Le preghiere eucaristiche nascono come “imitazione” di quanto Gesù fece all’ultima cena quando prese il pane e il calice, rese grazie e li distribuì ai discepoli. Tali testi che elevano a Dio un ringraziamento per l’opera della creazione e della salvezza in Cristo, chiedendo la discesa dello Spirito sull’assemblea, sul pane e sul vino, sono stati “riscoperti” e rivalutati solo negli anni ’60 del secolo scorso.
La riforma liturgica del Vaticano II ha messo in luce l’importanza dei dati storici dimostrando la possibilità di attingere ai testi arcaici delle anafore, soprattutto orientali, per ottenere una rinnovata “attiva partecipazione” all’eucaristia; sono state quindi composte nuove preghiere, rielaborando quelle arcaiche della tradizione, e sono state inserite nel nuovo Messale romano di Paolo VI. La nuova edizione dell’opera di Enrico Mazza, che riunisce in un solo volume il commento alle preghiere eucaristiche e il materiale documentario, si propone di approfondire la conoscenza di una parte fondamentale dell’eucarestia e di accompagnare il lettore alla scoperta di un prezioso capitolo della preghiera cristiana.
Le odierne preghiere eucaristiche
Le odierne preghiere eucaristiche di Enrico Mazza è un’opera dedicata alla comprensione storica, liturgica e teologica delle preghiere eucaristiche. L’opera è pubblicata da EDB nella collana Studi e ricerche di liturgia, con data di pubblicazione indicata al 1 gennaio 2014, e conta 432 pagine.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Autore | Enrico Mazza |
| Editore | EDB |
| Collana | Studi e ricerche di liturgia |
| Data di pubblicazione | 1 gennaio 2014 |
| ISBN | 8810416341 |
| EAN | 9788810416341 |
| Pagine | 432 |
| Formato | brossura |
| Argomento | Cattolicesimo romano, chiesa cattolica romana |
L’opera è collegata a una precedente pubblicazione in due volumi, apparsa a Bologna nel 1984. La descrizione bibliografica comprende i titoli Struttura, fonti, teologia e Testi e documenti editi ed inediti.
La nuova edizione riunisce in un solo volume il commento alle preghiere eucaristiche e il materiale documentario. In questo modo, l’analisi interpretativa e la documentazione relativa ai testi vengono presentate insieme, permettendo di seguire più direttamente il rapporto tra le fonti, la struttura delle preghiere e il loro significato teologico.

Origine e significato delle preghiere eucaristiche
Le preghiere eucaristiche nascono come “imitazione” di quanto Gesù fece all’ultima cena quando prese il pane e il calice, rese grazie e li distribuì ai discepoli. Il loro centro è quindi legato al gesto di Cristo nell’ultima cena e alla sua ripresa rituale nella celebrazione della Chiesa.
Tali testi elevano a Dio un ringraziamento per l’opera della creazione e della salvezza in Cristo. Nello stesso tempo chiedono la discesa dello Spirito sull’assemblea, sul pane e sul vino, mettendo in relazione il rendimento di grazie, la memoria dell’opera salvifica e l’invocazione dello Spirito.
La preghiera eucaristica non è dunque soltanto una formula pronunciata durante la celebrazione, ma costituisce una parte fondamentale dell’eucaristia. La sua struttura raccoglie il ringraziamento rivolto a Dio, il riferimento alla salvezza in Cristo e la richiesta della presenza e dell’azione dello Spirito.
La riscoperta nel Novecento
Le preghiere eucaristiche sono state “riscoperte” e rivalutate solo negli anni ’60 del secolo scorso. La riforma liturgica del Vaticano II ha messo in luce l’importanza dei dati storici, mostrando che la storia della liturgia poteva contribuire alla comprensione e al rinnovamento della celebrazione.
