nel proprio abbraccio i suoi figli sofferenti, pronto a raccogliere e consolare tutti i loro affanni.
È sufficiente recitare la Coroncina della Divina Misericordia per trovare sollievo agli affanni e una nuova gioia intima e profonda con cui affrontare la vita.
L’Ora della Misericordia
Questa forma del culto della Divina Misericordia è la preghiera delle “ore tre del pomeriggio”, in altre parole l’Ora della Misericordia.
In quest’ora Gesù ci chiede di meditare sulla sua Passione percorrendo magari la Via crucis o in mancanza di tempo raccogliendosi per un breve momento in preghiera recitando per esempio: “O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù, come sorgente di Misericordia per noi, confido in te”.
“Ogni volta che senti l’orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola ed esaltandola. In quell’Ora, dice Gesù, non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione”.
La diffusione del culto
Il quinto modo per adorare la Divina Misericordia consiste nella diffusione di questo culto nelle sue varie forme.
Gesù promette a tutte le anime che diffonderanno il culto alla Divina Misericordia, la Sua protezione materna in tutta la vita e nell’ora della morte.
“Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e ne diffonderanno il culto, queste anime nell’ora della morte non avranno paura, la Mia Misericordia le proteggerà in quell’ultima lotta”.
Come preparare la Festa della Divina Misericordia
Il seguente articolo vuole proporre indicazioni pratiche che possono essere di aiuto per vivere al meglio la preparazione della FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA.
Si invita a consultare il “Manuale delle indulgenze” da pag. 103 a pag. 108.
Preparazione della chiesa
Si invita a preparare un segno o una scritta fuori dalla chiesa per informare il popolo di Dio della preziosità eccezionale della Festa della prima domenica dopo Pasqua.
Invito a porre anche un avviso in bacheca che descrive il programma della giornata. Se possibile l’avviso sia pubblicato sul bollettino o giornaletto parrocchiale.
Dentro la chiesa è bene certamente esporre in modo visibile il quadro del Gesù Misericordioso, possibilmente addobbato con fiori, o, in mancanza di un dipinto, un roll up con l’immagine del Gesù Misericordioso.
Invito a esporre l’immagine simile a quella del Santuario della Divina Misericordia di Cracovia e Santo Spirito in Sassia di Roma.
La celebrazione della Santa Messa
Al fine di educare i fedeli sul senso della Festa, un lettore, o l’animatore della liturgia, prima del canto di ingresso, informa i fedeli leggendo questo pensiero tratto dallo studio teologico della festa.
“Il Mistero pasquale di Gesù comprende la sua passione, morte, risurrezione e glorificazione. La Pasqua è il centro della fede cristiana, perché il disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte redentrice del suo Figlio, Gesù Cristo.
La Festa della Misericordia è celebrata la prima domenica dopo Pasqua, ovvero la seconda Domenica di Pasqua, attualmente chiamata Domenica della Divina Misericordia.
La Festa della Divina Misericordia è il giorno di riparazione e di rifugio per tutte le anime e specialmente per quelle dei poveri peccatori.
Nel giorno della canonizzazione di Suor Faustina, il 30 aprile dell’anno 2000, il Papa annunciò questa Festa per tutta la Chiesa.
La fiducia in Dio salvatore e redentore apre a noi i tesori della misericordia. In questo giorno l’immensa generosità di Gesù si spande completamente sulle anime infondendo grazie di ogni genere, senza alcun limite.
La straordinarietà della festa della Misericordia si rivela nel fatto che durante questa giornata vengono offerti agli uomini tutti i generi di grazie, sia spirituali che corporali, sia per i singoli, per le comunità e per l’umanità intera”.
… poi inizia il canto di ingresso!
I canti siano concordati sempre con il sacerdote che presiede la Santa Messa. Possibilmente siano corrispondenti al tema della Misericordia Divina.
Il colore liturgico è bianco. Esistono per i sacerdoti dei paramenti liturgici propri per la festa, con ricamato sulla casula o sulle stole il Gesù Misericordioso.
