Don Stefano Giaquinto, parroco del Duomo di Casagiove e punto di riferimento per la comunità

Don Stefano Giaquinto è il parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo di Casagiove, nella provincia di Caserta, appartenente alla Diocesi di Capua. La parrocchia, situata in Via Iovara 113, è descritta come una comunità dalle porte sempre aperte, impegnata nella preghiera, nell’accoglienza e nel sostegno alle persone più fragili.

Martedì 27 maggio 2025 ricorrerà il 30° anniversario della sua Ordinazione Presbiterale. La celebrazione avrà luogo proprio nella chiesa di San Michele, cuore spirituale della comunità locale, alle ore 19:00, con una Celebrazione Eucaristica solenne presieduta da S. E. l’Arcivescovo Pietro Lagnese, Pastore della Diocesi di Capua.

Chiesa di San Michele Arcangelo Casagiove

La parrocchia di San Michele Arcangelo a Casagiove

La Chiesa di San Michele Arcangelo di Casagiove è collocata in Via Iovara, 113, a Casagiove (CE), e appartiene alla Regione Ecclesiastica Campania e alla Diocesi di Capua. La parrocchia di S. Michele Arcangelo rappresenta il principale riferimento ecclesiale per la comunità affidata a don Stefano Giaquinto.

VoceInformazione
ParrocchiaS. Michele Arcangelo
ComuneCasagiove (CE)
IndirizzoVia Iovara, 113
DiocesiDiocesi di Capua
Regione ecclesiasticaCampania
ParrocoDon Stefano Giaquinto

Cerco ogni giorno di rendere la parrocchia che mi è stata affidata, San Michele Arcangelo di Casagiove, provincia di Caserta, una casa dalle porte sempre aperte, come insegna papa Francesco. Qui ho imparato a sognare una «Chiesa in uscita».

Il 30° anniversario dell’Ordinazione Presbiterale

Un traguardo importante e carico di significato quello che si appresta a celebrare don Stefano Giaquinto, parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo di Casagiove. Martedì 27 maggio 2025, infatti, ricorrerà il 30° anniversario della sua Ordinazione Presbiterale.

Don Stefano, che in questi tre decenni ha rappresentato un punto di riferimento per fedeli, giovani, famiglie e realtà associative del territorio, ha voluto condividere questo momento di gioia e gratitudine con tutti coloro che lo hanno accompagnato nel suo cammino pastorale.

Nel messaggio diffuso alla comunità, ha scritto: “Nella Grazia del Signore sono lieto di vivere e gioire con voi questo traguardo. Grato nel cuore e forte nella preghiera, vi invito e vi aspetto.”

L’anniversario sarà occasione non solo di festa, ma anche di raccoglimento e riflessione sul valore della vocazione sacerdotale e sul cammino fatto insieme alla comunità di Casagiove. L’intera cittadinanza è invitata a partecipare a questo momento di preghiera e riconoscenza, testimoniando l’affetto e la stima verso un sacerdote che da trent’anni si dedica con passione e dedizione al servizio di Dio e del prossimo.

La celebrazione nella chiesa di San Michele

La celebrazione avrà luogo proprio nella chiesa di San Michele, cuore spirituale della comunità locale, alle ore 19:00, con una Celebrazione Eucaristica solenne presieduta da S. E. l’Arcivescovo Pietro Lagnese, Pastore della Diocesi di Capua.

La ricorrenza unisce il significato personale dell’anniversario sacerdotale alla dimensione comunitaria della parrocchia. Il cammino di don Stefano viene così ricordato insieme ai fedeli, alle famiglie, ai giovani e alle realtà associative che negli anni hanno condiviso l’attività pastorale e sociale della comunità.

Una «Chiesa in uscita»

I miei maestri? Accanto a don Peppino Diana e al beato Pino Puglisi, don Tonino Bello. Durante gli anni di seminario avevo sentito parlare di lui, un vescovo fatto popolo. Nonostante il divieto dei superiori, riuscii a conoscerlo. E tuttora mi ispira.

Quando sono arrivato, nel 2014, le idee non mi mancavano. Decisi di mettere su, con un gruppo di donne e uomini che si lasciarono coinvolgere, alcune opere di solidarietà per il prossimo più bisognoso.

Qualcuno obiettò che la nostra fosse una «chiesa a tempo determinato». Invece il sentiero della legalità vissuto in forma comunitaria in nome di Gesù si sta rivelando - seppure a tratti pericoloso - rigenerante, per la parrocchia e per il territorio.

Questo impegno dai risvolti sociali diventa «profezia», fondata sulla teologia della strada e non sulla «chiacchierologia». Ora è il tempo di continuare a seminare.

Centro parrocchiale servizi solidarietà Casagiove

Il Centro Il Nazareno e le opere di solidarietà

Oggi, dieci anni dopo, sono servizi che offriamo gratuitamente nel Centro Il Nazareno: la mensa e le docce per i poveri, il poliambulatorio, il centro raccolta di beni di prima necessità, il primo soccorso ai tossicodipendenti.

Segni più che parole. Le attività realizzate nel territorio affiancano la celebrazione liturgica e mostrano una concezione della parrocchia come luogo di accoglienza, ascolto e sostegno concreto.

