Il Palazzo Sacerdoti si trova a Modena in rua Muro n. 76, nel centro storico, ed è riconoscibile anche per il busto di Lodovico Castelvetro collocato nello spigolo dell’edificio. Il palazzo è originariamente rinascimentale, ma fu trasformato alla fine dell’Ottocento.
La mappa per raggiungerlo si colloca lungo rua Muro, una via medievale ancora caratterizzata dai portici e segnata dall’andamento curvilineo dell’antica cinta muraria. Il Palazzo Sacerdoti si trova tra il Palazzo già Montecuccoli Laderchi, al numero 62, e il Palazzo Buoi Ghisellini, al numero 78.

Localizzazione del Palazzo Sacerdoti
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Nome | Palazzo Sacerdoti |
| Città | Modena |
| Indirizzo | Rua Muro n. 76 |
| Area urbana | Centro storico |
| Epoca originaria | Rinascimento |
| Trasformazioni | Fine dell’Ottocento |
| Elemento distintivo | Busto di Lodovico Castelvetro |
Il palazzo nella mappa di rua Muro
Rua Muro è una via medievale riqualificata da interventi posteriori e ancora caratterizzata dai portici. Questa strada è occasione per una diversione in un ambiente urbano fortemente condizionato nell’impianto dall’andamento curvilineo dell’antica cinta muraria.
Il suo interesse, quindi, più che nelle emergenze architettoniche, certamente di tono minore, è legato ai caratteri urbanistici dell’area, dei quali, oltre che nella stessa rua Muro, rimane traccia anche nella parallela via S. Agostino. Il Palazzo Sacerdoti occupa il numero 76 della strada, all’interno di questa sequenza di edifici storici.
Meritano menzione nella rua Muro: al N. 60 il cinquecentesco palazzo Ferrari Moreni, con fronte porticato a colonne e cortile pure a portici e loggiato; al N. 62 il palazzo già Montecuccoli Laderchi, con neoclassica sala di Psiche dipinta da Felice Giani (1815); quindi, sul lato opposto, l’imponente ex caserma di S. Chiara, eretta sull’area di un convento nel 1839 nello stile della Restaurazione da Giovanni Lotti, dal 1980 ristrutturata per uso residenziale e di servizio; di fronte, N. 76, il palazzo Sacerdoti, originariamente rinascimentale ma trasformato alla fine dell’Ottocento, adorno nell’angolo esterno di un busto di Lodovico Castelvetro di Ciro Bisi, e, N. 78, il cinquecentesco palazzo Buoi Ghisellini ispirato ai modi di Biagio Rossetti, con fregio dipinto e cortile porticato.
Come orientarsi per arrivare al Palazzo Sacerdoti
Il Palazzo Sacerdoti è inserito nella rete viaria del centro storico di Modena, dove le strade conservano la forma assunta durante la crescita medievale della città. La sua posizione in rua Muro permette di collegarlo agli itinerari che attraversano l’area compresa tra il Duomo, via Sant’Eufemia, via Carteria, via San Giacomo e corso Canalchiaro.
Il percorso può iniziare dal lato della piazzetta di largo Sant’Eufemia rivolto verso est, che offre un punto di vista privilegiato sul Duomo di Modena, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1997 assieme alla torre Ghirlandina ed a Piazza Grande.
Sul lato sinistro di via Sant’Eufemia si affaccia una quinta di palazzi del Trecento che inizia con un edificio (casa del curato del Duomo) caratterizzato da piccole arcate “a sporto” (sporgenti), dette pinelle. Le “cicatrici” lasciate dalle tamponature di precedenti aperture sulle facciate di questi palazzi testimoniano il passaggio dei tempi e lasciano intravedere le tracce di finestre a sesto acuto, in stile gotico.
Da largo Sant’Eufemia il percorso può proseguire verso via Badia e via Carteria, seguendo la trama delle strade storiche fino alla zona di rua Muro. La toponomastica stradale è significativa della storia di questi luoghi della Modena medievale ed è utile per ricostruire l’evoluzione storica e urbana di una città che si è adattata in modo quasi spontaneo alla morfologia del territorio e all’intreccio dei canali che l’attraversavano.
Il contesto urbano medievale
Tra X e XI secolo, lo sviluppo urbano di Modena si attua sotto la tutela vescovile secondo un ordinato piano di lottizzazioni che organizzano l’area cittadina in parti modulari lunghe e strette (strigas) ad andamento curvilineo ed ortogonale rispetto allo scorrimento dei canali.
