Maria Maddalena, chiamata anche Maria di Magdala, è la prima testimone della Risurrezione e la prima discepola incaricata da Gesù risorto di annunciare la Pasqua agli altri discepoli. Per questo la tradizione cristiana la chiama «Apostola degli Apostoli»: non perché facesse parte dei Dodici, ma perché fu inviata a portare loro il messaggio centrale della fede cristiana, «Ho visto il Signore».
Nei Vangeli Maria appare come una donna guarita da una profonda sofferenza, fedele a Gesù fino alla Croce, presente alla sepoltura e ritornata al sepolcro dopo il sabato. Il suo incontro con il Risorto, che la chiama per nome, trasforma il dolore in testimonianza e la rende la prima annunciatrice della vita nuova.
Chi era Maria Maddalena
Maria Maddalena, chiamata anche Maria di Magdala, era una donna originaria della Galilea. Il Vangelo di Luca la inserisce nel gruppo delle donne che accompagnavano Gesù durante la sua predicazione e contribuivano alla vita della comunità con i propri beni.
Maria Maddalena era originaria di Magdala, una fiorente città affacciata sul lago di Tiberiade, in Palestina, che al tempo di Gesù era conosciuta come un importante centro di pesca. Da quel luogo prende il nome con cui è ricordata nei Vangeli: la Maddalena.
Nei Vangeli si legge che era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco Tarichea (Pesce salato). Con successivi scavi i francescani hanno riportato alla luce anche importanti resti di strutture portuali.
Il termine Maddalena indica la provenienza di Maria dalla città di Magdala, situata sulla riva occidentale del lago di Tiberiade. Il suo nome può quindi essere letto come “Maria di Magdala”, una forma che permetteva di distinguerla dalle altre donne chiamate Maria presenti nei racconti evangelici.
Il nome della località è collegato al termine semitico migdal, che significa “torre”. Da questa origine sono nate letture spirituali che riconoscono in Maria Maddalena una donna salda nella fede, capace di rimanere vicina a Gesù anche durante le ore più dolorose.
Deriva dal greco biblico Μαγδαλήνη (Magdalene), “abitante di Magdala” ma anche dall’aramaico magdal, “Torre”. Magdala era un villaggio di pescatori ed era nota anche come “torre dei pesci”. Molto diffuso fin dal Medioevo, tra le varianti c’è anche Magda.
La guarigione dai «sette demoni»
Il racconto evangelico ricorda però che Gesù l’aveva liberata da «sette demoni». Questa espressione indica una sofferenza profonda dalla quale Maria era stata risanata, senza fornire elementi che permettano di associarla a una particolare colpa morale.
Il Vangelo di Luca racconta che Maria Maddalena era stata liberata da «sette demoni». Il testo non spiega quale fosse la natura della sua sofferenza, ma mostra che l’incontro con Gesù segnò per lei un nuovo inizio.
L’evangelista Luca racconta che, mentre Gesù percorreva città e villaggi annunciando la buona notizia del Regno di Dio, con lui c’erano i Dodici e alcune donne guarite e liberate. Tra queste vi era «Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni», testimone di una fede nata dall’incontro personale con Cristo.
Da quel momento Maria entrò nel gruppo delle donne che accompagnavano il Maestro durante la predicazione. Luca riferisce che queste discepole contribuivano alla vita della comunità con i propri beni, sostenendo concretamente il cammino di Gesù e dei Dodici.
Come segno di gratitudine per averla salvata, Maria Maddalena assisteva Gesù con i propri beni, come anche Susanna e Giovanna, come una delle donne che assistevano Gesù con i loro beni: “C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.” (Luca 8,2-3).
Maria Maddalena, discepola di Gesù
Dopo questa esperienza, Maria scelse di seguire Gesù. La sua presenza non rimase sullo sfondo del racconto. I Vangeli la collocano accanto a lui durante la Passione e la indicano tra le prime persone che raggiunsero il sepolcro dopo il sabato.
Maria non viene presentata attraverso lunghi discorsi o informazioni sulla sua vita precedente. La sua identità emerge soprattutto dalle azioni. Segue Gesù dopo essere stata guarita, rimane vicina a lui durante la Crocifissione e torna al sepolcro quando tutto sembra ormai concluso.
Questa presenza continua permette di riconoscere in lei una discepola che non abbandona il Maestro nel momento della prova. Per aver seguito Gesù di Nazaret fin dagli inizi della predicazione e per essere stata testimone della Risurrezione, Maria di Magdala ha tutti i requisiti per essere considerata non solo “discepola”, ma “apostola”.
