Cappella del Rosario o dell’Assunta a Gubbio: storia, arte e informazioni

La Cappella del Rosario o dell’Assunta è situata lungo il lato meridionale dell’ex Convento di Santo Spirito, nel centro storico di Gubbio. Si tratta dell’unica cappella ancora conservata tra le tre piccole cappelle che caratterizzavano il complesso religioso.

L’ex Convento di Santo Spirito sorse nella seconda metà del Quattrocento nell’area in cui nel XIII secolo si trovava l’ospedale dedicato allo Spirito Santo. Il convento venne costruito per accogliere le suore dell’ordine delle canonichesse regolari lateranensi, in un luogo più sicuro all’interno delle mura cittadine.

Cappella dell’Assunta ex convento Santo Spirito Gubbio

Origini dell’ex Convento di Santo Spirito

La storia della cappella è strettamente legata a quella dell’ex Convento di Santo Spirito, complesso sorto nella seconda metà del Quattrocento su un’area che aveva già svolto una funzione assistenziale. Nel XIII secolo, infatti, vi si trovava l’ospedale dedicato allo Spirito Santo.

La nuova fondazione religiosa rispondeva all’esigenza di trasferire le canonichesse regolari lateranensi in una posizione più protetta, all’interno della cinta muraria di Gubbio. Il complesso era caratterizzato da un ampio spazio verde, probabilmente destinato a orti, e da ambienti organizzati per la vita comunitaria delle religiose.

All’interno dell’area conventuale erano presenti tre piccole cappelle. Di questo originario sistema di luoghi di culto si conserva soltanto quella dedicata all’Assunta, oggi conosciuta anche come Cappella del Rosario.

La cappella e le sue denominazioni

La Cappella del Rosario è indicata anche con il nome di Cappella dell’Assunta. Le due denominazioni richiamano la dedicazione mariana dell’edificio e la devozione che ne ha caratterizzato la storia.

La cappella costituisce una testimonianza della presenza religiosa femminile e dell’organizzazione degli spazi devozionali all’interno dell’ex convento. La sua conservazione permette di leggere una parte della storia architettonica e spirituale di Santo Spirito, nonostante delle tre cappelle originarie ne sia rimasta una sola.

La decorazione e l’immagine di Sant’Ubaldo

Nella decorazione della cappella troviamo una bella immagine di Sant’Ubaldo benedicente che reca in mano il modello della città di Gubbio. L’immagine collega direttamente lo spazio sacro alla figura del patrono eugubino e alla storia religiosa della città.

La rappresentazione di Sant’Ubaldo con il modello urbano sottolinea il rapporto simbolico tra il santo e Gubbio. Il patrono appare infatti come una figura protettrice della comunità cittadina, presentata attraverso l’immagine della benedizione e della custodia della città.

Sant’Ubaldo benedicente modello Gubbio

Il significato del modello della città

Il modello di Gubbio tenuto in mano da Sant’Ubaldo è un elemento di particolare interesse iconografico. La città viene rappresentata come una comunità affidata alla protezione del santo, in una relazione che unisce devozione religiosa, identità civica e memoria storica.

La presenza di questo soggetto nella Cappella dell’Assunta arricchisce la lettura dell’ambiente, perché la devozione mariana si accompagna alla celebrazione del patrono eugubino. L’immagine contribuisce così a inserire la cappella nel più ampio panorama dei luoghi religiosi di Gubbio dedicati alla protezione della città e dei suoi abitanti.

Il contesto religioso e artistico di Gubbio

La Cappella del Rosario appartiene a un tessuto urbano nel quale chiese, conventi, monasteri e cappelle documentano secoli di storia religiosa e artistica. Questo legame profondo fu il riflesso di una relazione intensa testimoniata non solo dalle fonti letterarie, ma anche dalle straordinarie emergenze monumentali che ancora oggi caratterizzano il tessuto urbano eugubino.

Tra i principali luoghi di culto della città si ricordano la Basilica di Sant’Ubaldo, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa della Vittorina, la Chiesa di Santa Maria dei Laici, il Duomo, la Chiesa di Sant’Agostino e numerosi altri edifici che custodiscono affreschi, pale d’altare, sculture e arredi storici.

Il legame tra Gubbio e Sant’Ubaldo

La Basilica di Sant’Ubaldo è documentata dal sec. XIII e venne restaurata nella prima metà del ‘500. Nello stesso periodo fu costruito il convento, affidato ai Canonici Regolari Lateranensi.

I Canonici furono sostituiti dai Padri Passionisti (1786) e poi (1816) dai Frati Minori. L’esterno del complesso, tranne il portale d’ingresso, è privo di ornati.