Esempi di strigas si osservano negli isolati compresi tra via Sant’Eufemia (numeri civici 38 e 44 di largo Sant’Eufemia), via Badia, via Carteria e a nord di via Sant’Eufemia. Gli isolati sono composti da lotti delimitati da vie comprese tra i principali canali con al loro interno, nel retro dell’abitazione, una canaletta di scolo (cloaca) che funziona da fognatura e scarico di rifiuti.
La successiva tombatura (copertura) delle cloache ha trasformato queste canalette in cortili lunghi e stretti interni alle abitazioni (cavedi), che ancora caratterizzano gran parte dell’edilizia abitativa del centro storico. I cavedi derivano dalla copertura delle cloache, le canalette che un tempo fungevano da fognatura per gran parte degli edifici del centro storico e scaricavano nei canali.
È noto, che Modena è fondata sopra molti canali. Il territorio della città di Modena è attraversato da una fitta rete di canali, fognature e cloache che si sviluppano per circa 700 km e confluiscono nel Naviglio.
I canali erano distinti in acque scure, derivanti dai fiumi Secchia o Panaro (Canale di Formigine o Cerca, Canale di Baggiovara, Canal Grande), e in acque chiare, alimentate dalle risorgive (fontanili o fontanazzi) diffuse nelle campagne a sud di Modena. Molte di queste risorgive sgorgavano spontaneamente trasformando in aree acquitrinose i terreni circostanti, i cosiddetti padugli o paduli.
Rua Muro e l’architettura del quartiere
La posizione del Palazzo Sacerdoti si comprende meglio osservando il carattere edilizio di rua Muro e delle strade vicine. Via medievale riqualificata da interventi posteriori e ancora caratterizzata dai portici, rua Muro conserva una successione di palazzi appartenenti a epoche e linguaggi architettonici differenti.
Al N. 60 si trova il cinquecentesco palazzo Ferrari Moreni, con fronte porticato a colonne e cortile pure a portici e loggiato. Al N. 62 si trova il palazzo già Montecuccoli Laderchi, con neoclassica sala di Psiche dipinta da Felice Giani (1815).
Sul lato opposto si incontra l’imponente ex caserma di S. Chiara, eretta sull’area di un convento nel 1839 nello stile della Restaurazione da Giovanni Lotti, dal 1980 ristrutturata per uso residenziale e di servizio. Al numero 78 si trova il cinquecentesco palazzo Buoi Ghisellini ispirato ai modi di Biagio Rossetti, con fregio dipinto e cortile porticato.
Il Palazzo Sacerdoti costituisce quindi un punto intermedio della sequenza edilizia di rua Muro: il numero 76 lo colloca tra edifici rinascimentali, costruzioni neoclassiche e trasformazioni ottocentesche. La sua configurazione attuale riflette la sovrapposizione di fasi storiche tipica del centro di Modena.
Il busto di Lodovico Castelvetro
L’angolo esterno del palazzo è adornato da un busto di Lodovico Castelvetro di Ciro Bisi. Il busto costituisce l’elemento più facilmente riconoscibile dell’edificio e aiuta a individuare il numero 76 lungo rua Muro.
Il Palazzo Sacerdoti è indicato anche come presunta casa natale del letterato Ludovico Castelvetro, del quale si nota un busto nello spigolo dell’edificio. La presenza dell’opera scultorea lega l’edificio alla memoria culturale della città e alla tradizione letteraria modenese.

Il Palazzo Sacerdoti nel centro storico di Modena
Modena, ubicata lungo la Via Emilia, su una lieve altura a circa 30 km dalle montagne appenniniche, è città di grande vivacità civile e culturale. Prescindendo dai poli monumentali di fama più consolidata, a un’indagine superficiale Modena può apparire città dal volto dimesso, quasi sottotono rispetto ad altri centri padani dal prestigio indiscusso.
In realtà, se la bellezza di Modena possiede timbri meno appariscenti, è pur viva, intensa, talora sontuosa; soltanto, essa si manifesta al di là degli austeri involucri delle sue chiese e dei riservati prospetti dei numerosi palazzi, al cui interno fantasiose scenografie decorative e architettoniche sorprendono frequentemente per l’acuto contrasto con gli esterni, essenziali eppure euritmici per qualità di moduli e profili.