La riforma liturgica ha dimostrato la possibilità di attingere ai testi arcaici delle anafore, soprattutto orientali, per ottenere una rinnovata “attiva partecipazione” all’eucaristia. Sono state quindi composte nuove preghiere, rielaborando quelle arcaiche della tradizione, e sono state inserite nel nuovo Messale romano di Paolo VI.
Il riferimento alle anafore antiche permette di considerare la preghiera eucaristica dentro una storia più ampia, nella quale le diverse tradizioni cristiane hanno elaborato forme di ringraziamento, memoria e invocazione dello Spirito. L’interesse per queste fonti non consiste soltanto nel loro valore documentario, ma anche nella possibilità di comprendere meglio la celebrazione contemporanea.
Fonti, struttura e teologia
Il catalogo bibliografico presenta l’opera sotto il soggetto “Eucaristia - Teologia liturgica” e “Preghiere eucaristiche - Testi”. Queste indicazioni sintetizzano i due principali livelli dell’indagine: da una parte la riflessione teologica e liturgica sull’eucaristia, dall’altra l’esame concreto dei testi delle preghiere.
Il titolo Struttura, fonti, teologia indica inoltre tre prospettive strettamente connesse. La struttura riguarda il modo in cui la preghiera è composta e articolata; le fonti riguardano la tradizione dalla quale i testi traggono elementi e forme; la teologia riguarda il significato cristiano del ringraziamento, della salvezza e dell’invocazione dello Spirito.
Il secondo volume, Testi e documenti editi ed inediti, integra l’analisi con il materiale documentario. L’accostamento tra commento e documentazione consente di approfondire la conoscenza di una parte fondamentale dell’eucarestia e di accompagnare il lettore alla scoperta di un prezioso capitolo della preghiera cristiana.
Il rapporto con la riforma liturgica
La riforma liturgica del Vaticano II ha avuto come riferimento i dati storici e le forme arcaiche delle anafore. Il nuovo Messale romano di Paolo VI ha accolto nuove preghiere composte attraverso la rielaborazione di testi arcaici della tradizione.
Il rapporto tra tradizione e riforma è affrontato da Mazza anche nello studio I messali di Paolo VI e di Giovanni XXIII: un confronto, pubblicato nel 2007. La logica inesorabile che governa la comunicazione pubblica oggi (soprattutto quella dei giornali e della televisione) ha contrapposto radicalmente il messale di Pio V (ma sarebbe più corretto dire: di Giovanni XXIII) a quello di Paolo VI.
È esattamente la raffigurazione respinta da Benedetto XVI quando afferma che nella liturgia cattolica si dà crescita nella continuità, non rottura. In realtà - come mostra il documentato studio storico di don Enrico Mazza (membro della redazione e docente di Storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano) - non esiste cesura tra i due messali, ma una logica comune.
Entrambi infatti recepiscono i criteri della partecipazione attiva dei fedeli, introdotti dall’ “Instructio de Musica sacra et sacra Liturgia” di Pio XII (1958). Il messale di Paolo VI - avendo alle spalle la Sacrosanctum Concilium, che nella partecipazione attiva aveva un principio ispiratore - ne ha dato uno sviluppo più ampio sotto il profilo dell’impianto rituale.
Certo, in questa linea il cammino della riforma liturgica non è ancora compiuto. Ma quest’ultimo argomento, di cruciale importanza anche pastorale, merita un’autonoma e approfondita trattazione, qui necessariamente solo abbozzata.
La partecipazione attiva all’eucaristia
La questione della “partecipazione attiva” è legata a una problematica teologico-liturgica centrale, quella dell’efficacia del sacramento. L’impostazione teologica del Vaticano II, in sintonia con quella agostiniana, lega la fruttuosità della celebrazione sacramentale alla partecipazione attiva.
Infatti: «dato che il sacramento è partecipazione dell’evento di salvezza, chi partecipa al sacramento partecipa alla salvezza. L’evento salvifico - non in se stesso, ma in tanto in quanto i fedeli vi partecipano nel rito - è la grazia del sacramento».