Non va assolutamente cambiata la Liturgia della Parola, né tanto meno le preghiere proprie della Santa Messa.
Gesù chiede che, durante la Festa della Misericordia venga solennemente benedetta l’Immagine che rappresenta la stessa Divina Misericordia e chiede la venerazione pubblica di tale Immagine in quel giorno.
Diario di Santa Faustina 742.
Quando il sacerdote ritiene opportuno si può benedire e incensare il quadro del Gesù Misericordioso.
L’omelia
Il Signore vuole che i sacerdoti in quel giorno parlino (Diario di Santa Faustina 300) nell’omelia della Divina Misericordia e dimostrino alle anime l’inconcepibile Misericordia di Gesù nella sua Passione e in tutta l’opera della Redenzione.
Il documento della Penitenzieria Apostolica sollecita tutti i sacerdoti, che svolgono il ministero pastorale, soprattutto i parroci, ad informare nel modo più conveniente i loro fedeli della possibilità di ricevere l’INDULGENZA PLENARIA.
Pertanto si prestino ad ascoltare le loro confessioni, invitino i fedeli a praticare opere di misericordia e nella Domenica della Divina Misericordia, dopo la celebrazione della Santa Messa o dei Vespri, guidino, la recita delle preghiere indicate: Il Padre Nostro e il Credo e la preghiera in onore della Divina Misericordia.
Confessione, Comunione e indulgenza plenaria
La più grande grazia è certamente quella del “perdono totale delle colpe e delle pene” collegata all’accostarsi, in quel giorno, alla Santa Comunione dopo una buona confessione, con una totale disaffezione dal peccato anche veniale, nello spirito del culto della Divina Misericordia, cioè con un atteggiamento di fiducia verso Dio e di amore attivo verso il prossimo.
Le indulgenze sono la remissione della pena temporale meritata per i peccati, che il fedele, a determinate condizioni, acquista per se stesso o per i defunti mediante il ministero della chiesa la quale distribuisce il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi.
Le condizioni per ricevere l’indulgenza plenaria nella FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA per se stessi o per i defunti sono:
- Distacco dall’affetto verso qualunque peccato.
- Confessione sacramentale.
- Comunione eucaristica.
- Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
- Pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia o almeno recitare, alla presenza del SS.mo Sacramento dell’Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l’aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso.
Partialis Indulgentia conceditur christifideli qui, corde saltem contrito, ad Misericordem Jesum aliquam precem legitime adprobatam pie effuderit.
In particolare, è possibile recitare il Padre Nostro e il Credo con una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso, come “Misericors Iesu in Te confido”.
Chi ha la grazia di possedere in chiesa la reliquia di Santa Faustina può donare la benedizione con la reliquia o recitare una preghiera chiedendo l’intercessione della segretaria della Divina Misericordia.
Preghiere e pratiche durante la giornata
Durante la giornata, prima o dopo la celebrazione della Santa Messa, si possono offrire più momenti di preghiera.
Vi esorto a chiamare, scrivere sul volantino o manifesto, bollettino parrocchiale, la preghiera delle ore 15.00 l’ORA DELLA MISERICORDIA, e non “la coroncina …”.
La modalità migliore per vivere l’ORA DELLA MISERICORDIA è corrispondente a quella celebrata nel santuario Spirito in Sassia di Roma.
Se si decide di recitare la coroncina alla Divina Misericordia prima o dopo la Santa Messa: scrivete sul manifesto per favore: coroncina e non “rosario della Misericordia”.
Si reciti la coroncina secondo le indicazioni chiare descritte nei nostri manuali di formazione.
Si può esporre, prima della Santa Messa o dopo, il Santissimo e celebrare un tempo di Adorazione Eucaristica che può essere personale e silenziosa o animata con canti e letture delle Sacre Scritture e del diario di Santa Faustina.
Inoltre nel manuale delle indulgenze si invitano i sacerdoti di presentare una catechesi per sollecitare i fedeli a praticare opere di Misericordia e di Carità, come ci insegna nel Vangelo Gesù Cristo.
