Don Gaudioso Mercuri è stato parroco delle parrocchie di San Nicola Vescovo e Santo Stefano Protomartire di Varapodio, dove ha guidato la comunità con fermezza, attenzione pastorale e particolare impegno nelle attività religiose, sociali, culturali ed educative.
Durante il suo ministero a Varapodio ha promosso la catechesi, le iniziative della Caritas, la formazione alla legalità, le attività sportive per i giovani, la vicinanza alle persone fragili e numerosi momenti di preghiera e di evangelizzazione, lasciando un segno riconosciuto dalla comunità fino al conferimento della cittadinanza onoraria.
L’ingresso di don Gaudioso nelle parrocchie di Varapodio
Domenica scorsa, 7 gennaio, giorno del Battesimo di Gesù, la comunità di Varapodio ha vissuto un momento di profonda emozione e partecipazione con l’ingresso del nuovo parroco, don Gaudioso Mercuri, nelle parrocchie di San Nicola Vescovo e Santo Stefano Martire. L’arrivo del sacerdote è stato accolto da un interminabile applauso da parte dei fedeli, giunti anche da Maropati, Giffone, Anoia, Gioia Tauro e Laureana di Borrello, per condividere con lui questo evento significativo.
La solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, Francesco Milito, ha visto conferire a don Gaudioso il mandato canonico secondo le norme del diritto canonico. Il parroco subentra a don Domenico Caruso, che ha lasciato l’incarico a causa di impegni diocesani gravosi.
Prima della celebrazione, il vescovo e il nuovo parroco si sono raccolti in ginocchio davanti al Santissimo, in un momento di preghiera silenziosa e intima. Durante il rito, don Gaudioso ha ricevuto la benedizione vescovile, con i riti di aspersione e incensazione, simboli del percorso di rinnovamento spirituale della comunità cristiana.
Un rappresentante della parrocchia ha quindi rivolto un breve saluto, ringraziando il parroco uscente e accogliendo calorosamente il nuovo sacerdote. Emozionato e determinato, don Gaudioso, al suo sesto anno di sacerdozio e alla sua prima esperienza come parroco, ha espresso il desiderio di servire le comunità con generosità e cuore indiviso, estendendo attenzione a tutti, dai bambini agli anziani, dai malati ai poveri.
Ha ringraziato il Signore, il vescovo, i confratelli, le autorità civili e tutti i fedeli presenti, sottolineando come la sua missione sia guidata dall’amore per Dio e per la Chiesa. Il vescovo Milito ha invitato la comunità a sostenere il nuovo parroco e collaborare con lui per il bene comune.
Il momento più toccante è stato il rinnovo delle promesse sacerdotali e l’invito di don Gaudioso alla sedia presidenziale, simbolo del suo insediamento ufficiale. Al termine della cerimonia, il Sindaco di Varapodio, Orlando Fazzolari, ha consegnato una targa al nuovo parroco, accompagnata da un caloroso benvenuto.
La comunità ha poi offerto un aperitivo di accoglienza, mentre i giovani del gruppo “Angeli Veritatis” di Laureana hanno atteso don Gaudioso con striscioni e canti, esprimendo affetto e vicinanza.
Il contesto della nomina parrocchiale
Dopo la nomina dell’amministratore parrocchiale, Varapodio non è paese di “mangiapreti”.
Il 1° dicembre scorso S. E. Rev.ma Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi, ha nominato Don Benedetto Rustico Amministratore Parrocchiale della Comunità di Varapodio. La Celebrazione Eucaristica per la presentazione è stata presieduta da Mons. Giuseppe Varrà, Vicario Generale.
Don Benedetto - che è Parroco del Santuario Maria Santissima delle Grazie di Tresilico di Oppido Mamertina, RC - sarà un capace Amministratore. Uomo di grande esperienza è la persona giusta al posto giusto in attesa che il Vescovo provveda alla nomina del “nuovo” Pastore d’anime.
