Nel materiale disponibile non è indicata una data specifica per la celebrazione delle Cresime al Santuario della Madonna di Porto di Gimigliano. Sono invece riportati gli orari ordinari delle Messe, le principali festività del Santuario e il calendario di alcune celebrazioni solenni.
La Basilica Minore della Madonna di Porto si trova in località Madonna di Porto, 1, a Gimigliano, in provincia di Catanzaro. Per conoscere la data effettiva delle Cresime è quindi necessario fare riferimento al calendario liturgico della Basilica e alle comunicazioni della diocesi.
Orari delle celebrazioni al Santuario
La Basilica è aperta tutto l’anno dalle 7.30 alle 19.30. Orario SS Messe Festivi : ore 11.00-17.30 (16.30 in inverno) Martedì : ore 9.00-17.30 (16.30 in inverno) Sabato : ore 17.30 (16.30 in inverno).
Adorazione Eucaristica : il martedì pomeriggio . La Basilica offre anzitutto la possibilità di incontrarsi con il Signore nella pace della natura. Vuole pertanto essere anche “un’oasi” di silenzio, di preghiera, di incontro, dove attingere alle sorgenti della Parola e della Comunione.
Prossima Messa : Domenica 27 settembre ore 11:00 . Domenica 27 settembre ore 11:00 . Orari Messe dei prossimi 7 giorni.
| Giorno | Orario indicato |
|---|---|
| Martedì 22 Settembre | 09:00 |
| Mercoledì 23 Settembre | Nessuna messa |
| Giovedì 24 Settembre | Nessuna messa |
| Venerdì 25 Settembre | Nessuna messa |
| Sabato 26 Settembre | Nessuna messa |
| Domenica 27 Settembre | 11:00 16:30 |
| Lunedì 28 Settembre | Nessuna messa |
| Martedì 29 Settembre | 09:00 |
Le principali date religiose del Santuario
25 aprile Pellegrinaggio Diocesano. 1° maggio Anniversario dell’elevazione del santuario a Basilica. Martedì dopo Pentecoste : Festa della Madonna di Porto. Terza domenica di ottobre : Memoria dell’origine del Santuario.
Il programma religioso accompagnerà i fedeli fino ai giorni solenni del 24, 25 e 26 maggio, intrecciando momenti di preghiera, celebrazioni liturgiche e antiche tradizioni popolari che continuano a custodire il legame tra la Madonna di Porto e il territorio.
Particolarmente attesa sarà la “Notte dei Pellegrini” tra il 25 e il 26 maggio, quando si rinnoverà l’antica tradizione del pellegrinaggio notturno a piedi da Catanzaro e da numerosi centri del comprensorio verso il Santuario di Porto.
Per tutta la notte la Basilica resterà aperta per l’accoglienza dei fedeli, l’adorazione e la preghiera comunitaria, mentre anche la Chiesa Madre di Gimigliano accoglierà pellegrini e devoti. Nelle prime ore del mattino di martedì 26 maggio è prevista inoltre una veglia comunitaria animata dalla Pastorale Giovanile.
La festa della Madonna di Porto
Il momento centrale della festa sarà martedì 26 maggio nella Basilica di Porto. Alle ore 11.00 si terrà il tradizionale rito della “Cunfrunta” tra il quadro della Madonna e la statua di San Giuseppe, tra i momenti più suggestivi e sentiti dal popolo.
Alle ore 12.00 sarà celebrato il Solenne Pontificale. Nel corso della celebrazione il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, renderà omaggio alla Madonna di Porto con l’accensione della lampada votiva, gesto simbolico di affidamento dell’intera comunità provinciale alla protezione della Vergine.
La festa si inserisce nel più ampio Anno Giubilare concesso da Papa Leone XIV per il IV Centenario della devozione, tempo di grazia che sta coinvolgendo l’intera Arcidiocesi attraverso pellegrinaggi, celebrazioni, iniziative culturali e momenti di approfondimento spirituale.
Il Santuario della Madonna di Porto
La Basilica Minore della Madonna di Porto La storia della Basilica inizia nel 1751 a seguito di un miracolo: all'epoca un giovane accusato di vari crimini di nome Pietro Gatto fu scelto dalla Madonna, la quale gli apparse in sogno richiedendo la costruzione di una icona con immagine simile alla Madonna ritratta nel Quadro Miracoloso.
Anche il luogo fu scelto dalla Vergine, ovvero in località Porto, su un massiccio in pietra sotto il quale scorre il fiume Corace. Le origini della Basilica della Madonna di Porto si identificano con la storia di un giovane errabondo, Pietro Gatto, nel 1751.
I boschi della zona erano il suo rifugio. La sua era una vita di emarginato, costretto a nascondersi per non cadere nelle mani della giustizia. Nella notte, in sogno, una celeste visione gli cambia la vita.
La Madre di Dio gli indica il posto dove innalzare un luogo sacro. “È mia volontà che tu eriga una cappelluccia a Porto”. Le parole della Bella Signora e l’apparizione in sogno turbarono l’animo del giovane che decise di eseguire quanto richiesto dalla Vergine.
