Alla Certosa di Bologna il nome di Fatima compare in due contesti profondamente diversi: Fatima Miris, nome d’arte di Maria Frassinesi, è una delle figure eccentriche e affascinanti ricordate nella Queer Art Walk tra le tombe del cimitero monumentale; Fatima bint Muhammad è invece la figlia del Profeta Muhammad, una delle figure più venerate della tradizione islamica, soprattutto sciita.
La Certosa custodisce secoli di storia e soprattutto centinaia di storie poco conosciute ma decisamente affascinanti, e per questo continua a ispirare format artistici e culturali. La passeggiata dedicata ai diversi modelli di maschilità e alle personalità insolite sepolte nel cimitero permette di incontrare anche la vicenda di Fatima Miris, artista trasformista famosa in tutto il mondo.
Fatima Miris alla Certosa di Bologna
Fatima Miris, al secolo Maria Frassinesi (1882-1954), un’artista trasformista famosa in tutto il mondo, nata da una nobile famiglia modenese a Cuneo, si trasferì a Bologna, in una bellissima villa in viale Aldini, vivendo qui in inverno e in estate a Mirandola.
Una vita ricca e avventurosa la sua, frutto di un talento precoce per l’esibizione e il trasformismo reso celebre in quegli anni da Leopoldo Fregoli, tanto che fu chiamata la “Fregoli in gonnella”. Debuttò nel 1903 al Teatro Duse, allora Teatro Brunetti e le sue tournée all’estero furono leggendarie, specialmente quando attraversò il Rio delle Amazzoni con 63 cassoni di abiti, scene e parrucche con i quali passava con disinvoltura da personaggi maschili a femminili.

La sua storia rientra nel percorso della “Queer Art Walk”, una camminata tra le lapidi condotta da Flavia Monceri, ordinario di Filosofia Politica che si è ispirata alle Queer Art Chat del Moma di New York. Il percorso fa scoprire personalità e storie poco note ed estremamente affascinanti.
La Queer Art Walk tra le tombe della Certosa
La Certosa custodisce secoli di storia e soprattutto centinaia di storie poco conosciute ma decisamente affascinanti, e per questo continua a ispirare format artistici e culturali. La passeggiata porta i visitatori a scoprire personaggi qui sepolti, che hanno incarnato vari tipi di mascolinità e che sono stati, in un certo modo, eccentrici e insoliti.
Proprio come Carlo Broschi, meglio noto come Farinelli, forse il più importante cantante lirico castrato della storia, che nacque ad Andria il 24 gennaio 1705 e morì a Bologna il 16 settembre 1782: a Bologna si era trasferito a 56 anni, eleggendo la città a luogo in cui trascorrere la sua vecchiaia dopo una carriera straordinaria in tutto il mondo.
Nella passeggiata si scoprirà anche il sepolcro che ospita il medico Antonio Cavara e il suo giovane amico Giulio Campagnoli, suo convivente, che prese il posto della moglie del Cavara, sepolta lontana dal consorte, anche da defunto: “Che la morte non separi ciò che la vita ha unito” è la dichiarazione, sulla tomba, decisamente avanti per i tempi.
Il percorso comprende inoltre il monumento composto da un alto cippo in porfido, sormontato dal busto in bronzo di Alfieri Maserati, pilota e fondatore della casa automobilistica, e ne esalta le imprese sportive e imprenditoriali attraverso riferimenti alla simbologia della Roma imperiale.
Co-conduttore di questa inconsueta passeggiata è Roberto Martorelli, responsabile del progetto di valorizzazione e restauro della Certosa.
Fatima bint Muhammad: la figura storica
La Mecca 605 ca. - Medina 632.
Figlia prediletta del Profeta Muhammad (Maometto) Fatima ha avuto il singolare destino di una straordinaria fortuna postuma, sebbene della sua breve vita non sappiamo moltissimo e sebbene, di primo acchito, appaia una figura scialba se paragonata a sua madre, Khadija, e soprattutto a un’altra moglie del Profeta, ‘Aisha.
Di fatto, si può paragonarla a Maria madre di Gesù, essa stessa di modesta rilevanza nei Vangeli canonici ma in seguito oggetto di un culto universale. La tradizione più accreditata afferma che Fatima nacque nel 605, ultima di quattro figlie femmine di Muhammad e Khadija (tutti i figli maschi del Profeta morirono in tenera età).
Fu fatta sposare al cugino del padre, ‘Ali, e dal matrimonio nacquero Hasan nel 625 e Husayn nel 626, i due unici discendenti maschi del Profeta, oltre a due femmine. Toccò a Fatima e al marito ‘Ali seppellire Muhammad subito dopo la sua morte nel giugno 632, ma la giovane non gli sopravvisse a lungo, morendo a sua volta pochissimi mesi dopo o al più tardi all’inizio del 633.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Nascita | La Mecca, 605 ca. |
| Morte | Medina, 632 o al più tardi all’inizio del 633 |
| Padre | Muhammad |
| Madre | Khadija |
| Marito | ‘Ali |
| Figli | Hasan e Husayn, oltre a due femmine |
Il carattere e il ruolo di Fatima
Le testimonianze le attribuiscono un carattere malinconico e riservato, nonostante l’affetto privilegiato di cotanto genitore che giunse perfino a proibire ad ‘Ali di prendere una seconda moglie onde non arrecarle dolore.
Questi i dati scarni, sicuri, di una biografia che si è aureolata di leggenda. Fatima è stata infatti descritta innanzi tutto come madre e moglie esemplare, come il modello della moglie e della madre, senza derogare al posto a lei dovuto all’interno della società.
È stata Fatima ad aver scelto ‘Ali, non subì l’imposizione dei costumi patriarcali, sebbene altri maggiorenti di Mecca la desiderassero. Si trattava di una scelta predestinata per il bene dell’umanità, ma comunque effettuata nella piena consapevolezza della speciale statura del suo sposo.
Il grande pensatore sciita rivoluzionario ‘Ali Shariati (1933-1977) così ne parla: “Che cosa ha da offrire l’Islam al tempo presente? Il volto di Fatima, il volto di una donna che ha vissuto, parlato, svolto un ruolo nella moschea, nella società, nella formazione dei figli, nella famiglia, nell’impegno sociale”.
Fatima e la famiglia del Profeta
L’aspetto più caratterizzante è in ogni caso quello che ne fa il personaggio femminile della “famiglia del Profeta”, gli ahl al-bayt, venerata dai sunniti ma esaltata al massimo grado dagli sciiti che, come noto, riconoscono in ‘Ali il primo imam e l’autentico successore designato di Muhammad.
Il Corano nel versetto 33,33 accenna all’eccellenza degli ahl al-bayt, che Dio accredita di speciale purezza, pur senza citarli per nome, ed è la tradizione successiva che fa di Muhammad, Fatima, ‘Ali, Hasan e Husayn i “cinque puri”, coloro i quali furono insieme avvolti per protezione e distinzione dal mantello del Profeta.
La cerchia ristretta perciò non comprende Zaynab, figlia di ‘Ali e Fatima e dunque sorella di Hasan e Husayn. Ma Zaynab pure è veneratissima, perché fu lei nel 680 a Kerbelà a raccogliere le reliquie del corpo scempiato di Husayn, ucciso dagli Omayyadi, e a lei è dedicato un celebre frequentatissimo santuario al Cairo nel popolare quartiere di Sayyida Zaynab.