Buon servizio pastorale a Don Benedetto Rustico ed a Don Leonardo Manùli che lo affiancherà. La Comunità di Varapodio - Città Mariana, con la Madonna del Carmelo e del Rosario “immagini-simbolo” delle parrocchie di Santo Stefano Protomartire e di San Nicola Vescovo - necessita del Parroco, di questa presenza significativa che, prima o poi, tutti noi incontriamo nel cammino della vita.
La situazione delle parrocchie di Varapodio
Egli può essere oggetto della nostra indifferenza, delle nostre critiche, ma anche del nostro rispetto e della nostra ammirazione. Possiamo pregare per lui, esserne collaboratori entusiasti e ci si può relazionare al sacerdote in modi diversi, tuttavia resta sempre punto fermo nell’arco di una intera esistenza.
Il Parroco che verrà a Varapodio dovrà avere autorevolezza, che venga a fare il prete e che resti nello proprio àmbito parrocchiale per evitare reciproci sconfinamenti con “invasioni di campo”, non il parroco, del buongiorno di facciata, presenzialista, festaiolo, dei ripetuti rinfreschi, cene, banchetti e aperitivi, sempre in cerca di visibilità ed ostentare consensi nell’ansiosa attività - frenesia di cercare il nuovo, ma il nuovo non è sempre buono - al fine di ottenere audience anziché cercare misurata sobrietà; va bene la convivialità, ma quando si esagera…
Chi scrive vive, da sempre, nella Comunità di Varapodio e sente il dovere, di cristiano e di uomo, dire quanto accaduto. La gente conosce la mia indole buona, e la mia azione è per il bene comune confidando nel Signore.
Fatta eccezione per il periodo in cui è stato parroco Don Domenico Caruso - a cui vanno concordemente riconosciuti evidenti, chiari meriti per aver guidato la Comunità Parrocchiale al massimo dell’efficienza - gli altri ultimi parroci che si sono alternati non sono stati all’altezza del loro compito e che le “cose” non andassero bene era, oggettivamente, di tutta evidenza.
Il Vescovo di quel tempo, S. E. Mons. Francesco Milito, era perfettamente a conoscenza dell’andamento deficitario delle parrocchie. Allora ho chiesto a Mons. Milito - anche di persona, direttamente ed in più occasioni - di prendere gli adeguati provvedimenti sull’argomento parroci e parrocchie di Varapodio, ma sono stato cordialmente invitato dal Vescovo Milito al silenzio cristiano.
Quanto alle visite pastorali del Vescovo Milito a Varapodio esse sono state un…Tutto bene Madama la Marchesa…ma ora é più utile parlare che tacere. La soluzione ai problemi del parroco, Mons. Milito ha creduto trovarla con l’invio a Varapodio di Don Giovanni Rigoli offendendo, così facendo, l’intelligenza della gente e causando - considerata l’evidenza di quanto avvenuto - ulteriori danni.
L’alternanza dei parroci dal 2004 al 2024
Bisogna dire che fatti inconfutabili mettono in risalto che in 20 anni, dal 2004 al 2024, Varapodio ha avute sette Parroci uno dei quali, Don Domenico Caruso, nominato, nell’alternanza, due volte (SIC!).
| Parroci indicati | Periodo o successione |
|---|---|
| Don Antonio Iamundo | Uno dei parroci indicati nell’alternanza |
| Don Domenico Caruso | Nominato due volte |
| Don Salvatore Tucci | Uno dei parroci indicati nell’alternanza |
| Don Gaudioso Mercuri | Parroco di Varapodio |
| Don Giovanni Rigoli | Uno dei parroci indicati nell’alternanza |
| Il “nuovo” Parroco | Quello che verrà |
Questi i nomi dei sacerdoti: Don Antonio Iamundo; Don Domenico Caruso; Don Salvatore Tucci; Don Domenico Caruso; Don Gaudioso Mercuri; Don Giovanni Rigoli; il “nuovo” Parroco che verrà.
