La gradazione alcolica del Barolo Elio Altare varia in base all’annata e all’etichetta: il Barolo DOCG 2021 raggiunge il 14,50% vol., il Barolo DOCG 2020 il 14,50% vol., mentre il Barolo DOCG 2022 arriva al 15,00% vol.
Il Barolo di Elio Altare è prodotto con uve 100% Nebbiolo e nasce dall’assemblaggio di vini provenienti dai comuni di La Morra, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e Barolo. È un vino rosso piemontese strutturato ed elegante, affinato per 24 mesi in barrique francesi e generalmente indicato con la dicitura allergeni “contiene solfiti”.
Gradazione alcolica del Barolo Elio Altare
| Etichetta | Annata | Gradazione alcolica | Affinamento | Uve |
|---|---|---|---|---|
| Barolo DOCG | 2020 | 14,50 % vol. | 24 mesi di barrique | 100% Nebbiolo |
| Barolo DOCG | 2021 | 14,50 % vol. | 24 mesi di barrique | 100% Nebbiolo |
| Barolo DOCG | 2022 | 15,00 % vol. | 24 mesi di barrique | 100% Nebbiolo |
Il Barolo DOCG 2022 presenta una gradazione alcolica di 15,00 % vol. ed è ottenuto da uve 100% Nebbiolo, con 24 mesi di affinamento in barrique e successivo riposo in bottiglia.
Il Barolo DOCG 2021 presenta una gradazione alcolica di 14,50 % vol. ed è ottenuto da uve 100% Nebbiolo, con 24 mesi di affinamento in barrique e senza filtrazione.
Il Barolo DOCG 2020 presenta una gradazione alcolica di 14,50 % vol., è prodotto con uve 100% Nebbiolo e affina per 24 mesi in barrique.
Perché la gradazione può cambiare tra le annate
Il 2022 nelle Langhe è stato caldo, secco e concentrato: un’annata che Parker ha classificato tra le più straordinarie dell’ultimo decennio.
Le viti hanno subito uno stress, le uve sono maturate precocemente e completamente; l’estrazione in fermentini rotanti per 4-5 giorni ha prodotto un frutto più denso e tannini più morbidi rispetto a un’annata più fresca.
24 mesi in barrique francesi di secondo passaggio hanno conferito al vino struttura e complessità, senza sovrastare il calore dell’annata.
La differenza tra il 14,50% vol. delle annate 2020 e 2021 e il 15,00% vol. dell’annata 2022 è quindi legata alla specifica espressione dell’annata e al livello di maturazione delle uve.
Che vino è il Barolo di Elio Altare
Barolo is a delicious red wine that comes from the town of the same name in the Northern Italian region of Piedmont.
Letteralmente meaning ‘Foot of the Mountain,’ Piedmont (or Piemonte in Italian) sits in the shadow of the snow-capped Alps and is one of Italy’s most beautiful regions.
Barolo must be 100% Nebbiolo, a pernickety grape supposedly named after Piedmont’s famous fog (or ‘nebbia’ in Italian.
Il Barolo di Elio Altare è un vino piemontese prodotto da vigneti situati a La Morra, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba e Barolo.
Il Barolo di Elio Altare è un Barolo dei quattro punti cardinali. Non in senso geografico, ma caratteriale: da La Morra, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba e dal comune di Barolo nasce un vino in cui non prevale un unico vigneto, ma tutti insieme.
Una mappa dell'intera zona di denominazione racchiusa in 10.000 bottiglie.
La Morra apporta aromi e setosità. Castiglione Falletto apporta corpo. Serralunga d’Alba apporta la rigorosità minerale. Il comune di Barolo stesso apporta l’equilibrio.

Uve, vigneti e territorio
Questo Barolo 2021 di Elio Altare è 100% Nebbiolo.
Le viti, di 20-30 anni e con esposizione sud/sud-est, crescono su un mosaico di suoli.
10.000 bottiglie provenienti da viti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, prevalentemente esposte a sud o sud-est.
La tenuta La storia della cantina Elio Altare risale al 1948, quando Joseph Altare acquistò 5 ettari di vigneti a La Morra, con l’ambizione di produrre grandi vini del Piemonte.
Oggi Elio Altare conta nove ettari e mezzo di proprietà, raddoppiati dai circa quattro lasciati dal nonno prima e da Elio successivamente.
I vigneti si estendono su quasi tutti i comuni del Barolo: Serralunga, Roddi, Castiglione, Barolo, Monforte (escludendo quindi Novello) con le vigne più storiche presenti a corpo, dove si trova la Barbera, Dolcetto e Nebbiolo.