Costruì la “cona”, autorizzato dal vescovo di Catanzaro, in maniera rustica (che nessuno riuscì mai più a modificare), vi fece dipingere l’immagine della Madonna di Costantinopoli e decise di passare la sua vita seguendo la morale cristiana.
Si fece chiamare Fra Costantino e stabilì la sua dimora nel “romitaggio” che sorge nei pressi della “Cona”. Di lì a poco i fedeli di Gimigliano avrebbero costruito il Santuario.
Di lì a poco i fedeli di Gimigliano avrebbero costruito il santuario come riferisce il Lamannis “chi somministrando legname, chi calce, chi fatica, chi denaro per cui nel breve spazio di tre anni giunse a compirsi la Chiesetta”.
La storia continua nel 1760 poiché si diffuse la notizia della Cona Miracolosa e per tale motivo fu costruita intorno ad essa la "Chiesa del Porto". Si consolidò sempre di più il pellegrinaggio e con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale i devoti del luogo insieme all'Arciprete Giuseppe Pullano fecero voto di costruire un nuovo tempio dedicato alla Madonna al termine della guerra.
Il culto della Madonna di Costantinopoli
Pietro Gatto in quella visione la Madonna che già si venerava nella chiesa matrice di Gimigliano. Il Culto che risaliva al 1626 e si collegava direttamente al titolo mariano “di Costantinopoli”, ossia a quel movimento devozionale istituito nella capitale dell’Impero Romano d’Oriente nel 430 d.C.
Il fenomeno dell’Iconoclastia trasferì prevalentemente nell’Italia Meridionale la venerazione verso le immagini raffiguranti la Vergine “Thetokos” (Madre di Dio) con il Bambino sulle braccia, derivate direttamente dalla teologia delle icone stabilite dal Concilio di Efeso.
La devozione dei gimiglianesi discende da Napoli, protetta dalla Madonna di Costantinopoli nel 1528 dalla peste. Analoghe circostanze e calamità naturali verificatesi in Calabria nel 1626, suggerirono al popolo di Gimigliano di proclamare la Vergine di Costantinopoli protettrice del paese.
Per l’esecuzione del lavoro di ritrarre la Madonna, fu incaricato un pittore della vicina Gagliano (CZ), soprannominato "Marcangione" che, secondo la tradizione, abbozzò il disegno, ritrovandolo completato miracolosamente.
L’immagine fa così parte della tipologia delle “Achèropita”, cioè “non fatte da mano d’uomo”. Rappresenta la Madonna che tiene sul braccio destro il Bambino nell’atto di allattare dal seno della Madre.
Due angeli con una mano sostengono una cortina, mentre con l’altra sorreggono la corona posta sul capo della Vergine. Sul manto azzurro è dipinta una stella ad otto raggi.
Il Santuario antico e il nuovo Santuario
L’originaria ed elegante chiesetta che custodisce l’edicola di Pietro Gatto rappresenta il “cuore del Santuario” ed è la meta privilegiata del pellegrino. Una suggestiva spiritualità emana da quella sghemba e rozza costruzione opera di mani inesperte.
Essa poggia saldamente sul “promontorio di pietra” indicato dalla Madonna a Pietro Gatto, lasciando immaginare al visitatore lo scenario che si presentava all’epoca della rivelazione.
Nella volta sono affrescati, in superbo stile ottocentesco, i quattro evangelisti, mentre le decorazioni rispecchiano un’inconfondibile eleganza propria del tempo.
Il Santuario, sorto in adiacenza all'originaria chiesetta, iniziò ad essere costruito nel 1947 e completato nel 1975. Nelle intenzioni originarie, il nuovo tempio doveva comprendere al proprio interno l'antico Santuario, con la "Cona" di Pietro Gatto da contenere nell'abside.
Ma motivazioni di carattere statico impedirono la realizzazione di una grande cupola, per cui si decise di far sorgere la nuova costruzione in adiacenza all'antica. Tra gli anni '50 e '60 il Santuario subì delle modifiche strutturali per consolidarlo e metterlo in sicurezza; un ulteriore importante restauro avvenne nel 2000.
Elementi artistici da vedere
Antico Santuario del 1751 -“Cona” di Pietro Gatto nella quale è affrescata un’immagine della Madonna di Costantinopoli -“I Quattro Evangelisti” e l’Annunciazione, dipinti settecenteschi della “volta” - Artistico coro ligneo che adorna la zona retrostante della “Cona”.
Nel nuovo Santuario si trovano la grandiosa riproduzione in mosaico veneziano dell’immagine della Madonna e dei “Quattro Evangelisti”. Il Presbiterio, decorato da artistici marmi come il giallo di Siena, l’Alicante di Spagna, l’onice dorato, il marmolit tedesco.
La mensa eucaristica in marmo è sostenuta da quattro angeli di bronzo. Le vetrate istoriate della cupola simboleggiano la vita della Madonna, mentre le vetrate istoriate delle navate laterali rappresentano alcune icone della litanie lauretane.
