A Salussola, il 6 maggio 2020, si è svolta la cerimonia religiosa del voto solenne al Beato Pietro Levita presso la chiesa parrocchiale del paese. L’iniziativa nacque per chiedere a Dio di liberare Salussola dal Coronavirus e di custodire le famiglie da ogni pericolo e da ogni male presente e futuro.
Il voto solenne prevedeva anche l’impegno a realizzare iniziative a favore della memoria del Santo e dei più bisognosi della comunità. Il Comune di Salussola si impegnò inoltre a realizzare un segno votivo in memoria del Beato come simbolo di riconoscimento per la protezione contro il Coronavirus.

Il voto solenne al Beato Pietro Levita
La cerimonia si inserì nella tradizione delle comunità che, nei momenti di particolare difficoltà, affidano la propria protezione alla fede e assumono un impegno pubblico davanti alla comunità religiosa e civile. A Salussola il riferimento spirituale fu il Beato Pietro Levita, al quale venne rivolto il voto per la liberazione del paese dalla pandemia.
«Affinché Dio liberi il paese di Salussola dal Coronavirus e siano custodite le nostre famiglie da ogni pericolo e da ogni male presente e futuro. Ci impegneremo rispettivamente a fare delle iniziative a favore della memoria del Santo e dei più bisognosi della comunità» hanno fatto sapere il sindaco Carlo Cabrio e il parroco Lodovico De Bernardi.
La partecipazione del Comune e della parrocchia
Il voto fu promosso congiuntamente dalle autorità civili e religiose locali. Il sindaco Carlo Cabrio e il parroco Lodovico De Bernardi comunicarono l’impegno assunto dalla comunità, collegando la richiesta di protezione alla responsabilità verso la memoria del Beato e verso le persone più bisognose.
Il Comune di Salussola si impegna a realizzare un segno votivo in memoria del Beato come simbolo di riconoscimento per la protezione contro il Coronavirus.
La benedizione del vescovo di Biella
Anche il vescovo di Biella monsignor Roberto Farinella si è recato in paese nella giornata del 7 maggio per controfirmare il voto solenne e dare benedizione alla lodevole iniziativa.
La presenza del vescovo conferì alla cerimonia un ulteriore valore religioso e istituzionale, rendendo il voto di Salussola parte di un momento comunitario condiviso dalla parrocchia, dall’amministrazione comunale e dalla diocesi.
Il significato della protezione delle famiglie
La richiesta formulata a Salussola riguardava direttamente la protezione delle famiglie, chiamate ad affrontare una situazione di emergenza sanitaria e sociale. Il voto solenne esprimeva quindi una domanda di liberazione dal Coronavirus e, nello stesso tempo, una richiesta di custodia «da ogni pericolo e da ogni male presente e futuro».
L’impegno assunto dalla comunità non si limitava alla celebrazione religiosa, ma comprendeva anche iniziative dedicate ai più bisognosi. In questo modo la memoria del Beato Pietro Levita veniva associata a una responsabilità concreta verso la comunità locale.
Il segno votivo in memoria del Beato
La realizzazione di un segno votivo avrebbe dovuto mantenere nel tempo la memoria dell’evento e dell’impegno assunto da Salussola. Il monumento o simbolo votivo era destinato a rappresentare il riconoscimento della protezione attribuita al Beato Pietro Levita durante l’emergenza del Coronavirus.
Il Comune di Salussola si impegna a realizzare un segno votivo in memoria del Beato come simbolo di riconoscimento per la protezione contro il Coronavirus.
La comunità di Salussola tra fede e memoria
La cerimonia del voto solenne al Beato Pietro Levita si collocò nel rapporto tra fede, memoria e vita comunitaria. La celebrazione religiosa, l’impegno dell’amministrazione comunale e la controfirma del vescovo contribuirono a trasformare la richiesta di protezione in una dichiarazione pubblica della comunità.
La scelta di collegare la memoria del Santo alle iniziative a favore dei più bisognosi sottolineava inoltre la dimensione sociale della benedizione e del voto. La protezione invocata per il paese e per le famiglie veniva così accompagnata dall’impegno a sostenere le persone più fragili della comunità.
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