Don Enrico Mazza, membro della redazione e docente di Storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano, ripercorre pazientemente lo sviluppo di questa categoria dalla Inter sollicitudines (1903) al Vaticano II, quando, nella Sacrosanctum Concilium, acquisisce un rilievo centrale ponendo le basi per una più profonda trattazione della causalità sacramentale.
In questa prospettiva, la partecipazione attiva non è separata dalla preghiera eucaristica, ma riguarda il modo in cui i fedeli prendono parte all’evento celebrato. La fruttuosità del sacramento viene collegata alla partecipazione dei fedeli al rito, nel quale l’evento salvifico è reso presente alla loro esperienza liturgica.
La traduzione dei testi eucologici
La liturgia domenicale (e in essa la preghiera eucaristica) è il momento più importante della vita delle nostre Chiese. Per questo la traduzione dei testi eucologici richiede grande cura, come sottolinea l’istruzione della Congregazione del Culto Divino Liturgiam authenticam (2001), che impone una traduzione più letterale dei testi della liturgia.
In questa prospettiva don Enrico Mazza, docente di Storia della liturgia alla Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica di Milano, esamina la traduzione di quattro importanti punti della preghiera eucaristica del Messale Romano. L’analisi mostra come alcune scelte meglio corrispondano al testo latino e insieme siano più pertinenti sotto il profilo teologico.
La traduzione diventa quindi una questione liturgica e teologica, perché le scelte linguistiche incidono sulla forma con cui la Chiesa esprime il rendimento di grazie, la memoria della salvezza e l’invocazione dello Spirito. La cura richiesta dai testi eucologici riguarda contemporaneamente la fedeltà al testo latino e la pertinenza teologica delle formulazioni.
La continuità della tradizione eucaristica
Il contributo di don Enrico Mazza Due concezioni dell’eucaristia: il Medioevo e l’epoca patristica, pubblicato nel 2006, illustra con chiarezza i due diversi paradigmi di comprensione dell’eucaristia che si sono avvicendati nella storia della Chiesa, quello patristico e quello medievale.
La ricostruzione ha un significato rilevante, se si considera che fino al Vaticano II il concreto modo di celebrare l’eucaristia era improntato alla dottrina medievale e che la riforma liturgica ha avuto invece come modello di riferimento la concezione tipologica dei sacramenti, risalente originariamente alla Scrittura e ai primi secoli della tradizione cristiana.
Il testo riproduce, lievemente ridotta, la relazione che l’Autore ha tenuto ad Assisi nel giugno scorso per il Convegno dei Sacramentini in occasione dei 150 anni di fondazione della congregazione. Il confronto tra l’epoca patristica e il Medioevo contribuisce a comprendere il quadro storico nel quale si collocano le odierne preghiere eucaristiche.
La ripresa della tradizione antica non significa una semplice riproduzione di testi del passato. La riforma liturgica ha utilizzato le fonti arcaiche delle anafore per elaborare nuove preghiere e per sostenere una rinnovata partecipazione dei fedeli all’eucaristia.
La Liturgia - Conferenza Prima parte con fr. Luca Fallica
La preghiera eucaristica nella vita della Chiesa
La liturgia domenicale (e in essa la preghiera eucaristica) è il momento più importante della vita delle nostre Chiese. Questa centralità spiega l’attenzione dedicata da Mazza alla storia dei testi, alla loro traduzione, alla loro struttura e al loro significato teologico.
La partecipazione dei fedeli all’eucaristia è inoltre legata alla concreta qualità della celebrazione. Don Enrico Mazza mette in evidenza un aspetto problematico della pastorale liturgica oggi: la partecipazione dei bambini e dei ragazzi all’eucaristia.