È presente anche l’artistica statua policroma di San Giuseppe. Molto venerata dai fedeli, l’immagine rappresenta lo sposo della Vergine che tiene per mano il Bambino Gesù.
La statua è attribuita a Giacomo Colombo (Este di Padova, 1663 - Napoli 1731).
Elevazione a Santuario e Basilica Minore
Mons. Antonio Cantisani ha elevato la chiesa della Madonna di Porto a Santuario Mariano Diocesano il 13 giugno 2000. Il luogo sacro è stato elevato alla dignità di Basilica Minore da Benedetto XVI il 22 giugno 2012.
Nel 2013 il Santuario Diocesano fu elevato a Basilica Minore Pontificia (a seguito della richiesta dell' Arcivescovo Bertolone e concessa da Papa Benedetto XVI). Nel 2015 col Giubileo "straordinario" della Misericordia proclamato da Papa Francesco venne "aperta la Porta Santa".
Il legame con Catanzaro e il territorio
Il Santuario della Madonna di Porto è diventato uno dei centri più famosi della spiritualità mariana in Calabria. Un legame storico e devozionale unisce in particolare la città di Catanzaro riconosciuta dall’Amministrazione Provinciale “Patrona” di tutto il territorio.
Numerose sono infatti le vicende storiche che legano il titolo della Madonna di Porto alla città capoluogo di regione. Primi fra tutti gli eventi legati alla dominazione dei francesi di Napoleone del 1807: l’immagine della Madonna fu infatti trafugata durante il saccheggio di Gimigliano e successivamente restituita al culto da parte delle stese truppe napoleoniche.
Scrive lo storico Lamannis che “non si vide mai a Catanzaro processione più sontuosa e numerosa di questa”. da quel momento la città di Catanzaro entrò a pieno titolo nella storia della Madonna di Porto.
Interi quartieri si consacrarono alla Vergine di Costantinopoli: ciò è testimoniato dalla straordinaria mobilitazione a cui tutt’oggi si assiste nella notte del lunedì di Pentecoste.
Si possono notare inoltre le tante piccole cappellucce e cone sorte nei rioni di S. Elia, Pontepiccolo, Pontegrande, Fondachello, Santa Maria, tutte riproducenti l’immagine della Madonna di Porto, spesso a fianco al protettore della città San Vitaliano.
La “Peregrinatio Marie” del 1948 e del 1949 venne svolta con la visita del Quadro alla città di Catanzaro e il pellegrinaggio dell’Immagine attraverso il territorio provinciale, passando per 47 paesi che ad Ella si consacrarono.
Infine l’omaggio del Pontefice Giovanni Paolo II che incoronò l’immagine nello stadio di Catanzaro in occasione della storica visita in Calabria dell’ottobre 1984.
Giovanni Paolo II, raccogliendo l’invito della Chiesa Diocesana, formulata da Monsignor Antonio Cantisani, incoronò il Quadro e affidò i suoi voti personali “al cuore materno di Maria, mentre mi accingo ad incoronare la sua venerata immagine sotto il titolo di Madonna di Porto, in questo primo sabato del mese di ottobre, dedicato alla preghiera del Rosario”.
Esperienze spirituali e accoglienza
Il messaggio che la Madonna di Porto affida ai suoi pellegrini è: La conversione come cambiamento di mentalità e comportamenti di vita.
La preghiera per il dialogo ecumenico fra i cristiani in genere e soprattutto fra i cattolici e gli ortodossi dato che la Madonna di Costantinopoli ci ricongiunge con l’Oriente cristiano, ma separato dalla Sede Apostolica di Roma.
L’impegno di radicare la propria fede nella Parola di Dio, dal momento che nel nostro santuario si favorisce l’apostolato biblico. Il rispetto della creazione, primo grande santuario di Dio, non costruito da mani d’uomo.
La direzione mette a disposizione parte della propria struttura per l’accoglienza di gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali, che desiderano vivere incontri di spiritualità, ritiri o convivenze.
Viene offerta altresì a gruppi organizzati la possibilità di realizzare giornate di spiritualità e preghiera, incontri di studio, formazione e orientamento, campi scuola.
La Basilica attualmente dispone di 25 posti letto in camere con “letti a castello” dotate di servizi; Sala riunioni; sala attrezzata per pranzi al sacco 50 posti; sala ristoro con servizio catering; ampi parcheggi e accesso per portatori di handicap; spazi esterni per soste sui prati e passeggiate ed escursioni.

Informazioni essenziali
- Ordine del Santuario: Clero Diocesano e “Suore Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo”.
- Localizzazione: Gimigliano (CZ) - Calabria, Italia.
- Indirizzo: Località Madonna di Porto, 1, Gimigliano (CZ).
- Tipologia: santuario basilica.
- Santo del Santuario: Icona di Maria SS. di Costantinopoli, affresco parietale del XVIII secolo.
Per le Cresime, il riferimento principale resta il calendario delle celebrazioni della Basilica e dell’Arcidiocesi: nel materiale disponibile non compare una data dedicata a questo sacramento.