I parroci della Chiesa cattolica a Ceregnano negli anni ’90

Le informazioni disponibili non consentono di identificare con certezza i parroci che prestarono servizio nella parrocchia di Ceregnano durante gli anni Novanta. Il materiale documenta però il ruolo della parrocchia di San Martino Vescovo, il successivo avvicendamento pastorale e il contesto di progressiva diminuzione del clero nella diocesi di Adria-Rovigo.

La parrocchia di Ceregnano ha salutato don Bernardo, il sacerdote che ha servito la comunità per quattro anni con dedizione e passione. Don Bernardo è arrivato a Ceregnano nel settembre del 2021.

La partenza di don Bernardo segna la fine di un capitolo nella storia della parrocchia di Ceregnano, ma anche l’inizio di un nuovo. La comunità è pronta a dare il benvenuto a don Paolo e don Piero, che amministreranno la parrocchia di Ceregnano, insieme a quelle di Borsea, Sant’Apollinare, Fenil del Turco.

La parrocchia di Ceregnano e la chiesa di San Martino Vescovo

La chiesa di San Martino Vescovo era gremita di fedeli, amici e autorità locali, venuti a salutare il sacerdote, che ha lasciato un segno indelebile nella vita della parrocchia. La cerimonia di addio è stata commovente e ha visto la partecipazione di molti fedeli, tra cui il sindaco Marchetti, i catechisti e i bambini della parrocchia.

Tutti hanno voluto esprimere la loro gratitudine e il loro affetto per don Bernardo, che ha lasciato un vuoto nella comunità. Il sindaco ha espresso la sua gratitudine per il servizio di don Bernardo, sottolineando il suo impegno per la comunità e la sua collaborazione con l’amministrazione comunale, auspicando che il parroco ricordi con affetto la comunità della parrocchia di San martino vescovo.

I catechisti e i bambini hanno offerto doni al sacerdote ringraziandolo per la sua dedizione e la sua passione. Ad allietare la cerimonia anche il coro parrocchiale. Al termine della messa un giovane parrocchiano ha voluto omaggiare don Bernardo con una interpreta musicale al pianoforte.

Il servizio pastorale di don Bernardo

In questi quattro anni, ha lavorato a stretto contatto con la comunità, guidando la parrocchia con saggezza e compassione. Ha celebrato le messe, ha amministrato i sacramenti, ha visitato i malati e ha offerto sostegno spirituale a chi ne aveva bisogno.

Don Bernardo ha ringraziato la comunità per l’accoglienza e il sostegno che ha ricevuto durante il suo soggiorno a Ceregnano. Ha espresso la sua gratitudine per l’opportunità di servire la parrocchia.

Ora, don Bernardo lascia Ceregnano per andare a prestare servizio presso la casa di riposo Iras, dove continuerà a offrire sostegno spirituale agli ospiti della struttura. La parrocchia di Ceregnano gli augura ogni bene e lo ringrazia per il suo servizio e la sua dedizione.

Il contesto della diocesi di Adria-Rovigo

Nella Chiesa polesana il piatto piange: nel 1950 i sacerdoti erano 231, oggi si sono ridotti a 137. Praticamente dimezzati. Mentre le suore da 585 sono passate a 139.

Un tracollo. Nel mondo ecclesiale questo mancato ricambio generazionale si chiama crisi delle vocazioni, una malattia che da almeno trent’anni svuota seminari e chiese.

Adesso il calo numerico del clero e il sempre più frequente accorpamento di parrocchie, unitamente all’affidamento delle stesse secondo il diritto canonico, sono problematiche diffuse in tutto il Veneto e che interessano da vicino anche la diocesi di Adria e Rovigo.

La radiografia della crisi vocazionale infatti ci dice anche che in Polesine il numero dei sacerdoti dal 2015 ad oggi è calato di 9 unità, passando da 146 a 137. E di questi 110 sono secolari, 27 regolari mentre i diaconi sono 6.

La gestione di più parrocchie

La domanda è: 137 preti sono sufficienti ad assicurare un sacerdote fisso a 109 parrocchie distribuite nella nostra diocesi? Come accade in altri settori la soluzione più efficace e praticabile sembra essere l’accorpamento.

Da qui preti a scavalco in più parrocchie pronti ad operare su definizione del vescovo in ‘aree vaste’, orari delle messe riveduti con apertura delle chiese ridotte.

«Per un insieme di fattori diversi - afferma monsignor Pavanello - gli avvicendamenti hanno coinvolto un numero piuttosto elevato di presbiteri e per la mancanza di nuove ordinazioni, da un lato, e per l’avanzare dell’età dall’altro, non è stato possibile limitarsi semplicemente a sostituire i precedenti titolari dei vari incarichi ma è stato necessario cercare soluzioni nuove».

Un cambio che ha riguardato il clero ma anche i fedeli. E’ lo stesso vescovo a mettere le mani avanti: «Invito tutti ad accogliere con fiducia i cambiamenti anche se ci costa modificare le nostre abitudini».

Ceregnano negli anni Novanta: ciò che è documentabile

Per gli anni Novanta, il materiale disponibile non riporta un elenco nominativo dei parroci di Ceregnano. Non è quindi possibile attribuire con sicurezza a singoli sacerdoti gli incarichi pastorali svolti nella parrocchia in quel decennio.

Le informazioni presenti permettono tuttavia di collocare la parrocchia nel quadro più ampio della diocesi di Adria-Rovigo, caratterizzato dalla crisi delle vocazioni, dalla riduzione del numero dei sacerdoti e dal ricorso sempre più frequente a forme di servizio pastorale condiviso tra più comunità.

La documentazione successiva mostra infatti una parrocchia inserita in una rete pastorale più ampia: don Paolo e don Piero amministreranno la parrocchia di Ceregnano insieme a quelle di Borsea, Sant’Apollinare e Fenil del Turco.

Chiesa di San Martino Vescovo Ceregnano

La chiesa di San Martino Vescovo rappresenta il centro della vita parrocchiale di Ceregnano e il luogo nel quale la comunità ha espresso pubblicamente riconoscenza, partecipazione e vicinanza ai sacerdoti che l’hanno accompagnata.

Il passaggio da una presenza sacerdotale stabile a una gestione condivisa di più parrocchie riflette una trasformazione ecclesiale che nel Polesine è legata alla diminuzione delle vocazioni e all’avanzare dell’età del clero.

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