Si desume che la permanenza in Comunità è mediamente 1 Parroco ogni 2 anni e 8 mesi [20:7=2,8].
Di quanto è successo negli ultimi 20 anni occorre dire che la verità non stà mai da una parte sola, spesso si resta attaccati a delle “comode verità” non alla “Verità”, ma c’è, anche, la verità oggettiva sulla quale non si discute.
In siffatta situazione i parrocchiani non si voltino dall’altra parte e far finta di non vedere e di non sapere, guardino intorno perché i problemi non piovono dal cielo, ma sono nelle parrocchie e delle parrocchie e, quindi, dei cittadini; perciò invito alla riflessione e all’autocritica senza finzioni; cambiare è possibile per tutti, ma il cambiamento deve partire da noi.
É giunto il momento di darsi, tutti, una regolata! Amo il mio paese (ed è per questo che qui scrivo col cuore e con umida emozione) sono cresciuto a Varapodio, in Piazza Santo Stefano dove abito, all’ombra del campanile della Chiesa frequentando, sin da fanciullo, l’Azione Cattolica con il privilegio di avere avuto accanto l’amico Sacerdote Don Antonino Di Masi, Parroco di Varapodio, nella Comunità di Santo Stefano, per ben 57 anni.
Varapodio e la sua comunità
La gente di Varapodio [n° 1.999 Abitanti, ultima fonte Istat, da Rosetta Vaticano Ufficio Anagrafe del Comune] è cortese, molto ospitale e generosa e quì è luogo dove il forestiero è particolarmente benvenuto; tra gli altri ospiti attualmente vivono in paese brasiliani e argentini che sono felici dell’accoglienza mostrata loro dai Varapodiesi.
La bella cittadina - che di recente si è rifatta il look ed è ancora più bella, gradevole ed accogliente - è nota nella Piana di Gioia Tauro (e non solo) per il pensare positivo che i varapodiesi con energia emanano e trasmettono con semplicità e sorrisi dando l’avvio ad una forma di ospitalità che é un piccolo “modello” di vita da seguire.
É da più parti riferito che chi soggiorna a Varapodio è contento per la cordialità e le attenzioni ricevute e partendo saluta con un “arrivederci”. Necessita, opportunamente, annotare che le annose e recenti vicissitudini della Comunità parrocchiale e le conseguenze, non sono state, e non sono, di aiuto per lo sviluppo e il buon nome del paese per molto tempo assurto, negativamente, agli “onori” della cronaca, situazione che ha sminuito la “promozione” a favore del territorio prima attuata in vario modo dall’Amministrazione Comunale di Varapodio.
L’annosa “gestione” parrocchiale non efficiente evidenzia che la Comunità aveva bisogno, ed ha, particolari “cure” che dal “medico” non sono state “prestate”. Non essendo Varapodio paese di “mangiapreti” le “colpe” sono equamente da attribuire a tutti, nessuno escluso, ed ora non ha senso, e non giova, dividersi nel cercare i buoni ed i cattivi.
Il profilo pastorale richiesto alla guida della comunità
Quanto fin quì steso indica che le parrocchie di Varapodio hanno un problema e mi sembra che ora sia giunto il momento di prendere consapevolezza, di cambiare registro, dove necessario, e di chiudere un’epoca!
Lontano da me la volontà di causare sterili polemiche, ma se si vuole che la media di permanenza dei parroci si alzi è essenziale che arrivi a Varapodio idonea guida che resti per tanti salutari anni in seno alla sconfortata, smarrita Comunità che - se guidata dal Buon Pastore venuto, per tutti, per servire non per fare il padrone - crescerà in carità, grazia e santità per il bene della collettività, ed allora tanti fedeli andranno in Chiesa per pregare, frequentare i sacramenti ed essere veri cristiani.