ServizioDestinatari o funzione
MensaPersone povere
DoccePersone povere
PoliambulatorioAssistenza sanitaria
Centro raccoltaBeni di prima necessità
Primo soccorsoTossicodipendenti

Casa De’ Paoli e la Rete Vincenziana

Casa De’ Paoli, il centro di distribuzione di abiti usati in via Jovara, 124, a Casagiove, fa parte, insieme alla mensa, all’ambulatorio e al doposcuola, delle opere-segno della Rete Vincenziana in città.

La struttura rappresenta uno dei luoghi nei quali l’impegno della comunità si traduce in aiuti rivolti alle persone in condizioni di difficoltà. L’attività delle volontarie e degli operatori si inserisce nel più ampio lavoro sociale promosso sul territorio.

L’aggressione a Casa De’ Paoli

È caccia all'uomo dopo il tentativo di aggressione ai danni di don Stefano Giaquinto, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo a Casagiove. La polizia di Stato della questura di Caserta è sulle tracce del cittadino nordafricano che giovedì pomeriggio ha fatto irruzione in Casa De' Paoli, il centro di distribuzione di abiti usati in via Jovara 124, seminando il panico.

L'episodio è scaturito dalla banale questione di una fila non rispettata. L'uomo ha iniziato a inveire contro le volontarie che gestiscono il centro, parte delle opere-segno della Rete Vincenziana che comprende anche mensa, ambulatorio e doposcuola.

Avvertito da alcuni fedeli, don Stefano è accorso sul posto per sedare gli animi. Il tentativo di mediazione si è rivelato inutile. Anzi. L'uomo ha sputato in faccia al sacerdote e ha tentato di aggredirlo fisicamente.

Solo la presenza di altre persone ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. Le minacce si sono estese anche alla madre del parroco che, affacciatasi dal balcone nel vedere il figlio aggredito, è stata investita da insulti e volgarità.

All'arrivo delle forze dell'ordine, l'aggressore si è dato alla fuga. «Tanta furia non la capisco», ha raccontato don Stefano. «Ha inveito anche verso le volontarie, parole impronunciabili e poi è scappato quando sono arrivate le forze dell’ordine che ho allertato».

Il sacerdote ha ribadito la volontà di non interrompere il servizio della comunità. «Queste cose dispiacciono perché non ci sono motivi per avere queste reazioni negative da parte delle persone che aiutiamo. Ma continueremo con la nostra opera sul territorio».

Le minacce e l’impegno per la legalità

Non è la prima volta che don Stefano viene preso di mira. Il parroco è noto per la sua attività a favore dei giovani, il recupero dei tossicodipendenti, l'assistenza alle famiglie in difficoltà.

Anche per questo lo hanno reso più volte oggetto di minacce. Tanto che don Stefano è oggi "attenzionato" dalle forze dell'ordine.

Mi avevano etichettato subito come «prete strano e senza futuro». Anche perché dinanzi a palazzi costruiti illegalmente e a tantissime «stranezze» burocratiche, ho iniziato ad affrontare e sfidare la criminalità organizzata.

Con le uniche «armi» che realizzano il bene: le parole del Vangelo. Amore e misericordia.

Gli episodi intimidatori

Il cammino non è semplice. Diverse volte i clan hanno tentato di ostacolare la via tracciata con agguati simbolici.

Ci hanno fatto trovare un cumulo di rifiuti ingombranti e speciali al Nazareno. Hanno appiccato un incendio lì vicino. In sagrestia uno spacciatore mi ha assalito con un punteruolo.

E «simpatiche sorprese» simili me le hanno preparate più volte sotto casa. Devo dire che lo Stato è sempre stato subito presente.

Giovani, famiglie e persone vulnerabili

Don Stefano ha rappresentato un punto di riferimento per fedeli, giovani, famiglie e realtà associative del territorio. La sua attività comprende il sostegno alle famiglie in difficoltà, l’impegno a favore dei giovani e il recupero dei tossicodipendenti.

Le opere realizzate nel Centro Il Nazareno, insieme ai servizi della Rete Vincenziana, costituiscono una rete di interventi orientati alle necessità essenziali: alimentazione, igiene, assistenza sanitaria, beni di prima necessità, sostegno educativo e aiuto alle persone colpite dalla dipendenza.

La comunità cristiana e la responsabilità civile

Sono convinto che la camorra non farà più paura se come società e come Chiesa riusciremo a gettare semi di speranza.

Noi come credenti siamo chiamati a essere innanzitutto cittadini credibili e coraggiosi, a non fare passi indietro di fronte a minacce, collusioni e soprusi.

Ricordo uno striscione che vedevo quando seguivo la Juvecaserta Basket in giro per l’Italia: «Coerenza e mentalità». È ciò a cui dobbiamo aspirare per sconfiggere ogni mafia.

Le porte aperte anche a chi vuole cambiare

Contro la camorra. Ma, allo stesso tempo, per i camorristi che vorranno pentirsi e convertirsi, le porte sono sempre aperte, con mani tese per ripartire insieme, alla scuola del Vangelo.

La parrocchia di San Michele Arcangelo viene così presentata come uno spazio nel quale la preghiera, la solidarietà, la legalità e la possibilità di cambiamento fanno parte dello stesso cammino comunitario.

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