Si possono anche preparare dei doni, per esempio delle preghiere o dei passi tratti dal diario di Santa Faustina, le immaginette del Gesù Misericordioso, per i fedeli che partecipano alla preghiera e alla Santa Messa.
La Coroncina e la Novena
La preparazione della Festa comprende la Novena alla Divina Misericordia, che inizia il Venerdì Santo e culmina nella Domenica della Divina Misericordia.
La Novena alla Divina Misericordia è una serie di preghiere che iniziano il Venerdì Santo e culminano nella Domenica della Divina Misericordia.
La Coroncina della Divina Misericordia è un simbolo che ogni fedele dovrebbe avere con sè. Si tratta di un modo semplice per parlare con Gesù, chiedere perdono e ricevere la sua Grazia.
La recita della Coroncina può essere inserita nella preghiera personale, nella preparazione comunitaria alla festa, nell’Ora della Misericordia o in un momento di adorazione eucaristica.
Il primo sabato del mese: storia e significato
La storia dei primi cinque sabati del mese è legata alle apparizioni di Fatima e alla devozione al Cuore Immacolato di Maria.
Il 13 maggio 1917, la Vergine Maria parla per la prima volta a Fatima della devozione al suo Cuore Immacolato, dicendo, “Avete visto l’inferno dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò, molte anime si salveranno e vi sarà pace. Tu, almeno procura di consolarmi e annunzia in nome mio.”
Il 10 dicembre 1925, la Vergine appare a Lucia spiegandole come doveva praticarsi la devozione al suo Cuore Immacolato.
Queste parole ci vengono dunque dal resoconto dell’apparizione fatto da Lucia stessa: Il 10-12-1925 mi apparve la Santissima Vergine e, al Suo fianco, sospeso in una nuvola luminosa, un Bambino.
La Santissima Vergine, mettendomi la mano sulla spalla, mi mostrò parimenti un cuore coronato di spine che teneva nell’altra mano.
Allo stesso tempo il Bambino disse: «Abbi compassione del Cuore Immacolato della tua Santissima Madre, che sta coperto di spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti Vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle».
In seguito la Santissima Vergine disse: «Guarda, figlia mia, il Mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento Mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini.
Tu, almeno, cerca di consolarMi, e di’ che tutti quelli che per cinque mesi, nel primo sabato, si confesseranno ricevendo poi la santa Comunione, diranno un rosario, e Mi faranno 15 minuti di compagnia meditando sui 15 misteri del rosario, coll’intenzione di darMi sollievo, lo prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste anime».
Come praticare la devozione dei primi cinque sabati
La devozione dei primi cinque sabati richiede una serie di pratiche da ripetere per cinque mesi consecutivi, con l’intenzione di riparare le offese arrecate al Cuore Immacolato di Maria.
- Confessarsi, entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria.
- Se durante la Confessione si dimentica di formulare tale intenzione, si può esprimerla nella Confessione seguente.
- Ricevere la Comunione, in grazia di Dio, con la stessa intenzione della Confessione.
- La Comunione deve essere ricevuta nel primo sabato del mese.
- La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
- Recitare il Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della Confessione.
- Fare compagnia alla Madonna per un quarto d’ora, meditando sui misteri del Rosario.
Questo può avvenire meditando un brano della Scrittura o i misteri del Santo Rosario. Suor Lucia di Fatima era solita meditare un mistero del Rosario per 15 minuti alla fine della sua preghiera.
Questa meditazione è in aggiunta alla quotidiana recita del Santo Rosario. Concludiamo con la preghiera al Cuore Immacolato di Maria per ogni primo sabato del mese.
| Pratica | Indicazione |
|---|---|
| Confessione | Entro gli otto giorni precedenti, con intenzione riparatrice |
| Comunione | Nel primo sabato del mese, in grazia di Dio |
| Rosario | Almeno la terza parte, con la stessa intenzione |
| Meditazione | Quindici minuti sui misteri del Rosario |
| Durata | Cinque mesi consecutivi, senza interruzione |
Perché cinque sabati?
Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.
- Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione.
- Contro la sua Verginità.
- Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
- L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata.
- L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.
(Maggio 29,1930)
Confessione e Comunione nei primi sabati
Suor Lucia spiega cosa si può fare se la confessione non può avvenire nel primo sabato del mese.
Essa stessa fece presente a Gesù la difficoltà che alcune anime avevano di confessarsi il sabato, e chiese che fosse valida la confessione di otto giorni.
Gesù rispose: «Sì, possono essere anche di più, purché, quando Mi ricevono, siano in grazia e abbiano l’intenzione di riparare il Cuore Immacolato di Maria.»
Lei domandò: «Gesù mio, e quelle che si dimenticheranno di formulare quell’intenzione?» Gesù rispose: «Possono formularla nella confessione seguente, approfittando della prima occasione che avranno per confessarsi».(15 febbraio 1926)
Durante una rivelazione di nostro Signore a Lucia di Fatima, il 29 maggio 1930, Egli le spiegò cosa si sarebbe dovuto fare se tutte le condizioni della devozione, come ricevere la Comunione, non potessero essere compiute nel primo sabato.
Il Signore dette la risposta a Suor Lucia durante la notte tra il 29 ed il 30 maggio del 1930: “La pratica di questa devozione sarà ugualmente accettabile durante la domenica che segue al primo sabato, quando i Miei sacerdoti, per una giusta causa, lo permettano alle persone.”
Per questo non solo la Comunione, ma anche la recita del Rosario e la meditazione sui misteri possono essere trasferiti alla domenica, per giusti motivi, che sta ai sacerdoti giudicare.
L’atteggiamento spirituale dei primi cinque sabati
Per le anime che coltivano questa devozione la Vergine Maria dice,“prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste anime» .
Tuttavia la ragione primaria di questa devozione deve essere il desiderio di consolare il Cuore Immacolato di Maria attraverso la riparazione e la crescita nella santità personale.
Per sottolineare questo, il Signore disse a Lucia: “È vero figlia mia, che molte anime li cominciano, ma poche li finiscono; e quelle che li finiscono è col fine di ricevere le grazie che vi sono promesse, e Mi son più gradite quelle che fanno i 5 con fervore e con il fine di consolare il Cuore della tua Madre del Cielo, che non quelli che han fatto i 15, tiepidi e indifferenti.” (15 febbraio 1926)
Il significato della pratica non consiste quindi soltanto nel completare un determinato numero di sabati, ma nel vivere la riparazione con fede, perseveranza, fervore e desiderio di conversione.
Differenze e collegamenti tra le due devozioni
Il primo sabato del mese appartiene alla devozione al Cuore Immacolato di Maria e richiede una pratica ripetuta per cinque mesi consecutivi. La Festa della Divina Misericordia appartiene invece al ciclo pasquale e si celebra ogni anno la prima domenica dopo Pasqua.
| Elemento | Primi cinque sabati | Festa della Divina Misericordia |
|---|---|---|
| Centro spirituale | Cuore Immacolato di Maria | Misericordia di Gesù |
| Tempo | Primo sabato del mese, per cinque mesi | Prima domenica dopo Pasqua |
| Confessione | Entro gli otto giorni precedenti, con intenzione riparatrice | Preparazione alla Comunione e all’indulgenza plenaria |
| Preghiere | Rosario e meditazione di quindici minuti | Coroncina, Padre Nostro, Credo e invocazione a Gesù Misericordioso |
| Intenzione | Riparare le offese al Cuore Immacolato di Maria | Accostarsi alla misericordia di Dio e vivere la carità |
| Impegno concreto | Crescita nella santità personale | Opere di misericordia e di carità verso il prossimo |
Le due devozioni sono unite dalla centralità della confessione, della Comunione, della preghiera e della conversione del cuore.
Entrambe richiamano il credente a non ridurre la pratica religiosa a una ripetizione esteriore, ma a viverla con fiducia in Dio, amore, riparazione e disponibilità a compiere la Sua volontà.