Tra i discepoli c’erano anche diverse donne. Conosciamo meglio Maria Maddalena, l’apostola che lasciò tutto per seguire Gesù.
Maria Maddalena durante la Passione
I racconti evangelici collocano Maria Maddalena sul Calvario, mentre Gesù viene crocifisso. In quelle ore dolorose, lei rimane tra le donne che osservano ciò che accade e condividono il lutto per la morte del Maestro.
Quando arriva l’ora della Passione, Maria Maddalena non fugge. Lo accompagna fino al Calvario e, insieme alle altre donne, rimane lì, fedele, a contemplare da lontano il suo dolore.
Giovanni ce la mostra sotto la Croce insieme a Maria Vergine e a San Giovanni, e questo essere affiancata alla dolcissima madre di Gesù e al suo apostolo prediletto ci fa comprendere quanto grande dovesse essere l’amore che legava Cristo a Maria Maddalena: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala” (Giovanni 19,25-27).
Maria segue anche il momento della sepoltura. Conosce il luogo in cui il corpo di Gesù viene deposto e, trascorso il sabato, torna verso la tomba.
È presente anche quando Giuseppe d’Arimatea depone il corpo di Gesù nel sepolcro e osserva con attenzione il luogo in cui viene adagiato, mentre la grande pietra ne chiude l’ingresso.
La sua fedeltà non cancella il dolore né le permette di comprendere subito ciò che sta per accadere. Maria si reca al sepolcro per cercare il corpo di Gesù, senza sapere che proprio lì riceverà l’annuncio della vita nuova.

Il mattino di Pasqua e il sepolcro vuoto
Per questo, all’alba del primo giorno dopo il sabato, torna al sepolcro portando con sé aromi e unguenti profumati per onorare il corpo del Signore. Da questo gesto di amore e di pietà nasce anche il titolo con cui la tradizione la ricorda: Mirrofora, cioè «portatrice di mirra».
Giunta al sepolcro, trova però la pietra rotolata via. È proprio a lei, rimasta fedele fino alla fine, che il Risorto si manifesta per primo.
Nel Vangelo di Giovanni, Maria Maddalena è colei che trova la pietra rimossa dal sepolcro e corre ad avvisare Pietro. Dopo il loro ritorno, rimane vicino al sepolcro in lacrime.
Mentre i due discepoli fanno ritorno a casa, lei rimane, in lacrime. E ha inizio un percorso che dall’incredulità si apre progressivamente alla fede.
Chinandosi verso il sepolcro scorge due angeli e dice loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore. Poi, volgendosi indietro, vede Gesù ma non lo riconosce, pensa sia il custode del giardino.
L’incontro con Gesù risorto
Quando vede Gesù, inizialmente pensa che sia il custode del giardino. Il riconoscimento avviene nel momento in cui il Risorto la chiama per nome: «Maria!». Lei risponde «Rabbunì!», cioè Maestro.
Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto (Giovanni 20,16-18).
Gesù le dice poi: «Non mi trattenere» e le affida il compito di raggiungere i discepoli. Maria non deve custodire quell’incontro soltanto per sé, perché la resurrezione di Gesù deve diventare un annuncio rivolto alla comunità.
Maria Maddalena torna quindi dai discepoli e pronuncia una delle testimonianze più importanti del Vangelo: «Ho visto il Signore».
Gesù le consegna quindi una missione: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Magdala andò quindi ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore! e anche ciò che le aveva detto” (cf. Gv 20).
Le lacrime che le rigano il volto e l’amore al Maestro risorto sciolgono ogni sua paura, ed esprimono la commozione per quello che Gesù ha fatto per lei: solo Gesù la conosce fino in fondo, solo Gesù può accendere in lei il ricordo della storia vissuta insieme, solo Gesù sa farla sentire riconosciuta nella sua identità.
Per questo motivo Maria può passare da una situazione di incredulità disperata a una fede appassionata. Questa fede rispecchia la vera natura di Maria, ed è l’unica forza che permette un annuncio credibile agli altri apostoli.

Perché è chiamata «Apostola degli Apostoli»
Il titolo di Apostola degli Apostoli nasce proprio nel momento in cui Gesù risorto, dopo averla chiamata per nome, le affida il compito di raggiungere i discepoli e riferire ciò che ha visto. Maria torna quindi da loro e annuncia: «Ho visto il Signore».