I “doni” di Dio li riceviamo avendo accanto l’immagine del prete. Ne consegue che senza il prete, saremmo come pecore senza pastore: smarrite e confuse, incapaci di ritrovare la strada verso casa.
Per dirla con Don Mazzolari, vorremmo per parroco un uomo che sappia “vivere insieme agli altri, piangere insieme, amare insieme che abbia nostalgia di Dio, della Chiesa e della gente, nostalgia della povertà di Gesù, un uomo che parli con la sua vita”.
Un uomo non un supereroe, non un prete preconfezionato, ma un uomo che si è fatto Sacerdote perché ha sentito il richiamo di Qualcuno che l’ha cercato con tutti i suoi limiti e difetti. Un uomo che sia tra la gente presenza significativa in tutta la Comunità, aperto al dialogo, testimone autentico della Verità.
Un uomo con il prestigio che deve avere un Sacerdote ed a cui tutti dobbiamo riguardo! Un Uomo che al termine del giorno si chieda se ha insegnato la verità, dispensato grazie e guidato le anime a Dio. Un parroco che si faccia amare da tutti.
In maniera sommessa e garbata penso che questo sia il Parroco che attendiamo nominato da S.E. Mons. Giuseppe Alberti per “guidare” alla serenità questa sventurata Comunità di Varapodio.
Parroco che speriamo arrivi presto, affinché tutto ciò che può essere ora immaginato possa diventare realtà, nella speranza che il Vescovo voglia dedicare ai fedeli di Varapodio la necessaria attenzione anche per conoscere la realtà delle parrocchie e del paese; l’impegno profuso da S.E. potrebbe essere il punto di partenza per la rinascita.
Ma se non avviene il cambiamento in noi, nemmeno Sua Santità il Papa, se divenisse nostro Parroco, potrebbe salvarci! E se i miei desiderata con animo amico fossero eccessivi, ho fiducia che S. E. darà allo stesso modo di meno, ma non l’insufficienza perché determinerebbe la fine della Comunità varapodiese.
Per tutto quanto fin quì scritto: Absit iniuria verbis. Prego di cuore il Signore perché Iddio conceda a S. E. Mons. Alberti tutta l’abbondanza delle Sue grazie, dei Suoi lumi per la scelta del “nuovo” Parroco.
Le iniziative promosse da don Gaudioso
Don Gaudioso Mercuri, giovane ma già esperto, porta con sé saggezza, dedizione e amore per il servizio, lasciando ovunque una traccia indelebile di fede e carità.
Instancabile il parroco di Varapodio che dal suo arrivo nella ridente cittadina aspromontana ha totalmente cambiato il volto della stessa, e non solo in ambito religioso. È proprio così, la comunità religiosa di Varapodio respira ormai da qualche anno, una spiritualità che ha contagiato dai più grandi ai più piccoli.
“C’è spazio per tutti, ognuno potrà darsi da fare per il Signore e per i fratelli” così aveva dichiarato il giorno del suo insediamento come parroco don Gaudioso, e la promessa è stata mantenuta!
Sacerdote giovane, tenace. Non si contano gli eventi significativi che hanno arricchito la pastorale.
A partire dalla settimana vocazionale diocesana, celebrata in Varapodio 2 anni fa, che ha dato una scossa forte alla cittadina, che si è riversata nelle strade per accogliere le reliquie di S. Annibale Maria di Francia, e poi ha vissuto giornate di intensa preghiera e forte risveglio della fede.
L’arrivo, da Monte Sant’Angelo dell’imponente effige marmorea di San Michele Arcangelo, collocata nella Chiesa di Santo Stefano e fortemente voluta dal parroco e dal popolo. La ristrutturazione della stessa chiesa ad opera dei fedeli di Varapodio senza altri aiuti economici.
L’intitolazione della grande sala delle parrocchie a “Mons. Luciano Bux”. L’arrivo delle suore Serve di Maria Addolorata, evento importantissimo che dona alla Diocesi oltre che semplicemente alle chiese di Varapodio, una nuova comunità di religiose, mentre in tutta Italia ogni settimana chiudono case di consacrate, e si estinguono Congregazioni.