Fatima “la splendente”
Fatima venne poi denominata “la splendente” (al-zahra) ed è attributo quanto mai appropriato se si pensa a una interpretazione mistica sciita del famoso versetto coranico “della Luce” (24,35) che contiene un’allegoria della Luce di Dio come di una nicchia in cui vi è una lampada, contenuta in un cristallo, che brilla come stella lucente.
Ebbene, la nicchia indicherebbe proprio Fatima, figlia di Muhammad e moglie di ‘Ali, ricettacolo della vita; il cristallo rappresenterebbe Hasan, il primo figlio di Fatima e ‘Ali, la cui fragilità era simile a quella di un vetro; Husayn, il secondo e più celebre figlio di Fatima e ‘Ali, sarebbe raffigurato dalla stella lucente, essendo luce e guida degli uomini, esempio per tutti col suo martirio.
La mano di Fatima e la devozione popolare
Su Fatima sono state scritte innumerevoli laudi e poemi, esaltandone l’eccezionalità e l’immacolatezza, e il suo nome è oggetto di preghiere e fonte di protezione.
La “mano di Fatima” è un amuleto che si vende in tutti i mercatini delle città arabo-islamiche e che moltissime donne portano al collo o al polso. A forma, appunto, di mano, iscritto di versetti coranici, giaculatorie e scongiuri, è ritenuto assai efficace contro il malocchio.

La dinastia dei Fatimidi
Una delle più importanti dinastie sciite che abbiano regnato sul mondo musulmano, sia pure ismailita e non imamita maggioritaria, è stata quella dei Fatimidi che facevano risalire alla discendenza di Fatima la loro origine e che istituirono un califfato in Nord Africa e in Egitto tra il 909 e il 1171.