La parola “apostolo” indica una persona inviata a portare un messaggio. Maria Maddalena viene riconosciuta con questo titolo proprio perché è mandata verso coloro che, a loro volta, dovranno annunciare il Vangelo.
La sua testimonianza apre così il cammino della comunità cristiana dopo la Pasqua. Il suo annuncio precede quello degli apostoli e riguarda il centro stesso della fede cristiana: Cristo ha vinto la morte.
Il titolo non indica che Maria facesse parte dei Dodici. Esprime invece l’importanza del compito ricevuto nel mattino della Risurrezione.
La donna che era rimasta presso il sepolcro, ancora segnata dal dolore, diventa la prima a portare ai discepoli la gioia dell’incontro con il Risorto.
Fu Tommaso d’Aquino a chiamarla «Apostola degli Apostoli», un titolo che racchiude tutta la grandezza della sua missione. Maria Maddalena, infatti, fu la prima a incontrare il Cristo risorto e la prima a ricevere l’incarico di annunciarne la Risurrezione ai discepoli.
San Tommaso d’Aquino così la loda in un suo commento al Vangelo di Giovanni: “Dobbiamo notare il triplice privilegio conferito a Maddalena. In primo luogo, profeticamente, in virtù del fatto che meritò di vedere gli angeli: poiché un profeta è l’intermediario tra gli angeli e il popolo. In secondo luogo, il vertice degli angeli, per il fatto che vide Cristo, sul quale gli angeli desiderano guardare. In terzo luogo, l’ufficio apostolico: divenne infatti apostola degli apostoli, per il fatto che le fu affidato l’incarico di annunciare la risurrezione del Signore ai discepoli: così che, come la donna annunciò per prima le parole di morte all’uomo, così anche la donna annunciò per prima le parole di vita”.
Il significato della missione di Maria
La sua voce inaugura il più grande annuncio della fede cristiana. Maria Maddalena è la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua.
Maria Maddalena diventa così la prima testimone della Risurrezione e corre ad annunciare agli Apostoli la notizia che cambierà la storia: Cristo è vivo.
La Maddalena è la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua.
La sua testimonianza continua a ricordare che chi incontra davvero Cristo diventa, a sua volta, testimone e annunciatore del Vangelo.
Maria Maddalena era una prostituta?
Nei Vangeli Maria Maddalena non viene mai descritta come una prostituta. Questa immagine, ancora oggi molto diffusa, nasce dalla sovrapposizione tra donne diverse ricordate nel Nuovo Testamento.
Il Vangelo di Luca presenta Maria di Magdala come la donna dalla quale Gesù aveva fatto uscire sette demoni. Poco prima racconta anche l’episodio di una peccatrice anonima che entra nella casa di un fariseo, bagna con le lacrime i piedi di Gesù e li unge con un profumo.
Il testo non afferma però che le due donne siano la stessa persona. Inoltre, la parola “peccatrice” non permette di stabilire quale fosse la condotta della donna narrata da Luca.
La successiva identificazione con una prostituta dipende dalla tradizione interpretativa e non da un’informazione contenuta nel racconto evangelico.
Sebbene la tradizione popolare abbia voluto per secoli attribuirle questo mestiere, dal quale poi si sarebbe affrancata per redimersi e seguire Gesù, studi più recenti hanno concluso che Maria Maddalena non fosse una prostituta.
Questa credenza è frutto di diversi equivoci che si sono trascinati avanti nel tempo, fino a fornire una visione distorta di questa figura.
Da un lato la storia dei “sette demoni” che Gesù avrebbe tratto da Maria Maddalena, dall’altro la sua erronea identificazione con l’anonima peccatrice che lavò con lacrime e olio profumato i piedi di Gesù a casa del notabile Fariseo e li asciugò coi suoi capelli (Lc 7, 36-50).
L’immagine della Maddalena pentita ha avuto una grande fortuna nella predicazione e nell’arte occidentale. Ha però finito per mettere in secondo piano il profilo che emerge con maggiore chiarezza dai Vangeli: quello di una discepola guarita, rimasta fedele a Gesù fino alla Croce e scelta per annunciare la sua Risurrezione.
La differenza tra Maria Maddalena, Maria di Betania e la peccatrice anonima
Maria Maddalena e Maria Betania sono due figure distinte. La prima proviene da Magdala e accompagna Gesù durante la sua missione. La seconda vive a Betania ed è la sorella di Marta e Lazzaro.