Durante la novena in onore di Maria Santissima Regina del Monte Carmelo, che richiama fedeli da tutto il circondario e perfino dall’Australia, quest’anno presieduta dal Vescovo S. E. Rev.ma Mons. Paolo De Nicoló, già reggente della Casa Pontificia, la comunità religiosa di Varapodio ha beneficiato di un altro momento di alta spiritualità, grazie alla presenza del prezioso Reliquiario delle lacrime della Madonna di Siracusa.
Poi ancora la fondazione di una squadra di calcio parrocchiale: “Carros-Saint Michel” alla quale hanno aderito molti giovani di Varapodio, e che è diventato strumento di evangelizzazione per le famiglie.
Commovente di recente l’inaugurazione della Sala intitolata a Mons. Formica, rinnovata dai padri dei ragazzi attivi in parrocchia e voluta fortemente dal parroco.
Questo ultimo evento è stato vissuto come un momento di forte testimonianza, ecco le parole di don Gaudioso: “dalle tante parole siamo passati finalmente ai fatti, la carità è stata oggi concretizzata, io ho solamente detto sì, al desiderio di alcuni padri, di vedere i loro figli crescere bene, nella Chiesa, ricevendo i valori cristiani!”.
Grazie a Dio per il cammino finora compiuto, carico di prospettive ricche di speranza per la comunità varapodiese.

Carità, formazione e attenzione alle persone fragili
La sua missione sacerdotale è entrata nelle case e nei cuori dei fedeli di Varapodio, per la “fermezza” e la saggezza evangelica, che ha animato la sua pastorale.
Don Gaudioso è andato infatti oltre l’aspetto prettamente spirituale realizzando una serie di iniziative a sostegno della crescita cristiana dell’intera comunità sotto il profilo non solo religioso ma anche e soprattutto sociale e culturale.
Dalle opere portate avanti con la Caritas, dai momenti di formazione alla legalità per la comunità, alla cura certosina della catechesi per la formazione dei ragazzi avvicinati alla chiesa anche attraverso la pratica dello sport, fino alle visite costanti alle case famiglie, alle carceri, agli ospedali e alle fasce più deboli a testimonianza del forte significato evangelico della carità e della collaborazione tra i diversi gruppi presenti nella comunità di Varapodio.
Don Gaudioso è presidente della Asd San Michel, la squadra di calcio che ha finalità educative.
La festa dei Santi per i bambini
Halloween! No grazie. A Varapodio, i bambini delle comunità parrocchiali di Santo Stefano Protomartire e di San Nicola di Mira festeggiano i Santi.
Un’iniziativa educativa e costruttiva quella pensata e voluta dal parroco Gaudioso Mercuri il quale ha organizzato una festa particolare per i bambini che avrà luogo giovedì 1 novembre alle ore 16.30 e si terrà nei locali della parrocchia di Santo Stefano.
Un pomeriggio che avrà inizio con un momento di preghiera e continuerà con un alternarsi di giochi e sano divertimento. Tutti i bambini si ritroveranno vestiti da Angeli o da Santi, scegliendo quello di cui il bimbo porta il nome o che lo interessa di più, spiegando il motivo della propria scelta e saranno sempre loro che aiuteranno mamme e nonne a realizzare l’abito del Santo prescelto.
Si aprirà poi un momento di catechesi sulla vita dei Santi e sull’importanza che rivestono nella storia della Chiesa. Il pomeriggio di festa si concluderà con la celebrazione della Santa Messa.
Non è la prima volta che don Gaudioso propone questo tipo di iniziativa, in passato l’aveva realizzata in altre parrocchie dove ha esercitato il suo ministero sacerdotale, avendo compreso il bisogno di offrire ai bambini una proposta positiva che contrastasse il significato oscuro di Halloween e li educasse a guardare ai Santi come veri modelli di vita.