Negli anni si cercano anche terreni vitati in affitto, che possono aggiungere due o tre ettari a quelli posseduti, facendo però di anno in anno sempre più fatica a sottoscrivere contratti di lungo termine.
Elio Altare e la modernizzazione del Barolo
(LA MORRA - CUNEO) Elio Altare è stata un’icona rivoluzionaria per i vini delle Langhe.
Considerato il leader dei Barolo Boys, è divenuto celebre a livello internazionale per i suoi straordinari vini Barolo dall’approccio modernista.
In seguito a un viaggio in Borgogna nel 1976, Elio Altare, nipote di Joseph, avviò progressivamente una profonda modernizzazione delle pratiche in tenuta, sia nella vinificazione sia nell’affinamento.
Una trasferta che ha impattato sia nella decisione dell’utilizzo delle barrique sia nel forgiare il carattere pionieristico e rivoluzionario che si è successivamente tradotto nel movimento Barolo Boys.
Ogni rivoluzione, secondo il normale corso degli eventi, trova il suo Termidoro, ogni rivoluzionario, prima o poi, affievoliti il fuoco sacro e la passione dell’entusiasmo giovanile, si adatta gradualmente ai fatti concreti della realtà quotidiana.
Ma esistono eccezioni occasionali, e una di queste è di certo Elio Altare, ideatore di tante concezioni e atti rivoluzionari dalla metà degli anni 80 in avanti: tempi di fermentazione drasticamente accorciati, impiego dei piccoli legni per affinare i vini, ricerca risoluta di tannini più morbidi, anche in vini ottenuti da uve di elevato tenore tannico come il Nebbiolo del Piemonte.
Per alcuni dei tanti epigoni che hanno seguito questa strada, queste pratiche, nei primissimi momenti, erano poco più di una manifestazione delle varie mode del momento, ma per Altare si trattava di profondi convincimenti, frutto di molti, molti anni di lavoro nel campo.
In seguito a un viaggio in Borgogna nel 1976, Elio Altare, nipote di Joseph, avviò progressivamente una profonda modernizzazione delle pratiche in tenuta, sia nella vinificazione sia nell’affinamento.
La filosofia di base con cui viene portata avanti l’azienda è quella di mantenere quanto si è fatto in passato, cercando di apportare le innovazioni tecnologiche di questi anni per poter migliorare le metodologie produttive, senza stravolgere i risultati finali.
Le sperimentazioni, le nuove idee e la modernità sono sempre ben accette.
Vinificazione e affinamento
La macerazione delle uve, tutte a bacca rossa, viene effettuata in rotomaceratori orizzontali, con l’aggiunta di un pied de cuve, ad una temperatura di trentatrè gradi, per un tempo molto corto, di quattro/cinque giorni, per poi svinare, pressare e trasferire il vino nei rispettivi vasi vinari, acciaio o legno, di diverso passaggio.
Macerazione sulle bucce per circa 4-5 giorni.
Affinamento di 24 mesi in barrique francesi.
Dopo l’affinamento i vini vengono assemblati e imbottigliati direttamente, senza subire alcuna chiarifica o filtrazione.
In cantina, se un tempo l’azienda veniva definita moderna ora, dopo quarant’anni, “ci si può definire moderni tradizionalisti”, avendo mantenuto sempre la stessa idea di vinificazione.
La barricaia, costruita circa vent’anni fa, utilizza esclusivamente legno di rovere francese, introdotto nel 1983 e mai abbandonato nel corso degli anni.
Profilo organolettico
Colore: rosso rubino molto intenso con riflessi granati.
Al naso presenta una frutta molto delicata, ma anche sanguinella, tocco ematico, fiori rossi, leggero rabarbaro, bastone di liquirizia e un inizio di sottobosco.
In bocca entra dritto, con buona beva, discreta spalla acida, mineralità e sapidità, per un tannino che comincia a farsi sentire e discreta persistenza.
Il Barolo DOCG 2020 è raso e morbido, con una purezza straordinaria e un equilibrio raffinato.
Al naso emergono bacche rosse, fiori, menta, liquirizia e petali di rosa.
Al palato ha una personalità estremamente lineare, con sapori di amarena, anice, roccia frantumata e fiori blu.
Il Barolo DOCG 2022 mostra un frutto più denso e tannini più morbidi rispetto a un’annata più fresca.
Il Barolo “Arborina” DOCG 2020 presenta un radioso rubino che cattura l’attenzione.
Le uve provengono dal vigneto singolo Arborina, un anfiteatro esposto a sud-sud-est sulle colline di La Morra, il cui terreno calcareo e argilloso è caratterizzato da una mineralità elementare.
Ciononostante, è stato ottenuto un risultato concentrato ed elegante.