Molto spesso Maria Maddalena viene scambiata, erroneamente, con Maria di Betania, la sorella di Lazzaro e di Marta, e con la peccatrice che unge i piedi di Gesù a casa di Simone il Fariseo.
La confusione nasce soprattutto dagli episodi dell’unzione. Nel Vangelo di Giovanni, Maria di Betania versa un profumo prezioso sui piedi di Gesù e li asciuga con i propri capelli.
Il gesto ricorda quello compiuto dalla peccatrice anonima narrata da Luca, ma avviene in un contesto diverso e coinvolge una donna identificata con il proprio nome.
Maria Maddalena, invece, non viene descritta nei Vangeli mentre unge i piedi di Gesù. Il vaso di profumo è entrato ugualmente nella sua iconografia perché la tradizione l’ha associata sia alle unzioni evangeliche sia alle donne che si recarono al sepolcro con gli aromi.
Anche Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, unse i piedi di Gesù con un olio costoso e li asciugò con i suoi capelli, scatenando l’ira di Giuda (Giovanni 12, 1-8) e ancora una volta la figura di Maria Maddalena si sovrappone e si confonde con quest’altra Maria.
Neppure l’associazione tra Maria di Magdala e Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, regge la ricostruzione storica e il confronto con il dato biblico.
Come nacque l’immagine della peccatrice penitente
La sovrapposizione divenne particolarmente influente nell’Occidente cristiano a partire dal VI secolo. In una celebre omelia, papa Gregorio Magno collegò Maria Maddalena alla peccatrice di Luca e a Maria di Betania, riunendo le loro storie in un’unica figura.
Da questa interpretazione nacque il ritratto della peccatrice penitente, una donna che abbandona il passato e dedica la propria vita a Cristo.
Il tema offriva un’immagine immediata del perdono e della conversione, perciò si diffuse ampiamente nella predicazione popolare.
Per questo motivo, nel medioevo si diffuse una lettura che identificava Maria Maddalena con la prostituta perdonata da Gesù poco prima, costruendoci sopra la figura esemplare della peccatrice pentita e penitente, protettrice e modello di tutte le donne che desideravano cambiare vita.
Complice anche un’iconografia che la raffigura con lunghi capelli sciolti, Maria Maddalena è stata erroneamente identificata con la donna peccatrice che unse i piedi di Gesù e li asciugò con i propri capelli.
L’arte contribuì a rendere questa identità ancora più riconoscibile. Maria Maddalena venne rappresentata con lunghi capelli sciolti, il vaso degli unguenti e, in molte opere, accanto a un teschio.
Questi elementi raccontavano la penitenza e la meditazione sulla morte, ma derivavano da tradizioni successive più che da una descrizione evangelica.
Maria Maddalena e il «Vangelo di Maria»
Abbiamo scritto che Maria Maddalena fu “apostola degli apostoli” e anche “evangelista”. E davvero esiste il Vangelo di Maria Maddalena.
Fa parte dei vangeli apocrifi e si tratta di un vangelo gnostico, ovvero uno dei testi elaborati dai filosofi-mistici di Alessandria d’Egitto, intorno al II secolo, teorici dello gnosticismo cristiano.
Secondo gli gnostici la salvezza dell’uomo passa attraverso la presa di coscienza che egli è imperfetto, così come il mondo in cui vive, ma Dio lo è, perfetto ed eterno, e ha inviato nel mondo le sue emanazioni, Cristo e Sophia (lo Spirito Santo), nelle persone di Gesù e di Maria Maddalena.
Nel Vangelo di Maria Maddalena infatti viene dato ampio spazio all’importanza di quest’ultima, discepola prediletta del Signore, nel grande piano divino, tanto che solo a lei l’Altissimo avrebbe affidato il proprio insegnamento superiore.
“S’alzò allora Maria, li salutò tutti, e disse ai suoi fratelli: “Non piangete, non siate malinconici, e neppure indecisi. La sua Grazia sarà per intero con voi e vi proteggerà. Lodiamo piuttosto la sua grandezza, giacché egli ci ha preparati e fatti uomini”. Così dicendo, Maria volse al bene la loro mente ed essi incominciarono a discutere sulle parole del Salvatore.”
“Pietro disse a Maria: “Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, ma non noi; quelle che noi non abbiamo neppure udito”. Maria rispose e disse: “Quello che a voi è nascosto, io ve lo comunicherò”.”
