Il tempo delle cattedrali: testo, significato e personaggi di Notre Dame de Paris

“Il tempo delle cattedrali” è il brano introduttivo di Notre Dame de Paris, il musical scritto negli anni ’90 da Riccardo Cocciante e Luc Plamondon e rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1998. Interpretata da Gringoire, la canzone presenta la vicenda ambientata a Parigi nel 1482 e riflette sul rapporto tra architettura, arte, passioni umane e memoria collettiva.

Il brano apre la storia con una prospettiva ampia e solenne: la cattedrale diventa il simbolo di un’epoca nella quale l’uomo esprimeva i propri ideali attraverso la pietra, la musica, la poesia e le parole. La parte finale introduce però un presagio oscuro, sintetizzato nell’immagine del crollo del tempo delle cattedrali.

Notre Dame de Paris: origine e successo del musical

Notre Dame de Paris è un romanzo storico di Victor Hugo, pubblicato nel 1831. Il titolo fa riferimento alla cattedrale di Parigi. Scritta negli anni ’90 come opera musicale da Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, fu successivamente riadattata ad opera teatrale.

Percepita come un capolavoro, debutta a Parigi, nel 1998, con la regia di Gilles Maheu. Amato ancora oggi, specialmente in Francia, il musical fu riadattato ed esportato in varie nazioni (Russia, USA, Spagna e Italia).

L’opera moderna più famosa al mondo, messa in scena per la prima volta per il pubblico italiano il 14 marzo 2002, quest’anno celebra il suo ventesimo anniversario.

Gli autori dell’opera

Riccardo Cocciante, autore delle liriche Martino Muller, coreografo Pasquale Panella. autore della versione italiana

RuoloNome
Autore delle liricheRiccardo Cocciante
CoreografoMartino Muller
Autore della versione italianaPasquale Panella
Regista del debutto pariginoGilles Maheu

Chi canta “Il tempo delle cattedrali”

Gringoire è un poeta squattrinato nonché voce narrante e onnisciente di tutta la storia. Introduce la vicenda con il preludio “Il tempo delle cattedrali”.

L’intera canzone, con questa atmosfera e un testo volutamente cupi, allude al crollo delle certezze degli uomini e alla tragicità dell’intera storia, percepita dal climax e dalle note musicali salienti, si faccia riferimento ai “Qui crolla il tempo delle cattedrali”.

Il testo di “Il tempo delle cattedrali”

È una storia che ha per luogo Parigi nell'anno del Signore Millequattrocentottantadue. Storia d'amore e di passione. E noi gli artisti senza nome della scultura e della rima la faremo rivivere da oggi all'avvenire.

E questo è il tempo delle cattedrali. La pietra si fa statua, musica e poesia. E tutto sale su verso le stelle, su mura e vetrate. La scrittura è architettura.

Con tante pietre e tanti giorni, con le passioni secolari, l'uomo ha elevato le sue torri con le sue mani popolari. Con la musica e le parole ha cantato cos'è l'amore e come vola un ideale nei cieli del domani.

E questo è il tempo delle cattedrali. La pietra si fa statua, musica e poesia. E tutto sale su verso le stelle, su mura e vetrate. La scrittura è architettura.

In questo tempo delle cattedrali, la pietra si fa statua, musica e poesia. E tutto sale su verso le stelle, su mura e vetrate. La scrittura è architettura.

Qui crolla il tempo delle cattedrali. La pietra sarà dura come la realtà, in mano a questi vandali e pagani che già sono qua. Questo è il giorno che verrà. Oggi è il giorno che verrà.

interno della cattedrale di Notre-Dame

Il significato del brano

La cattedrale come simbolo di un’epoca

Nel brano, la cattedrale non è soltanto il luogo nel quale si svolge la vicenda. È il simbolo di una civiltà, di una visione del mondo e di una forma di espressione collettiva. La pietra si trasforma in statua, musica e poesia, mentre le mura e le vetrate diventano lo spazio nel quale l’uomo eleva i propri ideali.

La scrittura è architettura: questa immagine collega la costruzione materiale della cattedrale alla costruzione della storia. Le parole, come le pietre, vengono disposte nel tempo e danno forma alla memoria degli uomini.

Arte, lavoro e memoria

Con tante pietre e tanti giorni, con le passioni secolari, l'uomo ha elevato le sue torri con le sue mani popolari. Il riferimento alle mani degli uomini sottolinea il carattere collettivo dell’opera: la cattedrale nasce dal lavoro, dalla fede, dall’abilità e dalla perseveranza di intere generazioni.

La canzone presenta quindi l’arte come una costruzione condivisa. La musica e le parole conservano ciò che gli uomini hanno vissuto, trasformando l’amore, il dolore e gli ideali in una forma destinata a durare.

Il passaggio dalla celebrazione alla minaccia

La prima parte del brano ha un tono solenne e celebrativo. La cattedrale sale verso le stelle e l’arte sembra capace di superare il tempo. Nella parte conclusiva, però, la prospettiva cambia: “Qui crolla il tempo delle cattedrali” introduce una frattura e annuncia la fine di un mondo.

