Santa Giovanna Antida Thouret, la fondatrice delle Suore della Carità

Santa Giovanna Antida Thouret fondò a Besançon, l’11 aprile 1799, la congregazione delle Suore della Carità, dedicata all’istruzione della gioventù, alla cura dei malati e all’assistenza dei poveri. La sua opera nacque nel difficile contesto della Rivoluzione francese e unì servizio sociale, formazione cristiana e annuncio del Vangelo.

L’istituto venne fondato dalla religiosa francese Jeanne-Antide Thouret (1765-1826). Entrata tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli nel 1787, dovette abbandonare la compagnia allo scoppio della Rivoluzione francese. L’11 aprile del 1799 diede vita a Besançon a una congregazione di religiose dedita all’istruzione della gioventù, alla cura dei malati e all’assistenza ai poveri.

Le origini della vocazione di Giovanna Antida

Santa Giovanna Antida Thouret nacque presso Besanzone in Francia il 27 novembre del 1765. Di povera famiglia era dedita alla vita faticosa dei campi. La piccola Giovanna, debole e tutt’altro che bella, sembrava destinata a una breve vita piena di sofferenze. Era di animo delicatissimo, di singolare gentilezza, sempre improntata a una dolce melanconia.

A 16 anni rimase orfana della mamma, e fu tanto il suo dolore che sembrava doverla seguire nella tomba. Ma la sua tenera devozione alla Madonna la consolò e salvò. La fanciullezza e la giovinezza di Giovanna furono impiegate assiduamente nelle cure domestiche e nei lavori di campagna. Dopo la morte della mamma ne aveva prese le veci.

Nonostante la sua giovane età e la debolezza di salute ogni forza le veniva dalla preghiera e dai Sacramenti. Sentendosi chiamata allo stato religioso, dopo ripetute preghiere e lacrime per vincere l’opposizione del padre, che tanto l’amava, potè entrare nel convento delle Figlie della Carità (Vincenzine) in Parigi. Aveva 22 anni.

In breve si ammalò, e temendo di essere rimandata a casa, pregò tanto la Madonna che ottenne sicura guarigione. Fatta novizia non cessarono per lei le lusinghe di persone del mondo per ritrarla dalla via intrapresa, ma Giovanna resistette.

La Rivoluzione francese e il servizio ai più fragili

Allo scoppio della rivoluzione francese, la povera suora, a 28 anni, si trovò ricacciata nel mondo e lontana dalla casa paterna. Si pose in cammino e dopo lungo viaggio giunse presso i parenti dove sfidando i pericoli della rivoluzione si diede alla cura di ragazzine e di infermi.

Seguì l’abate Receveur a Friburgo e poi in Germania, ma dopo pochi mesi ritornava in Svizzera in abito di povera donna. Nel 1797 si portò a Besanzone dove aprì una scuola per le giovani, senza mai lasciare la cura degli infermi. Ma i rivoluzionari che l’avevano minacciata la morte, la relegarono per un anno presso una povera donna.

Nel 1799 rientrò in Besanzone, aprì un’altra scuola con farmacia, che formò il primo nucleo delle suore della Carità. Ben presto le compagne e discepole di Giovanna Antida aumentarono e la nuova congregazione si estese in Francia, Svizzera, Savoia e a Napoli.

La fondazione delle Suore della Carità

Oggi, 11 aprile 2023: ricordiamo i 224 anni della fondazione delle Suore della Carità. Fare memoria dell’11 aprile significa vivere le sfide del presente con radici salde e insieme aperte al futuro di Dio.

Neppure a Giovanna Antida, in quei giorni di primavera, era chiaro il futuro di ciò che stava mettendo radici a Besançon, in Franca Contea, regione di confine, anch’essa messa a dura prova dalle conseguenze della Rivoluzione Francese. Furono subito parecchie le ragazze che si unirono a lei, alla sua già sperimentata dedizione ai poveri, ai malati, alle bambine analfabete.

Ma ora si trattava, attraverso queste presenze, di contribuire all’opera di ri-evangelizzazione che attendeva tutta la Chiesa francese. La forza e il coraggio di quella risposta alle sfide pastorali e sociali giunge fino a noi oggi.

Fondazione delle Suore della Carità a Besançon

Già la locandina preparata dalle Suore, riportava in sintesi alcuni tratti salienti, corrispondenti ai punti fermi per la Santa e per le sue seguaci: “Sono Figlia della Chiesa, siatelo anche voi con me!”. E ancora: Una vita… Una passione! Parrocchia, Poveri, Famiglia.

Poi “le sue grandi passioni” e i primi passi della sua avventura, iniziata a Besançon, l’11 aprile 1799: una piccola scuola, in una camera d’affitto; il brodo per i poveri, in un cortile; la cura dei malati, nelle case buie; l’annuncio del Vangelo, nelle parrocchie.