Maria Maddalena era la moglie di Gesù?
La teoria secondo cui Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù è molto diffusa nella cultura contemporanea, soprattutto grazie a romanzi, film e ricostruzioni che hanno trasformato il loro rapporto in un mistero da decifrare.
Nei Vangeli canonici, però, non compare alcun riferimento a un matrimonio tra i due. Maria Maddalena viene presentata come una discepola che segue Gesù dopo essere stata guarita.
Rimane accanto a lui durante la Passione e riceve l’incarico di annunciare la Risurrezione. Il legame che emerge dai testi è profondo, ma non romantico.
Se Maria fosse stata la moglie di Gesù, è ragionevole pensare che un’informazione tanto importante avrebbe lasciato una traccia nei racconti evangelici o nelle testimonianze cristiane più antiche.
Le fonti del I secolo non parlano invece di nozze, figli o vita coniugale. Questo non riduce il valore della relazione tra Maria e il Maestro.
Il Vangelo di Giovanni racconta un incontro personale molto intenso, nel quale Gesù la chiama per nome e le affida una missione decisiva.
Proprio questa vicinanza spirituale ha favorito, nei secoli successivi, interpretazioni che sono andate oltre ciò che le fonti permettono di affermare.
Da dove nasce la teoria della sposa di Gesù
L’idea di Maria Maddalena come compagna di Gesù viene spesso collegata ad alcuni scritti apocrifi composti dopo i Vangeli canonici. Tra i più citati ci sono il Vangelo di Maria e il Vangelo di Filippo.
In queste opere Maria appare come una discepola autorevole, capace di comprendere insegnamenti che altri faticano ad accogliere.
Nel Vangelo di Filippo viene chiamata anche “compagna” del Salvatore, ma il termine non dimostra l’esistenza di un matrimonio nel senso storico e familiare.
Il linguaggio di questi testi è spesso simbolico. La vicinanza a Cristo può indicare una particolare comprensione del suo insegnamento o una comunione spirituale.
Leggere quelle espressioni come la prova di un rapporto coniugale significa attribuire loro un significato che il testo non conferma in modo esplicito.
Va inoltre ricordato che gli scritti gnostici sono posteriori agli eventi narrati. Sono importanti per conoscere le idee delle comunità che li produssero, ma non possono essere usati da soli per ricostruire la vita privata di Gesù.
La teoria della sposa di Cristo si è rafforzata soprattutto in epoca moderna, quando la figura di Maria Maddalena è stata riletta attraverso il tema del segreto nascosto dalla storia.
Questa narrazione è affascinante, ma rimane distinta dalla testimonianza dei Vangeli.
Esiste una stirpe di Maria Maddalena e Gesù?
Non esistono fonti evangeliche che parlino di figli nati da Gesù e Maria Maddalena. Anche l’idea di una loro stirpe, sopravvissuta nei secoli e collegata al Santo Graal, appartiene a leggende e opere moderne.
Queste teorie hanno spesso ambientato la presunta discendenza nella Francia meridionale, unendo il tema del matrimonio alla tradizione provenzale sull’arrivo di Maria Maddalena in Gallia.
La presenza della santa in Provenza appartiene però a un racconto devozionale medievale e non costituisce una prova dell’esistenza di figli.
Il rapporto con Pietro e gli altri apostoli
Nel film “Maria Maddalena” (2018) di Grath Davies la protagonista è presentata come predicatrice e come la più fedele e autentica discepola di Gesù, osteggiata da Pietro e dagli altri apostoli.
Per quanto riguarda, infine, la figura di una Maddalena avversaria di Pietro e degli apostoli, proposta nel film di Grath Davies, essa si ispira all’apocrifo “vangelo di Maria”.
Anche in questo caso, siamo di fronte ad un testo gnostico, di cui possediamo frammenti di codice.
Una simile interpretazione si inseriva in un contesto, quello del III secolo d.C, in cui la Chiesa discuteva del ruolo delle donne nell’esercizio dei ministeri ecclesiali.
Indicare Maria Maddalena come ostile verso Pietro significava rivendicare l’importanza delle donne nella trasmissione della fede.
Siamo quindi di fronte ad un “volto femminista” della Maddalena che suscita oggi un grande fascino.
Il problema è che proprio la Tradizione di fede, come si è potuto constatare, non ha mai lesinato elogi verso la prima convertita della storia della Chiesa, colei senza la quale nemmeno la fede di Pietro, cioè degli apostoli, avrebbe senso.