Stile del Barolo Elio Altare
Figura chiave nell’affermare la reputazione della tenuta oltre i confini, Elio Altare dà vita a vini che coniugano armoniosamente eleganza, finezza ed equilibrio.
Quando Elio Altare tornò dalla Borgogna negli anni ’70, portò con sé una convinzione che all’epoca nessuno in Piemonte condivideva: che il Nebbiolo non deve diventare grande grazie al tempo e alla "massa tannica", ma grazie all’eleganza e alla precisione.
Accorciò i tempi di macerazione, introdusse le barrique usate e perseguì l’ideale di un Barolo accessibile senza perdere la propria anima.
La convinzione è rimasta.
Il Barolo d’ingresso di Altare è la forma di espressione più completa di questa convinzione: nessun cru, nessuna selezione di un singolo appezzamento, ma un assemblaggio proveniente dai quattro grandi comuni della denominazione.
Con il Barolo Cerretta Vigna Bricco è riuscito a imbrigliare e domare lo spirito selvaggio di Serralunga, un successo di proporzioni davvero notevoli.
Confronto con altre etichette Elio Altare
La gradazione di 15,00% vol. non è esclusiva del Barolo DOCG 2022: anche “La Villa” Rosso Langhe DOC 2022 presenta 15,00 % vol.
“La Villa” Rosso Langhe DOC 2022 nasce dall’interazione del 40% di Barbera con i sapori e la struttura del 60% di Nebbiolo.
Il Barbera apporta fruttato, calore e quella vivace acidità che rende inconfondibile questo vitigno, mentre il Nebbiolo conferisce struttura, setosità e profondità tannica.
Il “Giàrborina” Rosso Langhe DOC 2022 è prodotto con uve 100% Nebbiolo e presenta una gradazione alcolica di 15,00 % vol.
Il Barolo “Arborina” DOCG 2020 è uno dei vini più importanti della casa di Elio Altare.
Il “Giàrborina” Rosso Langhe DOC 2021, il “Giàrborina” Rosso Langhe DOC 2023 e il Barolo DOCG 2021 presentano invece una gradazione alcolica di 14,50 % vol.
Il Dolcetto d’Alba DOC 2024 presenta una gradazione alcolica di 13,00 % vol., mentre “L’Insieme” VdT presenta 14,00 % vol.
| Vino | Gradazione alcolica | Uvaggio |
|---|---|---|
| Barolo DOCG 2022 | 15,00 % vol. | 100% Nebbiolo |
| Barolo DOCG 2021 | 14,50 % vol. | 100% Nebbiolo |
| Barolo DOCG 2020 | 14,50 % vol. | 100% Nebbiolo |
| “La Villa” Rosso Langhe DOC 2022 | 15,00 % vol. | 60% Barbera, 40% Nebbiolo |
| “Giàrborina” Rosso Langhe DOC 2022 | 15,00 % vol. | 100% Nebbiolo |
| Dolcetto d’Alba DOC 2024 | 13,00 % vol. | 100% Dolcetto |
| “L’Insieme” VdT | 14,00 % vol. | Cabernet Sauvignon, Barbera, Nebbiolo, Dolcetto, Syrah e Petit Verdot |
Abbinamenti gastronomici
Il Barolo DOCG 2022 si abbina a costata di Fassona stagionata, selvaggina pregiata e pappardelle al cinghiale.
Il Barolo DOCG 2021 si abbina a brasato al Barolo, lepre alla piemontese e Castelmagno stagionato.
Per struttura, tannino e intensità aromatica, il Barolo è adatto anche a piatti di carne importanti, selvaggina, arrosti e formaggi stagionati.
La gradazione alcolica di 14,50-15,00% vol. accompagna pietanze ricche senza separarsi dall’equilibrio acido, dalla componente minerale e dalla trama tannica del Nebbiolo.

Temperatura di servizio e conservazione
Il Barolo DOCG 2022 va servito a 18‑20 °C.
Il Barolo DOCG 2021 va servito a 18‑20 °C.
Il Barolo DOCG 2020 va servito a 18‑20 °C.
Il Barolo DOCG 2021 ha una capacità di invecchiamento indicata fino al 2045+.
Il Barolo DOCG 2022 ha una capacità di invecchiamento indicata fino al 2046+.
Il Barolo DOCG 2020 ha una capacità di invecchiamento indicata fino al 2044+.
Allergeni
Allergeni: contiene solfiti.
Il Barolo DOCG 2022 contiene 72 mg/l di solfiti.
Il Barolo DOCG 2021 contiene 68 mg/l di solfiti.
Il Barolo DOCG 2020 contiene 66 mg/l di solfiti.
La dicitura “contiene solfiti” identifica l’allergene riportato per queste etichette.
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