Il carisma dell’istituto

Carisma: Le Suore della Carità si dedicano al servizio spirituale e temporale dei poveri, anche nelle nuove forme di povertà.

Visitare e assistere gli ammalati e in genere i bisognosi e afflitti sono opere di carità che, secondo lo spirito e la lettera del Vangelo, furono ben presto praticate nella Chiesa. Ma istituti femminili organizzati a tale scopo appaiono piuttosto tardi.

Nel Medioevo si trovavano in varie città comunità di religiose che assistevano gli ammalati di qualche ospedale; esse seguivano ordinariamente la regola di S. Agostino. Ma si trattava di istituzioni locali, e solo nel sec. XVII S. Francesco di Sales concepì il proposito di fondare un istituto di suore di carità, ma non lo poté attuare.

Successivamente S. Vincenzo de' Paoli, per evitare le difficoltà in cui era incorso S. Francesco di Sales, diede alle sue "Figlie della carità" l'apparenza di un'associazione pia di vergini; ne risultò così un istituto senza clausura, ma strettamente unito in congregazione con unità di governo.

Le Figlie della carità di S. Vincenzo furono accolte con entusiasmo dal clero e dal popolo, e imitate specialmente nel sec. XIX da moltissimi altri istituti. Se ne contano ben 44 riconosciuti dalla S. Sede; ma ve ne sono molti altri che, o sono approvati finora solo dall'autorità diocesana, o non hanno al loro nome aggiunto l'appellativo "di carità", pur avendone lo scopo.

Oltre all'assistenza materiale negli ospedali, o comunque presso gl'infermi, l'opera di queste suore ordinariamente si estende anche all'assistenza spirituale dell'infanzia e della gioventù femminile, per mezzo di scuole, collegi, patronati, e nei riformatorî, nelle carceri, ecc. Il numero di esse sorpassa le 100.000.

La congregazione e la sua diffusione

Le costituzioni della nuova famiglia religiosa vennero redatte dalla fondatrice a Dole e vennero approvate dall’Arcivescovo di Besançon il 26 settembre 1807. L’istituto si diffuse rapidamente in Francia, Italia, Svizzera, occupandosi, come il precedente, delle più svariate opere di carità.

Nel 1819 fu approvato da Pio VII, e ciò indusse l’arcivescovo di Besançon, imbevuto di principî gallicani, a distaccare le case della sua diocesi, che formarono d’allora in poi un ramo a parte.

ElementoInformazione
FondatriceJeanne-Antide Thouret
FondazioneBesançon, 11 aprile 1799
Approvazione delle costituzioni26 settembre 1807
Approvazione pontificia1819, sotto Pio VII
Opere principaliIstruzione della gioventù, cura dei malati, assistenza ai poveri
CarismaServizio spirituale e temporale dei poveri

L’istituto conta oggi 654 case con circa 6000 suore; ;l ramo di Besançon 160 case con circa 1000 suore. L’abito è di color grigio con ampio soggolo bianco, velo e grembiale nero.

La prova della divisione e gli anni a Napoli

Ma una dolorosa prova venne ad amareggiare la fondatrice. Le comunità di Besanzone e limitrofe non volendo accettare la disposizione pontificia che stabiliva ogni comunità sotto la giurisdizione del vescovo del proprio territorio, rifiutarono di accogliere la loro Madre e Fondatrice recatasi là per pacificarle.

Ella si trattenne per due anni a Parigi poi ritornò, ma di nuovo fu rigettata. Addolorata solo per l’ostinata opposizione al decreto del Santo Padre, si ritirò umilmente in disparte lasciando che in tutto si compisse la volontà di Dio.

Chiamata a Napoli a svolgere la sua opera, vi guidò un grande ospedale, ma chi le pose grossi ostacoli fu proprio l’arcivescovo di Besançon che si rifiutava di approvare l’ordine da lei fondato, nonostante il riconoscimento pontificio.

A Napoli passò l’ultima parte della sua vita esplicando una grande attività a incremento della sua congregazione. Il 24 agosto 1826 spirava col sorriso sulle labbra, benedicendo le figlie che la circondavano.

Una donna di fede, coraggio e innovazione

Nel giorno della festa di S. Giovanna Antida Thouret, le sue figlie, le Suore della Carità, l’hanno celebrata ovunque sono presenti nel mondo, grate dell’esempio luminoso che ha lasciato, grate di aver fondato la loro benemerita Congregazione, che instancabilmente continua ad occuparsi della vita e delle attività delle parrocchie, dei poveri e delle famiglie, dei malati e dei giovani.