La decisione della Chiesa cattolica nel 2016
Nel 2016 la Chiesa cattolica ha sottolineato ulteriormente questa missione elevando la celebrazione di Santa Maria Maddalena al grado di festa.
Il 22 luglio 2016 Papa Francesco ha voluto sottolineare l’importanza della sua testimonianza elevando la memoria liturgica di santa Maria Maddalena al grado di Festa.
Una decisione dal forte valore simbolico, che riconosce il ruolo unico di questa discepola fedele nella storia della salvezza e nella missione della Chiesa.
Lo scorso 3 giugno la Congregazione per il Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, «per espresso desiderio di papa Francesco», la celebrazione di santa Maria Maddalena, che era memoria obbligatoria, viene elevata al grado di festa.
Il Papa ha preso questa decisione «per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata», ha spiegato il segretario del Dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche.
Il ruolo della donna nella comunità cristiana
Il Risorto mi affidò il primo annuncio non come un privilegio, ma come una missione. Davanti a Dio non conta il prestigio delle persone, ma un cuore capace di amare, di riconoscere la sua voce e di rispondere con fedeltà.
La mia vita ricorda alla Chiesa che ogni battezzato è chiamato a essere testimone del Vangelo, ciascuno secondo il dono ricevuto. Nessuna vocazione è inutile, nessun carisma è superfluo quando è posto al servizio del Regno di Dio.
Le donne non chiedono uno spazio da conquistare, ma la possibilità di offrire pienamente i doni che lo Spirito Santo suscita per l’edificazione della comunità.
Quando la Chiesa sa ascoltare, valorizzare i carismi e camminare insieme, rende più trasparente il volto di Cristo e manifesta la ricchezza della comunione.
Questa è la testimonianza che desidero lasciare: nessuno sia escluso dall’annuncio del Vangelo perché considerato troppo fragile, troppo piccolo o, semplicemente, donna.
Il messaggio spirituale di Maria Maddalena
Io non sono la donna dei sette demoni, ma la donna della misericordia che mi ha liberata. Gesù non mi ha chiesto di guarire prima di avvicinarmi a Lui: mi ha amata così com’ero e, con il suo amore, ha trasformato la mia vita.
Ancora oggi molti pensano che le proprie ferite siano l’ultima parola sulla loro esistenza. Cristo, invece, continua a chiamare ciascuno per nome, apre strade nuove e dona sempre un futuro.
Per questo la Chiesa sia segno del suo sguardo: accolga senza paura, ascolti senza giudicare, accompagni con pazienza chi cerca una speranza.
Nessuna oscurità è troppo profonda per la luce del Risorto. Io ne sono testimone: Dio non cancella la nostra storia, ma la trasfigura, trasformandola in un cammino di speranza, di fede e di santità.
Ai piedi della croce non rimasi perché ero forte, ma perché amavo. L’amore non cancella il dolore, ma gli impedisce di avere l’ultima parola.
Anche oggi Cristo continua a essere crocifisso nei poveri, nei malati, negli scartati, in chi è dimenticato e in quanti soffrono nella solitudine.
La tentazione è quella di fuggire o di voltarsi dall’altra parte. Il Vangelo, invece, ci invita a restare.
Restare accanto a chi soffre significa condividere il peso delle sue lacrime, offrire una presenza che consola e non abbandona.
Anch’io ho conosciuto il silenzio di Dio e il peso di un sepolcro che sembrava custodire la fine di ogni speranza. Eppure, non ho smesso di cercare il Signore.
L’amore autentico continua a cercare anche quando non comprende e sa attendere anche quando tutto sembra perduto.
Fu proprio nel buio dell’alba, tra le lacrime e lo smarrimento, che il Risorto mi chiamò per nome. In un solo istante il dolore si trasformò in gioia e la disperazione lasciò il posto alla speranza.
A chi oggi attraversa la notte della fede vorrei dire: non smettete di cercare Cristo, anche quando sembra lontano o silenzioso.
Il sepolcro non è l’ultima parola: l’ultima parola appartiene sempre al Risorto, che fa germogliare la vita là dove tutto sembrava ormai finito.
Maria Maddalena nell’arte cristiana
La sua storia ha ispirato artisti di ogni epoca, che ne hanno rappresentato il cammino di fede, la conversione e l’amore per Cristo.