“Halloween, con i suoi travestimenti, le sue zucche, le streghe ed i fantasmi - afferma don Gaudioso - non ha nulla a che fare con la nostra festività religiosa di Ognissanti ed è bene saper cosa si festeggia”.
Halloween ha origini pagane, risalente alla tradizione celtica ed in particolare alla festa di Samhain, il loro capodanno, celebrato nella notte dal 31 ottobre al 1 novembre.
I Celti credevano che proprio in quella notte i morti dell’anno precedente sarebbero tornati sulla terra in cerca di corpi da possedere. Durante queste cerimonie veniva acceso un fuoco che sarebbe stato portato la mattina seguente nelle famiglie, affinché tutti potessero accendere il “fuoco nuovo” in cambio di qualche offerta da offrire al loro dio.
Chi si rifiutava di fare l’offerta veniva maledetto con l’espressione “offerta o maledizione” da cui l’espressione “dolcetto o scherzetto?”.
La Chiesa cattolica mette in guardia da questa festa, lo stesso esorcista Padre Amorth l’ha definita “una notte di invocazione a Satana”, che con il suo fare giocoso permette che arrivino ai ragazzi messaggi totalmente sbagliati che celano insidie fortemente legate al satanismo e alla stregoneria.
“È per questi motivi assai seri - aggiunge il parroco don Gaudioso Mercuri - e che mettono in discussione ognuno di noi, che ho pensato di organizzare questa festa per i bambini.
Noi cristiani dobbiamo essere coraggiosi e dignitosi nel saper contrastare Halloween, perché i nostri ragazzi sappiano vivere quella che è la verità del Cristianesimo, la verità che la Chiesa professa.
Noi cristiani non abbiamo bisogno di Halloween ma celebriamo con fede e con gioia la festa dei Santi”.
L’invito è esteso a tutti i bambini per giovedì 1 novembre con lo slogan “Mascheratevi…ma fatelo con l’immagine dei Santi”.
La formazione e il percorso sacerdotale
Don Gaudioso Mercuri, sacerdote della diocesi di Oppido-Palmi, è stato ordinato sacerdote il 28 aprile 2012 da S. E. Mons. Luciano Bux.
Don Gaudioso ha conseguito il Baccalaureato in Studi filosofici e teologici presso l’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X” di Catanzaro. È inoltre specialista in Teologia spirituale e vanta una laurea in psicologia comportamentale e cognitiva applicata.
La sua preparazione include anche due Master di II livello: uno in Psicologia evolutiva e dell’età infantile, che affronta tematiche come genitorialità, regole, disturbi dell’apprendimento e psicologia del sonno, e un altro in Psicodiagnostica clinica e Forense.
Questa formazione multidisciplinare promette di arricchire il suo ministero pastorale, offrendo una prospettiva unica nell’affrontare le sfide della comunità.
Dopo aver completato la sua missione a Varapodio e gli studi dottorali e specialistici in psicologia, ricopre un incarico in Vaticano essendo collaboratore del Dicastero Laici Famiglia e Vita.
Il conferimento della cittadinanza onoraria
Per cinque anni e mezzo è stato parroco delle due chiese di Varapodio. Da sabato 25 febbraio sarà adesso cittadino onorario del piccolo centro ubicato nel cuore della Piana di Gioia Tauro.
Don Gaudioso Mercuri riceverà l’importante onorificenza nel corso di una cerimonia che si svolgerà nella sala del consiglio comunale di Varapodio alla presenza del sindaco Orlando Fazzolari e dei consiglieri che all’unanimità hanno fortemente voluto conferire questo riconoscimento al sacerdote.
Diverse importanti personalità prenderanno parte alla cerimonia. La cittadinanza onoraria decretata dal sindaco Fazzolari con apposita delibera dello scorso 28 dicembre è la conseguenza di un operato che ha lasciato il segno nel cuore di ogni cittadino di Varapodio, già come, in fondo, era accaduto prima a Gioia Tauro e poi a Laureana di Borrello dove don Gaudioso ha iniziato la sua opera pastorale.