Come ha ben sottolineato anche Don Benedetto nell’omelia, S. Giovanna Antida appare come una donna biblica, forte, risoluta, piena di fede. Nata da una povera famiglia e rimasta ben presto orfana di madre, entrò in convento solo dopo aver superato la forte contrarietà del padre e dovette presto fare i conti con la Rivoluzione francese, che sciolse con la forza l’ordine in cui era entrata.

Rifugiata a Besançon, fondò la Congregazione delle Suore della Carità, che non era di clausura, ma aperta al sociale, a curare i mali e i disagi della società. E in questo appare subito come un’antesignana, una donna di vedute aperte e avanzate, se si pensa che fino ad allora le donne che si consacravano a Dio erano suore di clausura.

Lei, donna di ampie vedute che sapeva ben cogliere i segni dei tempi che cambiavano, continuò con le sue suore nell’impegno di carità a favore dei più poveri e nel lavoro di apostolato. Da consacrata fu una vera e propria “madre” di tutte le persone che incontrava sul suo cammino, capace di ridare loro vita.

La perseveranza nella fede e nell’appartenenza alla Chiesa

Ma lei non si scoraggiò, sapeva cogliere la presenza di Dio anche in una chiesa “acciaccata” e retrograda e continuò a sentirsene figlia. Non vacillò neppure quando le sue figlie si divisero e non ebbe, in vita, la gioia di vedere la riunificazione, che avvenne molto più tardi.

Ma alla fine della sua vita poté dire in tutta verità e con gioia: Sono contenta di appartenere a Dio solo!, perché solo a Dio aveva sempre obbedito e confidato.

Suore e amici laici rendono grazie al Signore per il dono dello Spirito che ha suscitato in Santa Giovanna Antida l’ardore missionario, l’amore convinto alla Chiesa, molta tenerezza per le sue suore e per i poveri.

La memoria di Santa Giovanna Antida oggi

Così le sue figlie, ragazze di ogni parte del mondo che hanno scelto il percorso di vita di S. Giovanna Antida, hanno continuato e continuano instancabilmente a seguire le sue tracce, a lavorare per Dio e per la Chiesa, con encomiabile ardore.

Perciò Don Benedetto, interpretando il sentire dei presenti, li ha stimolati ad elevare una preghiera per la comunità di Cassino delle Suore della Carità e per tutta la Congregazione, perché - pur essendo provate - possano essere all’altezza del carisma che Dio ha voluto donare a S. Giovanna Antida, e testimoni gioiose dell’appartenenza unica e indefettibile al Signore della vita.

Le celebrazioni di Cassino hanno ricordato questa continuità tra la fondazione e il servizio quotidiano. Al mattino con i ragazzi della Scuola S. Benedetto per un momento di preghiera e di riflessione presso la chiesa di Santa Scolastica; alla sera con una Celebrazione Eucaristica presso la chiesa parrocchiale di S. Antonio di Padova, con la presenza delle Suore, delle due postulanti che sono attualmente con loro, di molti ex allievi, amici e genitori di ex allievi.

Ed è stato un bel momento di preghiera e di incontro davanti a Dio, in cui le Suore hanno ricordato e fatto ricordare, con gioia e con fierezza, che grande donna è stata la loro Fondatrice, e gli altri presenti hanno appreso o riportato alla mente e al cuore la figura e la vita di questa donna francese, vissuta tra il ‘700 e l’800.

Terminata la celebrazione, i saluti, gli auguri e gli abbracci hanno preso il sopravvento per esprimere l’affetto e la riconoscenza che la gente prova per le Suore della Carità, sempre pronte e disponibili con tutti.

La canonizzazione e la memoria liturgica

Fu canonizzata da Pio XI nel 1934. Viene commemorata nel Martyrologium Romanum al 24 agosto mentre la sua Congregazione la celebra il 23 maggio.

La sua memoria continua a essere legata alla fedeltà a Dio, al servizio dei poveri, alla cura dei malati, all’educazione dei giovani e all’amore concreto per la Chiesa.

Preghiera a Santa Giovanna Antida

O Santa Giovanna Antida noi ci rivolgiamo a te sicuri di essere esauditi. Tu che hai sofferto persecuzioni e umiliazioni; tu che hai messo la tua vita nelle mani di Dio solo; tu che hai servito con gioia le membra sofferenti di Gesù Crocifisso; tu che hai amato la Chiesa donando tutta te stessa, ascolta la nostra preghiera per il Papa, per i sacerdoti, per le nostre famiglie, per la nostra Comunità e per i consacrati al servizio del Regno.

Guidaci, o dolce amica e compagna di viaggio, nel nostro cammino verso la santità. Santa Giovanna Antida, prega per noi!

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