Altri elementi della spiritualità della Divina Misericordia
L’amore per la Chiesa
Fanno parte della spiritualità della Divina Misericordia anche altri elementi praticati e promossi intensamente da suor Faustina.
L’AMORE PER LA CHIESA che suor Faustina vorrebbe accendere nei cuori di tutti i cristiani.
Scriveva infatti nel Diario: ”Come una brava figlia che ama la madre, prega per lei, cosi’ ogni anima cristiana deve pregare per la chiesa che per lei è madre.
L’amore per l’Eucaristia
L’AMORE PER L’EUCARISTIA occupa il posto centrale nella vita di suor Faustina. Tutti i momenti liberi li passava ai piedi del Maestro nascosto nel Santissimo Sacramento.
Perchè per lei: ”E’ Li’, la sede della Misericordia di Dio e la medicina per le nostre infermità” (1747).
”Tutto ciò che c’è di buono in me l’ha procurato la Santa Comunione, debbo tutto ad Essa”(1392).
La devozione a Maria Madre di Misericordia
Infine la spiritualità della Divina Misericordia viene impregnata dalla profonda devozione per Maria.
Suor Faustina venerava Maria come Madre di Misericordia, colei che come nessun’altro ha sperimentato la Misericordia e ha partecipato alla Rivelazione della Divina Misericordia.
Maria diventa, per suor Faustina, Maestra della vita interiore.
Suor Faustina non soltanto pregava e festeggiava la Madonna, ma la imitava e imparava da Lei come Amare Dio e gli uomini, come unirsi con Suo Figlio e come partecipare alla Sua Opera per salvare le anime perdute: ”Più imito la Madre di Dio più profondamente conosco Dio” (843).
Vivere concretamente la misericordia
Il documento della Penitenzieria Apostolica invita i sacerdoti a presentare una catechesi per sollecitare i fedeli a praticare opere di carità o di misericordia, seguendo l’esempio e il comandamento di Cristo Gesù.
La Festa della Divina Misericordia non si limita quindi alla venerazione dell’immagine, alla partecipazione alla Messa o alla recita della Coroncina.
La finalità di questa festa è imparare ad osservare più perfettamente lo spirito del Vangelo: amare gli uomini tanto con la parola quanto con l’azione.
La misericordia ricevuta da Dio deve trasformarsi in attenzione verso chi soffre, in disponibilità al perdono, in servizio, in carità e in un atteggiamento concreto di riconciliazione.
Numerose parrocchie e comunità religiose organizzano messe speciali, processioni e attività di beneficenza in onore di questa festa.
Papa Francesco ha continuato a promuovere questa devozione, sottolineando l’importanza della misericordia nella vita cristiana e nella missione della Chiesa.
In diverse occasioni, ha esortato i fedeli ad essere strumenti della misericordia di Dio nelle loro comunità.
Una possibile preparazione personale
La preparazione personale può comprendere la confessione, la partecipazione alla Santa Messa, la Comunione, la recita della Coroncina, la preghiera dell’Ora della Misericordia e un gesto concreto di carità.
È possibile meditare sul mistero pasquale, sull’immagine di Gesù Misericordioso, sulle parole del Diario di Santa Faustina e sul legame tra il sangue e l’acqua che sgorgano dal cuore di Cristo.
Nel primo sabato del mese, la preghiera può essere orientata alla riparazione delle offese al Cuore Immacolato di Maria, includendo la confessione, la Comunione, il Rosario e i quindici minuti di meditazione.
Nella Festa della Divina Misericordia, la preghiera può concentrarsi sulla fiducia in Dio, sul perdono ricevuto, sulla conversione e sull’impegno a vivere la misericordia verso il prossimo.
La partecipazione alle celebrazioni liturgiche deve rispettare la Liturgia della Parola e le preghiere proprie della Santa Messa.
La venerazione dell’immagine, la recita della Coroncina, l’adorazione eucaristica, la meditazione e le opere di misericordia possono essere vissute insieme come espressioni di un’unica risposta di fede.