Molto suggestivo è il chiostro, ora spoglio degli affreschi che lo decoravano. L’interno, più volte rimaneggiato, è a 5 navate.

In esso sono conservati i Ceri di Gubbio. Sopra l’altar maggiore, è visibile - entro un’urna neogotica - il corpo incorrotto del patrono eugubino S. Ubaldo (morto nel 1160).

Tra i dipinti presenti in chiesa meritano attenzione: il Battesimo di Cristo di Felice Damiani; la Trasfigurazione e Santi, copia parziale da Raffaello di Giovanni M. Baldassini (1585); la Madonna col Bambino tra i Santi Ubaldo e Giovanni Battista di Salvi Savini (1610); la Sant’Orsola dell’Allegrini.

Belle le vetrate (1922), con Storie della vita di Sant’Ubaldo. La raffigurazione di Sant’Ubaldo presente nella Cappella dell’Assunta si inserisce quindi in una devozione ampiamente documentata nella città eugubina.

Altri luoghi religiosi e artistici di Gubbio

La Chiesa di San Francesco

La storia di san Francesco d’Assisi è strettamente legata alla città di Gubbio. Fu qui che il Santo trovò rifugio e accoglienza subito dopo il celebre gesto della spoliazione pubblica davanti al vescovo Guido e al padre, Pietro di Bernardone.

Siamo nei primi mesi del 1207: Francesco, rivestito solo di un povero saio datogli dal vescovo di Assisi, si mise in cammino verso Gubbio. Durante il tragitto, nei pressi di una selva, venne assalito dai briganti che gli chiesero chi fosse.

A Gubbio il Santo non trovò solo ospitalità e abiti dignitosi forniti dagli Spadalonga, ma anche il riconoscimento della sua nuova scelta di vita e l’opportunità di avviare la sua opera di pacificazione e assistenza, curando i lebbrosi nel vicino lazzaretto di San Lazzaro.

La città divenne così una seconda patria per Francesco e per l’Ordine nascente.

La chiesa di San Francesco è uno dei monumenti francescani più importanti dell’Umbria. Sorge nella parte bassa della città, proprio nell’area in cui si trovava l’antico fondaco e la residenza della famiglia Spadalonga, donata ai frati per edificarvi il loro primo insediamento stabile.

La costruzione della chiesa iniziò intorno alla metà del Duecento, subito dopo la canonizzazione del Santo, e si concluse nelle sue linee essenziali entro la fine del secolo, subendo poi modifiche e ampliamenti nei secoli successivi.

La facciata, rimasta incompiuta nella parte superiore, colpisce per la sua maestosa e severa semplicità. È caratterizzata da un bellissimo portale gotico strombato e da un grande rosone, oggi privo di decorazione interna, che originariamente doveva illuminare la navata.

L’interno della chiesa si presenta a tre navate, divise da slanciati pilastri ottagonali che sostengono volte a crociera, frutto di un rifacimento successivo che ha modificato l’originaria copertura a capriate lignee.

L’elemento di maggiore interesse storico-artistico è costituito dal ciclo di affreschi custodito nella zona absidale. Nella cappella absidale destra si conservano le Storie di san Francesco, databili all’ultimo quarto del Duecento e attribuite a un pittore umbro la cui identità è sconosciuta.

La Chiesa della Vittorina

La Chiesa della Vittorina è costruita nel luogo in cui, secondo la tradizione, S. Francesco incontrò il lupo di Gubbio. La chiesa sembra sia stata donata al Serafico dal vescovo Villano all’inizio del sec. XIII.

I Francescani la lasciarono verso il 1240 alle Clarisse. Nel 1538 le monache diedero in enfiteusi l’edificio alla Compagnia di S. Maria della Vittorina.

L’interno è quasi interamente affrescato. La decorazione del soffitto è di scuola eugubina cinquecentesca.

Alla base della volta, in 14 riquadri, sono rappresentate le Storie della Vergine. Numerosi affreschi votivi, per lo più dell’inizio del sec. XVI, ricoprono le pareti laterali della chiesa.

La Chiesa di San Francesco della Pace

La Chiesa di S. Francesco della Pace fu costruita nella prima metà del sec. XVII dall’Università dei Muratori nel luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava la grotta ove visse il lupo di Gubbio.

All’interno è visibile la pietra su cui si dice che avvenne il patto di pace tra S. Francesco e il lupo. Nella chiesa sono inoltre conservati i Ceri ‘mezzani’ e le statuette di S. Ubaldo, S. Giorgio e S. Antonio collocate in cima ai Ceri nella celebre festa del 15 maggio.

Il quadro rappresentante la Madonna con il Bambino e Santi è opera di Giovanni B. Michelini da Foligno.