Il ministero successivo a Varapodio
La comunità parrocchiale di San Nicola - Maria SS. della Montagna si prepara ad accogliere il suo nuovo pastore, Don Gaudioso Mercuri.
Il sacerdote 45enne, con un ricco bagaglio di esperienze e formazione, è stato nominato nuovo parroco della storica chiesa, segnando l’inizio di un nuovo capitolo nella vita spirituale della parrocchia.
L’annuncio della nomina è stato fatto dal Vescovo della Diocesi, S.E. Mons. Giuseppe Alberti, durante la solenne celebrazione della Cresima tenutasi lo scorso 1° settembre nella Chiesa di San Nicola.
Don Gaudioso, originario della diocesi di Oppido-Palmi, succederà a Don Roberto Meduri, che ha guidato la parrocchia negli ultimi tre anni e ora si trasferirà come Vicario Parrocchiale nella Parrocchia Maria SS. di Porto Salvo in Gioia Tauro.
L’insediamento ufficiale di Don Gaudioso è previsto per il prossimo 28 settembre. La comunità, pur dispiaciuta per la partenza di Don Roberto Meduri, guarda con speranza e entusiasmo all’arrivo del nuovo parroco.
L’arrivo di Don Gaudioso Mercuri segna l’inizio di una nuova era per la Parrocchia San Nicola - Maria SS. della Montagna, con la speranza di un rinnovato slancio spirituale e comunitario per tutti i fedeli.
La sua vasta esperienza e formazione promettono di portare una nuova energia e prospettiva alla guida spirituale della comunità.
L’insediamento a Galatro
Durante la Celebrazione Eucaristica, svoltasi sabato 28 settembre, che ha segnato l’ingresso di Don Gaudioso Mercuri come Amministratore Parrocchiale della Parrocchia San Nicola - Maria SS. della Montagna in Galatro, il Vescovo Mons. Giuseppe Alberti ha colto l’essenza del problema che affligge la comunità galatrese.
Nella sua omelia, ha invitato a costruire “una comunità di comunione e riconciliazione, aperta e inclusiva, capace di andare oltre i conflitti e le divisioni”. Mons. Alberti ha poi sottolineato che “la comunità cristiana deve essere un esempio di apertura, accoglienza e sostegno reciproco”, aggiungendo che dovrebbe agire da “scenario di comunione e non di separazione, contribuendo così alla costruzione di una società più umana e fraterna”.
Ad accogliere Don Gaudioso, oltre al primo cittadino di Galatro, Sandro ‘Pino’ Sorbara, c’erano anche i sindaci di Varapodio, Dott. Orlando Fazzolari, ultima comunità dove è stato parroco; di Giffone, Antonio Albanese, paese d’origine della sua famiglia; e di Maropati, Prof. Rocco Giorgio Ciurleo, paese dove risiede la sua famiglia.
Erano presenti anche il magistrato dottor Massimo Minniti, consigliere della Corte d’Appello di Reggio Calabria, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Galatro, maresciallo Spataro, presente anche il giorno della sua ordinazione, e il dottor Nicodemo Panuccio, responsabile commerciale sanità privata Roma e Lazio.
Don Gaudioso, prima di rivolgersi ai molti fedeli che avevano assiepato la Chiesa di San Nicola, ha voluto porgere un ringraziamento alla sua famiglia e ai suoi parenti convenuti, nonché a tutti i fedeli provenienti dalle parrocchie dove ha svolto il suo ministero.
Ha poi ringraziato la comunità di Galatro e tutti coloro che hanno predisposto e preparato questa giornata in vari modi. “L’accoglienza è ciò che rende umano e cristiano il nostro esistere nel mondo”, ha sottolineato don Gaudioso.