Il Palazzo Sacerdoti rientra in questo paesaggio urbano fatto di prospetti riservati, portici, cortili e stratificazioni architettoniche. La sua lettura non dipende soltanto dall’aspetto della facciata, ma anche dalla relazione con rua Muro, con l’antica cinta muraria e con gli edifici storici che ne definiscono il percorso.
Itinerario nei dintorni
La mappa del Palazzo Sacerdoti può essere integrata con una visita agli edifici e agli spazi storici che si trovano nelle vicinanze. Tra i punti di riferimento del centro sono presenti il Duomo, Piazza Grande, la torre Ghirlandina, via Carteria, largo Sant’Eufemia, corso Canalchiaro e il complesso di San Barnaba.
Via Carteria si sviluppa lungo la strada che un tempo vedeva scorrere le acque del canale di Baggiovara. La presenza dell’acqua, il cui fluire azionava mulini e favoriva lo sviluppo di opifici, cioè di laboratori artigiani di lavorazione della pelle e del cuoio e, dal ‘400 circa, della carta.
Modena era un centro importante per la lavorazione del cuoio, della carta e delle calzature. Ieri come oggi, l’acqua scorre nel territorio modenese, da sud verso nord, guidata dalla debole pendenza naturale del terreno pari all’1‰.
La tipologia edilizia medievale delle abitazioni popolari, anche nota come lotto gotico, è stata definita “a modulo costante” per la modularità con la quale questi lotti si ripetono in successione con uno sviluppo frontale generalmente lungo 4,5 metri, o a volte multipli.
Di solito questo tipo di edilizia si ripeteva secondo uno schema fisso: al piano terreno si apriva una bottega o laboratorio con a fianco la scala d’ingresso, molto stretta e ripida, che conduceva al piano superiore dove viveva la famiglia in una o due camere e due finestre.
L’ingresso della bottega era spesso riparato da un portico che consentiva l’esposizione di merci ed il prolungamento dell’ambiente di lavoro al riparo dalle intemperie e dagli estremi stagionali. La bottega caratterizza fortemente il paesaggio urbano della città medievale.
Palazzi storici collegati all’itinerario
- Palazzo Ferrari-Moreni - Rua Muro n. 60. Classico esempio di architettura rinascimentale.
- Palazzo Montecuccoli - Rua Muro n. 62. Edificio del seicento, successivamente ristrutturato.
- Palazzo Sacerdoti - Rua Muro n. 76. Presunta casa natale del letterato Ludovico Castelvetro, del quale si nota un busto nello spigolo dell’edificio.
- Palazzo Ghisellini - Rua Muro n. 78. Risale alla fine del 400, di architettura ferrarese rossettiana.
- Palazzo Grillenzoni - Rua Muro n. 94. Palazzo del 1700.
- Palazzo Vicini - Rua Muro n. 96. Eretto nel 1700, la facciata fu rifatta nel 1800.
Il piazzale di San Barnaba è delimitato a sud da via Ruggera e via degli Adelardi. Via Ruggera deriva dalla famiglia Ruggeri che qui possedeva alcune case, ma in precedenza fu anche detta contrada “illorum de Mombaranzono” per la presenza dei signori da Montebaranzone, località in Comune di Prignano sulla Secchia.
Dal caseggiato si innalza un’imponente torre quale resto di una torre di avvistamento medievale con la quale i proprietari della casa (numero civico 14) controllavano il corso Canal Chiaro. Questa importante via di comunicazione, che era alimentata da acque chiare, entrava in città presso porta San Francesco, l’accesso alla città rivolto verso il versante della montagna, scorreva davanti al Duomo e si univa al Canal Grande poco oltre la chiesa di San Giorgio (di fronte al Palazzo Ducale).
Accessibilità e osservazione dell’edificio
Il Palazzo Sacerdoti è un edificio storico inserito nel tessuto urbano di Modena e la sua lettura avviene principalmente dall’esterno, lungo il percorso pubblico di rua Muro. La collocazione al numero 76 e il busto posto sullo spigolo consentono di riconoscerlo durante la passeggiata.
La visita dell’edificio va quindi collegata all’osservazione della strada, dei portici, delle facciate vicine e delle tracce lasciate dalle trasformazioni urbanistiche. L’interesse del luogo risiede nella stratificazione tra la struttura rinascimentale, la trasformazione ottocentesca e il contesto medievale della via.