Tra le opere più celebri spiccano la Maddalena penitente di Donatello, la Maria Maddalena penitente di Tiziano e la Maddalena in estasi - nota anche come Maddalena pentita - di Caravaggio, capolavori che hanno contribuito a renderne il volto familiare nella tradizione artistica occidentale.
È ritratta con capelli lunghi e fluenti, simbolo della tradizione che l’ha associata alla penitenza e alla contemplazione.
Spesso viene raffigurata con alcuni attributi che richiamano la sua storia spirituale: un’ampolla d’unguento, in ricordo degli aromi portati al sepolcro di Gesù, un teschio, simbolo della meditazione sulla caducità della vita, un libro, segno dell’annuncio del Vangelo, oppure un crocifisso, richiamo alla sua fedeltà ai piedi della croce.
In alcune rappresentazioni appare anche con un flagello, simbolo della penitenza, e con una veste rossa, colore che richiama l’amore ardente per Cristo e la forza della sua fede.
La mirofora
Maria Maddalena, nel corso dei secoli, è stata raffigurata principalmente in quattro modi: anzitutto è spesso ritratta come una delle mirofore, le pie donne che la mattina di Pasqua si recarono al sepolcro portando gli unguenti per il corpo del Signore.
Fra loro la Maddalena è riconoscibile per il fatto che, a partire dalla fine del Medioevo, viene raffigurata con lunghi capelli sciolti, spesso biondi.
Questo fa capire che gli artisti, secondo una tradizione affermatasi in Occidente e non condivisa nell’Oriente cristiano, la identificavano con la donna peccatrice che aveva asciugato i piedi di Gesù con i propri capelli.
La penitente
Nell’arte del tardo Medioevo Maria Maddalena compare anche come penitente perché, secondo una leggenda, ella era una grande peccatrice che, dopo la conversione e l’incontro con il Risorto, era andata a vivere come romitessa nel sud della Francia, vicino a Marsiglia, dove annunciava il Vangelo.
Il culto della Maddalena penitente ha affascinato molti artisti, che l’hanno considerata il corrispettivo femminile di Giovanni Battista.
La statua della Maddalena penitente di Donatello, scolpita per il Battistero di Firenze, è un autentico capolavoro.
L’addolorata ai piedi della Croce
Sovente la Maddalena è ritratta anche ai piedi della croce. Una delle opere più significative è un piccolo pannello di Masaccio, esposto a Napoli, nel quale la Maddalena è ritratta di spalle, sotto la croce, le braccia protese a Cristo.
Non di rado il dolore composto della Vergine è stato contrapposto a quello della Maddalena, quasi senza controllo.
Si pensi ad esempio alla Pietà di Tiziano, nella quale la donna avanza come volesse chiamare il mondo intero a riconoscere l’ingiustizia della morte di Gesù.
Il «Noli me tangere»
Vi sono inoltre molte raffigurazioni dell’incontro con il Risorto: esemplari e magnifiche sono quelle di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, e del Beato Angelico nel convento di San Marco.
Maria Maddalena ha vissuto un’esperienza di salvezza profonda per opera di Gesù: quando si sente chiamata per nome in lei si accende il ricordo dell’intera storia vissuta con Lui.
C’è tutto questo nell’iconografia della scena che chiamiamo “Noli me tangere”.

Le tradizioni sugli ultimi anni
I Vangeli non raccontano gli ultimi anni di Maria Maddalena e non spiegano come sia morta. Dopo l’annuncio della Risurrezione, la sua figura scompare dal racconto del Nuovo Testamento.
Le informazioni sulla fase successiva della sua vita appartengono quindi alla tradizione cristiana, che nel tempo ha sviluppato narrazioni diverse.
Una prima tradizione conduce Maria Maddalena a Efeso, nell’attuale Turchia. Un’altra racconta invece il suo arrivo nella Francia meridionale, dove avrebbe trascorso gli ultimi anni in preghiera.
Non disponiamo di documenti che permettano di stabilire con certezza quale versione corrisponda alla realtà storica.
Queste narrazioni conservano comunque un valore importante per le comunità che le hanno tramandate. Hanno favorito la nascita di santuari e pellegrinaggi, mantenendo viva la memoria della discepola che per prima portò agli apostoli l’annuncio pasquale.
La tradizione di Efeso
Secondo la tradizione orientale, Maria Maddalena avrebbe lasciato la Palestina e raggiunto Efeso, dove viveva anche l’apostolo Giovanni.