La Chiesa di Santa Maria dei Laici

La Chiesa di Santa Maria dei Laici fu edificata nella prima metà del sec. XIV. Appartenne alla Confraternita di Santa Maria del Mercato.

L’interno, più volte rimaneggiato, conserva opere d’arte di grande interesse, quali l’Annunciazione di Federico Barocci, terminata dal suo allievo Ventura Mazza, o i dipinti della volta sopra l’altare maggiore, dell’eugubino Francesco Allegrini (sec. XVII).

Nel sottostante ‘Sepolcro’ rimangono affreschi quattrocenteschi con Storie della Passione, trasportati in parte al Museo Diocesano, dovuti a un anonimo allievo del Nelli.

Il Duomo

L’attuale edificio del Duomo, costruito al posto di una precedente chiesa romanica, risale ai secc. XIII e XIV. La facciata reca intorno all’oculo rilievi coi simboli degli Evangelisti e con L’Agnus Dei.

L’interno, a un’unica navata, senza transetto e con archi trasversali che reggono gli spioventi, è frutto di un ripristino operato all’inizio del sec. XX.

La chiesa è ricca di dipinti dovuti ad artisti eugubini del ‘500, i Nucci e il Basili, ma anche di artisti forestieri, Sinibaldi Ibi, Giuliano Presutti e Dono Doni.

Molto significativa è la cappella barocca che si apre nel mezzo della parete d.: contiene affreschi dell’Allegrini e una tela, la Nascita della Vergine, del Gherardi.

La Chiesa di Sant’Agostino

La Chiesa di S. Agostino risale alla seconda metà del sec. XIII. L’interno è a una navata con travature sorrette da archi acuti poggianti su pilastri.

Tra le opere d’arte di maggior spicco vanno ricordate: Gesù e la Samaritana (1580), di Virgilio Nucci; la Madonna del Soccorso, di ignoto della fine del sec. XV; la Madonna di Grazia, affresco attribuito a Ottaviano Nelli; il Battesimo di S. Agostino (1594), di Felice Damiani.

Molto interessanti gli affreschi dell’abside e dell’arco trionfale, eseguiti dal Nelli e dalla sua bottega. Nell’arco trionfale è rappresentato il Giudizio Universale, realizzato forse con l’aiuto di Jacopo Salimbeni da San Severino.

La Chiesa di Santa Maria Nuova

La Chiesa di S. Maria Nuova risale alla fine del sec. XIII. Nei primi decenni del ‘900 vi furono trasportati arredi lignei, oggetti d’arte e dipinti provenienti da altre chiese eugubine.

Sulla parete d. della chiesa campeggia la notissima Madonna del Belvedere (1413?), capolavoro di Ottaviano Nelli. È uno degli esempi più raffinati del gusto gotico internazionale della nostra regione.

Architettura religiosa e memoria urbana

La Cappella del Rosario o dell’Assunta deve essere letta nel quadro della stratificazione storica di Gubbio. L’area dell’ex Convento di Santo Spirito conserva infatti la memoria di una trasformazione che dall’assistenza ospedaliera medievale conduce alla vita conventuale delle canonichesse regolari lateranensi e alla costruzione di spazi destinati alla preghiera.

Il carattere raccolto della cappella, la sua appartenenza all’antico complesso conventuale e la presenza dell’immagine di Sant’Ubaldo fanno dell’edificio una testimonianza significativa della relazione tra devozione religiosa, storia urbana e identità civica.

La cappella conserva inoltre il ricordo dell’originaria articolazione del complesso, che comprendeva un ampio spazio verde probabilmente destinato a orti e tre piccoli luoghi di culto. La sopravvivenza della sola Cappella dell’Assunta rende particolarmente importante la sua documentazione e la sua valorizzazione.

Informazioni essenziali

ElementoInformazione
DenominazioneCappella del Rosario o dell’Assunta
LocalitàGubbio
Complesso di appartenenzaEx Convento di Santo Spirito
CollocazioneLato meridionale dell’ex convento
Origine del complessoSeconda metà del Quattrocento
Area precedenteOspedale dedicato allo Spirito Santo, attestato nel XIII secolo
Comunità religiosaCanonichesse regolari lateranensi
Cappelle originarieTre piccole cappelle
Cappella conservataQuella dedicata all’Assunta
Elemento artistico principaleImmagine di Sant’Ubaldo benedicente con il modello della città di Gubbio

La Cappella del Rosario o dell’Assunta rappresenta quindi una presenza storica e artistica legata all’ex Convento di Santo Spirito e alla memoria religiosa di Gubbio. La sua importanza risiede nella sopravvivenza dell’unica cappella dell’antico complesso e nella decorazione con Sant’Ubaldo benedicente, che reca in mano il modello della città.

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