La qualità di tale partecipazione - va riconosciuto con franchezza - è generalmente piuttosto bassa. Sull’inconveniente sarebbe opportuna una verifica coraggiosa, anche perché di fatto è in gioco una chance importante nella trasmissione della fede alle future generazioni: come si può pensare infatti che una lunga consuetudine di estraneità al rito centrale della vita cristiana non lasci un segno profondo?
Eppure, anche nella nostra epoca secolarizzata, bambini e fanciulli sono naturalmente religiosi. Cosa c’è che non va? L’Autore dà una risposta articolata e alcuni suggerimenti attraverso la ripresa puntuale di un autorevole testo di oltre trent’anni fa, il Direttorio per la Messa con i fanciulli, attualissimo e largamente disatteso nella pratica.
Gli spunti per un rinnovamento sono molti, ma il discorso ultimamente converge in un punto decisivo (che è anche snodo essenziale della riforma liturgica), la capacità di presiedere bene: «Nella celebrazione eucaristica con i fanciulli, molto dipende dal sacerdote, che deve essere un grande orante per comunicare ai bambini il fascino della preghiera e coinvolgerli con sé nell’eucaristia».
Il profilo degli studi di Enrico Mazza
Enrico Mazza è docente di Storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano. I suoi studi collegano la ricerca storica sulle forme della celebrazione con l’analisi dei testi e con le questioni teologiche e pastorali poste dalla partecipazione all’eucaristia.
Tra i suoi lavori figurano Le preghiere eucaristiche del Messale romano. Alcuni problemi di traduzione, pubblicato nel 2010, La partecipazione attiva alla liturgia e l’efficacia dei sacramenti, pubblicato nel 2009, I messali di Paolo VI e di Giovanni XXIII: un confronto, pubblicato nel 2007, Due concezioni dell’eucaristia: il Medioevo e l’epoca patristica, pubblicato nel 2006, e A messa con i fanciulli. Un problema nella trasmissione della fede, pubblicato nel 2005.
Questi contributi affrontano aspetti diversi ma collegati: la traduzione dei testi eucologici, l’efficacia dei sacramenti, la continuità tra i messali, i paradigmi storici di comprensione dell’eucaristia e la partecipazione dei bambini e dei ragazzi alla celebrazione.
- Le preghiere eucaristiche del Messale romano. Alcuni problemi di traduzione: analisi di quattro importanti punti della preghiera eucaristica del Messale Romano.
- La partecipazione attiva alla liturgia e l’efficacia dei sacramenti: sviluppo della categoria della partecipazione attiva dalla Inter sollicitudines (1903) al Vaticano II.
- I messali di Paolo VI e di Giovanni XXIII: un confronto: studio della continuità e della logica comune tra i due messali.
- Due concezioni dell’eucaristia: il Medioevo e l’epoca patristica: confronto tra il paradigma patristico e quello medievale.
- A messa con i fanciulli. Un problema nella trasmissione della fede: attenzione alla qualità della partecipazione dei bambini e dei ragazzi all’eucaristia.
Una lettura unitaria delle preghiere eucaristiche
Considerata nel suo insieme, la ricerca di Enrico Mazza presenta la preghiera eucaristica come un punto d’incontro tra tradizione, riforma liturgica, teologia sacramentale e partecipazione ecclesiale. I testi sono studiati nella loro storia, nella loro forma, nelle loro fonti e nelle loro conseguenze per la celebrazione.
Le preghiere eucaristiche elevano a Dio un ringraziamento per l’opera della creazione e della salvezza in Cristo, chiedendo la discesa dello Spirito sull’assemblea, sul pane e sul vino. La loro comprensione richiede quindi attenzione sia alla tradizione dalla quale provengono sia al modo in cui vengono proclamate e accolte nell’assemblea.
La nuova edizione dell’opera di Enrico Mazza, che riunisce in un solo volume il commento alle preghiere eucaristiche e il materiale documentario, si propone di approfondire la conoscenza di una parte fondamentale dell’eucarestia e di accompagnare il lettore alla scoperta di un prezioso capitolo della preghiera cristiana.
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