Il nuovo Amministratore Parrocchiale ha incoraggiato i fedeli presenti ad adottare uno stile di vita rinnovato, fondato su pace, comunione e unità.
Ha evidenziato “l’importanza di collaborare come comunità”, supportandosi reciprocamente e servendo chiunque, senza distinzione di appartenenza alla chiesa, promuovendo un’inclusività totale.
“Camminiamo insieme”, ha concluso, ribadendo la necessità di avanzare uniti come comunità e sottolineando il carattere collettivo della fede e del servizio.
La collaborazione nella comunità
Nel suo discorso di benvenuto rivolto a Sua Eccellenza Mons. Alberti e a Don Gaudioso, Carmelo Di Matteo, membro del consiglio pastorale, ha espresso la gratitudine e l’entusiasmo della comunità parrocchiale di Galatro per questo nuovo inizio.
Di Matteo ha sottolineato che non è una questione di iniziative o attività specifiche, ma di “vivere la fede come esperienza di comunione, sia con il Signore che tra i membri della comunità”.
“Il consiglio pastorale e gli altri gruppi della parrocchia sono pronti a collaborare per il bene comune”, ha proseguito, “nella speranza di rispondere alle sfide del presente, come il crescente smarrimento dei giovani e delle famiglie”.
“Con fiducia nella guida del nuovo pastore, la comunità auspica una crescita nella fede e nell’amore, sempre attenta ai bisogni umani e spirituali”, ha concluso Di Matteo.
La giornata si è conclusa con un rinfresco che si è tenuto presso la scuola dell’infanzia in Via Regina Margherita.
Un ministero rivolto anche ai giovani
Le iniziative realizzate a Varapodio mostrano una particolare attenzione alla formazione dei ragazzi e alla partecipazione delle famiglie.
La cura certosina della catechesi per la formazione dei ragazzi è stata affiancata dalla pratica dello sport, dalla fondazione di una squadra di calcio parrocchiale e da attività capaci di trasformare gli spazi comunitari in luoghi di crescita cristiana.
La proposta rivolta ai bambini per la festa di Ognissanti, le attività sportive e gli interventi di rinnovamento delle sale parrocchiali hanno collegato catechesi, socialità, educazione e responsabilità condivisa.
La comunità religiosa di Varapodio respira ormai da qualche anno una spiritualità che ha contagiato dai più grandi ai più piccoli.
Un servizio sacerdotale tra fede e società
La missione di don Gaudioso a Varapodio si è sviluppata attraverso la celebrazione dei sacramenti, l’annuncio della fede, la catechesi e la cura delle persone, ma anche attraverso iniziative con ricadute sociali e culturali.
Le opere portate avanti con la Caritas, i momenti di formazione alla legalità, le visite alle case famiglia, alle carceri, agli ospedali e alle fasce più deboli hanno espresso il significato evangelico della carità.
La collaborazione tra i diversi gruppi presenti nella comunità di Varapodio ha rappresentato un ulteriore elemento del suo ministero, insieme alla valorizzazione dei giovani e alla partecipazione dei genitori alla vita parrocchiale.
L’accoglienza, la comunione, il servizio e l’attenzione ai bisogni umani e spirituali sono stati presentati come elementi essenziali per una comunità cristiana viva, gioiosa e missionaria.
Alla comunità di Varapodio e al nuovo parroco, un augurio sincero: buon cammino insieme, verso una Chiesa viva, gioiosa e missionaria.
Don Gaudioso Mercuri, parroco di Varapodio Diocesi Oppido Palmi, in mattinata nella Cappella di S. Anna in Vaticano ha celebrato il Santo Battesimo al calciatore professionista australiano Jackson, centrocampista del Port Adelaide Football Club e dei Western Bulldogs nell’Australia Football League.
Per primo a fare gli auguri di “benvenuto” nella Chiesa Cattolica è stato proprio il sacerdote a seguire tutti i parenti e gli amici.