La pietra, prima simbolo di elevazione e di bellezza, diventa dura come la realtà. Il riferimento ai vandali e ai pagani accentua l’atmosfera cupa e prefigura la tragicità degli eventi narrati dal musical.

La struttura musicale del brano

La canzone inizia in tonalità di Do minore e presenta un andamento solenne, adatto alla funzione di prologo. Il testo procede dalla descrizione della storia alla riflessione sul valore dell’arte, per arrivare a un climax finale nel quale il tema della cattedrale viene rovesciato.

La parte centrale riprende il motivo del tempo delle cattedrali e insiste sulla trasformazione della pietra in statua, musica e poesia. Successivamente il brano cambia tonalità, passando attraverso Re minore e Mi minore, mentre la voce sale e la tensione aumenta.

ParteContenutoFunzione
InizioParigi nell’anno 1482Presentazione dell’ambientazione
Prima sezioneIl tempo delle cattedraliCelebrazione dell’arte e dell’architettura
Sezione centraleLe mani degli uomini, la musica e le paroleRiflessione sulla memoria collettiva
FinaleIl crollo del tempo delle cattedraliPresagio della tragedia

I principali personaggi di Notre Dame de Paris

Gringoire

Gringoire è un baritono, interpretato da Matteo Setti. È un poeta squattrinato nonché voce narrante e onnisciente di tutta la storia.

Introduce la vicenda con il preludio “Il tempo delle cattedrali”. La sua funzione è quella di guidare il pubblico nella Parigi del 1482 e di collegare la dimensione storica alla vicenda d’amore e di passione.

Quasimodo

Quasimodo è un baritono, interpretato da Giò di Tonno. È il protagonista della storia, è un essere deforme così chiamato perchè “fatto in maniera incompleta”.

La canzone “Balla mia Esmeralda”, caratterizzata da una melodia ricca di amarezza, è la più struggente dell’intera opera e conclude la tragica vicenda. “Questo amore sarà una scia, Tra le luci dell’universo.“

Esmeralda

Esmeralda è un soprano, interpretata da Lola Ponce. È una giovane gitana di appena quindici anni, fu cresciuta da Clopin dopo la morte della madre.

Sale sul palco con la canzone “Zingara” narrando le sue origini e la sua vita da girovaga per le strade parigine. La melodia è allegra con una nota malinconica. “Zingara, E’ la strada la madre mia”.

Febo

Febo è un tenore, interpretato da Graziano Galatone. È il capitano degli arcieri reali di Luigi XI.

Nonostante fosse promesso sposo di Fiordaliso, da donnaiolo, si invaghisce di Esmeralda. Nella canzone “Cuore in me”, è dilaniato dai sentimenti che prova per le due donne (puri per Fiordaliso e adulteri per Esmeralda) “Una è miele E l’altra è dolce fiele”.

Fiordaliso

Fiordaliso è un soprano, interpretata da Claudia D’Ottavi. È la promessa sposa di Febo, è dispettosa e invidiosa della bellezza di Esmeralda.

Il brano “La cavalcatura”, dalla melodia pungente, è un ricatto nei confronti di Febo guidato dalla gelosia nei confronti della gitana “Ti amerò se tu mi giuri Che impiccheranno la Esmeralda”.

Clopin Trouillefou

Clopin Trouillefou è un baritono, interpretato da Marco Guerzoni. È il Re di Thunes e sovrano della Corte dei miracoli.

Nella canzone “I clandestini”, caratterizzata da un’atmosfera lugubre, si fa portavoce del popolo gitano, profondamente discriminato dai cittadini di Parigi. “Noi siamo quel niente che conta zero”.

Claude Frollo

Claude Frollo è un tenore, interpretato da Vittorio Matteucci. È l’arcidiacono di Notre-Dame, profondamente devoto.

Nella canzone “Tu mi distruggerai”, dominata da un’atmosfera tetra, esprime il sentimento immorale, carnale e ossessivo che prova per Esmeralda.

Matteo Setti - Il tempo delle cattedrali

Accordi e cambi di tonalità

La versione con gli accordi presenta l’apertura in Do minore, con il passaggio tra FAm, SIb, MIbmaj7, SOL# e SOLsus4. La ripetizione del tema mantiene l’impianto solenne del brano e accompagna la narrazione di Gringoire.

Dopo la ripresa centrale, il brano passa a Re minore. La tonalità cambia nuovamente verso Mi minore nella sezione “Qui crolla il tempo delle cattedrali”, dove la voce sale e la tensione musicale raggiunge il punto culminante.

SezioneTonalità indicataCaratteristica
Inizio e prima ripresaDOmAtmosfera solenne e narrativa
Sezione successivaREmCambio di tonalità
FinaleMImVoce più alta e climax drammatico

La progressione musicale sostiene il significato delle parole: la prima parte costruisce un’immagine monumentale dell’arte, mentre il finale aumenta il senso di minaccia e prepara l’ingresso nella tragedia di Notre Dame de Paris.

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