Qui avrebbe continuato a testimoniare la fede in Cristo fino alla morte. La sua sepoltura venne collegata alla città e, nei secoli successivi, alcune tradizioni raccontarono il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli.
Questi episodi non sono riportati nei Vangeli, ma mostrano quanto il culto della santa fosse già radicato nelle comunità cristiane d’Oriente.
A Efeso la memoria di Maria Maddalena rimase legata soprattutto alla sua presenza presso il sepolcro e al ruolo di mirofora, la donna che si reca alla tomba per onorare il corpo del Signore.
La tradizione della Provenza
Nel corso dei secoli la sua devozione si è diffusa in tutto il mondo, ma è particolarmente viva in Francia.
Secondo un’antica tradizione, dopo la morte e la Risurrezione di Gesù, Maria Maddalena approdò sulle coste della Provenza, dove dedicò il resto della sua vita all’evangelizzazione, annunciando il Vangelo con lo stesso entusiasmo che aveva caratterizzato il suo incontro con il Signore.
Una tradizione devozionale medievale racconta invece il suo arrivo nella Francia meridionale, dove avrebbe trascorso gli ultimi anni in preghiera.
La presenza della santa in Provenza appartiene però a un racconto devozionale medievale e non costituisce una prova dell’esistenza di figli.
La memoria liturgica e popolare
L’onomastico di Maddalena cade il 22 luglio, giorno in cui sia la Chiesa cattolica che quella ortodossa ricordano santa Maria Maddalena.
Nel giorno a lei dedicato, il Messale romano prevede come prima lettura un brano tratto dal Cantico dei Cantici, che esprime tutto l’amore di Maria Maddalena e il suo affanno nel non trovare Gesù al sepolcro.
“Così dice la sposa: Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l’amore dell’anima mia; l’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amore dell’anima mia. L’ho cercato, ma non l’ho trovato.”
“Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: “Avete visto l’amore dell’anima mia?”. Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia”. (Ct 3,1-4a)
Una tradizione gastronomica francese
In Francia, dove la devozione a Santa Maria Maddalena è particolarmente radicata, la sua memoria è celebrata anche attraverso una curiosa tradizione gastronomica.
In suo onore vengono preparate le “Dita di Santa Maria Maddalena”, piccoli dolci a forma di tronchetto realizzati principalmente con mandorle e zucchero.
Generalmente vengono serviti disposti a croce, uno sull’altro, e sono offerti soprattutto in occasione della festa della santa, il 22 luglio.
Più che un semplice dolce, rappresentano un modo per tramandare la memoria di Maria Maddalena attraverso le usanze popolari, unendo fede, storia e tradizione locale in un gesto di festa e condivisione.
La chiesa di Santa Maria Maddalena a Roma
Nel cuore del centro storico di Roma sorge la splendida chiesa di Santa Maria Maddalena, uno dei più raffinati esempi di architettura rococò della città.
Situata a pochi passi dal Pantheon, ma al di fuori dei più frequentati itinerari turistici, custodisce un’atmosfera di raccoglimento e una ricca storia spirituale.
È l’unica chiesa della diocesi di Roma dedicata a santa Maria Maddalena, un luogo che invita i fedeli e i visitatori a riscoprire la figura della prima testimone della Risurrezione e dell’«Apostola degli Apostoli».
Preghiere a Santa Maria Maddalena
O Padre clementissimo, per l’intercessione di Santa Maria Maddalena, che amò il Signore Gesù con tutto il cuore e, resa libera dalla sua misericordia, vinse la schiavitù dell’antico nemico, donaci di sperimentare ogni giorno la forza del tuo amore e del tuo perdono.
Fa’ che, come lei, sappiamo cercare il Cristo con cuore fedele, riconoscerlo vivo accanto a noi e annunciare con gioia la speranza della Risurrezione.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
O gloriosa Santa Maria Maddalena, modello di conversione, di amore fedele e di perseveranza, intercedi per me presso il Signore.
Ottienimi la grazia di rimanere saldo nella fede, di vivere ogni giorno il Vangelo con umiltà, sacrificio e sincera carità, senza mai allontanarmi dalla sua volontà.
Accompagnami nel cammino della vita e aiutami a presentarmi, quando giungerà l’ora della mia morte, davanti a Gesù, mio Signore e Maestro, con la lampada colma dell’olio della speranza e il cuore acceso dalla fiamma della carità.
Fa’ che, sostenuto dalla tua intercessione, possa essere accolto nel Regno eterno di Dio, per lodarlo e amarlo senza fine. Amen.